L’epidemia da Nuovo Coronavirus (chiamato 2019-nCoV e successivamente Sars-Cov-2) ha raggiunto l’Italia, con i primi casi in Lombardia e successivamente confermati in altre regioni. Probabilmente sarebbe stato impossibile fermare la diffusione, nonostante le misure di sicurezza disposte dalla World Health Organization (WHO – OMS) adottate anche dall’Italia in seguito alla dichiarazione di emergenza sanitaria di interesse internazionale dello scorso 30 gennaio.

Mercoledì 11 marzo la World Health Organization ha dichiarato la pandemia: significa che il virus, a prescindere dalla sua gravità, ha raggiunto una diffusione superiore a quella solitamente interessata da un’epidemia. Si parla di pandemia quando un nuovo agente patogeno per il quale le persone non hanno immunità, come il Nuovo Coronavirus, si diffonde rapidamente e con facilità in molti Paesi del mondo.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sul virus e le informazioni utili per prevenire il contagio, con le ricadute sul nostro territorio.

Caratteristiche del virus

Il Nuovo Coronavirus è un ceppo di Coronavirus (lo stesso del raffreddore, della SARS e della MERS) finora sconosciuto, che causa una malattia denominata Covid-19. Il contagio causa sintomi acuti come febbre, tosse, difficoltà respiratorie e nel complesso si presenta come una polmonite. Nei casi estremi ha causato insufficienza renale e morte del paziente. Il periodo di incubazione del virus, cioè il tempo che passa da quando si viene infettati a quando ci si ammala, sembra essere di 10-14 giorni in media; tuttavia, potrebbero esserci possibilità di contagio anche prima di sviluppare i sintomi, e questo renderebbe più complicato il contenimento del virus.

Il contagio avviene da persona a persona, di solito attraverso uno stretto contatto: famiglia, amici, ambienti di lavoro, ambienti affollati. Il principale veicolo di contagio sembrano essere le gocce di saliva e di muco delle persone infette. In questo senso, il Nuovo Coronavirus sembra avere un tasso di letalità molto minore della SARS, sua lontana parente, anche se la sua contagiosità è maggiore.

L’infezione, dai dati epidemiologici, causa sintomi lievi o moderati, paragonabile a una comune influenza nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso però risulta benigno nella maggioranza dei casi; si calcola che solo il 4% dei pazienti abbia la necessità di un ricovero in terapia intensiva. Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza.

“A livello globale, circa il 3,4% dei casi di Covid-19 è esitato in morte. Per fare un confronto, l’influenza uccide meno dell’1% degli infetti – ha dichiarato il direttore generale dell’OMS – Ora, con più dati alla mano, stiamo capendo di più di questo virus. Non è Sars, non è Mers e non è influenza. È un virus unico con caratteristiche uniche”

Il rischio di malattia grave associata all’infezione COVID-19 per le persone in Europa è attualmente considerato moderato per la popolazione generale e alto per gli anziani e le persone con malattie croniche di base. Inoltre, il rischio di malattie più lievi e il conseguente impatto sull’attività sociale e lavorativa sono considerati elevati.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diffuso il primo rapporto sui morti per coronavirus: uno studio su 105 decessi che avevano contratto il Covid-19, per comprendere meglio l’epidemia che si è sviluppata nelle ultime settimane. Dai dati risulta che l’età media fosse di 81 anni e in due terzi dei casi fossero presenti patologie preesistenti.

Sul sito dell’Ars, l’Agenzia Regionale di Sanità, è possibile trovare un aggiornamento costante della situazione, con i dati riportati dall’Oms e la loro distribuzione, le modalità di trasmissione del virus e la valutazione del rischio, le raccomandazioni dell’Oms e la guida per la sorveglianza, la situazione e gli interventi in Europa e in Italia.

Monitoraggio della situazione in Italia

Grazie alla mappa interattiva della Protezione Civile è possibile monitorare la situazione del contagio in Italia. Attualmente sono stati registrati 86.498 casi positivi al nuovo Coronavirus, di cui 10.950 guariti e 9.134 deceduti.

Secondo il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, dai dati finora raccolti sulla diffusione dei contagi nel nostro Paese, per tutti i casi italiani l’infezione è avvenuta direttamente in Italia, fatta eccezione per i primi tre casi segnalati nel Lazio che derivavano invece da contagi all’estero, probabilmente in Cina.

L’obiettivo dei decreti governativi è quello di ridurre il contagio attraverso il distanziamento sociale, ottenuto attraverso delle misure di chiusura delle attività produttive e commerciali non essenziali fino al 3 aprile, il divieto di allontanarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Misure relative all’economia e agli ingressi in Italia

Per affrontare la pandemia il governo ha emanato il decreto legge “Cura Italia”, che potenzia il sistema sanitario nazionale e contiene una serie di misure economiche a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese. Consultate il testo ufficiale del decreto per sapere se avete diritto a una delle misure previste.

Con un decreto del Ministero della Salute e dei Trasporti, è inoltre scattato l’obbligo di isolamento per chi entra in Italia, salvo per necessità lavorative. Anche in assenza di sintomi, chi entra nel Paese è obbligato a comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’Asl competente, sottoponendosi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni. Il provvedimento ha validità fino al 25 marzo e prevede come eccezioni le comprovate esigenze lavorative per un tempo non superiore alle 72 ore (salvo motivata proroga di altre 48 ore), oltre ad escludere il personale viaggiante appartenente a imprese con sede legale in Italia.

L’Epidemia e gli organi di stampa

La Regione Toscana ha richiesto espressamente ai media di contribuire a mantenere la calma e non diffondere fake news, rilanciando allerta ingiustificati; viene inoltre diffidata la pubblicazione di post falsi sui social network. È anche importante notare che il virus non è collegato in nessun modo all’etnia delle persone né alla loro provenienza, e che atti di discriminazione nei confronti della comunità cinese toscana (come verificatosi a Roma) o di chiunque altro restano inaccettabili e ingiustificati.

La prevenzione è importante, ma allo stesso modo è consigliabile non cadere preda di allarmismi: secondo l’Ordine degli psicologi della Toscana, infatti, lo stato di iperallerta può essere nocivo per il sistema immunitario e il nostro benessere psicologico. A sottolinearlo Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine in relazione all’emergenza sul coronavirus.

“La paura è uno stato emotivo innato, una risposta adattiva di fronte ad una situazione di pericolo: sperimentarla è essenziale, se si vuole sopravvivere. Tuttavia può accadere che la reazione alla minaccia sia sproporzionata rispetto alla sua reale pericolosità portandoci ad esagerare e a rispondere in maniera non più funzionale, creando uno stato di iperallerta che può essere nocivo persino per il nostro sistema immunitario e per il nostro benessere psicologico”

Prevenzione e consigli utili

L’Azienda Toscana sud est, riferimento sanitario per il nostro territorio, ha comunicato di aver recepito tutte le disposizioni adottate dal Ministero della Salute e dalla Regione Toscana, per attuare la sorveglianza e controllo per la malattia infettiva diffusiva.

Si invitano i cittadini con sospetti lievi sintomi come raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie e rialzo di febbre, a non recarsi autonomamente al Pronto Soccorso per evitare inutili sovraffollamenti. In questi casi è necessario contattare e allertare il medico di famiglia o il pediatra (la disposizione per questi ultimi è quella di assicurare la contattabilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e festivi). Nei casi più gravi, è a disposizione il servizio di 118, che dispone di tutti gli strumenti necessari per la corretta gestione dei casi anche più complessi.

Viene fatto divieto di accedere alle strutture sanitarie per gli individui che abbiano avuto contatti con soggetti confermati di malattia infettiva e per le persone che, negli ultimi 14 giorni, siano arrivate in Toscana dopo essere stati nelle aree a rischio interessate, che devono utilizzare i numeri della sorveglianza attiva per ogni comunicazione, informazione e necessità.

I cittadini possono tutelarsi e diminuire il rischio di contagio seguendo alcune semplici misure precauzionali, soprattutto se si tratta di soggetti facenti parte di categorie a rischio (anziani, immunodepressi, persone che soffrono di patologie respiratorie):

  • Lavati le mani con il gel alcolico o con acqua e sapone il più spesso possibile. Non toccarti occhi, naso, bocca, con le mani. Anche se le mani sembrano pulite lavale con il gel (30 secondi) o con acqua e sapone (60 secondi);
  • Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool. Garantisci un’adeguata areazione degli ambienti;
  • Ogni volta che tossisci o starnutisci copriti il naso e la bocca con un fazzoletto o con le mani o con l’incavo del gomito;
  • Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico;
  • Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, mantenendo possibilmente la distanza di almeno un metro e riduci per quanto possibile le visite a parenti o conoscenti ricoverati;
  • Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate;
  • Se hai febbre, raffreddore o tosse non recarti al Pronto Soccorso in ospedale o in strutture ambulatoriali contatta il tuo medico;
  • Se hai avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19 o sei tornato da meno di 14 giorni dalle aree interessate all’epidemia o da zone sottoposte a quarantena, devi contattare i seguenti numeri telefonici messi a disposizione dalle Aziende sanitarie: 055.5454777 (Asl Toscana Centro) – 050. 954444 (Asl Toscana Nord Ovest) – 800579579 (Asl Toscana Sud Est);
  • Rimanda le prestazioni ambulatoriali e ricoveri programmati, soprattutto in caso di presenza di sintomatologia febbrile e/o respiratoria, in accordo con il medico di riferimento, per riprogrammarle successivamente.
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus. Dopo il contatto con gli animali è sempre buona norma effettuare il lavaggio delle mani.

Numeri utili e contatti diretti

La Ausl Toscana sud est, a seguito dell’ordinanza emessa dalla Regione Toscana, ha attivato il numero verde 800579579 con servizio di interpretariato anche in cinese, attivo 24 ore su 24. Chi rientra nelle zone di competenza della AUSL Toscana sud est è tenuto a comunicarlo: per questo è stata attivata una specifica casella di posta elettronica: rientrocina@uslsudest.toscana.it

I riferimenti sono dedicati in particolare ai soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 e a chi, negli ultimi 14 giorni, sia rientrato in Toscana dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia. Queste persone devono comunicare i loro dati personali. Per chi è rientrato dalle aree a rischio e per i soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati della malattia infettiva, è disposta dall’azienda sanitaria la misura della quarantena con sorveglianza attiva.

Ai riferimenti telefonici stanno arrivando centinaia di chiamate improprie, di persone che chiedono solo informazioni e chiarimenti: queste chiamate intasano le linee telefoniche, impedendo di trovare libero a chi deve obbligatoriamente telefonare per le segnalazioni. Per le informazioni è in funzione il numero verde istituito dalla Regione: 800556060, opzione 1, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 15. A questo numero rispondono operatori adeguatamente formati. Il servizio fornisce orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul tema del Coronavirus.

Sempre per avere informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24. A questo numero rispondono anche mediatori culturali che dialogano con i cittadini cinesi che si rivolgono al servizio.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo – ore 18:00)

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