La Regione Toscana ha emanato un’ordinanza con cui invita le persone positive al coronavirus che stanno osservando la quarantena a casa – 3.500 in totale – ad accettare di trasferirsi temporaneamente negli “alberghi sanitari”. Si tratta di strutture, perlopiù hotel, temporaneamente convertite alla gestione dell’emergenza Covid-19. Inoltre i casi positivi delle residenze per anziani o per disabili d’ora in poi avranno un’assistenza da cure intermedie, in strutture appositamente dedicate o nelle case di riposo dove già si trovano (se sarà possibile). Il tutto a carico del sistema sanitario regionale.

Da casa negli alberghi sanitari
Negli ospedali la situazione sta migliorando: diminuiscono i ricoveri (e non solo quelli in terapia intensiva). Ma non è il momento di abbassare la guardia: vanno ridotti in tutti i modi i rischi di nuovi contagi, ripete il presidente Enrico Rossi. Così la Regione offrirà a tutti i pazienti positivi che oggi sono in isolamento nella propria abitazione – quelli che in ospedale non ci sono mai andati, perché stavano abbastanza bene, e quelli che dall’ospedale sono stati dimessi – la possibilità di trasferirsi ed essere assistiti in alberghi sanitari, dove le Asl dovranno garantire ogni giorno almeno una visita di medici e infermieri. “Gli alberghi sanitari offrono migliori garanzie di isolamento – spiega Rossi. – Inoltre le condizioni di salute potranno essere monitorate in modo più continuo”.

Non è un obbligo. Le unità mobili di infermieri e medici, le Usca, che si recheranno nei prossimi giorni a casa dei pazienti, lo proporranno. La scelta sarà degli ammalati. Chi poi volesse rimanere a casa dovrà comunque firmare una dichiarazione in cui rinuncia al trattamento proposto.

Prima in Italia a partire, la Regione Toscana ha iniziato a stipulare convenzioni per l’istituzione di “alberghi sanitari”, distribuiti su tutto il territorio, nei quali sarà garantita idonea sorveglianza infermieristica e medica per i pazienti COVID – 19. Per ora sono già 14 le convenzioni stipulate per un totale di circa 300 posti letto.

Cure intermedie per i positivi della Rsa
Nuove norme e assistenza potenziata anche per le residenze per anziani e per quelle per disabili, dove nelle ultime settimane sono cresciuti i contagiati. “Gli ospiti positivi – dice Rossi – saranno d’ora in poi subito presi in carico dal servizio sanitario regionale, prevedendo per tutti almeno l’assistenza che è propria delle cure intermedie”. Infermieri dunque, medici e strumentazione adeguata. E non solo per i sintomatici, ma anche per asintomatici e paucisintomatici, ovvero per chi sta bene e non ha i sintomi tipici della malattia. Rimane chiaramente la necessità di isolare i positivi. Questo potrà così avvenire all’interno della residenza, se gli spazi consentiranno una separazione senza alcuna commistione, altrimenti i malati dovranno essere trasferiti in strutture diverse e a questo proposte, destinate unicamente a malati Covid. Alcune Rsa o Rsd private, d’intesa con il gestore, potrebbero essere trasformate e rivolte alla sola accoglienza di ospiti positivi.

L’ordinanza affronta infine anche il problema del personale. Se medici, operatori e infermieri delle Asl non fossero sufficienti per la gestione sanitaria degli ospiti positivi, le aziende sanitarie sono autorizzate ad assunzioni con procedura d’urgenza, utilizzando le graduatorie Estar e facendo anche ricorso a contratti tempo indeterminato.

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