La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: sanità

Coronavirus e spesa a domicilio: tutte le informazioni

In seguito agli ultimi decreti governativi per contenere l’epidemia da Nuovo Coronavirus su tutto il territorio nazionale, molti cittadini, anche nel nostro territorio, potrebbero aver bisogno di assistenza o sostegno…

In seguito agli ultimi decreti governativi per contenere l’epidemia da Nuovo Coronavirus su tutto il territorio nazionale, molti cittadini, anche nel nostro territorio, potrebbero aver bisogno di assistenza o sostegno nel reperire i beni di prima necessità (cibo, farmaci, prodotti di uso quotidiano). Sono infatti scattati molti divieti relativi agli spostamenti e l’accesso agli esercizi commerciali: l’obiettivo è quello di vietare ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, per rallentare la diffusione del virus attraverso l’isolamento sociale.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni relative al nostro territorio per usufruire della spesa a domicilio o di altri servizi di assistenza familiare, in caso di necessità. Sentitevi liberi di segnalarci integrazioni, modifiche o eventuali errori.

Cetona

L’Amministrazione Comunale, insieme alla Misericordia e ai punti vendita dei generi alimentari, organizza un servizio di consegna della spesa a domicilio. Le richieste dovranno pervenire alla Misericordia, entro le ore 12,00 di ciascun giorno, e le consegne verranno eseguite nel pomeriggio. Il servizio è attivo sia a Cetona che a Piazze ed è dedicato in particolare alle persone anziane. Per gli interessati, è possibile contattare la Misericordia ai seguenti recapiti telefonici: 0578 239154 e 348 2533571.

Cortona

Molti esercizi commerciali si sono resi disponibili per la consegna dei prodotti alimentari a domicilio. Trovate l’elenco in aggiornamento, con i rispettivi recapiti, a questo link nel sito del Comune.

Chiusi

Il Comune con il servizio di Protezione Civile della Pubblica Assistenza offre il servizio di consegna a domicilio della spesa per le persone in quarantena o isolamento. Per attivare il servizio si può chiamare il numero 3495530115 (dott. Marco Socciarelli).

Per gli anziani soli e in difficoltà la Croce Rossa italiana, la Pubblica Assistenza e la Misericordia offrono il servizio di consegna a domicilio della spesa. Per attivare il servizio è possibile chiamare il numero 3495530115 (dott. Marco Socciarelli) o le assistenti sociali ai numeri 0578713713 e 05787113711.

La Misericordia offre agli anziani soli il servizio di consegna a domicilio dei farmaci. Si può contattare direttamente l’associazione al numero di telefono 0578222210.

Confesercenti

Segnaliamo un elenco di imprese associate Confesercenti Siena che sono abilitate ed in grado di far fare acquisti, senza che i cittadini debbano entrare nei loro locali. Tramite consegna a domicilio oppure tramite consegna all’ingresso del locale (in entrambi i casi, su prenotazione). I cittadini interessati possono contattare i rispettivi recapiti, seguendo le modalità indicate.

Chianciano Terme

Per venire incontro alle esigenze dei concittadini anziani, la Confraternita della Misericordia di Chianciano Terme ha attivato i servizi gratuiti di consegna a domicilio della spesa, ritiro medicinali preso le farmacie e ritiro ricetta dal medico. Per informazioni e prenotazioni potete chiamare il numero 057831221.

Inoltre alcuni negozi di generi alimentari si sono resi disponibili a effettuare la consegna a domicilio per i cittadini. Potete scaricare qui l’elenco completo.

Foiano della Chiana

La Pubblica Assistenza Avis, in collaborazione con il Comune, effettua il servizio di consegna spesa e farmaci a domicilio per le persone più fragili. Il servizio, completamente gratuito, è svolto da giovani concittadini che si sono resi disponibili. Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare i numeri 3473119662 (Elisa) e 3495301352 (Patrizia) dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 11 e dalle ore 15 alle 17.

Inoltre il personale della Croce Rossa di Foiano effettua il servizio di consegna a domicilio dei farmaci per coloro che sono impossibilitali al ritiro presso la farmacia. Il servizio può essere richiesto al numero verde 800065510.

Lucignano

La Misericordia offre ai cittadini che ne abbiano necessità un servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari.
Il numero da chiamare è il 3381419547.

Montepulciano

Il Comune ha deliberato un protocollo d’intesa con alcune associazioni di volontariato del territorio dal nome “Te lo portiamo noi”. Il protocollo non è in sovrapposizione con l’operato della Protezione Civile, che è concentrato nel sostegno a persone in quarantena, ma si rivolge a fasce di cittadinanza che in questo momento sono particolarmente deboli e non in grado di sopperire a certe normalissime attività della loro quotidianità. Le associazioni coinvolte sono la Croce Rossa Italiana, la Fratellanza di Misericordia di Acquaviva, la Pia Arciconfraternita di Misericordia di Montepulciano e la Vigilanza Civile Ambientale di Acquaviva.

Per usufruire del servizio è sufficiente chiamare il numero 0578712227, attivo dalle 9 alle 13, dal lunedì al venerdì; le richieste che saranno pervenute entro le 11 saranno evase possibilmente in giornata, quelle che arriveranno in orario successivo saranno evase il giorno seguente.

San Casciano dei Bagni

Nel territorio comunale (anche nelle frazioni di Celle sul Rigo, Palazzone e Ponte a Rigo) molti negozi di generi alimentari sono disponibili a portare la spesa a casa, osservando tutte le misure di sicurezza. Potete scaricare qui l’elenco nel dettaglio.

Sarteano

Anche il Comune di Sarteano, con il progetto “Sarteano a Domicilio”, supporta le attività commerciali del paese che si sono rese disponibili a effettuare la consegna direttamente a casa dei cittadini. Oltre al settore alimentari, anche altre attività sono a disposizione per la consegna a domicilio: ferramenta, mangimi, cartoleria, riparazioni e così via. Potete scaricare qui l’elenco in aggiornamento.

Ai negozi di generi alimentari si sono aggiunti una serie di servizi ai cittadini di Sarteano in difficoltà come banco alimentare, supporto psicologico, centri antiviolenza. Potete scaricare qui l’elenco.

Sinalunga

Nel Comune di Sinalunga è stato attivato il servizio “Bottega della Salute” per consegnare medicinali e spesa a domicilio a persone anziane, in quarantena o in difficoltà. È possibile contattare il numero 0577635258 dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle 10.

Inoltre è possibile contattare direttamente le seguenti associazioni che hanno dato disponibilità a svolgere servizi di assistenza:

  • Auser Sinalunga Arcobaleno: 345 8341150
  • Auser Bettolle Centostelle: 0577 624335 – 340 5810566 – 347 1825461–3457912288
  • Parrocchia San Pietro ad Mensulas, Pieve di Sinalunga: 0577/630188
  • Volontari Polisportiva Farnetella: 338 2374364 – 334 5433331

Torrita di Siena

È stato siglato un protocollo di collaborazione chiamato #Unaiutoacasa tra il Comune di Torrita di Siena e due associazioni di volontariato locali: la Pubblica Assistenza e la Misericordia. Si tratta di un accordo per la fornitura di medicinali e generi di prima necessità a persone o famiglie in stato d’isolamento.

Per attivare il servizio è sufficiente telefonare in Comune,dalle 9:30 alle 12:30, ai numeri 0577688215 oppure 3388365252 e segnalare le proprie esigenze. Per motivi organizzativi, non può essere garantita l’evasione in giornata di richieste pervenute dopo le ore 11.

Trequanda

Con lo scopo di aiutare chi è più in difficoltà, la cooperativa di consumo di Castelmuzio, per Castelmuzio e Petroio, la Misericordia di Trequanda, la Bottega di Nella e la Macelleria Ricci hanno messo a disposizione il servizio a domicilio per la spesa “Spesa a casa”.

Può richiedere il servizio chiunque ne abbia bisogno a Castelmuzio e Petroio, telefonando direttamente al negozio al numero 0577665049 dalle ore 9 alle ore 10 e dalle ore 17 alle ore 18 e fare il proprio ordine.

Per le consegne su Trequanda da parte della Misericordia il numero da chiamare è 3356504517; il numero della bottega di alimentari è 3476405819. Per le consegne su tutto il territorio comunale da parte della Macelleria Ricci il numero da chiamare è ‎333 320 2308.

Sostegno psicologico

L’Ordine degli Psicologi della Toscana ha organizzato un servizio di supporto telefonico, con il numero dedicato 331 6826935, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19, al quale rispondono psicologi che forniscono sia un supporto operativo sia per gli operatori sanitari che vivono lo stress e le difficoltà dell’assistenza in questa pandemia sia per i cittadini che vivono questo difficile momento di isolamento.

Anche la Pubblica Assistenza di Chiusi fornisce un servizio di supporto psicologico. È possibile contattare la dott.ssa Corbelli (3807016735) o la dott.ssa Rossi (3475410861)

Gli psicologi del Centro Diagnostico Valdichiana sono a disposizione dei cittadini con un servizio gratuito di ascolto e supporto psicologico telefonico, per affrontare paura, ansia, rabbia, tristezza, angoscia o solitudine. Per accedere al servizio si può telefonare al numero 0575641106 nei seguenti orari: Lunedì, Martedì dalle 15 alle 19 – Mercoledì dalle 9 alle 12 – Giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 – Venerdì dalle 15 alle 19.

L’associazione di Torrita di Siena ERA (Empathy Really Action) ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente la professionalità dei suoi psicoterapeuti nei confronti della cittadinanza in questo periodo di emergenza sanitaria. La consulenza avviene in forma telefonica ai seguenti orari:
Lunedì dalle 11 alle 13 -Mercoledì dalle 11 alle 13 – Venerdi dalle 11 alle 13 – I numeri da chiamare: 38865220 77 (Dr. Elisa Marcheselli), 3924131912 (Dr. Roberta Rachini) e 3288274299 (Dr. Alessio Pieri).

I centri antiviolenza Di.Re continuano la loro attività e sono pronti a sostenere le persone vittime di violenze e abusi. È sempre possibile contattare il numero verde 1522 e, in Valdichiana senese, i numeri 3279999228 e 3293050686, oppure scrivendo una email a info@associazioneamicadonna.it o cavamicadonna@gmail.com 

Ricordiamo inoltre il numero telefonico di pubblica utilità 1500, attivo 24 ore su 24, istituito dal Ministero della Sanità per tutte le informazioni riguardanti l’emergenza del coronavirus.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo ore 18:10)

Nessun commento su Coronavirus e spesa a domicilio: tutte le informazioni

Coronavirus: la prevenzione e le informazioni utili in Toscana

L’epidemia da Nuovo Coronavirus (chiamato 2019-nCoV e successivamente Sars-Cov-2) ha raggiunto l’Italia, con i primi casi in Lombardia e successivamente confermati in altre regioni. Probabilmente sarebbe stato impossibile fermare la diffusione, nonostante…

L’epidemia da Nuovo Coronavirus (chiamato 2019-nCoV e successivamente Sars-Cov-2) ha raggiunto l’Italia, con i primi casi in Lombardia e successivamente confermati in altre regioni. Probabilmente sarebbe stato impossibile fermare la diffusione, nonostante le misure di sicurezza disposte dalla World Health Organization (WHO – OMS) adottate anche dall’Italia in seguito alla dichiarazione di emergenza sanitaria di interesse internazionale dello scorso 30 gennaio.

Mercoledì 11 marzo la World Health Organization ha dichiarato la pandemia: significa che il virus, a prescindere dalla sua gravità, ha raggiunto una diffusione superiore a quella solitamente interessata da un’epidemia. Si parla di pandemia quando un nuovo agente patogeno per il quale le persone non hanno immunità, come il Nuovo Coronavirus, si diffonde rapidamente e con facilità in molti Paesi del mondo.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sul virus e le informazioni utili per prevenire il contagio, con le ricadute sul nostro territorio.

Caratteristiche del virus

Il Nuovo Coronavirus è un ceppo di Coronavirus (lo stesso del raffreddore, della SARS e della MERS) finora sconosciuto, che causa una malattia denominata Covid-19. Il contagio causa sintomi acuti come febbre, tosse, difficoltà respiratorie e nel complesso si presenta come una polmonite. Nei casi estremi ha causato insufficienza renale e morte del paziente. Il periodo di incubazione del virus, cioè il tempo che passa da quando si viene infettati a quando ci si ammala, sembra essere di 10-14 giorni in media; tuttavia, potrebbero esserci possibilità di contagio anche prima di sviluppare i sintomi, e questo renderebbe più complicato il contenimento del virus.

Il contagio avviene da persona a persona, di solito attraverso uno stretto contatto: famiglia, amici, ambienti di lavoro, ambienti affollati. Il principale veicolo di contagio sembrano essere le gocce di saliva e di muco delle persone infette. In questo senso, il Nuovo Coronavirus sembra avere un tasso di letalità molto minore della SARS, sua lontana parente, anche se la sua contagiosità è maggiore.

L’infezione, dai dati epidemiologici, causa sintomi lievi o moderati, paragonabile a una comune influenza nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso però risulta benigno nella maggioranza dei casi; si calcola che solo il 4% dei pazienti abbia la necessità di un ricovero in terapia intensiva. Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza.

“A livello globale, circa il 3,4% dei casi di Covid-19 è esitato in morte. Per fare un confronto, l’influenza uccide meno dell’1% degli infetti – ha dichiarato il direttore generale dell’OMS – Ora, con più dati alla mano, stiamo capendo di più di questo virus. Non è Sars, non è Mers e non è influenza. È un virus unico con caratteristiche uniche”

Il rischio di malattia grave associata all’infezione COVID-19 per le persone in Europa è attualmente considerato moderato per la popolazione generale e alto per gli anziani e le persone con malattie croniche di base. Inoltre, il rischio di malattie più lievi e il conseguente impatto sull’attività sociale e lavorativa sono considerati elevati.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diffuso il primo rapporto sui morti per coronavirus: uno studio su 105 decessi che avevano contratto il Covid-19, per comprendere meglio l’epidemia che si è sviluppata nelle ultime settimane. Dai dati risulta che l’età media fosse di 81 anni e in due terzi dei casi fossero presenti patologie preesistenti.

Sul sito dell’Ars, l’Agenzia Regionale di Sanità, è possibile trovare un aggiornamento costante della situazione, con i dati riportati dall’Oms e la loro distribuzione, le modalità di trasmissione del virus e la valutazione del rischio, le raccomandazioni dell’Oms e la guida per la sorveglianza, la situazione e gli interventi in Europa e in Italia.

Monitoraggio della situazione in Italia

Grazie alla mappa interattiva della Protezione Civile è possibile monitorare la situazione del contagio in Italia. Attualmente sono stati registrati 86.498 casi positivi al nuovo Coronavirus, di cui 10.950 guariti e 9.134 deceduti.

Secondo il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, dai dati finora raccolti sulla diffusione dei contagi nel nostro Paese, per tutti i casi italiani l’infezione è avvenuta direttamente in Italia, fatta eccezione per i primi tre casi segnalati nel Lazio che derivavano invece da contagi all’estero, probabilmente in Cina.

L’obiettivo dei decreti governativi è quello di ridurre il contagio attraverso il distanziamento sociale, ottenuto attraverso delle misure di chiusura delle attività produttive e commerciali non essenziali fino al 3 aprile, il divieto di allontanarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Misure relative all’economia e agli ingressi in Italia

Per affrontare la pandemia il governo ha emanato il decreto legge “Cura Italia”, che potenzia il sistema sanitario nazionale e contiene una serie di misure economiche a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese. Consultate il testo ufficiale del decreto per sapere se avete diritto a una delle misure previste.

Con un decreto del Ministero della Salute e dei Trasporti, è inoltre scattato l’obbligo di isolamento per chi entra in Italia, salvo per necessità lavorative. Anche in assenza di sintomi, chi entra nel Paese è obbligato a comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’Asl competente, sottoponendosi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni. Il provvedimento ha validità fino al 25 marzo e prevede come eccezioni le comprovate esigenze lavorative per un tempo non superiore alle 72 ore (salvo motivata proroga di altre 48 ore), oltre ad escludere il personale viaggiante appartenente a imprese con sede legale in Italia.

L’Epidemia e gli organi di stampa

La Regione Toscana ha richiesto espressamente ai media di contribuire a mantenere la calma e non diffondere fake news, rilanciando allerta ingiustificati; viene inoltre diffidata la pubblicazione di post falsi sui social network. È anche importante notare che il virus non è collegato in nessun modo all’etnia delle persone né alla loro provenienza, e che atti di discriminazione nei confronti della comunità cinese toscana (come verificatosi a Roma) o di chiunque altro restano inaccettabili e ingiustificati.

La prevenzione è importante, ma allo stesso modo è consigliabile non cadere preda di allarmismi: secondo l’Ordine degli psicologi della Toscana, infatti, lo stato di iperallerta può essere nocivo per il sistema immunitario e il nostro benessere psicologico. A sottolinearlo Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine in relazione all’emergenza sul coronavirus.

“La paura è uno stato emotivo innato, una risposta adattiva di fronte ad una situazione di pericolo: sperimentarla è essenziale, se si vuole sopravvivere. Tuttavia può accadere che la reazione alla minaccia sia sproporzionata rispetto alla sua reale pericolosità portandoci ad esagerare e a rispondere in maniera non più funzionale, creando uno stato di iperallerta che può essere nocivo persino per il nostro sistema immunitario e per il nostro benessere psicologico”

Prevenzione e consigli utili

L’Azienda Toscana sud est, riferimento sanitario per il nostro territorio, ha comunicato di aver recepito tutte le disposizioni adottate dal Ministero della Salute e dalla Regione Toscana, per attuare la sorveglianza e controllo per la malattia infettiva diffusiva.

Si invitano i cittadini con sospetti lievi sintomi come raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie e rialzo di febbre, a non recarsi autonomamente al Pronto Soccorso per evitare inutili sovraffollamenti. In questi casi è necessario contattare e allertare il medico di famiglia o il pediatra (la disposizione per questi ultimi è quella di assicurare la contattabilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e festivi). Nei casi più gravi, è a disposizione il servizio di 118, che dispone di tutti gli strumenti necessari per la corretta gestione dei casi anche più complessi.

Viene fatto divieto di accedere alle strutture sanitarie per gli individui che abbiano avuto contatti con soggetti confermati di malattia infettiva e per le persone che, negli ultimi 14 giorni, siano arrivate in Toscana dopo essere stati nelle aree a rischio interessate, che devono utilizzare i numeri della sorveglianza attiva per ogni comunicazione, informazione e necessità.

I cittadini possono tutelarsi e diminuire il rischio di contagio seguendo alcune semplici misure precauzionali, soprattutto se si tratta di soggetti facenti parte di categorie a rischio (anziani, immunodepressi, persone che soffrono di patologie respiratorie):

  • Lavati le mani con il gel alcolico o con acqua e sapone il più spesso possibile. Non toccarti occhi, naso, bocca, con le mani. Anche se le mani sembrano pulite lavale con il gel (30 secondi) o con acqua e sapone (60 secondi);
  • Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool. Garantisci un’adeguata areazione degli ambienti;
  • Ogni volta che tossisci o starnutisci copriti il naso e la bocca con un fazzoletto o con le mani o con l’incavo del gomito;
  • Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico;
  • Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, mantenendo possibilmente la distanza di almeno un metro e riduci per quanto possibile le visite a parenti o conoscenti ricoverati;
  • Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate;
  • Se hai febbre, raffreddore o tosse non recarti al Pronto Soccorso in ospedale o in strutture ambulatoriali contatta il tuo medico;
  • Se hai avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19 o sei tornato da meno di 14 giorni dalle aree interessate all’epidemia o da zone sottoposte a quarantena, devi contattare i seguenti numeri telefonici messi a disposizione dalle Aziende sanitarie: 055.5454777 (Asl Toscana Centro) – 050. 954444 (Asl Toscana Nord Ovest) – 800579579 (Asl Toscana Sud Est);
  • Rimanda le prestazioni ambulatoriali e ricoveri programmati, soprattutto in caso di presenza di sintomatologia febbrile e/o respiratoria, in accordo con il medico di riferimento, per riprogrammarle successivamente.
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus. Dopo il contatto con gli animali è sempre buona norma effettuare il lavaggio delle mani.

Numeri utili e contatti diretti

La Ausl Toscana sud est, a seguito dell’ordinanza emessa dalla Regione Toscana, ha attivato il numero verde 800579579 con servizio di interpretariato anche in cinese, attivo 24 ore su 24. Chi rientra nelle zone di competenza della AUSL Toscana sud est è tenuto a comunicarlo: per questo è stata attivata una specifica casella di posta elettronica: rientrocina@uslsudest.toscana.it

I riferimenti sono dedicati in particolare ai soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 e a chi, negli ultimi 14 giorni, sia rientrato in Toscana dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia. Queste persone devono comunicare i loro dati personali. Per chi è rientrato dalle aree a rischio e per i soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati della malattia infettiva, è disposta dall’azienda sanitaria la misura della quarantena con sorveglianza attiva.

Ai riferimenti telefonici stanno arrivando centinaia di chiamate improprie, di persone che chiedono solo informazioni e chiarimenti: queste chiamate intasano le linee telefoniche, impedendo di trovare libero a chi deve obbligatoriamente telefonare per le segnalazioni. Per le informazioni è in funzione il numero verde istituito dalla Regione: 800556060, opzione 1, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 15. A questo numero rispondono operatori adeguatamente formati. Il servizio fornisce orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul tema del Coronavirus.

Sempre per avere informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24. A questo numero rispondono anche mediatori culturali che dialogano con i cittadini cinesi che si rivolgono al servizio.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo – ore 18:00)

4 commenti su Coronavirus: la prevenzione e le informazioni utili in Toscana

Coronavirus: le misure di sicurezza in Toscana e in Valdichiana

La necessità di prevenire un contagio di Nuovo Coronavirus su larga scala ha provocato l’irrigidimento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale; stiamo infatti vivendo una situazione di…

La necessità di prevenire un contagio di Nuovo Coronavirus su larga scala ha provocato l’irrigidimento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale; stiamo infatti vivendo una situazione di emergenza sanitaria da trattare con la giusta dose di responsabilità, tenendo conto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia per tale virus.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sulle misure di sicurezza adottate in Toscana e tutte le informazioni utili per contattare i responsabili sanitari in caso di necessità.

Le misure di sicurezza in Italia

Con il decreto del governo, firmato nella notte di lunedì 9 marzo, si estendono le misure di sicurezza del decreto di sabato 7 marzo per contenere la diffusione del virus. Il provvedimento è valido su tutto il territorio nazionale (non più soltanto per la Lombardia e le 14 province iniziali) e vieta ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. L’obiettivo è quello di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi territori, delimitando quindi una “zona rossa” in tutta Italia (salvo i casi di necessità lavorativa, emergenza e motivi di salute).

Sono in vigore fino al 3 aprile le seguenti misure:

  • Limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari (lavoro e salute, acquisto di beni di prima necessità);
  • Sono sospese tutte le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato;
  • Sono sospese le attività di pub, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
  • Sospesa l’apertura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura come biblioteche e archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali;
  • Sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Sospese anche le attività di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo;
  • Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
  • È fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
  • L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
  • È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimobilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro; sono tuttavia sospese le cerimonie civili e religiose, compreso quelle funebri.

Queste misure si aggiungono alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado fino al 3 aprile,nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, per cui si raccomanda invece la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

A queste misure sono seguite ulteriori limitazioni, attraverso il decreto firmato mercoledì 11 marzo, relative ai pubblici esercizi. La chiusura riguarda tutte le attività commerciali non essenziali e sarà valida fino al 3 aprile. Durante tutto questo periodo, quindi, potranno rimanere aperte soltanto le seguenti attività commerciali:

  • Negozi di alimentari
  • Negozi di elettronica e di informatica
  • Tabaccherie
  • Benzinai
  • Ferramenta
  • Farmacie, parafarmacie e negozi di articoli sanitari
  • Edicole
  • Negozi di ottica e profumeria
  • Negozi di animali domestici
  • Lavanderie
  • Servizi di mensa e catering
  • Servizi bancari, finanziari e assicurativi
  • Attività industriali, agricole e zootecniche
  • Servizi di trasporto pubblico
  • Servizi funebri

Possono inoltre rimanere aperti i negozi online ed è consentita la consegna a domicilio.

La chiusura si è allargata a tutte le attività produttive industriali e commerciali, con il decreto del 22 marzo, a eccezione di quelle considerate non strettamente necessarie. Con un’ordinanza del Ministero della Salute è stata decisa una ulteriore stretta agli spostamenti:

  • è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
  • non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;
  • nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

In linea generale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Le misure di sicurezza in Toscana

Anche la Regione Toscana ha recepito le direttive nazionali e internazionali per contenere il rischio di diffusione, pertanto anche il nostro territorio deve rispettare determinate misure di cautela e conoscere le procedure da effettuare in caso di contagio. Sono 3.450 i tamponi risultati positivi al Covid-19 registrati in Toscana, alcuni in attesa di validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Di essi 76 sono clinicamente guariti, 27 pazienti sono definitivamente guariti, 177 sono deceduti; spetterà in ogni caso all’Istituto di Sanità Superiore attribuire le morti al coronavirus, dal momento che si tratta di persone con un età media da 70 a 98 anni, affette da più patologie. Dal monitoraggio risultano in Toscana 11.686 persone in isolamento domiciliare (che prevede sorveglianza attiva e una serie di misure cautelari), di cui 1.288 nell’area Asl sud-est.

Le misure di sicurezza emanate dalla Regione Toscana indicano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino a venerdì 3 aprile, in linea con la direttiva nazionale. Scatta inoltre la quarantena obbligatoria per chi arriva in Toscana dalle zone rosse. Per limitare al massimo la diffusione del contagio, anche la Regione Toscana dispone che chiunque, proveniente dalla regione Lombardia o dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro, Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, debba mettersi in autoisolamento e informare le autorità sanitarie. L’obbligo vale anche per chi sia entrato in Toscana da tali zone negli ultimi 14 giorni. 

Con l’ordinanza successiva si stabilisce inoltre che i turisti giunti in Toscana facciano rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In particolare, per salvaguardare la funzionalità del Sistema Sanitario Regionale e garantire la cura dei pazienti complessi e gravi, si stabilisce che, qualora le persone indicate accedano ad un Pronto Soccorso toscano, se il loro stato di salute non necessita di ricovero, saranno invitate a farsi prendere in carico dal proprio medico o pediatra di famiglia del luogo di residenza.

La situazione in Valdichiana

Le misure di sicurezza riguardano anche il territorio della Valdichiana, che inizialmente presentava dei casi di isolamento domiciliare legati alla Pianese, la squadra di calcio di serie C di Piancastagnaio, che hanno fatto scattare i protocolli di prevenzione sanitaria.

A questi si sono aggiunti trenta casi di positività riscontrati all’interno del Comune di Chiusi: secondo quanto comunicato dal Sindaco Bettollini, le persone sono prese in carico dal servizio sanitario e si trovano in quarantena presso il proprio domicilio insieme ai nuclei familiari. Tra i casi si registra un decesso, un uomo di 86 anni che era ricoverato alle Scotte di Siena, ricoverato in terapia intensiva dallo scorso 4 marzo. Inoltre si è rivelato positivo anche il consigliere regionale Stefano Scaramelli, assieme al suo nucleo familiare, in isolamento domiciliare. Dal momento che nella cittadina etrusca si sono registrati circa il 50% dei casi positivi a livello provinciale, il Sindaco ha emanato un’ordinanza aggiuntiva per inibire l’accesso a tutti i parchi, giardini, aree gioco e le sponde del lago di Chiusi, oltre alla chiusura delle fontanelle e delle quattro “casine dell’acqua” per evitare assembramenti di persone. Sempre allo stesso scopo, si sono aggiunte le ordinanze per vietare qualunque lotteria e gioco lecito nei tabacchi e la chiusura del Sentiero della Bonifica (a pedoni, biciclette e tutti i veicoli).

Simili decisioni, per la chiusura dei parchi pubblici e limitazioni agli spostamenti per  garantire il rispetto della distanza interpersonale, si registrano anche a Trequanda e Torrita di Siena. Nel centro storico di Montepulciano è stata sospesa la ZTL e lo spegnimento dei varchi elettronici fino al 3 aprile, per permettere ai cittadini di raggiungere le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità dentro le mura, nonché per facilitare la consegna di medicinali e della spesa ai familiari che versano in uno stato di difficoltà e che non possono uscire di casa.

Si registrano inoltre casi di positività a Sarteano e Foiano della Chiana, a Sinalunga e a Cortona, a cui si aggiungono misure di quarantena domiciliare in molti comuni del territorio. Purtroppo sono stati registrati altri decessi in Valdichiana: all’ospedlae di Arezzo sono infatti deceduti un uomo di 77 anni di Torrita di Siena e un uomo di 85 anni di Montepulciano; a Sarteano invece è deceduto un ospite della Casa di Riposo Comunale, situazione che provocherà l’intensificazione delle precauzioni e di un protocollo ancora più stringente in un luogo così rischioso, per arginare il contagio.

Per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Nottola, come sta accaduto anche negli altri pronto soccorso regionali, è stata allestita la tenda riscaldata pre-triage per l’accoglienza dei pazienti che si identificano come “a rischio” per provenienza, contatto stretto o sintomatologia di un’infezione da coronavirus. Inoltre attraverso dei check-point agli ingressi ospedalieri vengono svolti dei primi accertamenti su casi sospetti e vengono praticamente delle misure igienizzanti. Ai pazienti ricoverati è stato raccomandato di non avere più di un visitatore in camera; ai medici di famiglia è stato chiesto di rinviare gli esami non urgenti (è stata sospesa la penalità sulla mancata presentazione agli appuntamenti specialistici ambulatoriali).

La Regione Toscana attraverso la task force dedicata è in costante contatto con i sindaci per illustrare le decisioni condivise: non saranno fatti tamponi a tappeto, né a tutte le persone in isolamento controllato. I tamponi verranno fatti solo a chi presenta sintomi sospetti e ha avuto contatti con le aree di contagio. Negli ospedali l’attività medico chirurgica è ridotta al 25%, con l’effettuazione delle sole prestazioni d’urgenza e di quelle legate alle patologie oncologiche. La misura viene adottata per evitare che una persona positiva al virus entri in ospedale ed infetti pazienti e personale, provocandone la messa in quarantena, mettendo in difficoltà l’intero sistema.

È partita anche una campagna fondi destinata ai cittadini della provincia senese, a supporto della terapia intensiva e subintensiva degli ospedali locali (per acquistare nuovi dispositivi di ventilazione, dispositivi medici vari e dispositivi di protezione personale). Se volete donare, potete utilizzare la piattaforma Gofundme.

Numeri e informazioni utili

La Ausl Toscana sud est ha attivato il numero verde 800579579, attivo 24 ore su 24. Chi rientra nelle zone di competenza della AUSL Toscana sud est è tenuto a comunicarlo: i riferimenti sono dedicati in particolare ai soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 e a chi, negli ultimi 14 giorni, sia rientrato in Toscana dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia.

Nel territorio della Ausl Toscana sud est è stato inoltre attivato il gruppo C.Siamo, gestito attraverso la pagina facebook aziendale, destinato alle persone in isolamento domiciliare. Da qui si potranno rivolgere domande, perplessità e curiosità direttamente a professionisti aziendali che si sono messi a disposizione volontariamente (esperti della prevenzione, infettivologi, psicologi, psicoterapeuti). Per iscriversi è necessario inoltrare una richiesta apposita ed attendere che questa venga validata dalla AUSL; la relazione, mediata dal social network, consentirà lo scambio di opinioni in totale sicurezza e servirà per “alleggerire” gli stati d’ansia, le preoccupazioni e le paure che la quarantena può determinare.

Per avere maggiori informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo – ore 17:50)

2 commenti su Coronavirus: le misure di sicurezza in Toscana e in Valdichiana

Coronavirus e quarantena: cosa si può fare

Con i decreti governativi emanati negli scorsi giorni si sta tentando di contenere l’epidemia da Nuovo Coronavirus su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di vietare ogni forma di…

Con i decreti governativi emanati negli scorsi giorni si sta tentando di contenere l’epidemia da Nuovo Coronavirus su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di vietare ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, per rallentare la diffusione del virus attraverso l’isolamento sociale. Ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi territori è vietato, delimitando quindi una “zona rossa” in tutta Italia (salvo i casi di necessità lavorativa, emergenza e motivi di salute).

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sui decreti governativi e su come comportarsi durante il periodo di isolamento.

I decreti in breve

La fase di emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha portato alla limitazione degli spostamenti, al divieto di assembramenti pubblici e al rispetto della distanza interpesonale di almeno 1 metro. Questo si aggiunge alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado fino al 3 aprile,nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, per cui si raccomanda invece la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

Relative ai pubblici esercizi, la chiusura riguarda tutte le attività produttive industriali e commerciali non essenziali e sarà valida fino al 3 aprile. Possono tuttavia rimanere aperti i negozi online ed è consentita la consegna a domicilio. A questa chiusura si è aggiunto il divieto di spostarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente ci si trova, salvo che per esigenze lavorative o motivi di salute.

Non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta tuttavia consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona.

L’indicazione principale, quindi, è quella di restare a casa, salvo reali motivi di necessità.

Domande e risposte utili

Il governo ha pubblicato una serie di domande e risposte che spiegano meglio le misure contenute nei decreti. Attraverso queste indicazioni, di cui riportiamo le principali relative agli spostamenti e ai pubblici esercizi, sarà più semplice capire cosa si può fare durante la quarantena:

Spostamenti

Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare?
Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti.
È previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

Posso muovermi in città?
I divieti e le raccomandazioni valgono anche per gli spostamenti all’interno del proprio comune, ivi comprese le regole dettate per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze di lavoro o di salute ovvero di necessità, nonché per il rientro alla propria abitazione.

Recarsi in una delle qualsiasi attività commerciali rimaste aperte costituisce una motivazione valida per gli spostamenti?
Sì, ma alle condizioni specificate con la risposta alla domanda n. 1, e dunque per assolvere a una necessità della vita quotidiana dell’interessato (o del suo nucleo familiare) o per motivi di salute. Pertanto lo spostamento, in caso di eventuali controlli, dovrà essere giustificato nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione e dovrà sempre rispettare la distanza interpersonale di 1 metro.

È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili?
Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal dpcm 11 marzo 2020, la cui lista è disponibile a questo link

Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?
È sempre possibile uscire per andare al lavoro (se l’attività non è stata sospesa) anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?
Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?
No, è necessario rimanere nel comune in cui ci si trova, ci si può spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?
In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

Posso andare a fare visita o a mangiare dai parenti?
No, non è uno spostamento necessario e, quindi, non rientra tra gli spostamenti ammessi dal decreto.

Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti?
Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli?
Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.

È possibile raggiungere la propria casa di vacanza, in assenza di residenza o domicilio?
No, gli spostamenti restano consentiti ai sensi del DPCM dell’8 marzo 2020 solo per comprovate esigenze lavorative, o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

È possibile uscire di casa per gettare i rifiuti?
Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni Comune. Allo stesso modo, proseguono le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.

Posso uscire con il mio animale da compagnia?
Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.

Si possono portare gli animali domestici dal veterinario?
Sì, per esigenze urgenti. I controlli di routine devono essere rinviati. Visite veterinarie necessarie e non procrastinabili possono avvenire solo su prenotazione degli appuntamenti e comunque garantendo la turnazione dei clienti con un rapporto uno a uno, così da evitare il contatto ravvicinato e la presenza di clienti in attesa nei locali. Il professionista e il personale addetto dovrà indossare idonei dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina).

Si può uscire per fare una passeggiata?
Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute o per necessità ovvero per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Pertanto le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. Ad esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana. Inoltre è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione, ove l’agente operante ne faccia richiesta. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi dell’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone.

È consentito fare attività motoria?
Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo e in prossimità della propria abitazione. Sono sempre vietati gli assembramenti.

È necessario avere con sé l’autodichiarazione per andare a fare attività motoria all’aperto?
No, l’attività motoria all’aperto è espressamente prevista dai decreti come consentita, quindi non è necessaria alcuna autodichiarazione. In caso di controlli, le autorità di pubblica sicurezza possono comunque richiedere di dichiarare il perché dello spostamento. In quel caso, si è tenuti a effettuare la dichiarazione. In caso di dichiarazione falsa o mendace si può incorrere nelle sanzioni previste.

L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito?
Non è consentito l’accesso a parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici

Posso utilizzare la bicicletta?
La bicicletta è consentita per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità e per svolgere attività motoria. È consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Quanti passeggeri possono viaggiare in automobile? Si può andare in due in moto?
Le auto possono essere utilizzate da più passeggeri solo se si rispetta la distanza minima di un metro. Non è possibile andare in due in moto, non essendo possibile la distanza minima di un metro. Questi limiti non valgono se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi.

Pubblici esercizi e attività commerciali

Nelle giornate festive e prefestive, sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati?
Sì. Le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e i mercati sono chiusi nelle giornate festive e prefestive, ad esclusione delle farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività. Pertanto, i supermercati presenti nei centri commerciali possono aprire nelle giornate festive e prefestive limitatamente alle aree di vendita di prodotti farmaceutici, parafarmaceutici e di generi alimentari. Mentre, per quanto riguarda i mercati, sia all’aperto sia coperti, in essi può essere svolta soltanto l’attività di vendita di generi alimentari. Deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione dell’orario di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento.

Sono sospese le attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche artigianali, che effettuano il consumo sul posto e/o prevedono l’asporto (compresi preparazione di pasti da portar via “take-away” quali, ad esempio, rosticcerie, piadinerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio senza posti a sedere)?
Sì, tali attività sono sospese. Resta consentito il servizio di consegna a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto. Chi organizza le attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente o una cd. piattaforma – deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.

I bar che vendono tabacchi e/o quotidiani possono restare aperti?
Sì, ma soltanto per la vendita di tabacchi e/o quotidiani, non anche per la somministrazione di cibo e bevande.

Le aziende che preparano cibi da asporto preconfezionati, anche all’interno di supermercati o comunque in punti vendita di alimentari, possono continuare la loro attività?
Sì, ma possono soltanto effettuare la vendita o la consegna a domicilio dei cibi preconfezionati, senza prevedere alcuna forma di somministrazione o consumo sul posto.

Sono sospesi gli esercizi di ristorazione situati all’interno di strutture in cui operano uffici e servizi pubblici essenziali che richiedono la prestazione in presenza?
No, per consentire ai dipendenti e agli operatori di usufruire del servizio durante i turni di lavoro, tali attività di ristorazione non sono sospese, purché garantiscano la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Per tutte le altre indicazioni e i casi specifici, invitiamo a consultare la guida completa del Governo.

(ultimo aggiornamento lunedì 23 marzo ore 18:40)

Consigli utili durante la Quarantena

In questa situazione di isolamento sociale, in cui molte persone si troveranno costrette a casa per molto tempo, il rischio è quello di aumentare in maniera esponenziale lo stress e altre situazioni psicologiche negative. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un breve documento con dei consigli utili per affrontare la situazione: è normale sentirsi tristi, stressati, confusi, spaventati e arrabbiati, ma l’importante è mantenere uno stile di vita regolare con una sana alimentazione, sonno, esercizio fisico e relazioni sociali (utilizzando le tecnologie a nostra disposizione per diminuire l’isolamento).

4 commenti su Coronavirus e quarantena: cosa si può fare

Libero Accesso – 5° puntata: Sanità

La quinta puntata di Libero Accesso è andata in onda martedì 24 Marzo su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e si è occupata di sanità: approfondimenti sulla situazione degli ospedali del territorio e…

La quinta puntata di Libero Accesso è andata in onda martedì 24 Marzo su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e si è occupata di sanità: approfondimenti sulla situazione degli ospedali del territorio e delle liste d’attesa, sulla riforma del servizio sanitario regionale, sulle Società della Salute e sulle Case della Salute.

La discussione è stata affrontata in studio con i seguenti ospiti:

  • Andrea Rossi, Presidente Società della Salute Valdichiana
  • Fabrizio Tondi, Presidente Conferenza dei Sindaci Amiata-Valdorcia
  • Andrea Quartini, Movimento 5 Stelle
  • Mauro Paolucci, Partito Comunista della Valdichiana
  • Giorgio Masina, Lista Civica Insieme per Montepulciano

Inoltre hanno contributo alla discussione con servizi esterni:

  • Luisella Brivio, CGIL Valdichiana
  • Roberto Pulcinelli, ingegnere Società della Salute Valdichiana
  • Roberto Falomi, medico USL7 Valdichiana
  • Lucilla Romani, responsabile USL7 Amiata-Valdorcia

Libero Accesso è una trasmissione aperta al contributo di tutti, che continua nel suo approfondimento giornalistico sui tremi trattati in studio anche nel magazine online “La Valdichiana”. Come un wi-fi libero, tutti possono connettersi e inviare i loro contributi, che possono essere letti e commentati in diretta, oppure partecipare alla conversazione online. Nel corso della trasmissione è infatti possibile interagire attraverso l’indirizzo mail liberoaccesso@teleidea.it, la pagina facebook e l’hashtag su twitter #LiberoAccesso.

Documentazione sulla quinta puntata

Per la copertina che ha introdotto l’argomento della serata sono state realizzate delle infografiche relative alla riforma delle ASL avviata dalla Regione Toscana per la creazione di tre aree vaste e alla classifica sulla sanità italiana che vede il servizio sanitario toscano in prima posizione: LA SANITA’ TOSCANA TRA RIFORME E CLASSIFICHE

Per i dati relativi alle liste d’attesa, sono disponibili le informazioni aggiornate a Marzo 2015 direttamente dal sito web della USL7: LISTE D’ATTESA

Ecco la puntata integrale:

Nessun commento su Libero Accesso – 5° puntata: Sanità

Enrico Rossi: “Due anni di tagli, ora attuare il patto per la salute”

“Forse pochi se ne sono accorti ma in questi anni di crisi il servizio sanitario regionale ha perso 2500 addetti su 50 mila. Come se avesse chiuso la più grande…

“Forse pochi se ne sono accorti ma in questi anni di crisi il servizio sanitario regionale ha perso 2500 addetti su 50 mila. Come se avesse chiuso la più grande impresa della Toscana. Ma il servizio è in piedi, con ottimi risultati di qualità, grazie all’impegno di tutti gli operatori, a tutti i livelli, e può contare su una situazione di bilancio solida e certificata. Ma tutto il sistema nazionale è in una situazione delicata. Il nuovo patto per la salute c’è e la Toscana ha dato un contributo fortissimo. Al governo chiediamo che venga rispettato“.

Così si è espresso il presidente Enrico Rossi intervenendo a un incontro organizzato a Firenze dalla Fimmg, Federazione dei medici di medicina generale. Erano con lui l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il segretario nazionale Giacomo Milillo.

“Se guardiamo ai parametri europei – ha ripreso il presidente Rossi – ci rendiamo conto che quanto a spesa sanitaria l’Italia sta nella media. Germania, Francia e Inghilterra spendono, e non poco, più di noi. Con risultati di qualità competitivi da parte nostra. Quindi il primo messaggio che lancio è attuare il patto per la salute e dare tempo perché questo servizio si possa riequilibrare. Dovessimo derogare in maniera consistente si metterebbero in discussione i fondamenti del sistema e io sarei contrario.”

“In Toscana siamo andati avanti nell’organizzazione sul territorio, con le associazioni territoriali, le case salute, le strutture per le cure intermedie. Abbiamo possibilità di riprendere sul territorio una strada di crescita. Proviamo a scrivere un nuovo programma ascoltando il mondo medico”.

Nessun commento su Enrico Rossi: “Due anni di tagli, ora attuare il patto per la salute”

Marroni: “Mai stati dubbi su Nottola, lavoriamo per liste d’attesa”

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute,…

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. L’inaugurazione dell’Area Critica è stata quindi il punto di partenza per parlare del futuro dell’ospedale di Nottola, dei prossimi investimenti e delle criticità da risolvere.

Assessore Marroni, quale modello di sanità è stato previsto dalla Regione Toscana per la Valdichiana? 

“Abbiamo realizzato due obiettivi importanti per l’area Valdichiana, attraverso la riforma del sistema sanitario regionale. Innanzitutto abbiamo definito la missione dell’Ospedale di Nottola, in qualità di ospedale intermedio. Nel rapporto con Abbadia San Salvatore e Siena, abbiamo definito tre livelli tra ospedali piccoli, medi e grandi. Una missione chiara, quindi, che favorisce l’integrazione tra i livelli sanitari. Abbiamo diviso i percorsi, inaugurando l’Area Critica e acquistando nuovi macchinari per Nottola. Un’attenzione costante alla qualità del servizio sanitario, quindi, per gli abitanti del bacino della Valdichiana. Il secondo obiettivo raggiunto è il nuovo modello organizzativo, che prevede l’integrazione tra il pronto soccorso e tutti i reparti sanitari. A questo è collegato il progetto di ampliamento del pronto soccorso, dopo la visita della scorsa estate, in cui sono venuto di persona a verificare la situazione.”

assessQuali sono le tempistiche per l’ampliamento del pronto soccorso?

“Per l’inaugurazione dell’Area Critica abbiamo investito 1 milione di euro, mentre per il progetto per pronto soccorso investiremo dai 2 ai 3 milioni di euro. C’è già il progetto di massima e il piano di investimenti, ci auguriamo di completarlo in tempi non troppo lunghi. Nel giro di due anni dovremmo riuscirci, è necessario attendere i bandi e tutte le procedure amministrative.”

Ci sono timori per il futuro dell’ospedale di Nottola?

“C’è molta attenzione dalla Regione su queste ospedale e sulla Valdichiana in generale. Abbiamo superato i momenti di tensione e criticità di un paio di anni fa, adesso stiamo migliorando il servizio e programmando nuovi investimenti. Abbiamo lavorato sulla nuova organizzazione dei medici di famiglia, sulla distribuzione dei farmaci, sulla gestione risorse umane per la valorizzazione delle professionalità. Non ci sono mai stati dubbi sul futuro dell’ospedale di Nottola. Anche quando abbiamo passato molti critici e alcuni avevano dei timori sul futuro di questa struttura, noi non abbiamo mai avuto dubbi.”

Per quanto riguarda le liste d’attesa, come avete intenzione di agire?

“Il nostro ultimo impegno per questo mandato amministrativo sarà quello di lavorare sullo snellimento delle liste di attesa. A oggi la Toscana serve 12 milioni di prestazioni all’anno, a fronte di 3 milioni e mezzo di abitanti. Nonostante questa mole enorme di richieste, l’80% circa delle prestazioni vengono servite dal sistema sanitario nei tempi stabiliti per legge, secondo le tabelle nazionali da rispettare per le liste d’attesa. Rimane il 20% fuori dai tempi previsti, un numero basso, ma comunque grande in relazione all’alto numero di prestazioni richieste. C’è già un piano di riallineamento, in studio dal mese di agosto. Tutte le Asl si stanno muovendo in questa direzione e a dicembre tireremo le somme, il nostro obiettivo è quello di superare il 90%.”

 

Nessun commento su Marroni: “Mai stati dubbi su Nottola, lavoriamo per liste d’attesa”

Inaugurazione dell’Area Critica all’Ospedale di Nottola

Inaugurata l’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, alla presenza dell’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. Si tratta del primo tra gli interventi previsti che porta l’organizzazione complessiva dei tre ospedali…

Inaugurata l’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, alla presenza dell’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. Si tratta del primo tra gli interventi previsti che porta l’organizzazione complessiva dei tre ospedali della USL7 a modello per “intensità di cure”

apparecchio2L’Area Critica è composta da 4 letti di terapia intensiva e 8 letti di sub-intensiva. Assicurano la presenza contigua per consentire la gestione del paziente critico e sub-critico con maggiore grado di flessibilità e appropriatezza delle risorse rispetto ai bisogni e consente un confronto continuo tra tutti i professionisti sanitari presenti in ospedale. Veranno ospitati pazienti che provengono dal pronto soccorso e dal reparto medico-chirurgico, con patologie acute caratterizzate da compromissione delle funzioni vitale e che richiedono un supporto artificiale o farmacologico e un monitoraggio intensivo.

“Abbiamo investito nella creazione di un’area critica di concezione moderna – ha dichiarato Mauro Maccari, direttore sanitario – I pazienti non saranno in carico a una struttura ma a un clinico di competenza. I lavori sono stati realizzati senza mai chiudere l’ospedale: i complimenti vanno all’ESTAV, che ha garantito dei reparti sempre aperti e funzionanti.”

I professionisti coinvolti, di tutte le discipline ospedaliere, hanno portato alla condivisione della stesura delle procedure e protocolli per poter superare gradualmente la logica dell’articolazione per reparti differenziati e giungere a soluzioni di co-managament. Il progetto non prevede variazioni nella dotazione dei posti letto afferenti alla Cardiologia, che è, pertanto, confermata nella riorganizzazione.

“Mettiamo una struttura all’avanguardia nelle mani dei professionisti – ha affermato Andrea Rossi, sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute – ora dovranno sfruttarla nel migliore nei modi. Sta a loro suggerire possibili migliorie: l’assessore regionale e l’azienda sanitaria potranno fare delle correzioni in corso d’opera. Mi auguro che i cittadini della Valdichiana possano essere soddisfatti. Con questa scelta si mantiene e si migliora la qualità del servizio che ha contraddistinto questo reparto.”

assessLa centralità del paziente è l’elemento guida: attorno a lui ruota l’ospedale, si muovo i professionisti e si aggregano le tecnologie. Questo il modello per “intensità di cure” che realizza un ospedale ad alta intensità di relazioni, dove fanno perno l’interprofessionalità, l’interdisciplinarietà, il dialogo tra professionisti per garantire la più completa integrazione delle diverse competenze professionali necessarie a trattare le patologie di pazienti riuniti in una piattaforma logistica di ricovero con uguale livello di bisogno assistenziale. In questo modello assistenziale il medico è il responsabile del percorso diagnostico e terapeutico, mentre all’infermiere è affidata la gestione assistenziale per tutto il tempo del ricovero.

“Abbiamo agito su tutti i livelli sanitari in provincia di Siena – ha dichiarato Luigi Marroni, assessore regionale alla salute – A partire da un ospedale piccolo come Abbadia, passando per un ospedale intermedio come Nottola, fino a una grande struttura come Le Scotte di Siena. La sfida è quella di coordinare le attività tra queste strutture, garantendo sempre il servizio sanitario, dare soddisfazione ai professionisti che lavorano al loro interno, far quadrare i conti e fornendo tutti i livelli di cura e assistenza. Abbiamo passato la fase più critica, stiamo investendo e migliorando il servizio sanitario. Ringrazio tutti gli amministratori locali perchè c’è stato un grande senso di responsabilità: non c’è stata la tendenza a salvaguardare il proprio orticello, ma una proficua collaborazione per percorsi nuovi, rinnovi e investimenti. L’ultimo problema da risolvere è lo snellimento delle liste d’attesa, su cui lavoreremo da dicembre. “

areacriticaL’area critica di Nottola è di riferimento anche per la popolazione dell’Amiata: parallelamente, infatti, sarà realizzata una valorizzazione dello stabilimento Amiatino per le fasi di degenza post-critica con un consistente miglioramento del servizio reso al cittadino.

1 commento su Inaugurazione dell’Area Critica all’Ospedale di Nottola

Sanità in Toscana, cresce la sicurezza

Secondo i dati della Regione Toscana, ci sono buone notizie dalle strutture sanitarie regionali per quanto riguarda le richieste di risarcimento e i sinistri, che dimostrano una crescita della sicurezza….

Secondo i dati della Regione Toscana, ci sono buone notizie dalle strutture sanitarie regionali per quanto riguarda le richieste di risarcimento e i sinistri, che dimostrano una crescita della sicurezza. Diminuiscono di anno in anno in Toscana le richieste di risarcimento per gli errori in sanità, si accorciano i tempi di liquidazione dei danni, e scende anche l’importo complessivo dei rimborsi. E’ quanto emerge dalla relazione annuale del Centro regionale gestione rischio clinico per il 2013.

“Nel 2007 la Toscana ha fatto la scelta di gestire in proprio il rischio clinico – ricorda l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – Non paghiamo più le assicurazioni, ma sono le stesse aziende a risarcire i pazienti. Una scelta strategica che si è rivelata giustissima, e che confermiamo. La Toscana è stata la prima regione ad incamminarsi su questa strada, ora molte altre regioni la stanno seguendo. Certo, è un sistema che può essere ancora migliorato e raffinato, ma noi siamo pienamente convinti di questa scelta”.

I risultati confermano la bontà della scelta: nel 2009 le richieste di risarcimento alle aziende sanitarie toscane erano 1.674, sono scese a 1.558 nel 2012 e a 1.452 nel 2013.

“Ci fa spendere meno, si accorciano i tempi e diamo soddisfazione alle famiglie dei pazienti – sintetizza l’assessore Marroni – Abbiamo avuto due effetti qualitativi e uno economico. E’ sceso il numero di sinistri e di richieste di risarcimento, e sono diminuiti del 30% i tempi di evasione della pratica. Ed è calato anche l’importo annuale che liquidiamo. Nel 2007 si pagavano 47 milioni di premi assicurativi, oggi ne avremmo pagati 60 milioni. Ora liquidiamo una media di 25-30 milioni l’anno. Per il 2012 le richieste erano per 47 milioni, ma ne sono state liquidati circa 20 (un conto è il danno teorico, un altro quello che viene effettivamente riconosciuto). Tutto questo mentre indagini e classifiche nazionali, come il recente Piano Nazionale Esiti, pongono la Toscana ai primi posti per qualità e sicurezza delle cure“.

La Toscana ha circa il 40% in meno di danni clinici rispetto alle medie internazionali. Una revisione di oltre 11.000 cartelle cliniche ha dimostrato un tasso di eventi avversi nelle aziende sanitarie toscane del 5%, del tutto in linea con analoghi studi svolti nei migliori servizi sanitari di alcuni Paesi europei.

Nessun commento su Sanità in Toscana, cresce la sicurezza

Type on the field below and hit Enter/Return to search