La Valdichiana

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Tag: pronto soccorso

Coronavirus: la prevenzione e le informazioni utili in Toscana

L’epidemia da Nuovo Coronavirus (chiamato 2019-nCoV e successivamente Sars-Cov-2) ha raggiunto l’Italia, con i primi casi in Lombardia e successivamente confermati in altre regioni. Probabilmente sarebbe stato impossibile fermare la diffusione, nonostante…

L’epidemia da Nuovo Coronavirus (chiamato 2019-nCoV e successivamente Sars-Cov-2) ha raggiunto l’Italia, con i primi casi in Lombardia e successivamente confermati in altre regioni. Probabilmente sarebbe stato impossibile fermare la diffusione, nonostante le misure di sicurezza disposte dalla World Health Organization (WHO – OMS) adottate anche dall’Italia in seguito alla dichiarazione di emergenza sanitaria di interesse internazionale dello scorso 30 gennaio.

Mercoledì 11 marzo la World Health Organization ha dichiarato la pandemia: significa che il virus, a prescindere dalla sua gravità, ha raggiunto una diffusione superiore a quella solitamente interessata da un’epidemia. Si parla di pandemia quando un nuovo agente patogeno per il quale le persone non hanno immunità, come il Nuovo Coronavirus, si diffonde rapidamente e con facilità in molti Paesi del mondo.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sul virus e le informazioni utili per prevenire il contagio, con le ricadute sul nostro territorio.

Caratteristiche del virus

Il Nuovo Coronavirus è un ceppo di Coronavirus (lo stesso del raffreddore, della SARS e della MERS) finora sconosciuto, che causa una malattia denominata Covid-19. Il contagio causa sintomi acuti come febbre, tosse, difficoltà respiratorie e nel complesso si presenta come una polmonite. Nei casi estremi ha causato insufficienza renale e morte del paziente. Il periodo di incubazione del virus, cioè il tempo che passa da quando si viene infettati a quando ci si ammala, sembra essere di 10-14 giorni in media; tuttavia, potrebbero esserci possibilità di contagio anche prima di sviluppare i sintomi, e questo renderebbe più complicato il contenimento del virus.

Il contagio avviene da persona a persona, di solito attraverso uno stretto contatto: famiglia, amici, ambienti di lavoro, ambienti affollati. Il principale veicolo di contagio sembrano essere le gocce di saliva e di muco delle persone infette. In questo senso, il Nuovo Coronavirus sembra avere un tasso di letalità molto minore della SARS, sua lontana parente, anche se la sua contagiosità è maggiore.

L’infezione, dai dati epidemiologici, causa sintomi lievi o moderati, paragonabile a una comune influenza nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso però risulta benigno nella maggioranza dei casi; si calcola che solo il 4% dei pazienti abbia la necessità di un ricovero in terapia intensiva. Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza.

“A livello globale, circa il 3,4% dei casi di Covid-19 è esitato in morte. Per fare un confronto, l’influenza uccide meno dell’1% degli infetti – ha dichiarato il direttore generale dell’OMS – Ora, con più dati alla mano, stiamo capendo di più di questo virus. Non è Sars, non è Mers e non è influenza. È un virus unico con caratteristiche uniche”

Il rischio di malattia grave associata all’infezione COVID-19 per le persone in Europa è attualmente considerato moderato per la popolazione generale e alto per gli anziani e le persone con malattie croniche di base. Inoltre, il rischio di malattie più lievi e il conseguente impatto sull’attività sociale e lavorativa sono considerati elevati.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diffuso il primo rapporto sui morti per coronavirus: uno studio su 105 decessi che avevano contratto il Covid-19, per comprendere meglio l’epidemia che si è sviluppata nelle ultime settimane. Dai dati risulta che l’età media fosse di 81 anni e in due terzi dei casi fossero presenti patologie preesistenti.

Sul sito dell’Ars, l’Agenzia Regionale di Sanità, è possibile trovare un aggiornamento costante della situazione, con i dati riportati dall’Oms e la loro distribuzione, le modalità di trasmissione del virus e la valutazione del rischio, le raccomandazioni dell’Oms e la guida per la sorveglianza, la situazione e gli interventi in Europa e in Italia.

Monitoraggio della situazione in Italia

Grazie alla mappa interattiva della Protezione Civile è possibile monitorare la situazione del contagio in Italia. Attualmente sono stati registrati 86.498 casi positivi al nuovo Coronavirus, di cui 10.950 guariti e 9.134 deceduti.

Secondo il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, dai dati finora raccolti sulla diffusione dei contagi nel nostro Paese, per tutti i casi italiani l’infezione è avvenuta direttamente in Italia, fatta eccezione per i primi tre casi segnalati nel Lazio che derivavano invece da contagi all’estero, probabilmente in Cina.

L’obiettivo dei decreti governativi è quello di ridurre il contagio attraverso il distanziamento sociale, ottenuto attraverso delle misure di chiusura delle attività produttive e commerciali non essenziali fino al 3 aprile, il divieto di allontanarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Misure relative all’economia e agli ingressi in Italia

Per affrontare la pandemia il governo ha emanato il decreto legge “Cura Italia”, che potenzia il sistema sanitario nazionale e contiene una serie di misure economiche a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese. Consultate il testo ufficiale del decreto per sapere se avete diritto a una delle misure previste.

Con un decreto del Ministero della Salute e dei Trasporti, è inoltre scattato l’obbligo di isolamento per chi entra in Italia, salvo per necessità lavorative. Anche in assenza di sintomi, chi entra nel Paese è obbligato a comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’Asl competente, sottoponendosi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni. Il provvedimento ha validità fino al 25 marzo e prevede come eccezioni le comprovate esigenze lavorative per un tempo non superiore alle 72 ore (salvo motivata proroga di altre 48 ore), oltre ad escludere il personale viaggiante appartenente a imprese con sede legale in Italia.

L’Epidemia e gli organi di stampa

La Regione Toscana ha richiesto espressamente ai media di contribuire a mantenere la calma e non diffondere fake news, rilanciando allerta ingiustificati; viene inoltre diffidata la pubblicazione di post falsi sui social network. È anche importante notare che il virus non è collegato in nessun modo all’etnia delle persone né alla loro provenienza, e che atti di discriminazione nei confronti della comunità cinese toscana (come verificatosi a Roma) o di chiunque altro restano inaccettabili e ingiustificati.

La prevenzione è importante, ma allo stesso modo è consigliabile non cadere preda di allarmismi: secondo l’Ordine degli psicologi della Toscana, infatti, lo stato di iperallerta può essere nocivo per il sistema immunitario e il nostro benessere psicologico. A sottolinearlo Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine in relazione all’emergenza sul coronavirus.

“La paura è uno stato emotivo innato, una risposta adattiva di fronte ad una situazione di pericolo: sperimentarla è essenziale, se si vuole sopravvivere. Tuttavia può accadere che la reazione alla minaccia sia sproporzionata rispetto alla sua reale pericolosità portandoci ad esagerare e a rispondere in maniera non più funzionale, creando uno stato di iperallerta che può essere nocivo persino per il nostro sistema immunitario e per il nostro benessere psicologico”

Prevenzione e consigli utili

L’Azienda Toscana sud est, riferimento sanitario per il nostro territorio, ha comunicato di aver recepito tutte le disposizioni adottate dal Ministero della Salute e dalla Regione Toscana, per attuare la sorveglianza e controllo per la malattia infettiva diffusiva.

Si invitano i cittadini con sospetti lievi sintomi come raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie e rialzo di febbre, a non recarsi autonomamente al Pronto Soccorso per evitare inutili sovraffollamenti. In questi casi è necessario contattare e allertare il medico di famiglia o il pediatra (la disposizione per questi ultimi è quella di assicurare la contattabilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e festivi). Nei casi più gravi, è a disposizione il servizio di 118, che dispone di tutti gli strumenti necessari per la corretta gestione dei casi anche più complessi.

Viene fatto divieto di accedere alle strutture sanitarie per gli individui che abbiano avuto contatti con soggetti confermati di malattia infettiva e per le persone che, negli ultimi 14 giorni, siano arrivate in Toscana dopo essere stati nelle aree a rischio interessate, che devono utilizzare i numeri della sorveglianza attiva per ogni comunicazione, informazione e necessità.

I cittadini possono tutelarsi e diminuire il rischio di contagio seguendo alcune semplici misure precauzionali, soprattutto se si tratta di soggetti facenti parte di categorie a rischio (anziani, immunodepressi, persone che soffrono di patologie respiratorie):

  • Lavati le mani con il gel alcolico o con acqua e sapone il più spesso possibile. Non toccarti occhi, naso, bocca, con le mani. Anche se le mani sembrano pulite lavale con il gel (30 secondi) o con acqua e sapone (60 secondi);
  • Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool. Garantisci un’adeguata areazione degli ambienti;
  • Ogni volta che tossisci o starnutisci copriti il naso e la bocca con un fazzoletto o con le mani o con l’incavo del gomito;
  • Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico;
  • Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, mantenendo possibilmente la distanza di almeno un metro e riduci per quanto possibile le visite a parenti o conoscenti ricoverati;
  • Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate;
  • Se hai febbre, raffreddore o tosse non recarti al Pronto Soccorso in ospedale o in strutture ambulatoriali contatta il tuo medico;
  • Se hai avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19 o sei tornato da meno di 14 giorni dalle aree interessate all’epidemia o da zone sottoposte a quarantena, devi contattare i seguenti numeri telefonici messi a disposizione dalle Aziende sanitarie: 055.5454777 (Asl Toscana Centro) – 050. 954444 (Asl Toscana Nord Ovest) – 800579579 (Asl Toscana Sud Est);
  • Rimanda le prestazioni ambulatoriali e ricoveri programmati, soprattutto in caso di presenza di sintomatologia febbrile e/o respiratoria, in accordo con il medico di riferimento, per riprogrammarle successivamente.
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus. Dopo il contatto con gli animali è sempre buona norma effettuare il lavaggio delle mani.

Numeri utili e contatti diretti

La Ausl Toscana sud est, a seguito dell’ordinanza emessa dalla Regione Toscana, ha attivato il numero verde 800579579 con servizio di interpretariato anche in cinese, attivo 24 ore su 24. Chi rientra nelle zone di competenza della AUSL Toscana sud est è tenuto a comunicarlo: per questo è stata attivata una specifica casella di posta elettronica: rientrocina@uslsudest.toscana.it

I riferimenti sono dedicati in particolare ai soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 e a chi, negli ultimi 14 giorni, sia rientrato in Toscana dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia. Queste persone devono comunicare i loro dati personali. Per chi è rientrato dalle aree a rischio e per i soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati della malattia infettiva, è disposta dall’azienda sanitaria la misura della quarantena con sorveglianza attiva.

Ai riferimenti telefonici stanno arrivando centinaia di chiamate improprie, di persone che chiedono solo informazioni e chiarimenti: queste chiamate intasano le linee telefoniche, impedendo di trovare libero a chi deve obbligatoriamente telefonare per le segnalazioni. Per le informazioni è in funzione il numero verde istituito dalla Regione: 800556060, opzione 1, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 15. A questo numero rispondono operatori adeguatamente formati. Il servizio fornisce orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul tema del Coronavirus.

Sempre per avere informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24. A questo numero rispondono anche mediatori culturali che dialogano con i cittadini cinesi che si rivolgono al servizio.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo – ore 18:00)

4 commenti su Coronavirus: la prevenzione e le informazioni utili in Toscana

Coronavirus: le misure di sicurezza in Toscana e in Valdichiana

La necessità di prevenire un contagio di Nuovo Coronavirus su larga scala ha provocato l’irrigidimento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale; stiamo infatti vivendo una situazione di…

La necessità di prevenire un contagio di Nuovo Coronavirus su larga scala ha provocato l’irrigidimento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale; stiamo infatti vivendo una situazione di emergenza sanitaria da trattare con la giusta dose di responsabilità, tenendo conto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia per tale virus.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sulle misure di sicurezza adottate in Toscana e tutte le informazioni utili per contattare i responsabili sanitari in caso di necessità.

Le misure di sicurezza in Italia

Con il decreto del governo, firmato nella notte di lunedì 9 marzo, si estendono le misure di sicurezza del decreto di sabato 7 marzo per contenere la diffusione del virus. Il provvedimento è valido su tutto il territorio nazionale (non più soltanto per la Lombardia e le 14 province iniziali) e vieta ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. L’obiettivo è quello di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi territori, delimitando quindi una “zona rossa” in tutta Italia (salvo i casi di necessità lavorativa, emergenza e motivi di salute).

Sono in vigore fino al 3 aprile le seguenti misure:

  • Limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari (lavoro e salute, acquisto di beni di prima necessità);
  • Sono sospese tutte le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato;
  • Sono sospese le attività di pub, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
  • Sospesa l’apertura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura come biblioteche e archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali;
  • Sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Sospese anche le attività di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo;
  • Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
  • È fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
  • L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
  • È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimobilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro; sono tuttavia sospese le cerimonie civili e religiose, compreso quelle funebri.

Queste misure si aggiungono alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado fino al 3 aprile,nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, per cui si raccomanda invece la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

A queste misure sono seguite ulteriori limitazioni, attraverso il decreto firmato mercoledì 11 marzo, relative ai pubblici esercizi. La chiusura riguarda tutte le attività commerciali non essenziali e sarà valida fino al 3 aprile. Durante tutto questo periodo, quindi, potranno rimanere aperte soltanto le seguenti attività commerciali:

  • Negozi di alimentari
  • Negozi di elettronica e di informatica
  • Tabaccherie
  • Benzinai
  • Ferramenta
  • Farmacie, parafarmacie e negozi di articoli sanitari
  • Edicole
  • Negozi di ottica e profumeria
  • Negozi di animali domestici
  • Lavanderie
  • Servizi di mensa e catering
  • Servizi bancari, finanziari e assicurativi
  • Attività industriali, agricole e zootecniche
  • Servizi di trasporto pubblico
  • Servizi funebri

Possono inoltre rimanere aperti i negozi online ed è consentita la consegna a domicilio.

La chiusura si è allargata a tutte le attività produttive industriali e commerciali, con il decreto del 22 marzo, a eccezione di quelle considerate non strettamente necessarie. Con un’ordinanza del Ministero della Salute è stata decisa una ulteriore stretta agli spostamenti:

  • è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
  • non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;
  • nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

In linea generale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Le misure di sicurezza in Toscana

Anche la Regione Toscana ha recepito le direttive nazionali e internazionali per contenere il rischio di diffusione, pertanto anche il nostro territorio deve rispettare determinate misure di cautela e conoscere le procedure da effettuare in caso di contagio. Sono 3.450 i tamponi risultati positivi al Covid-19 registrati in Toscana, alcuni in attesa di validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Di essi 76 sono clinicamente guariti, 27 pazienti sono definitivamente guariti, 177 sono deceduti; spetterà in ogni caso all’Istituto di Sanità Superiore attribuire le morti al coronavirus, dal momento che si tratta di persone con un età media da 70 a 98 anni, affette da più patologie. Dal monitoraggio risultano in Toscana 11.686 persone in isolamento domiciliare (che prevede sorveglianza attiva e una serie di misure cautelari), di cui 1.288 nell’area Asl sud-est.

Le misure di sicurezza emanate dalla Regione Toscana indicano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino a venerdì 3 aprile, in linea con la direttiva nazionale. Scatta inoltre la quarantena obbligatoria per chi arriva in Toscana dalle zone rosse. Per limitare al massimo la diffusione del contagio, anche la Regione Toscana dispone che chiunque, proveniente dalla regione Lombardia o dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro, Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, debba mettersi in autoisolamento e informare le autorità sanitarie. L’obbligo vale anche per chi sia entrato in Toscana da tali zone negli ultimi 14 giorni. 

Con l’ordinanza successiva si stabilisce inoltre che i turisti giunti in Toscana facciano rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In particolare, per salvaguardare la funzionalità del Sistema Sanitario Regionale e garantire la cura dei pazienti complessi e gravi, si stabilisce che, qualora le persone indicate accedano ad un Pronto Soccorso toscano, se il loro stato di salute non necessita di ricovero, saranno invitate a farsi prendere in carico dal proprio medico o pediatra di famiglia del luogo di residenza.

La situazione in Valdichiana

Le misure di sicurezza riguardano anche il territorio della Valdichiana, che inizialmente presentava dei casi di isolamento domiciliare legati alla Pianese, la squadra di calcio di serie C di Piancastagnaio, che hanno fatto scattare i protocolli di prevenzione sanitaria.

A questi si sono aggiunti trenta casi di positività riscontrati all’interno del Comune di Chiusi: secondo quanto comunicato dal Sindaco Bettollini, le persone sono prese in carico dal servizio sanitario e si trovano in quarantena presso il proprio domicilio insieme ai nuclei familiari. Tra i casi si registra un decesso, un uomo di 86 anni che era ricoverato alle Scotte di Siena, ricoverato in terapia intensiva dallo scorso 4 marzo. Inoltre si è rivelato positivo anche il consigliere regionale Stefano Scaramelli, assieme al suo nucleo familiare, in isolamento domiciliare. Dal momento che nella cittadina etrusca si sono registrati circa il 50% dei casi positivi a livello provinciale, il Sindaco ha emanato un’ordinanza aggiuntiva per inibire l’accesso a tutti i parchi, giardini, aree gioco e le sponde del lago di Chiusi, oltre alla chiusura delle fontanelle e delle quattro “casine dell’acqua” per evitare assembramenti di persone. Sempre allo stesso scopo, si sono aggiunte le ordinanze per vietare qualunque lotteria e gioco lecito nei tabacchi e la chiusura del Sentiero della Bonifica (a pedoni, biciclette e tutti i veicoli).

Simili decisioni, per la chiusura dei parchi pubblici e limitazioni agli spostamenti per  garantire il rispetto della distanza interpersonale, si registrano anche a Trequanda e Torrita di Siena. Nel centro storico di Montepulciano è stata sospesa la ZTL e lo spegnimento dei varchi elettronici fino al 3 aprile, per permettere ai cittadini di raggiungere le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità dentro le mura, nonché per facilitare la consegna di medicinali e della spesa ai familiari che versano in uno stato di difficoltà e che non possono uscire di casa.

Si registrano inoltre casi di positività a Sarteano e Foiano della Chiana, a Sinalunga e a Cortona, a cui si aggiungono misure di quarantena domiciliare in molti comuni del territorio. Purtroppo sono stati registrati altri decessi in Valdichiana: all’ospedlae di Arezzo sono infatti deceduti un uomo di 77 anni di Torrita di Siena e un uomo di 85 anni di Montepulciano; a Sarteano invece è deceduto un ospite della Casa di Riposo Comunale, situazione che provocherà l’intensificazione delle precauzioni e di un protocollo ancora più stringente in un luogo così rischioso, per arginare il contagio.

Per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Nottola, come sta accaduto anche negli altri pronto soccorso regionali, è stata allestita la tenda riscaldata pre-triage per l’accoglienza dei pazienti che si identificano come “a rischio” per provenienza, contatto stretto o sintomatologia di un’infezione da coronavirus. Inoltre attraverso dei check-point agli ingressi ospedalieri vengono svolti dei primi accertamenti su casi sospetti e vengono praticamente delle misure igienizzanti. Ai pazienti ricoverati è stato raccomandato di non avere più di un visitatore in camera; ai medici di famiglia è stato chiesto di rinviare gli esami non urgenti (è stata sospesa la penalità sulla mancata presentazione agli appuntamenti specialistici ambulatoriali).

La Regione Toscana attraverso la task force dedicata è in costante contatto con i sindaci per illustrare le decisioni condivise: non saranno fatti tamponi a tappeto, né a tutte le persone in isolamento controllato. I tamponi verranno fatti solo a chi presenta sintomi sospetti e ha avuto contatti con le aree di contagio. Negli ospedali l’attività medico chirurgica è ridotta al 25%, con l’effettuazione delle sole prestazioni d’urgenza e di quelle legate alle patologie oncologiche. La misura viene adottata per evitare che una persona positiva al virus entri in ospedale ed infetti pazienti e personale, provocandone la messa in quarantena, mettendo in difficoltà l’intero sistema.

È partita anche una campagna fondi destinata ai cittadini della provincia senese, a supporto della terapia intensiva e subintensiva degli ospedali locali (per acquistare nuovi dispositivi di ventilazione, dispositivi medici vari e dispositivi di protezione personale). Se volete donare, potete utilizzare la piattaforma Gofundme.

Numeri e informazioni utili

La Ausl Toscana sud est ha attivato il numero verde 800579579, attivo 24 ore su 24. Chi rientra nelle zone di competenza della AUSL Toscana sud est è tenuto a comunicarlo: i riferimenti sono dedicati in particolare ai soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 e a chi, negli ultimi 14 giorni, sia rientrato in Toscana dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia.

Nel territorio della Ausl Toscana sud est è stato inoltre attivato il gruppo C.Siamo, gestito attraverso la pagina facebook aziendale, destinato alle persone in isolamento domiciliare. Da qui si potranno rivolgere domande, perplessità e curiosità direttamente a professionisti aziendali che si sono messi a disposizione volontariamente (esperti della prevenzione, infettivologi, psicologi, psicoterapeuti). Per iscriversi è necessario inoltrare una richiesta apposita ed attendere che questa venga validata dalla AUSL; la relazione, mediata dal social network, consentirà lo scambio di opinioni in totale sicurezza e servirà per “alleggerire” gli stati d’ansia, le preoccupazioni e le paure che la quarantena può determinare.

Per avere maggiori informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo – ore 17:50)

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Valdichiana, un anno in breve: i dieci eventi più significativi del 2019

Con la fine dell’anno arriva puntuale anche il momento dei bilanci, quello in cui si tirano le somme degli dodici mesi appena trascorsi e si passano in rassegna gli eventi…

Con la fine dell’anno arriva puntuale anche il momento dei bilanci, quello in cui si tirano le somme degli dodici mesi appena trascorsi e si passano in rassegna gli eventi che più li hanno caratterizzati. Quando mancano ormai poche ore all’arrivo del nuovo anno, ecco un riepilogo delle dieci vicende più significative per il territorio della Valdichiana in questo 2019.

13 febbraio
Viene sottoscritto l’atto costitutivo della Fondazione Valdichiana Promozione, dai sindaci e dagli amministratori dei Comuni di Cortona Francesca Basanieri, di Chiusi Juri Bettolini, di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli, di Sinalunga Riccardo Agnoletti, di Torrita di Siena Giacomo Grazi, dall’Assessore di Montepulciano Franco Rossi, il Presidente di Confindustria sez. Valdichiana Giovanni Tiezzi, il Presidente di Aion Cultura Eleonora Sandrelli, il Presidente dell’Associazione OnTheMove Nicola Tiezzi, il Presidente di Confagricoltura Arezzo Angiolino Mancini, Sara Rapini della Conserveria, Fulvio Benicchi direttore della Fondazione Orizzonti d’Arte di Chiusi, con il sostegno dell’azienda Aboca e del Console Onorario del Lussemburgo Stefano Cacciaguerra Ranghieri, in qualità di fondatori del progetto. La Fondazione Valdichiana Promozione nasce come iniziativa di collaborazione per diffondere le opportunità dei Fondi Europei per le imprese del territorio.

30 marzo
Torrita di Siena e Montepulciano diventano mete di riferimento per il ciclismo internazionale, in quanto punti di partenza e di arrivo dell’edizione italiana della gara Gran Fondo New York, un evento per appassionati di ciclismo provenienti da tutto il mondo che si ripeterà anche nei prossimi due anni.

11 aprile
Viene annunciato l’imminente inizio dei lavori al pronto soccorso dell’ospedale di Nottola, un progetto per 2 milioni e 200 mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana e fondi aziendali, che prevede l’ampliamento e la riorganizzazione dei locali di accesso al monoblocco.

26 maggio
In concomitanza con le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, si vota per le elezioni amministrative in 11 comuni della Valdichiana. Un mese dopo, il 26 giugno, si insedia la nuova giunta dell’Unione dei Comuni.

9 giugno
Arriva l’alta velocità a Chiusi, con la fermata di due treni Frecciarossa stabilita inizialmente per il periodo estivo e poi prolungata fino al 7 gennaio 2020. Nel periodo tra giugno e novembre i biglietti venduti da e per la stazione di Chiusi-Chianciano Terme sono oltre 15mila.

25 settembre
Il Consiglio regionale approva all’unanimità il progetto di candidatura del paesaggio della bonifica leopoldina in Valdichiana Toscana, finalizzato alla salvaguardia del territorio attraverso varie attività di mantenimento e valorizzazione dell’area. La ratifica arriva dopo la firma del protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Comune di Lucignano, individuato come capofila del progetto che coinvolge anche i comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Civitella Val di Chiana, Cortona, Foiano, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Montepulciano, Sinalunga, Torrita di Siena e Chiusi, per l’inserimento del paesaggio della bonifica leopoldina della Valdichiana nel Registro Nazionale dei Paesaggi Storici d’Italia.

1 ottobre
La Valdichiana Senese riceve il titolo di Comunità europea dello Sport per il 2021. Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport (ACES Europa) premia il progetto di area che vedrà nel 2021 la Valdichiana sede di numerosi eventi e iniziative a tema sportivo. Il 4 novembre, alla presenza del Presidente del Coni Giovanni Malagò, della Vice Presidente Alessandra Sensini e del Presidente di Aces Europa Pierfrancesco Lupattelli, al Foro Italico viene conferito il riconoscimento alla delegazione formata dai sindaci e i rispettivi assessori allo sport dei comuni coinvolti.

5 ottobre
La Regione Toscana approva il finanziamento per il progetto “Vero Aglione della Valdichiana”, coordinato dalla società Qualità e Sviluppo Rurale di Montepulciano, Università degli Studi di Siena-Dipartimento di Scienze della Vita, ANCI Toscana, CIA Toscana, la società Agricoltura è Vita-Etruria e quattro produttori dell’Associazione per la Tutela e la Valorizzazione dell’Aglione della Valdichiana. Il fine è quello di certificare la provenienza del prodotto attraverso un sistema di informatico in grado di informare il consumatore finale.

21 ottobre
La cooperativa Coagria, con sede nel comune di Marciano della Chiana, sottoscrive un contratto di lungo termine con l’azienda Ferrero, per la coltivazione delle nocciole sul territorio di 50 delle circa 200 imprese agricole che riunisce. Lo sviluppo di una nuova filiera produttiva delle nocciole locale andrà ad aumentare l’impiego di materia prima di origine nazionale da parte del Gruppo Ferrero.

14 dicembre
Acea Ambiente ritira il progetto di costruzione dell’impianto di recupero di fanghi biologici delle acque reflue urbane, per il quale aveva acquistato l’area “Ex Centro Carni” di Chiusi Scalo, piano al centro di un’inchiesta pubblica richiesta dalla Regione Toscana e di un lungo e aspro dibattito sia nel territorio chiusino che nel territorio circostante.

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Marroni: “Mai stati dubbi su Nottola, lavoriamo per liste d’attesa”

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute,…

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. L’inaugurazione dell’Area Critica è stata quindi il punto di partenza per parlare del futuro dell’ospedale di Nottola, dei prossimi investimenti e delle criticità da risolvere.

Assessore Marroni, quale modello di sanità è stato previsto dalla Regione Toscana per la Valdichiana? 

“Abbiamo realizzato due obiettivi importanti per l’area Valdichiana, attraverso la riforma del sistema sanitario regionale. Innanzitutto abbiamo definito la missione dell’Ospedale di Nottola, in qualità di ospedale intermedio. Nel rapporto con Abbadia San Salvatore e Siena, abbiamo definito tre livelli tra ospedali piccoli, medi e grandi. Una missione chiara, quindi, che favorisce l’integrazione tra i livelli sanitari. Abbiamo diviso i percorsi, inaugurando l’Area Critica e acquistando nuovi macchinari per Nottola. Un’attenzione costante alla qualità del servizio sanitario, quindi, per gli abitanti del bacino della Valdichiana. Il secondo obiettivo raggiunto è il nuovo modello organizzativo, che prevede l’integrazione tra il pronto soccorso e tutti i reparti sanitari. A questo è collegato il progetto di ampliamento del pronto soccorso, dopo la visita della scorsa estate, in cui sono venuto di persona a verificare la situazione.”

assessQuali sono le tempistiche per l’ampliamento del pronto soccorso?

“Per l’inaugurazione dell’Area Critica abbiamo investito 1 milione di euro, mentre per il progetto per pronto soccorso investiremo dai 2 ai 3 milioni di euro. C’è già il progetto di massima e il piano di investimenti, ci auguriamo di completarlo in tempi non troppo lunghi. Nel giro di due anni dovremmo riuscirci, è necessario attendere i bandi e tutte le procedure amministrative.”

Ci sono timori per il futuro dell’ospedale di Nottola?

“C’è molta attenzione dalla Regione su queste ospedale e sulla Valdichiana in generale. Abbiamo superato i momenti di tensione e criticità di un paio di anni fa, adesso stiamo migliorando il servizio e programmando nuovi investimenti. Abbiamo lavorato sulla nuova organizzazione dei medici di famiglia, sulla distribuzione dei farmaci, sulla gestione risorse umane per la valorizzazione delle professionalità. Non ci sono mai stati dubbi sul futuro dell’ospedale di Nottola. Anche quando abbiamo passato molti critici e alcuni avevano dei timori sul futuro di questa struttura, noi non abbiamo mai avuto dubbi.”

Per quanto riguarda le liste d’attesa, come avete intenzione di agire?

“Il nostro ultimo impegno per questo mandato amministrativo sarà quello di lavorare sullo snellimento delle liste di attesa. A oggi la Toscana serve 12 milioni di prestazioni all’anno, a fronte di 3 milioni e mezzo di abitanti. Nonostante questa mole enorme di richieste, l’80% circa delle prestazioni vengono servite dal sistema sanitario nei tempi stabiliti per legge, secondo le tabelle nazionali da rispettare per le liste d’attesa. Rimane il 20% fuori dai tempi previsti, un numero basso, ma comunque grande in relazione all’alto numero di prestazioni richieste. C’è già un piano di riallineamento, in studio dal mese di agosto. Tutte le Asl si stanno muovendo in questa direzione e a dicembre tireremo le somme, il nostro obiettivo è quello di superare il 90%.”

 

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L’Assessore Marroni in visita ai pronto soccorso di Nottola e Siena

Dopo Arezzo, Firenze, Prato, Lucca e Pistoia prosegue il giro di visite nei pronto soccorso degli ospedali toscani dell’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni Nel primo pomeriggio, 18 agosto,…

Dopo Arezzo, Firenze, Prato, Lucca e Pistoia prosegue il giro di visite nei pronto soccorso degli ospedali toscani dell’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni

Nel primo pomeriggio, 18 agosto, verso le 13, è toccato all’ospedale Nottola, a Montepulciano. L’assessore ha incontrato la direzione e visitato tutta la struttura:

“Dalla sua nascita – ha commentato – la struttura è passata da circa 12 mila accessi a oltre 26 mila, con una forte concentrazione dei codici ad alta priorità, cioè rossi e gialli; cifre che hanno messo alla prova la capacità della struttura, in grado comunque di garantire la presa in carico di tutti i pazienti grazie soprattutto all’impegno degli operatori, che ho voluto incontrare e ringraziare personalmente”.

“E’ indubbio – ha proseguito Marroni – che questo Pronto Soccorso ha bisogno di nuovi spazi e di una nuova organizzazione per migliorare ancora di più il livello delle prestazioni; in questo senso mi impegno a trovare le soluzioni con la direzione dell’Asl 7″. A questo scopo è pronto un progetto di riorganizzazione, che è stato presentato oggi all’assessore, capace di indirizzare il paziente in base all’intensità di cura di cui ha bisogno. Obiettivo dichiarato è la riduzione dei tempi di attesa e presa in carico, grazie alla creazione di ambienti destinati ad accogliere separatamente i casi di bassa, media e alta intensità ai quali saranno dedicati operatori specificamente formati.

Ultimo appuntamento dell’assessore Marroni, poi, è stato quello con il Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza dell’ospedale Le Scotte di Siena, dove è stato accolto da Fulvio Bruni, direttore del reparto, Giacomo Centini, direttore amministrativo, e Pietro Manzi medico della Direzione Sanitaria.

“Ho concluso la visita odierna in un’altra realtà importante – ha dichiarato l’assessore -, dove ho portato un saluto agli utenti e agli operatori sanitari, che ho incontrato, e dove stiamo sviluppando un grande lavoro di rafforzamento delle strutture del Dipartimento emergenza e accettazione (Dea)”.

Qui da un mese è attivo un nuovo centro di Chirurgia d’urgenza, il cui finanziamento rientra nei 32 milioni di euro per la realizzazione del nuovo Dea senese, che sta già mostrando un ottimo livello di intervento attivando 3 nuove sale operatorie, per un totale di 7, con percorsi separati tra attività di urgenza e programmata. E poi la nuova Nefrologia-Dialisi-Trapianti, inaugurata a giugno, che ha richiesto un investimento di circa 7 milioni tra realizzazione e attrezzature. Il reparto ha un’alta specializzazione in diversi ambiti tra cui i trapianti di rene, con 650 trapianti effettuati e una media di 50 trapianti l’anno, l’attività di dialisi, e la terapia afereteica per cui Siena è centro di riferimento regionale con circa 400 trattamenti annui.

Il Pronto Soccorso delle Scotte di Siena ha infatti registrato, in questa prima parte del 2014, un aumento degli accessi di circa il 5 %: tra gennaio e metà agosto sono stati curati quasi 33500 pazienti di cui circa 7mila in codice rosso e giallo, cioè in situazioni di gravità e pericolo di vita. Nel 2013 gli accessi sono stati in tutto 50.900 e si stima che, se continua l’attuale trend, gli accessi per il 2014 arriveranno a 52.500 circa.

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Usl 7, un’indagine sulla soddisfazione dei pazienti

Parte lunedì 30 settembre l’indagine sulla soddisfazione dei pazienti dei Pronto Soccorso dell’Usl 7 promossa dalla Regione Toscana e condotta dal MeS.

L’indagine sui servizi dell’Usl 7 è promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con il Laboratorio Mes della Scuola Sant’Anna di Pisa

Parte lunedì 30 settembre l’indagine sulla soddisfazione dei pazienti dei Pronto Soccorso dell’Usl 7 promossa dalla Regione Toscana e condotta dal MeS, il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che coordina la rilevazione ed elabora i dati. In pratica, i cittadini che si rivolgono ai Pronto Soccorso degli Ospedali di Nottola, Campostaggia e Abbadia San Salvatore avranno la possibilità di esprimere la loro opinione sulla qualità del servizio ricevuto e mettere nero su bianco quale è stata la loro esperienza riguardo alla cortesia del personale, ai tempi di attesa, al controllo del dolore e a tanti altri aspetti di questo fondamentale servizio sanitario.

Lo svolgimento dell’indagine è semplice e lineare: agli utenti che utilizzano il servizio di Pronto Soccorso dell’Usl 7 fra il 30 settembre e il 10 novembre viene consegnata una lettera dell’assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni, che presenta l’iniziativa e ne spiega l’importanza. In un momento successivo, un campione di pazienti riceverà a casa per posta un questionario da compilare e restituire con busta già affrancata, accompagnato dalle istruzioni. L’utente potrà anche scegliere di effettuare l’indagine per telefono o via web, tutto secondo le modalità indicate nelle istruzioni ricevute a casa.

Il questionario si compone di 40 domande a risposta chiusa, che prendono in considerazione una serie di aspetti legati all’esperienza dell’utente del pronto soccorso dal momento dell’accesso fino alla dimissione, quali i tempi di attesa, la cortesia e la professionalità del personale, la valutazione della qualità complessiva. Il questionario contiene anche uno spazio aperto, in cui inserire commenti e opinioni.

“Contiamo molto sulla partecipazione dei cittadini” afferma l’assessore Marroni “perché le loro idee e suggerimenti sono preziosi per migliorare la qualità dell’assistenza”.

L’invito è quindi a non lasciarsi sfuggire un’occasione che dà voce ai cittadini: bastano pochi minuti per raccontare la propria esperienza al Pronto Soccorso e esprimere un giudizio sul suo funzionamento, diventando così utilizzatori attivi di un servizio vitale per la salute di tutti.

Dall’ultima indagine sul gradimento dei pronto soccorso degli ospedali di Nottola, Campostaggia e Abbadia effettuata nel 2011 risultava, in linea con i dati regionali, che il 70% dei pazienti dava una valutazione ottima o buona alla qualità dell’assistenza ricevuta al Pronto Soccorso come anche alle informazioni ricevute sulle proprie condizioni di salute e i trattamenti da fare, mentre il 98% giudicava positivamente il rispetto della privacy.

Un punto di debolezza, sempre in linea con i dati regionali, si riscontrava sulla gestione del dolore al Pronto Soccorso (30% circa dei pazienti insoddisfatti) e sulla conoscenza del significato dei codici colore assegnati dal Triage, fondamentale per comprendere la priorità nell’accesso alla visita e quindi anche i tempi di attesa.

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