Dopo poco più di cinquant’anni si è conclusa la storia dell’Autogrill Pavesi di Montepulciano: in un caldo weekend di metà ottobre la storica e caratteristica struttura a ponte lungo l’autostrada è stata completamente demolita, di fronte a un nutrito gruppo di spettatori e curiosi. La nostra redazione ha unito le forze con Lightning Multimedia Solutions per documentare l’evento: l’Autogrill Pavesi di Montepulciano, infatti, non era soltanto un’area di sosta lungo l’autostrada Milano-Napoli, ma anche un luogo identitario per la cittadinanza locale, oltre che il simbolo di un tempo passato.

Un po’ di storia.

Erano gli anni ’60, quelli del boom economico: l’A1, detta Autostrada del Sole, era la rombante arteria di comunicazione dell’Italia, un mezzo di collegamento e una promessa di modernità. Erano anche gli anni del sogno americano, e proprio dagli Stati Uniti arrivava l’idea di importare un certo stile architettonico che potesse fare da apripista anche a un american way of life di benessere e motori sfreccianti, capace di guardare al futuro con ottimismo.

All’imprenditore Mario Pavesi e al progettista Angelo Bianchetti si deve l’invenzione dell’autogrill a ponte, ispirata dalle simili tipologie di aree ristoro conosciute negli USA durante un road trip di fine anni ’50. Un ristoro a ponte è un ristorante costruito come un ponte su una strada, accessibile da entrambi i lati della strada senza necessità di attraversarla: il primo al mondo venne costruito in Oklahoma nel 1957. Bianchetti costruì il primo ristoro a ponte in Europa a Fiorenzuola d’Arda nel 1959, e il successo fu immediato: assieme a Pavesi ne costruirono altri 11, tra cui quello di Montepulciano, inaugurato nel 1967, all’altezza del km 395.

L’autogrill Pavesi di Montepulciano veniva pubblicizzato come “il più ardito” e sicuramente uno dei più caratteristici di tutta Italia. La trave portante asimmetrica, in acciaio corten, con un unico punto d’appoggio, lo faceva assomigliare a un’astronave arrivata dal futuro, dalle cui vetrate era possibile osservare il traffico sottostante. I frangisole arancioni, come negli altri autogrill, erano un inconfondibile tocco di colore in mezzo alla campagna rurale, prima delle graduali sostituzioni e deperimenti.

Al suo interno il bar e il market, oltre a un ristorante che superava facilmente seicento coperti giornalieri, portavano a disposizione degli automobilisti un’area di servizio moderna e degna di una sosta, nel bel mezzo dell’autostrada del Sole. Non erano soltanto gli automobilisti ad apprezzarla, ma anche gli abitanti dei dintorni, che si erano visti catapultare un’architettura così particolare in mezzo alle campagne. Negli anni ’60 Montepulciano e la Valdichiana erano ancora caratterizzati dalla presenza diffusa della mezzadria e dalla ruralità della vita contadina, nonostante la crescita economica e la rapida urbanizzazione: la sosta all’autogrill Pavesi costituiva quindi un salto nella modernità, una visita in un pezzo di mondo straniero piantato in mezzo alla campagna.

I lavori di demolizione.

L’autogrill Pavesi di Montepulciano è stato demolito nel corso di un intero weekend, dalle ore 21 di venerdì 15 ottobre alle ore 6 di lunedì 18 ottobre 2021. Il piano di sicurezza elaborato dal Comitato Operativo di Viabilità Provinciale ha visto il coinvolgimento delle forze dell’ordine, della prefettura e dei comuni competenti, delle società che gestiscono la viabilità e della Centrale Operativa 118. Nel tratto Chiusi-Bettolle dell’A1 si sono accumulati ritardi nei tempi di percorrenza, ma non sono state riscontrate criticità: il traffico è stato deviato in entrambi i sensi di marcia all’interno del piazzale dell’area di servizio, convogliato in un’unica corsia, con un cordone di sicurezza a cui hanno partecipato anche le associazioni locali di protezione civile.

Il cantiere si è messo all’opera prima del weekend, con i lavori di preparazione; la rimozione della struttura a ponte è stata effettuata in tempi rapidi, coinvolgendo anche aziende che avevano partecipato alla demolizione del Ponte Morandi. Nella notte di venerdì sono state demolite sottostanti, mentre l’intera giornata di sabato è stata dedicata alla trave portante, su cui si è concentrato gran parte del lavoro. La grande trave è stata infatti divisa in più parti, poggiata a terra con l’ausilio di enormi gru e demolita in pezzi più piccoli sul manto stradale. La giornata di domenica invece è stata dedicata alla demolizione delle due torrette laterali e alle ultime fasi di sistemazione del cantiere stradale. La normale circolazione è ripresa nei tempi previsti: gli automobilisti, lunedì mattina, hanno quindi percorso il tratto autostradale di Chiusi-Bettolle senza il caratteristico passaggio sotto all’autogrill, per la prima volta dopo cinquantaquattro anni.

La demolizione della struttura è stata decisa per lasciare spazio a due aree attrezzate più moderne, una per ciascun senso di marcia. Come ci ha comunicato l’ufficio stampa di Autogrill, società di gestione dell’area ristoro, la struttura a ponte aveva dei costi di manutenzione giudicati non più sostenibili. L’obiettivo è quello di realizzare i due nuovi Autogrill entro la prossima primavera, lasciando aperta la possibilità di un più semplice ampliamento delle corsie autostradali.

Già dal mese di ottobre 2018 la struttura a ponte non era più utilizzata: proprio dopo il disastro del Ponte Morandi e la conseguente ricognizione in tutta Italia, l’autogrill Pavesi di Montepulciano aveva rivelato dei problemi strutturali e delle criticità necessarie di manutenzioni straordinarie. Nel corso degli ultimi tre anni l’area di ristoro era stata quindi sostituita da container temporanei, in cui erano stati trasferiti i lavoratori: le speranze di recuperare la struttura a ponte e il ritorno al passato, tuttavia, sono state spazzate via con la rimozione definitiva dello scorso weekend.

L’aspetto sociale.

Con la demolizione dell’autogrill Pavesi di Montepulciano se ne va un edificio caratteristico, diventato un punto di riferimento per tante persone nel territorio. Nel corso del weekend tante persone hanno osservato i lavori dalle recinzioni fuori dalle aree di sosta o dai punti panoramici dei dintorni: non un semplice cantiere, ma un evento pubblico per la comunità di Montepulciano Stazione e per la Valdichiana in generale.

Fin da venerdì sera il pubblico ha assistito ai lavori di demolizione, alternandosi nei punti di osservazione anche nelle ore notturne più fredde. Come al capezzale di un morente, c’è stato un costante avvicendamento di persone ad assistere alle opere di demolizione. Ci siamo trovati di fronte a spettatori di tutte le generazioni: dai più anziani, che ricordavano gli anni in cui l’autogrill è stato costruito, ai più giovani, già abituati alla presenza di un punto di ristoro aperto anche nel cuore della notte. E poi tutte le persone che hanno lavorato al suo interno, compresi gli attuali dipendenti dell’Autogrill in attesa di nuova sistemazione, che hanno visto sparire in poche ore un elemento così preminente della loro storia personale.

Anche chi non ha lavorato direttamente al suo interno conosceva bene “il Pavesi”, come erano solito chiamarle le generazioni più grandi: una presenza costante tra le campagne circostanti, un punto di riferimento per le necessità notturne o per una sosta domenicale. Grazie alla sua apertura continuata, costituiva un possibile luogo di ritrovo per famiglie e diverse fasce d’età, che potevano usufruire del ristorante oppure osservare il traffico dalle vetrate.

Nel corso del weekend della demolizione abbiamo avuto l’occasione di parlare con tante persone, che hanno condiviso i loro ricordi con noi. C’era chi piangeva o si commuoveva alla vista delle ruspe che distruggevano le familiari pareti; altri assistevano in silenzio alle gru che depositavano a terra le grandi travi di acciaio. Particolarmente emozionato il primo dipendente dell’Autogrill, che ricordava ancora la costruzione della struttura a ponte e i periodi di addestramento aziendale già a partire dal 1964.

Accanto all’area ristoro, come di consueto, ci sono poi servizi collegati che hanno tante storie da raccontare. L’Hotel Grifo ha rappresentato un pilastro nell’ospitalità alberghiera autostradale per decenni, proprio a fianco del piazzale; anche il Ristorante da Renato, pochi metri più in là, oltre alla cittadinanza locale, ha servito pasti a generazioni di automobilisti e camionisti. Proprio questi ultimi avevano sancito il successo del ristorante, con un menù a base di pici all’aglione e piatti tipici locali, tanto da diventare una clientela affezionata che non si è fermata neppure durante la temporanea chiusura dell’area di sosta nell’estate del 2018: grazie a dei buchi nella rete, infatti, i camionisti riuscivano a raggiungere il ristorante dal parcheggio dell’autogrill Pavesi.

Tanti ricordi, quindi, legati a una straordinaria opera architettonica che doveva rappresentare la via italiana al sogno americano e a quell’ottimistica speranza nel progresso. Ma l’autogrill di Montepulciano è stato anche un monumento al futuro nel bel mezzo delle campagne, quelle stesse fertili campagne strappate alla palude con le opere di bonifica dei decenni precedenti e immerse in un paesaggio rurale che non si è mai abbandonato del tutto all’industrializzazione più sfrenata.

I rimpianti e i dispiaceri per la demolizione dell’autogrill Pavesi di Montepulciano, al netto delle sacrosante preoccupazioni per la salvaguardia dei posti di lavoro coinvolti, sono anche il segno tangibile di una nostalgia che ha toccato i membri delle comunità dei dintorni. Una nostalgia non necessariamente legata ai tempi d’oro del passato (che non sono poi così migliori dei tempi attuali), ma all’emozione personale del ricordo della propria giovinezza.

Reportage curato da Alessio Banini, Valentina Chiancianesi, Luca Farini, Edoardo Terrosi, Alessia Zuccarello.

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