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Bravìo delle Botti 2019 – Tutte le notizie

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Magistrato delle Contrade di Montepulciano – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2019 del Bravìo delle Botti di Montepulciano Prime indicazioni dalle prove, in attesa del Corteo…

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Magistrato delle Contrade di Montepulciano – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2019 del Bravìo delle Botti di Montepulciano


Prime indicazioni dalle prove, in attesa del Corteo dei Ceri (20/08/2019)

La settimana degli eventi del Bravìo delle Botti è caratterizzata dal tipico rumore delle botti che rotolano sulla pietra serena: dalla scorsa domenica fino a venerdì 23 agosto, infatti, si svolgono le prove notturne degli spingitori, che utilizzano questi allenamenti per preparare le strategie e testare la resistenza degli atleti, in attesa della grande gara di domenica 25 agosto che sancirà il vincitore dell’edizione 2019 della manifestazione più attesa di Montepulciano.

Le prime due serate di prove hanno già dato delle indicazioni interessanti per gli allenatori e gli spingitori delle otto contrade lungo le strade della cittadina poliziana. Ecco i risultati delle prove notturne di domenica 18 agosto: San Donato 9’15” – Collazzi 9’08” – Le Coste 8’56” – Voltaia 8’37” – Poggiolo 8’38” – Gracciano 8’50” – Cagnano 9’43” – Talosa 9’23” – Le Coste 11’10” – Talosa 10’28”. Questi invece i risultati delle prove di lunedì 19 agosto: Cagnano 9’41” – Talosa 11’23” – San Donato 9’55” – Collazzi 9’02” – Le Coste 9’01” – Voltaia 8’46” – Poggiolo 9’48” – Gracciano 9’59” – Talosa 13’39” – Collazzi 9’41” – Le Coste 10’56” – Poggiolo 10’40”.

Le prove avranno una giornata di pausa giovedì 22 agosto, serata dedicata al tradizionale appuntamento con il Corteo dei Ceri. Il suggestivo corteo storico partirà alle ore 21:30 dalla Colonna del Marzocco e sfilerà lungo le vie cittadine fino a Piazza Grande, attraversando il centro storico illuminato esclusivamente da torce e fiaccole. Alle ore 22:00 si terrà sul sagrato del Duomo l’offerta dei ceri in nome di San Giovanni Decollato e l’esibizione del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepuciano. A seguire si terrà uno spettacolo di danza verticale a cura della Compagnia Il Posto Vertical Dance Centre, intitolato “Bestiario”. Successivamente, sempre in Piazza Grande, lo spettacolo messo in scena dalla Compagnia Accademia Creativa che narra la storia di Orfeo ed Euridice, con effetti di luce pirotecnica per un’esibizione sorprendente. I biglietti per tribune e platea, dal costo di 12,00 €, sono a disposizione fino a eusarimento presso gli uffici turistici della Pro Loco di Montepulciano (Piazza Don Minzoni, 1) e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano (Piazza Grande, 7). Ingresso gratuito per bambini fino a tre anni.


Svelato il Panno del Bravìo dedicato all’allunaggio (18/08/2019)

Era stata annunciata come un’edizione del Bravìo delle Botti dedicata ai 50 anni dallo sbarco del primo uomo sulla Luna, e la Presentazione del Panno di domenica 18 agosto non ha tradito le aspettative: i contradaioli di Montepulciano sono stati letteralmente “stregati dalla luna” allo svelamento dell’opera realizzata dall’artista Stefano Palermo, dedicata proprio a questo storico avvenimento.  Alla presenza di Giulio Pavolucci, Reggitore del Magistrato delle Contrade, Michele Angiolini, Sindaco di Montepulciano e Gianluca Fé, consigliere delegato al Bravìo delle Botti, è stata ufficialmente presentato il Panno che verrà consegnato alla contrada vincitrice della gara tra gli spingitori di domenica prossima.

Il pomeriggio al Teatro Poliziano è cominciato con il premio dedicato all’artista senese Cesare Olmastroni, istituito lo scorso anno per ricordare l’autore dei panni delle edizioni 2015 e 2016, una figura particolarmente apprezzata dalla comunità poliziana e rimasta nel cuore delle contrade di Montepulciano. L’edizione di quest’anno del premio, consegnato dal figlio Duccio Olmastroni, è stato assegnato all’artista poliziano Daniele Brizzi.

Nell’occasione sono state presentate le nuove bandiere del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano, disegnate da Gabriele Torelli, e i nuovi costumi della cerimoniera e delle addette al corteo delle otto contrade, realizzati dalla costumista Noemi Grottini prendendo come ispirazione le opere pittoriche presenti nei musei poliziani e immaginati come angeli custodi.

Successivamente si è svolta la consegna del “Grifo Poliziano”, dedicato alle personalità che si sono distinte per il loro impegno nella valorizzazione di Montepulciano in ambito internazionale; quest’anno il premio è stato assegnato alla Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano che da ottanta anni mantiene la tradizione culturale del teatro popolare locale e che diffonde in Italia e nel mondo l’immagine della cittadina poliziana.

Come da tradizione, l’appuntamento pomeridiano al Teatro Poliziano è stato dedicato anche alle premiazioni del concorso enogastronomico “A Tavola con il Nobile”, giunto alla diciassettesima edizione e organizzato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Le contrade si sono sfidate ai fornelli per realizzare delle ricette originali che abbinassero il vino tipico del territorio a un piatto della tradizione locale, quest’anno identificato nella carne chianina. Le ricette, particolarmente incentrate sull’utilizzo dei tagli poveri del “Gigante Bianco” caratterizzante la Valdichiana, sono state giudicate da una giuria di giornalisti internazionali e food blogger presieduta da Tinto, radiocronista di Radio2 e da Bruno Gambacorta, ideatore del concorso. Il premio è stato vinto dalla contrada di San Donato con la trippa di chianina, seguita dalle contrade di Collazzi e di Talosa. I piatti del concorso saranno a disposizione di tutti gli ospiti nei rispettivi stand gastronomici delle contrade durante la settimana degli eventi del Bravìo delle Botti.

Nella serata di domenica sono iniziate anche le prove notturne degli spingitori, che si terranno tutte le sere a partire dalle ore 21; per tutta la settimana le contrade di Montepulciano saranno aperte, con cene, intrattenimento e musica dal vivo. A celebrare la dedica di quest’edizione del Bravìo delle Botti all’allunaggio, sempre nella serata di domenica, si è svolta un’osservazione della luna nel prato di San Biagio a cura della Società Astronomica Poliziana.


Bravìo delle Botti: gli appuntamenti del primo weekend (16/08/2019)

Ai nastri di partenza la settimana degli eventi del Bravìo delle Botti, la manifestazione più attesa dell’anno a Montepulciano: spettacoli, intrattenimenti e cene in contrada ci guideranno verso la grande gara di domenica 25 agosto tra le otto contrade poliziane. Si comincia venerdì 16 agosto con la quarta edizione del Daniele’s Drink, la sfida tra i contradaioli nella preparazione di un cocktail, in ricordo di Daniele Santoni.

Il primo spettacolo della settimana degli eventi sarà sabato 17 agosto a partire dalle ore 21:30 , in cui il Proclama del Gonfaloniere sancirà l’inizio della sfida tra le otto contrade. Il corteo storico suddiviso in terzieri sfilerà lungo le vie cittadine, fino ad arrivare sul Sagrato del Duomo, per udire la lettura del proclama. Il Gruppo Sbandieratori e Tamburini si esibirà prima dello spettacolo di fuoco “Belfagor” ideato e messo in scena dalla compagnia Lux Arcana: uno spettacolo di giocoleria, danza e ginnastica con strumenti infuocati e sorprendenti effetti speciali. Per l’acquisto dei biglietti, fino a esaurimento, è possibile rivolgersi agli uffici turistici della Pro Loco di Montepulciano (Piazza Don Minzoni, 1) e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano (Piazza Grande, 7). Il costo è di 5,00 €, ingresso gratuito per bambini fino a tre anni.

Grande attesa anche per la giornata di domenica 18 agosto, a partire dalle ore 15:30 con il corteo storico del Gruppo Sbandieratori e Tamburini e Montepulciano e la Presentazione del Panno al Teatro Poliziano: verrà infatti svelata l’opera realizzata dall’artista Stefano Palermo e dedicata all’allunaggio, che sarà consegnata alla contrada vincitrice del Bravìo delle Botti. Nel corso del pomeriggio si svolgerà inoltre la premiazione del concorso gastronomico organizzato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano “A Tavola con il Nobile” e dell’onorificenza creata dal Comune di Montepulciano, il “Grifo Poliziano”. Con l’occasione, verranno anche presentati i nuovi costumi delle addette al corto delle otto contrade. Successivamente il panno verrà esposto in Piazza Grande assieme all’esibizione dei piccoli e grandi Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano.

Nella serata di domenica inizieranno anche le prove notturne degli spingitori, che si terranno tutte le sere a partire dalle ore 21; per tutta la settimana le contrade di Montepulciano saranno aperte, con cene, intrattenimento e musica dal vivo.


Bravìo delle Botti 2019, edizione dedicata all’allunaggio (13/08/2019)

Il momento più atteso dell’anno per i tanti contradaioli di Montepulciano è finalmente arrivato: l’edizione 2019 del Bravìo delle Botti è alle porte, con una settimana di eventi, spettacoli, intrattenimenti e cene in contrada, in attesa della gara di domenica 25 agosto. Sarà un’edizione molto particolare, nell’anno in cui ricorrono i 50 anni dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna: proprio il tema dell’allunaggio sarà al centro del panno del Bravìo, che sarà consegnato alla contrada vincitrice, realizzato dal perugino Stefano Palermo.

“Siamo pronti a partire con la nuova edizione del Bravìo delle Botti, carichi di entusiasmo – commenta il reggitore del Magistrato delle Contrade, Giulio Pavolucci – Purtroppo il calendario anticipato ci ha costretti a rinunciare alla serata di Cantine in Piazza, ma abbiamo mantenuto invariato tutto il programma, fornendo il massimo impegno perché si mantenga alto il livello di spettacolarità dell’evento, pur rimanendo all’interno delle necessarie norme di sicurezza per prevenire i rischi. Presenteremo anche i nuovi costumi delle addette al corteo, con cui si completa il percorso di rinnovo che ogni anno ci ha portati a migliorare il nostro corteo storico. Questa sarà l’ultima edizione del Bravìo delle Botti per l’attuale gruppo del Magistrato delle Contrade, ma siamo convinti che chi avrà le redini del prossimo mandato potrà migliorare ulteriormente il futuro di questa manifestazione, rendendola sempre più bella e conosciuta a livello internazionale.”

L’avvicinamento alla gara di domenica 25 agosto è scandito da una serie di eventi che animeranno la cittadina poliziana, destinata ai cittadini e ai turisti. Si comincia venerdì 16 agosto con la quarta edizione del Daniele’s Drink, in cui le otto contrade si sfideranno nella preparazione di un cocktail; un evento organizzato dalla Contrada del Poggiolo in ricordo di Daniele Santoni. Quest’anno slitterà il tradizionale appuntamento con “Cantine in Piazza”, in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, per via del calendario sfavorevole, ma tornerà con rinnovato vigore dalla prossima edizione.

Sabato 17 agosto il primo spettacolo della settimana degli eventi sancirà l’inizio della sfida tra le otto contrade, ovvero il Proclama del Gonfaloniere. Il corteo storico suddiviso in terzieri sfilerà lungo le vie cittadine, fino ad arrivare sul Sagrato del Duomo, per udire la lettura del proclama. Il Gruppo Sbandieratori e Tamburini si esibirà prima dello spettacolo di fuoco “Belfagor” ideato e messo in scena dalla compagnia Lux Arcana: uno spettacolo di giocoleria, danza e ginnastica con strumenti infuocati e sorprendenti effetti speciali. Per l’acquisto dei biglietti, fino a esaurimento, è possibile rivolgersi agli uffici turistici della Pro Loco di Montepulciano (Piazza Don Minzoni, 1) e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano (Piazza Grande, 7). Il costo è di 5,00 €, ingresso gratuito per bambini fino a tre anni.

Il primo weekend del Bravìo delle Botti si chiude domenica 18 agosto, a partire dalle ore 15:30 con il corteo storico del Gruppo Sbandieratori e Tamburini e Montepulciano e la Presentazione del Panno al Teatro Poliziano. Durante il pomeriggio verrà infatti svelata l’opera realizzata dall’artista Stefano Palermo e dedicata all’allunaggio. Verrà inoltre svolta la premiazione del concorso gastronomico organizzato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano “A Tavola con il Nobile” e consegnato il premio “Grifo Poliziano”. Con l’occasione, verranno anche presentati i nuovi costumi delle addette al corto delle otto contrade. Al termine del pomeriggio in teatro, il panno verrà esposto in Piazza Grande assieme all’esibizione dei piccoli e grandi Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano.

Nella serata di domenica inizieranno anche le prove notturne degli spingitori, che si terranno tutte le sere a partire dalle ore 21, fino a venerdì 23 agosto. Per tutta la settimana le contrade di Montepulciano saranno aperte, con cene, intrattenimento e musica dal vivo.

Le prove avranno una giornata di pausa giovedì 22 agosto, quando si svolge il tradizionale appuntamento con il Corteo dei Ceri. Il suggestivo corteo storico partirà alle ore 21:30 dalla Colonna del Marzocco e sfilerà lungo le vie cittadine fino a Piazza Grande, attraversando il centro storico illuminato esclusivamente da torce e fiaccole. Alle ore 22:00 si terrà sul sagrato del Duomo l’offerta dei ceri in nome di San Giovanni Decollato e l’esibizione del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepuciano. A seguire si terrà uno spettacolo di danza verticale a cura della Compagnia Il Posto Vertical Dance Centre, intitolato “Bestiario”. Successivamente, sempre in Piazza Grande, lo spettacolo messo in scena dalla Compagnia Accademia Creativa che narra la storia di Orfeo ed Euridice, con effetti di luce pirotecnica per un’esibizione sorprendente. I biglietti per tribune e platea, dal costo di 12,00 €, sono a disposizione presso gli uffici turistici della Pro Loco di Montepulciano (Piazza Don Minzoni, 1) e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano (Piazza Grande, 7). Ingresso gratuito per bambini fino a tre anni.

A conclusione della settimana di eventi, le otto contrade di Montepulciano (San Donato, Talosa, Le Coste, Collazzi, Voltaia, Poggiolo, Gracciano, Cagnano) saranno pronte a sfidarsi nella grande gara del Bravìo delle Botti di domenica 25 agosto. L’appuntamento è fissato per le ore 10:00 in Piazza Grande con l’estrazione delle posizioni di partenza e la marchiatura a fuoco delle botti sul sagrato del Duomo, seguita dalla messa e dalla benedizione degli spingitori. A partire dalle ore 15:00 comincerà poi la sfilata del corteo storico dalla Colonna del Marzocco lungo le vie cittadine, accompagnati dalle esibizioni degli sbandieratori e dei tamburini delle rispettive contrade. L’attesa avrà il suo culmine alle ore 19:00, quando comincerà la vera e propria gara del Bravìo delle Botti, dalle postazioni di fronte alla Colonna del Marzocco. Due spingitori per ogni contrada dovranno spingere le rispettive botti, dal peso di circa 80kg ciascuna, lungo un percorso in salita di quasi 1,8 km. La prima contrada a raggiungere il sagrato del Duomo si aggiudicherà la vittoria e il panno dedicato ai 50 anni dallo sbarco sulla Luna.

Durante il pomeriggio di domenica 25 agosto, dalle ore 14:00 alle ore 19:00, l’accesso al centro storico di Montepulciano sarà regolamentato da un biglietto di ingresso di 2,50€, disponibile presso le biglietterie alle porte della città. All’interno di Piazza Grande sarà inoltre installato un maxischermo dove sarà possibile seguire in diretta tutto il corteo storico e la gara. Tutta la manifestazione sarà inoltre raccontata in diretta dal programma televisivo “Quelli che la Botte”, con approfondimenti, interviste e riprese esclusive, in onda su Tele Idea (canale regionale 190) anche in streaming sul sito www.teleidea.it e sulla pagina Facebook del Bravìo delle Botti.


Piccoli Sbandieratori e Tamburini: vincono Gracciano e San Donato (04/08/2019)

Piazza Grande nel pomeriggio di domenica 4 agosto è stata animata dal tradizionale appuntamento che ha visto sfidarsi le nuove generazioni dei contradaioli del Bravìo delle Botti: si è infatti tenuta la 37° edizione dei “Piccoli Sbandieratori e Tamburini – Paolo Gonnelli”, organizzata dalla Contrada di San Donato in occasione della festa patronale. L’ampia partecipazione ha visto alternarsi nella splendida cornice poliziana i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 6 e 10 anni per la categoria junior, e di età compresa tra gli 11 e i 14 anni per la categoria senior.

A vincere per la categoria junior è stata la contrada di Gracciano con Ginevra Duchini, Swami Asquino, Lorenzo Tiradritti, Virginia Duchini ed Ettore Da Frassini. Come migliori tamburini, la vittoria è andata a Collazzi con Edoardo Sabatini, Emma Cugusi ed Elena Aloyan; per i migliori sbandieratori, invece, ha vinto la contrada di Poggiolo con Alessandro Massoni e Giulio Rossi.

Per la categoria senior, la vittoria è andata alla contrada di San Donato con Martina Fiorini, Caterina Chiavai, Simone Zerillo e Perla Caselli. Come migliori tamburini, è stata premiata la contrada di Gracciano con Vincenza Gravina e Niccolò Mariani; per i migliori sbandieratori sono stati invece premiati Brando Calibé Adinolfi e Youssef Hmaied della contrada di Collazzi.

Al termine della giornata si è svolta la cena nella contrada di San Donato con i prodotti tipici della gastronomia locale nei giardini della Fortezza, seguita dal DJ set di Stefano Milano. La bella giornata di partecipazione del mondo contradaiolo è stata un antipasto dell’appuntamento di fine agosto con la gara del Bravìo delle Botti, a cui però manca ancora un appuntamento di avvicinamento. Il prossimo sabato 10 agosto, infatti, si terrà l’esibizione del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano e le otto contrade apriranno le loro cucine per la nuova edizione di “Calici di Stelle”, abbinando la cucina tradizionale al Vino Nobile e al Rosso di Montepulciano.


Piccoli spingitori del Bravìo: torna la sfida tra i giovani talenti (27/06/2019)

L’appuntamento dedicato ai giovani spingitori del Bravìo delle Botti si rinnova anche per quest’anno: giunto alla sedicesima edizione, l’appuntamento di inizio estate ha l’obiettivo di formare le nuove generazioni di spingitori per la grande manifestazione poliziana e cementare il senso di comunità tra i contradaioli di Montepulciano. Organizzato dalla Contrada di Talosa e diventato ormai un appuntamento molto atteso, l’evento si svolgerà nel weekend di sabato 29 e domenica 30 giugno.

Ai vincitori della gara tra i giovani talenti delle contrade, 12° “Memorial Michele Lucci”, saranno consegnati i panni dipinti da Sara Lucci, la figlia dell’atleta a cui è dedicata la manifestazione; uno dei panni è dedicato a San Biagio, l’altro all’anniversario dell’allunaggio. Dallo scorso anno la competizione è stata aperta anche alle ragazze e vedrà i partecipanti sfidarsi in due diversi concorsi: la sezione allievi, per i nati tra il 2005 e il 2008, e la sezione senior, per i nati tra il 2002 e il 2004.

Il programma del weekend prevede la S. Messa nell’oratorio dei Cavalieri di Santo Stefano sabato 29 giugno alle ore 16:30, a cui seguirà il corteo storico dei figuranti e l’esibizione di sbandieratori e tamburini. Alle ore 18:00 partiranno le prove cronometrate per la categoria allievi e la categoria senior con i seguenti percorsi: per gli allievi Palazzo Benincasa, Via Ricci e Sagrato del Duomo; per i senior Porta di Collazzi, Via di Collazzi, Arco del Paolino, Via Ricci e Sagrato del Duomo. Domenica 30 giugno,  a partire dalle ore 17:00, si svolgeranno le prove di abilità a cronometro della categoria allievi con il percorso allestito in Piazza Grande, mentre alle ore 18:00 le gare a coppie della categoria senior, con quattro batterie formate grazie alle prove a cronometro del giorno precedente. Al termine delle premiazioni dei vincitori, alle ore 19:30 la contrada di Talosa aprirà le proprie cucine e darà la possibilità di cenare a tutti i contradaioli e i visitatori.


Tutto pronto per la terza edizione delle “Dame della Botte” (13/06/2019)

Diventato ormai un appuntamento molto atteso, anche per quest’anno torna la sfida al femminile tra le contrade del Bravìo delle Botti: nel weekend di sabato 15 e domenica 16 Giugno a Montepulciano si svolgerà infatti la terza edizione delle “Dame della Botte”, che vedrà sfidarsi le spingitrici poliziane in attesa della tradizionale sfida di fine Agosto. Organizzato dalla contrada di San Donato, con il supporto del Magistrato delle Contrade e la partecipazione di tutto il mondo contradaiolo,  l’evento aspetta cittadini e visitatori in Piazza Grande per la sfida tra le migliori spingitrici di Montepulciano.

Nessuna novità per il percorso, che replicherà quello dello scorso anno: le gare eliminatorie si svolgeranno in tre batterie che vedranno le sfidanti partire di fronte al Comune, fare un giro intorno alla cattedrale, seguire Via San Donato e Via Fiorenzuola, quindi via di Talosa e via Ricci all’altezza del Museo Civico, con arrivo sul sagrato del Duomo. Al termine delle batterie, le quattro contrade vincitrici si sfideranno nella finale, che prevede un ulteriore giro intorno al Duomo.

Ecco le atlete che si contenderanno la vittoria: Daniela Braconi e Ludovica Galli per Collazzi (campionesse in carica), Francesca Monaci e Alice Tassini per Poggiolo, Cristina Feri e Angelica Biagianti per Cagnano, Rebecca Stainko e Veronica Damiano per Le Coste, Chiara Giachi ed Eleonora Iannuzzi per Talosa, Monika Tomaszun e Francesca Barneschi per San Donato, Chiara Pascucci, Giulia Faralli e Chiara Fè per Voltaia.

Il ricco programma degli eventi del weekend prevede sabato pomeriggio le prove del percorso di gara, che potranno essere svolte anche da coppie miste, e un concerto musicale in Fortezza. La giornata di domenica si aprirà alle ore 17 con le estrazioni delle batterie e i primi gironi eliminatori, fino alla gara finale che partirà alle ore 19 circa. Entrambe le sere, inoltre, sarà possibile cenare con gli stand gastronomici gestiti dalla contrada di San Donato presso i giardini della Fortezza.


Bravìo delle Botti 2019, si apre l’anno contradaiolo (28/04/2019)

Al periodo dei ponti pasquali che sta allietando la primavera di Montepulciano e dintorni si è aggiunto un appuntamento molto atteso dalla cittadinanza e la cui portata ha ormai valicato i confini territoriali: si è infatti aperto l’anno contradaiolo, la prima di una lunga serie di iniziative che porteranno a correre l’edizione 2019 del Bravìo delle Botti.

Domenica 28 aprile si è tenuta la prima uscita pubblica delle contrade dell’anno, per sancire l’inizio della manifestazione più attesa dai contradaioli, che culminerà nella giornata di domenica 25 agosto, in cui le botti rotoleranno lungo le vie cittadine fino al sagrato del Duomo di Montepulciano. Per celebrare degnamente l’evento, l’apertura dell’anno contradaiolo si è svolta come da cerimoniale, alla presenza delle otto contrade cittadine, del Magistrato delle Contrade e delle autorità cittadine. A partire dalle ore 10, il corteo storico ha sfilato dal Palazzo Comunale lungo le vie cittadine, fino a raggiungere il Santuario di Sant’Agnese, dove si è tenuta la Santa Messa in onore della patrona. Al termine delle celebrazioni, nel piazzale antistante la chiesa, si è tenuta la tradizionale sbandierata del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano.

“Oggi ha avuto inizio l’ultimo anno contradaiolo del mio secondo mandato – ha commentato Giulio Pavolucci, Reggitore del Magistrato delle Contrade – È stato un percorso bellissimo, difficile ma ricco di soddisfazioni. Ho avuto modo di collaborare con persone splendide e di capire giorno dopo giorno quanto sia essenziale il lavoro di gruppo per questo genere di attività. Non ringrazierò mai abbastanza tutti coloro che, a vario titolo, hanno lavorato e continuano a lavorare per il Bravìo delle Botti di Montepulciano. L’unico rammarico è quello di non aver ancora individuato un gruppo di persone che raccolga il testimone per il futuro, nonostante gli appelli alle contrade. Spero davvero di cuore che ci possa essere un avvicendamento graduale: l’estate 2019 sarebbe una perfetta palestra per preparare il nuovo gruppo.”

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Bruscello 2019 – Tutte le notizie

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Compagnia Popolare del Bruscello – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2019 del Bruscello Poliziano Il “Grifo Poliziano” assegnato alla Compagnia Popolare del Bruscello (19/08/19) La Compagnia…

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Compagnia Popolare del Bruscello – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2019 del Bruscello Poliziano


Il “Grifo Poliziano” assegnato alla Compagnia Popolare del Bruscello (19/08/19)

La Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano è stata insignita del premio “Grifo Poliziano” durante la cerimonia di domenica 18 agosto al Teatro Poliziano: un riconoscimento agli ottanta anni di vita della compagnia, che nel corso del tempo ha saputo mantenere la tradizione culturale del teatro popolare locale e diffondere in Italia e nel mondo l’immagine della cittadina poliziana. Il “Grifo Poliziano” è infatti il premio che annualmente viene assegnato da parte del Comune di Montepulciano alle personalità e alle associazioni che si distinguono per il loro impegno nella valorizzazione in ambito internazionale della città.

Il riconoscimento segue la consegna del “Gonfalone d’Argento” da parte della Regione Toscana, avvenuta nel corso della prima serata della “Pia de’ Tolomei”, che nei giorni di Ferragosto è stata rappresentata in Piazza Grande. Il doppio riconoscimento rappresenta la degna conclusione di un’edizione del Bruscello Poliziano positivamente accolta dai bruscellanti e dagli spettatori, per festeggiare l’ottantesimo compleanno della compagnia.

Il Presidente Marco Giannotti e i consiglieri Paolo Abram, Chiara Protasi, Franco Capitini e Michele Morgantini, che hanno ricevuto il “Grifo Poliziano” sul palco del teatro, tratteggiano un ottimo bilancio per questa edizione del Bruscello Poliziano, che ha fatto registrare la maggiore affluenza di pubblico degli ultimi anni, una grande risonanza mediatica e un’ottima accoglienza.

“Il premio non è solo nostro ma soprattutto di chi ci ha preceduto – spiega il Presidente Giannotti – i bruscellanti del passato ci hanno permesso di raggiungere l’ottantesimo compleanno, superando anche delle gravi difficoltà in alcuni periodi della nostra vita. Ci sono stati dei momenti in cui abbiamo rischiato di perdere il Bruscello, ma grazie al sacrificio e all’impegno dei tanti bruscellanti del passato siamo riusciti a raggiungere questo importante traguardo. Il nostro è uno spettacolo popolare, fatto dal popolo per il popolo e l’apprezzamento da parte del pubblico è per noi la massima soddisfazione.”

“Questo premio è dedicato a chi non è più tra noi, ma di cui manteniamo limpido il ricordo – aggiunge Paolo Abram – Non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti e le persone che hanno contribuito a raggiungere questo risultato.”

“Una manifestazione come il Bruscello Poliziano, che raggiunge gli ottanta anni di vita, deve essere da esempio per tutta la comunità, attraverso la diffusione di buone pratiche e di messaggi positivi. – commenta Chiara Protasi – La dedica di quest’anno alla lotta contro la violenza sulle donne va proprio in questa direzione, ovvero quella di affermare un valore sociale ed etico. La nostra compagnia va oltre lo spettacolo, siamo a disposizione delle altre associazioni anche soltanto per prestare i costumi o gli attrezzi, sempre disponibili a collaborare per il bene della comunità.”


La “Pia de’ Tolomei” continua fino a Ferragosto (14/08/19)

Continuano le rappresentazioni dell’edizione 2019 del Bruscello Poliziano dal titolo “Pia de’ Tolomei”. Dopo il successo delle prime serate, i bruscellanti della Compagnia Popolare sono pronti a replicare la messa in scena di questa originale forma di teatro popolare tutte le sere sul sagrato del Duomo di Montepulciano, fino a giovedì 15 agosto compreso. Cinque serate di grande spettacolo che celebrano degnamente l’ottantesimo compleanno della Compagnia Popolare, che proprio la scorsa domenica è stata insignita del Gonfalone d’Argento della Regione Toscana da parte del Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, a dimostrazione del suo grande valore sociale, artistico e culturale.

Una delle principali caratteristiche di quest’edizione del Bruscello Poliziano è stata la dedica del libretto dell’opera alla lotta contro la violenza sulle donne. L’obiettivo della Compagnia Popolare è infatti quello di valorizzare le strutture di sostegno che offrono servizi alle persone vittime di violenza e e abusi in Valdichiana e dintorni, ma anche informare la popolazione sui servizi che vengono offerti nel territorio a sostegno delle problematiche di genere. Per questo motivo, nella serata di martedì 13 agosto, sono state installate delle scarpette rosse sulla scalinata del sagrato del Duomo di Montepulciano, come segnale di vicinanza simbolica e di grande impatto visivo ed emotivo alle continue iniziative messe in campo contro la violenza sulle donne.

Le iniziative di carattere sociale legate ai festeggiamenti per gli ottant’anni della Compagnia Popolare non si fermano qui: nella serata di lunedì 12 agosto, infatti, è stata consegnata una targa in onore dell’associazione Avis di Montepulciano, rappresentata dal Presidente Giuliano Faralli, che ha raggiunto i sessant’anni di attività ed è legata al Bruscello dalla figura di Don Marcello del Balio. Inoltre è stata dedicata una targa alla famiglia Secchi Tarugi, che ha dato un fondamentale apporto alla crescita del Bruscello Poliziano durante i primi anni di attività e il cui palazzo forma uno dei lati della cornice di Piazza Grande, splendido palcoscenico in cui è sempre esibita la Compagnia Popolare.

La rappresentazione della “Pia de’ Tolomei”, la nuova versione del primo Bruscello del 1939, continuerà tutte le sere a Montepulciano fino alla giornata di giovedì 15 agosto. Sotto la direzione artistica di Franco Romani, la regia di Marco Mosconi e le coreografie di Maria Stella Poggioni, oltre duecento bruscellanti provenienti dal territorio circostante, tra coro e solisti, metteranno in scena l’opera composta dal libretto di Irene Tofanini e dalle musiche del maestro Luciano Garosi. Un buon motivo per tornare a vedere il Bruscello Poliziano anche nelle sere seguenti, grande novità di quest’edizione, è l’introduzione del doppio cast, che incrementa la partecipazione dei solisti nei ruoli principali della “Pia de’ Tolomei”.


Bruscello Poliziano: buona la prima per la “Pia de’ Tolomei” (12/08/19)

Buona la prima per la rappresentazione della “Pia de’ Tolomei”, l’edizione 2019 del Bruscello Poliziano. Nella serata di domenica 11 agosto si è infatti svolta la prima rappresentazione di questa originale forma di teatro popolare che festeggia l’ottantesimo compleanno. L’incredibile traguardo raggiunto dalla Compagnia Popolare, che porta il Bruscello nei giorni di Ferragosto sul sagrato del Duomo di Montepulciano, è stato festeggiato attraverso la consegna, da parte del Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, in compagnia del consigliere regionale Stefano Scaramelli e del Sindaco di Montepulciano Michele Angiolini, del Gonfalone d’Argento della Regione Toscana. Un riconoscimento di grande pregio per una delle più antiche associazioni di Montepulciano e per una manifestazione culturale unica nel suo genere, uno spettacolo fatto dal popolo e per il popolo.

Come ormai da tradizione, nel corso della prima serata della rappresentazione sono stati anche assegnati i premi “Cantastorie” a cura della famiglia Crociani, in ricordo dello storico cantastorie del Bruscello Arnaldo Crociani, di cui ricorrono venti anni dalla scomparsa. I premi di quest’anno sono stati assegnati a Daniela Mosca e a Roberto Tofanini; il premio per i bruscellanti più piccoli è andato invece a Filippo Turchi.

La rappresentazione della “Pia de’ Tolomei”, la nuova versione del primo Bruscello del 1939, continuerà tutte le sere a Montepulciano fino alla giornata di giovedì 15 agosto. Sotto la direzione artistica di Franco Romani, la regia di Marco Mosconi e le coreografie di Maria Stella Poggioni, oltre duecento bruscellanti provenienti dal territorio circostante, tra coro e solisti, metteranno in scena l’opera composta dal libretto di Irene Tofanini e dalle musiche del maestro Luciano Garosi. Nelle successive serate di rappresentazione, il Bruscello poliziano presenterà al pubblico una delle principali novità di quest’edizione: l’introduzione del doppio cast, che incrementa la partecipazione dei solisti nei ruoli principali della “Pia de’ Tolomei”.


Il Bruscello Poliziano contro la violenza sulle donne (06/08/19)

L’edizione numero 80 del Bruscello Poliziano, che porterà sul sagrato del Duomo di Montepulciano la nuova rappresentazione della “Pia de’ Tolomei”, dedicherà il libretto alla lotta contro la violenza sulle donne. L’obiettivo è quello di valorizzare le strutture di sostegno che offrono servizi alle persone vittime di violenza e abusi, ma anche informare la popolazione sui servizi che vengono offerti nel territorio a sostegno delle problematiche di genere.

L’occasione propizia per legare il Bruscello Poliziano a questo tema è data dalla vicenda della “Pia de’ Tolomei”. La Pia raccontata da Dante nella sua Divina Commedia è infatti il soggetto del primo Bruscello del 1939 e la sua vicenda, seppur avvolta nel mistero e nella leggenda, è legata all’assassinio da parte del marito. Per questo motivo, l’interprete della Pia, Chiara Protasi, che è anche consigliere comunale con delega alle Pari Opportunità, ha proposto alla Compagnia Popolare del Bruscello e all’autrice del testo, Irene Tofanini, di dedicare il libretto 2019 alla lotta contro la violenza sulle donne.

Il traguardo delle ottanta candeline implica un’indispensabile capacità di adattamento al contesto sociale e culturale per una Compagnia così longeva, in modo che possa essere esempio per buone pratiche da proporre e applicare a tutta la comunità. – afferma Chiara Protasi – Creare rete e cultura su questo tema è l’obiettivo primario per combattere la disparità, l’odio e la violenza in qualsiasi tipo di rapporto e sono felice che anche il Bruscello possa avere un ruolo. Per questo motivo ringrazio l’Amministrazione comunale di Montepulciano, il Presidente Marco Giannotti, la librettista Irene Tofanini e tutti i consiglieri della Compagnia per aver accolto la proposta.”

Per sancire in maniera simbolica l’impegno della Compagnia Popolare del Bruscello su questo tema, la serata del 13 agosto saranno installate delle scarpette rosse sulla scalinata del sagrato del duomo. Verrà inoltre dato spazio alle responsabili dei principali servizi attivi nel nostro territorio che si occupano di tali tematiche: il Centro Pari Opportunità Valdichiana, servizio associato dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese (mail: cpo@unionecomuni.valdichiana.si.it – cellulare: 3204511410, con sedi a Sarteano, Montepulciano e Sinalunga; e l’associazione Amica Donna Onlus con sedi a Chianciano Terme e Torrita di Siena (mail: cavassociazioneamicadonna@gmail.com – cellulare: 3279999228 – 3293050686 – 3929504270).

Nel frattempo fervono i preparativi per la rappresentazione che si terrà nei giorni dall’11 al 15 agosto in Piazza Grande: in questi giorni sono in corso le prove in piazza del coro e dei solisti, l’allestimento della scenografia e le ultime preparazioni musicali. L’appuntamento sarà quindi un degno compleanno per la Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano, che porterà in scena oltre duecento bruscellanti nei cinque giorni di rappresentazione.


Presentata in Regione Toscana la “Pia de’ Tolomei” per l’ottantesimo Bruscello (24/07/19)

La Compagnia Popolare del Bruscello festeggia i suoi primi ottant’anni all’insegna della passione e della tradizione, con la nuova rappresentazione della “Pia de’ Tolomei” che verrà messa in scena in Piazza Grande a Montepulciano dall’11 al 15 agosto. L’edizione numero ottanta rappresenta un incredibile traguardo ed è stata presentata martedì 23 luglio presso la Sala Barile del Consiglio Regionale della Toscana, con la partecipazione del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, i consiglieri regionali Stefano Scaramelli e Simone Bezzini, il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini, l’assessora Lucia Musso, il presidente della Compagnia Marco Giannotti e il direttore artistico Franco Romani e il compositore musicale Luciano Garosi.

La compagnia compie ottanta anni. La Compagnia Popolare del Bruscello tramanda la tradizione del Bruscello attraverso la particolare forma di teatro popolare, con canto e recitazione, attraverso la messa in scena di decine di figuranti nello splendido palcoscenico del sagrato del Duomo di Montepulciano, che avviene nei giorni di Ferragosto. Il Bruscello Poliziano è patrocinato dal Comune di Montepulciano, dalla Provincia di Siena e dalla Regione Toscana, in virtù della sua storia e della sua forte valenza culturale.

Come ormai da tradizione, ogni dieci anni viene riproposta la “Pia de’ Tolomei”, la rappresentazione con cui tutto cominciò nel 1939 in Piazza Grande. Nella nuova versione che verrà messa in scena dall’11 al 15 agosto a Montepulciano, il sagrato del Duomo ospiterà oltre 200 bruscellanti provenienti dal territorio circostante, tra coro e solisti. Assieme all’autore delle musiche Luciano Garosi e all’autrice del libretto Irene Tofanini, hanno curato questa edizione il regista Marco Mosconi e la coreografa Maria Stella Poggioni. L’immagine del manifesto è realizzata da Emanuela Rossi.

“Il Bruscello – ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – rappresenta un’espressione lirica popolare di artisti che hanno maturato la loro esperienza sul campo con l’ottava rima”. Giani ha ricordato che il “Bruscello ha fatto da caposcuola a tante manifestazioni di teatro popolare in Toscana come Monticchiello”. Il presidente ha proposto di assegnargli un riconoscimento con il Gonfalone d’argento perché “il Bruscello merita davvero tanto, ci aiuta a mantenere viva quella tradizione dal valore inestimabile”.

Un occhio particolare è stato puntato sulle pari opportunità, come ha fatto notare il sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini, che ha ricordato “il libretto scritto da Irene Tofanini è dedicato alle donne. Lo spettacolo rappresenta – ha aggiunto il sindaco – uno strumento di elevazione culturale e sociale sul territorio”.

“Tradizione, innovazione, storia e cultura”, così il consigliere regionale Stefano Scaramelli ha descritto quest’evento. “È dovere della Regione – ha aggiunto Scaramelli – promuovere, sostenere e valorizzare quest’iniziativa in cui arte diventa non solo cultura ma un modo per far conoscere Montepulciano nel mondo”. Anche il consigliere regionale Simone Bezzini è intervenuto, ringraziando “chi cerca di portare avanti iniziative che hanno una forte radice nella tradizione, valorizzano aspetti identitari positivi e riescono a farlo attivando la partecipazione popolare. La cultura che viene vissuta in maniera partecipata, questo è un elemento di straordinario valore”.

“La nostra è una compagnia giovane, nonostante gli ottanta anni – ha detto il presidente della Compagnia Marco Giannotti – che pensa al futuro e al ricambio generazionale. Giannotti ricorda che nel 1939 la prima rappresentazione del Bruscello sul sagrato venne effettuata per raccogliere fondi per il completamento della facciata del duomo. Il direttore artistico Franco Romani ha parlato delle innovazioni della ‘Pia de’ Tolomei’: “Ci ha accompagnato negli anni varie volte – ha detto – con cadenza decennale, ma dalla prima Pia a quella attuale ci sono stati tanti cambiamenti, questa è un’edizione nuova sia per le musiche che per i testi”.

La trama in breve. Nella Siena del tredicesimo secolo, Pia, nobile fanciulla appartenente alla potente famiglia de’ Tolomei, vive spensierata, persa in ingenue illusioni cavalleresche. Durante un torneo incontra il giovane Conte Guidi di Arezzo. Il ragazzo si innamora perdutamente di Pia, la quale, colpita dalle attenzioni di Guidi, se ne infatua a sua volta e gli concede un ciondolo con il suo stemma in pegno. I sogni infantili sono però ben presto destinati a svanire: Pia viene concessa in sposa al Conte Nello de’ Pannocchieschi. Il matrimonio combinato, non è tuttavia una fredda unione, i due sposi si innamorano profondamente l’uno dell’altra, ma più di una nube si addensa sul loro futuro: Ghino, amico fidato di Nello si innamora di Pia e vedutosi rifiutato giura vendetta contro la fanciulla e un’altra minaccia incombe: poco dopo le nozze, Nello è costretto a partire alla guida delle truppe di Siena, attaccata dalla vicina città di Arezzo, le cui forze sono capitanate dal Conte Guidi. Prima della battaglia, il Conte Guidi riesce a intrufolarsi nel giardino di Pia e le giura amore, ma lei lo rifiuta con gentilezza, restando fedele all’amato Nello. La scena è spiata da Ghino, che vede un’occasione di attuare la sua vendetta: si precipita all’accampamento di Nello e gli mente raccontato il falso tradimento di Pia con il Conte Guidi, rivela poi a Nello che uccidendo il Conte Guidi in battaglia avrebbe trovato la prova inconfutabile del tradimento di Pia addosso al giovane. Nello, furioso, si lancia in battaglia, uccide Guidi e strappa dal suo cadavere il ciondolo che Pia gli aveva donato. Torna a Siena da vincitore, ma ormai è deciso a vendicarsi della moglie infedele. Trascina Pia in maremma e la lascia imprigionata nel castello dei suoi avi a morire. Scoperto l’inganno di Ghino, Pia tenta di mandare un messaggio a Nello, ma è troppo tardi: quando Nello, avvedutosi dell’innocenza di Pia si precipita in maremma la trova già morta e l’unica cosa che gli resta sono le lacrime amare del rimpianto e della colpa.


Doppio cast per l’80esimo Bruscello Poliziano (11/07/19)

Fervono i preparativi per l’80esima edizione del Bruscello Poliziano, che vedrà rappresentare in Piazza Grande la nuova versione della “Pia de’ Tolomei”; l’appuntamento è fissato per le sere dall’11 al 15 agosto sul sagrato del Duomo di Montepulciano per uno spettacolo che vedrà impegnati circa 200 bruscellanti provenienti dal territorio circostante, per portare avanti una lunga tradizione che affonda le sue radici nel teatro popolare che veniva rappresentato nelle campagne.

Una delle principali novità di questa edizione del Bruscello, che raggiunge il ragguardevole traguardo degli 80 anni consecutivi, è rappresentato dall’introduzione del doppio cast, che permetterà di incrementare la partecipazione nei ruoli dei protagonisti dello spettacolo e fornirà agli spettatori l’opportunità di fruire di un interessante diversivo durante le repliche. Nei giorni dispari, infatti, sarà presente un cast per rappresentare i protagonisti delle vicende della Pia de’ Tolomei, mentre nei giorni pari ci sarà un’alternanza nei ruoli principali.

“Abbiamo introdotto questa novità per coinvolgere bruscellanti giovani nei ruoli primari. – spiega il direttore artistico Franco Romani – Sarà inoltre un modo per favorire la buona riuscita delle parti cantate, in quanto il Bruscello si svolge all’aperto e la possibilità di colpi di vento può danneggiare le voci liriche dei solisti. Il doppio cast ci permetterà di includere fino a 36 bruscellanti nelle parti primarie, che vanno ad aggiungersi ai circa 50 bruscellanti del coro, ai 25 bambini e al gruppo dell’orchestra, per un impegno complessivo che vedrà partecipare oltre 200 persone alla messa in scena del Bruscello.”

Il doppio cast vedrà alternarsi Chiara Protasi e Chiara Scannapieco nel ruolo della protagonista Pia de’ Tolomei, Elisabetta Canapini e Sabrina Dottori nel ruolo della madre e Franco Capitini e Alessandro Collini nel ruolo del padre. Marco Banini e Matteo Benvenuti si alterneranno invece nei ruoli di Nello e di Guido Guido, mentre le ancelle della protagonista saranno interpretate da Irene Tofanini, Daniela Mosca, Giulia Gambacciani, Benedetta Checcarelli, Teresa Zazzaretta e Orsolina Faraldo. Altri personaggi, come quello di Ghino interpretato da Stefano Bernardini, rimarranno gli stessi tutte le sere; in altri casi, come quello del Cantore, assisteremmo a un’alternanza di ruoli tra Stefano Giannotti, Mirco Rubegni, Gabriele Paolucci e Cosetta Batignani (che interpretò il ruolo di Pia nei bruscelli del passato e che sarà un gradito ritorno sul sagrato del Duomo nei giorni 14 e 15 agosto).


La compagnia popolare del Bruscello Poliziano compie 80 anni (21/06/19)

Una storia di entusiasmo e passione: la Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano compie 80 anni, un traguardo storico ed eccezionale, che la rende a buon diritto l’associazione più longeva di Montepulciano. Sorta nel 1939 per iniziativa di cultori locali della tradizione del teatro popolare, con lo scopo di divulgare anche nella cittadina di Montepulciano e nel territorio circostante le storie del Bruscello, nel 2019 vengono festeggiati gli 80 anni attraverso una grande rappresentazione in Piazza Grande nei giorni di Ferragosto, dove verrà messa in scena la “Pia de’ Tolomei”.

Il Bruscello è una forma di teatro popolare tradizionale, nato in Toscana e cresciuto con particolare vigore in Valdichiana. Affonda le radici della sua tradizione nei riti agresti dell’antichità e nelle usanze contadine di celebrare con rituali propiziatori la fine della stagione morta e l’inizio della bella stagione. La rappresentazione teatrale era cantata in ottava rima, generalmente con un accompagnamento musicale basato sulla ripetizione di semplici motivetti; veniva messa in scena nei poderi della campagna mezzadrile, piantando un “bruscello” e utilizzando come elemento centrale della scena. Si pensa che il nome “Bruscello” venga proprio da questo albero, un arbusto o un arboscello. Il Bruscello è popolare perché affronta argomenti conosciuti dalla gente e perché è fatto dalla gente: il popolo diventa attore e spettatore nello stesso momento.

La versione moderna del Bruscello è una rappresentazione popolare cantata, che dal 1939 viene rappresentanza in Piazza Grande a Montepulciano nei giorni di ferragosto. Dai teatrini e dalle campagne il Bruscello si sposta sul sagrato della cattedrale: un ampio palcoscenico, davanti a una platea di circa duemila spettatori. Non più una fisarmonica ad accompagnare il canto, ma l’orchestra dell’istituto di musica. E poi un parco luci da grande teatro per lo spettacolo fatto di notte, i costumi e l’attrezzeria arrangiati con cose vecchie lasciano il posto alle sartorie e attrezzerie teatrali, mentre la cantata ripetitiva diventa un testo con più ritmo. Il Bruscello poliziano ha preso una nuova forma, non più spettacolo elementare fatto di una piccola cantata, ma spettacolo totale dal punto di vista teatrale.

Nel 2019, per festeggiare degnamente gli 80 anni della Compagnia Popolare, il Bruscello proporrà come ogni dieci anni la rappresentazione della “Pia de’ Tolomei”, la nuova versione del Bruscello moderno con cui tutto cominciò nel 1939. L’appuntamento è per i giorni dall’11 al 15 agosto in Piazza Grande per un compleanno carico di entusiasmo e passione insieme a centinai di bruscellanti.


La Compagnia Popolare svela l’Anteprima del Bruscello Poliziano (16/05/19)

Ottant’anni di storia, passione e tradizione: la Compagnia Popolare del Bruscello festeggia un traguardo di notevole importanza, un risultato reso possibile grazie ai tanti bruscellanti che nel corso degli anni hanno mantenuto vivo il teatro popolare proveniente dalla civiltà contadina, adattato al mutato contesto sociale e culturale. Come ormai ampiamente annunciato, sarà la “Pia de’ Tolomei” ad essere rappresentata in Piazza Grande a Montepulciano nei giorni di Ferragosto, appuntamento che si ripete ormai ogni dieci anni, per festeggiare il compleanno del Bruscello Poliziano.

Domenica 19 maggio verrà presentata l’edizione numero ottanta del Bruscello, attraverso uno speciale evento presso la sala ex-Macelli, a partire dalle ore 17:30, in cui verrà ripercorsa la storia della “Pia de’ Tolomei”, alla base della prima rappresentazione che avvenne nel 1939 a Montepulciano. L’autore delle musiche Luciano Garosi, l’autrice del libretto Irene Tofanini, insieme ai bruscellanti, ricorderanno le vecchie e nuove arie della “Pia de’ Tolomei”. Durante la serata sarà presentata l’immagine per il manifesto dell’edizione 2019 realizzata da Emanuela Rossi. L’evento si concluderà con un piccolo rinfresco, offerto dal ristorante pizzeria “C’era una Volta” e un brindisi di buon augurio agli ottanta anni del Bruscello Poliziano.

La Compagnia Popolare del Bruscello tramanda la tradizione del Bruscello attraverso la particolare forma di teatro popolare, con canto e recitazione, attraverso la messa in scena di decine di figuranti nello splendido palcoscenico del sagrato del Duomo di Montepulciano, che avviene nei giorni di Ferragosto. Il Bruscello Poliziano è patrocinato dal Comune di Montepulciano, dalla Provincia di Siena e dalla Regione Toscana, in virtù della sua storia e della sua forte valenza culturale.


Aspettando la “Pia de’ Tolomei”, il Bruscello rinnova il direttivo (23/04/19)

La Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano si prepara a vivere un 2019 pieno di emozioni: il tradizionale appuntamento estivo con il teatro popolare giunge infatti all’80esima edizione, un traguardo eccezionale e carico di aspettative. Il tema di quest’edizione è già stato annunciato, perché ricorre ogni dieci anni: sarà la “Pia de’ Tolomei”, la nuova versione del Bruscello moderno con cui tutto cominciò nel 1939. Da allora i bruscellanti hanno continuato a mantenere viva la tradizione poliziana che proviene dall’antica civiltà contadina, diventando l’associazione più longeva di Montepulciano.

Per prepararsi al meglio a questo importante appuntamento, la compagnia è già al lavoro da molti mesi, e proprio in questi giorni ha rinnovato il proprio consiglio direttivo. Confermato alla presidenza Marco Giannotti, a cui sarà affiancato il vicepresidente Paolo Abram; la tesoreria è affidata a Gianni Minasi, il ruolo di segretario del consiglio direttivo a Chiara Protasi, mentre è confermata la direzione artistica a Franco Romani. I responsabili dei costumi sono Michele Morgantini e Anna Meconcelli; completano il consiglio direttivo Paolo Parissi, Franco Capitini, Irene Tofanini, Mauro Betti, Dino Protasi e Celso Pallassini.

Il nuovo consiglio direttivo si è già messo al lavoro, sono state proposte e approvate una serie di iniziative su cui ci stiamo già impegnando – commenta il Presidente Marco Giannotti – L’augurio che faccio è quello di arrivare a festeggiare gli 80 anni della Compagnia Popolare del Bruscello con entusiasmo e passione.”

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Piranha Social Club: l’orizzonte culturale di Acquaviva che si nutre di relazioni sociali

Foto di Elisa Valdambrini Veloce e curiosa come il quartiere più moderno di una grande città, familiare come solo una frazione di poco più di mille abitanti può essere. Acquaviva…

Foto di Elisa Valdambrini

Veloce e curiosa come il quartiere più moderno di una grande città, familiare come solo una frazione di poco più di mille abitanti può essere. Acquaviva di Montepulciano ormai da anni ha assunto sembianze cosmopolite che difficilmente ne rendono pensabile la collocazione a margine di un paese di provincia, tanto evidente e senza confronti è lo slancio verso una dimensione culturalmente viva che non rimane fine a se stessa, ma che anzi coinvolge, nutre e di nuovo ispira. In questo senso, il Collettivo Piranha è al tempo stesso agente e risultato di un processo culturale che, da quando si è innescato, non ha fatto che alimentare un fermento sociale chiaramente avvertito oltre gli esigui confini di Acquaviva.

Il Live Rock Festival ne è il caso più eclatante, consacrato in modo incontrovertibile a evento di riferimento nel suo genere. Dimostrazione evidente delle potenzialità che una realtà associativa può mettere in campo, il Festival deve la sua crescita all’impegno profuso dal Collettivo Piranha nel creare un ambiente dominato dal valore della continua elaborazione culturale. Lo stesso valore che, alcuni mesi fa, ha spinto i componenti del Collettivo a rilevare un bar di Acquaviva per farne, come lo ha definito il presidente del Collettivo Andrea Mezzanotte, uno “spazio creativo“, che diventasse un’area di aggregazione, un habitat vero per i Piranha storici e quelli che verranno.

«Perché il Piranha Social Club è nato ponendo come principio fondamentale la valorizzazione dei rapporti umani, come base per pianificare nuove iniziative e proporre occasioni di incontro e confronto, in una dinamica di avanzamento per l’intero territorio».

Così si entra in un locale e al tempo stesso si diventa parte di un insieme, quello dell’associazione, che poi è uno spazio di condivisione del tempo e di scambio di argomenti.

«Si scopre un luogo dove le relazioni sono vere, concrete, e da queste nascono discussioni sulle quali si innestano idee in un clima che, per definizione, in quanto collettivo ha già superato la dimensione dell’ “io”. La socialità evocata dal nome del locale la si ritrova nel tentativo di evitare la deriva individualistica cui l’era digitale talvolta obbliga. Uscire dalla propria zona di comfort, quella assicurata dai device e dalla cerchia di contatti più o meno virtuali, per entrare in contatto con persone di generazioni ed esperienze diverse».

Una dinamica che arricchisce sé stessi ma anche, indubbiamente, tutto il tessuto sociale nella sua complessità.

«Quel che sulla lunga distanza il Piranha Social Club può portare, in termini di cambiamento, nella comunità di Acquaviva è proprio l’effetto dell’esistenza di uno spazio in cui scoprire l’altro e al contempo sé stessi, un modo per stabilire contatti umani, ridefinire continuamente il proprio orizzonte di conoscenze. Auspichiamo che questo clima possa generare prodotti culturali sempre meritevoli di attenzione e interesse, anche per sensibilizzare chi ancora non ne fa parte ai valori che animano il Collettivo ».

Durante le sue prime settimane di attività, il Piranha Social Club ha proposto un programma di appuntamenti – dagli eventi musicali alle presentazioni di libri – ai quali se ne aggiungeranno altri il prossimo autunno, dopo che si sarà concluso il Live Rock Festival

Lo stesso Festival ha, di anno in anno, precorso caratteristiche e finalità adesso mantenute e coltivate anche dal Club: le tematiche sociali e quelle ambientali, affrontate e onorate con iniziative avanguardistiche, diventano così argomento di conversazione, dando animo a un movimento culturale che trae nutrimento dal suo stesso organismo.

«Gli eventi che il Piranha Social Club continuerà a ospitare possono essere preparati come improvvisati, quindi seguiti nella realizzazione dal gruppo di competenza. Niente che non si potrebbe impiantare in altre località: sarebbe una soddisfazione aggiunta se il Piranha Social Club facesse da ispirazione per la nascita di realtà analoghe nei dintorni, dove anche è già molto presente la cultura dell’associazionismo».

È forse presto per dire se ciò accadrà, ma visti i risultati che oggi fanno di Acquaviva e del suo Piranha Social Club i casi più interessanti di produzione culturale della Valdichiana, non possiamo che augurarcelo.

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Il Sogno Lucido del Cantiere Internazionale d’Arte

In occasione della undicesima giornata di Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, mercoledì 24 luglio 2019 è andato in scena in Piazza Grande lo spettacolo articolato ‘Sogni di una Notte d’Estate’….

In occasione della undicesima giornata di Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, mercoledì 24 luglio 2019 è andato in scena in Piazza Grande lo spettacolo articolato ‘Sogni di una Notte d’Estate’. Di seguito il racconto della serata. 

Un’Officina per Giovani Artisti: il vettore organizzativo del Cantiere Internazionale d’Arte indica questa direzione fin dalle linee programmatiche tracciate da Hans Werner Henze. Multidisciplinarietà e orizzontalità delle produzioni; artisti locali e artisti internazionali; non professionisti e professionisti; studenti specializzati e appassionati, tutti a intersecare esperienze e dati creativi.

La serata di mercoledì 24 luglio 2019 è stata, in questo, esemplificativa: sul palco allestito in Piazza Grande, tra i due colonnati di americane e il logo del Cantiere proiettato iconicamente sul travertino del Palazzo Comunale, si sono resi complementari due corpi di balletto, una corale con due voci soliste, una compagnia di prosa e un’orchestra. Sogni di Una Notte d’Estate è stato il titolo scelto per questa serata polimorfica che ha seguito come trait d’union la celebre commedia di William Shakespeare Sogno di Una Notte di Mezza Estate, con i suoi speculari rifacimenti operistici e figurativi.

 

L’orchestra della Royal Northern College of Music è già di per sé uno spettacolo. I ragazzi di Manchester, che ogni anno arricchiscono il centro storico di Montepulciano con esibizioni cristalline di brani classici e contemporanei, sono una delle ‘cartoline’ più belle della storia del Cantiere Internazionale d’Arte. La direzione dell’orchestra, per la serata dedicata ai Sogni di una Notte d’Estate, è stata ovviamente affidata al Maestro Roland Böer, direttore artistico e musicale del Festival. La serata è cominciata con l’ouverture operistica tratta dall’Oberon di Carl Maria von Weber, ispirata proprio al personaggio scespiriano, consorte di Titania e re degli elfi. La RNCM Symphony Orchestra di Manchester ha poi eseguito la Sinfonia n. 8 di Hans Werner Henze, composta nel 1993 e ispirata al Sogno di Una Notte di Mezza Estate di Shakespeare. Ogni movimento è strettamente collegato a una breve sezione dell’opera teatrale: il primo movimento (Allegro) è ispirato dalla battuta di Puck, nel testo originale, «I’ll put a girdle round the earth/ In forty minutes» (Avvolgerò una cintura attorno al globo in quaranta minuti!) – Atto II, scena I – e all’invito da parte di Oberon, a Titania, di fare il giro del mondo «We the globe can compass soon / Swifter than the wandering moon» – Atto IV, Scena I. Henze raffigura il viaggio globale di Puck nella variazione di tonalità: l’Est è il Do Maggiore, il Polo Sud è rappresentato dalle note più basse della gamma dell’orchestra sinfonica moderna, mentre il Polo Nord è rappresentato da quelle più alte.
Il secondo movimento (Allegramente con comodo tenerezza e ballabilità) raffigura fonicamente la tentata seduzione di Nick Bottom da parte di Titania, mentre il movimento finale (Adagio) sembra far riecheggiare la battuta del monologo finale, sempre di Puck, «Se l’ombre nostre vi hanno offeso…» alla fine della commedia. Il secondo movimento indicato dallo stesso Henze come ballabile, ha visto stagliarsi sul piano di scena una coreografia di Maria Stella Poggioni, eseguita dalle ballerine della sua École de Ballet. La coreografia ha visto ondeggiare una serie di figure mobili, con dominanza dei colori freddi (il blu su tutti), la cui obliquità di posizione ha teso, per buona parte del balletto, verso un vertice centrale che si è presentificato – all’inizio e alla fine del balletto – come una figura femminile bendata: sono quindi il sogno e i movimenti dell’inconscio durante le fasi della notte, che vengono rappresentati nel balletto. Le ballerine si muovono entro un amnio onirico, composto da fraseggi propri del sogno, della postura notturna dei corpi. Questo, il primo dei due sogni che hanno scandito la serata.

 

La seconda parte ha invece visto in scena, insieme all’orchestra, il gruppo della Corale Poliziana, diretta da Judy Diodato, e con le voci del soprano Noemi Umani e del mezzo soprano Zhu Aoxue. La sezione musicale ha lasciato buona parte di piano scenico per la commedia scespiriana in prosa, con la regia di Carlo Pasquini e interpretata dal gruppo teatrale FUC – Formare Una Compagnia. La commedia in prosa è stata quindi puntualmente abbinata all’esecuzione integrale delle musiche di scena composte, sul testo di Shakespeare, da Felix Mendelssohn Bartholdy: in questo caso la rappresentazione teatrale è impreziosita dalla coreografia realizzata da Cristina Peruzzi per la sua Pétite École, con fraseggi di balletto perfettamente integrati nella complessità scenica di orchestra-coro-attori, tanto che spesso le ballerine assumono la vera e propria funzione di fatine – nelle scene boschive tra Oberon e Titania (interpretati in maniera originalissima ma equilibrata, dagli ottimi Giovanni Pomi e Emanuela Castiglionesi) – e di damigelle nel contesto del finale della commedia, sancito dai matrimoni fra i protagonisti.

Nei costumi curati da Milena Karinska, l’atmosfera arcadica si traduce in un’ambientazione lisergica, dai toni psichedelici – acuiti dai visual proiettati sulla facciata del duomo, che richiamano visioni braminiche, citando qua e là Jonas Mekas e i Tame Impala, montati da Noemi Leandri – che ben si sposano con la plot scespiriana del Sogno, in cui tutto l’equivoco della commedia ruota attorno al succo di viola del pensiero, il quale avrebbe il potere di far innamorare chiunque della prima cosa veduta al risveglio. Un po’ melevisione un po’ Woodstock, con uno straordinario Puck, interpretato da Federico Dottori – un Tonio Cartonio post-punk, in giacchetto di pelle e new era a rovescio – un po’ idillio arcadico, un po’ matrimonio gipsy, il Sogno di Carlo Pasquini è la conferma di quanto sia bello alterare le traiettorie, le visioni, le tradizioni, in funzione di un daimon creativo condiviso. I ragazzi della compagnia FUC rappresentano a oggi un tessuto culturale importante, sul quale il Cantiere e le istituzioni teatrali del territorio dovrebbero investire.

In tutto sono state due le ore di spettacolo (fluite con estrema leggerezza) che hanno tenuto una platea colma di spettatori nella splendida cornice di Piazza Grande, che sembrava quasi dipinta, per la bellezza che lo spettacolo in scena non ha fatto altro che rimarcare.

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Le molteplici intersezioni del Cantiere Internazionale d’Arte

Foto di Michele Vino Dal 12 al 18 Luglio 2019, Il Cantiere Internazionale d’Arte ravviva la Valdichiana e la Valdorcia con quarantasei spettacoli disseminati in varie suggestive location. Un programma…

Foto di Michele Vino

Dal 12 al 18 Luglio 2019, Il Cantiere Internazionale d’Arte ravviva la Valdichiana e la Valdorcia con quarantasei spettacoli disseminati in varie suggestive location. Un programma multidisciplinare che sta convincendo il nutrito pubblico che riempie, in queste calde sere d’estate, le platee allestite dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte. Si conclude oggi la prima settimana di Festival. Ne abbiamo tratto una riflessione. 

Se si cercasse una parola chiave, un lemma caleidoscopico, per indicare la traiettoria metodologica, che guidi le pratiche creative di questa edizione del Cantiere Internazionale d’Arte, questa sarebbe intersezione. Le intersezioni – ma anche gli scambi, le sovrapposizioni – sono di tipo geografico, disciplinare e relativo alle produzioni. È geografico perché sono molti i comuni coinvolti, così come moltissime sono le location, definite anche dal programma Luoghi-Incontro, attraverso il quale il Cantiere – congiuntamente alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena – coinvolge le piazze, i musei, i mercati dei diversi centri. È disciplinare perché stiamo parlando di un festival, fondato da Hans Werner Henze, che si poneva come officina per giovani artisti, che proprio dallo scambio tra generi ed esperienze, faceva scaturire nuove espressione e crescita comune. È relativo alle produzioni perché coinvolge i virgulti creativi del territorio, le associazioni presenti, le istituzioni, i gruppi di lavoro già coesi, e li scontra con esperienze internazionali e professionali, per farli reagire insieme.

Quello di quest’anno è un habitat espanso, un’ulteriore estensione di dominio, un allargamento del perimetro d’azione che sta tracciando un vero e proprio processo educativo di area. Il Cantiere non è più preminentemente “di Montepulciano”; il Cantiere è ormai un’istituzione culturale in Valdichiana e Valdorcia, posto come garante di un reticolo culturale di scambio, di confronto, di approfondimento centrifugo, disseminante esperienze artistiche in tutto il sud della provincia di Siena. La cognizione culturale del territorio ha conosciuto tempi più brillanti. L’indirizzo smaccatamente politico – poiché l’arte è sempre politica – dell’iniziativa cantieristica acquista quindi, nel presente periodo storico, una marca di necessarietà.

Molte delle intersezioni tematiche – che partono dalle espressioni musicali e teatrali – sono state quest’anno rivolte alla storia della letteratura. Il testo è tornato a essere portante nei moduli degli spettacoli. In un’epoca in cui la parola viene esautorata – bistrattata, screditata – e sono le frequenze, invece, a essere investite di potere comunicativo, ecco che gli spettacoli del Cantiere tornano a pareggiare le livellature tra i due codici: musica e parola.

In Passion, il musical che ha aperto questa quarantaquattresima edizione, lo spunto testuale viene da un classico minore della nostra letteratura. Pilastro delle metriche romanzesche della scapigliatura, Fosca di Iginio Ugo Tarchetti è il basamento testuale per quello che secondo il programma di sala è un “musical”, ma che rappresenta un’intersezione – anche qui – tra vari generi compositivi. Passion è l’ultima, pluripremiata partitura dell’autore colossale Stephen Sondheim, il liricista americano che ha partorito – tra le altre cose – West Side Story e Sweeney Todd che per questa lavoro si è ispirato al film Passione d’amore di Ettore Scola, derivato dal romanzo di Tarchetti. Il cinema torna anche in L’Uomo Visibile, la serata che ha visto coinvolte proiezioni di pellicole dell’era del muto con musiche eseguite dal vivo e approfondimenti, nel contesto della Fortezza di Montepulciano, con Francesco Finocchiaro, Julie Brown, Richard Heyman e Elisabeth Trautwein-Heyman.

 

I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni sono invece stati il serbatoio testuale, dal quale Gabriele Valentini ha edotto il suo Rodrigo – appunti su un malamore. La drammaturgia è intersecata ai suoni e alle musiche di Davide Vannuccini e ai visual di Simone Pucci, giocate con proiezioni efficacissime nella facciata di Villa Fanelli, nel parco del Castello di Sarteano. Il resto delle luci è affidato agli attori stessi, che tengono torce i cui getti fotonici non mantengono linee fisse: sono orizzontali, ma anche verticali e obliqui. Modificando le direzioni dei coni di luce, la tecnica di scena diventa dominante, nell’economia generale della messa in scena. Quella che viene operato in Rodrigo è un’epochè, una sospensione del giudizio anti-romantica (e quindi anti-manzoniana), in cui il fulcro della vicenda dei Promessi Sposi viene deliberatamente focalizzata sulla figura del villain. Con accenni alla contemporaneità (dal #metoo agli osteggiamenti della diversità) e incursioni citazionistiche del romanzo originale, Gabriele Valentini elabora un’ottima interpretazione contemporanea della figura di Don Rodrigo, post-freudiana, in cui il sogno che l’antagonista dei Promessi Sposi fa nel capitolo XXXIII, durante la notte in cui egli stesso contagia la peste, viene esposto sulla scena come esplosione inconscia, ridda di un rimosso emotivo. Nel patchwork testuale è presente anche il Capitolo V – che di fatto funge da antifona, da profezia che si auto-adempie – in cui Fra Cristoforo (molto ben interpretato, qui, da Francesco Storelli) giunge al palazzotto del nobile e viene invitato al banchetto che si sta tenendo a corte. Tutto, nello spettacolo, viene tenuto insieme da un’atmosfera onirica, in un amnio fatto di torce e proiezioni astrali. Musica, proiezioni e luce, sono un’arma scenica potentissima, il cui calibro si misura – in questo caso – in volume.

Sempre di prominente presenza Arrischianti è lo spettacolo La Goccia e il Fuoco, nato da un’idea del Maestro Luciano Garosi, con la drammaturgia – e la regia – di Laura Fatini, con Maria Pina Ruiu e Giovanni Fabiani. Lo spettacolo è impostato come un dialogo a due voci: una è effettivamente una voce, quella di George Sand, interpretata da una superlativa Maria Pina Ruiu, e l’altra è quella di Fryderyk Chopin, il quale – ovviamente – non si esprime sulla scena a parole, ma attraverso i suoi brani (eseguiti, appunto, dal pianista Giovanni Fabiani). La storia d’amore tra i due si consumò dal 1838 al 1847, tra Parigi, Nohant e Palma di Maiorca.

George Sand la proto femminista, George Sand l’integerrima autrice di Lélia e de La Piccola Fadette, George Sand che si opponeva alle convenzioni soffocanti del suo tempo, di fronte al guazzabuglio dell’innamoramento pare afflitta e debilitata, oltraggiata dai dardi di amore. Un amore sconvolgente, ma immaturo, che si traccia più sulla carta che sulle lenzuola delle camere da letto. Niente bisogna risparmiarsi quando si hanno mani per scrivere e per suonare, afferma la Sand di Laura Fatini, che dal suo scrittoio ripercorre tutto il carteggio che tra i due c’è stato, lungo quei dieci anni di tormentata relazione. La goccia e il fuoco del titolo sono i due tropi attraverso i quali queste due figure storiche si configurano in scena, un fuoco che brucia, trancia, che si consuma velocemente, e dall’altra parte la goccia che lentamente spegne i fuochi, intride la carta fino a renderla illeggibile, distruggerla, sebbene sia stato il fuoco a bruciare fattivamente l’epistolario. Un amore che si consuma anche sulla tela, in un famoso dipinto di Delacroix, rimasto però solo abbozzato (siamo rimasti abbozzati persino su una tela, dice) e che – ironia del mercato – venne tagliato in due dal proprietario, pensando che i ritratti singoli divisi avessero un valore più alto.

Un Cantiere Internazionale d’Arte che quindi valorizza le intersezioni, le sovrapposizioni, le complementarità, che connette e cuce insieme, che educa e diverte. Una quarantaquattresima edizione che riluce d’amore, di passione e di follia.

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Tagliolini alla crema di Aglione alla clorofilla di prezzemolo, polvere di peperoncino e aglio nero

Come promesso nel precedente articolo, stavolta ci occuperemo della storia di un primo piatto condito con la crema di Aglione, un’alternativa golosa ai classici Pici all’Aglione, preparati con la salsa…

Come promesso nel precedente articolo, stavolta ci occuperemo della storia di un primo piatto condito con la crema di Aglione, un’alternativa golosa ai classici Pici all’Aglione, preparati con la salsa di pomodoro. Anche il pomodoro, come l’aglio, è un ingrediente che viene usato spessissimo nella cucina toscana (e italiana in generale) ed è anche un prodotto che può causare reazioni allergiche più o meno gravi. Io stessa, pur amandolo moltissimo, non posso mangiarlo a causa di un’intolleranza, ed è anche per questo che ho deciso di presentarvi questa alternativa che non richiede l’impiego di salsa di pomodoro, così da riuscire a far assaggiare il nostro amato Aglione proprio a tutti.


Anche se all’inizio le era sembrato difficile, ormai Marisa aveva imparato quasi perfettamente come usare l’Aglione in sostituzione dell’aglio e i suoi piatti stavano diventando via via sempre più buoni e creativi. Certo, non riusciva ancora a cucinarci proprio tutto: alcuni piatti richiedevano per forza il sapore deciso dell’aglio, ma si stava impegnando al massimo per riuscire a sostituirlo completamente in ognuno dei suoi manicaretti, così che Adelina non dovesse rinunciare a mangiare neanche uno dei suoi piatti preferiti. La sua ultima “scoperta”, la crema di Aglione, si era rivelata una manna dal cielo per quello che riguardava i secondi: grazie a quella salsa era riuscita a riproporre la maggior parte dei piatti che era solita preparare con l’aglio, e aveva fiducia nel fatto che fosse la chiave per riuscire nel suo intento. Anche se l’aveva usata solo per condire la carne, era sicura che sarebbe stata anche un ottimo condimento per un primo piatto ed ebbe la possibilità di sperimentare quell’idea quando, il giorno del compleanno di Gilberto, si unirono a loro Gino e Angiolina.

Angiolina era la sorella maggiore di Gilberto, una donna minuta dai grossi occhiali spessi come fondi di bottiglia e, a quanto ricordava Marisa, non aveva mai mangiato il pomodoro. Da quando avevano scoperto l’allergia di Adelina, Marisa aveva sempre cucinato primi piatti conditi con la salsa di pomodoro, che creava un buon contrasto col sapore dolciastro dell’Aglione, e non sapeva proprio cosa avrebbe potuto inventarsi per preparare un primo che potessero mangiare sia sua figlia che sua cognata; o meglio, non lo sapeva prima della scoperta della crema di Aglione che, ne era sicura, l’avrebbe aiutata nella preparazione di un piatto nuovo e gustoso.
Anche se la ricetta di base della crema era già stata testata con ottimi risultati, sapeva che aveva bisogno di qualche modifica per poter essere un buon condimento per della semplice pasta: al contrario della carne, infatti, la pasta non ha un proprio sapore deciso, e qualcosa diceva a Marisa che solo l’Aglione, senza l’aiuto del pomodoro, non sarebbe riuscito a insaporire il piatto a sufficienza. Non sapeva da dove cominciare, così preparò una semplice pasta con la crema che teneva sempre a portata di mano per riuscire a capire cosa mancasse. Come aveva sospettato, la pasta non era un granché se condita in questo modo, quindi cominciò a pensare a quale sapore mancasse e a quali ingredienti avrebbe potuto usare per trovarlo. Come al solito, le sembrava che l’Aglione fosse troppo dolce se utilizzato da solo. Era un po’ come quando lasciava che i suoi figli la aiutassero nella preparazione di una torta e questa finiva sempre per essere eccessivamente dolce, quasi immangiabile; per rimediare a quell’errore normalmente usava una salsa alla menta, ma non si sarebbe mai sognata di usarla per condire la pasta… di certo nessuno avrebbe avuto il coraggio assaggiarla se l’avesse fatto, ma forse era la strada giusta per trovare la soluzione che cercava. Le serviva qualcosa di fresco, dal sapore deciso ma non coprente; un’erba aromatica era sicuramente l’idea migliore. Se avesse usato del basilico sarebbe diventata una pasta al pesto e lei voleva provare qualcosa di innovativo; la salvia stava bene col burro ma la usava spesso per condire la carne e non voleva essere ripetitiva. Avrebbe potuto usare il prezzemolo, ma lei detestava il sapore che aveva quando ne masticava anche solo un pezzettino, quindi non sapeva proprio quale erba usare; ci pensò per un bel po’ di tempo, ma alla fine si disse che nonostante tutto il prezzemolo era la soluzione migliore, anche se avrebbe dovuto trovare un modo per smorzarne il sapore ed evitare che nella pasta rimanessero anche pezzettini molto piccoli.
Dopo aver esaminato tutte le alternative, Marisa decise di creare un’altra crema a base di prezzemolo da unire a quella di Aglione; una soluzione che, ne era sicura, avrebbe accontentato proprio tutti intorno alla sua tavola. Ebbe cura di passare molto bene la crema che aveva creato per eliminare residui di foglie e gambi di prezzemolo, poi unì le due creme e ci condì la pasta. Ottenne un piatto cremoso e assai invitante, nonché bello da vedere grazie alle sfumature verdi dell’erba aromatica. L’esperimento fu un successo: a tavola tutti furono entusiasti del suo lavoro e di quella gustosa variante dei classici pici. Marisa, anche se aveva appena finito di cucinare, non riuscì a evitare di mettersi già a pensare a qualche altro piatto da preparare utilizzando il suo ormai più fidato alleato.

Questo è un altro esempio di come si può utilizzare la crema di Aglione, ma non è l’ultimo! Grazie a Marisa abbiamo scoperto due ricette gustose e infallibili ma, come abbiamo già detto, questa è una salsa molto versatile e i modi per utilizzarla possono essere davvero tanti. Forse la nostra cuoca di casa ha qualche altra variante da farci conoscere, forse no, e allora perché non fare qualche esperimento nella nostra cucina mentre aspettiamo di scoprirlo?


Tagliolini con crema di Aglione della Valdichiana alla clorofilla di prezzemolo, polvere di peperoncino e aglio nero: la ricetta

INGREDIENTI PER 4 – 6 PORZIONI

100g clorofilla di prezzemolo
250g aglione della Valdichiana
½ l latte
½ l panna
Aglio nero
Polvere di peperoncino (peperoncino, cardamomo, cumino, coriandolo e pane tostato macinato)
Sale q.b.
Pasta (tagliolini o spaghetti)

PER LA CLOROFILLA DI PREZZEMOLO
Sbollentare il prezzemolo in 200cl di acqua, frullare il tutto e passare nel colino fino; bollire a 70° e far freddare in frigorifero.

PER LA CREMA DI AGLIONE
Sbucciare l’Aglione, bollirlo per circa 2/3 minuti nel latte e ripetere questo passaggio 4 volte; mettere l’Aglione nel mixer con la panna e un pizzico di sale e frullare fino a ottenere un composto omogeneo.

PER LA CREMA DI AGLIO NERO
Bollire l’aglio nel latte e frullare il composto con la panna.

PREPARAZIONE
Unire la crema di Aglione alla clorofilla di prezzemolo, cuocere la pasta in acqua salata, scolarla e saltarla con la salsa ottenuta. Spennellare il piatto con la crema di aglio nero e disporre la pasta saltata con sopra la polvere di peperoncino.

(per la ricetta ringraziamo il ristorante “Le Logge del Vignola” di Montepulciano  e l’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell’Aglione della Valdichiana)

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Speciale elezioni: i risultati di comunali ed europee per la Valdichiana

Lo scrutinio dei seggi avvenuto nel pomeriggio di lunedì 27 maggio ha restituito il risultato delle elezioni amministrative che si sono svolte in tanti comuni della Valdichiana senese e aretina….

Lo scrutinio dei seggi avvenuto nel pomeriggio di lunedì 27 maggio ha restituito il risultato delle elezioni amministrative che si sono svolte in tanti comuni della Valdichiana senese e aretina. In concomitanza con il rinnovo del parlamento europeo, infatti, anche undici municipi sono stati coinvolti nel voto per l’avvicendamento delle amministrazioni in carico dal 2014.

Per comune, di seguito vengono esposti i dati delle elezioni amministrative, riferiti ad ogni lista e candidato e quelli delle europee, in termini di percentuali di consenso.

Castiglion Fiorentino

Voti
5373 Mario Agnelli – Libera Castiglioni
1084 Rossano Gallorini – Città al centro
709 Luca Casagni – Castiglioni nel cuore
331 Giuseppe Mazzoli – Partito Comunista dei Lavoratori
Elettori 10.641
Votanti 7.748 (72,81%)
Schede nulle 134
Schede bianche 117
La lista Libera Castiglioni ha ottenuto il 71,67% dei voti, consentendo a Mario Agnelli di divenire sindaco anche per i prossimi cinque anni; Città al centro, lista civica presentata da Rossano Gallorini, ha ottenuto il 14,46% dei voti; Castiglioni nel cuore, capeggiata da Luca Casagni e sostenuta dal Centrosinistra il 9,46%; la lista del Partito Comunista dei Lavoratori, con Giuseppe Mazzoli, ha incassato il 4,42%.

Elezioni europee

Lega: 41,68%; PD: 22,47%; Movimento 5 Stelle: 10,99%; Forza Italia: 9,67%; Fratelli d’Italia: 6,39%; +Europa: 1,85%; Europa Verde: 1,65%; Partito Comunista: 1,39%; La Sinistra: 1,10%; Casapound: 1,05%; Partito animalista: 0,73%; Popolo della famiglia: 0,41%; Forza Nuova: 0,23%; Popolari per l’Italia: 0,20%; Partito Pirata: 0,18%.

 

Cetona

Elezioni comunali

Voti
807 Roberto Cottini – Centrosinistra Progetto Comune
668 Antonello Niccolucci – Cetona Piazze un sogno necessario
Elettori 2.138
Votanti 1.539 (71,98%)
Schede nulle 40
Schede bianche 24
Roberto Cottini, a capo della lista Centrosinistra Progetto Comune si è imposto con il 54,71% dei voti sulla lista di Antonello Niccolucci, Cetona Piazze un sogno necessario (45,29%).

Elezioni europee

PD: 39,17%; Lega: 33,09%; Movimento 5 Stelle: 8,25%; Fratelli d’Italia: 4,67%; Forza Italia: 4,19%; Partito Comunista: 3,52%; La Sinistra: 2,10%; +Europa: 1,89%; Europa Verde: 1,49%; Partito animalista: 0,47%; Casapound: 0,41%; Popolo della famiglia: 0,34%; Partito Pirata: 0,27%; Popolari per l’Italia: 0,07%; Forza Nuova: 0,07%.

 

Chianciano Terme

Elezioni comunali

Voti
2174 Andrea Marchetti – Punto e a capo
1230 Paolo Piccinelli – Insieme per Chianciano
166 Nicola Bettollini – Partito Comunista
Elettori 5.497
Votanti 3.763 (68,46%)
Schede nulle 104
Schede bianche 88
Riconfermato per il secondo mandato Andrea Marchetti, esponente della lista Punto e a capo, che con il 60,90% ha conquistato la maggioranza dei voti rispetto alle liste Insieme per Chianciano Terme di Paolo Piccinelli (34,45%) e a quella del Partito Comunista di Nicola Bettollini (4,65%).

Elezioni europee

PD: 33,31%; Lega: 28,64%; Movimento 5 Stelle: 14,36%; Fratelli d’Italia: 6,33%; Forza Italia: 5,94%; Europa Verde: 2,75%; Partito Comunista: 2,42%; +Europa: 2,42%; La Sinistra: 1,69%; Partito animalista: 1,08%; Partito Pirata: 0,42%; Casapound: 0,39%; Forza Nuova: 0,11%; Popolo della famiglia: 0,39%; Popolari per l’Italia: 0,11%.

 

Cortona

Elezioni comunali

Voti (1° turno)
5741 Andrea Bernardini – Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica
5348 Luciano Meoni –  Fratelli d’Italia, Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega
918 Luca Donzelli Movimento 5 Stelle
375 Mauro Turenci Cortona Patria Nostra
Elettori 18.055
Votanti 12.884 (71,36%)
Schede nulle 319
Schede bianche 183
L’appuntamento per conoscere la prossima amministrazione è rimandato al 9 giugno, quando si svolgerà il secondo turno delle votazioni. I candidati ammessi al ballottaggio sono Andrea Bernardini che, sostenuto dalle liste di Centro Sinistra, ha totalizzato il 46,37% e Luciano Meoni, appoggiato dalle liste di Centro Destra, con cui ha raggiunto il 43,19%. Luca Donzelli del Movimento 5 Stelle ha conquistato il 7,41% e, infine, la lista di Mauro Turenci Cortona Patria Nostra il 3,03%.

Voti (2° turno – ballottaggio)
6024 Luciano Meoni – 51,70 %
5627 Andrea Bernardini – 48,30%
Elettori 18.055
Votanti 11.854 (65,65%)
Schede nulle 134
Schede bianche 68
Prima storica vittoria del centrodestra con il ballottaggio di domenica 9 giugno, con Luciano Meoni che ribalta lo svantaggio del primo turno e diventa Sindaco del Comune di Cortona.

Elezioni europee

Lega: 37,84%; PD: 31,02%; Movimento 5 Stelle: 9,57%; Forza Italia: 7,16%; Fratelli d’Italia: 6,52%; +Europa: 1,92%; Partito Comunista: 1,47%; La Sinistra: 1,36%; Europa Verde: 1,30%; Partito animalista: 0,62%; Casapound: 0,51%; Popolo della famiglia: 0,26%; Popolari d’Italia: 0,19%; Partito Pirata: 0,18%; Forza Nuova: 0,09%.

 

Foiano della Chiana

Elezioni comunali

Voti
2591 Francesco Sonnati – Foiano Insieme
1260 Gianluca Mencucci – Foiano Ora
735 Serena Ricci – Movimento 5 Stelle
Elettori 7.293
Votanti 4.797 (65,78%)
Schede nulle 97
Schede bianche 114
Sarà alla guida del comune anche per i prossimi cinque anni Francesco Sonnati, che a capo della lista civica sostenuta dal Centro Sinistra, Foiano Insieme ha superato con il 56,70% dei voti la lista Foiano Ora di Gianluca Mencucci, al 27,47% e quella del Movimento 5 Stelle, presentata da Serena Ricci (16,03%).

Elezioni europee

Lega: 35,73%; PD: 30,02%; Movimento 5 Stelle: 13,51%; Forza Italia: 7,30%; Fratelli d’Italia: 5,29%; +Europa: 1,75%; Europa Verde: 1,57%; Partito Comunista: 1,49%; La Sinistra: 1,18%; Partito animalista: 0,66%; Casapound: 0,44%; Forza Nuova: 0,33%; Partito Pirata: 0,28%; Popolo della famiglia: 0,28%; Popolari per l’Italia: 0,15%.


Lucignano

Elezioni comunali

Voti
1396 Roberta Casini – Patto per Lucignano
479 Marcello Cartocci – Insieme per Lucignano
Elettori 3.036
Votanti 2.119 (69,80%)
Schede nulle 136
Schede bianche 108
Proseguirà con il secondo mandato Roberta Casini, giunta al voto con la lista Patto per Lucignano che ha incassato il 74,45%, contro il 25,55% raggiunto dalla lista Insieme per Lucignano di Marcello Cartocci.

Elezioni europee

Lega: 39,68%; PD: 28,64%; Movimento 5 Stelle: 11,29%; Forza Italia: 6,38%; Fratelli d’Italia: 5,36%; Europa Verde: 2,2%; +Europa: 1,77%; La Sinistra: 1,57%; Partito Comunista: 1,21%; Partito animalista: 0,56%; Casapound: 0,40%; Popolo della famiglia: 0,40%; Partito Pirata: 0,30%; Forza Nuova: 0,30%; Popolari per l’Italia: 0,10%.

 

Marciano della Chiana

Elezioni Comunali

Voti
983 Maria De Palma – Insieme per il bene comune
933 Massimo Salvadori – Si cambia!
Elettori 2.743
Votanti 2.011 (73,31%)
Schede nulle 58
Schede bianche 37
Il duello tra le liste civiche Si cambia! Di Massimo Salvadori e Insieme per il bene comune, di Maria De Palma, se l’è aggiudicato quest’ultima, riportando il 51,30% dei voti totali e divenendo prima per un ulteriore mandato.

Elezioni europee

Lega: 40,97%; PD: 24,97%; Movimento 5 Stelle: 12,82%; Forza Italia: 7,89%; Fratelli d’Italia: 6,18%; +Europa: 1,56%; Partito Comunista: 1,51%; Europa Verde: 1,19%; La Sinistra: 1,14%; Casapound: 0,47%; Partito Pirata: 0,36%; Partito animalista: 0,36%; Forza Italia: 0,26%; Popolo della famiglia: 0,26%; Popolari per l’Italia: 0,05%.


Montepulciano

Elezioni comunali

Voti
4.093 Michele Angiolini – Centrosinistra per Montepulciano
1.970 Gianfranco Maccarone – Centrodestra per Montepulciano
855 Mauro Bianchi – Movimento 5 Stelle
366 Alberto Biagi –  Partito Comunista
Elettori 11.179
Votanti 7.574 (67,75%)
Schede nulle 124
Schede bianche 165
Michele Angiolini, a guida della lista di Centrosinistra per Montepulciano è il nuovo sindaco, avendo ottenuto il 56,19% dei voti, contro il 27,05% di Gianfranco Maccarone, esponente della coalizione di Centrodestra; l’11,74% di Mauro Bianchi del Movimento 5 Stelle; il 5,02% di Alberto Biagi con il Partito Comunista.

Elezioni europee

PD: 34,89%; Lega: 29,46%; Movimento 5 Stelle: 13,66%; Forza Italia: 5,58%; Fratelli d’Italia: 4,73%; Partito Comunista: 2,81%; +Europa: 2,71%; La Sinistra: 2,25%; Europa Verde: 2,09%; Partito animalista: 0,60%; Casapound: 0,36%; Popolo della famiglia: 0,31%; Partito Pirata: 0,27%; Popolari per l’Italia: 0,22%; Forza Nuova 0,05%.

 

San Casciano dei Bagni

Elezioni comunali

Voti
787 Agnese Carletti – Scelgo San Casciano
156 Carlo Trioli – Acqua e Terra
Elettori 1.302
Votanti 1.014 (77,88%)
Schede nulle 39
Schede bianche 32
Agnese Carletti, con la lista Scelgo San Casciano per il Centrosinistra, è stata confermata a guida dell’amministrazione, vincendo con l’83,46% dei voti su Carlo Trioli e la sua lista sostenuta da Lega e Fratelli d’Italia Acqua e Terra.

Elezioni europee

PD: 39,53%; Lega: 31,27%; Movimento 5 Stelle: 9,08%; Forza Italia: 6,19%; Fratelli d’Italia: 4,33%; Partito Comunista: 3,72%; La Sinistra: 2,17%; +Europa: 1,24%; Europa Verde: 1,03%; Partito animalista: 0,93%; Casapound: 0,21%; Popolari per l’Italia: 0,21%; Partito Pirata: 0,10%.

 

Sinalunga

Elezioni comunali

Voti
3244 Edo Zacchei – Centrosinistra per Sinalunga
2050 Marcella Biribò – Sinalunga si rinnova
775 Angelina Rappuoli – Angelina per Sinalunga
Elettori 10.053
Votanti 6.634 (65,99%)
Schede nulle 312
Schede bianche 253
Con il 53,45% dei voti, Edo Zacchei della lista Centrosinistra per Sinalunga, è stato eletto sindaco anteponendosi a Marcella Biribò, che con la lista Sinalunga si rinnova ha ottenuto il 33,78%, e ad Angelina Rappuoli, a capo di Angelina per Sinalunga (12,77%).

Elezioni europee

PD: 33,55%; Lega: 33,39%; Movimento 5 Stelle: 11,87%; Forza Italia: 15,71%; Fratelli d’Italia: 5,38%; +Europa: 2,37%; Partito Comunista: 2,15%; Europa Verde: 2,13%; La Sinistra: 1,33%; Partito animalista: 0,58%; Popolo della famiglia: 0,47%; Casapound: 0,46%; Popolari per l’Italia: 0,24%; Partito Pirata: 0,22%; Forza Nuova: 0,14%.

 

Torrita di Siena

Elezioni comunali

Voti
2288 Giacomo Grazi – Centrosinistra per Torrita di Siena
1323 Michela Contemori – Torrita bene comune
453 Lorenzo Vestri – Vestri sindaco
Elettori 5.832
Votanti 4.251 (72,89%)
Schede nulle 104
Schede bianche 75
Si è riaffermato per il secondo mandato Giacomo Grazi, esponente della coalizione di Centrosinistra, che con il 56,30% dei voti si è imposto sul 32,55% ottenuto da Michela Contemori della lista civica Torrita Bene Comune e sull’11,15% di Lorenzo Vestri per la Lega.

Elezioni europee

PD: 40,38%; Lega: 27,70%; Movimento 5 Stelle: 12,80%; Forza Italia: 4,99%; Fratelli d’Italia: 3,83%; +Europa: 3,43%; La Sinistra: 1,85%; Partito Comunista: 1,73%; Europa Verde: 1,36%; Partito animalista: 0,69%; Casapound: 0,37%; Popolo della famiglia: 0,32%; Forza Nuova: 0,25%; Partito Pirata: 0,22%; Popolari per l’Italia: 0,07%.

[Fonte dati: Ministero dell’Interno]

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Elezioni amministrative 2019 in Valdichiana: verso il voto

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno…

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota

Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno per i prossimi cinque anni. Le elezioni amministrative interesseranno Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. Si svolgeranno contestualmente alle Elezioni Europee, per cui negli stessi seggi sarà possibile votare entrambe le schede.

Amministrative 2019 – Come si vota

Ci si potrà recare alle urne dalle 7 alle 23, muniti di documento d’identità in corso di validità e tessera elettorale. Nel caso in cui quest’ultima risultasse smarrita, o senza più spazio per il timbro, è necessario richiederne una nuova presso all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, apponendo un segno sul simbolo della relativa lista, ed esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere, purché di sesso diverso, scrivendone nome e cognome nelle righe predisposte. Laddove vengano indicate due preferenze maschili o due preferenze femminili, il secondo nome non sarà tenuto in considerazione.

Per quanto riguarda i comuni sotto ai 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti; nei comuni sopra ai 15mila abitanti, è proclamato sindaco chi ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1) dei voti. Qualora nessuno raggiunga tale quota, si procederà ad un secondo turno elettorale, previsto per il 9 giugno, in cui concorreranno i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Amministrative 2019 – I Comuni al voto

Se per i comuni di Castiglion Fiorentino, Chianciano, Foiano della Chiana, Lucignano, San Casciano dei Bagni, Torrita di Siena c’è in ballo la riconferma dei sindaci che hanno appena concluso il loro primo mandato, a Cetona, Cortona, Marciano della Chiana, Montepulciano e Sinalunga si attende un rinnovamento a guida dell’amministrazione.

Castiglion Fiorentino

Alla conferma di Mario Agnelli della propria disponibilità ad amministrare per altri cinque anni, con la lista civica Libera Castiglioni , si affianca la candidatura a sindaco di Rossano Gallorini, anch’egli a capo di una lista civica, Città al centro, e Giuseppe Mazzoli, per il Partito Comunista dei Lavoratori. Il Centrosinistra schiera Luca Casagni, che con il 71,3% dei voti si è imposto nelle primarie del dicembre 2018, con la lista Castiglioni nel cuore.

Cetona

Si profila un duello tra le due liste civiche Progetto Comune, proposta da Roberto Cottini per il Centrosinistra, e Cetona Piazze un sogno necessario, presentata da Antonello Niccolucci.

Chianciano Terme

La città termale è chiamata al voto per decidere se accordare la fiducia nuovamente ad Andrea Marchetti, della lista civica Puntoeacapo per Chianciano Terme, o a Paolo Piccinelli, della lista di Centrosinistra Insieme per Chianciano Terme, o a Nicola Bettollini, segretario della sezione Valdichiana Senese del Partito Comunista.

Cortona

Unico comune sopra i 15mila abitanti tra quelli qui elencati, Cortona vedrà sfidarsi quattro candidati: Andrea Bernardini, già assessore durante il mandato di Francesca Basanieri e consigliere in quello precedente con Andrea Vignini, è il candidato del Partito Democratico, sostenuto dalle liste Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica; Luca Donzelli per il Movimento 5 Stelle; Luciano Meoni, appoggiato dalle liste Fratelli d’Italia – Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega; Marco Turenci, a capo della lista Cortona Patria Nostra. In caso di ballottaggio, vige la possibilità per i candidati coinvolti di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui si sono presentati al primo turno.

Foiano della Chiana

A Foiano Francesco Sonnati si candida per il secondo mandato, presentando la lista civica sostenuta dal Centrosinistra Foiano Insieme, in concorrenza a Gianluca Mencucci per il Centrodestra, precedentemente consigliere e adesso a capo della lista Foiano Ora, e a Serena Ricci, esponente del Movimento 5 Stelle.

Lucignano

A Lucignano si fronteggeranno da una parte Marcello Cartocci, con alle spalle una lunga carriera politica che lo ha visto consigliere comunale prima dal 1970 al 1975 e, sempre all’opposizione, per liste civiche e Forza Italia dal 2004 al 2019, attualmente candidato a guida della lista civica Insieme per Lucignano; dall’altra l’attuale Sindaco Roberta Casini, per il Centrosinistra.

Marciano della Chiana

Sfida tra liste civiche: Insieme per il bene comune di Maria De Palma e Si cambia!, capeggiata da Massimo Salvadori.

Montepulciano

È una sfida a quattro quella a cui ci si appresta nella cittadina poliziana: l’ex-assessore Michele Angiolini si candida a sindaco con la lista di Centrosinistra per Montepulciano, all’interno della quale non manca qualche altro nome presente anche nel mandato appena portato a termine da Andrea Rossi; Alberto Biagi si propone come esponente del Partito Comunista; Mauro Bianchi, proveniente da cinque anni tra i banchi dell’opposizione, avanza la propria candidatura a sindaco come rappresentante del Movimento 5 Stelle; Gianfranco Maccarone schiera invece la lista di Centrodestra per Montepulciano.

San Casciano dei Bagni

Agnese Carletti, vicesindaco durante il mandato presieduto da Paolo Morelli, si candida per il Centrosinistra con la lista Scelgo San Casciano contro Carlo Trioli, sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, esponente della lista Acqua e Terra.

Sinalunga

I sinalunghesi troveranno sulla scheda elettorale il simbolo della lista civica presieduta da Angelina Rappuoli, Angelina per Sinalunga, quello della lista Sinalunga si rinnova, sostenuta dal Centrodestra e rappresentata da Marcella Biribò, quello di Edo Zacchei, che cercherà di raccogliere il testimone di Riccardo Agnoletti a guida dell’amministrazione, con Centrosinistra per Sinalunga.

Torrita di Siena

Giacomo Grazi, candidato del Centrosinistra, si propone per il secondo mandato presentando una lista di nomi tutti nuovi rispetto al precedente gruppo di maggioranza, con la quale affronterà Lorenzo Vestri, esponente della compagine di Centrodestra, e Michela Contemori, a capo della lista civica Torrita Bene Comune.

 

 

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La disponibilità delle parole – un’intervista a Roberto Latini

Mercoledì 27 marzo, alle 21.15, al Teatro Poliziano, Roberto Latini interpreta con la sua originalità stilistica il Cantico dei Cantici, un’opera in versi dell’Antico Testamento. Lo spettacolo è adattato, diretto…

Mercoledì 27 marzo, alle 21.15, al Teatro Poliziano, Roberto Latini interpreta con la sua originalità stilistica il Cantico dei Cantici, un’opera in versi dell’Antico Testamento. Lo spettacolo è adattato, diretto e interpretato dallo stesso Roberto Latini, mentre assumono un significato rilevante le musiche curate da Gianluca Misiti, anch’egli insignito del Premio Ubu per il miglior progetto sonoro. Lo abbiamo intervistato a pochi giorni dallo spettacolo a Montepulciano. 

Vista da una postura disinteressata e pigra, potremmo banalmente ridurre l’opera di Roberto Latini a recipiente postmoderno, collage autoreferenziale di citazioni, e individuare in lui un gesticolatore dell’ipermodernità in ambito teatrale: in realtà Latini raggiunge – e sovente supera – la grande lezione di teatro di ricerca pop di Bob Wilson, muovendo, anziché dai formalismi del teatro anglosassonne, dalla chirurgia della rappresentazione di Carmelo Bene: in lui convergono decenni di ricerca scenica, da Leo de Berardinis con Perla Peragallo, fino allo stesso Bene passando per Demetrio Stratos, risultando la personalità teatrale più interessante del panorama italiano. Il Cantico dei Cantici, sua ultima fatica, è un’occasione  (termine a Latini molto caro), in cui far accadere il teatro. Un’opportunità di proporre l’occasione-teatro, nella speranza che esso accada. Ne abbiamo parlato, tra le altre cose, nella chiacchierata che segue.

 

LaV: L’immaginario che consegni al pubblico è estremamente variegato. La domanda è: da quale bagaglio di base è stata partorita questa operazione, mossa dal Cantico dei Cantici?

Roberto Latini: Allora, parto da un assunto fondamentale, che ripeto sempre a me stesso così come lo ripeto alle persone con cui lavoro: non disturbate lo spettacolo. Cioè che non siano gli spettatori a “vedere” uno spettacolo, ma che possano essi stessi portarsi via il proprio. Che il pubblico possa cioè avere a che fare con qualcosa che noi proponiamo soltanto e non rappresentiamo davvero. Questo produce a catena una serie di conseguenze: mettere insieme la Carrà con un testo della Bibbia (cosa che avviene nel suo Cantico, ndr) significa avere a che fare con quello che siamo. Essere capaci di stare di fronte alla sensazione data da un testo come quello, riportandolo anche nella specificità del quotidiano. Avere a che fare con l’altezza del Cantico dei Cantici senza osservarla come qualcosa da tenere sotto teca, ma con la quale avere a che fare direttamente.

 

LaV: Il Cantico dei Cantici arriva, per il pubblico locale, dopo il tuo adattamento de I Giganti della Montagna: si è passati quindi dal tardo Pirandello, anzi dal postremo Pirandello, quindi da una meccanica drammaturgica novecentesca, a qualcosa di – passami il termine – archetipico della letteratura. Come avviene la selezione dei testi e delle parole nel tuo lavoro e nel tuo metodo?

Roberto Latini: Ho sempre pensato che gli unici personaggi da interpretare negli spettacoli fossero solo le parole. Nei lavori che hai citato non c’è un attore che interpreta dei ruoli, bensì che interpreta delle parole. Nel Pirandello, ne i Giganti della Montagna, sono stato solo in scena e l’unico personaggio che ho sentito di interpretare sono state le parole del testo. Allo stesso modo, nel Cantico dei Cantici non mi interessa interpretare dei personaggi, non è importante che io sia maschile o femminile, non è importante che io aggiusti la voce a seconda di chi parla. Non è importante capire chi, ma è l’avere a che fare con che cosa. Questo è quello che accade se davvero ci mettiamo nella disponibilità delle parole.

 

LaV: Nel Cantico, quindi, sono state le parole a veicolare il vettore creativo drammaturgico?

Roberto Latini: Parole tra senso e sensazione. Il Cantico dei Cantici è certo un archetipo, come hai detto giustamente tu. Lo conosciamo tutti ancor prima di conoscerlo. È il testo più saccheggiato della storia delle letterature: dai romanzi alle canzoni. Un verso lo abbiamo certamente sentito da qualche parte nella nostra vita, quando ancora non abbiamo nemmeno saputo riconoscere da dove fosse né da dove potesse arrivare. Per me lavorarci sopra è stato un tornare, con coscienza e consapevolezza, su un testo antichissimo che avevo conosciuto. C’è stato bisogno andare avanti, per me, per la mia carriera trentennale, raggiungere il Pirandello del Novecento, per poi potersi voltare e guardare indietro…

 

LaV: C’è una definizione in teatrese che avrebbe tutte le ragioni per essere detestata, mi riferisco a “teatro di parola”. Preferirei che si parlasse di questo spettacolo e del tuo lavoro come un “teatro di voce”, o un “teatro di suono” piuttosto. Ti chiedo però, in quale percentuale la parola è significato in sé, e quanto è fonetica? 

Roberto Latini: Questo sta alla disponibilità sensibile di ogni spettatore. Io ho a che fare con dei suoni articolati, che diventano voce. La capacità di senso o di restare suono è nella disponibilità di chi ascolta, anzi di chi sente. Sentire: una parola più precisa, nelle sue molteplici e bellissime accezioni.  Ovviamente lavorare con un compositore come Gianluca Misiti è una cosa che mi vizia da venticinque anni, rispetto a quello che abbiamo proposto dal palco. Abbiamo sempre lavorato su cose che hanno delle strutture musicali o che hanno a che fare con dei concetti musicali, come la dinamica. La dinamica è uno di quei concetti musicali che sono approdati al teatro. Ecco una dimostrazione di come il teatro ha imparato ad arrivare ad altre forme di comunicazione e inglobarle. Tutto questo fa del teatro un luogo in evoluzione.

 

LaV: Dinamica è sì un termine musicale, ma è comunque mutuato dalla fisica; è una semantica interessantissima questa. La dinamica ha a che fare con la mobilità dei corpi e arriva a debordare nella definizione di una gestualità artistica, anche questo coinvolge la mutlidisciplina del teatro contemporaneo…

Roberto Latini: Interessante è anche il fatto che ci siano parole che io non potrei emettere se il corpo non assumesse certe posizioni… oppure tutto ciò che concerne la temperatura del testo, che va raggiunta e può essere espressa dalla temperatura della voce. Contestualmente a questo la voce deve arrivare dentro la temperatura delle parole. Anche il concetto di temperatura è molto bello ed è assolutamente fisico.  Se il mio corpo non arriva a quella data temperatura, non posso portare allo stesso livello la voce e quindi anche le parole. Quindi, forse, anche l’ascolto.

 

LaV: Di recente hai annunciato che la compagnia Fortebraccio Teatro non esiste più formalmente. Ecco quale è stata la dinamica che ha mosso questa decisione e qual è soprattutto l’emergenza di base che questo gesto esprime?

Roberto Latini: Quest’anno sarebbe stato il ventesimo di contributo ministeriale. Secondo me il sistema così com’è non funziona e non può funzionare. Il contributo  essenzialmente serve a mantenere nella sopravvivenza compagnie e teatri, in un galleggiamento che è mortificante rispetto all’aspirazione artistica. Ho deciso – e di questo mi prendo la piena responsabilità – di  rinunciare ai contributi ministeriali poiché sentivo insidiare, da quei contributi e da quelle richieste numeriche, un pericolo per l’espressione artistica da cui ci siamo tenuti lungamente a riparo. Per certi versi ci sarebbe convenuto rimanere dentro quel sistema e fare meno, molto meno: fare davvero per finta. Sinceramente, preferisco fare finta per davvero.

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Fenomenologia di Federico Buffa

Giovedì 14 Marzo, al Teatro Poliziano, Federico Buffa presenta la sua avventura teatrale: “Il rigore che non c’era”. Ambientato in un luogo non collocato nel tempo e nello spazio, lo…

Giovedì 14 Marzo, al Teatro Poliziano, Federico Buffa presenta la sua avventura teatrale: “Il rigore che non c’era”. Ambientato in un luogo non collocato nel tempo e nello spazio, lo spettacolo ritrae personaggi condannati a raccontarsi. Si avvia così un itinerario narrativo accompagnato dagli interventi musicali del pianista Alessandro Nidi che sottolineano e impreziosiscono i racconti. Sullo sfondo della scena, si scorgono un palazzo e due finestre, tra le quali compare una sorta di angelo custode, interpretato da Jvonne Giò; sul palco, insieme a Federico Buffa, c’è anche un altro attore, Marco Caronna.

Nella sacralità dello sport, la cronaca diviene liturgia e i cronisti (i tele-cronisti, i narratori e i giornalisti sportivi) assurgono a sacerdoti laici dell’agonismo. In questo, il presbitero della poetica sportiva italiana è Federico Buffa. Egli è la cronaca che diventa storytelling e contestualmente lo storytelling che scivola nella cronaca: è il neorealismo della diretta a telecamere accese che passa alla differita del realismo il quale, con austerità e cognizione storica, riporta i fatti facendo a meno delle immagini, esplicitando tutti i collegamenti che dagli eventi esposti scaturiscono. Federico Buffa riempie le fasi agoniche del gioco di valori umanistici, collettivi, e trasforma il racconto in puro fraseggio epico contemporaneo. Dall’essere voce italiana storica delle telecronache di NBA insieme a Flavio Tranquillo, è passato ad essere il guru dei format narrativi in TV, alimentando il grande peso sociale che l’aspetto sportivo detiene e che in Italia è stato storicamente parodizzato, marginalizzato, instupidito. Tutta la sua esperienza giornalistica trentennale ha sedimentato, fermentato, e viene espressa massimamente in questa sua prima fatica teatrale, la quale lo sta vedendo calcare il palchi di tutta Italia.

Il rigore che non c’era è uno spettacolo modulare. Federico Buffa lo sta portando in giro da due anni e con il tempo la struttura di questo si è arricchita e si è limata, ha ora allargato il campo di indagine, ora limato e centrato alcune argomentazioni. È uno spettacolo basato sulla realtà contro-fattuale, e cioè relativa al che cosa sarebbe successo se, le cosiddette sliding-doors (come insegna uno strepitoso film di Peter Howitt con Gwyneth Paltrow).  Il titolo dello spettacolo allude ad una storia raccontata dallo scrittore Osvaldo Soriano, in un libro intitolato Futbol: storie di calcio, edito in Italia da Einaudi. La vicenda vede protagoniste due squadre, l’Estrella Polar ed il Deportivo Belgrano, nel lontano 1958, nella ancor più lontana e sperduta Valle de Rio Negro, per le quali la tensione e il groppo in gola che si percepiscono prima di un rigore durarono addirittura una settimana intera.

Lo sport non è che un pretesto per parlare d’altro, un caleidoscopio argomentativo dal quale si diffranno antropologia dello sport, storia del Novecento, teoria dei giochi, storia delle arti; parafrasando Douglas Adams, la vita, l’universo e tutto quanto. Uno spettacolo che si mostra altresì nel suo configurarsi come espressione di un taccuino di viaggio, dal Perù a Barcellona, da Torino a Manchester, dall’Africa agli States. Federico Buffa allestisce un pantheon, una cattedrale sportiva di icone dall’aura quasi sacrale: Muhammad Alì, George Best, Lionel Messi, Bob Dylan, i Beatles, Neil Armstrong, il partito Sendero Luminoso, Elis Regina e Garrincha. Uno spettacolo che però fa perno – più che sui contenuti – sulle smisurate capacità narrative di Buffa, senza dubbio uno dei modelli italiani del racconto contemporaneo transmediale. Lui che ha riportato la narratologia nel vissuto sportivo su un piano analitico multilaterale, una dilatazione assoluta del discorso, che concretizza la regola aurea di Josè Mourinho da Setùbal, sintetizzata nel motto chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.

 

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L’elettronica dei Platonick Dive al GB20 di Montepulciano

Questo sabato 23 Febbraio, ultima delle tre serate di musica live proposte dal GB20 di Montepulciano, sarà protagonista la musica dei livornesi Platonick Dive: la loro proposta è un viaggio…

Questo sabato 23 Febbraio, ultima delle tre serate di musica live proposte dal GB20 di Montepulciano, sarà protagonista la musica dei livornesi Platonick Dive: la loro proposta è un viaggio emozionale ed emozionante nell’elettronica dagli influssi post-rock e venature di pop, quasi a evocare la forza purificatrice e guaritrice dell’acqua e del fluire di melodie eteree; i loro concerti live sono un lungo percorso interiore, dove ci si lascia andare alla corrente di suoni e sensazioni.

Formatisi nel 2013, la formazione livornese è composta da Gabriele Centelli, Marco Figliè e Jonathan Nelli. I Platonick Dive sono partiti con lo scopo di fare musica per loro stessi, a scopo terapeutico – con il debut album a chiarire questo intento, essendo intitolato “Therapeutic Portrait” – e man mano, la qualità della loro proposta li ha portati a essere apprezzati sia in Italia, che soprattutto all’estero, con un nutrito zoccolo di fan storici persino in Russia. Votati inizialmente a un mix di elettronica e post-rock, con il terzo album “Social Habits“, pubblicato nel 2018, il trio di musicisti ha deciso di puntare molto di più sulla “forma canzone”, su brani più definiti, dando un ruolo più centrale e preponderante alla voce, e forse anche limando ed eliminando qualche sovrastruttura, rendendo così più snelli e un po’ più minimali gli arrangiamenti che compongono i brani del disco.

Tuttavia, questo percorso e questa scelta di raffinarsi e “semplificarsi” non è una cattiva idea, anzi, molto spesso indica un’attenta riflessione sul proprio materiale e la relativa direzione da dargli, per evitare di ripetersi; perché nel percorso di un musicista, il terzo album è sempre quello che tiene ciò che è stato fatto di buono nel passato, per aprirsi a nuove strade possibili per la continuazione del proprio cammino. E “Social Habits” è sicuramente un punto di svolta verso nuove possibili sperimentazioni sonore per la formazione toscana.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per una serata veramente eterea e catartica, dove la musica dei Platonick Dive vi abbraccerà, vi avvolgerà e vi emozionerà. Qui l’evento su Facebook.

Discografia:

“Therapeutic Portrait” (2013)

“Overflow” (2015)

“Social Habits” (2018)

Riferimenti:

Pagina Facebook

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«Il matrimonio è un’associazione a delinquere»: intervista a Michele Placido

Venerdì 15 Febbraio 2019, sul palco del Teatro Poliziano di Montepulciano, è andato in scena Piccoli Crimini Coniugali. Uno spettacolo dell’autore francese Eric-Emmanuel Schmitt, trasposto in italiano da Michele Placido…

Venerdì 15 Febbraio 2019, sul palco del Teatro Poliziano di Montepulciano, è andato in scena Piccoli Crimini Coniugali. Uno spettacolo dell’autore francese Eric-Emmanuel Schmitt, trasposto in italiano da Michele Placido che ne cura anche la regia. Lo stesso Placido è protagonista insieme ad Anna Bonaiuto.

Per un’ora e venti i due protagonisti stanno in scena a scambiarsi battute dense di aforismi sulla vita di coppia, boutade, scherni, invettive. Il classico modulo della commedia borghese francese si snoda in un gioco al massacro tra i due protagonisti. «Il matrimonio è un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione dell’Altro» oppure «Quando vedete una coppia di amici celebrare il loro matrimonio domandatevi chi dei due ucciderà prima l’altro», queste sono le massime che vengono lanciate nel flusso dialogico.

Lo spettacolo si è configurato come un’esibizione di competenza e di esperienza. Michele Placido e Anna Bonaiuto hanno portato sul palco del teatro Poliziano l’erudizione pratica del fare teatro. Nonostante l’espressione contemporanea subisca sovente la fascinazione dell’antagonismo all’accademia, la distruzione del chiaro di luna di futuristica memoria, quando si ha a che fare con una perfetta consapevolezza del mezzo recitativo, della percezione di sé come macchina attoriale (senza scomodare troppo Gilles Deleuze e Carmelo Bene) non si può che applaudire di gusto.

La commedia brillante francese – specie nella rappresentazione di interni borghesi – si basa su schemi meccanici estremamente precisi, con velocità di esecuzione. Si caratterizza per la nevrosi disfunzionale delle espressioni, rappresentare quanto di più intimo e privato ci sia nell’anima del medio-borghese. Molto diversa è la situazione italiana, in cui la tradizione è quella della Commedia dell’Arte, la quale anche dopo la riforma goldoniana, resta fortemente ancorata all’ambientazione popolare, alla rappresentazione “degli uomini peggiori”, come diceva Aristotele. Questa differenziazione si rende esplicita principalmente nelle pause, quasi assenti nell’ambito francese, presentissime e funzionali in ambito italiano. Quando si traspongono testi francesi in Italia, spesso si evita di “adattare”, mantenendo il flusso verbale dell’originale (Le Prènom/Il Nome del Figlio, Le dîner de cons/La cena dei cretini,  per fare alcuni esempi). Piccoli Crimini Coniugali invece vuole essere un adattamento: le pause ci sono eccome, e sono perfette, equilibrate, funzionali, efficaci.

Abbiamo avuto modo di scambiare un paio di battute con Michele Placido, appena arrivato al Teatro Poliziano.

 

LaV: Nella tua carriera hai abituato il pubblico a rappresentazioni di forte impegno civile, spesso confrontato anche con la storia (con la S maiuscola), sia da regista che da attore. Adesso arrivi a teatro con uno spettacolo che invece indaga il microcosmo di una coppia borghese. Come cambia la percezione del proprio lavoro, quando si passa dalla Storia all’intimità delle persone?

Michele Placido: Un attore è un attore sempre. Deve saper interpretare un personaggio storico, così come deve sapere rappresentarne uno di un interno borghese. Allo stesso modo deve saper vestire i panni di personaggi drammatici ma anche di quelli brillanti. Di questi toni brillanti io ne ho comunque affrontati molti nella mia carriera, sebbene siano stati quelli più impegnati, che mi hanno fatto conoscere al pubblico. È vero che ne ho interpretati molti drammatici di forte impegno civile, con grandi registi come Damiano Damiani, Bellocchio, Taviani… ho ricordato Falcone in un film di Giuseppe Ferrara, tra l’altro con Anna Bonaiuto. Ho rappresentato, come regista, Vallanzasca o la Banda della Magliana in Romanzo Criminale… proprio stasera su Rai Due va in onda Suburra-La Serie, della quale ho diretto degli episodi. Ho fatto anche molta commedia però: negli anni 70 e 80 ho interpretato anche la commedia con Comencini e con Monicelli. Un attore bravo deve saper fare tutto con la stessa concentrazione e professionalità.

LaV: Lavorare in coppia, ricoprendo sia il ruolo di coprotagonista sia quello di regista, nella gestione della scena, immagino significhi entrare in profonda consonanza: com’è stato il lavoro che avete fatto sia con voi stessi che tra di voi?

Michele Placido: Il lavoro è stato un grande divertimento e una grande gioia. È una commedia scritta benissimo ed è stato un piacere addentrarcisi. Quando c’è un bel copione, non ci sono problemi. I problemi arrivano quando non c’è una buona drammaturgia. È più facile interpretare Amleto che un copione modesto. Invece Piccoli Crimini Coniugali è un testo molto bello, di un autore importantissimo, rappresentato in tutto il mondo. Io e Anna ci conoscevamo già molto bene, avevamo già lavorato insieme. Abbiamo fatto addirittura la stessa accademia, la Silvio d’Amico a Roma. La conoscevo molto bene come attrice. Sapevo che lei sarebbe stata perfetta  in questo testo, poiché è molto preparata a passare dai ruoli drammatici a quelli brillanti all’interno della stessa rappresentazione. La difficoltà di questo testo è proprio questa: è una commedia in cui i personaggi sono malinconicamente e dolorosamente sorridenti, scherzosi, in un periodo difficile della loro vita, nell’affrontare gli anni che passano e la paura di invecchiare.

LaV: Recitare nei teatri più piccoli, in provincia, rispetto ai grandi auditorium di città, comporta molto spesso una riduzione della scenografia e di spazio scenico. C’è un cambio percettivo e recitativo, a seconda del contesto in cui si recita?

Michele Placido: Anche qui, un attore deve essere bravo sempre, in qualsiasi contesto. Poi io amo molto venire in luoghi come questi. Io amo moltissimo Montepulciano. È bellissima. Tra l’altro sto preparando, un film per il cinema dedicato al personaggio di Caravaggio e questi luoghi, qua in Valdichiana, potrebbero essere delle ideali ambientazioni per alcune scene. Voglio approfittare di questo passaggio per dare un’occhiata. Chissà…

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