Lo scorso 16 Novembre presso la Direzione Ambiente ed Energia della Regione Toscana, si è tenuta l’ultima Conferenza dei Servizi riguardante la modifica di alimentazione e struttura dell’impianto “La Poliziana”, in località Fornacelle, nei pressi del Lago di Montepulciano.

A seguito delle informazioni accumulate durante le scorse Conferenze dei Servizi (che avevamo già seguito nei precedenti articoli) e a causa di alcune specifiche non ancora portate in sede di giudizio dalla società richiedente (La Poliziana Green Solutions) il procedimento PAUR avviato nel 2020 ha avuto esito negativo. 

Come avevamo visto precedentemente i soggetti competenti al rilascio del PAUR erano molti, fra cui il settore SPLEIB della Regione Toscana, ARPAT, il Settore Autorizzazione Rifiuti e il Comune di Montepulciano. 

Alcuni di questi soggetti al termine della scorsa conferenza, avvenuta il 22 giugno 2022, avevano espresso il loro parere sfavorevole e avevano richiesto ulteriori specifiche da parte del proponente tra cui:

  • un chiarimento riguardante le valutazioni idrauliche a dimostrazione della coerenza dell’impianto con la legge 41/2018;
  • Alcune approvazioni e modifiche o chiarimenti richieste agli enti del Comune di Montepulciano da parte della Conferenza stessa. Tra questi la predisposizione di apposita convenzione per l’individuazione dell’ubicazione dell’impianto e delle misure di compensazione e riequilibrio ambientale e la fattibilità geologica e sismica dell’intervento;
  • un chiarimento (sempre rivolto alla società proponente) ai fini dell’autorizzazione dei rifiuti, per quanto riguarda l’operazione R10 (richiesto da il Settore Autorizzazione Rifiuti), e altri chiarimenti relativi alle richieste poste da ARPAT e SPLEIA.

Alla conferenza del 16 novembre, dopo numerose proroghe date alla società proponente, alcune domande restavano ancora senza risposta. 

Infatti secondo le informazioni rese pubbliche dalla Regione Toscana solo alcuni aspetti erano stati analizzati e avevano portato alla totale approvazione (salvo alcune azioni necessarie) della modifica da parte di alcuni attori. Fra questi c’è il Comune di Montepulciano-area edilizia privata/area ambiente/ tip il quale si è dichiarato favorevole salvo alcune proposte di prescrizioni. Anche l’Area Urbanistica del comune si è espressa favorevole sulla conformità urbanistica, dopo avere accertato alcune delle richieste risalenti alla CdS precedente. 

A essere ancora sfavorevoli sono rimasti il Settore regionale Autorizzazione Rifiuti, il quale ha confermato il suo parere negativo sul digestato frutto del lavoro dell’impianto, il quale non risulterebbe fuori dal regime dei rifiuti. Per questo l’operazione R10 non diventerebbe uno spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura (come dovrebbe) ma solo un’operazione di scarico sul suolo di rifiuti. Da ciò si deduce che il digestato liquido non è conforme al Reg. UE 1009/2019 e quindi l’operazione R10 non è autorizzabile. 

Contrario si è espressa anche ARPAT, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, che ha evidenziato come molti punti risultassero ancora critici o passibili di soluzioni alle quali non erano concordi. A partire dall’attività di recupero R10 fino alla provenienza e qualità del rifiuto di ingresso, del quale non si è ancora certi. Si ipotizza infatti che questo possa provenire da pretrattamenti subiti in altri impianti, da una raccolta domiciliare o da una raccolta da cassonetti differenziati e quindi di natura incerta.

ARPAT si è poi dimostrata sfavorevole anche a seguito delle proposte presentate dal proponente sulle emissioni in atmosfera che, come dimostrato dalla stessa, non sono corrette e coerenti alle normative applicabili. Un altro importante elemento, evidenziato da ARPAT, è quello delle criticità relative alla vulnerabilità e alla qualità delle risorse idriche, presentate dal territorio (in cui andrebbero svolte le attività di ampliamento dell’Impianto). Tale dato di criticità è visibile nella classificazione della zona del canale Maestro della Chiana come “zona vulnerabile da nitrati”.

Il Settore SPLEIA, già dichiaratosi a favore della compente energetica, ha ribadito la sua posizione, ma ha confermato anche i dubbi riportati a seguito della CdS precedente.

Per analizzare la richiesta di modifica dell’impianto a biomasse, la Conferenza dei Servizi ha anche usufruito delle osservazioni provenienti da esterni come il WWF Perugia, il Comitato A.Ri.A.-Chiusi, l’Associazione di Montepulciano Terra Nostra e Comitato Pozzulo Green, tutti sfavorevoli alle modifiche, come presentate, dell’impianto a biomasse “La Poliziana”.

In più, per procedere al rifiuto o all’approvazione dell’istanza, la CdS ha fatto notare come, nonostante al proponente fossero state consentite varie proroghe, questi non avesse ancora presentato le necessarie documentazioni. Proprio per questo non è stato possibile sospendere l’attività della Conferenza, donando al proponente altro tempo per definire una soluzione alternativa relativa all’operazione R10, come chiesto dal responsabile dell’Area Urbanistica/Edilizia Privata del Comune di Montepulciano. 

A conclusione dell’incontro, dopo una lunga discussione delle parti, la Conferenza dei Servizi ha decretato che non sussistono le condizioni per procedere alla conclusione favorevole del procedimento di PAUR. A favore di questa decisione ci sono i seguenti elementi, in parte già elencati precedentemente:

  • il digestato liquido non è conforme al Reg. UE 1009/2019, e l’operazione R10 non è autorizzabile, poiché come dimostrato da Arpat e dal Settore Regionale Autorizzazione Rifiuti, il digestato liquido si trasformerebbe, a meno di ulteriori trattamenti (non presentati dalla società proponente), in un mero scarico sul suolo di rifiuti;
  • non è corretta la qualificazione come Ammendante Compostato Misto ai sensi del D.Lgs. 75/2010 del digestato solido ottenuto dalla purea di FORSU;
  • non è ben definita l’origine (raccolta domiciliare porta a porta e/o raccolta da cassonetti differenziati) e conseguente qualità del rifiuto in ingresso all’impianto;
  • rimangono forti perplessità relativamente alle soluzioni/indicazioni fornite dal proponente per risolvere e superare le criticità legate alla diffusione di odori molesti e alla tutela delle fonti di approvvigionamento idropotabile.

Considerato ciò la Conferenza ha espresso a maggioranza, con esclusione del Comune di Montepulciano, il diniego relativamente alla conclusione del procedimento PAUR.

Le modifiche richieste dal proponente riguardanti l’impianto a biomasse “La Poliziana” non sono quindi state accettate. L’impianto continuerà però a esistere nelle modalità mantenute dal 2008 fino a ora, continuando a produrre energia elettrica sfruttando rifiuti agricoli e vegetali, liquami e scarti della produzione dell’olio, ma anche sottoprodotti di origine animale.

(ultimo aggiornamento – mercoledì 14 dicembre ore 11:00)

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

1 thought on “Impianto a biomasse al Lago di Montepulciano: le modifiche non si faranno

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