Al Bruscello 2020 mancano poco più di due settimane. Abbiamo già parlato con il Direttore Artistico e con il Direttore Musicale. Cerchiamo ora di scoprire qualcosa di nuovo su questa peculiare edizione dell’evento poliziano. Per farlo, abbiamo intervistato la librettista Irene Tofanini.

A causa delle misure di sicurezza vi siete orientati su uno spettacolo più musicale che teatrale. Quali cambiamenti ha dovuto subire la drammaturgia?

“Quest’anno abbiamo dovuto affrontare una situazione atipica e complessa, ma volevamo che esserci. Volevamo che il Bruscello desse un segno di continuità e che regalasse un po’ di svago in un anno tanto difficile. Per questo rivivremo le storie dei Bruscelli passati attraverso una raccolta delle arie più belle. Mi è parsa sin dall’inizio una coincidenza curiosa che il Bruscello in programma per il 2020 fosse il Decamerone. Nel testo di Boccaccio dieci ragazzi scelgono di sfuggire alla peste, si rifugiano in campagna e si raccontano novelle. È da lì che con Chiara Protasi siamo partite a strutturare il nostro viaggio. In una finzione scenica non troppo lontana dalla realtà, i nostri protagonisti si ritrovano in una notte d’estate e decidono di raccontarsi delle storie: quelle dei Bruscelli passati.

Come vi ha detto il Maestro Alessio Tiezzi, abbiamo individuato cinque temi portanti: amore, vendetta e odio, fede, mondo contadino, gioia. I nostri personaggi, in un immaginario ritrovo, viaggeranno attraverso questi temi e narreranno storie tragiche e comiche. La successione richiama, come idea generale, quella delle giornate tematiche di Boccaccio.”

La ricerca delle romanze da presentare al pubblico vi ha portato a ripercorrere gli 80 anni di storia del Bruscello. Come è stato?

“Ci siamo ritrovati di fronte alla lunga storia del Bruscello, con i suoi mostri sacri e con i più recenti ingressi. Riattraversare gli anni di spettacoli, di aneddoti, di dietro le quinte è sempre un compito nostalgico e, allo stesso tempo, divertente. Per quest’estate abbiamo tenuto conto soprattutto degli spettacoli recenti, che hanno segnato un’evoluzione della nostra rappresentazione. D’altra parte ci è sembrato doveroso assicurare uno spazio anche ad alcune opere che ai loro tempi sono state pietre miliari.”

“Un tributo doveva essere pagato alla Pia de’ Tolomei: primo Bruscello e costante compagno della nostra tradizione. La prima storia del Bruscello 2020 sarà proprio la vicenda di Pia, così come la prima aria sarà “Oh, dolci mura”: l’unica romanza del 1939. Nel rispetto della tradizione, non potevano poi mancare ad apertura della serata il Cantastorie e lo Storico. Ho scritto un’ottava ad hoc, adatta a introdurre la peculiare messa in scena di quest’anno.”

Con quale spirito stai affrontando questo particolare Bruscello 2020?

“Con la voglia di un ritorno alla normalità e il desiderio di trascorrere una serata fra le note familiari del Bruscello. Quelle stesse note vorremmo regalarle ai poliziani. Cerchiamo di affrontare con un sorriso scanzonato, tipico dell’arguzia contadinesca, un anno che per molti è stato duro e difficile.”

Abbiamo già visto che la socialità intorno al Bruscello è importantissima. Come sono cambiate le cose dal tuo punto di vista?

“Affrontare le prove e l’allestimento dello spettacolo quest’anno sarà diverso. Non ci saranno le lunghe serate in piazza, saremo costretti a rispettare il distanziamento e forse a fare prove scaglionate.
Probabilmente non sarà possibile vivere la convivialità del Bruscello con la stessa intensità del passato. Però ritrovarsi a lavorare insieme credo possa rappresentare un segnale di ritorno alla quotidianità. Alla fine, tutti i bruscellanti saranno sul sagrato del Duomo, a cantare sotto l’arboscello dello Storico, come ogni anno. E come sempre, cercheremo di regalare a Montepulciano questo piccolo spicchio di tradizione ed emozione.”

Manca allora solo lo sprint finale per arrivare a questo “Decamerone poliziano”. Il Bruscello 2020 sarà come sempre in Piazza Grande a Montepulciano: 14, 15 e 16 agosto saranno le tre serate di un emozionante viaggio attraverso 80 anni di storia.

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Ludovico Cosner
Ludovico Cosner

Grande appassionato di serie tv, il suo testo sacro è Sense8. Racconta storie di fragilità in mondi fantastici o fantascientifici, scrive e dirige per il teatro. La forma di ciò che crea è colorata, gaia e pop; poi a volte diventa minimalista. Anche se ogni tanto assume dosi di trash, poppissimo è il suo stile di vita.

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