La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: prevenzione

Bettolle in Rosa per il mese della prevenzione

Parafrasando – e decontestualizzando volontariamente – Gertrude Stein, verrebbe da scrivere Una rosa è una rosa è una rosa,  e proprio come una rosa, il movimento “Bettolle in Rosa” sta…

Parafrasando – e decontestualizzando volontariamente – Gertrude Stein, verrebbe da scrivere Una rosa è una rosa è una rosa,  e proprio come una rosa, il movimento “Bettolle in Rosa” sta crescendo ogni anno di più; sboccia ormai da quattro anni nel mese di ottobre, regalando, al piccolo paese della Valdichiana senese, una serie di eventi dedicati alla sensibilizzazione verso la prevenzione del tumore al seno, oltre che inanellare molte iniziative attraverso le quali l’autunno bettollino si anima, sostenuto da una nutrita partecipazione della comunità.

Non è il fiore, il riferimento del nome che il movimento ha acquisito, bensì è il colore, con il quale ormai da qualche anno i palazzi, i monumenti, le strade del paese vengono letteralmente vestiti. La prima attività che ha caratterizzato il comitato di Bettolle In Rosa nel 2016, infatti, è stata la pratica dell’urban knitting: in poche settimane sono stati prodotti 280 quadrati di lana in tonalità rosa, che sono andati a circondare i tronchi dei tigli che perimetrano la carreggiata di Viale delle Rimembranze, le panchine, i lampioni, i cartelli stradali. Da quell’ottobre, il Rosa persistente e pervasivo di Bettolle, diventa il colore della prevenzione, il gesto cromatico che sensibilizza la prevenzione del tumore al seno.

Dall’anno successivo la pratica diventa il contorno di attività specifiche, con convegni, incontri, occasioni di prevenzioni, con screening gratuiti e musica; nel 2018, infatti, viene organizzato il primo Concerto in Rosa – del quale la nostra testata è partner – ed anche una lotteria interna, che ha permesso di donare al reparto di oncologia degli Ospedali Riuniti Valdichiana di Nottola, 1830.00 euro, destinati al supporto psicologico ai diagnosticati.

«Il 2019 ha visto un arredo urbano molto allargato, ad esempio con la decorazione dell’acquedotto molto visibile da lontano» Afferma Rita Reggidori – una delle principali attiviste del gruppo di lavoro Bettolle in Rosa – felice dell’incremento numerico delle donne coinvolte nelle pratiche del comitato «Quest’anno anche un gruppo di donne di Guazzino si è attivato e stanno fattivamente collaborando: infatti il rosa ha coperto anche i giardini di Guazzino, fino ad arrivare all’Auser di Sinalunga. Il comune di Torrita di Siena, inoltre, ci ha contattate per partecipare a un convegno informativo, con varie associazioni del territorio, per il giorno 28 ottobre. Siamo felici che Bettolle in Rosa sia stata una scintilla che sta accendendo la sensibilità anche delle comunità vicine».

L’apertura dell evento 2019 è stata la Passeggiata in Rosa, il 5 ottobre, con partenza da Bettolle ed arrivo a Sinalunga, per un percorso di circa 6 Km, che ha visto la partecipazione di quasi 200 persone. Le attività di quest’anno si caratterizzano anche per le importantissime collaborazioni dell’Altletica di Sinalunga, del gruppo Nordik di Lucignano, i circoli Auser di Bettolle e Sinalunga, la Misericordia, l’amministrazione comunale e la Polizia Municipale.

«Tra le tante attività del 2019 ricordiamo gli screening gratuiti presso la Farmacia 2 di Sinalunga, il 18 ottobre il 2° concerto in Rosa, al Tjmory Pub e infine, il 20 ottobre il pranzo all’Auser Bettolle, come conclusione dell’evento». Continua Rita Reggidori, «L’obiettivo anche quest’anno rimane quello di poter sostenere il supporto psicologico nel reparto oncologia dell’ospedale di nottola, magari superando la cifra del 2018».

«Bettolle in rosa è un gruppo, un team di 7 donne che ne coordinano circa altre 60/70 per i manufatti, gli addobbi e tutto l’aiuto nella manifestazione. Non siamo un’associazione e ci tengo a ringraziare la Proloco che anche quest’anno, insieme all’amministrazione comunale, ci ha dato la possibilità di creare l’evento»

All’interno del ciclo di eventi di Bettolle in Rosa, torna anche il “Concerto in Rosa”: venerdì 18 ottobre 2019 a partire dalle ore 22, la seconda edizione del concertone autunnale a ingresso gratuito si terrà al Tjmory Pub e vedrà alternarsi una serie di voci femminili della Valdichiana accompagnate dalle band locali. Le offerte raccolte durante la serata verranno devolute all’ospedale di Nottola, per supporto psicologico oncologico.

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Il rischio sismico in Valdichiana

Con la drammatica situazione che da fine agosto sta colpendo l’Italia centrale, dai terremoti di Amatrice fino ai violenti eventi sismici di Norcia, cresce l’attenzione e la preoccupazione per il…

Con la drammatica situazione che da fine agosto sta colpendo l’Italia centrale, dai terremoti di Amatrice fino ai violenti eventi sismici di Norcia, cresce l’attenzione e la preoccupazione per il rischio che tali eventi possano ripetersi. In situazioni di emergenza come queste, oltre alla corretta informazione e agli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto, è necessario avere consapevolezza del rischio che tutto il nostro territorio può correre.

L’Italia è infatti caratterizzata da un elevato rischio sismico, che si concentra principalmente lungo la dorsale degli Appennini; in generale, con l’unica eccezione della Sardegna, la particolare posizione geografica del territorio italiano lo rende ampiamente soggetto ai terremoti.

Che cos’è il rischio sismico?

Il rischio sismico può essere definito come l’effetto economico, sociale e ambientale di un terremoto su un territorio: misura quindi la probabilità che accada un evento sismico e gli eventuali danni che esso causerebbe. Il rischio sismico viene preso in esame nei processi di pianificazione di sviluppo e di potenziamento delle infrastrutture, così come nei piani di gestione delle emergenze e dei soccorsi. Risulta inoltre fondamentale per progettare processi di adeguamento antisismico, in modo da ridurre i danni agli edifici e alla popolazione.

Dal 2003 viene utilizzato un sistema di classificazione in quattro diversi gradi di intensità del rischio sismico. La classificazione disegna sulla mappa dello stivale il livello decrescente di pericolosità, dalla Zona 1 (la più pericolosa) alla Zona 4 (la meno pericolosa). Ogni anno il Dipartimento della Protezione Civile interviene sulla classificazione per aggiornare il rischio sismico di ogni comune italiano.

Per quanto riguarda la Valdichiana, il rischio sismico è moderato. Tenendo conto della classificazione del 2015, possiamo suddividere il territorio in due metà, in relazione alla vicinanza agli Appennini. La Valdichiana senese, come gran parte della provincia di Siena, si trova in Zona 3, mentre la Valdichiana aretina, come gran parte della provincia di Arezzo, si trova in Zona 2. La probabilità che si verifichino eventi sismici in questo territorio è media: il livello di rischio e di intensità dei terremoti rispetto alla Zona 1 è più basso, ma gli eventi sismici non sono così rari come nella Zona 4.

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Classificazione del rischio suddivisa per comune. Fonte: Classificazione Sismica 2015 del Dipartimento Protezione Civile – ufficio rischio sismico e vulcanico

La storia sismica della Valdichiana

Un altro importante elemento da tenere in considerazione in sismologia, oltre al livello del rischio, è quello storico. Un’analisi storica di tipo comparato permette infatti di risalire a eventi sismici del passato, acquisendo maggiore consapevolezza sui danni causati dai terremoti negli stessi territori e sulle possibili contromisure da mettere in atto. Attraverso un continuo lavoro di studio sui documenti e sui registri del passato, importanti istituti come l’INGV hanno tracciato la storia sismica dell’Italia, indagando gli effetti dei terremoti e valutando con maggiore precisione la pericolosità delle rispettive aree.

Restringendo l’analisi alla Valdichiana, possiamo risalire a eventi sismici degli ultimi secoli che hanno provocato degli effetti notevoli in gran parte della Toscana occidentale. Anche se la Valdichiana non risulta essere stata l’epicentro di eventi sismici, gli effetti dei terremoti nelle aree limitrofe sono sicuramente importanti da considerare, anche in ottica futura.

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Principali terremoti storici che hanno interessato l’area Valdichiana. Fonte: INGV, catalogo parametrico dei terremoti italiani, CPTI11. Imax è l’intensità massima osservata (scala MCS) e Mw è la magnitudo stimata

Senza allarmismi e senza rincorrere le emergenze, è importante considerare l’eventualità di un terremoto come parte della nostra vita, per pianificare correttamente il futuro del nostro territorio: anche se la Valdichiana è classificata come una zona a rischio moderato, tutto lo stivale è caratterizzato da un’elevata predisposizione agli eventi sismici. Prima ancora delle operazioni di prevenzione e di progettazione dei soccorsi, quindi, è necessario prendere consapevolezza di questo rischio.

Fonti e approfondimenti:

Classificazione del rischio – rischio-sismico-2015

Protezione civile – Sito web

INGV – Sito web

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Prevenzione degli infortuni in edilizia in provincia di Siena

25 cantieri e 100 lavoratori coinvolti nel progetto del Sicuredil Cpt e di Inail Toscana Giannetto Marchettini: “Le imprese edili sono in grande difficoltà anche a causa della stretta creditizia….

25 cantieri e 100 lavoratori coinvolti nel progetto del Sicuredil Cpt e di Inail Toscana

Giannetto Marchettini: “Le imprese edili sono in grande difficoltà anche a causa della stretta creditizia. Si registrano meno incidenti perché ci sono meno lavori. Non bisogna abbassare la guardia sul fronte della sicurezza”

Fabio Seggiani: “Anche nel Senese la mancanza di grandi opere ha dato all’edilizia un volto nuovo: cantieri più piccoli e veloci che necessitano della nostra assistenza”

Claudio Vigni: “Con questo progetto regionale, da settembre ci stiamo concentrando sui cantieri del restauro e sui subappalti”

Anche la provincia senese è interessata al progetto regionale promosso dai Cpt e dall’Inail della Toscana “Ricostruire Sicuro”. Il Sicuredil Cpt di Siena (Comitato paritetico territoriale formato da Ance, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil) da settembre sta visitando diversi cantieri edili, dalla Valdelsa alla Valdichiana, fornendo consigli utili ai lavoratori e alle imprese per prevenire gli infortuni sul lavoro.

Questo progetto specifico – spiega Claudio Vigni, segretario del Sicuredil senese – vuole guardare ai problemi della sicurezza nei cantieri del restauro e nei subappalti. A livello toscano parliamo di circa 250 cantieri con 250 imprese e 1000 lavoratori coinvolti. In provincia di Siena visiteremo 25 cantieri dove lavorano 100 persone.

Con la crisi che da anni sta interessando il settore dell’edilizia, c’è sicuramente bisogno di incrementare i servizi di prevenzione degli infortuni.

Le imprese del settore – spiega Giannetto Marchettini, presidente del Sicuredil Cpt di Siena – sono in grande difficoltà in questo momento. In edilizia assistiamo ad un calo degli infortuni perché c’è un calo dei lavori. La stretta creditizia ha bloccato gli investimenti e quindi si costruisce sempre meno e c’è chi, per risparmiare, ricorre addirittura alla manodopera in nero. In questo contesto difficile si inserisce così il nostro intervento per far tutelare la sicurezza nei cantieri, spesso messa in secondo piano a causa della crisi. Anche in provincia di Siena dobbiamo stare molto attenti. Noi cerchiamo di favorire la prevenzione per limitare i rischi per i lavoratori e per evitare che le autorità competenti sanzionino chi non è in regola. Chi opera in buona fede avrà il nostro Cpt a disposizione per risolvere ogni problematica, dalla sistemazione dei documenti fino al ‘ripasso’ buone pratiche da tenere in ogni singola lavorazione. Vedere in cantiere chi ti fa prevenzione, chi con un sorriso ti dice quello che non va e come risolvere un problema, credo possa agevolare gli imprenditori e i lavoratori in questo difficile momento.

Il progetto portato avanti in tutta la Toscana si concentra su una specifica tipologia di cantieri.

La mancanza di grandi opere soprattutto nel Senese  – spiega Fabio Seggiani, vice presidente del Sicuredil – ha dato all’edilizia un volto nuovo, con il proliferare di piccole o grandi ristrutturazioni in abitazioni anche nei centri storici. Tutto ciò dà vita a cantieri veloci e piccoli che hanno sicuramente più necessità del nostro intervento di consulenza per prevenire gli infortuni e per dare assistenza nella predisposizione del piano di sicurezza.

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Chianciano: Giornata della Prevenzione e dell’AISM sabato 11 ottobre

A Chianciano Terme, sabato 11 ottobre, si terrà la Giornata della Prevenzione Cittadinanzattiva Valdichiana ha indetto sabato 11 ottobre a Chianciano Terme la Giornata della Prevenzione contro le malattie cardiovascolari….

A Chianciano Terme, sabato 11 ottobre, si terrà la Giornata della Prevenzione

Cittadinanzattiva Valdichiana ha indetto sabato 11 ottobre a Chianciano Terme la Giornata della Prevenzione contro le malattie cardiovascolari.

Dalle ore 10 alle ore 18, presso i Giardini di Via Dante i cittadini potranno effettuare uno screening gratuito della pressione arteriosa e della glicemia. Inoltre, sempre a cura di Cittadinanzattiva, verrà distribuito del materiale informativo per sensibilizzare la popolazione sui rischi dell’Ipertensione arteriosa.

A seguire si terrà anche una dimostrazione dell’Unità Cinofila della Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Siena.

Info e contatti:

Associazione Cittadinanz@ttiva

Sezione della Valdichiana presso Distretto Sanitario USL 7 via Vesuvio – 53042 Chianciano Terme (SI) tel: 0578/713962 – 347/4131890 sito: www.cittadinanzattivavaldichiana.it E-mail: cittadinanzattivachianciano.t@gmail.com

Croce Rossa Italiana – Com. Prov.le di Siena Sede di Montepulciano Stazione, Via Firenze, 4 – 53045 Montepulciano Stazione (SI), tel: 0578/738800, E-mail: cp.siena@cri.it

Chianciano Terme, con gli Autieri sabato e domenica torna “La mela di AISM” per la ricerca sulla sclerosi multipla

L’11 e il 12 Ottobre, i volontari dell’ Associazione Nazionale Autieri d’Italia in partnership con l’AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Siena saranno presenti con i propri banchetti a Chianciano Terme per sensibilizzare la popolazione a sostenere la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla.

Con una minima offerta i cittadini potranno contribuire a sconfiggere una malattia che in Italia colpisce 72 mila persone e per la quale non esiste ancora una cura risolutiva, ricevendo in cambio un sacchetto di mele.

Sabato 11 i volontari saranno presenti dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 20 presso il supermercato “Coop” con una propria postazione dove saranno raccolte le offerte mentre domenica 12 verrà allestito, dalle ore 8.30 alle 17, un gazebo presso Piazza Italia.

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Movida notturna, scattano i controlli straordinari

Movida notturna nel centro storico di Sansepolcro. La Tenenza dei Carabinieri di Sansepolcro intensifica i controlli: patente ritirata ad un giovane per guida in stato di ebbrezza alcoolica. Gestore di…

Movida notturna nel centro storico di Sansepolcro. La Tenenza dei Carabinieri di Sansepolcro intensifica i controlli: patente ritirata ad un giovane per guida in stato di ebbrezza alcoolica. Gestore di un noto pub sanzionato per avere diffuso musica all’esterno dopo la mezzanotte.

Con l’arrivo della bella stagione che dà anche inizio alla movida notturna nel centro storico di Sansepolcro, la Tenenza dei Carabinieri ha intensificato i controlli preventivi. Oltre ai normali servizi perlustrativi a copertura delle 24 ore giornaliere, sono stati effettuati servizi in abiti borghesi e pattuglie a piedi a vigilanza in particolare del centro storico della cittadina biturgense, considerato che il fenomeno della movida, pur apportando notevoli ritorni economici ai gestori dei numerosi locali di intrattenimento, a volte è fonte di disturbo al riposo dei residenti a causa degli schiamazzi.

I militari impegnati nei particolari servizi hanno deferito alla Procura della Repubblica di Arezzo un giovane del luogo per guida in stato di ebbrezza e hanno sanzionato amministrativamente il gestore di un noto pub perché non aveva ottemperato all’ordinanza comunale che vieta, già dalla mezzanotte, la diffusione sonora fuori dal locale. I controlli specifici proseguiranno anche nei prossimi weekend, per far in modo che il diritto dei gestori dei locali di esercitare la loro attività, si concili con l’eguale diritto di riposo dei residenti e di decoro dei pregevoli vicoli del “Borgo”, meta incessante di turismo internazionale.

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Veronesi “La lotta ai tumori comincia dalla tavola”

La lezione del direttore dell’Ieo agli studenti della Sapienza: “La prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola”. I dati sul cancro al colon dimostrano che è…

La lezione del direttore dell’Ieo agli studenti della Sapienza: “La prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola”. I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi  inesistente nei paesi a dieta priva di carne. I consigli sui cibi “protettivi”.

La prevenzione fa più delle medicine nella lotta contro il cancro. Ne è convinto Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenendo a un incontro del ciclo “Vivere in salute promosso dall’università La Sapienza di Roma. Il primo luogo nel quale fare prevenzione, secondo Veronesi, è la tavola, perché l’alimentazione è responsabile del maggior numero di neoplasie nel mondo, superando anche il fumo.

Numeri alla mano, l’oncologo ha spiegato che a innescare il tumore sono nel 35% dei casi le cattive abitudini alimentari; seguono il tabacco (30%), le infezioni virali (10%), i fattori riproduttivi (7%), l’attività lavorativa e l’inquinamento (4%). “Ciò di cui ci nutriamo – ha sottolineato Veronesi, parlando agli studenti – è un elemento fondamentale per la nostra vita. Alimentarsi vuol dire scegliere e questa scelta può essere importantissima per preservarci da diverse malattie, a partire dai tumori. Il 35% di questi – ha ribadito – è dovuto a ciò che mangiamo, che può agire indisturbato sui nostri organi”.

A sostegno della sua tesi, Veronesi ha mostrato ad esempio due slide che rappresentano la diffusione del tumore al colon nel pianeta e dalle quali emerge che questo tipo di neoplasia “è rarissima nei Paesi dove non si mangia carne”, al contrario di quelli in cui raramente la carne manca a tavola. Frutta e verdura, al contrario, sono alimenti “protettivi”: “Più alto è il loro consumo – ha ricordato Veronesi – più diminuisce il rischio” di insorgenza di un tumore perché in essi è presente “un’armata di molecole antitumorali”.

Per proteggersi, dunque, l’oncologo ha indicato una serie di prodotti comuni quali “fragole, tè verde, aglio, verza, broccoli e pomodori” ed altri di importazione quali la curcuma, “presente ad esempio nel curry”: “Nell’isola di Okinawa – ha detto Umberto Veronesi – , dove la curcuma viene consumata quotidianamente, c’è una presenza di ultracentenari che supera del 10-15% quella degli altri Paesi nel mondo“. Alcuni cibi, ha aggiunto, formano una pericolosa “complicità” con il fumo: studi recenti avrebbero rilevato una correlazione tra il consumo di carne, fumo e tumore del polmone.

Più in generale, Umberto Veronesi ha ribadito che la prevenzione è stata finora più efficace dei farmaci nell’evitare le morti per tumore. “Se le morti per tumore sono diminuite – ha detto – il merito va alla prevenzione, che ha avuto anche una grande importanza sull’incidenza e sulla curabilità ; per questo, ha concluso, “adesso vogliamo puntare a identificare i fattori protettivi contenuti negli alimenti che aiutano a combattere il cancro”.

Di questo tema e di molto altro se ne parla oggi, venerdì 14 marzo all’Auditorium di Nottola ore 15:30 con la Dott.ssa Titta dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

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Questura di Siena, un anno di attività intensa

Sono 265 i provvedimenti anticrimine adottati nel 2013 dalla Questura di Siena, mentre 27 sono quelli emessi dall’inizio dell’anno in corso, 7 dei quali nell’ultima settimana. Le misure di prevenzione…

Sono 265 i provvedimenti anticrimine adottati nel 2013 dalla Questura di Siena, mentre 27 sono quelli emessi dall’inizio dell’anno in corso, 7 dei quali nell’ultima settimana. Le misure di prevenzione disposte nei confronti di persone che si sono rese responsabili di reati o fatti riprovevoli, vengono adottate per quei soggetti che abbiano evidenziato una personalità particolarmente pericolosa, dedotta dal comportamento antisociale.

Al riguardo, in seguito alle segnalazioni giunte dai diversi uffici delle Forze di polizia, sono stati notificati tre divieti di ritorno per 1 anno, dal Comune di Poggibonsi, nei confronti di due rumeni, C.G. di 22 anni, e G.A. di 24 anni, che avevano iniziato a frequentare il territorio della Val D’Elsa con l’intenzione di chiedere l’elemosina, in maniera insistente e molesta.

Sono stati invece allontanati per due anni dal Comune di Chiusi, sempre con provvedimento del Questore di Siena Piccolotti, due italiani S.L. di 47 e R.F. di 48 anni, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio. I due qualche giorno erano stati protagonisti di una lite accesa che aveva reso necessario l’intervento della Polizia.

Due degli autori di una rapina ad un distributore di carburante sono avvenuta nel dicembre del 2013, R.M. di 24 anni e V.N. di 29 anni, entrambi italiani, sono stati allontanati dal Colle Val D’Elsa rispettivamente per uno e tre anni. Dei 27 provvedimenti emessi dall’inizio dell’anno, ammontano a 20 i divieti di ritorno, a 7 gli avvisi orali del Questore.

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Cardiologie aperte: sabato 15 febbraio all’ospedale di Nottola

Cardiologie aperte: l’AUSL 7 aderisce alla campagna nazionale per prevenire e contrastare le malattie cardiovascolari Sabato 15 febbraio la Cardiologia dell’Ospedale di Nottola aprirà i propri ambulatori al pubblico in…

Cardiologie aperte: l’AUSL 7 aderisce alla campagna nazionale per prevenire e contrastare le malattie cardiovascolari

Sabato 15 febbraio la Cardiologia dell’Ospedale di Nottola aprirà i propri ambulatori al pubblico in segno di adesione alla campagna nazionale per prevenire e contrastare le malattie cardiovascolari e sostenere la ricerca clinica in Cardiologia, promossa dalla Fondazione “Per il Tuo Cuore” e dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).

In mattinata, dalle 8.30 alle 10.30 specialisti e infermieri della Cardiologia e infermieri istruttori BLSD (Basic Life Support Defibrillation) del Dipartimento di Emergenza dell’ASL 7 incontreranno gli studenti dei Licei e dell’Istituto Tecnico di Montepulciano per parlare di prevenzione delle malattie cardiovascolari, di stili di vita corretti e di cultura dell’emergenza (cosa ciascuno di noi può fare davanti ad una perdita di coscienza?).

Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.30, l’ospedale accoglierà i cittadini che vogliono saperne di più sulle malattie del cuore e la loro prevenzione mentre negli ambulatori di Cardiologia potranno essere effettuati, gratuitamente e senza prenotazione, elettrocardiogrammi e misurazione della pressione arteriosa.

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Disponibile sul mercato italiano il primo vaccino contro il meningococco B

Anche i bambini italiani possono essere protetti dal rischio della meningite meningococcica B: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti autorizzato il rilascio sul mercato del primo lotto del vaccino Novartis…

Anche i bambini italiani possono essere protetti dal rischio della meningite meningococcica B: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti autorizzato il rilascio sul mercato del primo lotto del vaccino Novartis contro la malattia meningococcica da sierogruppo B [rDNA, componente, adsorbito]. Il vaccino è ora disponibile anche nel nostro Paese, dopo essere stato rilasciato in Francia, Regno Unito e Germania.

«Siamo orgogliosi di questo importante traguardo», dichiara Francesco Gulli, Amministratore Delegato di Novartis Vaccines. «Avere finalmente disponibile il vaccino contro la meningite B anche in Italia, dove è stato sviluppato e prodotto grazie al tenace lavoro del nostro team di collaboratori, chiude il cerchio e rende sempre più reale e tangibile la nostra ambizione di proteggere più persone possibili dal rischio di contrarre questa temibile infezione batterica. Siamo infatti fiduciosi che le strutture sanitarie, sia a livello nazionale sia nelle singole regioni italiane, valuteranno al più presto con quali modalità inserire questo vaccino nei piani di prevenzione vaccinale».

Indicato per l’immunizzazione a partire dai due mesi di età, il vaccino Novartis contro il MenB è il risultato di oltre venti anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini presso i laboratori di Siena.

«Il rilascio del vaccino contro MenB sul mercato italiano è una notizia che accogliamo con gioia» dichiara Rino Rappuoli, Responsabile Mondiale della Ricerca di Novartis Vaccines «perché finalmente possiamo vedere concretizzarsi il nostro impegno, con i primi bambini italiani vaccinati: un altro passo avanti verso un futuro libero dalla meningite. MenB è stato un bersaglio particolarmente difficile da raggiungere, ma dopo anni di lavoro e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo siamo riusciti, grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa – la reverse vaccinology – a mettere a punto un vaccino efficace, partendo dal genoma del batterio. Lo sviluppo del vaccino è stato prima di tutto un grande successo della ricerca scientifica».

Nel mondo, ogni anno, sono complessivamente mezzo milione i casi di meningite meningococcica. L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningococco varia considerevolmente a seconda dell’area geografica. In Italia, la causa principale è rappresentata dal sierogruppo B, che nel 2011 è stato responsabile del 64% dei casi totali tipizzati. Ha rappresentato inoltre la causa principale di meningite meningococcica nei bambini sotto l’anno di età, causando il 77% dei casi totali.

La proposta di utilizzo immediato del vaccino arriva dal Board del ‘Calendario per la Vita’, composto da Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG). «La vaccinazione contro il meningococco B» afferma Paolo Bonanni, Professore presso il Dipartimento di Scienze della Salute (DSS) dell’Università di Firenze e Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e medicina preventiva «rappresenta una necessità epidemiologica, ma anche etica e comunicativa non eludibile. Per tali ragioni le società scientifiche raccomandano il suo utilizzo per la vaccinazione gratuita di tutti i lattanti».

L’infezione batterica da meningococco è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore: la meningite meningococcica ha una letalità tra il 9 e il 12%, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50%. I segni e sintomi sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti: un forte impatto dunque non solo dal punto di vista della sanità pubblica, ma anche dal punto di vista sociale.

La prevenzione attraverso la vaccinazione rappresenta l’unica difesa contro questa infezione così aggressiva: ora il prossimo passo spetta alla Sanità pubblica, che potrà mettere a disposizione dei cittadini questa nuova opportunità vaccinale con l’inserimento nei piani vaccinali delle singole Regioni e nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV).

I profili di tollerabilità e immunogenicità del nuovo vaccino sono stati valutati in un ampio programma clinico che ha coinvolto oltre 7.000 persone tra cui in Italia 11 istituti diversi e circa 1.500 tra neonati, bambini, adolescenti e adulti. Somministrabile a partire dai due mesi di età, il nuovo vaccino offre diverse opzioni di schedula vaccinale che possono essere integrate negli attuali programmi di vaccinazione di routine.

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Mezzo milione di italiani a letto per l’influenza

Sono quasi 100mila i bambini già colpiti dall’influenza nell’ultima settimana dell’anno, ma il picco deve ancora arrivare ed è atteso a partire dai giorni successivi all’Epifania, quando riapriranno le scuole…

Sono quasi 100mila i bambini già colpiti dall’influenza nell’ultima settimana dell’anno, ma il picco deve ancora arrivare ed è atteso a partire dai giorni successivi all’Epifania, quando riapriranno le scuole e gli uffici cominceranno a riaffollarsi. Di circa 450.000 italiani a letto per l’influenza durante le feste di Natale e Capodanno oltre il 20% è rappresentato da bambini sotto i 5 anni. Negli ultimi giorni del 2013 si è registrato un incremento dei casi di influenza proprio tra i più piccoli (0-5 anni) con una incidenza di 4 casi su mille a fronte del dato generale pari a 1,5 casi su 1000.

Isolato all’inizio di dicembre 2013, il virus più comune della stagione influenzale in corso è l’AH3N2, compreso nel vaccino di quest’anno. E dai pediatri dell’ospedale Bambino Gesù arrivano i consigli per affrontare l’epidemia stagionale: igiene, riposo e una alimentazione più ricca di frutta e verdura.

«La vaccinazione è lo strumento di prevenzione più efficace per i bambini a rischio come quelli affetti da cardiopatie, pneumopatie, diabete, fibrosi cistica» spiegano gli esperti dell’ospedale pediatrico romano. «È importante che un bambino affetto da una di queste patologie non contragga l’influenza – raccomanda Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù – si tratta di categorie a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una malattia di particolare rilevanza. Per tutti i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi, avvalendosi del consiglio del proprio pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile».

Una persona infetta può trasmettere il virus molto facilmente prima ancora che appaiano i sintomi, con un semplice colpo di tosse, uno starnuto o una stretta di mano. Vaccinandosi si proteggono i familiari, i colleghi e i pazienti, specialmente quelli a maggior rischio di sviluppare le complicanze associate con l’influenza.

È importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono troppo a lungo (oltre 5 giorni). Si è contagiosi dal momento in cui si contrae il virus e fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e/o starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate. L’esperto del Bambino Gesù suggerisce di approfittare delle 24-48 ore in casa post-influenza per dormire un po’ di più al mattino e per dedicare tempo ai 4 pasti giornalieri, favorendo l’assunzione di frutta e verdura.

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