Con la drammatica situazione che da fine agosto sta colpendo l’Italia centrale, dai terremoti di Amatrice fino ai violenti eventi sismici di Norcia, cresce l’attenzione e la preoccupazione per il rischio che tali eventi possano ripetersi. In situazioni di emergenza come queste, oltre alla corretta informazione e agli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto, è necessario avere consapevolezza del rischio che tutto il nostro territorio può correre.

L’Italia è infatti caratterizzata da un elevato rischio sismico, che si concentra principalmente lungo la dorsale degli Appennini; in generale, con l’unica eccezione della Sardegna, la particolare posizione geografica del territorio italiano lo rende ampiamente soggetto ai terremoti.

Che cos’è il rischio sismico?

Il rischio sismico può essere definito come l’effetto economico, sociale e ambientale di un terremoto su un territorio: misura quindi la probabilità che accada un evento sismico e gli eventuali danni che esso causerebbe. Il rischio sismico viene preso in esame nei processi di pianificazione di sviluppo e di potenziamento delle infrastrutture, così come nei piani di gestione delle emergenze e dei soccorsi. Risulta inoltre fondamentale per progettare processi di adeguamento antisismico, in modo da ridurre i danni agli edifici e alla popolazione.

Dal 2003 viene utilizzato un sistema di classificazione in quattro diversi gradi di intensità del rischio sismico. La classificazione disegna sulla mappa dello stivale il livello decrescente di pericolosità, dalla Zona 1 (la più pericolosa) alla Zona 4 (la meno pericolosa). Ogni anno il Dipartimento della Protezione Civile interviene sulla classificazione per aggiornare il rischio sismico di ogni comune italiano.

Per quanto riguarda la Valdichiana, il rischio sismico è moderato. Tenendo conto della classificazione del 2015, possiamo suddividere il territorio in due metà, in relazione alla vicinanza agli Appennini. La Valdichiana senese, come gran parte della provincia di Siena, si trova in Zona 3, mentre la Valdichiana aretina, come gran parte della provincia di Arezzo, si trova in Zona 2. La probabilità che si verifichino eventi sismici in questo territorio è media: il livello di rischio e di intensità dei terremoti rispetto alla Zona 1 è più basso, ma gli eventi sismici non sono così rari come nella Zona 4.

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Classificazione del rischio suddivisa per comune. Fonte: Classificazione Sismica 2015 del Dipartimento Protezione Civile – ufficio rischio sismico e vulcanico

La storia sismica della Valdichiana

Un altro importante elemento da tenere in considerazione in sismologia, oltre al livello del rischio, è quello storico. Un’analisi storica di tipo comparato permette infatti di risalire a eventi sismici del passato, acquisendo maggiore consapevolezza sui danni causati dai terremoti negli stessi territori e sulle possibili contromisure da mettere in atto. Attraverso un continuo lavoro di studio sui documenti e sui registri del passato, importanti istituti come l’INGV hanno tracciato la storia sismica dell’Italia, indagando gli effetti dei terremoti e valutando con maggiore precisione la pericolosità delle rispettive aree.

Restringendo l’analisi alla Valdichiana, possiamo risalire a eventi sismici degli ultimi secoli che hanno provocato degli effetti notevoli in gran parte della Toscana occidentale. Anche se la Valdichiana non risulta essere stata l’epicentro di eventi sismici, gli effetti dei terremoti nelle aree limitrofe sono sicuramente importanti da considerare, anche in ottica futura.

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Principali terremoti storici che hanno interessato l’area Valdichiana. Fonte: INGV, catalogo parametrico dei terremoti italiani, CPTI11. Imax è l’intensità massima osservata (scala MCS) e Mw è la magnitudo stimata

Senza allarmismi e senza rincorrere le emergenze, è importante considerare l’eventualità di un terremoto come parte della nostra vita, per pianificare correttamente il futuro del nostro territorio: anche se la Valdichiana è classificata come una zona a rischio moderato, tutto lo stivale è caratterizzato da un’elevata predisposizione agli eventi sismici. Prima ancora delle operazioni di prevenzione e di progettazione dei soccorsi, quindi, è necessario prendere consapevolezza di questo rischio.

Fonti e approfondimenti:

Classificazione del rischio – rischio-sismico-2015

Protezione civile – Sito web

INGV – Sito web

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