La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: terremoto

Il Magico Mondo di Oz e il terremoto in centro Italia

“Il Magico Mondo di Oz 2017” andrà in scena giovedì 15 Giugno al Teatro dei Concordi: un libero adattamento de “Il Meraviglioso Mago di Oz”, il romanzo per ragazzi di…

“Il Magico Mondo di Oz 2017” andrà in scena giovedì 15 Giugno al Teatro dei Concordi: un libero adattamento de “Il Meraviglioso Mago di Oz”, il romanzo per ragazzi di Frank Baum, interamente curato dal laboratorio di 32 bambine del paese di Acquaviva.

In base al tema dello spettacolo, che è quello dell’aiuto nei confronti degli altri, abbiamo coinvolto le persone vicine a noi che possono aver bisogno di aiuto. In questo caso abbiamo pensato di invitare allo spettacolo i bambini della casa famiglia di Montepulciano; loro, così come le bambine del nostro laboratorio, si meritano di essere coinvolti e sentirsi parte della comunità.

Anche il tema del terremoto in centro Italia è stato inserito in relazione alla tematica dell’aiuto che è alla base dello spettacolo. Come già accaduto negli anni passati, non ci limitiamo a parlare di noi, ma anche del mondo che ci circonda, poiché è il Paese gigante in cui viviamo. Abbiamo parlato di qualcosa che riguarda delle zone particolarmente vicine alle nostre, ovvero il terremoto che ha colpito Norcia, Amatrice e dintorni, e delle persone che in questo momento hanno bisogno del nostro aiuto. Sono sicura che l’arte arriverà anche da loro, che quella sera sentiranno che stiamo facendo qualcosa non soltanto per noi e che ci sono persone che ancora pensano alla loro situazione.

In questo video abbiamo raccolto i pensieri e i commenti delle bambine del laboratorio sul tema del terremoto in centro Italia e sulla relazione tra il tema dell’aiuto e lo spettacolo su cui abbiamo lavorato nel corso degli ultimi mesi.

Marta Parri e Guido Domenichelli hanno curato il video backstage de “Il magico mondo di Oz”. 

Marta è nata il 18 Marzo 2000 all’ospedale vecchio di Montepulciano, dove ora si trova un negozio di animali (nulla avviene per caso). Frequenta il Liceo Linguistico ma la sua più grande passione è lo spettacolo. Danza da 12 anni e si è fermata solo per 2, provando tutti gli sport esclusi il pattinaggio e la ginnastica artistica. Si dedica all’organizzazione di spettacoli da tre anni, e se vi dice che a causa di queste attività finisce in pronto soccorso almeno un paio di volte all’anno, potete crederle. Non sa ancora cosa farà della sua vita, ma, comunque vada, vorrà continuare a sentire sotto il naso l’inconfondibile profumo del teatro.

Guido è nato a Montepulciano il 16 Luglio 1998 e gioca a calcio da quando era piccolo, rincorrendo quella palla come se ci fossero attaccati i suoi più grandi sogni. Frequenta il Liceo Linguistico, ma già progettato di dedicarsi a Fotografia, Regia e Montaggio. Porta sempre con sé la sua macchina fotografica e ama fare le foto a qualsiasi cosa. La cosa che lo appassiona di più? I tramonti, come se tra quelle nuvole rosa fossero riflessi i destini del proprio futuro. Non sa nemmeno lui chi sia realmente, ma in fin dei conti sa cosa vuole fare, quello è l’importante.

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Prospettiva Valdichiana: l’età degli edifici e il rischio sismico

Rischio sismico: la data di costruzione degli edifici in Valdichiana Gli ultimi eventi sismici che hanno colpito in particolar modo l’Italia centrale, con le violente scosse del 24 agosto e,…

Rischio sismico: la data di costruzione degli edifici in Valdichiana

Gli ultimi eventi sismici che hanno colpito in particolar modo l’Italia centrale, con le violente scosse del 24 agosto e, ancor di più, dello scorso 30 ottobre, hanno inevitabilmente accresciuto la preoccupazione dei cittadini, visto e considerato che gran parte del territorio della nostra penisola, escluse rare eccezioni, è classificato come ad elevato e medio rischio sismico.

Ma qual è la situazione degli edifici nel territorio della Valdichiana? C’è da dire innanzitutto che a livello di normativa, l’anno di svolta è stato il 1974, con la legge n.64 che richiede la presenza di motivazioni tecnico-scientifiche affinché una zona venga effettivamente definita come sismica e vengono previste le prime linee guida per la costruzione di edifici. Successivamente, purtroppo, la situazione ha continuato a non essere totalmente completa con alcune zone rimaste senza classificazione e, per arrivare a una situazione più chiara, è stato necessario attendere il 2002, quando un altro evento sismico sconvolge il Molise con la previsione di quattro zone in base ai livelli di pericolosità. È verosimile ipotizzare, pertanto, che gli anni ’80 siano una sorta di spartiacque per la costruzione degli edifici: fino a tale data si è costruito in assenza di indicazioni precise, ma anche le costruzioni successive, almeno fino al 2009, sono state progettate in base a criteri antisismici abbastanza inadeguati.

In questa uscita di Prospettiva Valdichiana cercheremo di capire meglio quale è l’età degli edifici del nostro territorio, analizzando i dati di italia.indettaglio.it, che raccoglie le principali informazioni dei comuni italiani, concentrandoci, come di consueto, sul territorio della Valdichiana Senese. In Valdichiana Senese sono presenti complessivamente 7.784 edifici, dei quali 7.666 utilizzati. Di questi ultimi, 6.887 sono adibiti a edilizia residenziale, 779 sono invece destinati a uso produttivo, commerciale o altro (cfr. Tabella 1).

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Osservando tali dati dal punto di vista percentuale, possiamo vedere come il 36,2% degli edifici residenziali siano stati costruiti prima del 1919 e solamente l’1,1% dopo il 2005 (cfr. Tabella 2). Considerando lo spartiacque del 1980, vediamo come l’87,4% degli edifici residenziali sia stato costruito prima del 1980, e solamente il 12,6% successivamente. La percentuale di edifici costruiti prima del 1980 sale poi vertiginosamente in comuni come Chiusi (96,4%), Chianciano Terme (92,4%) e Montepulciano (91,5%).

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Per quanto concerne i materiali di costruzione, dei 6.887 edifici adibiti a edilizia residenziale, 4.631 edifici sono stati costruiti in muratura portante (67,2%), 1.355 in cemento armato (19,7%) e 901 utilizzando altri materiali, quali acciaio, legno o altro (13,1%) (cfr. Tabella 3).

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Anche in questo caso, alcuni comuni si discostano dal valore medio del territorio, come ad esempio Trequanda, dove il 93,7% degli edifici residenziali sono stati costruiti in muratura portante, o Sarteano, dove solamente il 41,5% degli edifici residenziali è stato costruito in muratura portante.

Come ripetuto più volte, la Valdichiana è classificata come una zona a rischio moderato, ma è evidente che il rischio sismico elevato che caratterizza territori relativamente vicini, come l’Umbria o anche la stessa zona amiatina e, soprattutto, il fatto che l’Italia è lo stato europeo senza dubbio più soggetto a scosse di terremoto, dovrebbe far riflettere in particolar modo sulla prevenzione e sugli interventi di adeguamento delle nostre costruzioni che, in molti casi, sono state costruite in anni in cui le normative erano tutt’altro che adeguate.

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Il rischio sismico in Valdichiana

Con la drammatica situazione che da fine agosto sta colpendo l’Italia centrale, dai terremoti di Amatrice fino ai violenti eventi sismici di Norcia, cresce l’attenzione e la preoccupazione per il…

Con la drammatica situazione che da fine agosto sta colpendo l’Italia centrale, dai terremoti di Amatrice fino ai violenti eventi sismici di Norcia, cresce l’attenzione e la preoccupazione per il rischio che tali eventi possano ripetersi. In situazioni di emergenza come queste, oltre alla corretta informazione e agli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto, è necessario avere consapevolezza del rischio che tutto il nostro territorio può correre.

L’Italia è infatti caratterizzata da un elevato rischio sismico, che si concentra principalmente lungo la dorsale degli Appennini; in generale, con l’unica eccezione della Sardegna, la particolare posizione geografica del territorio italiano lo rende ampiamente soggetto ai terremoti.

Che cos’è il rischio sismico?

Il rischio sismico può essere definito come l’effetto economico, sociale e ambientale di un terremoto su un territorio: misura quindi la probabilità che accada un evento sismico e gli eventuali danni che esso causerebbe. Il rischio sismico viene preso in esame nei processi di pianificazione di sviluppo e di potenziamento delle infrastrutture, così come nei piani di gestione delle emergenze e dei soccorsi. Risulta inoltre fondamentale per progettare processi di adeguamento antisismico, in modo da ridurre i danni agli edifici e alla popolazione.

Dal 2003 viene utilizzato un sistema di classificazione in quattro diversi gradi di intensità del rischio sismico. La classificazione disegna sulla mappa dello stivale il livello decrescente di pericolosità, dalla Zona 1 (la più pericolosa) alla Zona 4 (la meno pericolosa). Ogni anno il Dipartimento della Protezione Civile interviene sulla classificazione per aggiornare il rischio sismico di ogni comune italiano.

Per quanto riguarda la Valdichiana, il rischio sismico è moderato. Tenendo conto della classificazione del 2015, possiamo suddividere il territorio in due metà, in relazione alla vicinanza agli Appennini. La Valdichiana senese, come gran parte della provincia di Siena, si trova in Zona 3, mentre la Valdichiana aretina, come gran parte della provincia di Arezzo, si trova in Zona 2. La probabilità che si verifichino eventi sismici in questo territorio è media: il livello di rischio e di intensità dei terremoti rispetto alla Zona 1 è più basso, ma gli eventi sismici non sono così rari come nella Zona 4.

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Classificazione del rischio suddivisa per comune. Fonte: Classificazione Sismica 2015 del Dipartimento Protezione Civile – ufficio rischio sismico e vulcanico

La storia sismica della Valdichiana

Un altro importante elemento da tenere in considerazione in sismologia, oltre al livello del rischio, è quello storico. Un’analisi storica di tipo comparato permette infatti di risalire a eventi sismici del passato, acquisendo maggiore consapevolezza sui danni causati dai terremoti negli stessi territori e sulle possibili contromisure da mettere in atto. Attraverso un continuo lavoro di studio sui documenti e sui registri del passato, importanti istituti come l’INGV hanno tracciato la storia sismica dell’Italia, indagando gli effetti dei terremoti e valutando con maggiore precisione la pericolosità delle rispettive aree.

Restringendo l’analisi alla Valdichiana, possiamo risalire a eventi sismici degli ultimi secoli che hanno provocato degli effetti notevoli in gran parte della Toscana occidentale. Anche se la Valdichiana non risulta essere stata l’epicentro di eventi sismici, gli effetti dei terremoti nelle aree limitrofe sono sicuramente importanti da considerare, anche in ottica futura.

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Principali terremoti storici che hanno interessato l’area Valdichiana. Fonte: INGV, catalogo parametrico dei terremoti italiani, CPTI11. Imax è l’intensità massima osservata (scala MCS) e Mw è la magnitudo stimata

Senza allarmismi e senza rincorrere le emergenze, è importante considerare l’eventualità di un terremoto come parte della nostra vita, per pianificare correttamente il futuro del nostro territorio: anche se la Valdichiana è classificata come una zona a rischio moderato, tutto lo stivale è caratterizzato da un’elevata predisposizione agli eventi sismici. Prima ancora delle operazioni di prevenzione e di progettazione dei soccorsi, quindi, è necessario prendere consapevolezza di questo rischio.

Fonti e approfondimenti:

Classificazione del rischio – rischio-sismico-2015

Protezione civile – Sito web

INGV – Sito web

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L’amatriciana, piatto veicolo di gusto e di solidarietà

Dopo la paura e la distruzione arrivano le parole. Parole che cercano di alleviare il dolore di chi ha visto ed è sopravvissuto, di consolare l’inconsolabile ma allo stesso tempo…

Dopo la paura e la distruzione arrivano le parole. Parole che cercano di alleviare il dolore di chi ha visto ed è sopravvissuto, di consolare l’inconsolabile ma allo stesso tempo portatrici di speranza e che presto giudicheranno chi ha delle colpe nell’immane tragedia che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto scorso.

Si parla di ricostruire, ricreando quei luoghi com’erano prima che il sisma li spazzasse via, senza cambiare il minimo particolare, come secondo volontà di chi quelle zone le abita, cercando di evitare che queste piccole comunità sparse sull’Appennino non vedano una fuga della popolazionenonostante la terra sia divenuta ostile e priva dei propri punti di riferimento nel giro di una notte.

Ma il terremoto, oltre a radere al suolo palazzi storici, abitazioni, piazze e a ridisegnare la geografia, ha cancellato la quotidianità delle persone tanto che neanche un’abile penna sarà più in grado di descrivere. La quotidianità è qualcosa di pesante e ruvido che ogni giorno ci investe, una coperta che a volte sentiamo troppo stretta e della quale non vediamo l’ora di sbarazzarcene, ma allo stesso tempo, se privi, si avverte subito la mancanza del suo calore. La quotidianità si vive attraverso i gesti, la ritualità, nei momenti di ritrovo, attraverso i suoni, gli aromi e i sapori. Proprio uno dei paesi più duramente colpiti, aveva deciso di condividere con il mondo intero un pezzo della sua quotidianità: il paese di Amatrice si stava preparando a celebrare la tradizionale sagra della pasta all’amatriciana.

Anche noi vogliamo rendere omaggio ad Amatrice e a tutte le popolazioni colpite dal sisma e lo faremo raccontando la storia di uno dei piatti più celebri della cucina del Belpaese. Fin da subito, quello che era un semplice veicolo di piacere e condivisione, è diventato uno strumento per dare nuovamente una speranza attraverso i vari appuntamenti di solidarietà e beneficenza che si sono susseguiti nel nostro territorio dove il piatto principe è stato proprio la pasta all’amatriciana.

L’amatriciana, o come si usa dire in gergo “matriciana”, ha come sua antenata la ‘gricia’ o ‘griscia’, un condimento che secondo le ricette tradizionali dei pastori era composto semplicemente da guanciale e formaggio. Il nome sembra che derivi dal paesino di Grisciano, frazione del comune di Accumoli. Furono poi le massaie di Amatrice a creare la variante rossa, che oggi conosciamo con l’aggiunta del pomodoro.

Un’altra vulgata ci racconta una storia leggermente diversa: pare, infatti, che il nome sia derivato da un vicolo di Roma, dove la pasta alla “matriciana” è particolarmente apprezzata. Questo vicolo, nel rione Ponte, si chiamava prima del 1870, vicolo de’ Matriciani, e dopo degli Amatriciani. In una piazza vicino al vicolo i Grici, termine con il quale erano indicate le popolazioni che venivano dalle zone di Amatrice e Accumoli, tenevano un mercato di prodotti tipici, e fu forse proprio da lì che il condimento all’amatriciana partì alla conquista della Città Eterna. Un piatto semplice, messo insieme con pochi ingredienti, che rispecchia la frugalità delle popolazioni locali, eppure apprezzato anche alla tavola di papi e imperatori.

Il cuoco Francesco Leonardi, che aveva lavorato alla corte di Caterina II di Russia, preparò nell’aprile del 1816 un banchetto per Francesco I Imperatore d’Austria e il Papa Pio VII a base di amatriciana. Il poeta Carlo Baccari dedica alcuni suoi versi alla semplicità e alla naturalezza degli ingredienti del sugo all’amatriciana:   “… e li tra gli armenti, da magica mano, nascesti gioiosa nel modo più strano/la pecora mite e il bravo maiale, donarono insieme formaggio e guanciale. ” »

Quando dunque ci metteremo a tavola per gustare un buon piatto di pasta all’amatriciana, l’augurio più sincero sarà quello di pensare non a qualcosa che fu, ma a qualcosa che è e che continuerà ad essere.

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Terremoto, emergenza e verifica delle fonti

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni…

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni subiti da cittadine come Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto hanno fatto registrare quasi trecento vittime e una situazione ancora ben lontana dall’essere risolta.

Questi, finora, i fatti: a distanza di una settimana dal drammatico evento, possiamo parlare di un terremoto che ha causato ingenti danni, distrutto paesi e causato centinaia di vittime. Ma ricostruire i fatti non è così facile come sembra, e il nucleo di informazioni dell’evento accaduto lo scorso 24 agosto può essere difficile da raggiungere. Perché fin dalla mattina successiva al terremoto si sono susseguite notizie, smentite, commenti e opinioni; tra televisioni, giornali, radio e social network, la sovrabbondanza di informazioni ha amplificato, assieme ai fatti, anche errori e notizie non verificate.

Per spiegare l’importanza della verifica delle fonti cercherò di ricostruire l’operato della nostra redazione proprio a partire dal caso del terremoto. Quando siamo di fronte a un’emergenza, la necessità di informare rapidamente tutti gli utenti interessati è continuamente minacciata dal timore di compiere errori o di diffondere notizie false per inseguire la velocità: e questo è un rischio tanto più grande quanto è pronta la redazione a gestire i rapporti con le emergenze. Quello che la nostra redazione ha seguito per trattare l’argomento è stato il Verification Handbook, la guida alla verifica dei contenuti digitali, da poco tradotta in italiano grazie all’associazione Slow News.

La mattina del 24 agosto, come prevedibile, il mondo dell’informazione era scosso dal terremoto del centro Italia: tutte le redazioni dovevano confrontarsi con quello che era accaduto durante la notte, con le sue conseguenze, e con le richieste dei lettori alla ricerca di maggiori informazioni. La nostra redazione si occupa di Valdichiana, quindi trattiamo informazioni locali: nei casi di emergenza nazionale offriamo informazioni relative ai rapporti tra questo territorio e il contesto generale. In questo caso, quindi, la nostra linea editoriale era chiara: capire se in Valdichiana c’erano stati danni, indagare sulla presenza di persone dalla Valdichiana nei luogi dell’emergenza, informare correttamente sulle modalità con cui gli abitanti della Valdichiana potevano aiutare i terremotati.

La mattina dopo il terremoto, nelle testate web e sui social network sono rimbalzati commenti e notizie sull’onda dell’emozione; addirittura un giornale locale è uscito nella versione online parlando di danni anche in provincia di Siena (l’articolo è stato poi rimosso, quando era ormai chiaro che la notizia non era verificata). La nostra direttrice si è limitata a riportare la notizia che il terremoto era stato avvertito anche nell’area della Valdichiana, uscendo in ritardo rispetto agli altri, ma incrociando i lanci delle agenzie con le informazioni provenienti dalla Protezione Civile e dai responsabili locali. Nel frattempo abbiamo scoperto che un gruppo di circa 70 ragazzi di Chianciano Terme si trovava in campeggio proprio nei pressi di Amatrice: come prevedibile, il rischio di panico era notevole, perché la Valdichiana rischiava di essere coinvolta direttamente nel terremoto. Anche in questo caso la direttrice ha ritardato le pubblicazioni, evitando i titoli sull’onda dell’emozione e del click-baiting, seguendo con correttezza l’ordine degli avvenimenti per tranquillizzare i genitori locali.

Dal momento che sui social network continuavano a susseguirsi gli allarmismi e le richieste di opere di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto, abbiamo fatto un ragionamento interno alla redazione e abbiamo pensato di pubblicare un articolo che chiarisse come si stava muovendo il nostro territorio a livello istituzionale e pubblicare un’infografica sui social network per dare informazioni utili. Abbiamo trovato una serie di linee guida sui comportamenti da tenere in caso di terremoto, ma prima di condividerla abbiamo utilizzato Google Images per verificarne la paternità e siamo risaliti fino alla fonte, seguendo le indicazioni del Verification Handbook.

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Nel tardo pomeriggio del 24 agosto è arrivata una notizia sconvolgente da oltreoceano: la ABC, uno dei colossi media degli Stati Uniti, inseriva Montepulciano tra le città distrutte dal terremoto. Attraverso l’intervista a un presunto testimone oculare, uno dei notiziari più importanti a livello internazionale diffondeva una notizia completamente falsa. Nel giro di poche ore agli uffici turistici locali sono giunte richieste allarmate di americani che volevano chiedere maggiori informazioni sul terremoto o annullare le prenotazioni per le vacanze, sull’onda della falsa informazione trasmessa dalla ABC News. Le smentite da Montepulciano sono arrivate con forza, ma la ABC non ha ancora ufficialmente rettificato, né chiesto scusa per l’errore. Eppure, nei giorni del Bravìo delle Botti, la cittadina è stata visitata da migliaia di persone, e tutti hanno potuto constatare con i loro occhi l’errore compiuto dalla redazione statunitense.

Le vicende successive al terremoto del 24 agosto ci insegnano che anche una piccola redazione locale può fare molto per la verifica delle fonti e per offrire al lettore informazioni utili. Anche la redazione di una grande testata giornalistica può sbagliare: un testimone può raccontare una bugia, oppure può trattarsi di un mitomane alla ricerca di visibilità. Quel che conta è l’approccio, la responsabilità di compiere un passo ulteriore per verificare le fonti a discapito della rapidità di pubblicazione. L’operato della nostra redazione durante il terremoto della scorsa settimana è stato premiato dai lettori, siamo stati ringraziati personalmente da alcuni utenti; l’ufficio stampa di Montepulciano ci ha chiesto aiuto nei rapporti con la ABC, dimostrando apprezzamento per il nostro operato. Credo quindi che le lezioni imparate dal Verification Handbook siano state utili, e che un’informazione corretta e verificata sia sempre la scelta vincente, a discapito della velocità e del click-baitingSe tratti i tuoi lettori con rispetto, ne otterrai reputazione e soddisfazione, e la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro.

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Nuova scossa di terremoto avvertita a Siena

Un’altra scossa di terremoto è stata chiaramente avvertita dagli abitanti di Siena ieri notte alle 23:30 circa. L’impressione, a detta di alcuni abitanti, è stata quella dell’esplosione di una bomba…

Un’altra scossa di terremoto è stata chiaramente avvertita dagli abitanti di Siena ieri notte alle 23:30 circa.
L’impressione, a detta di alcuni abitanti, è stata quella dell’esplosione di una bomba o del passaggio di un camion; la scossa è stata di magnitudo 2.3 e profondità 6.6km. L’epicentro sembra fosse localizzato a Isola d’Arbia.

La lieve entità della scossa non ha causato danni a cose o persone. Scosse di questo tipo possono essere frequenti nella Zona Chianti, che resta un distretto a basso rischio sismico. Ricordiamo che il picco dello sciame sismico del 18-19 dicembre 2014 è stata una scossa di magnitudo 4.1, il cui epicentro era però più lontano dalla città.

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Il Chianti colpito da una serie di scosse di terremoto

Uno sciame sismico sta colpendo l’area del Chianti a nord di Siena. Le scosse si sono verificate alle 15:00 di ieri giovedì 18 dicembre, all’una con una scossa di magnitudo…

map_loc_tUno sciame sismico sta colpendo l’area del Chianti a nord di Siena. Le scosse si sono verificate alle 15:00 di ieri giovedì 18 dicembre, all’una con una scossa di magnitudo 3.5, alle 6:00 e dalle 9:00 è iniziata una vera e propria sequenza di piccole scosse (almeno 42 alle ore 14:00) che ancora non sembra conclusa.
La scossa più forte è stata quella delle 11:36, di magnitudo 4.1 e profondità 7,1 km, sempre con epicentro a nord di Poggibonsi.

Statisticamente, la maggior parte degli sciami sismici tende a dissiparsi piuttosto che condurre a un evento maggiore, ed essendo quello della Zona Chianti un distretto sismico a rischio molto basso, è improbabile che si verifichino scosse di grande entità.

Fonte dati: INGV

 

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Amiata: già attivo il monitoraggio sismico

In una nota della Regione Toscana si legge: “Sono oltre dieci anni che l’area amiatina è tenuta sotto controllo per ciò che riguarda l’attività sismica. Da questo punto di vista…

In una nota della Regione Toscana si legge:

“Sono oltre dieci anni che l’area amiatina è tenuta sotto controllo per ciò che riguarda l’attività sismica. Da questo punto di vista è sempre possibile fare di più e meglio, tanto che entro quest’anno abbiamo in programma di far partire un nuovo specifico progetto di studio. I cittadini devono quindi stare tranquilli circa il fatto che sia la Regione che gli altri enti interessati, a partire dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, stanno monitorando tutti i fenomeni che si registrano nelle aree interessate dall’attività geotermica, sia in quelle cosiddette “tradizionali” che quelle amiatine, tenendo conto che siamo su un vulcano, naturalmente soggetto a questo tipo di attività”.

La Regione Toscana risponde in questo modo alle preoccupazioni sollevate dai comitati ambientalisti in seguito alla scossa di 2,5 gradi di magnitudo registrata domenica sera con ipocentro a Piancastagnaio. Gli esperti consultati dalla Regione affermano che l’evento “rientra nello stile sismico dell’area, ed è collegato con l’apparato vulcanico dell’Amiata, caratterizzato da eventi non particolarmente intensi ma che, a causa delle limitate profondità sono avvertiti distintamente”, come a dire che la sismicità dell’area è legata al vulcano.

La Regione ricorda inoltre che fin dal 2003 sono attive sull’Amiata 5 stazioni di rilevazione dei fenomeni, 3 gestite dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (a San Casciano dei Bagni, Arcidosso e Latera) e 2 gestite dalla Protezione Civile Nazionale (a Piancastagnaio e ancora a San Casciano dei Bagni).

Entro l’anno la Regione conta di aggiungere a queste postazioni fisse una rete di stazioni mobili. Per questo obiettivo sono stati stanziati 120.000 euro in tre anni. Serviranno a garantire il loro funzionamento. L’intento è quello di continuare a tenere sotto controllo l’evoluzione sismica del territorio.

Giova infine ricordare che nell’area di Santa Fiora è presente da molti anni una stazione di monitoraggio geochimico delle acque profonde che fa parte delle rete geochimica toscana ed è finalizzata a rilevare eventuali anomalie di alcuni parametri delle acque per metterli in correlazione con significativi eventi sismici. Da oltre un decennio sempre nella stessa area sono attive le azioni di prevenzione sismica promosse e cofinanziate dalla Regione Toscana per un importo di circa 3,2 milioni di euro per lo studio delle caratteristiche geologiche dei centri abitati in funzione di prevenzione antisismica e anche indagini, verifiche sismiche ed interventi di miglioramento e adeguamento sismico di edifici pubblici nei comuni a maggior pericolosità sismica dell’area amiatina”.

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A Chianciano, dal 28 al 29 Settembre, campagna “Terremoto io non rischio”

Per il terzo anno consecutivo, il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per “Terremoto io non rischio”, la campagna informativa nazionale…

Per il terzo anno consecutivo, il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per “Terremoto io non rischio”, la campagna informativa nazionale per la riduzione del rischio sismico: oltre 3.200 volontari di 14 associazioni nazionali di protezione civile allestiranno punti informativi “Io non rischio” in 215 piazze, distribuite su quasi tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Anpas-Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e in accordo con le Regioni e i Comuni interessati.

Sabato 28 e domenica 29 settembre, in contemporanea con le altre piazze in tutta Italia, i volontari della Pubblica Assistenza “Croce Verde” di Chianciano Terme partecipano alla campagna “Terremoto io non rischio” con punti informativi allestiti in Largo Ascoli, a Chianciano Terme per distribuire materiale informativo, rispondere alle domande dei cittadini sulle possibili misure per ridurre il rischio sismico e sensibilizzarli a informarsi sul livello di pericolosità del proprio territorio.

I volontari e le volontarie, formatisi durante l’anno attraverso l’incontro con esperti per poi istruire a loro volta altri volontari, sono protagonisti di un percorso di diffusione della cultura di protezione civile che coinvolge nelle diverse piazze proprio le associazioni di volontariato che operano ordinariamente sul territorio, promuovendo così la cultura della prevenzione: volontari più consapevoli e specializzati, cittadini più attivi nella riduzione del rischio.Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, sono disponibili le mappe interattive per conoscere la storia e la pericolosità sismica del nostro territorio e per individuare gli oltre duecento Comuni interessati dalla campagna nel weekend del 28 e 29 settembre prossimi.

Inoltre, è possibile consultare la sezione “Domande e risposte” sul rischio sismico e sulla sicurezza degli edifici, leggere approfondimenti sul volontariato di protezione civile e scaricare il pieghevole sulle regole di comportamento da tenere in caso di terremoto.

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