Da quando il Coronavirus ha fatto irruzione nel regolare procedere del mondo, le esistenze di tutti sono state state stravolte in molteplici aspetti della loro quotidianità. Le misure drastiche adottate per far fronte a questa emergenza sanitaria hanno apportato cambiamenti sostanziali alle abitudini di ciascuno, sullo sfondo di una situazione angosciosa e drammatica per il continuo e pervasivo senso di pericolo, nonché per le ingenti perdite di vite umane registrate ogni giorno. Questa emergenza, che in molti hanno già assimilato ad una vera e propria guerra, ha rivelato la sua portata traumatica soprattutto nel momento in cui le persone sono state chiamate ad osservare severe restrizioni, prima tra tutte quella non uscire di casa se non per ragioni di reale necessità.

Pertanto, preso atto della maggiore difficoltà nel gestire i propri stati d’animo in questo momento, l’Associazione ERA (Empathy Really Action) ha deciso di fornire, tramite i suoi psicoterapeuti, un supporto gratuito ai cittadini che lo richiedano. L’obiettivo dell’iniziativa, insieme alle varie problematiche che possono emergere in questa situazione, ce lo ha spiegato la dottoressa Roberta Rachini.

Il Coronavirus ha causato un’emergenza senza precedenti, che nell’immediato, come si è visto, ha innescato nelle persone reazioni precipitose e addirittura ancora più rischiose per la salute pubblica. Quali conseguenze può avere una situazione come questa?

«Le prime reazioni, si pensi alla corsa ai supermercati, sono state dettate dal panico, secondo quelli che sono i meccanismi cognitivi gestiti dal nostro sistema primitivo. Passata questa fase, può diventare più pesante la condizione di incertezza riguardo a quello che succederà. In linea generale, per l’assenza dei contatti sociali imposta dall’isolamento, è molto probabile che si estremizzino le inclinazioni già presenti nell’individuo, per cui chi anche prima era solito isolarsi, adesso sarà portato a farlo ancora di più, e chi invece era abituato ad una vita sociale intensa, nelle prossime settimane avvertirà maggiormente la mancanza di compagnia. In questo certo Internet un po’ aiuta, consentendo comunque di rimanere in contatto, anche a distanza».

L’Associazione ERA ha deciso di mettersi a disposizione l’esperienza dei propri psicoterapeuti per essere d’aiuto a chi può sentirsi in difficoltà nel gestire le attuali settimane di emergenza. In cosa consiste questo sostegno?

«Si tratta di uno sportello telefonico a cui ci si può rivolgere gratuitamente per avere consigli su come affrontare la situazione in corso. L’iniziativa è mirata a suggerire una serie di attività che aiutano a gestire il senso di disorientamento e incertezza, ad alleviare il carico emotivo a cui si è sottoposti, e soprattutto incentivano a trovare le risorse personali per reagire. Il punto è che tutti abbiamo dentro di noi i mezzi adeguati a farlo, per quello detto in altre parole come il concetto di resilienza, ma spesso non ne siamo consapevoli. Questo accade perché conduciamo stili di vita che raramente ci mettono alla prova e, di conseguenza, non si ha occasione di sperimentare quanto invece la natura ci abbia già provvisto degli strumenti necessari».

Un supporto psicologico come interviene in questo caso?

«Un consiglio che ci si sente dare spesso è quello di provare il più possibile a distogliere il pensiero da quanto sta accadendo, per rivolgerlo ad attività positive. Tuttavia questo consiglio può addirittura sortire l’effetto opposto, cioè aggravare la preoccupazione, quando proviene per esempio dai familiari o da altre persone vicine. Una figura professionale invece si pone esternamente ed è inoltre in grado di suggerire in che modo si può osservare con lenti diverse questa realtà. Un punto di partenza può essere proprio quello di cercare, in tale circostanza, un arricchimento del proprio spazio mentale, cogliere la possibilità di concedersi una riflessione su quel che fino ad ora per varie ragioni si era trascurato, di dedicarsi ad attività non abitudinarie, e in questo senso anche apportare dei nuovi benefici in termini di salute».

Quali sono le categorie sociali che hanno la possibilità di riscontrare maggiori disagi nel far fronte a questo periodo?

«Più esposte al rischio sono le persone con già delle patologie che si possono acutizzare, oppure chi viveva da prima situazioni di crisi e incertezza, magari economiche. Inoltre il pericolo è più alto per gli operatori sanitari, che si trovano a dover gestire una situazione stressante e drammatica, la quale talvolta può comportare un burn out, un esaurimento emotivo».

Che tipo di atteggiamenti è da evitare?

«È consigliato non lasciarsi travolgere dall’impatto emotivo del momento. Ad esempio, per ricevere informazioni è opportuno ora più che mai fare affidamento soltanto ai canali ufficiali e poche volte al giorno, evitando un’esposizione continua. Se ci si trova ad avere tanto tempo libero, è bene mantenersi impegnati, ovviamente assecondando le proprie attitudini. A questo proposito, il Comune di Torrita di Siena ha promosso il progetto Torrita Virtual Lab, mirato proprio a proporre ai cittadini diverse attività da svolgere durante la settimana».

È possibile ad ora prevedere che effetti futuri avrà, a livello individuale, questa esperienza?

«C’è una frase attribuita ad Albert Einstein, secondo cui ‘I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di conoscenza che li ha creati’. Ecco, questa situazione sicuramente creerà dei cambiamenti, non solo sugli equilibri economici, politici e ambientali, ma anche a livello individuale, soprattutto per quel che riguarda la scala dei valori e dei bisogni di ciascuno. In genere, se ogni esperienza ci trasforma e ci fa acquisire delle capacità, questa in particolare ha provocato un forte spaesamento perché ci ha privato dei punti di riferimento abitudinari che si pensavano fissi e immutabili. Per adesso si riesce a tollerare perché c’è la consapevolezza che si tratta di una situazione a termine, e che quindi prima o poi si tornerà ad uno stato di normalità, ma in questo lasso di tempo, a maggior ragione se l’isolamento dovesse prolungarsi, non è improbabile un accentuarsi di problemi e disagi già presenti. Rimane da vedere in che misura ciò accadrà».

Per chi volesse usufruire di questo sostegno, si ricorda che la consulenza avviene in forma telefonica ai seguenti orari:
Lunedì dalle 11 alle 13;
Mercoledì dalle 11 alle 13;
Venerdi dalle 11 alle 13.
I numeri da chiamare sono:
Dr. Elisa Marcheselli +39 388 652 20 77
Dr. Roberta Rachini + 39 392 413 19 12
Dr. Alessio Pieri + 39 328 827 42 99

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