La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: torrita di siena

Un torneo di calcetto in memoria di Fabrizio Contemori

Fabrizio era una figura ben conosciuta in tutta la Valdichiana. La notizia della sua morte è stata un duro colpo per molti che l’avevano conosciuto e ricordavano con affetto la…

Fabrizio era una figura ben conosciuta in tutta la Valdichiana. La notizia della sua morte è stata un duro colpo per molti che l’avevano conosciuto e ricordavano con affetto la sua proverbiale allegria.
Nato a Sarteano e residente a Montepulciano, esercitava la professione di commercialista a Chianciano Terme. La sua scomparsa risale allo scorso 6 luglio 2019 ed è stato salutato per l’ultima volta da parenti e amici in una celebrazione funebre molto sentita e partecipata, tenutasi due giorni dopo.

Molti l’avevano conosciuto nell’ambito dell’associazionismo, mondo al quale Fabrizio aveva sempre dato un enorme contributo. Tra le associazioni di cui era membro c’erano, tra le altre, la Contrada di Poggiolo di Montepulciano e il Collettivo Piranha.

Il suo impegno sportivo si concretizzava in special modo nella squadra di calcetto dilettantistico Dinamo Kiana, formazione in forze dai primi anni novanta che tutt’ora svolge le sue attività a Torrita di Siena. In ricordo di Fabrizio, gli amici della squadra hanno deciso di organizzare un torneo di calcetto; un appuntamento speciale per onorare la memoria di un caro amico e sentire un po’ meno profondo il vuoto lasciato dalla sua scomparsa.

I giocatori della Dinamo Kiana, quasi al completo per l’occasione, si sono divisi in quattro squadre e si sono sfidati al circolo San Domenico di Torrita per rendere omaggio, in un clima di rispetto reso ancora più solenne dalla benedizione religiosa impartita prima dell’inizio del torneo, all’amico scomparso.

Negli sguardi scambiati in silenzio, tutta la nostalgia dei tanti momenti lieti trascorsi assieme; nel pensiero di questa iniziativa, l’affettuosa premura di tenere viva la memoria di Fabrizio, dedicandogli un pomeriggio che sarebbe piaciuto tanto anche a lui.

Il desiderio degli organizzatori è quello di rendere il torneo un appuntamento fisso negli anni e quello di istituire una raccolta fondi, che verrà definita in accordo con la famiglia di Fabrizio. Certo è che, come recita la targa ricordo preparata per il torneo, Fabrizio resterà per sempre nei cuori dei suoi amici.

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Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura: preservare la biodiversità, per salvare il futuro

Conservare la biodiversità, cioè il patrimonio universale composto dalla varietà degli esseri viventi, specie ed ecosistemi presenti sulla Terra, condividere equamente i benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche. Sono questi…

Conservare la biodiversità, cioè il patrimonio universale composto dalla varietà degli esseri viventi, specie ed ecosistemi presenti sulla Terra, condividere equamente i benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche. Sono questi i principi fondamentali alla base della Convenzione per la diversità biologica firmata a Nairobi il 22 maggio 1992 e, ad oggi, ratificata da 196 Paesi. Universalmente riconosciuta come il primo provvedimento in materia, tanto da rendere il 22 maggio la Giornata mondiale della Biodiversità, ha anticipato la decisione che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha preso nel 2010 di dichiarare il periodo 2010-2020 Decennio della Biodiversità, con l’intenzione di favorire l’applicazione di un piano strategico per la biodiversità e promuovere la visione generale di una vita in armonia con la natura e i suoi equilibri.

In prossimità della scadenza di questo periodo, si rivela tuttavia necessario il proseguimento della sensibilizzazione al tema della biodiversità. Secondo dati presentati da Slowfood, oggi “il 90% del cibo consumato dall’uomo proviene da 120 specie e solo 12 specie vegetali e cinque razze animali rappresentano oltre il 70% dell’intero consumo alimentare umano”. Le esigenze imposte dalle dinamiche di omologazione che riguardano il mercato globale minano infatti ogni giorno la diversità delle specie, provocando importanti conseguenze sulla varietà di piante e animali e sulla qualità della disponibilità agroalimentare. Per contribuire alla causa, la prima azione da fare è quella che ognuno può compiere a livello locale: attraverso la salvaguardia delle specie animali autoctone e la conservazione delle colture tradizionali, non solo si tutela un patrimonio di ricchezze naturali, ma si protegge la diversità delle specie presenti all’interno di un ecosistema, stabilendo di conseguenza una miglior qualità di suolo, acqua e aria.

Con queste premesse è nata  Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura, il nuovo evento in programma a Torrita di Siena sabato 21 e domenica 22 settembre 2019. In concomitanza con la 42esima edizione della Fiera al Piano, l’amministrazione comunale di Torrita, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, la Regione Toscana e la provincia di Siena, ha organizzato due giorni di iniziative che avranno luogo all’interno del parco di Via Grosseto. L’area, che si estende per 12.000 mq, sarà accessibile dalle ore 8.30 alle 20 per visitare i vari padiglioni, dedicati rispettivamente ad un’esposizione di specie animali e vegetali, ad un museo di attrezzature contadine, ad una mostra di prodotti provenienti da filiera corta, ad uno spazio per i macchinari agricoli e ad un’area convegni. Poco distante, all’interno della Casa della Cultura è allestito, a cura dell’artigiano Oliviero Bemoccoli, il percorso museale “Antica Cultura Contadina“, visitabile dalle 10 alle 18 nel fine settimana della manifestazione e su prenotazione fino a giovedì 26 settembre (339.4910091).

Sabato mattina apre la manifestazione: alle ore 9, l’inaugurazione della 1ª Esposizione nazionale della Cinta Senese e delle razze suine nere. Alle ore 10 la Casa della Cultura ospita il primo convegno, curato dell’Associazione Nazionale Allevatori Suini, con studiosi e allevatori di razze autoctone italiane. Dopo il pranzo a base di Cinta Senese all’interno dello stand ristorante, nel pomeriggio l’area convegni accoglie la conferenza dell’esperta Caterina Cardia su “Le erbe spontanee: una ricchezza da riconoscere” e l’incontro con rappresentanti dell’Associazione Apicoltori delle Province Toscane sul tema “Apicoltura e Biodiversità, concetti a confronto“.

Domenica mattina, la Pro Loco di Torrita propone una Passeggiata a 6 Zampe, da percorrere in compagnia del proprio cane lungo un percorso ad anello di circa 5km, con partenza e rientro presso il punto di ritrovo all’interno del Parco. A seguire, spazio ai produttori locali con gli interventi dell’Azienda Agricola Passerini su “Popolazioni evolutive di grano tenero: biodiversità e bellezza” e, a seguire, dell’Azienda Agricola Saragiolo su “Bioagricoltura del passato per il futuro“.

Alle 11.30 è attesa la presentazione del progetto Valdichiana Eating a cura della Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese, mentre alle ore 17 l’Associazione dell’Aglione della Valdichiana interviene nella conferenza “Aglione della Valdichiana, un modello di sviluppo locale“. La conclusione del programma è dedicata alle caratteristiche nutrizionali delle carni di agnello, con l’incontro con il Consorzio di tutela dell’agnello IGP del Centro Italia, realizzato in collaborazione con il Settore produzioni agricole, vegetali e zootecniche della Regione Toscana su “Le carni di agnello, proprietà e aspetti salutistici“.

Un’ampia serie di spunti tematici compone insomma il programma di questa prima edizione di Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura, come ha dichiarato l’assessore Roberto Trabalzini, che ha coordinato il progetto:

“C’è soddisfazione per il lavoro svolto sull’organizzazione di questo evento, al quale è giunto anche il patrocinio del Ministero. L’aspettativa per un buono svolgimento è alta, ma l’invito a partecipare che tanti esperti, professionisti, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consorzi hanno già raccolto, dimostra che quello della biodiversità è un tema particolarmente sentito. Le iniziative dei prossimi giorni consentiranno dunque di conoscerlo da vari punti di vista e saranno anche un’occasione per valutare con maggior consapevolezza le proprie abitudini di consumo”.

Esemplari di razze autoctone, specie vegetali, antiche colture dimenticate e solo recentemente tornate ad essere praticate, pareri esperti e utili alla nostra alimentazione, storie ed esperienze dirette di produttori locali, sono solo alcuni degli aspetti di questa manifestazione, che già si profila come un’opportunità. Quella di comprendere l’importanza legata alla ricchezza delle risorse naturali e muovere passi decisi in direzione di un futuro sostenibile e sano.

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Tradizioni digitali: i mercati della Valdichiana Senese si raccontano

Raccogliere storie, scrivere aneddoti e raccontare la vita, è questa la parte del mio lavoro che più mi piace. Una parte scontata, forse, perché è alla base di ogni lavoro…

Raccogliere storie, scrivere aneddoti e raccontare la vita, è questa la parte del mio lavoro che più mi piace. Una parte scontata, forse, perché è alla base di ogni lavoro giornalistico, ma non sempre semplice. Gli sguardi diffidenti degli interlocutori, il non voler parlare davanti ad un microfono, la preoccupazione di dove andranno a finire le dichiarazioni rilasciate, sono tutti aspetti da mettere in conto da chi decide di raccontare la vita. Ma quando il contesto è un luogo essenziale che descrive un popolo e una comunità anche l’interlocutore dimentica ogni segno inibitorio e diventa una fonte e una testimonianza preziosa e fondamentale per la storia di un territorio.

Ed è proprio attraverso un luogo essenziale e le testimonianze dei vari attori che animano questo spazio, che la nostra redazione ha deciso di raccontare la Valdichiana attraverso l’elemento che più costudisce una vasta collezione di aneddoti e racconti del patrimonio orale, che caratterizza il nostro territorio con un valore identitario che non si disperderà mai. Questi luoghi sono i mercati, sempre più costretti in una crisi che li rende poco competitivi rispetto ai supermercati e alla grande distribuzione organizzata ma con principi importanti per l’economia locale.

La Fondazione Cantiere d’Arte di Montepulciano, grazie al progetto ‘Luoghi-incontro’ sostenuto da Fondazione Monte dei Paschi di Siena nell’ambito della programmazione di “SIENAindivenire”, ci ha affidato il compito di digitalizzare la tradizione orale raccolta nei principali mercati della Valdichiana Senese per la diffusione alle nuove generazioni, assumendo così quel tratto di innovatività che proietta in un futuro conscio le radici culturali della collettività.

E così insieme al mio socio-scrittore Alessio Banini abbiamo cominciato il nostro tour nel patrimonio culturale immateriale contenuto nei mercati di Montepulciano, Sarteano, Cetona, Sinalunga e Torrita di Siena. Nel corso dei mesi di aprile e di maggio 2019, abbiamo fatto visita a questi mercati e utilizzando  tecniche di indagine qualitative, ovvero interviste dirette, storie di vita, osservazione partecipante, siamo entrati in contatto con le persone che frequentano i mercati, che vivono la socialità del luogo di incontro, in grado di raccontare aneddoti e tradizioni orali. Le preziose testimonianze sono state successivamente sottoposte a verifica, grazie allo studio della letteratura collegata e al confronto con altre fonti orali.

Dopo quattro mesi dalla prima intervista, questo lavoro è pronto per essere diffuso come testimonianza delle dinamiche antecedenti ai modelli culturali del consumismo, della commercializzazione di massa e della globalizzazione. I saperi, gli aneddoti, le storie di una vita apparentemente lontani, grazie a questo libro, sono stati recuperati e verranno preservati, attraverso la digitalizzazione e la trasmissione alle generazioni più giovani.

Quello che abbiamo appreso da questa esperienza lavorativa è che oltre al grande valore sociale, come luogo simbolico di ritrovo e di confronto tra le rispettive esperienze, in cui l’aspetto economico dell’acquisto della merce è fortemente connotato dalla modalità di acquisto, dalla conoscenza delle persone e dai meccanismi di fiducia e vicinanza, il mercato è a tutti gli effetti un “mercato”, un luogo in cui vengono realizzati gli scambi economici di materie prime, regolato dalle leggi della domanda e dell’offerta, una piazza pubblica che diventa il momento fondante della vita della comunità, in cui ritrovare la propria identità. Un luogo in cui interviene una mimica del corpo e una modalità di comunicazione fisica che altrove non accade: il modo di occupare lo spazio, di interagire con la merce, di parlare con il venditore e di avvicinarsi al banchino diventa parte di una comunicazione di sé da parte dell’acquirente. Forse non è azzardato avvicinare il mercato ad una rappresentazione teatrale: il mercato è un evento pubblico che si può fruire soltanto dal vivo, con un attore, l’ambulante, che mette in pratica le sue tecniche di recitazione migliori, in questo caso ‘di vendita’ per attirare la clientela, ma anche la propria rappresentazione in un luogo pubblico, utilizzando la conoscenza delle persone, il pubblico, che ha di fronte e l’improvvisazione.

Il nostro lavoro è disponibile gratuitamente all’interno del negozio “Valdichiana Shop”: potete scaricare l’ebook gratuito a questo link, aggiungendolo al carrello e completando la procedura, finché non apparirà il bottone per scaricarlo direttamente nel vostro dispositivo.

“I saperi del mercato, come tutti i processi culturali, si trasmettono attraverso i mediatori, i maestri, il dialogo: fra il compratore e la cosa desiderata è frapposto il mediatore, interprete, trasmettitore e conoscitore. Il supermercato invece è il luogo dell’”immediato”, in cui fra il cliente le cose esposte non si trova nessun informatore, nessuna voce, nessuna presenza mediatrice. Ognuno rimane solo con le sue tentazioni. […] Vi domina, unico sovrano legittimo e riconosciuto, il Potere d’Acquisto e la Moltiplicazione, spesso gratuita, immotivata. Spazio controllato e chiuso, luogo della non partecipazione, dell’acquisto condizionato, non contrattato, istintivo e gregario, della presenza passiva, trappola da percorsi obbligati, dalla quale si può uscire se la logica dell’acquisto viene rispettata. Il mercato, se il dialogo langue, può trasformarsi in teatro animato, pulsante. In vita”. (Piero Camporesi)

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Torrita di Siena, dall’archivio di Stato emergono le armature di sei secoli fa

Nell’epoca dell’informazione digitale, in cui l’abitudine è quella di considerare ogni genere di conoscenza distante quanto il tempo di una ricerca online, non è inconsueto interrogarsi sulle ragioni della persistenza…

Nell’epoca dell’informazione digitale, in cui l’abitudine è quella di considerare ogni genere di conoscenza distante quanto il tempo di una ricerca online, non è inconsueto interrogarsi sulle ragioni della persistenza di spazi come archivi e biblioteche, dove il sapere viene sì conservato, ma più lontano in termini di tempo e spazio. Un pensiero forse accompagnato da qualche nota di nostalgia, ma spesso anche dalla valutazione di quanto, in termini economici, valga ancora la pena di investire nel mantenimento di certe istituzioni. Certe riduzioni delle risorse ad esse destinate dimostrano, di per sè, la bassa fiducia che da quelle stanze possa tornare indietro qualche risultato soddisfacente, anzitutto dal punto di vista economico, continuandone così a svalorizzare la percezione collettiva. Anche per questo motivo, le iniziative basate sulla ricerca archivistica ricoprono il significato aggiunto rappresentato dal potenziale che luoghi spesso dimenticati continuano a dimostrare di avere.

Un chiaro esempio ne è quanto fatto a Torrita di Siena, dall’Associazione Sagra San Giuseppe e la Pro Loco, con il coordinamento di Civitas Rerum. Unite dall’intento comune di muoversi tra il recupero della storicità del territorio e un futuro arricchito dalla consapevolezza sulle proprie origini, queste associazioni hanno predisposto una ricerca su come potevano apparire gli armamenti indossati dai militari di stanza a Torrita nei primi decenni del XV secolo. La scelta di questo preciso periodo è dovuta alla testimonianza di un’iscrizione che riporta la data di fine dei lavori di restauro alla chiesa delle Sante Flora e Lucilla: lo stesso evento rievocato, attraverso il corteo storico, in occasione del Palio dei Somari, che si svolge ogni anno a marzo. Durante questa manifestazione, infatti, il drappo conteso dalle otto contrade viene esposto all’interno della chiesa, fino al giorno del Palio, quando ne esce seguito dai figuranti che compongono il corteo storico.

Lo studio, iniziato lo scorso anno, è stato condotto da Marta Fabbrini presso l’Archivio di Stato di Siena, sulle basi di cronache dell’epoca, registri e documenti ufficiali. Dal racconto in quelle pagine delle guerre che imperversavano in Valdichiana, con le conseguenze che esse provocavano sull’economia del territorio, è stato possibile ricostruire le condizioni in cui versava anche Torrita, che nel 1425 presentava una positiva fase di ripresa, durante la quale, oltre a quella dell’edificio, si inserì la ristrutturazione della cinta muraria. Considerata l’area di confine in cui si trovava il castello di Torrita, da Siena giunse al podestà l’ordine che venisse istituito un manipolo di quindici soldati, abbastanza numeroso rispetto alle località attigue, poichè se ne contavano quattro a Petroio, e Farnetella, otto a Rigomagno, dieci a Scrofiano e Montefollonico, venti a Sinalunga. Questi dovevano, inoltre, come si legge in una lettera datata qualche anno più avanti, apparire “bene armati d’armi bisognevoli da offendare e difendare e che sieno bene vestiti”1.

Un’indicazione che suggerisce l’importanza chiaramente attribuita alla figura dei militari a presidio delle città, e di cui non è stato possibile non tener conto quando, a termine della ricerca, è stato redatto un testo che contenesse il lavoro condotto.

Sostenuto dalla Fondazione Torrita Cultura, come progetto inerente alla VI edizione del Borgo dei Libri, il volume, che porta il titolo “Torrita 1425. I fanti del Castello bene armati d’armi bisognevoli da offendare e difendare e che sieno bene vestiti” è stato recentemente pubblicato e si trova adesso disponibile presso l’ufficio turistico nel centro storico di Torrita.

All’interno del libro, oltre alle introduzioni curate da quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e l’esposizione della ricerca storica effettuata, sono state inserite tavole con le illustrazioni delle parti che formavano gli armamenti e di come potevano apparire i soldati completi del loro equipaggiamento. A questi disegni ha lavorato Bruno Mugnai, il quale, intervenendo durante il convegno di presentazione, ha sottolineato quanto l’attribuzione all’epoca medievale di un’atmosfera dai toni cupi sia un luogo comune ingiustificato.

«Soprattutto per quanto riguarda i corpi militari, che – ha aggiunto – a quel tempo non solo non avevano alcuna esigenza di mimetismo, ma piuttosto dovevano farsi facilmente riconoscere e mettere in evidenza l’equipaggiamento di cui disponevano».

Da qui la rappresentazione degli armamenti in tonalità coerenti con l’epoca di riferimento. Del resto, uno degli obiettivi principali che ha animato il progetto, è stato proprio quello di fornire un quadro complessivo fedele alla realtà del periodo storico. Così, anche le varie parti dell’armamento sono state individuate da Ugo Barlozzetti, esperto di storia militare e costume, nel contesto di fonti narrative e iconografiche, tra le quali compare il Polittico Quaratesi, pala d’altare commissionata dalla famiglia Quaratesi e realizzata nel 1423 da Gentile da Fabriano per la chiesa di San Niccolò Oltrarno a Firenze. In questa, attualmente conservata agli Uffizi, è raffigurato, con la sua armatura, San Giorgio.

Il recupero di fonti ufficiali ha permesso una ricostruzione motivata e per questo credibile,

«Lontana – ha precisato Barlozzetti – dalle rievocazioni, e sono tantissime quelle a stampo medievale, che, pur presentandosi come tali, rispondono di più ad una messa in scena di quella che si pensa oggi sia stata un’epoca storica».

A Torrita di Siena, dove ogni anno si svolge il corteo storico ispirato proprio al 1425, dalle spiegazioni e i disegni contenuti in questo libro, si avrà la realizzazione di alcune armature veramente indossabili da parte dei figuranti. Questi andranno a comporre un drappello rappresentante i fanti a presidio del castello e presumibilmente faranno la loro comparsa già nella prossima edizione del Palio dei Somari.

Uno sguardo ancora più accurato sulla storia che non sarebbe stato possibile ottenere senza la competenza degli studiosi che si sono dedicati alla ricerca e all’analisi delle fonti documentarie; una dimostrazione di come l’attività archivistica può essere tradotta in conoscenza collettiva, se non se ne ha dimenticanza, ma si sostiene e si vede come un mezzo per raccontare e promuovere un territorio.

1 Archivio di stato di siena, Concistoro 1673, cc. 12 r-13 r

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Speciale elezioni: i risultati di comunali ed europee per la Valdichiana

Lo scrutinio dei seggi avvenuto nel pomeriggio di lunedì 27 maggio ha restituito il risultato delle elezioni amministrative che si sono svolte in tanti comuni della Valdichiana senese e aretina….

Lo scrutinio dei seggi avvenuto nel pomeriggio di lunedì 27 maggio ha restituito il risultato delle elezioni amministrative che si sono svolte in tanti comuni della Valdichiana senese e aretina. In concomitanza con il rinnovo del parlamento europeo, infatti, anche undici municipi sono stati coinvolti nel voto per l’avvicendamento delle amministrazioni in carico dal 2014.

Per comune, di seguito vengono esposti i dati delle elezioni amministrative, riferiti ad ogni lista e candidato e quelli delle europee, in termini di percentuali di consenso.

Castiglion Fiorentino

Voti
5373 Mario Agnelli – Libera Castiglioni
1084 Rossano Gallorini – Città al centro
709 Luca Casagni – Castiglioni nel cuore
331 Giuseppe Mazzoli – Partito Comunista dei Lavoratori
Elettori 10.641
Votanti 7.748 (72,81%)
Schede nulle 134
Schede bianche 117
La lista Libera Castiglioni ha ottenuto il 71,67% dei voti, consentendo a Mario Agnelli di divenire sindaco anche per i prossimi cinque anni; Città al centro, lista civica presentata da Rossano Gallorini, ha ottenuto il 14,46% dei voti; Castiglioni nel cuore, capeggiata da Luca Casagni e sostenuta dal Centrosinistra il 9,46%; la lista del Partito Comunista dei Lavoratori, con Giuseppe Mazzoli, ha incassato il 4,42%.

Elezioni europee

Lega: 41,68%; PD: 22,47%; Movimento 5 Stelle: 10,99%; Forza Italia: 9,67%; Fratelli d’Italia: 6,39%; +Europa: 1,85%; Europa Verde: 1,65%; Partito Comunista: 1,39%; La Sinistra: 1,10%; Casapound: 1,05%; Partito animalista: 0,73%; Popolo della famiglia: 0,41%; Forza Nuova: 0,23%; Popolari per l’Italia: 0,20%; Partito Pirata: 0,18%.

 

Cetona

Elezioni comunali

Voti
807 Roberto Cottini – Centrosinistra Progetto Comune
668 Antonello Niccolucci – Cetona Piazze un sogno necessario
Elettori 2.138
Votanti 1.539 (71,98%)
Schede nulle 40
Schede bianche 24
Roberto Cottini, a capo della lista Centrosinistra Progetto Comune si è imposto con il 54,71% dei voti sulla lista di Antonello Niccolucci, Cetona Piazze un sogno necessario (45,29%).

Elezioni europee

PD: 39,17%; Lega: 33,09%; Movimento 5 Stelle: 8,25%; Fratelli d’Italia: 4,67%; Forza Italia: 4,19%; Partito Comunista: 3,52%; La Sinistra: 2,10%; +Europa: 1,89%; Europa Verde: 1,49%; Partito animalista: 0,47%; Casapound: 0,41%; Popolo della famiglia: 0,34%; Partito Pirata: 0,27%; Popolari per l’Italia: 0,07%; Forza Nuova: 0,07%.

 

Chianciano Terme

Elezioni comunali

Voti
2174 Andrea Marchetti – Punto e a capo
1230 Paolo Piccinelli – Insieme per Chianciano
166 Nicola Bettollini – Partito Comunista
Elettori 5.497
Votanti 3.763 (68,46%)
Schede nulle 104
Schede bianche 88
Riconfermato per il secondo mandato Andrea Marchetti, esponente della lista Punto e a capo, che con il 60,90% ha conquistato la maggioranza dei voti rispetto alle liste Insieme per Chianciano Terme di Paolo Piccinelli (34,45%) e a quella del Partito Comunista di Nicola Bettollini (4,65%).

Elezioni europee

PD: 33,31%; Lega: 28,64%; Movimento 5 Stelle: 14,36%; Fratelli d’Italia: 6,33%; Forza Italia: 5,94%; Europa Verde: 2,75%; Partito Comunista: 2,42%; +Europa: 2,42%; La Sinistra: 1,69%; Partito animalista: 1,08%; Partito Pirata: 0,42%; Casapound: 0,39%; Forza Nuova: 0,11%; Popolo della famiglia: 0,39%; Popolari per l’Italia: 0,11%.

 

Cortona

Elezioni comunali

Voti (1° turno)
5741 Andrea Bernardini – Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica
5348 Luciano Meoni –  Fratelli d’Italia, Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega
918 Luca Donzelli Movimento 5 Stelle
375 Mauro Turenci Cortona Patria Nostra
Elettori 18.055
Votanti 12.884 (71,36%)
Schede nulle 319
Schede bianche 183
L’appuntamento per conoscere la prossima amministrazione è rimandato al 9 giugno, quando si svolgerà il secondo turno delle votazioni. I candidati ammessi al ballottaggio sono Andrea Bernardini che, sostenuto dalle liste di Centro Sinistra, ha totalizzato il 46,37% e Luciano Meoni, appoggiato dalle liste di Centro Destra, con cui ha raggiunto il 43,19%. Luca Donzelli del Movimento 5 Stelle ha conquistato il 7,41% e, infine, la lista di Mauro Turenci Cortona Patria Nostra il 3,03%.

Voti (2° turno – ballottaggio)
6024 Luciano Meoni – 51,70 %
5627 Andrea Bernardini – 48,30%
Elettori 18.055
Votanti 11.854 (65,65%)
Schede nulle 134
Schede bianche 68
Prima storica vittoria del centrodestra con il ballottaggio di domenica 9 giugno, con Luciano Meoni che ribalta lo svantaggio del primo turno e diventa Sindaco del Comune di Cortona.

Elezioni europee

Lega: 37,84%; PD: 31,02%; Movimento 5 Stelle: 9,57%; Forza Italia: 7,16%; Fratelli d’Italia: 6,52%; +Europa: 1,92%; Partito Comunista: 1,47%; La Sinistra: 1,36%; Europa Verde: 1,30%; Partito animalista: 0,62%; Casapound: 0,51%; Popolo della famiglia: 0,26%; Popolari d’Italia: 0,19%; Partito Pirata: 0,18%; Forza Nuova: 0,09%.

 

Foiano della Chiana

Elezioni comunali

Voti
2591 Francesco Sonnati – Foiano Insieme
1260 Gianluca Mencucci – Foiano Ora
735 Serena Ricci – Movimento 5 Stelle
Elettori 7.293
Votanti 4.797 (65,78%)
Schede nulle 97
Schede bianche 114
Sarà alla guida del comune anche per i prossimi cinque anni Francesco Sonnati, che a capo della lista civica sostenuta dal Centro Sinistra, Foiano Insieme ha superato con il 56,70% dei voti la lista Foiano Ora di Gianluca Mencucci, al 27,47% e quella del Movimento 5 Stelle, presentata da Serena Ricci (16,03%).

Elezioni europee

Lega: 35,73%; PD: 30,02%; Movimento 5 Stelle: 13,51%; Forza Italia: 7,30%; Fratelli d’Italia: 5,29%; +Europa: 1,75%; Europa Verde: 1,57%; Partito Comunista: 1,49%; La Sinistra: 1,18%; Partito animalista: 0,66%; Casapound: 0,44%; Forza Nuova: 0,33%; Partito Pirata: 0,28%; Popolo della famiglia: 0,28%; Popolari per l’Italia: 0,15%.


Lucignano

Elezioni comunali

Voti
1396 Roberta Casini – Patto per Lucignano
479 Marcello Cartocci – Insieme per Lucignano
Elettori 3.036
Votanti 2.119 (69,80%)
Schede nulle 136
Schede bianche 108
Proseguirà con il secondo mandato Roberta Casini, giunta al voto con la lista Patto per Lucignano che ha incassato il 74,45%, contro il 25,55% raggiunto dalla lista Insieme per Lucignano di Marcello Cartocci.

Elezioni europee

Lega: 39,68%; PD: 28,64%; Movimento 5 Stelle: 11,29%; Forza Italia: 6,38%; Fratelli d’Italia: 5,36%; Europa Verde: 2,2%; +Europa: 1,77%; La Sinistra: 1,57%; Partito Comunista: 1,21%; Partito animalista: 0,56%; Casapound: 0,40%; Popolo della famiglia: 0,40%; Partito Pirata: 0,30%; Forza Nuova: 0,30%; Popolari per l’Italia: 0,10%.

 

Marciano della Chiana

Elezioni Comunali

Voti
983 Maria De Palma – Insieme per il bene comune
933 Massimo Salvadori – Si cambia!
Elettori 2.743
Votanti 2.011 (73,31%)
Schede nulle 58
Schede bianche 37
Il duello tra le liste civiche Si cambia! Di Massimo Salvadori e Insieme per il bene comune, di Maria De Palma, se l’è aggiudicato quest’ultima, riportando il 51,30% dei voti totali e divenendo prima per un ulteriore mandato.

Elezioni europee

Lega: 40,97%; PD: 24,97%; Movimento 5 Stelle: 12,82%; Forza Italia: 7,89%; Fratelli d’Italia: 6,18%; +Europa: 1,56%; Partito Comunista: 1,51%; Europa Verde: 1,19%; La Sinistra: 1,14%; Casapound: 0,47%; Partito Pirata: 0,36%; Partito animalista: 0,36%; Forza Italia: 0,26%; Popolo della famiglia: 0,26%; Popolari per l’Italia: 0,05%.


Montepulciano

Elezioni comunali

Voti
4.093 Michele Angiolini – Centrosinistra per Montepulciano
1.970 Gianfranco Maccarone – Centrodestra per Montepulciano
855 Mauro Bianchi – Movimento 5 Stelle
366 Alberto Biagi –  Partito Comunista
Elettori 11.179
Votanti 7.574 (67,75%)
Schede nulle 124
Schede bianche 165
Michele Angiolini, a guida della lista di Centrosinistra per Montepulciano è il nuovo sindaco, avendo ottenuto il 56,19% dei voti, contro il 27,05% di Gianfranco Maccarone, esponente della coalizione di Centrodestra; l’11,74% di Mauro Bianchi del Movimento 5 Stelle; il 5,02% di Alberto Biagi con il Partito Comunista.

Elezioni europee

PD: 34,89%; Lega: 29,46%; Movimento 5 Stelle: 13,66%; Forza Italia: 5,58%; Fratelli d’Italia: 4,73%; Partito Comunista: 2,81%; +Europa: 2,71%; La Sinistra: 2,25%; Europa Verde: 2,09%; Partito animalista: 0,60%; Casapound: 0,36%; Popolo della famiglia: 0,31%; Partito Pirata: 0,27%; Popolari per l’Italia: 0,22%; Forza Nuova 0,05%.

 

San Casciano dei Bagni

Elezioni comunali

Voti
787 Agnese Carletti – Scelgo San Casciano
156 Carlo Trioli – Acqua e Terra
Elettori 1.302
Votanti 1.014 (77,88%)
Schede nulle 39
Schede bianche 32
Agnese Carletti, con la lista Scelgo San Casciano per il Centrosinistra, è stata confermata a guida dell’amministrazione, vincendo con l’83,46% dei voti su Carlo Trioli e la sua lista sostenuta da Lega e Fratelli d’Italia Acqua e Terra.

Elezioni europee

PD: 39,53%; Lega: 31,27%; Movimento 5 Stelle: 9,08%; Forza Italia: 6,19%; Fratelli d’Italia: 4,33%; Partito Comunista: 3,72%; La Sinistra: 2,17%; +Europa: 1,24%; Europa Verde: 1,03%; Partito animalista: 0,93%; Casapound: 0,21%; Popolari per l’Italia: 0,21%; Partito Pirata: 0,10%.

 

Sinalunga

Elezioni comunali

Voti
3244 Edo Zacchei – Centrosinistra per Sinalunga
2050 Marcella Biribò – Sinalunga si rinnova
775 Angelina Rappuoli – Angelina per Sinalunga
Elettori 10.053
Votanti 6.634 (65,99%)
Schede nulle 312
Schede bianche 253
Con il 53,45% dei voti, Edo Zacchei della lista Centrosinistra per Sinalunga, è stato eletto sindaco anteponendosi a Marcella Biribò, che con la lista Sinalunga si rinnova ha ottenuto il 33,78%, e ad Angelina Rappuoli, a capo di Angelina per Sinalunga (12,77%).

Elezioni europee

PD: 33,55%; Lega: 33,39%; Movimento 5 Stelle: 11,87%; Forza Italia: 15,71%; Fratelli d’Italia: 5,38%; +Europa: 2,37%; Partito Comunista: 2,15%; Europa Verde: 2,13%; La Sinistra: 1,33%; Partito animalista: 0,58%; Popolo della famiglia: 0,47%; Casapound: 0,46%; Popolari per l’Italia: 0,24%; Partito Pirata: 0,22%; Forza Nuova: 0,14%.

 

Torrita di Siena

Elezioni comunali

Voti
2288 Giacomo Grazi – Centrosinistra per Torrita di Siena
1323 Michela Contemori – Torrita bene comune
453 Lorenzo Vestri – Vestri sindaco
Elettori 5.832
Votanti 4.251 (72,89%)
Schede nulle 104
Schede bianche 75
Si è riaffermato per il secondo mandato Giacomo Grazi, esponente della coalizione di Centrosinistra, che con il 56,30% dei voti si è imposto sul 32,55% ottenuto da Michela Contemori della lista civica Torrita Bene Comune e sull’11,15% di Lorenzo Vestri per la Lega.

Elezioni europee

PD: 40,38%; Lega: 27,70%; Movimento 5 Stelle: 12,80%; Forza Italia: 4,99%; Fratelli d’Italia: 3,83%; +Europa: 3,43%; La Sinistra: 1,85%; Partito Comunista: 1,73%; Europa Verde: 1,36%; Partito animalista: 0,69%; Casapound: 0,37%; Popolo della famiglia: 0,32%; Forza Nuova: 0,25%; Partito Pirata: 0,22%; Popolari per l’Italia: 0,07%.

[Fonte dati: Ministero dell’Interno]

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Roberto Ciufoli: «I Cattivi non sono mai cattivi davvero»

Roberto Ciufoli torna a Torrita di Siena per il secondo anno consecutivo. Quest’anno sale sul palco del Teatro degli Oscuri con Cattivi . Lo fa sabato 4 Maggio 2019, nel canonico…

Roberto Ciufoli torna a Torrita di Siena per il secondo anno consecutivo. Quest’anno sale sul palco del Teatro degli Oscuri con Cattivi . Lo fa sabato 4 Maggio 2019, nel canonico doppio appuntamento del teatro in piazza Matteotti, alle 19.00 e alle 21.15. 

I Cattivi in genere sono affascinanti. Sarà forse perché per essere buoni basta soltanto esserlo, mentre per essere cattivi si ha bisogno di un pensiero forte e di una personalità marcata… Fatto è che spesso in letteratura, teatro o cinema, i personaggi “cattivi” creano più interesse dei “buoni”; il nero del cattivo è un velo che copre gli altri colori, mostrandone a tratti uno scorcio, mentre il bianco del buono è una spugna che tutti gli altri colori assorbe. Quando poi a disegnarne i tratti è la penna di Shakespeare, i “cattivi” diventano monumenti da visitare e da ammirare. Roberto Ciufoli analizza queste e molte altre questioni nel suo nuovo spettacolo, che lo porterà di nuovo a calcare le tavole dell’Oscuri di Torrita, dopo il successo di Tipi.  Lo abbiamo intervistato.

 

LaV: Sei già passato a Torrita lo scorso anno, con uno spettacolo da solista, intitolato Tipi. Oggi torni con un Cattivi: ecco spiegaci un po’ questo titolo…

Roberto Ciufoli: Come impianto drammaturgico, Cattivi assomiglia a Tipi, nel senso che sono solo e parlo di “tipologie”. Se prima parlavo di tipologie umane diverse, e quindi di atteggiamenti o caratteri di persone, adesso parlo di tipologie di cattivi. O meglio, di “cattivi”, che siamo abituati a considerare tali: Caino e Abele, Giuda, i Cattivi Disney, fino ai villain letterari. Ognuno di questi cattivi ha avuto un motivo per essere giudicato tale. Io cerco di smuovere questa definizione fino anche a sospendere il giudizio. Prendo in esame anche personaggi borderline, come ad esempio Adamo e Eva, che non si definirebbero cattivi. Altri invece sono cattivi per antonomasia, come il Riccardo III di Shakespeare. Lo spettacolo è divertente perché sono tipologie di cattivi che vengono visti da un punto di vista non convenzionale, perché i cattivi non sono mai cattivi davvero.

 

LaV: Come in Tipi anche in questa occasione lavori molto con il tuo bagaglio, inserendo citazioni e tributi: in Cattivi cosa vedremo nello spettacolo?

Roberto Ciufoli: Sì, di Adamo ed Eva ad esempio ne parlo leggendo anche alcuni piccoli estratti dal Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain. Poi, analizzando figure che socialmente sono considerate cattive, leggerò L’Elogio del Ladro di Elio Petri, da La Proprietà non è Più un Furto. Leggerò anche un pezzo dal Riccardo III di Shakespeare. Sono solo alcuni riferimenti che ho inserito in un testo che poi, per la maggior parte, è originale.

 

LaV: La linea che si traccia resta nell’ambito della commedia o si sposta verso il monologo drammatico?

Roberto Ciufoli: No, il monologo drammatico no… Non esageriamo. La linea della commedia c’è, in ogni caso. Come sempre nella commedia, però, c’è una linea più seria, che serve anche ad aiutare il pubblico ad interpretare le cose che accadono. Voglio dire: questo è un elemento fondamentale nella storia del teatro. Nelle tragedie di Shakespeare ci sono personaggi comici, che aiutano a capire meglio la portata tragica dei componimenti. Credo che ci dovrebbe essere sempre uno spazio per la lacrima nella commedia e per la risata nella tragedia. Seguo una linea di narrazione che va ad analizzare un panorama contenente una grande diversità di personaggi, di situazioni e di considerazioni: il fil-rouge è quello dell’essere divertenti.

 

LaV: Stai girando l’Italia con diversi spettacoli, come si gestisce questa pluralità di interpretazioni?

Roberto Ciufoli: Adesso ho Cattivi e cerco di concentrarmi su questo. Ce ne sono molti altri, certo. Ormai siamo tornati ai repertori, come nella vecchia commedia dell’arte. Ogni sera si recita a soggetto e il soggetto è sempre diverso. Il teatro italiano funziona così: tutti hanno diversi spettacoli all’attivo e li rimettono in scena a seconda delle disposizioni. Io sono molto felice di portare questo spettacolo al teatro degli Oscuri. Non vedo l’ora di tornare a Torrita. Quel pubblico mi ha accolto benissimo lo scorso anno e il teatro è veramente molto bello. Ha tutti i parametri giusti per poter essere il luogo ideale per Cattivi.

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Elezioni amministrative 2019 in Valdichiana: verso il voto

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno…

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota

Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno per i prossimi cinque anni. Le elezioni amministrative interesseranno Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. Si svolgeranno contestualmente alle Elezioni Europee, per cui negli stessi seggi sarà possibile votare entrambe le schede.

Amministrative 2019 – Come si vota

Ci si potrà recare alle urne dalle 7 alle 23, muniti di documento d’identità in corso di validità e tessera elettorale. Nel caso in cui quest’ultima risultasse smarrita, o senza più spazio per il timbro, è necessario richiederne una nuova presso all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, apponendo un segno sul simbolo della relativa lista, ed esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere, purché di sesso diverso, scrivendone nome e cognome nelle righe predisposte. Laddove vengano indicate due preferenze maschili o due preferenze femminili, il secondo nome non sarà tenuto in considerazione.

Per quanto riguarda i comuni sotto ai 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti; nei comuni sopra ai 15mila abitanti, è proclamato sindaco chi ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1) dei voti. Qualora nessuno raggiunga tale quota, si procederà ad un secondo turno elettorale, previsto per il 9 giugno, in cui concorreranno i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Amministrative 2019 – I Comuni al voto

Se per i comuni di Castiglion Fiorentino, Chianciano, Foiano della Chiana, Lucignano, San Casciano dei Bagni, Torrita di Siena c’è in ballo la riconferma dei sindaci che hanno appena concluso il loro primo mandato, a Cetona, Cortona, Marciano della Chiana, Montepulciano e Sinalunga si attende un rinnovamento a guida dell’amministrazione.

Castiglion Fiorentino

Alla conferma di Mario Agnelli della propria disponibilità ad amministrare per altri cinque anni, con la lista civica Libera Castiglioni , si affianca la candidatura a sindaco di Rossano Gallorini, anch’egli a capo di una lista civica, Città al centro, e Giuseppe Mazzoli, per il Partito Comunista dei Lavoratori. Il Centrosinistra schiera Luca Casagni, che con il 71,3% dei voti si è imposto nelle primarie del dicembre 2018, con la lista Castiglioni nel cuore.

Cetona

Si profila un duello tra le due liste civiche Progetto Comune, proposta da Roberto Cottini per il Centrosinistra, e Cetona Piazze un sogno necessario, presentata da Antonello Niccolucci.

Chianciano Terme

La città termale è chiamata al voto per decidere se accordare la fiducia nuovamente ad Andrea Marchetti, della lista civica Puntoeacapo per Chianciano Terme, o a Paolo Piccinelli, della lista di Centrosinistra Insieme per Chianciano Terme, o a Nicola Bettollini, segretario della sezione Valdichiana Senese del Partito Comunista.

Cortona

Unico comune sopra i 15mila abitanti tra quelli qui elencati, Cortona vedrà sfidarsi quattro candidati: Andrea Bernardini, già assessore durante il mandato di Francesca Basanieri e consigliere in quello precedente con Andrea Vignini, è il candidato del Partito Democratico, sostenuto dalle liste Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica; Luca Donzelli per il Movimento 5 Stelle; Luciano Meoni, appoggiato dalle liste Fratelli d’Italia – Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega; Marco Turenci, a capo della lista Cortona Patria Nostra. In caso di ballottaggio, vige la possibilità per i candidati coinvolti di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui si sono presentati al primo turno.

Foiano della Chiana

A Foiano Francesco Sonnati si candida per il secondo mandato, presentando la lista civica sostenuta dal Centrosinistra Foiano Insieme, in concorrenza a Gianluca Mencucci per il Centrodestra, precedentemente consigliere e adesso a capo della lista Foiano Ora, e a Serena Ricci, esponente del Movimento 5 Stelle.

Lucignano

A Lucignano si fronteggeranno da una parte Marcello Cartocci, con alle spalle una lunga carriera politica che lo ha visto consigliere comunale prima dal 1970 al 1975 e, sempre all’opposizione, per liste civiche e Forza Italia dal 2004 al 2019, attualmente candidato a guida della lista civica Insieme per Lucignano; dall’altra l’attuale Sindaco Roberta Casini, per il Centrosinistra.

Marciano della Chiana

Sfida tra liste civiche: Insieme per il bene comune di Maria De Palma e Si cambia!, capeggiata da Massimo Salvadori.

Montepulciano

È una sfida a quattro quella a cui ci si appresta nella cittadina poliziana: l’ex-assessore Michele Angiolini si candida a sindaco con la lista di Centrosinistra per Montepulciano, all’interno della quale non manca qualche altro nome presente anche nel mandato appena portato a termine da Andrea Rossi; Alberto Biagi si propone come esponente del Partito Comunista; Mauro Bianchi, proveniente da cinque anni tra i banchi dell’opposizione, avanza la propria candidatura a sindaco come rappresentante del Movimento 5 Stelle; Gianfranco Maccarone schiera invece la lista di Centrodestra per Montepulciano.

San Casciano dei Bagni

Agnese Carletti, vicesindaco durante il mandato presieduto da Paolo Morelli, si candida per il Centrosinistra con la lista Scelgo San Casciano contro Carlo Trioli, sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, esponente della lista Acqua e Terra.

Sinalunga

I sinalunghesi troveranno sulla scheda elettorale il simbolo della lista civica presieduta da Angelina Rappuoli, Angelina per Sinalunga, quello della lista Sinalunga si rinnova, sostenuta dal Centrodestra e rappresentata da Marcella Biribò, quello di Edo Zacchei, che cercherà di raccogliere il testimone di Riccardo Agnoletti a guida dell’amministrazione, con Centrosinistra per Sinalunga.

Torrita di Siena

Giacomo Grazi, candidato del Centrosinistra, si propone per il secondo mandato presentando una lista di nomi tutti nuovi rispetto al precedente gruppo di maggioranza, con la quale affronterà Lorenzo Vestri, esponente della compagine di Centrodestra, e Michela Contemori, a capo della lista civica Torrita Bene Comune.

 

 

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Simone Montedoro: «”La Casa di Famiglia” è uno spettacolo che coinvolge tutti»

Sabato 27 Aprile 2019 al teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, va in scena La Casa di Famiglia, con la regia di Augusto Fornari, nell’ormai canonico doppio appuntamento: primo…

Sabato 27 Aprile 2019 al teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, va in scena La Casa di Famiglia, con la regia di Augusto Fornari, nell’ormai canonico doppio appuntamento: primo spettacolo alle 19 e secondo spettacolo alle 21.15. Con La Casa di Famiglia, tornano sul palco del Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, gli interpreti dalla commedia Finchè Giudice non ci Separi dopo il grande successo riscosso nelle ultime due stagioni teatrali, Simone Montedoro, Toni FornariLuca Angeletti e Laura Ruocco. Scritta nel 2011, e ancora attualissima, La casa di famiglia  è una delle prime commedie scritte dal quartetto di autori del Teatro Golden, Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli.

La casa di famiglia racconta la storia di quattro fratelli caratterialmente molto diversi tra loro, Giacinto, Oreste, Alex e Fanny. Una cosa hanno in comune: La Casa di Famiglia, dove sono nati e dove hanno trascorso la loro infanzia.  Il loro padre è in coma da due anni e la casa vuota è da tempo inutilizzata. Un giorno Alex convoca i fratelli per annunciare che ha ricevuto un’offerta milionaria per cedere la casa di famiglia. Alex vorrebbe venderla mentre gli altri non sono d’accordo.

Simone Montedoro è uno dei protagonisti della commedia, nonché volto molto noto della televisione italiana, e ci ha concesso un’intervista che riportiamo qui di seguito. 

LaV: Questo testo è già stato elaborato in una funzione cinematografica e parte del pubblico ha già avuto modo di apprezzarlo al cinema. Quali sono i valori aggiuntivi che la versione teatrale apporta a quella filmica?

Simone Montedoro: ti rispondo sinceramente: il film non l’ho ancora visto. (ride) Augusto Fornari è arrabbiato con me per questo motivo… Devo dire però che parlando con chi ha visto sia il fim che lo spettacolo, la preferenza del pubblico cade sempre sulla versione teatrale, ma non è un caso. Lo spettatore a teatro è più esposto a quello che viene raccontato. È più coinvolto. Il testo funziona in entrambi i linguaggi, perché gli autori sono geniali, ma a teatro chi ci guarda rimane più affascinato. C’è anche da dire che a teatro il racconto di drammaturgia è leggermente diverso: noi sul palco scenico cominciamo la storia con l’accordarci per mettere in vendita una casa, dopo le diatribe e i vecchi rancori che esistono tra fratelli, mentre il film inizia che la casa già è stata venduta. Quindi non è esattamente la stessa vicenda, attenzione. A chi ha già visto La Casa di Famiglia al cinema dico: venite a maggior ragione a teatro, che è una forma diversa di vedere anche la stessa storia, che vi può coinvolgere in maniera diversa. La Casa di Famiglia è uno spettacolo che coinvolge tutti, che racconta sentimenti nei quali tutti possono identificarsi.

LaV: Gli spettacoli che arrivano dai teatri delle grandi città molto spesso devono apportare cambiamenti strutturali quando si ritrovano a recitare in piccoli teatri: La Casa di Famiglia come si confronta con i differenti spazi in cui viene ospitato?

SM: Guarda, la scenografia – che è bellissima fatta da Ivan Stefanutti – è stata proprio studiata insieme ad Augusto per essere adattata e ricomposta in quanti più spazi diversi possibili. Ha un’elasticità di produzione che può essere messa ovunque. A livello recitativo siamo forse più compatti nei palchi più angusti, ma siamo talmente affiatati che ci adattiamo ovunque, anche in un salotto. Il teatro degli Oscuri di Torrita è una bomboniera bellissima, con un palco piccolo, ma risolviamo i problemi legati allo spazio in maniera molto funzionale al contesto nel quale recitiamo. La scenografia è stata studiata per essere allestita anche in spazi addirittura più piccoli di questo. Lavoro con persone che fanno teatro ormai da tantissimo tempo e quindi hanno piena consapevolezza.

LaV: La tua carriera è sicuramente poliedrica. Ti abbiamo visto, a teatro così come al cinema e in televisione, intraprendere linguaggi diversi e forme diverse di confronto con il pubblico. Come cambia l’approccio con la scena, nei vari media?

SM: A me piace questo lavoro. Fare l’attore è un mestiere complesso e pieno di sfaccettature. Ci possono essere tanti campi che si sfumano intorno a quello che può essere semplicemente recitare su un palco scenico, o davanti a una camera, una cinepresa. Credo che sia interessante spaziare, dove possibile, in questi campi. Ovviamente senza esagerare! Se mi fanno partecipare a Sanremo con una canzone potrei essere in difficoltà, poiché non sono un cantante… Però ecco: mettere piede nelle dimensioni che girano intorno a quello che è l’intrattenimento, è molto interessante. Una delle esperienze più recenti che mi hanno particolarmente affascinato è stata la conduzione, insieme ad Anna Ferzetti, del Prima Festival. Si trattava della striscia televisiva che è andata in onda, in diretta ogni sera da Sanremo, pochi minuti prima dell’inizio dello show sul palco dell’Ariston. Il codice di comunicazione che ho sperimentato in questo programma è completamente diverso, rispetto al mio modo di relazionarmi con la scena. Ti faccio un esempio: io e Anna ci guardavamo in faccia quando interagivamo, ma ci hanno subito corretto: dovevamo guardare in camera, parlare tra noi, ma stare concentrati sul pubblico da casa. È stato molto interessante. L’attore quindi è un animale che si muove in tutte le sfere ambientali possibili, che deve spaziare in tutti i linguaggi, senza porsi il problema delle dimensioni della scena.

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Giulio Neri, nel ricordo di una voce di fama internazionale

«Lo conobbi nel 1947, al teatro Giardino di Cagliari. Me lo ricordo come un signore alto almeno due metri, con spalle imponenti. Al solo sentirlo parlare sembrava che dalla sua…

«Lo conobbi nel 1947, al teatro Giardino di Cagliari. Me lo ricordo come un signore alto almeno due metri, con spalle imponenti. Al solo sentirlo parlare sembrava che dalla sua bocca uscissero parole intrise di petrolio. Io, che nonostante all’epoca avessi solo sette anni già mi interessavo al canto, assistetti alla sua interpretazione in Mefistofele di Arrigo Boito, seduto tra il pubblico su una delle sedie in ferro della platea, e posso dire chiaramente di aver avvertito il terreno sotto ai miei piedi vibrare esso stesso per la potenza della sua voce».

Questo, nella testimonianza del baritono Angelo Romero, era Giulio Neri, basso di fama internazionale che ebbe i natali a Torrita di Siena. In occasione dell’XI edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico, che quest’anno si svolgerà dal 12 al 14 aprile e con cui Torrita ricorda il suo illustre cittadino, si delineano i tratti biografici di una delle figure più di spicco che siano mai nate nella provincia senese.

La sua voce poderosa, apprezzata dalla critica di tutto il mondo, ha costituito un esempio di assoluta rarità per il timbro e l’estensione verso il grave che l’hanno caratterizzata, ed è oggi possibile riascoltarla in alcune registrazioni dei ruoli di basso profondo che ha interpretato. In gioventù, tra gli amici, la potenza della voce gli aveva fatto guadagnare il soprannome di ‘Bronzone‘.

Colleghi e ammiratori non gli risparmiarono le lodi. Giorgio Gualerzi lo definì una “concentrazione di bassi (…); un roccioso blocco compatto“, mentre uno spettatore all’Arena di Verona disse, mentre Neri cantava nell’Aida: “Neri, l’Arena è troppo piccola per te!“.

Giulio Neri venne alla luce il 21 maggio 1909, da Pasquale e Marianna Pagliai, e visse a Torrita finché la sua vita venne cambiata dall’incontro con il conte Galeotti Ottieri della Ciaia, nobile mecenate locale. Neri era solito esibirsi già in chiesa o durante i ricevimenti, e fu proprio durante una cerimonia nuziale che venne notato dal conte, il quale fu così colpito dal suo talento da offrirsi di pagargli gli studi di canto.

Nel 1933, Neri si aggiudicò la vittoria di un concorso del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; dopodiché si hanno notizie della sua presenza presso la scuola del Teatro Reale dell’Opera di Roma, e di lì a poco prese il via quella che si rivelerà essere una carriera prestigiosa. Il debutto nel 1935 a Castelfiorentino anticipò quello del ’38 a Roma nel ruolo di Fafner ne L’Oro del Reno di Richard Wagner, per cui divenne primo basso dell’Opera.

Gli si aprirono così le porte del Teatro alla Scala di Milano nel 1942, dove cantò nel Falstaff di Verdi, e del San Carlo di Napoli; nel 1945 presentò un’esecuzione della Messa di Requiem di Verdi nel cortile del Belvedere nella Città del Vaticano. Dopodichè la sua voce venne acclamata nei principali teatri europei: il Covent Garden di Londra, il Liceu di Barcellona, l’Opera di Monaco di Baviera, l’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden e di fronte al pubblico di Portogallo e Francia.
Il suo nome divenne presto celebre oltreoceano, portandolo a esibirsi al Teatro Colòn di Buenos Aires, a Rio de Janeiro e al Metropolitan di New York.

Non mancarono le collaborazioni con altre personalità iconiche del panorama lirico internazionale. Con Maria Callas condivise il palco in più occasioni: nella La Gioconda di Ponchielli del 1952, nell’Aida di Verdi del 1953 e nella Norma di Bellini del 4 gennaio 1958 al Teatro dell’Opera di Roma, che fu anche la sua ultima esibizione.
La vita di Neri si concluse prematuramente, stroncato da una malattia cardiaca il 21 aprile di quello stesso anno.

Le peculiarità della voce di Neri non si limitavano alla potenza e al registro: spesso non vengono ricordate la bellezza del timbro, la capacità del cantante di modulare la voce e sfumarla per creare personaggi memorabili. Uno di questi è l’iconico Mefistofele, che nella sua interpretazione Neri rende imponente, beffardo, riuscendo allo stesso tempo a portare avanti un’esecuzione tecnicamente impeccabile.

Neri è il più accreditato Mefistofele dei giorni nostri: è ormai un diavolo espertissimo di tutti i gironi infernali siano essi cosparsi di saltellanti frasi, come scioglilingua, o di cavernose note in gara col cupo rombo dei timpani, o implichino movimenti scenici ricchi di elastiche piroette, confacente al beffardo sire infernale“.

Il Momento – 2 luglio 1952

Altro aspetto non da trascurare era la capacità di Neri di dominare la scena grazie alla sua imponenza fisica, attraverso un uso sapiente della sua statura massiccia, del trucco e della recitazione.

Nel corso della vita, Neri toccò anche il mondo del cinema. La sua apparizione più celebre è forse quella, nel ruolo di sé stesso, in Mi permettete babbo’ di Alberto Sordi.

Il Concorso

A Torrita di Siena, dal 2005, la memoria di Giulio Neri rivive nel Concorso di Canto Lirico, tornato con questa edizione ad avere una cadenza annuale e prodotto dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, con la collaborazione della Fondazione Torrita Cultura, sotto la direzione artistica di Eleonora Leonini.

Negli ultimi anni, il Concorso ha attirato sempre più l’attenzione dei cantanti lirici di tutto il mondo, che arrivano nel centro storico di Torrita per partecipare alla fase di selezione ed eventualmente alla finale, un concerto aperto al pubblico presso il Teatro degli Oscuri.

La giuria è composta da nomi autorevoli e conosciuti a livello internazionale. Per questa undicesima edizione i giurati saranno: il tenore Ernesto Palacio, direttore artistico e sovrintendente della Fondazione Rossini Opera Festival; Vincenzo De Vivo, ora direttore dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo e del Teatro delle Muse di Ancona; il soprano Tiziana Tramonti, docente al Conservatorio di Bologna; Giovanni Oliva, coordinatore artistico del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. Per il secondo anno consecutivo sarà presieduta dal basso Riccardo Zanellato: atteso il prossimo maggio all’Opera di Lipsia e al teatro La Fenice di Venezia, ha collaborato con direttori d’orchestra come Chailly e Abbado e si è aggiudicato l’Oscar della Lirica nella cerimonia tenutasi a Doha, in Qatar. È proprio lui a sottolineare quanto il concorso Giulio Neri, che nelle iscrizioni non pone limiti di età, sia un’occasione importante per i cantanti lirici più giovani, che trovano in un’esperienza del genere un momento di confronto e crescita, come per le voci più mature, che hanno a disposizione uno spazio prestigioso per farsi conoscere.

«Nei giovani cantanti si cerca di individuare il talento e le potenzialità che, attraverso lo studio, possono ancora essere sviluppate; dai concorrenti con un’età più elevata invece in giuria ci si aspetta una preparazione tecnica e musicale ormai consolidata».

Quest’anno, dei 107 iscritti al Concorso provenienti da venti Paesi, sono tredici i cantanti con voce di basso. Un elemento che rappresenta un record nella storia del Giulio Neri, e su cui Zanellato ha espresso commenti di soddisfazione, dal momento che sul panorama musicale attuale non sono molti cantanti con questo registro di voce.

Chissà dunque che proprio il paese natìo di Giulio Neri non porti fortuna ad altri nuovi grandi talenti.


Fonti:

http://www.accademiadeirozzi.it/wp-content/uploads/2014/03/numero30.pdf

http://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-neri_(Dizionario-Biografico)

http://www.operaclick.com/schede_artisti/neri_giulio.htm

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Palio dei Somari 2019 – Tutte le notizie

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Associazione Sagra San Giuseppe Porta Nova vince la 63esima edizione: finale con colpo di scena (24/03/19) La Contrada Porta Nova si aggiudica la 63esima edizione…


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Porta Nova vince la 63esima edizione: finale con colpo di scena (24/03/19)

La Contrada Porta Nova si aggiudica la 63esima edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena, al termine di una gara che non ha mancato di riservare sorprese. In seguito alla fase preliminare di qualificazione, la finale, a cui hanno avuto accesso le Contrade di Cavone, Le Fonti, Porta a Pago, Porta Gavina e Porta Nova, ha visto infatti contendersi il drappo oltre il termine della Corsa. È stato durante il secondo giro che Alessandro Stampigioni, fantino di Porta a Pago, trovandosi fiancheggiato da Alessandro Guerrini, a dorso del somaro di Porta Nova, lo ha strattonato.

Un comportamento che non è passato inosservato ai giudici a bordo della pista, i quali hanno immediatamente riscontrato la scorrettezza rispetto a quanto previsto dal regolamento della Corsa. Avendo tuttavia terminato per primo i quattro giri previsti nella batteria finale, Stampigioni è stato raggiunto dai contradaioli di Porta a Pago e dal loro presidente Luca Massai, con il drappo in trionfo. I giudici, certi che il comportamento di Stampigioni non fosse da ritenersi accettabile, ne avevano già durante la corsa decretato la squalifica. Di fronte all’inizio dei festeggiamenti della Contrada Porta a Pago, hanno ritenuto comunque opportuno rivedere le immagini della corsa insieme ai due fantini per portare chiarezza sull’accaduto.

Di fronte alle immagini, i giudici Antonio Benocci, Stefano Vannuzzi, Ricardo Rodriguez e il mossiere Renato Bircolotti, hanno dunque comunicato la decisione presa nei confronti di Stampigioni e hanno deciso di assegnare la vittoria alla Contrada seconda arrivata al canape. È stato così che Porta Nova si è conquistata la 63esima edizione del Palio dei Somari, l’undicesima nel suo palmares, la sesta per il fantino Alessandro Guerrini.

Si è così rivelata una domenica di giubilo, questa, per la Contrada dai colori bianco e nero, che si è aggiudicata anche il premio per la miglior coppia di sbandieratori, Edoardo Boni e Paolo Betti, e quello per la miglior coppia di tamburini, Andrea Berti e Riccardo Rossi. Il premio Sfoggiato, riconoscimento ogni anno attribuito alla Contrada che si distingue per il miglior corteo, è stato vinto invece dalla Contrada Porta a Sole.

La manifestazione, che ha incontrato il favore di un clima pienamente primaverile, si è svolta alla presenza di un ingente pubblico, riunitosi nel borgo di Torrita fin da stamani per assistere al corteo storico e alle spettacolari esibizioni di Sbandieratori e Tamburini.

«Si è conclusa un’edizione da ricordare per il numero di visitatori che sono giunti a Torrita in occasione del Palio, per l’ottima riuscita di tutte le iniziative organizzate, per il coinvolgimento della comunità torritese durante tutta la settimana della festa» ha dichiarato il presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe, Yuri Cardini.


È Palio: verso la finale della 63esima edizione del Palio dei Somari (23/03/2019)

In attesa della Corsa, che decreterà il vincitore della 63esima edizione del Palio dei Somari, in programma per questa sera a Torrita di Siena la presentazione del drappo, dipinto dagli artisti senesi Maurizio Sampieri e Anna Rita Cotugno, e l’emozionante gara tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle otto Contrade.

Mancano solo poche ore alla presentazione del drappo che domani le otto Contrade di Torrita di Siena si contenderanno nella 63esima edizione del Palio dei Somari, e alla gara tra gli Sbandieratori e i Tamburini, in piazza Matteotti dalle 21.

Avrà poi luogo l’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini che rappresentano i Quattro antichi castelli di Torrita: Ciliano, Guardavalle, La Fratta e Montefollonico, e seguirà infine la riconsegna del premio Sfoggiato, il trofeo assegnato ogni anno alla Contrada che presenta il miglior corteo storico, da parte della Contrada Refenero, che se l’è aggiudicato nella passata edizione.

Il programma di domani, 24 marzo, prevede al mattino il corteo storico con i costumi ispirati al XV secolo, lungo le vie del borgo torritese, accompagnato dagli spettacoli degli Sbandieratori e i Tamburini in piazza Matteotti. Nel pomeriggio, l’epicentro della manifestazione si sposta al Gioco del Pallone, lo sferisterio adiacente alle mura dove è allestito il campo di gara. È previsto per le 16 l’inizio della Corsa della 63esima edizione del Palio dei Somari.

La gara è articolata in quattro prime batterie di qualificazione, che vedranno fronteggiarsi: Porta Gavina, con il fantino Andrea Peruzzi detto Drago, e Porta a Pago, con il fantino Alessandro Stampigioni, detto Scheggia; Cavone, con il fantino Jonathan Guerri, detto Rafia, e Stazione con il fantino Francesco Ferrari, soprannominato Spighetto; Le Fonti, con il fantino Gabriele Grotti detto Divino, e Porta a Sole, con il fantino Matteo Noli detto Galletto; Refenero, con il fantino Thomas Bresciani, e Porta Nova, con il fantino Alessandro Guerrini detto Cobra. Le quattro Contrade che non supereranno il primo turno, disputeranno una batteria di recupero, per avere così la possibilità di accedere alla finale, alla quale prenderanno parte quindi cinque Contrade. Gli otto somari verranno assegnati a sorte a ciascuna Contrada nei minuti immediatamente precedenti all’inizio della Corsa.

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


Gli eventi dedicati ai giovani contradaioli accrescono l’attesa per il Palio dei Somari (21/03/19)

Continuano gli eventi a Torrita in attesa del fine settimana conclusivo della 63esima edizione del Palio dei Somari. Le iniziative di queste sere hanno avuto come protagonisti i giovani contradaioli, in particolare lunedì i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di Torrita, che hanno presentato gli spettacoli preparati con le insegnanti per l’occasione. Ieri sera invece si è svolto il consueto quiz “Chissà se in Contrada si sa”: un gioco dell’oca gigante su cui le squadre di ciascuna Contrada si sono sfidate a colpi di risposte sulla cultura e le tradizioni del Palio dei Somari, e dove alla fine sono riusciti ad imporsi i ragazzi della Contrada Stazione.

Il programma della manifestazione prosegue venerdì 22 con le cene propiziatorie nelle Contrade. Sabato 23 l’appuntamento è in piazza Matteotti alle 21, quando viene presentato il drappo, che le contrade si contenderanno l’indomani, e si svolge la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade, prima dell’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini dei Quattro Castelli di Torrita. Chiude il programma della serata la riconsegna del premio Sfoggiato, il trofeo assegnato ogni anno alla Contrada che presenta il miglior corteo storico.

Domenica 24 si inizia al mattino, alle 9, con l’arrivo dei cortei delle Contrade nel centro storico, al quale segue la Santa Messa nella chiesa delle Sante Flora e Lucilla e, al termine di questa, l’esibizione in piazza Matteotti degli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade e dei Quattro Castelli. Sarà possibile quindi ammirare il corteo storico lungo le vie del borgo, prima di ritrovarsi, alle 15.30, presso il campo di gara allestito nell’area del Gioco del Pallone, lo sferisterio adiacente alle mura del centro storico. Sarà lì che alle 16 si disputerà il 63esimo Palio dei Somari.

La manifestazione, iniziata ufficialmente lo scorso 16 marzo, è allestita dai volontari delle otto Contrade, con la collaborazione di tante associazioni torritesi, tra cui Fides, Fondazione Torrita Cultura, Misericordia, Pro Loco, Pubblica Assistenza, Società Filarmonica Guido Monaco “La Samba” e Us Torrita, società sportiva che ha addirittura modificato il proprio calendario calcistico in occasione del Palio, dimostrando così di condividere il fine ultimo della buona riuscita delle diverse iniziative che coinvolgono la comunità.


Palio dei Somari: record di visitatori a Torrita per le Taverne (18/03/19)

Migliaia di persone sono arrivate Torrita di Siena in occasione delle Taverne, il percorso gastronomico curato dalle otto Contrade che ogni anno si svolge tra le mura del centro storico, nel primo fine settimana dedicato ai festeggiamenti per il Palio dei Somari. La 63esima edizione della manifestazione è iniziata raggiungendo, in confronto alle scorse edizioni, un record assoluto di presenze.

Il paese ha iniziato a riempirsi di visitatori da sabato pomeriggio, quando per le vie del borgo è stato inaugurato il Mercato medievale de La Nencia, e in piazza Matteotti si è svolto lo spettacolo di rievocazione storica che ha accompagnato l’estrazione delle batterie di qualificazione della Corsa, in programma per domenica 24 marzo. Spettacoli itineranti e concerti di musica medievale in piazza Matteotti hanno poi contribuito a creare un’atmosfera di festa che si è protratta fino a notte fonda. Complici anche le condizioni atmosferiche, che pure hanno riservato qualche sferzata di vento pungente, anche ieri si è registrata un’ottima affluenza di pubblico sin dal mattino, per Somarando, la rassegna espositiva di asini pensata in particolar modo per i più piccoli, che hanno potuto così conoscere da vicino questi animali. Le esibizioni degli allievi della Scuola del Gruppo Sbandieratori e Tamburini hanno intrattenuto il pubblico per tutto il pomeriggio, fino all’inizio del secondo appuntamento con le Taverne.

«C’è molta soddisfazione per l’ottima riuscita di questo primo fine settimana di eventi, in cui la macchina organizzativa ha dato chiara dimostrazione della propria efficienza» ha commentato il presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe, Yuri Cardini.

Il programma della manifestazione prosegue durante tutta la settimana con varie iniziative di approfondimento, prima di entrare nel vivo venerdì 22 con le cene propiziatorie nelle Contrade, che anticipano gli eventi delle giornate conclusive: la presentazione del Drappo e la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade sabato 23 e il corteo storico e il Palio domenica 24 marzo.


Estratti gli abbinamenti per la fase di qualificazione della corsa (17/03/19)

La 63esima edizione del Palio dei Somari è ufficialmente iniziata, con la cerimonia di estrazione delle batterie di qualificazione per la Corsa, in programma per domenica 24 marzo. In concomitanza allo spettacolo di rievocazione storica che in piazza Matteotti ha accompagnato il sorteggio, all’interno della sala consiliare del palazzo comunale i presidenti delle otto Contrade hanno estratto gli abbinamenti che compongono la fase eliminatoria della Corsa.

Nella prima batteria si sfideranno Porta Gavina, che ha scelto di rinnovare la fiducia a Andrea Peruzzi detto Drago con cui ha vinto la scorsa edizione, e Porta a Pago, che ha confermato Alessandro Stampigioni, detto Scheggia; nella seconda si affronteranno Cavone, che quest’anno punta sul fantino torritese Jonathan Guerri, detto Rafia, e Stazione con il fantino Francesco Ferrari, soprannominato Spighetto; la terza batteria vedrà scontrarsi Le Fonti, per cui correrà ancora il fantino di contrada Gabriele Grotti detto Divino, e Porta a Sole, che si affiderà di nuovo a Matteo Noli detto Galletto; nella quarta si fronteggeranno Refenero, che ha ingaggiato Thomas Bresciani, unico fantino nuovo al campo di gara torritese, e Porta Nova, per la quale correrà di nuovo Alessandro Guerrini detto Cobra. Le quattro Contrade, che non supereranno il primo turno, disputeranno una batteria di recupero, per avere così la possibilità di accedere alla finale.

L’estrazione si è svolta nel contesto di un centro storico già gremito di pubblico per il Mercato medievale de La Nencia e le Taverne, iniziative previste anche per domani, domenica 17 marzo, quando inoltre avrà luogo “Somarando”, la rassegna dedicata ai somari durante la quale sarà possibile conoscere da vicino alcuni esemplari. Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


“Il Palio dei Somari: un’eccellenza della Regione” (13/03/19)

“Il Palio dei Somari” di Torrita di Siena rappresenta una manifestazione di eccellenza, per la storicità e il coinvolgimento della comunità, aspetti unici in tutta la Regione” con queste parole Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, ha elogiato la festa torritese, durante la conferenza stampa la presentazione che si è svolta questa mattina a Firenze.

Appuntamenti tradizionali e interessanti novità compongono il programma messo a punto, a Torrita di Siena, dall’Associazione Sagra San Giuseppe per il Palio dei Somari, giunto quest’anno alla 63ª edizione.

La manifestazione si apre sabato 16 marzo con il caratteristico Mercato medievale de La Nencia, il sorteggio e l’abbinamento delle batterie della Corsa, che si svolge in concomitanza con lo spettacolo di rievocazione storica in piazza Matteotti; di sera vengono aperte le Taverne, i banchetti dove le otto Contrade torritesi servono i piatti tipici della tradizione gastronomica, nel centro storico animato dagli spettacoli degli artisti che, tra musica e performance in stile medievale, allietano gli ospiti sino a tarda notte. Domenica 17, oltre al Mercato medievale e le Taverne, tutta la giornata è dedicata a Somarando, la rassegna espositiva di razze di asini. La manifestazione entra quindi nel vivo venerdì 22 con le cene propiziatorie, prima degli eventi di sabato 23, quando è attesa la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade. Domenica 24, la mattina è riservata alle esibizioni degli Sbandieratori e i Tamburini e al corteo storico, nelle vie del centro storico; nel pomeriggio l’appuntamento è al Gioco del Pallone, lo sferisterio adiacente alle mura, per l’avvincente corsa a dorso di somaro tra le otto Contrade.

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


Renato Bircolotti Sarà di nuovo il mossiere al Palio dei Somari (07/03/19)

È ormai alle porte la 63ª edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena, che quest’anno si svolgerà dal 16 al 24 marzo. Nella mattina di giovedì 7 Marzo è stata presentata nella Sala Aurora del palazzo della Provincia e, nell’occasione, il presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe Yuri Cardini, ha annunciato che, per il secondo anno consecutivo, sarà Renato Bircolotti il mossiere chiamato a gestire la mossa della Corsa che si disputerà domenica 24 marzo tra le otto Contrade torritesi.

Lo starter di Castiglion Fiorentino è Commissario Starter per il Mipaaf ed è noto in tutta Italia per la lunga carriera di presenze registrate in numerose carriere, tra cui quelle di Legnano, Asti, Ferrara e Fucecchio. A Torrita, salvo false partenze da ripetere, sarà chiamato ad abbassare il canape sei volte, considerando le quattro batterie di qualificazione, quella di recupero tra le quattro Contrade eliminate e la finale.

Il calendario completo degli eventi della manifestazione, annunciato pochi giorni fa, è frutto di una formula ben consolidata dalla tradizione: si inizia sabato 16 e domenica 17 con le Taverne, il Mercato Medievale de La Nencia, l’estrazione dell’ordine di sfilata e delle batterie di qualificazione della Corsa, e “Somarando”, la rassegna dedicata al mondo della razza asinina, con l’esposizione di alcuni esemplari.

Si entra dunque nel vivo venerdì 22, con le cene propiziatorie nelle Contrade, che anticipano gli eventi del fine settimana. Previste per sabato 23 alle 21.30 in piazza Matteotti, la presentazione del Drappo e la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade; in programma per domenica 24, dalla mattina alle 11, il corteo storico per le vie del borgo e, alle 16 presso il campo di gara adiacente al centro storico, la Corsa.

“Il Palio dei Somari di Torrita è una manifestazione che tutela l’identità, la cultura e le tradizioni di un luogo. La sua organizzazione e la profonda partecipazione della comunità sono un esempio per il territorio. L’inserimento delle Contrade nello statuto comunale è la dimostrazione di quanto la festa sia stratificata nel tessuto sociale” – è il commento di Silvio Franceschelli, presidente della Provincia di Siena

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


Tra rievocazioni storiche, arti e spettacoli, si disputa a Torrita di Siena il 63° Palio dei Somari (27/02/19)

Si svolge dal 16 al 24 marzo 2019 la 63ª edizione del Palio dei Somari, quest’anno dedicata in via eccezionale a don Giovanni Turchi, parroco di Torrita Scalo dal 1948 al 2013, anno della scomparsa, che fu fondatore della Contrada Stazione e per anni nel ruolo di segretario dell’Associazione Sagra San Giuseppe. Per otto giorni il centro storico di Torrita di Siena ospita momenti di rievocazione storica, esposizioni ed eventi, in vista della corsa a dorso di somaro che ogni anno si disputa tra le otto Contrade del paese la domenica successiva al 19 marzo.

Sabato 16 marzo il calendario degli appuntamenti si inaugura con l’apertura del Mercato Medievale de La Nencia, la mostra mercato di manufatti realizzati dagli artigiani con le tecniche e i materiali dell’epoca. Alle 18.30, nella sala consiliare del palazzo comunale si effettua l’estrazione degli abbinamenti per la prima fase di qualificazione della Corsa, accompagnata dall’esibizione in piazza Matteotti degli Sbandieratori e i Tamburini delle otto Contrade. Dal pomeriggio sono inoltre aperte le Taverne, i diversi punti ristoro in cui le Contrade servono i piatti tipici della tradizione gastronomica, animati da spettacoli itineranti che, tra musica e performance in stile medievale, allietano gli ospiti sino a tarda notte.

Domenica 17, dalle 10, si svolge “Somarando”, la rassegna espositiva di alcuni esemplari che permette di conoscere da vicino il mondo di questo animale. Mentre prosegue per tutta la giornata il Mercato de La Nencia, alle 16 si esibiscono in piazza Matteotti gli allievi della scuola del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita. Nel pomeriggio riaprono le Taverne per la seconda serata che, accompagnata alle 19 da “Musicando nei borghi”, a cura dei musicisti dell’istituto di Musica G. Monaco La Samba, si concluderà con ancora spettacoli nelle vie del centro storico.

Novità per l’edizione 2019, l’apertura nel primo fine settimana della manifestazione, dello spazio “Le Arti del Palio”, un locale dove alcuni artisti si riuniranno per mostrare le fasi di progettazione e costruzione di tamburi e bandiere. Lunedì 18 alle 21, al palasport, i bambini delle scuole materna e primaria di Torrita e Montefollonico presentano le iniziative realizzate in occasione del Palio, rispettivamente l’esecuzione di brani popolari legati alla tradizione della Festa e un musical, dal titolo “Il Palio in pochi passi”.

Mercoledì 20 il palasport ospita “Chissà se in Contrada si sa”, lo storico quiz tra Contrade incentrato su curiosità e temi di cultura paliesca. Venerdì 22 è il giorno riservato alle cene propiziatorie, nel corso delle quali vengono ufficialmente presentati gli otto fantini che correranno il Palio. Sabato 23 alle 21.30, il drappo, dipinto per questa edizione da Maurizio Sampieri e Anna Rita Cotugno viene presentato in piazza Matteotti, scortato dagli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade, che alle 22 si sfidano in una gara a coppie. Quindi si svolgono la riconsegna del premio Sfoggiato da parte della Contrada Refenero, la quale si è aggiudicata il riconoscimento per il miglior corteo storico nel 2018, e l’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini dei quattro Castelli di Torrita.

Domenica 24 l’appuntamento è alle 9, con l’ingresso del corteo di ciascuna Contrada in piazza Matteotti, al quale segue la Santa Messa, officiata nella Chiesa delle Sante Flora e Lucilla. Al termine, la piazza ospita le esibizioni degli Sbandieratori e i Tamburini, prima che il corteo storico si componga per sfilare lungo le vie del borgo. Il Palio dei Somari si corre nel pomeriggio, alle 16, nel campo di gara allestito presso il Gioco del Pallone. In caso di pioggia il Palio è rimandato a domenica 31 marzo.

Per la prima volta nella storia della manifestazione, quest’anno a correre sul tufo saranno otto somari non provenienti da una sola scuderia, bensì selezionati tra una rosa di esemplari messi a disposizione da più allevatori, a dimostrazione della centralità che il Palio di Torrita sta assumendo nel panorama delle manifestazioni di questo genere.

«Con molto orgoglio diamo ufficialmente il via al Palio dei Somari 2019, un’edizione che, agli eventi divenuti ormai appuntamenti fissi in Valdichiana, aggiunge elementi di novità e perfezionamento» ha dichiarato Yuri Cardini, presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe, nel corso della conferenza di presentazione.

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.

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Palio dei Somari 2019: dietro alle quinte del corteo storico con Massimo Gottardi

Oltre alla corsa dei somari, che ogni anno si lascia scoprire da nuovi appassionati, il Palio di Torrita di Siena già da molte edizioni suscita interesse anche per il corteo…

Oltre alla corsa dei somari, che ogni anno si lascia scoprire da nuovi appassionati, il Palio di Torrita di Siena già da molte edizioni suscita interesse anche per il corteo storico che sfila lungo il borgo medievale nelle giornate di inizio e fine manifestazione.

I festeggiamenti, attorno ai quali si riunisce tutta la comunità, hanno infatti offerto l’occasione per rievocare la storia di Torrita, storica alleata di Siena, dalla metà del 1300, quando si svolse la battaglia contro Perugia che ebbe come protagonista, a comando delle truppe torritesi, il condottiero Anichino di Bongardo, al 1425, anno dell’inaugurazione della chiesa delle Sante Flora e Lucilla dopo un’opera di restauro. Per celebrare la fine della ristrutturazione, fu indetta in quell’anno una processione, alla quale parteciparono religiosi e nobili famiglie.

Nel primo giorno del programma degli eventi, in concomitanza all’estrazione delle batterie di qualificazione della corsa, viene rievocata la disposizione delle truppe che, guidate da Anichino, difesero Torrita dall’attacco perugino; nella mattina del giorno del Palio, invece, ogni Contrada presenta il proprio corteo, che, insieme ai figuranti del Comune, va a comporre una sfilata di più di duecento comparse, a ricordo di quella processione con cui si celebrò la fine del restauro della chiesa.

Per ciascuna Contrada sfilano 17 persone, di cui due sbandieratori, due tamburini, un alfiere porta insegne, un armato, una dama con il signore, otto paggetti e un dotto. Tutti indossano costumi fedelmente ispirati al periodo storico di riferimento, come ci ha raccontato il costumista Massimo Gottardi, che da alcuni anni lavora sui cortei delle Contrade di Torrita.

«Generalmente, per creare un costume d’epoca si inizia dalla ricostruzione storica. Individuato il tempo a cui ci si vuole rifare, parte una ricerca su libri, dipinti e notizie, tra cui si cercano documenti sull’abbigliamento dei nobili di allora. Infatti ogni famiglia di solito aveva un guardaroba ben preciso, dettato anche dal censo in base al quale si distingueva».

Quali sono le fasi successive nella realizzazione di un abito da corteo?

«Dopo la ricerca si passa alla preparazione di un bozzetto da presentare alla Contrada e poi, una volta ricevuta l’approvazione, il lavoro prosegue con il taglio del tessuto, le cuciture e infine le rifiniture a mano».

C’è infatti un accorgimento da osservare, quando, come in questo caso, si lavora su costumi ispirati al XV secolo…

«Un costume storico implica l’essere stato realizzato in maniera artigianale, quindi assolutamente si deve stare attenti che non si vedano le cuciture fatte a macchina, proprio perché il risultato sia il più realistico possibile».

Per quanto riguarda i tessuti, come avviene la scelta di quali utilizzare?

«Anche in questo caso si ricerca il realismo, per cui oltre al velluto, che è uno dei materiali più usati per ricreare costumi d’epoca, si aggiungono tessuti che a quell’epoca venivano effettivamente importati, come la seta e il damascato. Inoltre si fanno abbinamenti tra più tonalità di uno stesso colore, in modo tale che, pur essendo legati ai dettami cromatici di ciascuna Contrada, si riesca a presentare un corteo comunque variopinto e bello a vedersi. Si pensi che per il corteo della Contrada Cavone, i cui colori sono il bianco e il verde, si sono utilizzate sette diverse tonalità di verde».

Nel caso specifico del corteo storico del Palio dei Somari, qual è l’aspetto più difficile da tenere in considerazione?

«Non che ci siano particolari difficoltà, ma forse il fatto che siano otto Contrade a sfilare impone, a ogni rinnovamento, di prestare attenzione che non vi siano modelli somiglianti tra loro. D’altra parte questo spinge sempre più in avanti il gusto di creare e di trovare nuove soluzioni, nella sartoria così come nelle acconciature delle dame».

Proprio perché gli abiti vengono indossati per vari anni consecutivi nelle Contrade, si deve prevedere che verranno indossati da molte persone. Quali misure vengono adottate in questo senso?

«Gli abiti vengono preparati in riferimento a una taglia media, sulla quale di anno in anno si interviene per adattare il costume a chi lo indossa. Tra un’imbracatura, un’imbottitura, e un tacco più alto, ciò che si vede il giorno del Palio è frutto di un lavoro che ogni anno viene personalizzato».

Attraverso la voce di un professionista come Massimo, siamo stati dietro alle quinte di uno degli eventi più attesi del Palio dei Somari: il corteo storico. Per chi volesse vedere da vicino il risultato tanta tecnica e passione, l’appuntamento è a Torrita di Siena, domenica 24 marzo 2019.

Foto: Marco Mazzolai

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Palio dei Somari 2019: un’intervista fuori dagli schemi a Yuri Cardini

A Torrita di Siena è tempo di Palio! È infatti attesa per domenica 24 marzo la corsa a dorso di somaro che, dal 1966, ogni anno coinvolge i torritesi e…

A Torrita di Siena è tempo di Palio! È infatti attesa per domenica 24 marzo la corsa a dorso di somaro che, dal 1966, ogni anno coinvolge i torritesi e appassiona i primi turisti presenti in Valdichiana in primavera. A curare l’organizzazione dell’evento, che comprende otto giorni di appuntamenti, è l’Associazione Sagra San Giuseppe, di cui abbiamo incontrato il presidente Yuri Cardini, per un’intervista un po’ particolare.

Presidente, tra pochi giorni inizierà la 63ª edizione del Palio dei Somari. Per quale motivo raccomanderebbe di non venire a Torrita nei giorni del Palio?

«Personalmente, sconsiglio di partecipare agli eventi in programma per questa 63ª edizione a quanti non vogliono essere accolti dal clima contagioso di festa che a Torrita già da qualche settimana si respira. Vorrei distogliere da questa intenzione anche chi non apprezza la buona cucina, perché, nelle contrade, è già tutto pronto per preparare i piatti che saranno serviti per le Taverne. Con un menù che va dall’antipasto alle celebri frittelle di San Giuseppe, esorto a non avvicinarsi al centro storico chi deve seguire una dieta leggera. Come del resto chi preferisce passare queste ultime sere di inverno in casa, davanti al camino, in quanto il centro storico di Torrita, se le condizioni atmosferiche saranno condiscendenti, tra concerti di musica medievale ed esibizioni di sbandieratori e tamburini, nei prossimi giorni non sarà di certo un luogo di quiete».

Presidente, c’è qualcosa di tutta la manifestazione che proprio non la convince e che vorrebbe cambiare?

«Senza dubbio il corteo storico, composto da figuranti dal portamento tutt’altro che sciatto, come sarebbe forse più facile. Gli abiti indossati si rifanno perfettamente all’epoca storica di riferimento, l’anno 1425, e per questo i figuranti non possono indossare vari accessori, tra cui per esempio piercing, orecchini, occhiali e orologi. Negli ultimi anni, inoltre, con l’introduzione del premio Sfoggiato, il riconoscimento assegnato alla Contrada che si contraddistingue per il miglior corteo, la cura per il dettaglio ha raggiunto un livello a tratti maniacale».

Essere a capo di un’Associazione come questa, composta interamente dai volontari a cui spetta l’organizzazione del Palio dei Somari, non è cosa da poco. Quali sono le problematiche che un presidente deve trovarsi ad affrontare più spesso?

«L’Associazione è una realtà complessa, che presenta continuamente criticità: condividere il tempo con i presidenti delle Contrade, che sono prima di tutto degli amici, far conoscere il nome della manifestazione nelle realtà provinciali e regionali, incontrare personalità autorevoli, avere l’onere di continuare, e possibilmente migliorare, una tradizione, quale è appunto diventata quella del Palio, per tutta la comunità».

Qual è stato finora il momento più difficile che le è capitato durante la presidenza?

«Il momento più difficile è stato al termine del primo mandato da presidente, quando mi è stato proposto di rimanere in carica per i successivi tre anni. Sebbene avessi già avuto consigli da amici e contradaioli, non potevo comunque prendere questa decisione senza consultare la mia famiglia, visto che negli anni precedenti, per tre mesi consecutivi, ero stato impegnato tutte le sere tra riunioni e assemblee. Una sera dunque ho affrontato il discorso con mia moglie e mio figlio, ed è stato quando loro mi hanno incoraggiato a rendermi disponibile per l’incarico, che allora ho capito di non avere proprio alcuna scusa per tirarmi indietro».

In conclusione, qual è secondo lei l’aspetto più criticabile di tutta la Festa?

«Quando c’è il sole e le temperature sono miti, quando insomma si inizia ad avvertire quell’accenno di bella stagione, che per le tante persone non si riesce a camminare, dentro alle mura, nel fine settimana delle Taverne e nella mattina del Palio per il corteo storico, oppure al Gioco del Pallone, per assistere alla Corsa. Questo d’altronde è il risultato del tanto attaccamento dei torritesi per questa festa e la curiosità di chi viene da fuori, ma non è detto che un po’ di spazio non lo si riesca comunque a trovare!»

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