La pandemia da Nuovo Coronavirus ha colpito duramente l’Italia e gran parte dei Paesi a livello mondiale, rendendo necessarie straordinarie misure di emergenza sanitaria. Grazie alla mappa interattiva della Protezione Civile è possibile monitorare in tempo reale la situazione del contagio su tutto il territorio nazionale.

Dopo le misure più stringenti di lockdown della “Fase 1” per contenere la diffusione del contagio da COVID-19 è iniziata la cosiddetta “Fase 2” che ci vedrà convivere con il virus, attraverso una serie di misure di sicurezza valide su tutto il territorio nazionale.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sulle misure governative e su come comportarsi durante la Fase 2.

Fase 2B – Transizione avanzata

Dopo le riaperture delle attività produttive ed economiche e una ripresa progressiva della possibilità di spostarsi su tutto il territorio nazionale, il DPCM dell’11 giugno ci ha portati verso una fase di transizione avanzata di convivenza con il nuovo Coronavirus.

Il DPCM del 13 ottobre introduce molte novità, tenendo conto del recente incremento dei contagi al termine del periodo estivo e delle riaperture scolastiche, portandoci verso un periodo di maggiori restrizioni, per scongiurare il rischio di un nuovo lockdown. Il decreto è valido dal 14 ottobre e resterà in vigore fino al 13 novembre. Il DPCM del 18 ottobre introduce ulteriori restrizioni e chiarifica alcune situazioni.

Questi i principi fondamentali che dovranno guidare la nostra socialità durante questa fase: tutti coloro che presentano i sintomi del contagio e una temperatura corporea maggiore di 37,5°C devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante. Inoltre rimane valido il divieto di assembramento nei luoghi pubblici e l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, e l’obbligo di indossare la mascherina sia nei luoghi chiusi che all’aperto, con l’eccezione della propria abitazione.

La mascherina andrà sempre portata con sé e indossata in prossimità di altre persone non conviventi. Sono esclusi i soggetti che svolgono attività sportiva, i bambini di età inferiore a sei anni e i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. L’obbligo non vale se si è all’aperto in un luogo isolato, da soli o con persone conviventi.

Le misure introdotte dal nuovo decreto comprendono:

  • Bar, ristoranti e locali notturni potranno aprire soltanto tra le 5:00 e le 24:00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo; in assenza di consumo al tavolo, la chiusura è anticipata alle 18:00. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio e da asporto. Inoltre, gli esercenti dovranno esporre all’ingresso il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale;
  • Stop a feste sia al chiuso che all’aperto, con eccezione di cerimonie religiosi e civili, in cui il limite di invitati non potrà comunque superare le 30 persone;
  • Le attività di sale gioco, sale scommesse e assimilate sono consentite dalle ore 8:00 alle ore 21:00;
  • Vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale;
  • È fortemente raccomandata attenzione alle feste private nella propria abitazione, in cui si indica di non ricevere più di sei persone non conviventi, possibilmente indossando sempre la mascherina;
  • Stop a gite scolastiche e uscite didattiche in giornata;
  • Nelle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono soltanto in modalità a distanza, salvo motivate ragioni;
  • Stop a convegni e congressi, a eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza;
  • Sospensione degli sport amatoriali di contatto, come il calcetto e il basket; l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa sportiva è consentita solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sospese le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto di carattere ludico-amatoriale.

Per quanto riguarda le scuole, le attività proseguono in presenza, ma nelle scuole secondarie di secondo grado verranno favorite modalità di accesso più flessibili, con ingressi alle ore 9 e, se possibili, turni pomeridiani. Le università invece dovranno essere in grado di adattarsi agli sviluppi della situazione epidemiologica, prevedendo la possibilità di didattica a distanza se fosse necessario

Particolarmente importante la norma relativa ai Comuni: i sindaci possono disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21:00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Per quanto riguarda gli spettacoli, resta il limite massimo dei 200 partecipanti al chiuso e 1.000 partecipanti all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento tra i posti assegnati. Gli stadi possono invece ospitare il 15 per cento degli spettatori rispetto alla capienza massima, sempre rispettando il limite di 200 spettatori al chiuso e 1.000 all’aperto.

Il nuovo decreto conferma la chiusura delle sale da ballo e delle discoteche e conferma le regole sulla capienza di bus, metro e treni regionali: la capienza massima consentita sui mezzi è dell’80%, si può salire a bordo in assenza di sintomatologia respiratoria o temperatura corporea oltre i 37,5°.

Le attività produttive ed economiche hanno ripreso le rispettive funzioni, secondo le specifiche linee guida e i protocolli sanitari. Possono riprendere le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore e i servizi educativi per l’infanzia, secondo le direttive sanitarie contenute negli allegati del DPCM e i calendari delle rispettive Regioni.

Limitazioni agli spostamenti da e per l’estero

Non sono previste limitazioni agli spostamenti per i cittadini degli stati dell’Unione Europea, degli stati che fanno parte dell’accordo di Schengen, di quelli di Regno Unito e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Vaticano. Restano vietati gli arrivi in Italia per i cittadini di tutti gli altri stati, tranne che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute, oppure per visitare “congiunti o persone con una stabile relazione affettiva”. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Le riaperture sono condizionate al monitoraggio da parte dello Stato e delle Regioni, che potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione su specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica; possono inoltre stabilire una diversa data di ripresa delle attività, in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

La app “Immuni”

Il mantenimento della fase di transizione è condizionato al raggiungimento di adeguate risorse per il tracciamento dei contatti, isolamento e quarantena. L’app IMMUNI (disponibile su Apple Store e Google Store) è la risposta governativa alla necessità di contact-tracing: disponibile gratuitamente, attiva già da qualche giorno in alcuni territori, funzionante in tutta Italia dal 15 giugno. L’impiego dell’applicazione è volontario e ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività; sono state superate molte criticità sulla privacy che erano originariamente state annunciate.

Il funzionamento è semplice: gli utenti installano l’app e, se sono entrati in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone, verranno avvisati con una notifica. Ciò consentirà loro di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale. Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, infatti, potranno inserire un codice con il permesso del soggetto stesso: a questo punto il sistema invierà la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

Anziani e soggetti a rischio

Dal momento che le persone più anziane, gli affetti da patologie croniche e gli immunodepressi fanno parte delle categorie maggiormente a rischio, si raccomanda la massima attenzione nei loro confronti, soprattutto nelle strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani. È fatta espressa raccomandazione a queste tipologie di persone di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità.

Prospettive future: i principi di monitoraggio del rischio

All’interno del decreto legge che ha dato inizio alla Fase 2 era contenuto il piano di monitoraggio del rischio, che ci consente di fare previsioni a lungo termine sulle misure di sicurezza per ridurre il contagio da Coronavirus. La “Fase 2” è stata infatti suddivisa in “Fase 2A – transizione iniziale” e “Fase 2B – transizione avanzata” e il monitoraggio del rischio è fondamentale per comprendere se mantenere tale fase, passare a quella successiva o regredire alla precedente.

Per arrivare alla “Fase 3”, ovvero il ripristino, sarà necessario attendere l’accesso diffuso a trattamenti efficaci o un vaccino sicuro contro il nuovo Coronavirus. Fino a quel momento, saranno in vigore misure straordinarie di contenimento dell’emergenza sanitaria.

(ultimo aggiornamento lunedì 19 ottobre – ore 10:30)

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Alessio Banini
Alessio Banini

Scrittore di narrativa e saggistica, ha conseguito una laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università degli Studi di Siena. Nato nel 1983 in provincia di Siena, per La Valdichiana si occupa di folclore e storie della tradizione popolare. La sua grande aspirazione di aiutare le persone a pareggiare i tavoli con i suoi libri è stata spazzata via dall'avvento dell'editoria digitale

4 thoughts on “Coronavirus, le misure di sicurezza della Fase 2

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