La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Gender e Studi di Genere – Un colloquio con Dario Accolla

‘Vi faremo credere che il crocifisso è Conchita Wurst che fa l’aeroplano. Riscriveremo i testi sacri, tutti. Eva non sarà più nata da una costola di Adamo, ma da un…

‘Vi faremo credere che il crocifisso è Conchita Wurst che fa l’aeroplano. Riscriveremo i testi sacri, tutti. Eva non sarà più nata da una costola di Adamo, ma da un orecchino di Vladimir Luxuria’.  È con questo linguaggio ironico e irriverente che Dario Accolla, blogger, scrittore, professore con un dottorato in filologia moderna, attivista per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, spiega nel suo ultimo libro ‘Il gender: la stesura definitiva’ che cos’è la teoria gender e perchè suscita interesse scaturendo forti polemiche.

Dario Accolla, tra i fondatori di Gaypost.it, con un blog su Linkiesta.it, con all’attivo un saggio dal titolo ‘I gay stanno tutti a sinistra – Omossessualità, politica e Mario Mieli trent’anni dopo’ e una raccolta di racconti dal titolo ‘Da quando Ines è andata a vivere in città’ e ‘Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile’, si è confrontato sui gender studies con un folto pubblico intervenuto alla Casa della Cultura di Torrita di Siena in occasione del nuovo appuntamento organizzato dalla neonata associazione culturale ‘La Tigre di carta’.

L’incontro con Dario è iniziato spiegando al pubblico cosa sono i gender studies: un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere. Nati in Nord America a cavallo tra gli anni settanta e ottanta nell’ambito degli studi culturali, gli studi di genere si diffondono in Europa Occidentale negli anni ottanta e si sviluppano a partire da un certo filone del pensiero femminista, trovando spunti fondamentali nel post-strutturalismo e decostruzionismo francese, negli studi che uniscono psicologia e linguaggio.

Di importanza specifica per gli studi di genere sono anche gli studi gay e lesbici e il postmodernismo. Questi studi non costituiscono un campo di sapere a sé stante, ma rappresentano innanzitutto una modalità di interpretazione. Sono il risultato di un incrocio di metodologie differenti che abbracciano diversi aspetti della vita umana, della produzione delle identità e del rapporto tra individuo e società, tra individuo e cultura.

Dario nel suo libro distingue il gender, scritto in corsivo, da “gender” messo tra virgolette: “Il primo indica gli studi di genere, ovvero quell’insieme di discipline che si basano sul cosiddetto “pensiero della differenza” il cui messaggio è semplice: l’eterosessismo e il maschilismo, sul quale si strutturano sia il pregiudizio omofobico sia il binarismo di genere, generano squilibri e gerarchie che non fanno la felicità dell’individuo. Col “gender” invece indico la mistificazione che si fa attorno ad essi. Una vera operazione di terrorismo psicologico, a ben vedere” – spiega Dario.

Quando si parla di gender, nella faccia delle persone si legge un po’ di paura e sempre più spesso il confronto sfocia nello scontro, Dario spiega ciò paragonando il tema alla questione dei vaccini:

“La mistificazione sul “gender” è particolarmente insidiosa proprio perché fa leva sugli affetti familiari, sul legame genitoriale. È normale che madri e padri siano spaventati di fronte ad una prospettiva per cui si vuole “pervertire” il proprio bambino. Un po’ meno rassicurante, invece, che non ci siano agenzie politiche e culturali – scuola, ministeri appositi, governo – che prendano in pugno la situazione per disinnescare questo allarme sociale”.

I gender studies mirano a favorire condizione di maggior equilibrio tra genere e identità sessuali, Dario, con questo libro, propone una lettura che si articola su un doppio binario: quello dell’ironia, fornendo al lettore una chiave di lettura sulla qualità del dibattito svolto fino ad ora e che usa un linguaggio più ironico, e quello di un’informazione più rigorosa, ricostruita attraverso la documentazione giornalistica, i contributi e gli studi di esperti del settore. Per Dario è importante ricostruire il fenomeno nella sua complessità è per questo che nel suo libro fa una ricostruzione storica dei fatti di cronaca accaduti per spiegare meglio la questione, perchè il sapere è un ottimo antidoto contro l’ignoranza.

Dario, durante l’incontro, ha fatto anche riferimento del ruolo fondamentale della scuola nell’educazione alla cittadinanza:

“I miei studenti dico che non devono pensarla come me, perchè il mio compito è quello di fornire gli strumenti affinché qualsiasi cosa penseranno un domani sia il frutto di una riflessione e non la conseguenza di un insieme di preconcetti. La polemica sul “gender” ha presupposti fortemente omofobici e credo che a scuola non debba esserci spazio per un certo tipo si sentimenti e di discorsi d’odio”

L’incontro organizzato alla Casa della Cultura da ‘La Tigre di carta’ è terminato con una lettura tratta dal libro e dal titolo ‘Piccolo grande amore’, perché come racconta la canzone di Claudio Baglioni scritta nel 1972, l’amore va oltre ogni pregiudizio  superando qualsiasi ostacolo di qualsiasi natura esso sia.


Sitografia

“Gender, la stesura definitiva”: «Così faremo diventare gay i vostri figli»

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Festa dell’olio novo di Trequanda 2018

Un’intera settimana di festa per celebrare uno dei prodotti maggiormente caratteristici di Trequanda e della Valdichiana: l’olio extravergine d’oliva, la cui tradizione è portata avanti da una serie di produttori…

Un’intera settimana di festa per celebrare uno dei prodotti maggiormente caratteristici di Trequanda e della Valdichiana: l’olio extravergine d’oliva, la cui tradizione è portata avanti da una serie di produttori appassionati che animano la comunità locale. “L’olio novo di podere” è stato il protagonista della festa che ha visto una serie di iniziative susseguirsi dapprima a Castelmuzio (nel weekend del 13 e 14 ottobre) e successivamente nel centro storico di Trequanda (weekend del 20 e 21 ottobre), per celebrare degnamente il raccolto 2018 e la commercializzazione di un prodotto che caratterizza il piccolo comune toscano.

Tanti curiosi e appassionati hanno partecipato agli eventi organizzati durante le giornate di festa, dalla visita all’oliviera per la prima frangitura alla spiegazione di tutte le fasi produttive dell’olio, abbinati ad appuntamenti culinari con alimenti a km zero. Particolare attenzione è stata data ai corsi per assaggiatori organizzati dall’Associazione Italiana Conoscere l’Olio d’Oliva (Aicoo) a Castelmuzio e a Trequanda, così come alle passeggiate tra gli olivi e le visite guidate dei borghi storici. Alla riuscita della festa hanno partecipato le associazioni locali, dalla Pro Loco Trequanda a Castelmuzio Borgo Salotto, passando per i tanti volontari del posto, che hanno permesso la realizzazione di spettacoli di intrattenimento serali e momenti giocosi per i più piccoli.

La giornata conclusiva della “Festa dell’olio novo” si è svolta nel centro di Trequanda nella giornata di domenica 21 ottobre, con l’apertura degli stand per la degustazione e l’esposizione dell’olio e dei prodotti tipici, con la partecipazione diretta delle aziende e delle associazioni locali. I paesi gemellati di Marone (Brescia) e Poggio San Marcello (Ancona), con i rispettivi sindaci, hanno partecipato allo scambio di doni con il sindaco Machetti di Trequanda, in qualità di partecipanti all’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Durante il pomeriggio è stato inoltre assegnato, come da tradizione, il premio “Oliva d’oro”, assegnato al produttore che durante l’anno si è particolarmente contraddistinto nella cura dell’olio. Il premio di quest’anno è stato assegnato al Alessandra Arenostro dell’azienda “Il Sole”, che ha dato un’ulteriore spinta all’attività aziendale con la passione e gli investimenti della giovane generazione. Dal prossimo anno il premio cambierà, con un regolamento rinnovato che terrà conto delle caratteristiche tecniche del prodotto, della cura dell’oliveto e del rispetto dell’ambiente.

Uno speciale premio “Oliva d’oro”, un ramoscello d’olivo di metallo prezioso, è stato inoltre assegnato dall’amministrazione comunale all’attrice Olga Rossi, in qualità di artista che si è particolarmente distinta nella promozione di Trequanda in campo culturale. L’attrice, da anni residente nel centro storico di Trequanda, è diplomata al Teatro Stabile di Torino e può vantare la partecipazioni a importanti produzioni come “Tu mi nascondi qualcosa” e “I delitti del BarLume”. Olga Rossi ha ringraziato i concittadini per il premio ricevuto e ha annunciato la partenza di un progetto teatrale con gli abitanti, dedicato alla Costituzione Italiana.

La festa dell’olio novo è proseguita con canti popolari e balli folcloristici, concerti nella Chiesa dei santi Pietro e Andrea e stand gastronomici per gustare i prodotti tipici locali. Una settimana di festa, quindi, per un’annata olivicola da incorniciare: grazie alle favorevoli condizioni climatiche i produttori di Trequanda e dintorni possono vantare infatti una raccolta di qualità straordinaria.

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Le Facce di Lù. Gli artisti camminano fra noi – Intervista all’artista Luigi Viroli

“Oggi come si fa arte visiva? Quali sono le nuove proposte? E soprattutto, gli artisti camminano fra noi?” Non ditemi che non ve lo siete mai chiesti. Almeno una di…

“Oggi come si fa arte visiva? Quali sono le nuove proposte? E soprattutto, gli artisti camminano fra noi?”

Non ditemi che non ve lo siete mai chiesti. Almeno una di queste domande vi sarà sicuramente passata per la testa, che siate esperti d’arte o semplicemente curiosi come il sottoscritto.

Qualche giorno fa ho conosciuto Luigi Viroli, in arte , all’inaugurazione della sua mostra “Puzzle” ad Arezzo. So bene che un solo artista non fa la regola generale, ma sicuramente un po’ di luce sopra i miei dubbi a proposito dell’arte ultra-contemporanea l’ha fatta.

Innanzi tutto, sì: gli artisti camminano fra noi. Egocentrici o timidi, solitari o festaioli, pazzi o nor… no, gli artisti sono tutti un po’ pazzi, dai. Guardatevi intorno e scoprirete una mostra qua, un laboratorio sotto casa vostra, un po’ di colori accanto al muro del vostro ufficio. , artista aretino, non fa eccezione.

Su quali siano i lavori proponibili dopo secoli in cui l’arte ha reso estremamente complicato ogni tentativo di confronto con il passato (vedi Rinascimento), bè, la risposta è molto più complicata e c’è ancora parecchio buio. Sta di fatto che ci sono tantissimi esempi di arte di altissima qualità nel terzo millennio, penso a Banksy o a Steve McCurry. L’unica cosa che mi sento di poter dire è SIATE CURIOSI e scoprirete un sacco di cose bellissime. Spesso strane, ma bellissime.

Come si fa arte visiva oggi? Ho provato a chiederlo a il giorno dell’inaugurazione della sua mostra, in mezzo ai suoi quadri incredibilmente coinvolgenti.

Come ti sei formato?

Ho fatto di tutto nella vita. Ho studiato architettura, ho disegnato gioielli, ho lavorato in un negozio di arredamento e alla fine ho messo su uno studio privato. L’aspetto artistico mi ha sempre accompagnato per tutta la vita. In ogni momento ho dipinto, creato e scritto ciò che sentivo dentro di me.

La passione per l’arte da dove viene?

Forse dalla passione per il bello in generale. A me piace il bello che mi arriva dalla musica, dall’arte, dai vestiti anche. È una ricerca di un equilibrio che probabilmente io non ho. Dipingere è la mia psicanalisi. Quest’ultima avventura delle Facce è nata da un iPad regalato per i miei 50 anni: ho iniziato a disegnare su quello schermo delle facce stilizzate mentre parlavo al telefono. Le ho pubblicate su Facebook per gioco e la gente mi chiedeva continuamente cosa fossero. all’ennesima richiesta mi sono deciso. Ho comprato una tela al negozio dei cinesi, ho riesumato i miei vecchi acrilici e ho iniziato a trasformare le facce in quadri.

C’è qualche corrente artistica o qualche autore al quale ti ispiri?

Io sono un grande osservatore. Guardo, scruto e probabilmente anche senza volerlo recepisco cose e immagini. Non credo di avere nessuna formazione specifica. Rubo immagini dal mondo e le rielaboro. Se una cosa mi colpisce prima o poi esplode, torna fuori. Non ho una grande competenza specifica in arte. Guardo e ripropongo in diversi modi ciò che per me è bello.

Prima delle Facce di Lù cosa facevi? Per esempio, a casa dei miei ho un bellissimo quadro in 3 dimensioni di una città al chiaro di luna, fatto interamente in legno. Una cosa unica.

Sì!! È vero, quanto tempo!! Ma io ho fatto di tutto. Ora mia riporti alla memoria una cosa che avrò fatto più o meno 20 anni fa. Ho lavorato molto con le mai: sculture, quadri particolari, pitture sui mobili. Mi è sempre piaciuto creare. Quando ho in testa una cosa la faccio diventare reale.

Le Facce di Lù cosa rappresentano?

Ti ho già detto che sono nate quasi per gioco. Oggi rappresentano la ricerca di un equilibrio tra spazi, forme, linee. Per me questi quadri diventano un equilibrio nel disordine, nella anormalità.

Dal momento che disegni facce immagino che l’equilibrio ti venga dalle persone che ti stanno intorno?

Non saprei di preciso. Sono anche un grande amante della fotografia e ciò che più di ogni altra cosa amo fotografare sono le persone. Anche se in realtà sono un gran solitario e da solo raggiungo il mio equilibrio, ho sempre bisogno delle persone, delle particolarità che si portano dietro.

Continuerai con le Facce o inizierai qualche altro progetto?

Penso di sì. Mi piace che ci sia qualcosa che mi contraddistingua. Può darsi che comincerà con gli animali, ma sempre di facce si tratterà. Continuerò così perché mi diverte molto e mi stimola. Sto dipingendo personaggi famosi, come la Drusilla l’attore che si veste da donna a teatro, quello che ha fatto Strafatto. Mi diverto ed è quello che ho voglia di fare. Alla gente piace molto questa cosa delle facce perciò mi rende ancora più felice.

La mostra, allestita in via Garibaldi 111 in pieno centro di Arezzo e curata da Giuseppe Simone Modeo, andrà avanti fino al 9 dicembre.

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Bettolle in Rosa: la musica si tinge di rosa per la lotta al tumore al seno

Se si attraversa il piccolo centro urbano di Bettolle durante il mese di ottobre non può non saltare all’occhio la persistenza del colore rosa, nei viali, nelle piazze e nei…

Se si attraversa il piccolo centro urbano di Bettolle durante il mese di ottobre non può non saltare all’occhio la persistenza del colore rosa, nei viali, nelle piazze e nei giardini. Drappeggi enormi composti da quadrati di lana, lunghi anche decine di metri, appesi ai cartelli stradali, intorno agli alberi, distesi lungo ringhiere, sui reticoli e sule paratie stradali. Sono lane, stoffe e nastri, rigorosamente rosa, spesso annodati assieme, a richiamare il simbolo che ormai da anni simboleggia la lotta contro il tumore al seno. È l’urban knitting (conosciuto anche come pratica di Yarn Bombing) che dal 2016 il comitato Bettolle in Rosa porta avanti per sensibilizzare la popolazione alla prevenzione e alla cura di sé.

Il 19 Ottobre 2018, al Tjmory Pub di Bettolle, si alzerà il sipario su Concerto in Rosa: un vero e proprio concertone autunnale che vedrà alternarsi alcuni tra i più importanti musicisti della Valdichiana. Una serata di alternanza ritmica, che passerà dai set acustici al jazz, dal rock’n’roll al cantautorato, finalizzata ad un unico scopo: la beneficienza. Belindà, Debora Giani, Selene Lungarella, Sturm, Andrea Pinsuti e tantissimi altri (la line-up è in continuo aggiornamento) si alterneranno sul palco del locale alternandosi ad aste benefiche che avranno come lotti opere d’arte di artisti locali, nonché ricchi premi messi in palio attraverso estrazioni e lotterie. I live saranno infatti l’occasione per raccogliere fondi destinati al servizio di sostegno psicologico ai diagnosticati presso il reparto di oncologia dell’ospedale di Nottola.

«L’occasione per creare un gruppo di lavoro si è presentata nel 2016» mi dice Rita Reggidori, coordinatrice del comitato di volontarie Bettolle in Rosa «Io mi sono ammalata nel 2013 e sono entrata in contatto con l’associazione IoSempreDonna di Chianciano Terme. Per un anno sono andata ad addobbare Chianciano Terme con manufatti di colore rosa. Dopo qualche anno ho portato questa pratica a Bettolle. Attraverso il passaparola si è creato veramente un bel gruppo di lavoro, costituito non solo da donne ma anche da uomini. Solo il primo anno abbiamo distribuito della lana rosa alla signore del paese e in meno di un mese sono stati prodotti 280 quadrati di lana. Poi nel 2017, lo scorso anno, l’attenzione è ovviamente cresciuta e in molti si sono impegnati per portare avanti questa prativa. Siamo arrivati a 600 quadrati e il numero è destinato a crescere. Mi piacerebbe molto se nascessero comitati anche nei paesi vicini che portassero avanti lo stesso progetto, nello stesso periodo dell’anno».

La serata live del 19 ottobre, si inserisce in un programma più ampio, La Giornata della Salute, dedicato alla prevenzione, coordinato dalla Proloco di Bettolle e ADiVaSe (Associazione Diabetici Valdichiana Senese), con il sostegno dei comitati di volontari Bettolle in Rosa e Bettolle Cuore Amico, e con il patrocinio del Comune di Sinalunga: la giornata dopo il concerto sarà quindi l’occasione per tutta la cittadinanza – e oltre – di poter fruire di controlli glicemici e screening metabolici gratuiti, nonché di seguire gli incontri dedicati all’utilizzo dei defibrillatori automatici esterni. «Quest’anno è stato intercettato il progetto Dai una Mano in Corsa, portato avanti dall’associazione Atletica di Sinalunga» continua Rita, «I ricavati della serata del 19 ottobre confluiranno nella donazione che anche l’associazione sinalunghese fa annualmente, finalizzata allo stesso servizio. Spero che tutto questo serva non solo a raccogliere fondi, che sicuramente servono, ma anche a sensibilizzare le persone a superare le loro paure e controllarsi regolarmente».

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Cos’era Guido Ceronetti

Il 13 settembre 2018 è deceduto Guido Ceronetti. È morto a Cetona, nella casa in cui da anni si era rifugiato, in un’anacoresi mistica laica. Il suo amico Emil Cioran…

Il 13 settembre 2018 è deceduto Guido Ceronetti. È morto a Cetona, nella casa in cui da anni si era rifugiato, in un’anacoresi mistica laica. Il suo amico Emil Cioran gli aveva dedicato un capitolo nella sua raccolta di ritratti Esercizi di Ammirazione, del 1986, nel quale così tesseva la sua iconografia: «…lo si direbbe un eremita sedotto dall’inferno (dall’inferno del corpo), segno certo d’una salute precaria, anzi minacciata: sentire i propri organi, esserne coscienti fino all’ossessione». In effetti, Guido Ceronetti si è interrogato molto sul valore del corpo, non solo del proprio, o più precisamente sul punto di intonazione dell’esistente, snobbando la sua posizione. Guido Ceronetti era un intellettuale obliquo, sovente cattivo, attaccato al peso dei viventi tanto da sentire  la necessità di sfilacciarlo – questo peso – liberarlo dal groviglio filamentoso della storia. Quando, ad esempio, parla di civiltà delle automobili – che annulla la percezione dello spazio – si riferisce a sé come uomo a piedi: l’essere umano pedone che affina il suo sapersi vedere come «punto più debole della natura, candela da soffiare, pudendi scoperti».  In testi come Lo Scrittore Inesistente o La Lanterna del Filosofo (da cui è tratta la citazione soprastante), ma soprattutto ne Il Silenzio del Corpo, cerca di scardinare l’automatismo sensoriale dell’uomo negli anni del consumismo attraverso un vero e proprio culto della parola, che parallelamente trovava forma nelle sue rappresentazioni teatrali.

Guido Ceronetti è stato drammaturgo. Parlava dei suoi testi come di un complesso di parole date in offerta all’altare umanistico che è il teatro. Un teatro, il suo, proiettato al superamento – anche qui – della rappresentazione corporea – certo con le marionette, ma anche con la pura fonetica, per la fruizione della quale si rimanda ai suoi eccezionali radiodrammi per la serie delle Interviste Impossibili.

Attraverso il suo insistere filosofico sul corpo, ha intuito il misticismo new age e il vegetarianesimo almeno vent’anni prima che fosse mainstream, quando in ballo non c’erano movimenti politici con endogene gerarchie da scalare o notorietà, ma solo appercezioni gnoseologiche e altitudini morali.  Guido Ceronetti perseguiva scarti epifanici partendo dal circostante, dai dati che l’esistenza ha messo a disposizione: l’unica stratificazione materica a lui cara è stata la terra, quella del viaggio e dell’immersione paesaggistica. Ha scelto e amato Cetona, come la Svizzera italiana e la sua Torino; ha dato respiro descrittivista alla sua prosa nel suo Viaggio in Italia, con la profondità mistica dei simbolisti francesi, in un tenue anelito di riscatto: «Questo grande rottame naufrago col vecchio nome di Italia è ancora, per la sua bellezza residua, un pallido aiuto alla pensabilità del mondo», scrive nel Viaggio.

Guido Ceronetti è stato altresì un traduttore. Ha tradotto i due libri biblici più vertiginosi: l’Ecclesiaste (o Qoelet) e Il Cantico dei Cantici. Forse uno dei pochi intellettuali del Novecento ad intendere la Bibbia come testo umanisticamente letterario e che – lontano da tutto l’aspetto dogmatico – ha fornito ad esso una postazione di rilievo nella riflessione basica delle letterature comparate.

Nell’ipermaterialismo dei nostri tempi, chi annulla la carne è considerato pessimista, così come l’Edipo Tiranno è percepito come osceno – in realtà il pessimismo di Ceronetti non era che un decimo del suo enorme apporto filosofico. Dal pessimismo mistico, Ceronetti lascia emergere una forte caratura ironica, l’uso del paradosso e della rappresentazione scarna, dell’oggettivizzazione, della conoscenza proteiforme.

La sua mistica nichilistica non si è mai tradotta in uno spudorato – e poco autentico – affidamento religioso, come ad esempio è accaduto in Huysmans, o nel modo in cui recentemente gli scellerati sceneggiatori di True Detective hanno semplificato il pensiero di Thomas Ligotti (altro intellettuale che se avesse avuto trent’anni in più, sarebbe sicuramente stato intercettato, tradotto e divulgato in Italia da Ceronetti), piuttosto nell’eresia (che – come ci insegna lui stesso – deriva da αἵρεσις sostantivizzazione di αἱρέω, e per aumento temporale ᾕρεον, e cioè un verbo la cui significazione rimanda all’atto dello scegliere, del conoscere tante opzioni così da permettersi la valutazione di tutte). Nella sua erudizione Guido Ceronetti ha fornito ai suoi lettori e ai suoi allievi la Scelta, la capacità di ognuno di accrescere una dossografia privata e considerare ogni elemento come degno di approfondimento. È stato erroneamente indicato come intellettuale provocatoriamente antisistemico, passivamente polemico, fuori dagli schemi, era in realtà un erudito capace di non sigillarsi in propugnacoli idealistici, ma aprirsi all’alterità totale. È forse per questo che, negli ultimi giorni di vita, ha scelto di attraversare il sacramento battesimale del Consalamentum, il battesimo dei catari, come a rilucere nel decadimento con un ultimo beffardo ghigno e santificare la morte attraverso l’epitome di un’eresia.

In tutto e per tutto, l’opera di Ceronetti avrà ancora un peso crescente, non tanto nei contenuti della nostra cultura, quanto nel metodo, nel procedimento, nella capacità di strutturare un itinerario del pensiero. Un antidoto all’ego, smisurata malattia dei nostri tempi.

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Federico Zeri, il coraggioso protettore della cultura

A distanza di venti anni dalla scomparsa, Montepulciano ha ricordato lo storico d’arte Federico Zeri con  una tre giorni di eventi a lui dedicata. Dal 5 al 7 ottobre, il…

A distanza di venti anni dalla scomparsa, Montepulciano ha ricordato lo storico d’arte Federico Zeri con  una tre giorni di eventi a lui dedicata. Dal 5 al 7 ottobre, il nome di Zeri è tornato a risuonare in una cittadina che non lo ha mai dimenticato, da quando nel 1994 proprio grazie allo storico le fu restituita la Sacra famiglia, un’opera del Sodoma rinvenuta tra i pezzi di una collezione privata a Parigi. D’altronde, anche per Zeri Montepulciano fu una città preziosa, tanto da definirla “colta, bella e piena di opere raffinatissime”. Il rapporto tra questa e lo storico d’arte si rivela dunque un legame che non perde occasione per rinnovarsi, al di là del trascorrere del tempo.

“Nel segno di Zeri”, questo è il titolo dell’iniziativa, un ciclo di conversazioni a cui si può dire che sia stato pure lo stesso Zeri a partecipare, emergendo in maniera sempre incisiva dall’eredità culturale che ha lasciato, attraverso testi e video. Ed è proprio la proiezione di un documentario girato nel 1993 a San Quirico d’Orcia, in cui si vede Zeri raccontare Palazzo Chigi Zondadari e i gravi danneggiamenti ad esso provocati dall’esplosione di un ordigno durante la seconda guerra mondiale, ad inaugurare il programma della prima giornata.

Dopo la presentazione da parte dell’assessore alla cultura del Comune di Montepulciano Franco Rossi, e un’introduzione del direttore del museo civico Pinacoteca Crociani Roberto Longi, una cattedra sul palco del teatro Poliziano viene lasciata a Tomaso Montanari, docente di storia dell’arte Moderna all’Università per stranieri di Siena, il quale si sofferma sul tema dell’indignazione di Federico Zeri per il patrimonio culturale italiano con una relazione il cui titolo, “Meno male che c’è stato Napoleone”, risulta programmatico.

Perchè certe opere meglio vederle all’estero, che saperle abbandonate all’incuria provocata dall’ignoranza di una classe dirigente che non ne apprezza il valore. Da qui la missione di Zeri, portata avanti per tutta una vita, di divulgare, fare da intermediario tra l’opera e il suo spettatore.

«Così come sarebbe difficile comprendere un passaggio della Divina Commedia senza l’ausilio delle note a margine – ricorda Montanari – allo stesso modo non si può capire a fondo un affresco di Giotto se non con l’intermediazione di un esperto».

È una sfida culturale oggi più che mai attuale e che restituisce di Zeri un’immagine legata non solo alla sua statura di grande storico d’arte, ma anche a quella di strenuo protettore della cultura. Una personalità così elevata da meritare l’attenzione di cui “Nel segno di Zeri”, promosso dal Comune di Montepulciano, dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e dalla Fondazione Musei Senesi, con la collaborazione di Rai Teche, della Fondazione Federico Zeri, e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, degnamente lo omaggia.

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Tutto, a Petroio, è cominciato circa 50 anni fa – Storia del Gs Petroio

Forse, però, è più corretto dire che è passato quasi mezzo secolo di storia dalla nascita del G.S. Petroio. Questa indicazione temporale ci restituisce un passato ancora più remoto, in…

Forse, però, è più corretto dire che è passato quasi mezzo secolo di storia dalla nascita del G.S. Petroio. Questa indicazione temporale ci restituisce un passato ancora più remoto, in bianco e nero, in cui gli ultimi strascichi delle Guerre Mondiali lasciavano spazio al primo album dei Beatles e ai sogni di Martin Luther King, a Giovanni XXIII e a Woodstock, ai primi personal computer e, in sostanza, ad una “età dell’oro” che avrebbe cambiato per sempre la fisionomia dei territori e la mentalità delle persone.

È in questo contesto, nell’ampliamento delle città che minacciano di fagocitare le piccole realtà locali, nel periodo in cui nella Toscana chianina la mezzadria va pian piano scomparendo, che sorge il Gruppo Sportivo Petroio: il primo tentativo, riuscito, di conservare gelosamente la propria identità paesana, la propria storia di vita, contro l’inesorabile scorrere del tempo.

Il G.S. Petroio al ritorno in Terza Categoria

In questo processo, un ruolo fondamentale lo ha giocato la vocazione artigianale di Petroio, da sempre patria della terracotta: mentre i contadini di Montisi, Montefollonico e Castelmuzio dovevano obbedire ai tempi della terra, star dietro alle semine e alla raccolta, gestire le ore di luce e le ore d’ombra, per i lavoratori di Petroio la giornata era scandita dalla sveglia delle 6:00 e dalla campana delle 17:00, che metteva fine alle fatiche lavorative. Questo, per gli abitanti di Petroio, significava poter dedicare il resto della giornata ad altro, e questo “altro” ha preso presto il nome di “calcio”: “la cosa più importante delle cose meno importanti”, diceva Sacchi, che proprio in quegli anni da sport-per-pochi ha assunto progressivamente una dimensione popolare, diffondendosi capillarmente lungo tutto il territorio italiano.

Si può dire che il G.S. Petroio nasce nel 1971 quando, in via della Pianata, sorge lo stadio alle porte del paese, in uno spazio angusto tra il cimitero e la collina piena di alberi. Frutto del lavoro di tantissimi volontari, provenienti anche dai paesi circostanti, lo stadio viene intitolato ad una delle icone del calcio degli anni 60’-70’, Armando Picchi, uno dei liberi più bravi che la storia italiana ricordi.

La sede del campo sportivo “Armando Picchi” tinta di blucerchiato, i colori del G.S.

La storia vera però, quella sul campo, inizia nel 1974, quando Don Silvano, all’epoca sacerdote, decide di iscrivere la squadra ad un piccolo campionato gestito dal CSI, Centro Sportivo Italiano: undici giocatori che, a dirla tutta, il pallone lo avevano visto di sfuggita in qualche televisione, si ritrovano a lottare per la vittoria, e alla fine terminano il torneo in seconda posizione. È la prima volta del G.S., che indossa maglie color viola fortemente volute da Silvano, fervente sostenitore della Fiorentina.

Ma qualche anno più tardi, quasi per combinazione, arriverà a Petroio uno scatolone ben sigillato, corredato da una lettera d’amore e d’amicizia verso il paese. Il mittente è di Genova, il contenuto non è altro che la maglia più bella del mondo, quella che contraddistinguerà da quel momento in poi il Petroio. Il blu del mare, cerchiato da due strisce bianche, una rossa e una nera: è la divisa da gara della Sampdoria, un dono venuto da lontano, “come se a Petroio fosse arrivato un razzo per andare sulla luna”.

E con la maglia blucerchiata il grande G.S. del 1979 arriva secondo in Terza Categoria: era la squadra del capitano Bianchini, di Casini e di Fulvio Benvenuti, a cui è stato intitolato il “Memorial” che tutt’ora viene disputato agli inizi di ogni estate a Petroio.

Il “Grande G.S.”, secondo nel campionato di Terza Categoria con le prime maglie della Sampdoria

Il G.S. ha dovuto passare anche momenti decisamente bui. Nel ’92, infatti, è stata dichiarata fine attività, ma due anni più tardi ecco tornare i blucerchiati a calcare i campi della zona: il Petroio si iscrive al campionato amatoriale e raggiunge anche l’Eccellenza di categoria. Gli “invincibili” del 2002 riportano la squadra ai fasti di fine anni ‘70, e dopo 25 anni di assenza dalla Terza Categoria, nel 2016, il G.S. si riscrive ufficialmente al campionato.

Gli “invincibili” del 2002

Il resto è storia recente, con la cavalcata della stagione 2017/2018 terminata al Passalacqua di Rapolano, nella finale play-off pareggiata contro il Cetona che ha promosso i biancoverdi in virtù di una differenza reti migliore di un gol rispetto a quella blucerchiata.

A un gol dalla storia, che tuttavia, ogni sabato, all’Armando Picchi, sembra fermarsi. Il Petroio è diventata, col passare degli anni, la squadra di tutti, e quando il G.S. gioca in casa il pubblico è sempre numeroso. E ci sono i posti fissi, anche se non esiste una tribuna: c’è chi la guarda dall’alto, sul greppo, e c’è chi invece si siede davanti alla rete.

Tutti ad ammirare quegli undici giocatori che indossano la maglia più bella del mondo, arrivata in dono 30 anni fa, che rimanda la memoria ad un passato sfocato ma, per Petroio, ogni sabato più limpido e presente che mai.

L’abbraccio tra tifosi e giocatori

Photo credit: Filippo Lorenzetti

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Zucche giganti, a Foiano della Chiana la più grande pesa 574 Kg

Branded Content a cura di Valdichiana Media e Amici della zucca di Foiano della Chiana – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2018 della Festa della Zucca – Pesa la zucca! Il…

Branded Content a cura di Valdichiana Media e Amici della zucca di Foiano della Chiana – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2018 della Festa della Zucca – Pesa la zucca!


Il titolo di ‘re delle zucche giganti’ della XVI festa della zucca di Foiano della Chiana se l’è aggiudicato Vinicio Giustarini di Semproniano, in provincia di Grosseto, con la sua zucca da 574 kg. Secondo classificato Egidio Mereo di Foiano della Chiana con una zucca da 411 kg, mentre il terzo posto è andato ad Andrea Turmolli, bergamasco, e alla sua zucca da 360 kg.

Con questo epilogo si è chiusa la XVI edizione della Festa della Zucca, in programma a Foiano della Chiana per l’ultimo fine settimana di settembre. Favorita dalle temperature calde e dalla voglia di stare all’aria aperta, la Festa ha fatto registrare grande affluenza di persone non solo dalla Valdichiana ma anche da altri parti d’Italia grazie anche alla spettacolare gara tra le zucche giganti.

La manifestazione, che cerca di promuovere, oltre al territorio, anche le mille virtù di questo prodotto, è cresciuta molto negli ultimi anni e nei giorni di organizzazione il centro storico foianese è stato preso d’assalto dagli stand espositivi di coltivatori e appassionati di zucche che hanno messo in mostra i loro coloratissimi e bizzarri esemplari.

Ovviamente, oltre agli espositori e alle molte attività organizzate per esaltare le qualità della zucca, l’attrazione della due giorni foianese è stato sicuramente il concorso ‘Pesa la Zucca!’, per il quale sono arrivate zucche giganti da tutta Italia. Il concorso è valevole per il campionato del mondo della Federazione Great Pumpkin Commnwealth.

Quest’anno il ‘re delle zucche giganti’ è stato Vinicio Giustarini, un agricoltore di Semproniano che ha sbaragliato la concorrenza con una zucca da 574 kg, forse la più grande che si sia mai vista a Foiano della Chiana. Vinicio non è nuovo a questo tipo di competizioni: durante l’anno, infatti, l’agricoltore grossetano prende parte a vari altri concorsi sparsi in tutta Italia, classificandosi sempre tra i primi posti.

A Egidio Mereo, con la sua zucca da 411 kg, figlia proprio della Valdichiana in quanto coltivata nel territorio in cui si svolge la manifestazione, è andato il secondo posto, terzo posto, invece, per Marco Turmolli, arrivato da Calcio in provincia di Bergamo, che nella coltivazione della cucurbita maxima è affiancato dalla moglie Anna Baggi e dal pappagallo portafortuna Pato, ha portato sulla bilancia di Foiano una zucca 360 Kg. Per i coniugi di Calcio la coltivazione delle zucche giganti è nata per caso e diventata poi un hobby. La cosa curiosa dei due coniugi bergamaschi è che, entrambi, non lavorano nemmeno nel settore agricolo: la moglie è un’impiegata e Marco fa il piastrellista, come hobby hanno un mulino, che definiscono «da passeggio» perché lo portano in giro nelle varie fiere, dove macinano il grano e la passione per le zucche giganti è nata prima come frequentatori di gare per poi appassionandosi sempre di più a questi preziosi prodotti della terra.

Il piccolo borgo della Valdichiana, grazie a questi personaggi e i loro prodotti che sembrano usciti dalle favole,  ha cambiato volto e per due giorni si è respirato ‘aria di una volta’, quando ogni festa in paese era un evento da segnare nel calendario e un’occasione per comprare il ‘vestito bono’, il tutto condito da un tocco di  innovazione. Zucche a forma di fiaschette, di palloni e di lanterne, dai colori autunnali (giallo, arancio, rosso vivo, verde, striate), alcune non commestibili (ma si possono scolpire e regalare ai bambini, per esempio, per Halloween), altre un vero ‘peccato di gola’, hanno riempito il tradizionale trascorrere della vita chianina.

“Anche per quest’anno la Festa della Zucca ha avuto un ottimo riscontro di pubblico, questo va a premiare la passione di chi come noi ha creduto in questa passione. In Italia ci sono molte associazioni come la nostra, ma la festa di Foiano è l’unica in grado di riunire appassionati da tutta Italia” – spiega Vasco Agnelli, presidente del Club Amici della Zucca.


Le zucche giganti si mettono in mostra alla XVI Festa della Zucca di Foiano della Chiana (27/09/2018)

Zucche piccole, grandi e giganti faranno bella mostra di se sabato 29 e domenica 30 settembre a Foiano della Chiana in occasione della XVI edizione della Festa della Zucca. Due i giorni in cui il centro storico di Foiano ospiterà stand espositivi di coltivatori e appassionati di zucche che esporranno i loro coloratissimi e stravaganti esemplari.

Il caratteristico borgo della Valdichiana offrirà al pubblico un colpo d’occhio particolare e un’atmosfera suggestiva grazie ai colori e alle forme del frutto autunnale per eccellenza: la zucca. La Festa della Zucca, organizzata dall’associazione Club Amici della Zucca con la collaborazione del Comune di Foiano della Chiana, negli anni è cresciuta molto e il segreto di ciò sta nel fatto, che pur non discostandosi troppo dalla solita sagra paesana, riesce a coniugare la tradizione con l’innovazione.

La tradizione è legata alla coltivazione della zucca, che nel territorio della Valdichiana in un recente passato era molto diffusa sia come frutto destinato agli allevamenti dei suini sia per fini alimentari, tanto da rappresentare un prodotto tipico del nostro territorio; mentre l’innovazione è legata dalla capacità di creare intorno a questo frutto una serie di iniziative di respiro nazionale che riescono ad attirare sempre di più l’interesse del pubblico. Un esempio è il concorso ‘Pesa la Zucca’, una bizzarra competizione dove possono partecipare coltivatori di zucca provenienti da tutta la penisola per contendersi il titolo della ‘Zucca più pesa d’Italia’ valevole per il campionato del mondo della Federazione Great Pumpkin Commnwealth.

Indubbiamente un concorso insolito nel suo genere che riesce a destare la curiosità del pubblico, soprattutto per le enormi zucche che Vasco, il presidente dell’associazione Club Amici della Zucca, e Co., riesce a far arrivare a Foiano da tutta Italia. Queste enormi zucche, che sembrano arrivare direttamente dalle favole, riescono a catturare l’attenzione di grandi e piccini non solo per la grandezza fuori dal comune ma anche per la loro coltivazione.

Le zucche giganti, o Cucurbita maxima, non sono affatto organismi geneticamente modificati ma sono frutti che derivano da semi ottenuti incrociando piante con caratteristiche di origini diverse con una genetica con elementi di gigantismo. La zucca è molto esigente in fatto di concimazione: ama i terreni ben lavorati e molto ricchi di sostanza organica, per questo prima i contadini coltivavano gli esemplari più grandi intorno alle concimaie, dove le zucche crescevano a dismisura trovando nutrimento a sazietà. Il periodo di germinazione di una zucca gigante è di 150 giorni circa: saranno necessari dai 60 ai 70 giorni dalla germinazione per dare alla pianta un buono sviluppo vegetativo. In 90 giorni circa la zucca raggiungerà il massimo del suo peso. Se le condizioni climatiche restano miti e la pianta è ancora in forma, è possibile che la zucca continui a crescere anche dopo i 90 giorni dall’impollinazione.

La zucca teme il freddo e la temperatura ottimale per il suo sviluppo si aggira tra i 18° e i 24°, sotto i 10° e sopra i 30° la zucca potrebbe soffrire e registrare dei danni. L’ideale per la zucca è essere coltivata in una zona semi ombreggiata, ma allo stesso tempo mite e arieggiata. Una volta che le piante saranno cresciute abbastanza si può procedere alla cimatura, ovvero il taglio del tralcio, da effettuarsi sopra la quarta o quinta foglia, in modo da favorire la cacciata dei germogli laterali che permetteranno alla pianta di allargarsi e non crescere solo in lunghezza. Un’altra buona pratica è il diradamento dei frutti per aumentarne le dimensioni e la qualità. Per ottenere buoni risultati dovremo lasciare non più di  3/4 frutti a pianta. I tralci con i frutti si cimano alla seconda foglia dopo il frutto.

C’è da fare però una raccomandazione, la zucca non va coltivata sullo stesso terreno prima di 2 o 3 anni, né farla seguire dalla coltivazione di altre cucurbitacee, solanacee o leguminose, logicamente se questo è possibile e se le dimensioni dell’orto lo consentono.

Queste e molte altre curiosità legate al frutto autunnale per eccellenza è possibile scoprirle grazie alle molte iniziative in programma per la XVI edizione della Festa della Zucca. Nel centro storico di Foiano della Chiana, sabato 29 e domenica 30 settembre 2018, saranno presenti stand espositivi di coltivatori e appassionati di zucche, che oltre a mettere in mostra i coloratissimi esemplari di cucurbita, daranno consigli sulla sua coltivazione e saranno pronti a rispondere a tutte le domande del pubblico.

Infine nella due giorni foianese dedicata alla zucca non mancheranno i punti di ristoro dove poter assaporare i piatti della tradizione locale, ammirare esposizioni artistiche e fotografiche, e le esibizioni di artisti di vario genere tra folkore e l’animazione per bambini.


XVI Festa della Zucca, dove la zucca è buona da mangiare e bella da vedere (17/09/2018)

L’ultimo weekend di settembre, sabato 𝟐𝟗 e domenica 𝟑𝟎, il cuore della Valdichiana, sarà palcoscenico della XVI edizione della Festa della Zucca. Due i giorni in cui il centro storico di Foiano della Chiana ospiterà stand espositivi di coltivatori e appassionati di zucche che metteranno in mostra i loro coloratissimi e stravaganti esemplari.

Il piccolo borgo quindi cambierà di nuovo volto per ospitare migliaia di zucche colorate e di grandezze mai viste, perché oltre a promuovere il territorio e il frutto autunnale dalla mille virtù, la festa è famosa in tutta Italia per il concorso ‘Pesa la Zucca’, una bizzarra competizione dove possono partecipare coltivatori di zucca provenienti da tutta la penisola per contendersi il titolo della ‘Zucca più pesa d’Italia’ valevole per il campionato del mondo della Federazione Great Pumpkin Commnwealth.

Quando si parla di festa della Zucca di Foiano, però, non si può non parlare anche degli organizzatori, ovvero dell’associazione Club Amici della Zucca, che da circa dieci anni, in collaborazione con l’amministrazione comunale, è dietro la macchina da presa per far sì che una delle manifestazione più caratteristiche della Valdichiana riesca sempre di più a richiamare, da ogni parte d’Italia, persone, amanti ed estimatori della zucca.

Nel 2008 nasce il Club Amici della Zucca, che si propone appunto di diffondere la cultura e la coltivazione della zucca nell’ottica di esaltare e conservare le tradizioni della civiltà contadina della Valdichiana. Il Club, nato dalla passione di un gruppo di amici, è iscritto alla Federazione mondiale Great Pumpkin Commonwealth e all’associazione europea EGVGA. Dal 2008 la gara Pesa la Zucca! Foiano è iscritta al campionato mondiale.

Vasco Agnelli, presidente del club ‘Amici della zucca’ e appassionato coltivatore di zucche da oltre dieci anni, entra in collaborazione con il comitato della festa dalla III edizione e dal 2007 viene dato nuovo impulso alla manifestazione con l’inizio della gara di peso tra zucche giganti.

L’obiettivo principale degli organizzatori è quello di creare una suggestiva atmosfera, che pur discostandosi dalla solita sagra paesana, mette in risalto con la gara e con le varie iniziative collaterali in tema con la zucca, un frutto che per tanto tempo nel passato ha rappresentato una importante coltivazione della nostra campagna, anche se con fini e scopi diversi.

Mentre nel centro di Foiano della Chiana fervono i preparativi, nelle campagne della Valdichiana è partita la raccolta di zucche. In una splendida giornata di sole settembrina, agli amici del club hanno riempito più di 30 cassoni di zucche che serviranno a decorare il paese con l’intento di salvaguardare le tradizioni locali legate alla terra e riscoprire a pieno l’agricoltura domestica dove in un recente passato era molto diffusa la coltivazione della zucca sia per gli allevamenti suini che per fini alimentari, tanto da rappresentare un prodotto tipico della nostra Valdichiana (zucca gialla da maiali, zucca lardaia).

Oltre a tutto questo, nel caratteristico borgo della Valdichiana sarà possibile vedere esibizioni di artisti di vario genere e degustare i piatti della tradizione nei punti ristoro dislocati nel centro storico. Non mancherà il folkore e l’animazione per bambini.

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Edicola Mario – Una triste verità

Mario è un edicolante dalla natura particolare: sempre scontroso e scostante, ma con un grande amore per la propria terra. Grazie alla sua attività riesce sempre ad essere un punto…

Mario è un edicolante dalla natura particolare: sempre scontroso e scostante, ma con un grande amore per la propria terra. Grazie alla sua attività riesce sempre ad essere un punto di riferimento per la comunità, mantenendo aggiornati i propri compaesani sulle vicende della zona. L’edicola di Mario è il modo più divertente per capire la realtà che ci circonda!

“L’edicola di Mario” di Michele Bettollini: una triste verità

Tutte le strip di Michele Bettollini nella speciale galleria: L’edicola di Mario

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Lo Stato Sociale in Piazza del Campo per la Notte dei Ricercatori – Intervista alla band

Dopo il successo di Sanremo arriva l’esibizione nella magnifica cornice di Piazza del Campo a Siena Al termine del concerto della band bolognese in Piazza del Campo, organizzato dall’Università di…

Francesco Bellacci e Lodo

Dopo il successo di Sanremo arriva l’esibizione nella magnifica cornice di Piazza del Campo a Siena

Al termine del concerto della band bolognese in Piazza del Campo, organizzato dall’Università di Siena e l’Università per stranieri, in collaborazione con il Comune di Siena, la Fondazione Monte dei Paschi, Uisp, l’azienda regionale per il diritto allo studio universitario e Toscana Life Sciences, per la Notte dei Ricercatori a Siena, mi sono intrufolato nel back-stage.

Un “dietro le quinte” molto particolare fra le sale del magnifico Palazzo Pubblico, dove i regaz de Lo Stato Sociale, ancora carichi di adrenalina da concerto, si stavano scolando le ultime bottiglie di birra vagando senza mete precise, ridendo e scherzando con los chicos degli Espana Circo Este e lo staff. L’ultimo sforzo della serata l’hanno fatto concedendomi un’intervista in perfetto Bolognese.

Com’è stato suonare a Sanremo?

Abbastanza divertente dai. In realtà suonare è una parola grossa, perché suonava l’orchestra: noi abbiamo cantato e fatto un po’ di casino. È stata una cosa strana, perché avevamo un pubblico di persone sedute, non c’eravamo abituati e poi ci sono tutte quelle telecamere… una cosa enorme! Ci stavamo cagando sotto, poi a metà del pezzo ci siamo caricati, perché abbiamo visto che il teatro era tutto in piedi e si muoveva. Da quel momento lì ci siamo divertiti un casino.

Tutto il teatro tranne due persone…

Bè sì… Matteo Salvini e la sua compagna. Erano fermi, immobili che si guardavano attorno con sdegno. Estranei a quella festa bellissima sembravano dire “io non mi voglio divertire con questi qui”, quasi fosse un motivo di orgoglio.

Come state vivendo il fatto di aver raggiunto una platea ancora più grande? Mi riferisco alle nonne, ai nipotini, alle mamme, ai babbi che vi hanno visto in tv.

È una figata! Questa estate abbiamo fatto un tour di concerti gratuiti nelle piazze e c’è stata la possibilità per i bambini, le famiglie e gli anziani di venirci a sentire. Abbiamo visto tantissime nuove facce di fronte a noi e questa roba qui è una figata, perché sai che stai facendo qualcosa che va un po’ oltre al circolo e alla nicchia. Poi in realtà abbiamo portato tutte le nostre canzoni, quelle che abbiamo fatto negli anni precedenti, quello che è la nostra storia fondamentalmente, e dopo i concerti ci sono state un sacco di persone che venivano a dirci “ma è divertentissimo è meglio della televisione!!”

Questa è “la rivoluzione che non passerà in TV” del vostro album L’Italia peggiore che diventa realtà!

Esatto!! Far uscire le persone di casa per noi è molto importante e ci piace molto. Speriamo di continuare con queste esperienze qua.

A me sembra un vostro piano per arrivare a dominare il mondo: farvi ascoltare dai bambini che crescendo chiederanno ai genitori “ma cosa significa stato sociale?” e i genitori saranno costretti a parlarne incuriosendo nuove generazioni. Confessate…

Esatto (ridono maliziosi). Infatti, prima il rettore dell’Università che ci ha detto “voi adesso state istruendo i bambini, state seminando e un giorno voteranno bene”, ma gli abbiamo subito risposto che voteranno bene se ci sarà qualcuno da votare. L’obiettivo di quello che facciamo è creare aggregazione, ma non si può fare solo con i giovani: c’è bisogno di allargare i confini e abbatterli per abbracciare generazioni diverse anche quelle molto più grandi. Siamo molto contenti di quello che ci sta succedendo e continueremo a fare questa operazione di estensione del dominio della lotta.

Parlate spesso di Bologna come una realtà dove i centri sociali ancora resistono, dove l’aggregazione è ancora una parola e una pratica radicata nella gente. Questo non esiste più nella maggior parte delle città italiane: non ci sono più punti di aggregazione, posti dove riscoprire e fare politica assieme, che non vuol dire assolutamente politica parlamentare. Quanto è grave questo problema?

È un problema molto grosso, che deriva da anni di mancanza di cure verso questo aspetto. La sinistra si è persa in un intellettualismo e in un atteggiamento che nasce dalla presunzione di conoscere il verbo divino e questa arroganza l’ha fatta allontanare dalla realtà.

Questo è quello che è successo alla sinistra parlamentare. E invece ai giovani?

Secondo me i giovani, ci assumiamo il rischio di dire una cazzata, hanno perso i punti di riferimento per quanto riguarda lo spirito della scoperta, della curiosità e sono diventati un po’ arrendevoli. Non soltanto per colpa loro, ma soprattutto per quello che ci viene imposto. Sia chiaro, non è un’imposizione rigida e granitica, ma qualcosa dettato dalla necessità. Non vedendo alternative ci si concentra nel portare a casa uno stipendio o nello studiare la cosa giusta per garantirsi un lavoro sicuro e non, invece, la cosa che ti interessa e ti rende felice. Questo è il problema… un bel mondo sarebbe dove le persone inseguono veramente quello che per loro è importante e non quello che gli viene detto di essere. Questa cosa non succede solo in Italia, ma in tutto il mondo. Da parte della sinistra manca la spinta culturale verso un atteggiamento carico di curiosità. Se non si stimola la curiosità si cade nell’apatia e nell’accettazione di quello che è il sistema e oggi il risultato è il disastroso declino dell’impegno… che poi sarebbe una cosa bellissima e divertente a differenza di quello che crede la gente.

Non è solo sacrificio, infatti.

No, assolutamente! Il sacrificio è una roba cristiana, di uno che ha stabilito che il sacrificio dovesse essere la via definitiva per tutte le cose. È chiaro che bisogna sbattersi, però se ti sbatti per una cosa in cui credi è per forza un piacere. Una vita in vacanza è questo: vivere di quello di cui hai voglia di vivere, di quello che credi sia giusto vivere. Solo che ormai s’è persa anche la volontà di stabilire cosa sia giusto, non per il mondo, perché sarebbe arrogante, ma per te stesso, per il tuo bene.

Il vostro nome nasce dal fatto che sentivate spesso lamentare la mancanza del welfare-state e in qualche modo, anche scherzoso, vi siete incaricati di riportarlo fra la gente. Come va il lavoro? Siete riusciti a rimediare?

Mah (ridono), purtroppo non siamo riusciti a bucare il grosso della barriera. Lo stato sociale è una cosa novecentistica in cui c’era un’idea di fondo che diceva che tutte le persone dovevano avere la stessa possibilità e le stesse opportunità, e lo Stato in teoria avrebbe dovuto aiutare lo sviluppo della società in questa direzione. Ora ci siamo noi e basta (ridono).

Dopo Sanremo qualcosina può cambiare?

Mah, siamo una goccia nell’oceano…

Ma non siete soli. Band che come voi si impegnano ce ne sono eccome: gli Espana Circo Este, Willie Peyote, I Ministri…

Ma certo! Per fortuna che nel mondo della cultura e della produzione artistica c’è chi si impegna in questa cosa qua. Sarebbe bello avere sempre, da parte di chi fa musica, da parte di chi fa cultura, una risposta o un segnale importante su quello che succede attorno.

A me pare che negli ultimi anni la musica stia facendo di nuovo suoi questi temi. Dopo il periodo delle Posse, di Caparezza, di Frankie Hi-Nrg, degli Offlaga Disco pax c’è stata una decina d’anni in cui questo modo di fare musica è scomparso del tutto, fino a quando siete tornati voi e altri artisti. Non sono esempi da poco, perché state avendo un ottimo seguito. Quindi questo momento della musica italiana mi sembra molto positivo, mi sbaglio?

Vero, sì assolutamente. Il problema è che nel mondo della produzione musicale non c’è interesse a creare un pensiero critico, ci si accontenta di fare una canzone che funzioni, che passi in radio e raggiunto lo scopo ci si limita a quello. Che va bene, non voglio fare una critica ferrea, ma solo dire che una volta che arrivi ad avere tutte le possibilità che ti dà un pubblico, perché non passare un decimo del tuo tempo a dire una cosa importante per provare a sensibilizzare sulle situazioni che vivi e vive chi ti ascolta?

Secondo me non si dà il giusto merito al lavoro di certe etichette discografiche. Quanto è importante il lavoro che fa la Garrincha?

È molto importante ed è una roba estremamente collettiva e comunitaria per come si è sviluppata. Soprattutto il fatto di essere in molti, spessissimo a contatto gli uni con gli altri, ti porta ad accettare e comprendere i difetti, perché sia noi che Garrincha, e tutte le persone con le quali lavoriamo, siamo pieni di difetti. Il bello è che abbiamo imparato ad accettarci e a convivere per cercare di fare qualcosa in più, e quindi in questo confronto constante fra di noi si cresce e si raggiungono risultati bellissimi da proiettare all’esterno: dal palco al pubblico. Per risponderti in breve: è una ricchezza.

“Approccio alla vita secondo il cazzeggio” è un po’ il mantra de Lo Stato Sociale. Ci spiegate cosa significa?

Consapevolezza del fatto che moriremo tutti e quindi è bene cercare di fare qualcosa di buono con il sorriso, godendotela il più possibile. Non ha senso struggersi, ha senso promuovere una gioia nel fare anche cose complicate. E poi ogni tanto ci sta di cazzeggiare, come facciamo nei concerti (ridono).

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Bruscello 2018 – Tutte le notizie

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Compagnia Popolare del Bruscello – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2018 del Bruscello Poliziano Al Bruscello 2019 tornerà la “Pia de’ Tolomei” Il grande pranzo dei bruscellanti…

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Compagnia Popolare del Bruscello – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2018 del Bruscello Poliziano


Al Bruscello 2019 tornerà la “Pia de’ Tolomei”

Il grande pranzo dei bruscellanti che si è svolto domenica 30 settembre è stato l’appuntamento tradizionale di chiusura delle attività annuali per la Compagnia Popolare del Bruscello, che anche quest’anno è stata protagonista dell’estate poliziana, portando con successo lo spettacolo “Sangallo 1518: il tempio poliziano” nei giorni di Ferragosto sul sagrato del duomo. Una rappresentazione che ha ottenuto consensi favorevoli e che ha degnamente celebrato il cinquecentenario della posa della prima pietra del Tempio di San Biagio.

Il pranzo è stato anche l’occasione per svelare il tema della prossima edizione del Bruscello, che, come anticipato da molto tempo, sarà la “Pia de’ Tolomei”. È infatti tradizione per la Compagnia Popolare riproporre questa classica rappresentazione ogni dieci anni, per festeggiare il compleanno del Bruscello Poliziano. Nel 2019 ricorrerà l’80° anno dal primo Bruscello moderno rappresentato in Piazza Grande, che portò proprio la “Pia de’ Tolomei” in scena nel 1939. Da allora i bruscellanti hanno continuato a mantenere viva la tradizione poliziana che proviene dall’antica civiltà contadina, diventando l’associazione più longeva di Montepulciano.

Molte le novità che ci aspettano per il Bruscello 2019 e che possono già essere anticipate, come il ritorno di Luciano Garosi alla direzione musicale e quello di Marco Mosconi alla regia. Per la prima volta, inoltre, verrà sperimentato un doppio cast di attori e solisti, che si alterneranno durante le serate in Piazza Grande e che permetteranno a tanti nuovi bruscellanti di fare il loro debutto. Dal momento che verrà utilizzato il libretto del 2009, scritto da Irene Tofanini, le prove inizieranno già a Gennaio, per dare modo a tutti i membri della Compagnia Popolare di arrivare preparati al grande appuntamento di Ferragosto, che celebrerà degnamente gli 80 anni di storia del Bruscello Poliziano.


Ritorna il Bruscellino sul prato di San Biagio (12/09/18)

Dopo lo spettacolo itinerante che ha attraverso le principali piazze di Montepulciano, domenica 16 settembre ritorna il “Bruscellino” sul prato di San Biagio. L’evento fa parte della giornata di celebrazione ufficiale dei festeggiamenti per il cinquecentenario dalla posa della prima pietra del Tempio di San Biagio, a cui seguirà una Lectio Magistralis del prof. Mauro Cozzi dell’Università di Firenze.

L’appuntamento con la replica di “Totino di San Biagio” sarà quindi una nuova occasione per entrare in contatto con la storia di Toto che ha portato alla nascita del grande monumento poliziano, grazie allo spettacolo messo in scena dalla Compagnia Popolare del Bruscello nella sua forma più simile a quella della tradizione contadina, da cui è nata la grande rappresentazione che ogni anno viene portata sul sagrato del Duomo di Montepulciano nei giorni di Ferragosto.

Il Bruscellino è pronto ad allietare il pubblico domenica 16 settembre alle ore 17, nel prato antistante il Tempio di San Biagio; verrà poi effettuata una replica straordinaria domenica 7 ottobre al centro visite del Lago di Montepulciano, in occasione della “Festa dei Nonni” organizzata dall’Auser.


Arriva il Bruscellino dedicato a Toto di San Biagio (06/09/18)

Domenica 9 settembre lungo le strade di Montepulciano torna il Bruscellino, uno spettacolo itinerante realizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello che allieta visitatori e passanti in una versione più simile a quella della tradizione contadina, accompagnato soltanto da una fisarmonica. L’appuntamento con “Totino di San Biagio” è per le ore 17 in Piazza Grande, ore 18 in Piazza delle Erbe e infine alle ore 18:45 davanti al Sagrato di Sant’Agostino.

Il bruscellino itinerante richiama il periodo in cui il Bruscello veniva fatto nelle aie dei poderi della mezzadria, all’ombra di un arboscello o nei mercati paesani durante le sagre della civiltà contadina della Valdichiana. Un rimando diretto a quella tradizione da cui è nato il Bruscello come lo conosciamo oggi, una grande rappresentazione che nei giorni di Ferragosto viene messa in scena sul sagrato del Duomo di Montepulciano con centinaia di bruscellanti e l’accompagnamento dell’orchestra.

Nella giornata di domenica 9 settembre torna quindi il bruscellino, il cui tema sarà dedicato ai 500 anni dalla fondazione del Tempio di San Biagio. Protagonista sarà infatti Toto, il popolano protagonista delle vicende che hanno portato alla costruzione del grande monumento poliziano. Il bruscellino sarà poi replicato domenica 16 settembre sul prato di San Biagio e domenica 7 ottobre al centro visite del Lago di Montepulciano in occasione della Festa dei Nonni organizzata dall’Auser.

L’antica forma di Bruscello prevedeva l’arrivo della compagnia con in testa il vecchio, portando una fronda d’albero adornata da fiocchi colorati e campanelli; accompagnati dalla fisarmonica, si cantava la storia in ottava rima. Di solito le vicende erano riprese dalla Bibbia, dalla storia romana o un fatto cavalleresco; le storie erano note a tutti, bastava un accenno e ognuno sapeva l’argomento. Vicende scarne, i personaggi pochi e ben definiti, le situazioni semplificate al massimo: amore, gelosia, vendetta, inganno, ansia di giustizia e gloria. Ma con i poveri mezzi davanti alla fantasia avida dei contadini si apriva un mondo ideale di bellezza, di giustizia, di valore. Simbolica la scena, che era solo lo spazio intorno all’albero rizzato nel luogo deputato alla rappresentazione. Simbolici i gesti, quasi ritualizzati. Simbolico il costume: bastava una corona per essere Re, la spada di legno per rappresentare il soldato, il manto colorato per i personaggi di cavalieri e dame, una mantella di balla per diventare popolani o contadini. Simbolica la musica, che serviva come accompagnamento, come corda di recita e sottofondo della narrazione.


“Sangallo 1518”: continua il Bruscello in Piazza Grande (13/08/18)

Uno spettacolo corale ed emozionante, che ha celebrato la posa della prima pietra di quello che è diventato il monumento più famoso di Montepulciano, ovvero il Tempio di San Biagio, avvenuta cinquecento anni fa: le prime serate di rappresentazione di “Sangallo 1518” hanno soddisfatto le aspettative del pubblico, e i bruscellanti sono pronti a rinnovare lo spettacolo tutte le sere in Piazza Grande, fino mercoledì 15 Agosto compreso.

Lo spettacolo messo in scena dalla Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano e dedicato al Tempio di San Biagio racconta le vicende di Antonio da Sangallo e di Toto, racconti ben presenti nella memoria dei poliziani e trasformati nel libretto del Bruscello 2018 da Irene Tofanini, mentre alla composizione musicale è tornato Alessio Tiezzi, che dirige un’orchestra di 33 giovani musicisti. Proprio i giovani sono al centro di questo Bruscello, grazie a una nutrita presenza di giovani bruscellanti, che sono la pietra fondante della compagnia delle prossime generazioni, il cui rinnovamento è stato capace di farle raggiungere la 79° edizione, un appuntamento ormai tradizionale per il Ferragosto di Montepulciano e una tradizione locale che è ormai riconosciuta come uno spettacolo unico nel suo genere, dal punto di vista culturale e sociale.

“Sangallo 1518” sancisce anche un ottimo esordio alla regia per Alessandro Zazzaretta, che per dodici anni ha svolto il ruolo di cantastorie del Bruscello, ruolo che per cinquant’anni è stato svolto da Arnaldo Crociani. Proprio in onore di quest’ultimo, ogni anno si celebrano le premiazioni del “Cantastorie” ai bruscellanti che si sono maggiormente distinti, offerti dalla famiglia Crociani. I premi di quest’anno sono stati assegnati a Matteo Benvenuti per la voce e la presenza scenica, a Claudio Bernetti per l’impegno e l’esempio dato alla compagnia, alla piccola Carlotta Camastra, per la simpatia e la giovinezza. Nell’occasione l’architetto Riccardo Pizzinelli, presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite, ha anche consegnato un premio al presidente Marco Giannotti per ricordare il felice ed eccezionale evento che ha celebrato i 500 anni del Tempio di San Biagio

Appuntamento quindi in Piazza Grande, nella splendida cornice del sagrato del Duomo, per le ultime rappresentazioni del Bruscello 2018 fino al giorno di Ferragosto, a partire dalle ore 21:30. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web www.bruscello.it


“Sangallo 1518”: il Bruscello Poliziano in Piazza Grande (09/08/18)

I preparativi sono ultimati e i bruscellanti sono pronti a esibirsi: il nuovo spettacolo della Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano si svolgerà in Piazza Grande da sabato 11 a mercoledì 15 Agosto 2018, un appuntamento tradizionale che anima la città di Montepulciano proprio nei giorni di ferragosto. Quella che ci apprestiamo a vivere è la 79° edizione del Bruscello, che sarà dedicata al cinquecentenario del Tempio di San Biagio, elemento architettonico fondamentale per il panorama di Montepulciano e per l’identità locale.

Lo spettacolo si intitola “Sangallo 1518” e ricorderà le vicende che hanno portato alla posa della prima pietra a opera di Antonio da Sangallo, l’architetto progettista, e la storia di Toto, il contadino che decise di raccogliere i fondi per la costruzione della chiesa. Il Bruscello si svolgerà nella consueta forma di rappresentazione popolare, con cori e orchestra, nell’affascinante commistione di musica e canto adagiata nella scenografia naturale del sagrato del Duomo di Piazza Grande.

Come già accaduto lo scorso anno, con la rappresentazione dedicata a Sant’Agnese, anche per l’edizione del 2018 si tratta di una prima rappresentazione assoluta, perché il Bruscello non aveva mai affrontato questo soggetto. A questo importante progetto hanno lavorato Irene Tofanini, autrice del libretto, e il maestro Alessio Tiezzi, autore delle musiche, con la supervisione del direttore artistico Franco Romani. Una novità è rappresentata dall’arrivo alla regia di Alessandro Zazzaretta, dopo molti anni come cantastorie, così come il lavoro svolto da Cristina Peruzzi alle coreografie. Assieme a loro, circa cento bruscellanti suddivisi in vari ruoli, per una rappresentazione corale che ha suscitato grande attesa in tutto il territorio.

Quello con il Bruscello Poliziano è un appuntamento ormai tradizionale per l’estate di Montepulciano: giunta all’edizione 79, la forma moderna del teatro popolare ripresa nel 1939 affonda in realtà le sue radici nella civiltà contadina della Valdichiana. Ancora oggi moltissime persone continuano a tramandare l’arte del Bruscello, rendendolo un appuntamento culturale di fondamentale importanza, facendo superare la barriere di Montepulciano e coinvolgendo sempre più partecipanti dai comuni limitrofi.

Anche quest’anno il Bruscello ha ricevuto il patrocinio della Regione Toscana (dove è stato presentato mercoledì 8 Agosto presso la sede del Consiglio Regionale a Firenze), oltre che del Comune di Montepulciano e della Provincia di Siena, a testimonianza della sua importanza storica, artistica e culturale. Per informazioni e prenotazioni per lo spettacolo che si svolgerà in Piazza Grande dall’11 al 15 Agosto 2018, è possibile consultare il sito web www.bruscello.it


Le prove di “Sangallo 1518” in Piazza Grande (02/08/18)

Nelle calde serate dei primi giorni di agosto, come accade ormai da quasi ottant’anni a Montepulciano, la Compagnia Popolare del Bruscello Poliziano si riunisce per le prove in Piazza Grande, preparandosi al grande spettacolo che andrà in scena dall’11 al 15 Agosto, cinque sere consecutive nella splendida cornice di un palcoscenico naturale che renderà l’atmosfera ancora più magica.

Quest’anno il tema del Bruscello Poliziano sarà “Sangallo 1518”, dedicato alle vicende che hanno portato alla costruzione del Tempio di San Biagio, di cui ricorre il cinquecentenario della posa della prima pietra. Nel corso di questi giorni, in Piazza Grande, si svolge l’allestimento delle scenografie e le prove serali delle scene, sotto la direzione del regista Alessandro Zazzaretta, anche con l’accompagnamento dell’orchestra diretta dal maestro Alessio Tiezzi. Le prove andranno avanti fino a giovedì 9 agosto, giorno dedicato alla generale, e sono liberamente accessibili al pubblico; dopo la pausa di Calici di Stelle di venerdì 10 agosto, arriverà finalmente il momento del vero e proprio spettacolo che ci accompagnerà fino a Ferragosto.

Nel frattempo, la macchina organizzativa si prepara a limare gli ultimi dettagli della 79° edizione del Bruscello Poliziano, che verrà presentata ufficialmente mercoledì 8 agosto alle ore 12:00 presso il Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, e nuovamente sabato 11 agosto alle ore 18:00 presso la canonica del Tempio di San Biagio di Montepulciano, a ridosso della prima rappresentazione di “Sangallo 1518”.

Per informazioni sullo spettacolo che si svolgerà in Piazza Grande dall’11 al 15 Agosto 2018, è possibile consultare il sito web www.bruscello.it


Le musiche dell Bruscello Poliziano dedicato a Sangallo (17/07/18)

Continuano le prove del Bruscello Poliziano e le fasi di avvicinamento al grande spettacolo che, come da tradizione, animerà Piazza Grande nei giorni di Ferragosto; la messa in scena di “Sangallo 1518: il Tempio Poliziano” è infatti prevista per i giorni dall’11 al 15 agosto nello splendido palcoscenico naturale della piazza principale di Montepulciano, sul sagrato del Duomo, che da 79 anni vede alternarsi gli interpreti della Compagnia Popolare del Bruscello nelle rappresentazioni che derivano dall’antica tradizione contadina e riproposte in chiave moderna in uno spettacolo unico nel suo genere.

L’edizione di quest’anno ha visto il ritorno nel ruolo di compositore musicale del maestro Alessio Tiezzi, direttore dell’Istituto di Musica Henze di Montepulciano, che nel corso degli ultimi mesi ha lavorato alla composizione del Bruscello 2018 in sintonia con Irene Tofanini, autrice del libretto.

“Il lavoro è stato un processo piuttosto naturale – spiega Alessio Tiezzi – questo è l’anno dei festeggiamenti del cinquecentenario della costruzione del Tempio di San Biagio, molto caro a tutti i poliziani, quindi è stato naturale sceglierlo come tema portante del Bruscello. Assieme ad Irene abbiamo lavorato intensamente tutto l’inverno, siamo soddisfatti e fiduciosi. In queste settimane stiamo provando con il coro, che è una parte molto importante del Bruscello: si tratta di un coro d’azione e sempre presente, che lancia un messaggio. Questo sarà infatti un Bruscello molto corale, fatto da tutti con impegno e grande serenità.”

La regia è stata affidata ad Alessandro Zazzaretta, mentre le coreografie a Cristina Peruzzi, entrambi supervisionati dal direttore artistico Franco Romani. La composizione del Bruscello 2018 è stata un lavoro di squadra, volta a potenziare il senso di comunità dei bruscellanti e di tutti i poliziani:

“Nel momento della scrittura della parte musicale ho vissuto la storia della costruzione del Tempio di San Biagio anche come un momento personale di riflessione – continua Alessio Tiezzi – C’è stato un parallelo con la parte compositiva, con l’ambizione di costruire qualcosa che rimanga per la società, per i cittadini, per i poliziani. Costruire un tempio è in qualche modo il simbolo di quello che cerco di fare tutti i giorni all’Istituto di Musica, aiutare a formare una generazione che viva in maniera sana il rapporto con la musica e con il proprio tempo, riscoprendo la propria umanità, la sensibilità alla bellezza e alla scoperta dell’altro.”


Novità alla regia per il Bruscello Poliziano dedicato a Sangallo (05/07/18)

Le prove del Bruscello Poliziano sono ancora in corso, ma i protagonisti dello spettacolo che andrà in scena dall’11 al 15 agosto in Piazza Grande a Montepulciano possono già anticipare alcune delle importanti novità che verranno presentate al pubblico durante la prossima edizione del Bruscello. La principale è sicuramente l’esordio alla regia di Alessandro Zazzaretta, che per molti anni ha svolto il ruolo di cantastorie e che quest’anno si troverà ad affrontare l’esperienza da un altro punto di vista:

“È una grande emozione e un privilegio occuparsi della regia del Bruscello. – commenta Zazzaretta – L’idea è sempre stata quella di considerare ogni bruscellante come il vero protagonista, tutti hanno pari dignità di fronte al pubblico. Nel corso degli anni si sono succeduti tanti bruscelli, li ho apprezzati tutti: il Bruscello ha un valore assoluto, non può fare competizione a sé stesso, non si possono fare preferenze. Ogni volta nasce e finisce, però ogni anno è il Bruscello.”

Alle parole del regista fanno eco quelle di Franco Romani, direttore artistico della Compagnia Popolare del Bruscello:

“Quello che metteremo in scena ad agosto sarà un Bruscello dedicato alla posa della prima pietra del Tempio di San Biagio, avvenuta nel 1518. Sarà dedicato al Sangallo, l’architetto progettista, narrando varie vicende della sua presenza a Montepulciano, e la storia di Toto, che decide di raccogliere i fondi per la costruzione di questa chiesa. Già nel 1962 Toto di San Biagio fu protagonista di un Bruscello a lui dedicato, ma questa volta si tratta di un’opera più complessa, incentrata sulla nascita del Tempio di San Biagio e sul suo importante ruolo per Montepulciano.”


Il Bruscello Poliziano: uno spettacolo corale che supera i confini di Montepulciano (18/06/18)

Procedono come da programma le prove del Bruscello Poliziano, ogni mercoledì presso la sede della Compagnia Popolare in via delle Lettere: i bruscellanti, sotto la direzione musicale del maestro Alessio Tiezzi, la regia di Alessandro Zazzaretta e la direzione artistica di Franco Romani, stanno infatti preparando lo spettacolo che andrà in scena dall’11 al 15 agosto in Piazza Grande, e che si preannuncia fin da adesso un evento corale che supererà i confini di Montepulciano.

“Sangallo 1518: il tempio poliziano” racconterà infatti la nascita del Tempio di San Biagio, per celebrare al meglio il cinquecentenario dalla posa della prima pietra. Cinque serate di uno spettacolo unico in Italia e nel mondo, che porterà nella “Perla del Cinquecento” un’edizione in grande stile con la presenza di decine di bruscellanti e orchestrali sul sagrato del Duomo.

“Ci aspetta un’edizione con molte novità, uno spettacolo corale che ogni anno richiama sempre più persone dai comuni limitrofi. – commenta Marco Giannotti, presidente della Compagnia Popolare – Non possiamo più dire che il Bruscello è solo dei poliziani, ma è un orgoglio per noi accogliere bruscellanti dagli altri paesi, addirittura dagli Stati Uniti e dal Sudafrica! È bellissimo vedere volti nuovi che si affacciano per la prima volta al palcoscenico di Piazza Grande e rendersi conto del loro entusiasmo, con i vecchi che accolgono ben volentieri i nuovi arrivati.”

Le prove del Bruscello Poliziano si svolgeranno tutti i mercoledì presso la sede della Compagnia Popolare fino alla fine del mese di luglio, per poi spostarsi in Piazza Grande. La presenza di tanti elementi, dai più esperti ai bruscellanti alla prima esperienza, dimostra l’importanza di questa manifestazione e la sua capacità di continuare a rinnovarsi nel tempo, un vero e proprio patrimonio culturale che supera i confini di Montepulciano.


Il Bruscello Poliziano racconterà la nascita del Tempio di San Biagio (22/05/18)

Sabato 19 Maggio, nella splendida cornice del Tempio di San Biagio, è stata presentata la 79° edizione del Bruscello Poliziano: lo spettacolo di quest’anno, infatti, sarà proprio ispirato ai cinquecento anni dell’inizio dei lavori del grande monumento di Montepulciano, la grande chiesa edificata a valle del centro storico su progetto dell’architetto Antonio da Sangallo.

“Sangallo 1518: il tempio poliziano” sarà il titolo del Bruscello, la cui anteprima si è svolta al cospetto di una nutrita platea di bruscellanti e di cittadini con le parole del Presidente della Compagnia Popolare Marco Giannotti, il direttore artistico Franco Romani, il Presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite Riccardo Pizzinelli, il parroco di San Biagio Don Domenico Zafarana, il vicesindaco del Comune di Montepulciano Luciano Garosi. Durante l’occasione sono state presentate alcune arie della composizione, opera del maestro Alessio Tiezzi, suonate all’organo restaurato del Tempio di San Biagio e cantate da alcuni bruscellanti, mentre l’autrice del libretto, Irene Tofanini, ha illustrato le caratteristiche della trama. Grande emozione nelle parole di Alessandro Zazzaretta, che dopo dodici anni come cantastorie avrà l’onore di curare la regia del nuovo spettacolo.

Durante l’anteprima è stato presentato il bozzetto originale del manifesto, realizzato da Gino Filippeschi, completamente dedicato al Tempio di San Biagio, e la Compagnia Popolare è stata insignita dell’immagine in “Chinadiferro” realizzata per celebrare il cinquecentenario del monumento. Appuntamento quindi, come da tradizione, nei giorni di Ferragosto in Piazza Grande, con l’edizione 2018 del Bruscello Poliziano intitolata “Sangallo 1518: il tempio poliziano”.


Il 19 Maggio l’anteprima del Bruscello dedicato al Tempio di San Biagio (16/05/18)

La nuova edizione del Bruscello Poliziano, che come da tradizione animerà Piazza Grande nei giorni di Ferragosto, è pronta a presentarsi in una speciale anteprima che si terrà sabato 19 Maggio alle ore 17 presso il Tempio di San Biagio a Montepulciano.  La Compagnia Popolare del Bruscello è pronta a svelare a tutta la cittadinanza il tema e le caratteristiche del nuovo spettacolo, che avrà come titolo “Sangallo 1518: il Tempio Poliziano”.

Dopo il grande successo della scorsa edizione, “Agnese: la Santa Poliziana”, che celebrava la ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Sant’Agnese, anche quest’anno la Compagnia Popolare del Bruscello approfondirà un elemento storico di grande importanza per Montepulciano, ovvero il Tempio di San Biagio. Proprio nel 2018 ricorrono i 500 anni dalla posa della prima pietra e, sull’onda del ricco calendario di celebrazioni, anche il Bruscello vuole rendere omaggio al monumento architettonico per eccellenza dell’identità poliziana.

L’edizione numero 79 del Bruscello Poliziano verrà quindi presentata in anteprima alla presenza del Presidente della Compagnia Popolare Marco Giannotti, il direttore artistico Franco Romani, il Presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite Riccardo Pizzinelli, il parroco di San Biagio Don Domenico Zafarana, il regista Alessandro Zazzaretta. L’autore delle musiche, il maestro Alessio Tiezzi, presenterà alcune arie del nuovo Bruscello, mentre Irene Tofanini, autrice del libretto, illustrerà i momenti salienti del testo. Sarà inoltre presentata l’immagine del manifesto, realizzata da Gino Filippeschi. Al termine della presentazione, un piccolo rinfresco e un brindisi benaugurale verranno offerti a tutti i partecipanti.

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Il Tempio di San Biagio compie 500 anni: tutte le notizie

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Gli eventi per il V centenario della prima posa di San Biagio proseguono con la mostra “Il Tempio di San Biagio disegnato da Roberto Minetti” (28/09/2018)

Nell’ambito delle celebrazioni per la ricorrenza del V centenario della fondazione del Tempio della Madonna di San Biagio (1518 – 2018), che da alcuni mesi si stanno tenendo con ottima risposta di pubblico e una serie di eventi che hanno avuto il loro culmine proprio nel mese di settembre, le Opere Ecclesiastiche Riunite e la parrocchia di San Biagio continuano a proporre interessanti eventi culturali come la mostra: “Il Tempio di San Biagio disegnato da Roberto Minetti” inaugurata domenica 23 settembre, presso il teatrino della Canonica di San Biagio, e che rimarrà aperta fino al 7 ottobre 2018.

Roberto Minetti, architetto e fine disegnatore, nutre per la sua città di origine, Montepulciano, particolare interesse ed amore che lo hanno portato prima a studiarne le vicende storico-artistiche quindi ad approfondirne la conoscenza tramite il disegno dal vero di molti dei suoi capolavori.

Uno dei luoghi di maggior interesse per il suo studio e la sua riproduzione è proprio il Tempio di San Biagio, a cui ha voluto dedicare una monografia in occasione del V centenario. I disegni in mostra, realizzati con tecniche differenti ed eseguiti quasi tutti in tempi recenti in “plein-air” permettono di cogliere il monumento attraverso punti di vista privilegiati e talvolta inconsueti rendendone con grande efficacia le forme, i valori spaziali e i toni coloristici e materici. La mostra, che si tiene come detto nel Teatrino della Canonica e che è ad ingresso gratuito, ha anche una appendice all’interno del Tempio, dove Roberto Minetti approfondisce tematiche grafiche più di tipo descrittivo e ricostruttivo architettonico.

Partendo infatti dal rilievo delle facciate del San Biagio com’è oggi, passa a disegnare una convincente immagine della cupola ricoperta con le ormai famose “squame” in terracotta invetriata così come realmente è stato dal 1544 al 1603 (con alcune interessanti varianti), per giungere ad ipotizzare una diversa conclusione della lanterna e del campanile (disegnando anche il secondo previsto), per quella che potrebbe essere stata l’idea originale dal Sangallo, non realizzata per la sua morte nel 1534. Infine conclude con quella che da sempre è la suggestione più fantasiosa, ma che trova nei precedenti dei grandi architetti del tempo ampia descrizione, cioè disegna il San Biagio con quattro campanili.

Queste elaborazioni trovano il loro contesto migliore proprio all’interno del percorso espositivo della mostra “Il Tempio di San Biagio a Montepulciano dopo Antonio da Sangallo – Storia e Restauri”, che si sta tenendo dentro al monumento e che durerà fino al 4 novembre 2018, che ripropone l’arredo interno originale della chiesa realizzato a partire dall’ultimo quarto del Cinquecento, con la ricollocazione delle antiche tele negli altari interni, che hanno restituito al San Biagio l’antico colore ed il suo originario significato religioso.


V Centenario della fondazione del Tempio di  San Biagio, continuano i festeggiamenti (12/09/2018)

Da alcuni mesi si stanno svolgendo, con ottima risposta di pubblico, una serie di eventi che avranno il loro culmine proprio nel mese di settembre, offrendo l’occasione di riportare al centro dell’interesse e dello studio uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale italiana: il Tempio di San Biagio, che come noto, fu realizzato su progetto di Antonio da Sangallo il Vecchio (1455-1534) dal 1518 al 1548, a seguito di eventi miracolosi accaduti nell’aprile del 1518 e realizzato grazie alla raccolta di offerte dei cittadini e dei devoti.

Gli appuntamenti inizieranno già giovedì 13 settembre, alle ore 18,00, quando verrà presentato all’interno di San Biagio il catalogo della mostra: “Il Tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo – Storia e Restauri” – a cura di Laura Martini e Riccardo Pizzinelli e in collaborazione con Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Siena, Grosseto e Arezzo e AFI Associazione Fabbricerie d’Italia. Nella stessa ci sarà anche la Presentazione del restauro della tela della “Natività della Vergine”, a cura di Mary Lippi, finanziata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, e al termine ci sarà la donazione di un dipinto ad acquarello realizzato durante il corso: “Il Rotary dipinge il territorio”, in collaborazione con Rotary Club Chiusi-Chianciano-Montepulciano.

Venerdì 14 settembre la giornata sarà dedicata agli Harvard Art Museum di Boston: alle ore 17,00 presso il salone superiore della Canonica sarà presentato il volume “Rhythm & Light” di Danielle Carrabino e Mark Carrol sulla vicenda del cortile degli Harvard Art Museums, ispirato alla Canonica di San Biagio e recentemente interessati da un progetto di Renzo Piano. A conclusione della serata, alle ore 21,00, nel Teatrino della Canonica si terrà l’esecuzione di “Vergine Bella”, concerto di musica rinascimentale in Streaming con Harvard Art Museums, in collaborazione con A Colorni – Hirschman International Institute

Sabato 15 settembre, durante la festa popolare che si terrà nel prato della chiesa, dalle ore 15,00 alle ore 20.00, sotto gli archi della Canonica, sarà eseguito l’Annullo Filatelico, in collaborazione con Associazione Filatelica Poliziana, mente, alle ore 17, presso il teatrino della Canonica, sarà presentato L’inventariazione dell’Archivio dell’Opera di San Biagio e la ristampa dei primi rilievi della chiesa (1829) con Letture da Poliziano, in collaborazione con Biblioteca Archivio Piero Calamandrei e Arteatro Gruppo di Montepulciano. Infine, sempre sabato 15 alle ore 18,00 presso il prato di San Biagio, avrà luogo il concerto della Banda Poliziana, in collaborazione con Istituto di Musica Hans Werner Henze – Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte.

Domenica 16 settembre, giornata di celebrazione ufficiale, alle ore 17,00, sul prato di San Biagio, andrà in scena il Bruscellino “Totino da San Biagio”, in collaborazione con Compagnia Popolare del Bruscello, mentre alle 18,00, all’interno della chiesa si terrà l’interessantissima Lectio magistralis sulla “La costruzione del Tempio di San Biagio” del prof. Mauro Cozzi dell’Università di Firenze, che verrà replicata la mattina successiva di lunedì 17 settembre presso i Licei Poliziani. La serata si concluderà alle ore 19,00 con un Concerto celebrativo del Belcanto Italiano Duo, Fondazione Mercadante, in collaborazione con Fondazione Mercadante.

Infine il V centenario dalla posa della prima pietra del Tempio di San Biagio ha portato alla realizzazione di una grande mostra allestita all’interno della chiesa “Il tempio di San Biagio a Montepulciano dopo Antonio da Sangallo – Storia e Restauri” (22 aprile – 4 novembre 2018), che ripropone l’arredo interno originale della chiesa realizzato a partire dall’ultimo quarto del Cinquecento, con la ricollocazione delle antiche tele negli altari interni, radunando colore e significato religioso all’interno del monumento.


Al Tempio di San Biagio, presentazione del catalogo della mostra “Il tempio di San Biagio a Montepulciano dopo Antonio da Sangallo – Storia e Restauri” (10/09/2018)

La presentazione del catalogo avverrà giovedì 13 settembre alle ore 18,00 proprio nel Tempio e per l’occasione saranno presenti il parroco di San Biagio, Don Domenico Zafarana; il Presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano, Riccardo Pizzinelli; la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo, Anna di Bene; il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, S.E. Mons. Stefano Manetti; il sindaco di Montepulciano, Andrea Rossi; il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Piero di Betto; il Presidente del Rotary Club Chiusi – Chianciano – Montepulciano, Fabio Fiorini.

Il Tempio, capolavoro dell’architettura rinascimentale italiana, fu realizzato su progetto di Antonio da Sangallo (1455-1534) dal 1518 al 1548 e da sempre è stato oggetto di numerosi studi, che hanno sottolineato l’uso sapiente e armonico degli ordini, dei partiti architettonici e delle proporzioni classiche in un rapporto dialettico tra uomo, architettura e paesaggio.

L’ambizioso progetto architettonico, nacque a seguito di eventi miracolosi accaduti nell’aprile del 1518 e fu realizzato grazie alla raccolta di offerte dei cittadini e dei devoti. Alla morte del Sangallo (1534) i lavori continuarono con la costruzione della cupola tra il 1543 e il 1545, mentre il primo campanile fu concluso solo nel 1564 ed il secondo resta ancor oggi incompiuto. Il tempio fu comunque consacrato già nel 1537, ma gli altari, pensati dal Sangallo con un prospetto architettonico sobrio, furono solo in parte realizzati come li aveva previsti il famoso architetto, rimanendo incompiuti ed a lungo privi di dipinti.

Il V centenario dalla posa della prima pietra del Tempio di San Biagio a Montepulciano ha offerto l’occasione per rivisitare e riproporre l’arredo interno originale della chiesa realizzato a partire dall’ultimo quarto del XVI secolo, sulla base delle nuove regole emanate dal Concilio di Trento in materia di apparato liturgico e di arte sacra.

L’esposizione focalizza, infatti, l’attenzione su un capitolo poco conosciuto delle vicende di San Biagio: la storia dimenticata dell’arredo interno del tempio, realizzato tra la fine del Cinquecento, al tempo della Controriforma, e il pieno Seicento, con l’affermazione dell’eloquio barocco. L’attuale, classica, configurazione interna risale infatti al recupero ‘purista’ di fine Ottocento, su cui ebbe una parte importante l’architetto senese Giuseppe Partini, con gli altari ricostruiti in stile cinquecentesco sull’esempio dell’unico, che è stato ritenuto eseguito su disegno originale del Sangallo nella prima metà del Cinquecento (il primo del braccio sinistro con il dipinto dell’Annunciazione). Il progetto di rinnovamento interno coinvolse i sei altari laterali con un ornato esuberante di volute, stemmi e putti in stucco dipinto e dorato, racchiusi entro l’arcata a rosoni, e le tele in essi ospitate.

Su proposta del Partini, San Biagio divenne anche Monumento nazionale nel 1878 e, tra gli anni ottanta e novanta dell’Ottocento, fu oggetto prima di pesanti lavori demolitivi e poi della ricostruzione delle mense in travertino e dei dossali. A seguito di ciò le grandi tele eseguite nel passato, furono trasferite in chiese cittadine e del territorio, e gli altari rimasero vuoti fino al ‘prestito’, nel 1904, di dipinti provenienti dai depositi delle Gallerie fiorentine, poi restituiti nel 1973. Oggi sono tornate a occupare l’antica posizione all’interno dell’aula ridando al san Biagio colore e significato liturgico.

Dopo la presentazione, verrà mostrato il restauro della tela della “Natività della Vergine”, a cura di Mary Lippi e con il finanziamento del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e al termine seguirà la donazione di un dipinto ad acquarello realizzato durante il corso: “Il Rotary dipinge il territorio”, in collaborazione con Rotary Club Chiusi-Chianciano-Montepulciano.


A San Biagio la musica è di casa per le celebrazioni del 5° centenario (24/07/2018)


Migliaia di persone lo scorso fine settimana si sono riversate, in maniera pacifica e serena, nel verde prato di San Biagio dove la comunità poliziana sta celebrando i cinquecento anni della posa della prima pietra del grande Tempio voluto da Antonio da Sangallo il Vecchio col determinante contributo del Papa Leone X. Tante persone, soprattutto giovani e ragazzi, per assistere ai quattro concerti che, in soli quattro giorni, hanno interessato la Chiesa e la segreteria del Centenario – composta da Opere Ecclesiastiche Riunite e Parrocchia – promotori degli eventi in collaborazione con gli altri enti.

Giovedì scorso, 19 luglio, è stata la volta del Cantiere Internazionale d’Arte che ha fatto tappa a Montepulciano per l’esecuzione della “Petite Messe Solennelle” in occasione dell’anniversario della morte di Gioachino Rossini, compositore e illustre italiano. Insieme alla Corale Poliziana ha cantato il Dortmunder Kammerchor diretti da Roland Boer, alla presenza delle autorità civili della città e di oltre quattrocento persone che hanno assistito entusiasti all’abile esecuzione promossa dai vertici del Cantiere.

Sabato 21 luglio la Canonica di San Biagio, sede delle attività pastorali e culturali della Parrocchia, ha ospitato ilConvegno Internazionale di Studi Umanistici dell’Istituto Petrarca, giunto alla sua trentesima edizione. Meravigliata per l’accoglienza riservata ai quasi cento partecipanti la prof.ssa Luisa Secchi Tarugi, promotrice dell’evento che ha portato a Montepulciano illustri docenti provenienti da varie Nazioni europee. Si è parlato di Rinascimento, di sincretismi, di incontri e scontri culturali che hanno interessato questo periodo della storia umana. Grande risalto è stato dato al Convegno anche dal Comune di Montepulciano, che ha messo a disposizione il pullman per accompagnare i convegnisti alla visita della città, durante la pausa pranzo. A portare il saluto all’inizio dei lavori anche il Vescovo mons. Manetti che si è detto grato per la cultura che occasioni come queste, in un’epoca di crisi culturale e spirituale, riescono a offrire a tutti. La serata si è conclusa con il concerto dell’insieme vocale “Vox Cordis” di Arezzo, diretto dal maestro Donati, il quale ha eseguito soprattutto brani della tradizione religiosa rinascimentale.

Domenica 22 luglio, al mattino, dopo la celebrazione festiva presieduta dal Parroco don Domenico, in una chiesa gremita come nelle grandi occasioni – complice il bel tempo – alla quale hanno preso parte numerosi fedeli provenienti da diverse regioni d’Italia, il maestro Massimiliano Grassi ha tenuto il concerto d’organo, utilizzando lo strumento da pochi mesi restaurato posto in una delle due cantorie del presbiterio. Ad introdurre il singolare concerto le parole del Parroco che, ringraziando la Presidente del Cantiere Internazionale Sonia Mazzini per la collaborazione maturata anche in questo anno del centenario, ha auspicato altri appuntamenti con l’organo nella prossima stagione cantieristica.

Nel pomeriggio di domenica trentacinque ragazzi del Campus Nazionale di Legambiente, aventi un’età compresa tra i 10 e i 17 anni, presenti nella Riserva Naturale di Pietraporciana per le loro giornate di studio, hanno eseguito un simpatico concerto con musiche tratte dai cartoni animati, dalle colonne sonore del maestro Ennio Morricone, nonché brani di musica religiosa e, infine, l’inno nazionale anche a ricordo della Grande Guerra conclusa proprio un secolo fa. Ragazzi che – come ha ricordato il responsabile formativo – si sono ritrovati da più parti d’Italia accomunati dall’amore per la musica, per il territorio, per le bellezze che ci sono state donate.

Ultimo appuntamento è quello che ha interessato il prato e la Chiesa di San Biagio lunedì 23 luglio, dove una dozzina di artisti, guidati dal maestro Felice Feltracco, ha eseguito degli acquerelli in occasione del corso organizzato dal Rotary Club di Chianciano-Chiusi-Montepulciano. A presenziare, al termine della lunga giornata conclusasi con la visita guidata del Tempio ed un aperitivo offerto dalle Opere Ecclesiastiche Riunite, anche l’arch. Pizzinelli (Presidente della Fabbriceria) e l’arch. Fiorini, attualmente Presidente del locale Rotary Club, che ha ringraziato la Parrocchia e le Opere per aver messo a disposizione dei partecipanti al corso i locali della Canonica.

Giornata intense dunque quelle che hanno interessato la Chiesa di San Biagio e la Canonica per celebrare il quinto centenario dell’evento che ha portato alla costruzione del tempio rinascimentale. Giornate che proseguiranno con i prossimi eventi, primo tra tutti il Bruscello di Piazza Grande che si svolgerà dall’11 al 15 agosto, che metterà in scena proprio la costruzione del grande edificio ecclesiale, vanto della città di Montepulciano.


Proseguono i festeggiamenti del V Centenario della fondazione del Tempio di San Biagio con le Fabbricerie d’Italia e la Giostra del Saracino (14/06/2018)

 Proseguono, in queste settimane, gli appuntamenti dei festeggiamenti per il V centenario della posa della prima pietra del Tempio di San Biagio a Montepulciano (1518–2018). Venerdì 15 giugno alle ore 16 in alcuni locali della Canonica, si terrà in forma privata l’Assemblea della Associazione Fabbricerie d’Italia, evento significativo che porterà a Montepulciano i rappresentanti delle amministrazioni dei più celebri capolavori religiosi italiani quali il Duomo di Milano, la Basilica di San Marco a Venezia, l’Opera Primaziale Pisana, solo per citarne alcune tra le più importanti.

Al termine dell’evento, alle ore 18, tutta la popolazione è invitata a partecipare all’interno del Tempio, ad un ricco programma che prevede inizialmente la presentazione ufficiale del Restauro dell’antico organo eseguita nello scorso anno 2017 da parte del maestro Riccardo Lorenzini di Montemurlo (PO), grazie al finanziamento proprio dell’Associazione Fabbricerie d’Italia, della Conferenza Episcopale Italiana e di alcuni privati tra cui la famiglia Contucci, per ricordare Alamanno Contucci che nel 1781 ha realizzato lo strumento.

Seguirà poi un’altra presentazione, quella della mostra di preziosi testi dell’architettura del ‘500, nella Sacrestia, dal titolo “Arte, Architetti, Architettura” realizzata dalla Società Bibliografica Toscana, che ha editato un bel catalogo che raccoglie anche interventi storici, oltre che bibliografici sui 500 anni del Tempio. A seguire si terrà un concerto d’organo e Soprano, da parte della ormai famosa soprano Eleonora Contucci, accompagnata da Antonio di Marco all’organo e da Antonio Cordisco alla tromba, in collaborazione con Festival di Pasqua a Montepulciano.

Ancora a seguire una sbandierata della Contrada Le Coste per festeggiare gli ospiti intervenuti, dopo di che seguirà un aperitivo sotto alle storiche arcate della Canonica Sangallesca.

Domenica 17 giugno ci sarà invece una appendice popolare con la tradizionale “Corsa del Saracino”, realizzata dall’omonima Associazione, nel prato della chiesa.

Le iniziative per i cinque secoli di vita del monumento poliziano di maggior fama, si stanno moltiplicando con la partecipazione di tante le realtà cittadine e del territorio che stanno concretizzando eventi di grande richiamo e di indiscussa qualità, accanto ad appuntamenti che coinvolgono associazioni e istituti didattici come l’Istituto Iris Origo di Montepulciano che recentemente ha prodotto un interessante CD ed un depliant illustrativi, realizzati in maniera mirabile dai ragazzi delle prime classi.

Dopo questa fase, gli appuntamenti del cinquecentenario riprenderanno alla metà del mese di luglio con la presentazione di un volume dedicato alla mostra “Il tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo” e con una giornata dedicata all’architettura del Convegno di Studi sul Rinascimento, il 21 luglio, in collaborazione con l’Istituto Francesco Petrarca di Milano, che realizzerà anche un concerto di musica da Camera nella stessa serata.


Alla scoperta di San Biagio in sella alle due ruote (07/06/2018)

In occasione dei festeggiamenti del V centenario della costruzione del Tempio di San Biagio, il gruppo Motociclisti Diocesani ha organizzato, per sabato 9 e domenica 10 giugno, un moto incontro per far conoscere il bellissimo Tempio e l’affascinante territorio che lo accoglie, un pezzo di mondo sospeso tra Valdichiana e la Valdorcia.

Il gruppo Motociclisti Diocesani è un’associazione pubblica di fedeli nata dal desiderio della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza di costituire un gruppo di persone che non abbia solo un casco in testa ben allacciato ma che cerchi di vivere da Cristiano seguendo gli insegnamenti di Gesù e la sua Chiesa. Un’associazione a cui sta a cuore la sicurezza personale ed altrui che voglia aiutare tutti coloro che si avvicinano e si avvicineranno al mondo motociclistico nell’amare, oltre le due ruote, il Signore e gli altri.

L’idea di organizzare un incontro per far conoscere San Biagio e il suo paesaggio è nata dal legame che c’è tra il gruppo e questo stupendo monumento. Nell’altare patrocinato dalla nobile famiglia Ricci, ormai da qualche anno, infatti, si trova anche lo stemma dei Motociclisti Diocesani essendo la Madonna affrescata dell’altare centrale definita anche “Madonna del Buon Viaggio”. Fu il Beato Paolo VI – Papa Giovanni Battista Montini – a volere la Madonna di San Biagio con questo titolo nuovo.

L’appuntamento di sabato e domenica prossima prenderà il via nel pomeriggio di sabato 9 con un giro in moto per la Valdorcia alla scoperta di itinerari inediti e con la visita guidata del Tempio di San Biagio. Domenica 10 giugno spazio ancora alla scoperta del nostro territorio per poi prendere parte alla suggestiva Santa Messa, che sarà celebrata da don Claudio Porelli al Tempio di San Biagio. Al raduno prenderà parte anche Andrea Cristaldini del gruppo ‘Motociclisti della Madonna’ di Roma che ogni anno organizzano un moto pellegrinaggio a Lourdes.

Per il gruppo Motociclisti Diocesani, quella di San Biagio è la seconda uscita, la prima è stata organizzata con il gruppo Mototuristi Torritesi di Torrita di Siena ad Amatrice. Il forte legame con questa terra è motivato dal fatto che la Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza nella frazione di Amatrice, Santa Giusta, è proprietaria di un immobile adibito ad attività pastorali e accoglienza di gruppi. Nell’aprile scorso 50 equipaggi sono partiti alla volta di Amatrice per un incontro con le popolazioni amatriciane gemellate con la Parrocchia di San Biagio. In quell’occasione sono state raccolte offerte specifiche che sono state messe a disposizione di Padre Savino D’Amelio, parroco di Amatrice, per le necessità del territorio.

“Sono contento di ospitare a San Biagio il gruppo dei Motociclisti Diocesani che, unendosi ad altri appassionati delle moto, hanno scelto di onorare in questo anno 2018 uno dei monumenti più pregiati del territorio nazionale. La presenza del cappellano don Claudio Porelli alla celebrazione di domenica mattina, insieme alla presenza di tanti motocilisti sin dal sabato pomeriggio, denota una particolare attenzione di questo gruppo – che ha avuto il riconoscimento del Vescovo diocesano – nei confronti della Chiesa che è anche sede spirituale del gruppo. Sarà un week-end interessante che rinsalderà ancor più il legame con il gruppo dei Motocilisti Diocesani” – è il commento del parroco Don Domenico Zafarana alla vigilia dell’appuntamento.


Il Tempio di San Biagio affascina il pubblico con la sua storia (24/04/2018)

Con la cerimonia di inaugurazione della mostra “Il Tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo. Storia e Restauri”, avvenuta sabato 21 aprile, siamo entrati nel clou del programma dei festeggiamenti per i 500 anni della posa della prima pietra del complesso architettonico. L’evento espositivo all’interno del Tempio ha lo scopo di porre l’attenzione su un capitolo poco conosciuto delle vicende di San Biagio: la storia dimenticata dell’arredo interno del tempio, realizzato tra la fine del Cinquecento, al tempo della Riforma Cattolica, e il pieno Seicento, con l’affermazione dell’eloquio barocco.

Il Tempio di San Biagio, non solo in epoca rinascimentale, ma anche nel corso dei secoli, rappresenta l’immenso, con la sua altezza, e l’eterno, con la sua forma perfetta; questi elementi fanno sì che il monumento poliziano sia amato e studiato da tutto il mondo e che adesso, grazie a questa esposizione veramente unica, turisti e gente del luogo, potranno conoscere ancora meglio la sua storia così ricca e nel contempo complessa nelle vicende storico-artistiche.

All’apertura ufficiale della mostra, avvenuta lo scorso sabato 21 aprile, hanno preso parte il presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano, Riccardo Pizzinelli, Mons. Stefano Manetti, Vescovo diocesano, Andrea Rossi, Sindaco di Montepulciano (insieme a tutti gli assessori della Giunta Comunale), don Domenico Zafarana, Parroco di San Biagio che insieme al Pizzinelli ha fatto gli onori di casa, Silvia Calamandrei, della Biblioteca Archivio “Piero Calamandrei” e Piero Di Betto del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, che ha finanziato il restauro di una delle grandi tele; era presenta anche Giuseppe Costa, Presidente di Civita-Opera. Subito dopo il pubblico presente ha potuto assistere al concerto d’Organo del maestro senese Cesare Mancini, Soprintendente della Regione per gli organi antichi.

Domenica 22 aprile, il giorno dopo l’apertura ufficiale, il programma è proseguito con la solenne celebrazione mattutina a ricordo del centenario del miracolo presieduta dal Parroco e dal Vice Parroco – alla quale hanno preso parte numerosi ragazzi della Parrocchia con le rispettive famiglie – e con la conferenza celebrativa “Gli anni del Tempio di San Biagio – Dalla maniera moderna alla controriforma”, tenuta del prof. Antonio Natali, già direttore del Museo degli Uffizi di Firenze. A seguire il Concerto di Primavera, diretto dal Maestro Alessio Tiezzi; produzione questa della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte in collaborazione con le Opere Ecclesiastiche Riunite e con le Parrocchie di Montepulciano. Esecuzioni dell’Orchestra Poliziana, della Corale Poliziana diretta da Judy Diodato, del Coro Harmonia Cantata di Firenze e del giovanile Coro della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

“Voglio in special modo esprimere gratitudine e riconoscenza all’architetto Pizzinelli, che con passione e tenacia ha voluto quanto noi oggi possiamo vedere ed ammirare, e alla dott.ssa Laura Martini, al culmine del suo mandato decennale, per la forza emotiva e la preparazione culturale che ha permesso di riportare le cinque tele qui, nel loro luogo originario, dove rimarranno per i mesi a venire” – è stato il commento di Don Domenico parroco della parrocchia di San Biagio.

In occasione del giorno centenario del miracolo della Madonna di San Biagio, la comunità cristiana, inoltre, si è ritrovata nella Chiesa giubilare per una veglia di preghiera durante la quale è stato ricordato quel 23 aprile di 500 anni fa. Al momento di fede ha preso parte anche il Vescovo Manetti che ha ricordato come il fulcro delle celebrazioni “trova spazio e senso proprio in questo giorno nel quale, 500 anni dopo, ricordiamo due miracoli: il primo è quello della Madonna che apriva e chiudeva gli occhi, mentre il secondo è quello della gente di Montepulciano che in pochi mesi ha trovato tutti i fondi per costruire un edificio del genere, cosa oggi impensabile; si è trattato, cari fratelli e sorelle, di un vero e proprio miracolo che ha coinvolto tutti, anche quelli che non avevano nulla e che hanno offerto il proprio tempo per la costruzione della Chiesa di San Biagio”.

Il calendario degli eventi organizzati in occasione del V centenario dalla posa della prima pietra del Tempio di San Biagio proseguiranno poi il 13 maggio con la Festa dell’Ascensione, organizzata unitamente alla Contrada Le Coste, la quale ha predisposto un ricco programma in collaborazione con alcune associazioni della città.


Al Tempio di San Biagio preziose opere ne ripercorrono la storia (20/04/2018)

Sabato 21 aprile al Tempio di San Biagio, verrà aperta al pubblico la mostra documentaria ‘Il Tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo – Storia e Restauri’, composta da immagini, dipinti, incisioni, piante e prospetti del Tempio più famoso al mondo.

La mostra all’interno del Tempio di San Biagio è stata svelata in anteprima ai giornalisti, che dopo una breve introduzione da parte del presiden te delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano Riccardo Pizzinelli, Laura Martini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo e Don Domenico parroco della Diocesi di San Biagio, hanno potuto ammirare le cinque pale restaurate raffiguranti le vicende di San Biagio, le piante e i prospetti antichi del Tempio.

L’evento espositivo, che si aprirà al pubblico sabato 21 aprile, vuole porre l’attenzione su un capitolo poco conosciuto delle vicende di San Biagio: la storia dimenticata dell’arredo interno del tempio, realizzato tra la fine del Cinquecento, al tempo della Controriforma, e il pieno Seicento, con l’affermazione dell’eloquio barocco. L’attuale, classica, configurazione interna risale, infatti, al recupero ‘purista’ di fine Ottocento con gli altari ricostruiti in stile cinquecentesco sull’esempio dell’unico che è stato ritenuto eseguito su disegno originale del Sangallo nella prima metà del Cinquecento.

L’esposizione, curata da Laura Martini e Riccardo Pizzinelli, è promossa e organizzato da Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano, dalla Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Siena, Grosseto e Arezzo, dal Comune di Montepulciano, dalla Biblioteca Archivio Piero Calamandrei, con in contributo del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, l’intervento di Cattolica Assicurazioni ed è prodotta da Opera-Civita.

Un contributo importante per il restauro stato dato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, da sempre impegnato nella sostenibilità del suo territorio d’origine, in particolare dal punto di vista del recupero delle opere di interesse pubblico. In particolare, in questa occasione, il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano si è impegnato nel restauro di una delle opere più significative conservate a Montepulciano, La Natività della Madonna attribuita a Raffaello Vanni, pittore della scuola senese del Seicento. Il grande dipinto, un olio su tela di 496×300 di dimensioni attualmente ubicato nella parete sinistra del presbiterio del santuario di S. Agnese di Montepulciano, era in passato collocato nel 2° altare a sinistra del Tempio di San Biagio.

L’apertura ufficiale della mostra sarà sabato 21 aprile a partire dalle ore 17 alla quale prenderanno parte il presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano Riccardo Pizzinelli, Mons Stefano Manetti Vescovo di Montepulciano Chiusi Pienza Andrea Rossi Sindaco di Montepulciano, Don Domenico Zafarana Parroco di San Biagio, Silvia Calamandrei della Biblioteca Archivio Piero Calamandrei e Piero Di Betto del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano Giuseppe Costa Presidente Opera. Subito dopo l’apertura, il pubblico presente potrà assistere al concerto d’Organo di Cesare Mancini.


‘Il tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo’, opere che ripercorrono la storia del Tempio (17/04/2018)

Le celebrazioni del V centenario dell’edificazione del Tempio di San Biagio a Montepulciano, uno dei più celebri capolavori dell’architettura rinascimentale italiana realizzato su progetto di Antonio da Sangallo il vecchio dal 1518 al 1548, offrono l’occasione per rivisitare e riproporre l’arredo interno originale della chiesa realizzato a partire dall’ultimo quarto del Cinquecento.

Sabato 21 aprile al Tempio di San Biagio, verrà inaugurata la mostra documentaria ‘Il Tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo – Storia e Restauri’, composta da immagini, dipinti, incisioni, piante e prospetti dell’interno della struttura prima della distruzione degli altari rinnovati nel tardo  XVI e nella prima metà del secolo XVII, nonché documenti legati al loro abbattimento e alla costruzione secondo l’architettura rinascimentale.

L’evento espositivo vuole porre l’attenzione su un capitolo poco conosciuto delle vicende di San Biagio: la storia dimenticata dell’arredo interno del tempio, realizzato tra la fine del Cinquecento, al tempo della Controriforma, e il pieno Seicento, con l’affermazione dell’eloquio barocco. L’attuale, classica, configurazione interna risale, infatti, al recupero ‘purista’ di fine Ottocento con gli altari ricostruiti in stile cinquecentesco sull’esempio dell’unico che è stato ritenuto eseguito su disegno originale del Sangallo nella prima metà del Cinquecento.

L’esposizione, curata da Laura Martini e Riccardo Pizzinelli, è promossa e organizzato da Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano, dalla Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Siena, Grosseto e Arezzo, dal Comune di Montepulciano, dalla Biblioteca Archivio Piero Calamandrei, con in contributo del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, l’intervento di Cattolica Assicurazioni ed è prodotta da Opera-Civita.

All’inaugurazione prenderanno parte il presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano Riccardo Pizzinelli, Mons Stefano Manetti Vescovo di Montepulciano Chiusi Pienza Andrea Rossi Sindaco di Montepulciano, Anna Di Bene Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena Grosseto e Arezzo, Don Domenico Zafarana Parroco di San Biagio, Silvia Calamandrei della Biblioteca Archivio Piero Calamandrei e Piero Di Betto del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano Giuseppe Costa Presidente Opera. Dopo l’apertura della mostra il concerto d’Organo di Cesare Mancini.

Il complesso architettonico con il  Tempio a pianta centrale e l’adiacente Canonica, costruiti in blocchi di travertino  delle  vicine cave di S. Albino, è stato oggetto di numerosi studi, che sottolineano l’uso sapiente e armonico degli ordini, dei partiti architettonici e delle proporzioni classiche in un rapporto dialettico tra uomo, architettura e paesaggio. Alla morte del Sangallo (1534) i lavori continuarono con la costruzione della cupola tra il 1543 e il 1545, mentre il primo campanile fu concluso solo nel 1564 ed il secondo resta ancor oggi incompiuto.

L’ambizioso progetto architettonico, nacque a seguito di eventi miracolosi accaduti nell’aprile del 1518 e fu realizzato grazie alla raccolta di offerte dei cittadini e dei devoti. Il tempio fu consacrato nel 1537, ma gli altari, pensati dal Sangallo con un prospetto architettonico sobrio, furono solo in parte realizzati come li aveva previsti il famoso architetto, e rimasero incompiuti ed a lungo privi di dipinti.

Dagli anni settanta dell’Ottocento, sull’onda di un rinnovato interesse per la storia e l’architettura del monumento dopo l’Unità d’Italia, si giunse ad elaborare un progetto di ripristino neorinascimentale nel quale ebbe una parte determinante l’architetto senese Giuseppe Partini. A seguito di una sua proposta San Biagio divenne monumento nazionale nel 1878 e, agli inizi degli anni ottanta, fu oggetto di una prima fase di pesanti lavori demolitivi. Solo negli anni novanta, infine, si giunse alla ricostruzione delle mense in travertino e dei dossali, a seguito della quale le grandi tele eseguite per San Biagio, furono trasferite in chiese cittadine e del territorio, e gli altari rimasero vuoti fino al ‘prestito’, nel 1904, di dipinti provenienti dai depositi delle Gallerie fiorentine, poi restituiti nel 1973.


Tra scienza e fede, il Pendolo di Foucault a San Biagio fa il pieno di visitatori (26/03/2018)

Al Tempio di San Biagio si è conclusa la prima Settimana Scientifica dedicata al Pendolo di Foucault: oltre 2000 visitatori hanno assistito all’affascinante esperimento che dimostra la rotazione della Terra su se stessa all’interno di una cornice unica nel suo genere. Appuntamento ad ottobre 2018 per la seconda Settimana Scientifica

L’organizzazione della prima Settimana Scientifica, la seconda si svolgerà ad ottobre 2018, è stata curata dalle Opere Ecclesiastiche Riunite, dalla Parrocchia di San Biagio, unitamente a Civita-Opera, con il patrocinio del Comune di Montepulciano, della Società Astronomica Poliziana, dei Licei Poliziani, della Biblioteca Archivio “Piero Calamandrei” e della Fondazione Cantiere d’Arte di Montepulciano.

La settimana appena conclusa fa parte del calendario eventi dei festeggiamenti del V centenario della posa della prima pietra di San Biagio che ha avuto inizio domenica 18 marzo 2018 con una Lectio Magistralis del vicedirettore della Specola Vaticana Padre Paul Mueller, che ha affrontato lo spinoso tema del rapporto tra scienza e fede. Trovandosi a Montepulciano, davanti al pendolo con cui Foucault provò per la prima volta la rotazione della Terra, Padre Paul non ha potuto fare a meno di  citare Bellarmino e Galileo Galilei.

L’esperimento del Pendolo è andato avanti per tutta la settimana, fino ad arrivare a sabato 24 marzo, quando, nel Teatrino di San Biagio, si è svolto un interessante dialogo tra Don Alessandro Omizzolo, astronomo della Specola Vaticana, e Massimo Mazzoni della Società Astronomica Italiana. La lezione è stata poi seguita dall’ultima dimostrazione dell’esperimento e dal concerto della soprano poliziana Anna Maria Amorosa con il maestro Massimiliano Cuseri all’organo appena restaurato di San Biagio

Un ruolo fondamentale, per tutta la settimana, è stato svolto dagli studenti dei Licei Poliziani, che oltre ad accogliere turisti e colleghi studenti di altri Istituti, hanno spiegato al pubblico le origini dell’esperimento e la storia del Tempio San Biagio per poi procedere alla dimostrazione della sperimentazione. In tutto i visitatori, che hanno avuto modo di osservare l’esperimento nell’arco della settimana, sono stati quasi 2000.

“Portando i saluti del Dirigente Scolastico Professore Marco Mosconi, ringrazio le opere Ecclesiastiche, Don Domenico, il Comune di Montepulciano, la Società Astronomica Poliziana per averci regalato di nuovo l’emozione di vedere il pendolo di Foucault oscillare in questa splendida cornice, che è la Chiesa di San Biagio. Grazie a tutti coloro che sono intervenuti e ai nostri ragazzi, che incuranti del freddo e della pioggia, hanno trascorso questa settimana ad accogliere studenti e turisti, con un pizzico di timidezza, ma anche con spirito di iniziativa”è stato il commento della professoressa Simona Caciotti referente del progetto per i Licei Poliziani.

 “Quella del Pendolo è stata un’esperienza arricchente sotto molti punti di vista: dal lato scientifico a quello della fede, ma anche dal lato culturale e umano. Le conferenze di padre Mueller, di Omizzolo e di Mazzoni hanno messo in luce quanto piccoli siamo e, nel contempo, quanto può la nostra mente comprendere pur nella propria finitezza. Un plauso grandissimo, oltre alle varie associazioni che hanno collaborato in sinergia, va soprattutto ai quasi settanta ragazzi liceali che, con professionalità ed educazione, hanno illustrato a tutti gli ospiti questo esperimento. L’alternanza scuola/lavoro, per la prima volta nella nostra Parrocchia, ha funzionato pienamente. Ad ottobre, insieme all’orchestra dei Licei, replicheremo l’esperienza per dare alla Chiesa e alla nostra città, quel lustro che purtroppo gli eventi delle ultime settimane hanno parzialmente oscurato”ha spiegato Don Domenico a margine dell’evento.

L’altra settimana dedicata al Pendolo di Foucault si svolgerà dal 20 al 27 ottobre 2018 e in quell’occasione sarà possibili assistere all’esibizione del Coro e dell’Orchestra dei Licei Poliziani.


Scienza e fede si fondono a San Biagio per la seconda edizione del Pendolo di Foucault (19/03/2016)

Come si comporta l’universo? – si chiedeva Stephen Hawking. Noi, in questi giorni, lo vedremo con i nostri occhi, lo toccheremo con le nostre mani, lo gusteremo con i nostri sensi. L’universo si comporta secondo delle leggi precise, ben definite, che Foucault anche oggi ripresenta” – con queste parole Don Domenico Zarafana, parroco della Parrocchia di San Biagio, ha dato ufficialmente il via alla seconda edizione del Pendolo di Foucault domenica 18 marzo al Tempio di San Biagio.

La seconda edizione dell’affascinante esperimento che dimostra la rotazione della Terra su sè stessa è curata da Opere Ecclesiastiche Riunite, dalla Parrocchia di San Biagio, unitamente a Civita-Opera, e gode del patrocinio del Comune di Montepulciano, della Società Astronomica Poliziana, dei Licei Poliziani, della Biblioteca Archivio “Piero Calamandrei” e della Fondazione Cantiere d’Arte di Montepulciano. Questo evento, già proposto a Montepulciano nel 2016 in occasione della Settimana Scientifica dei Licei Poliziani, rientra nel calendario dei festeggiamenti organizzati per il V centenario della posa della prima pietra del famoso monumento, avvenuta il 15 settembre 1518.

La seconda edizione del Pendolo di Foucault è l’occasione per poter nuovamente vedere oscillare il Pendolo nella suggestiva cornice di San Biagio in un esperimento che coniuga scienza, divulgazione, arte ed architettura ai massimi livelli: il filo oscillante penderà infatti all’interno della chiesa per ben 42 metri. Attorno all’esperimento si articola un programma ricco di iniziative che vedranno impegnati gli studenti dei licei e più in generale tutto il territorio.

Durante la giornata di apertura, dopo i saluti istituzionale del parroco Don Domenico, dell’architetto Riccardo Pizzinelli già presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite, dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Montepulciano Francesca Profili, del dirigente scolastico dei Licei Poliziani Marco Mosconi e della presidente del Sap Vanna Pellegrini, è seguita la Lection Magistralis del padre gesuita Paul Mueller Vice Direttore della Specola Vaticana dal 2010 e molto legato alla figura di San Bellarmino e ai suoi studi, filo conduttore della lezione. La serata si è conclusa con il concerto, organizzato in collaborazione con la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, di alcuni musicisti dell’Istituto di Musica Henze diretti dal maestro Alessio Tiezzi. I musicisti hanno eseguito alcuni brani all’organo, costruito da Alamanno Contucci nel 1781 e recentemente restaurato dalle Opere Ecclesiastiche Riunite.

L’esperimento del Pendolo di Foucault sarà visibile tutti i giorni dalle 10:30 alle 13 e dalle 15:30 alle 17; a fare da accoglienza ai turisti saranno gli studenti dei Licei Poliziani, coordinati dalla professoressa Simona Caciotti, i quali accoglieranno i visitatori, spiegheranno loro la storia dell’esperimento e del Tempio che lo accoglie e poi procederanno alla dimostrazione. La prima Settimana Scientifica chiuderà sabato 24 marzo con un dialogo dal titolo ‘Tra stelle e astri…confronto dialogico’ tenuto da don Alessandro Omizzolo, astronomo, e Massimo Mazzoni della Società Astronomica Italiana, mentre alle ore 16.45 è previsto il concerto del soprano poliziano Anna Maria Amorosa con l’utilizzo dell’organo restaurato della Chiesa di San Biagio.


Aperte le celebrazioni per il centenario (06/02/2018)

La celebrazione per i 500 anni dalla posa della chiesa di San Biagio, in un clima profondamente suggestivo e realmente partecipato, al tramonto di sabato 3 febbaraio dinanzi a poco più di cinquecento persone, quanti sono gli anni della Chiesa, con la lettura – da parte del Parroco di Montepulciano, don Domenico Zafarana – della Bolla Papale con la quale la Penitenzieria Apostolica ha, di fatto, concesso il Giubileo. Tanta attenzione nei presenti e anche stupore per un documento proveniente dalla Città del Vaticano e consegnato alla Parrocchia direttamente dalle mani del Vescovo in quella sede, all’inizio di questo anno centenario.

“Non un magnate, non un principe del Rinascimento, ma la popolazione tutta, senza distinzione di ceto, è stata il vero mecenate che ha donato le risorse per edificare questo tempio nel quale, cinquecento anni dopo, noi ci troviamo” – con queste parole il vescovo Stefano Manetti, Vescovo della Diocesi poliziana-chiusina-pientina, ha salutato i numerosi presenti convenuti nella monumentale Chiesa di San Biagio.

Dopo la lettura della Bolla Pontifica la Messa è proseguita normalmente; più volte mons. Manetti ha fatto riferimento – nel corso dell’omelia – alla storia della Chiesa che, annualmente, viene visitata al suo interno da decine di migliaia di turisti che ne possono ammirare  la bellezza architettonica e monumentale; quella stessa bellezza che, alla fine del XIX secolo, le ha meritato l’appellativo di <Monumento nazionale di prima fascia> al pari degli altri monumenti nazionali e di rilevanza internazionale.

“Chi viene qui – ha precisato mons. Manetti – entra come in una poesia, una poesia elevata e dolcissima, che l’armonia architettonica di questo edificio e la bellezza che esprime in qualche modo contengono in sé, per offrirla ai tanti pellegrini e visitatori per questi cinque secoli e oltre”. Molto seguito l’intervento di mons. Manetti il quale ha inoltre ricordato “la generosità dei nostri antenati che con straordinario entusiasmo si sono spesi per la costruzione di questa chiesa; gli artisti che hanno messo i loro talenti al servizio della bellezza e della fede, e che attraverso le cose materiali, come le pietre, riescono a indirizzare il nostro sguardo alle realtà immateriali dello spirito; la memoria culturale che ha formato i poliziani, così necessaria per guardare al futuro e, infine, tutti voi che amate questo luogo e che, insieme ai pellegrini che la visitano ogni anno, riempite di significato queste pietre che formano il Tempio che oggi celebriamo”.

Parole forti quelle del Vescovo che ha spronato la comunità poliziana ad essere come ‘pietre vive’ capaci di edificare la Chiesa con la maiuscola che ha, in Cristo Signore, la sua ragion d’essere. Per l’occasione – era la prima volta – è stato eseguito l’inno del centenario ‘Cristo, pietra viva’ scritto la scorsa estate dal Parroco don Domenico e musicato dal maestro Luciano garosi, attualmente docente al Conservatorio di Firenze e di Siena e già direttore dell’Istituto di Musica di Montepulciano. Il pezzo, eseguito all’inizio e alla fine della celebrazione, è stato cantato da tutta l’assemblea data la sua orecchiabilità.

Don Domenico al termine del rito religioso, al quale hanno preso parte sia il Vice Parroco che gli altri due sacerdoti delle Parrocchie poliziane in segno di unione e vicinanza spirituale, ha ringraziato il “Vescovo fiorentino, come Antonio da Sangallo il Vecchio” per l’affetto “costantemente dimostrato alla nostra comunità, anche se con discrezione ma con efficacia”.

“Noi oggi a priamo un anno intero di celebrazioni – ha precisato don Domenico – che ricorderanno la posa della prima pietra. Quante pietre vive sono passate calpestando questo pavimento in cinque secoli! Quanta gente umile, semplice, fedele; quanti sposi o bambini portati al fonte battesimale, o defunti per i quali si è offerto il suffragio. Quante pietre vive, che formano un tempio ben più grande e ben più bello che cammina da duemila anni. Quanta grazia tra queste mura, dinanzi a lei, “Nostra Donna”!”. E ha concluso “Noi oggi, con animo grato, insieme a lei, Vescovo fiorentino (come il Sangallo), che la Provvidenza ha voluto in questo momento storico, rendiamo grazie alla Provvidenza per quanto stiamo vivendo. Oggi come allora ci sono i rappresentanti civili della comunità poliziana. Oggi come allora fratelli e sorelle nella fede sostano lieti dinanzi alla “imagine di Nostra Donna” che tanto bene ha fatto e continua a fare per la nostra gente, nel silenzio e con efficacia”.

I festeggiamenti si sono conclusi con il saluto di Riccardo Pizzinelli, presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite, che ha illustrato il programma dell’intero centenario, e il saluto veloce e sentito del Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, che ha partecipato all’intera celebrazione insieme all’assessore Francesca Profili, e a diversi consiglieri comunali che non sono voluti mancare all’evento religioso.

 


500 anni della Fondazione di San Biagio, il Giubileo darà il via ai festeggiamenti (26/01/2018)

L’inizio dei festeggiamenti del giubileo avverrà con la celebrazione eucaristica della festa di San Biagio, presieduta dal Vescovo mons. Manetti, nel pomeriggio di sabato 3 febbraio quando — in apertura della celebrazione — verrà data lettura della Bolla Pontificia di Sua Santità Papa Francesco con la quale, ufficialmente, si proclama l’apertura dell’anno giubilare. Al termine della Messa, verrà presentato in anteprima il programma del cinquecentenario, seguito da un primo concerto di musica sacra di Rossana Damianelli, soprano e Paolo Fabbroni, basso, in collaborazione con la neonata la Società Astronomica Poliziana che poi, nella stessa serata, proporrà anche l’osservazione del cielo notturno con Reading poetico di Rosa Elisa Giangoia, Mario Pepe e Marisa Tumicelli.

Prima di giungere ai periodi clou della fine di aprile e della metà di settembre in occasione delle date di maggiore significato, avremo a San Biagio poi, dal 18 al 24 marzo, la replica dell’esperimento del Pendolo di Foucault, con una settimana di esperimenti scientifici, conferenze, concerti ed esposizioni in collaborazione con i Licei Poliziani

Nella primavera 2018 i festeggiamenti inizieranno anche di là dall’Oceano, negli Stati Uniti, e più in specifico al Museo della Harward University di Boston che, grazie alla collaborazione iniziata in questi anni grazie a Luca ed alla famiglia Meldolesi, con numerosi Eventi in onore del V centenario con una conferenza del prof. Joseph Connors il 4 aprile, un seminario sui documenti della vicenda del cortile del Museo di Harward e del loggiato della Canonica di San Biagio il 27 aprile, alcune esibizioni studentesche (danza, musica, recitazione) nel cortile del Museo dal 26 al 29 aprile, oltre ad una esposizione d’arte Etrusca e neo-Etrusca, realizzata dalla Dott. Carrabino e ispirata da Montepulciano, oltre a visite guidate del cortile, un sito web (tradotto in italiano), suono delle campane di San Biagio in giorni storicamente significanti, e dolci tipici toscani nel Caffè del Museo di Harward.

Si giungerà poi alla Celebrazione del Centenario Miracolo (23 aprile 1518) con eventi che si terranno dal 21 al 23 aprile, ed in particolare il 21 ci sarà l’inaugurazione della mostra evento “Il Tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo” (che avrà durata fino al 4 novembre) e che riproporrà l’arredo storico antico della chiesa con esposizione di cinque grandi pale che ornarono gli altari fino alla seconda metà dell’ottocento, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo, la Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il Comune di Montepulciano, e con l’impegno di Opera Laboratori Fiorentini, ed ancor più determinante, quello del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Seguirà nella stessa serata il Concerto dell’organo, recentemente restaurato, da parte del maestro Cesare Mancini. Domenica 22 ci sarà poi la Celebrazione ufficiale dell’evento con una Lectio magistralis di un noto Storico dell’Arte in collaborazione con Opera Laboratori Fiorentini con, a seguire un Concerto celebrativo dell’Istituto di Musica di Montapulciano realizzato in collaborazione con Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte che si impegnerà in numerose iniziative durante tutto l’anno 2018, tra cui un concerto sinfonico il 19 luglio ed ulteriori iniziative.

Seguiranno poi numerosissime iniziative tra cui il Raduno nazionale Motociclisti, domenica 10 giugno, con la collaborazione dei Motociclisti diocesani; l’Assemblea della Associazione Fabbricerie d’Italia, venerdì 15 giugno con presentazione ufficiale del Restauro dell’antico organo, di un volume sui restauri e opere d’arte di San Biagio, una mostra testi architettura del ‘500 nella Sacrestia, eventi in collaborazione con AFI, CEI, e Società Bibliografica Toscana. Nella stessa serata si terrà un concerto d’organo e Soprano — in collaborazione con Festival di Pasqua — Contucci; una giornata dedicata all’architettura del Convegno di Studi sul Rinascimento, il 21 luglio, in collaborazione con l’Istituto Francesco Petrarca, che realizzerà anche un concerto di musica da Camera nella stessa serata; l’evento Acquarelli su San Biagio il 27 luglio, in collaborazione con il Rotary Club; una mostra su William Congdon durante il mese di agosto nella sacrestia di San Biagio, in collaborazione con Andrea Bruzzicheli e infine si giungerà poi alla Celebrazione ufficiale del V Centenario dalla posa prima pietra — 15.09.1518, con una serie di eventi che si terranno dal 02 al 17 settembre tra cui i concerti dell’Accademia Renana di Palazzo Ricci, del prof. Pietro Meldolesi e dell’Istituto di Musica, la festa popolare realizzata dalla Contrada le Coste e dall’Associazione della Giostra del Saracino, letture da Poliziano Evento in collaborazione con Arteatro Gruppo di Montepulciano, la rappresentazione nel prato di San Biagio del Bruscellino “Toto da San Biagio”, in collaborazione con la Compagnia popolare del Bruscello, una seconda lectio magistralis celebrativa con conferenza di un importante storico dell’architettura;

E ancora una mostra di Disegni e Acquerelli dell’architetto Roberto Minetti tra i mesi di settembre ed ottobre nel teatrini della Canonica; la seconda settimana dal 20 al 27 ottobre del Pendolo di Foucault ancora in collaborazione con i Licei Poliziani; un convegno storico e di riduzione del rischio sismico realizzato nel mese di novembre in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo e con l’Ordine Architetti di Siena; il giubileo si chiuderà poi il 25 dicembre durante la celebrazione del Santo Natale per mettere in risalto il carattere mariano della Chiesa che compie cinque secoli, dedicata alla Madre del Buon Viaggio.

In conclusione va poi ricordato che il Bruscello dedicherà al V Centenario la sua rappresentazione annuale in Piazza Grande per ferragosto, che il panno del Bravìo, così come voluto dalla Giunta Comunale, sarà dedicato al V Centenario e che si stanno già realizzando concorso scolastici e progetti didattici in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Iris Origo” e con le scuole del territorio nonché è in corso la catalogazione dei volumi archivio dell’Opera storica di San Biagio in collaborazione con la Biblioteca Archivio Piero Calamandrei ed un concorso fotografico in collaborazione con il Photoclub poliziano, oltre ad altre iniziative che verranno dettagliate e promozionate nei prossimi mesi.

 

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