Viaggiando per la Valdichiana aretina, tra le colline che si stanno tingendo di giallo, il verde degli alberi e l’azzurro di un cielo che ancora per quest’anno si sta facendo desiderare, quasi come se stesse aspettando qualcosa, un futuro imminente migliore, è possibile volteggiare tra le varie borgate che costellano questa zona della Toscana.

Tra le perle incastonate nella campagna toscana, vi è la cittadina di Lucignano. Antico borgo di origine medievale, ponte tra Arezzo e Siena, è riuscito a mantenere la propria identità e le proprie peculiarità nel corso dei secoli in ambito artistico, mistico ed architettonico, riuscendo a farsi riconoscere come uno dei centri culturali e turistici più attivi di questa terra.

Proprio un racconto come quello che riguarda il paese di Lucignano, viene arricchito dal Teatro Rosini, che ha rappresentato la vita teatrale del borgo sin dal diciottesimo secolo, tra cadute, rinascite e passaggi di mano. Oggi il borgo può godere di uno dei teatri più particolari e caratteristici della Valdichiana, e allora raccontiamola.

Prima vita. È a metà del 500’ che la rocca del paese di Lucignano venne ampliata per poter fungere da luogo sicuro e deposito di provviste per i cittadini. Il legame con la Città di Siena si fece sentire, tanto che il borgo venne a trovarsi nel bel mezzo delle rivalità campanilistiche tra il capoluogo e le altre città dominanti della zona. 1554, battaglia di Scannagallo. L’esercito fiorentino-mediceo si aprì la strada verso la città di Siena, travolgendo tutto ciò che vi era attorno. E fu proprio in questo momento che nella rocca di Lucignano si individuò un’ala del cassero nella quale poter stivare cereali e armi per i tempi più ardui. Proprio da questo magazzino prenderà forma quello che oggi giorno è il Teatro Rosini.

Seconda vita. Nei secoli successivi la rocca di Lucignano, e con essa l’ala riguardante il futuro teatro, appartenne al Granducato di Toscana, il quale lo cedette alla famiglia dei Moriacci nel primo ‘800. In quegli anni esso continuò a fungere da granaio e magazzino. Fu solo qualche anno dopo, verso la metà dell’’800, mancano fonti più precise, che si iniziò a pensare alla trasformazione del granaio in teatro. Il Moriacci, presidente dell’Accademia dei Raccolti, gruppo culturale della zona, decise di trasformare tale fondo in un piccolo teatro in legno, con platea e ordini di palchi. Questa idea giunse sia dal periodo storico che dalle rivalità campanilistiche dei borghi nei dintorni di Lucignano. È in questo periodo che iniziano a fiorire vari teatri come il Garibaldi di Foiano o il Mario Spina di Castiglion Fiorentino. La cittadina di Lucignano non poteva farsi trovare indietro rispetto ai suoi vicini, così investì in questa opera di modernizzazione per sé stessa e per la comunità che rappresentava.

Terza vita. Pochi anni dopo, nel 1856, vedendo che tale opera aveva riscosso molto successo, la stessa Accademia dei Raccolti prese la decisione di ampliare il piccolo teatro in legno e di ingrandirlo per renderlo fruibile a più persone possibile. Quella che era un’installazione di legno divenne in pietra, aumentando allo stesso tempo la stabilità e la capacità di accoglienza. Venne utilizzata un’altra area della rocca, precisamente quella sovrastante la costruzione precedente. Questo per far si che gli ordini di palchi potessero diventare 3, che la platea potesse allargarsi e che la pianta del teatro potesse assumere la classica forma a ferro di cavallo, simbolicamente rappresentante una sorta di abbraccio da parte del pubblico agli attori che calcano il palcoscenico. Così il 7 aprile del 1861 Lucignano poteva godere di un teatro progettato e disegnato dall’ ingegner Isidoro Picconi, con 43 palchi suddivisi in 3 ordini, locali e camerini annessi, varie comodità per spettatori ed attori ed un nuovo nome, Teatro Giovanni Rosini, in onore del noto professore, poeta e drammaturgo dell’università di Pisa, originario proprio del borgo Lucignanese.

Negli anni tra ‘800 e ‘900 il teatro Rosini partecipò attivamente alla vita dei cittadini Lucignanesi, fungendo da centro per organizzazioni, riunioni e assemblee cittadine. Oltre a questo, portò avanti la tradizione teatrale, florida in questi anni, grazie a compagnie di attori e di musica lirica che attirò o la curiosità non solo dei lucignanesi ma anche degli abitanti dei paesi limitrofi. L’impegno dell’Accademia dei Raccolti si fece sentire e questo fece passare al teatro anni d’oro.

Quarta vita. Una svolta nella storia del teatro Rosini si ha nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale, più precisamente negli anni ‘50. Il teatro passa di mano e dall’Accademia dei Raccolti viene acquistato dal signor Mario Palazzi, nel 1954. Egli, cavalcando un sentimento di innovazione tipico degli anni ’50 con i primi elettrodomestici che stavano iniziando a raggiungere le case degli italiani da quell’America che stava facendo dell’ Europa il proprio centro commerciale, decise di trasformare quello che era stato un classicissimo teatro in un cinema. La pianta del Rosini da ferro di cavallo diventa rettangolare, gli ordini di palchetti vengono tolti per lasciare posto ad una galleria. Il “nuovo” cinema Rosini da quel momento riuscirà ad ospitare un totale di 364 spettatori. Il cinema resterà in attività fino al 1984, dopo di che verrà acquistato dallo stesso comune di Lucignano circa due anni dopo, il quale donerà ancora una volta una vita diversa, la quinta, al Rosini.

Quinta vita. È l’inizio del nuovo millennio. Il teatro Rosini viene ristrutturato e reso nuovamente fruibile al pubblico grazie all’iniziativa della regione Toscana e del comune di Lucignano. Quello che era divenuto un cinema viene ripulito, alleggerito e spogliato di orpelli ed ornamenti. Gli ambienti del piano terra vengono resi agibili nuovamente ed il piano planimetrico viene adattato, restando quello rettangolare, così da poter dare al teatro Rosini l’aspetto fuori dagli schemi che possiamo apprezzare oggi. L’attuale teatro è una perla incastonata lungo le mura del borgo di Lucignano, in un ambiente che respira pienamente l’aria e le atmosfere medievali ma allo stesso tempo appare ai visitatori come un’opera estremamente moderna e attuale. Così come attuali ed innovative sono le attività che vi si svolgono tra le sue mura. L’Associazione culturale Officine della Cultura dal 2010 gestisce e collabora con il comune di Lucignano alle attività teatrali. Tale associazione è riuscita a dare nuovamente anima al Rosini e non solo, infatti essa si occupa anche di teatri di altri paesi della Valdichiana. Oltre alle rappresentazioni teatrali il Rosini ospita degli eventi gastronomico-culturali, organizzando ed offrendo delle cene interattive che sono delle vere e proprie esperienze da provare.

Attualmente la stagione del Teatro Rosini di Lucignano si è spostata all’aperto, in piazza San Francesco, per venire incontro alle esigenze sanitarie. La formula proposta è quella dello spettacolo abbinato a una cena a tema, il cui programma completo può essere consultato nel sito di Officine della Cultura. Questa particolare stagione estiva darà ancora un’altra vita al Rosini, un teatro che ne ha vissute ben 5 nel corso dei secoli e del quale non vediamo l’ora di conoscere l’imminente sesta vita.

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Riccardo Micheli

Durante il percorso universitario di Scienze Politiche a Siena, Riccardo consolida la sua passione per la scrittura, la musica, il cinema e la storia. Crea un blog con alcuni amici universitari dove si occupa di musica, passione poi trasformata, una volta laureatosi, in speakeraggio radiofonico e articoli di magazine online riguardanti l'arte e la cultura, filo conduttore dei suoi interessi

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