Teatro comunale Mario Spina: questo è il nome con il quale oggi è conosciuto il teatro di Castiglion Fiorentino, cittadina della Valdichiana aretina da sempre molto attiva in ambito artistico e culturale. Molti conosceranno o avranno partecipato ad opere e rappresentazioni all’interno di questo teatro. Un numero sicuramente più esiguo conoscerà il percorso, che nasce da lontano, in forma embrionale addirittura a partire dal XVI secolo, ed attraversa gli anni con un obiettivo ben preciso: “Questo teatro s’ha da fare”.

Il concepimento

Nell’anno 1593 un gruppo di giovani decide di mettere insieme le proprie forze e passioni per creare un circolo di rappresentanza teatrale, dar vita a commedie, opere e riunioni civiche. Questi, con l’appoggio del Granduca Ferdinando I, danno vita a quella che prenderà il nome di Accademia dei Consumati. Tale accademia sarà attiva nel corso dei secoli a venire, senza una fissa dimora nella quale potersi esprimere, facendo di sale del palazzo del Podestà, spazi comunali e piazze castiglionesi i loro palcoscenici. Per ben tre secoli l’Accademia ricerca una dimora fissa e uno spazio da poter chiamare teatro nel vero senso della parola. È nel XVII secolo che si ha una svolta, con la richiesta da parte del conte Achille Paglicci alla comunità castiglionese di uno spazio apposito. Questa sarà soddisfatta in parte, con l’adeguamento a teatro dell’attuale sala del Consiglio del Municipio, ma solamente un secolo dopo, negli anni 80 dell’800, che quella che era stata un’idea e una necessità prenderà forma.

L’infanzia

1889. Gli ingegneri Olinto Perticucci e Paolo Bertelli, dopo aver effettuato vari studi sulla collocazione più idonea, scelsero l’ex orto degli Scolopi come luogo adatto per la costruzione del teatro castiglionese. I lavori iniziarono, lo scheletro base dell’opera venne tirato su, ma si arrestarono presto, a causa della mancanza di fondi economici per poter completare l’opera. Trascorsero 20 anni, si passò al secolo successivo e tra innovazioni tecnologiche ed economiche che il nuovo secolo portò in Italia, anche il Comune di Castiglion Fiorentino cavalcò questa onda, vedendo riprendere i lavori per poter terminare la costruzione del teatro. Nel 1911, precisamente il giorno 15 giugno, venne inaugurato il teatro Comunale, a ridosso della cinta muraria del paese, nei pressi della porta Aretina. Al teatro si accedeva da un ingresso laterale e, dopo aver oltrepassato la biglietteria sulla sua destra, il pubblico si trovava su un ampio foyer rettangolare, nel quale potersi intrattenere prima di accedere al proprio posto. Con 44 palchi, suddivisi in tre ordini, ai quali si accedeva tramite due scale laterali, e la sua platea esso poteva contenere fino a 322 spettatori. Le decorazioni interne riprendevano lo stile ottocentesco con stucchi dorati, intonaci marmorizzati e una bella volta dipinta a impreziosire il tutto. L’esperienza ottocentesca può ancora essere vissuta accedendo all’attuale teatro Mario Spina, poiché al di là di lavori di restauro per poter rispettare le norme, esso ha mantenuto il proprio “abito” in gran parte intatto.

L’adolescenza

Le attività che prenderanno vita nel teatro sono spesso di iniziative comunali o locali, rappresentazioni liriche, operette, commedie e concerti fino ad attività ricreative come veglioni o celebrazioni sportive. La sua attività prosegue nel corso di tutto il ‘900, con una breve interruzione durata tre anni a causa del secondo conflitto mondiale, dal 1940 al 1943, anno del tragico bombardamento che colpì gran parte del centro storico castiglionese. Con l’arrivo delle truppe alleate il teatro diventa la loro zona di alloggio, pagando danneggiamenti all’interno e all’esterno. Questo però non contrasterà la ripresa delle attività teatrali nel periodo del dopoguerra. Dalla sua inaugurazione, rappresentazioni degne di nota sono la “Bohème”, “Lucrezia Borgia”, la “Betly” di Donizetti.  Successivamente a questi anni di splendore però l’attività del teatro castiglionese subisce una brusca interruzione. Nel 1983 nuove norme per la sicurezza e l’agibilità degli spazi pubblici entrano in vigore e il Mario Spina viene colto in fallo. Nel 1984 interrompe la propria attività, chiude a causa di problemi alla copertura e agli impianti elettrico, antincendio e di riscaldamento.

L’età adulta

Per ben 16 anni il borgo di Castiglion Fiorentino resterà senza il proprio teatro, luogo che era stato fonte di aggregazione ed ispirazione per i castiglionesi nel corso del ‘900. Qualcosa però cambia a partire dagli anni 90. Dopo varie richieste, sia da parte della cittadinanza che delle istituzioni culturali paesane, per dare forza al progetto “Castiglioni Centro di Cultura” promosso dalla comunità, si decide di ristrutturare impianti e copertura. Lavori di restauro che terminano nel 2000, l’inizio del nuovo secolo sarà il nuovo inizio del Mario Spina. In questi ultimi 20 anni, oltre ad essere utilizzato per rappresentazioni teatrali, commedie e opere, il teatro ha fatto si che aspiranti artisti, comitati locali e piccole compagnie potessero usufruire di esso per poter mettere in atto le proprie performances. Inoltre, ha partecipato anche all’educazione e l’intrattenimento degli studenti dei licei castiglionesi. Nel secondo decennio del 2000 il teatro è stato utilizzato per assemblee di istituto e manifestazioni come la consegna dei diplomi del Liceo Giovanni da Castiglione, dando così la possibilità a ragazzi sempre più giovani di poter dare libero sfogo alle loro passioni, esibendosi e sfruttando il bellissimo spazio teatrale. Personalmente ricordo quelli passati al Mario Spina tra i giorni più belli del mio percorso scolastico liceale castiglionese.

La rinascita

Oggi il teatro castiglionese si trova ad affrontare un nuovo periodo di chiusura, una nuova sfida per il paese di Castiglion Fiorentino. Inevitabilmente il periodo del Covid-19 ha colpito questo settore in maniera drammatica, ma questo non ha fermato l’Associazione culturale Capo Trave/Kilowatt, attualmente gestrice del Mario Spina. Sono previste ben 5 date tra i mesi di maggio e giugno 2021 se la situazione pandemica lo permetterà, (ci fa sapere l’assessore alla Cultura di Castiglion Fiorentino, Massimiliano Lachi); se così non sarà, le date slitteranno, ma le rappresentazioni rimarranno in programma. Non importa tra quanto, ciò che importa è che prima o poi ci sveglieremo da questo incubo, tutto sarà tornato alla normalità e potremo tornare a godere della bellezza del teatro Mario Spina di Castiglion Fiorentino e di tutti i teatri del mondo.

Fonti: “Storia di un teatro che rinasce”, di Carmelo Serafini, Istituzione culturale Castiglionese, quaderno n. 16, 2000;
“Teatri storici della Toscana”, editore Marsilio, 1988, pp. 199-214
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Leggi anche: Il Teatro Garibaldi di Foiano della Chiana nel corso della storia

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Riccardo Micheli
Riccardo Micheli

Durante il percorso universitario di Scienze Politiche a Siena, Riccardo consolida la sua passione per la scrittura, la musica, il cinema e la storia. Crea un blog con alcuni amici universitari dove si occupa di musica, passione poi trasformata, una volta laureatosi, in speakeraggio radiofonico e articoli di magazine online riguardanti l'arte e la cultura, filo conduttore dei suoi interessi

1 thought on “La storia del Teatro Mario Spina di Castiglion Fiorentino

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