La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: castiglion fiorentino

Elezioni amministrative 2019 in Valdichiana: verso il voto

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno…

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota

Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno per i prossimi cinque anni. Le elezioni amministrative interesseranno Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. Si svolgeranno contestualmente alle Elezioni Europee, per cui negli stessi seggi sarà possibile votare entrambe le schede.

Amministrative 2019 – Come si vota

Ci si potrà recare alle urne dalle 7 alle 23, muniti di documento d’identità in corso di validità e tessera elettorale. Nel caso in cui quest’ultima risultasse smarrita, o senza più spazio per il timbro, è necessario richiederne una nuova presso all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, apponendo un segno sul simbolo della relativa lista, ed esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere, purché di sesso diverso, scrivendone nome e cognome nelle righe predisposte. Laddove vengano indicate due preferenze maschili o due preferenze femminili, il secondo nome non sarà tenuto in considerazione.

Per quanto riguarda i comuni sotto ai 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti; nei comuni sopra ai 15mila abitanti, è proclamato sindaco chi ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1) dei voti. Qualora nessuno raggiunga tale quota, si procederà ad un secondo turno elettorale, previsto per il 9 giugno, in cui concorreranno i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Amministrative 2019 – I Comuni al voto

Se per i comuni di Castiglion Fiorentino, Chianciano, Foiano della Chiana, Lucignano, San Casciano dei Bagni, Torrita di Siena c’è in ballo la riconferma dei sindaci che hanno appena concluso il loro primo mandato, a Cetona, Cortona, Marciano della Chiana, Montepulciano e Sinalunga si attende un rinnovamento a guida dell’amministrazione.

Castiglion Fiorentino

Alla conferma di Mario Agnelli della propria disponibilità ad amministrare per altri cinque anni, con la lista civica Libera Castiglioni , si affianca la candidatura a sindaco di Rossano Gallorini, anch’egli a capo di una lista civica, Città al centro, e Giuseppe Mazzoli, per il Partito Comunista dei Lavoratori. Il Centrosinistra schiera Luca Casagni, che con il 71,3% dei voti si è imposto nelle primarie del dicembre 2018, con la lista Castiglioni nel cuore.

Cetona

Si profila un duello tra le due liste civiche Progetto Comune, proposta da Roberto Cottini per il Centrosinistra, e Cetona Piazze un sogno necessario, presentata da Antonello Niccolucci.

Chianciano Terme

La città termale è chiamata al voto per decidere se accordare la fiducia nuovamente ad Andrea Marchetti, della lista civica Puntoeacapo per Chianciano Terme, o a Paolo Piccinelli, della lista di Centrosinistra Insieme per Chianciano Terme, o a Nicola Bettollini, segretario della sezione Valdichiana Senese del Partito Comunista.

Cortona

Unico comune sopra i 15mila abitanti tra quelli qui elencati, Cortona vedrà sfidarsi quattro candidati: Andrea Bernardini, già assessore durante il mandato di Francesca Basanieri e consigliere in quello precedente con Andrea Vignini, è il candidato del Partito Democratico, sostenuto dalle liste Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica; Luca Donzelli per il Movimento 5 Stelle; Luciano Meoni, appoggiato dalle liste Fratelli d’Italia – Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega; Marco Turenci, a capo della lista Cortona Patria Nostra. In caso di ballottaggio, vige la possibilità per i candidati coinvolti di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui si sono presentati al primo turno.

Foiano della Chiana

A Foiano Francesco Sonnati si candida per il secondo mandato, presentando la lista civica sostenuta dal Centrosinistra Foiano Insieme, in concorrenza a Gianluca Mencucci per il Centrodestra, precedentemente consigliere e adesso a capo della lista Foiano Ora, e a Serena Ricci, esponente del Movimento 5 Stelle.

Lucignano

A Lucignano si fronteggeranno da una parte Marcello Cartocci, con alle spalle una lunga carriera politica che lo ha visto consigliere comunale prima dal 1970 al 1975 e, sempre all’opposizione, per liste civiche e Forza Italia dal 2004 al 2019, attualmente candidato a guida della lista civica Insieme per Lucignano; dall’altra l’attuale Sindaco Roberta Casini, per il Centrosinistra.

Marciano della Chiana

Sfida tra liste civiche: Insieme per il bene comune di Maria De Palma e Si cambia!, capeggiata da Massimo Salvadori.

Montepulciano

È una sfida a quattro quella a cui ci si appresta nella cittadina poliziana: l’ex-assessore Michele Angiolini si candida a sindaco con la lista di Centrosinistra per Montepulciano, all’interno della quale non manca qualche altro nome presente anche nel mandato appena portato a termine da Andrea Rossi; Alberto Biagi si propone come esponente del Partito Comunista; Mauro Bianchi, proveniente da cinque anni tra i banchi dell’opposizione, avanza la propria candidatura a sindaco come rappresentante del Movimento 5 Stelle; Gianfranco Maccarone schiera invece la lista di Centrodestra per Montepulciano.

San Casciano dei Bagni

Agnese Carletti, vicesindaco durante il mandato presieduto da Paolo Morelli, si candida per il Centrosinistra con la lista Scelgo San Casciano contro Carlo Trioli, sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, esponente della lista Acqua e Terra.

Sinalunga

I sinalunghesi troveranno sulla scheda elettorale il simbolo della lista civica presieduta da Angelina Rappuoli, Angelina per Sinalunga, quello della lista Sinalunga si rinnova, sostenuta dal Centrodestra e rappresentata da Marcella Biribò, quello di Edo Zacchei, che cercherà di raccogliere il testimone di Riccardo Agnoletti a guida dell’amministrazione, con Centrosinistra per Sinalunga.

Torrita di Siena

Giacomo Grazi, candidato del Centrosinistra, si propone per il secondo mandato presentando una lista di nomi tutti nuovi rispetto al precedente gruppo di maggioranza, con la quale affronterà Lorenzo Vestri, esponente della compagine di Centrodestra, e Michela Contemori, a capo della lista civica Torrita Bene Comune.

 

 

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Lino Guanciale alla ‘Sagra del cinema’, un cinema fresco e vitale all’ombra della Torre

Il cinema, nelle sue forme più sperimentali o intellettuali, ha raggiunto fin dai tempi più antichi un grande pubblico e le sue storie esemplari o quotidiane, vere o presunte hanno…

Il cinema, nelle sue forme più sperimentali o intellettuali, ha raggiunto fin dai tempi più antichi un grande pubblico e le sue storie esemplari o quotidiane, vere o presunte hanno spesso coniugato grande qualità artistica, riflessioni e creato personaggi. D’altro canto però festival e rassegne cinematografiche, luoghi dove il cinema andrebbe vissuto da tutti  e a 360 gradi, non sempre sono accessibili liberamente, anzi spesso risultano essere ambienti ovattati, inamidati, fatti di lustrini e cotillon con accesso consentito solo agli addetti ai lavori, diventando dei veri e propri carrozzoni.

A far fruire il cinema in maniera libera e attraverso un linguaggio diverso dal solito ci ha pensato un’associazione no profit di Perugia, MenteGlocale, che attraverso la ‘Sagra del cinema‘ cerca di far vivere al pubblico il cinema liberamente e con un elemento in più: il fattore C di cibo. 

Attraverso la ‘Sagra del cinema’, MenteGlocale cerca di unire due elementi, cinema e cibo, con lo scopo di promuovere entrambi e il territorio che li ospita. Il cibo, fin da tempi non sospetti, è sempre stato l’elemento presente in ogni tipo di manifestazione con l’obiettivo, fra tanti, di attirare più pubblico possibile e far risultare così anche la sagra più piccola un vero successo. Tuttavia la differenza tra manifestazioni e sagre,  non la fa sempre il cibo ma il modo di riuscire a ‘dialogare’ con il proprio pubblico e saperlo intercettare in maniera semplice e diretta. Inoltre, quando una manifestazione o sagra è composta da più elementi, anche forzatamente messi insieme, uno di questi rischia di passare in secondo piano e di solito non è mai il cibo. 

Ho avuto modo di partecipare all’incontro conclusivo della prima parte della ‘Sagra del Cinema’, iniziata giovedì 27, e finita domenica 30 luglio con un brillante Lino Guanciale, ed è stato veramente bello vedere nonne, nipoti, mariti e fidanzati, un pubblico bellissimo di tutte le età ad una rassegna cinematografica locale ma dal respiro fortemente nazionale che è riuscita a saziare la fame di cinema, e non di cibo, del pubblico in maniera fresca e semplice.

Questo conferma che in una manifestazione il cibo non è tutto. La ‘Sagra del cinema’, nata in punta di piedi tre anni fa a Castiglion Fiorentino, ha dimostrato che può vivere e continuare a crescere anche puntando solo su elementi che non siano cibo o leccornie varie, ma concentrandosi su proiezioni cinematografiche di qualità, incontri e confronti con attori amati e apprezzati dal tutto il pubblico.

Lino Guanciale, protagonista di fiction come “La porta rossa”, “L’allieva”, “Non dirlo al mio capo”, arrivato in Valdichiana all’ombra della Torre del Cassero di Castiglion Fiorentino, ha incontrato il pubblico per parlare del sua ultima fatica cinematografica “I Peggiori”, storia divertente di due fratelli squattrinati e senza prospettive che si barcamenano come possono nella speranza di garantire un futuro migliore alla sorella tredicenne.

Lino non si è sottratto alle domande del pubblico, ha raccontato della sua prima volta davanti alla macchina da presa e del suo debutto teatrale avvenuto a 19 anni in Abruzzo, sua terra di origine. Dopo il liceo scientifico di Avezzano, Lino Guanciale si è iscritto alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma per poi iscriversi all’Accademia nazionale d’arte drammatica sempre a Roma.

E poi ancora religione, politica, amore e rapporto con i social, Lino Guanciale ha spiegato che per lui i social rappresentano un modo per annullare le distanze, mantenere un rapporto forte con i fan, oltre che a raccontare attraverso foto e video i suoi lavori e il dietro le quinte delle registrazioni. Parlando dei film e delle produzioni italiane, Lino ha detto che gli italiani dovrebbero avere più coraggio nell’investire nella preparazione degli attori e nei progetti e ha spiegato ai giovani che chi vuole intraprendere il mestiere di attore, oltre a frequentare una buona scuola di recitazione, è necessario essere caparbi e credere nel lavoro che si sceglie di fare. “Il Gioiellino” e “I Peggiori” sono i film a cui Lino è più legato,  mentre per il suo futuro, dopo varie commedie, vorrebbe interpretare un film drammatico e magari un ruolo da perdente. Nel frattempo Guanciale ha anticipato che sarà presto sul set della seconda serie de ‘La Porta Rossa’, de ‘L’Allieva’ e di ‘Non ditelo al mio capo’.

Con l’incontro di Lino Guanciale, il pubblico ha dimostrato di apprezzare fortemente la ‘Sagra del cinema’ firmata MenteGlocale, ‘Sagra’ con la S maiuscola per marcare l’accezione più alta del termine e che, aggiungerei, non ha bisogno del fattore C (di cibo) per riscuotere successo e apprezzamenti. Quando una manifestazione regala qualità, ricercatezza nei contenuti e freschezza nel linguaggio il pubblico non ha bisogno di molto altro per appagare la sua fame di cultura, checché se ne dica alla fine con la cultura si può mangiare.

Guanciale è stato solo l’ultimo, in ordine di tempo, dei protagonisti che si sono susseguiti durante i primi quattro giorni di ‘Sagra’, con lui hanno incontrato il pubblico Fortunato Cerlino, protagonista di Gomorra e al cinema con il film “I falchi” di Tony D’Angelo. Poi ancora Renato Scarpa con il film “Habemus Papam” di Nanni Moretti e Francesco Montanari e Alessandro Boschi con il film “Sole cuore amore” di Daniele Vicari.

La Sagra del Cinema tornerà per il “secondo tempo” dal 18 al 20 agosto, sempre a Castiglion Fiorentino, ma in piazza dello Stillo con la proiezione del film “L’armata Brancaleone”, di Mario Monicelli, una serata in collaborazione con la rassegna Cinemaèdanza, promossa dall’associazione Sosta Palmizi, e una “Notte con Keaton”, un concerto per “percussioni e cinema” in cui l’artista perugino Gianni Maestrucci musicherà dal vivo tre capolavori muti di Buster Keaton.

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Il Cassero di Castiglion Fiorentino

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che…

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che presentano tracce della civiltà etrusca, tra tombe e reperti archeologici. Attorno al fiume Clanis, che un tempo caratterizzava la valle e rappresentava un’importante via di comunicazione, sorgevano numerosi insediamenti che hanno portato tracce del passato fino alla nostra epoca.

Castiglion Fiorentino è uno dei comuni della Valdichiana aretina e uno dei luoghi in cui la civiltà etrusca ha lasciato il segno. Nonostante la cittadina sia prosperata soprattutto durante il Medioevo, nel territorio comunale sono state ritrovate tracce del periodo più antico degli Etruschi, ovvero della cultura Villanoviana. Nelle frazioni e nei paesi sparsi lungo le fertili pianure del Canale Maestro della Chiana sono stati ritrovati numerosi reperti di bronzo e terracotta, custoditi nel Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino.

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Il panorama dalla Chiesa di S.Angelo

L’area del Cassero è una tappa obbligata durante la visita a Castiglion Fiorentino, non soltanto per gli appassionati di storia e cultura: all’interno delle fortificazioni sono infatti racchiuse le tracce delle epoche passate e dei vari passaggi che hanno portato quest’antico insediamento etrusco a raggiungere la forma moderna, con interessanti modifiche e adattamenti.

La Torre del Cassero è il principale punto di riferimento dell’area: sovrasta l’ampio giardino e svetta sulla cittadina e sulle pianure circostanti. La torre è di epoca medievale, costruita durante la dominazione perugina del XIV secolo, ma insiste su una precedente struttura etrusca del IV secolo a.C., così come il resto delle mura che delimitano l’area. La Torre del Cassero è visitabile attraverso una serie di suggestive scalinate che conducono fino al campanile a 35 metri d’altezza, permettendo di godere di un panorama invidiabile sulla Valdichiana e sulla Val di Chio. Grazie alla presenza delle cinta muraria e della Porta Etrusca, è facile ipotizzare che nell’area si trovasse una vasta acropoli, come dimostrato dai ritrovamenti successivi.

Il prato al centro del piazzale nasconde un elemento fondamentale, portato alla luce dagli scavi archeologici degli anni ’90. Si tratta infatti di un antico tempio etrusco e di un insediamento che parte dal VIII secolo a.C fino ad arrivare al II secolo a.C., completamente interrato, ma visitabile in alcuni punti attraverso l’ingresso dal Palazzo Pretorio. Sono molti gli elementi di interesse presenti negli scavi: dalle antiche forme di conservazione degli alimenti con i frigoriferi di terracotta ai canali di scolo tra i marciapiedi. Le fondamenta delle mura recuperate dagli scavi archeologici meritano sicuramente una visita: dalle tracce dei pali lasciate dalla cultura Villanoviana alle mura etrusche, fino alle mura medievali costruite sopra a quelle precedenti, il passaggio delle epoche è evidente nelle differenti tecniche di costruzione utilizzate.

Il Palazzo Pretorio è la costruzione più ampia all’interno dell’area del Cassero: al suo interno si trova il Museo Archeologico, visitabile liberamente e gratuitamente anche nei periodi festivi, grazie all’impegno dei volontari locali. Al piano terra sono custoditi i resti dell’antico acquedotto etrusco-romano e i reperti dell’epoca medievale. Ai piani superiori sono invece ordinatamente esposti i reperti più importanti, provenienti dalle aree di scavo delle campagne o dall’acropoli del Cassero: oggetti di bronzo e di terracotta, resti di reti da pesca e di manufatti, assieme alle ricostruzioni del telaio etrusco e di una sezione del tempio, con le facce delle gorgoni e dei leoni sui lati.

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Gli scavi dell’antica acropoli etrusca

Per finire, la Chiesa di S.Angelo al Cassero si trova di fronte al Palazzo Pretorio ed è stata edificata nel XII secolo. Nella cripta sotterranea sono state trovate le fondamenta appartenenti all’antica cinta muraria etrusca, sopra le quali il luogo di culto è stato costruito in epoca medievale. La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso del tempo: è stata utilizzata come convento dalle monache di San Girolamo nel XVI secolo e come ospedale nel XVIII secolo. Attualmente ospita la Pinacoteca Comunale, e, come il Museo Archeologico, è visitabile liberamente e gratuitamente.

Il fortilizio che racchiude tutti questi elementi, eretto durante la dominazione dei Tarlati del XIV secolo, domina Castiglion Fiorentino: vi si accede dal vicolo che conserva elementi del ponte levatoio a saracinesca, attraverso dei suggestivi percorsi nel centro cittadino. Grazie alla sua posizione elevata, con la possibilità di spaziare lo sguardo per tutta la Valdichiana, il Cassero è un luogo di interesse turistico che merita una visita, non soltanto per gli appassionati di storia.

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La ricostruzione di una sezione dell’antico tempio etrusco

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“Nel 2016 il Blues ha ancora molte cose da dire”: intervista ai The Big Blue House

C’è addirittura una corrente di pensiero, negli ambiti della critica musicale, che considera tutto l’attuale panorama della popular music ancora totalmente permeato dalle strutture e dalle canoniche stilistiche dei fraseggi…

C’è addirittura una corrente di pensiero, negli ambiti della critica musicale, che considera tutto l’attuale panorama della popular music ancora totalmente permeato dalle strutture e dalle canoniche stilistiche dei fraseggi emersi dalla cultura afroamericana nel primo novecento. Per quanto azzardata, l’idea, ha un fondo di verità inattaccabile. Le blue note sono ancora il principale espediente emozionale nelle canzoni contemporanee, il cavo  ancestrale che segue la storia della musica degli ultimi cento anni. Anche nella nostra Valdichiana il genere ha una sua particolare potenza, acquisisce significati multilaterali, diventa una valvola interessante di espressione, anche per i ragazzi che lo suonano oggi. Torrita di Siena quest’anno sarà la “Capitale Europea del Blues”, ma ormai da più di vent’anni è un’istituzione, in Italia, per la valorizzazione di questa modulazione così antica, ma ancora così efficace per descrivere ed esprimere le tensioni delle nostre esistenze.

11151022_1656816287881354_1906180350862697098_nNella Torrita del Blues nascono, crescono e soprattutto suonano, The Big Blue House, un progetto musicale molto maturo, sebbene sia appena uscito il loro disco d’esordio, e che verrà presentato proprio Sabato 12 Marzo al Velvet Underground di Castiglion Fiorentino. La voce e la chitarra di Danilo Staglianò, il basso elettrico di Luca Bernetti, le tastiere di Sandro Scarselli e la batteria di Andrea Berti, si congiungono in un lavoro veramente ben curato intitolato “DO IT”, le cui due prime tracce possono già essere ascoltate su SoundCloud (https://soundcloud.com/thebigbluehouseofficial).

Perché secondo voi si fa Blues nel 2016? Seguendo addirittura le forme old school del genere, senza troppe sfumature soul o r&b. Cosa rappresenta per voi questa espressione musicale oggi?

“Il Blues nel 2016 sta subendo una “riscoperta” molto interessante, sia culturale che musicale. Questa riscoperta è culturale perché si sente la necessità di un’analisi del passato per poter costruire un futuro dignitoso, e di conseguenza, riguardo al Blues, ciò si ripercuote sul discorso musicale. Per noi il Blues rappresenta il massimo dell’espressività; è la radice di ogni genere musicale, tra cui il rock con cui noi tutti siamo cresciuti. È un ‘espressione semplice e alla portata di tutti, ma allo stesso tempo molto complessa per le varie sfumature che il genere può assumere. È la forma musicale che più di tutte ci consente di raccontare cosa stiamo provando, le storie che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, per quanto queste possano apparire scontate o insignificanti. Abbiamo sofferto, abbiamo gioito e questo genere ci è sempre stato accanto a confortarci o a gioire con noi.”

12208577_1715684098661239_165023627875870770_nQual è stato il percorso che avete fatto dalla vostra formazione alla pubblicazione di questo disco?

“Il nostro viaggio parte nel 2012 quando Danilo e Andrea si lasciano travolgere dalle pentatoniche, soprattutto da quelle che escono dalla chitarra di Steve Ray Vaughan. Non è stato facile l’approccio al Blues, ma allo stesso tempo è risultato naturale e incisivo. Il percorso della The Big Blue House ha origine nell’Aprile 2015 in formazione trio, con Sandro a svolgere il ruolo di pianista e bassista synth, durato fino ad Ottobre 2015, nel mese in cui entra a far parte della band Luca. Da allora il viaggio ha finalmente avuto una destinazione da raggiungere.”

Quanto è stato importante per voi il contesto musicale nel quale siete emersi? Avete partecipato a Effetto Blues, il concorso organizzato dall’istituzione del Torrita Blues, un’importantissima manifestazione per i fan delle pentatoniche minori; cosa ha significato questo per voi?

“Il contesto musicale è stato senza dubbio importante anche se nelle nostre zone vengono suonati per lo più altri genere musicali. Effetto Blues è stata un’esperienza molto interessante; il valore più importante è stato probabilmente quello di metterci in contatto con altre band provenienti da tutta Italia che si cimentano in questo genere. Da questo concorso poi, è scaturita la nostra presenza a Camigliano Blues 2015, in apertura alla Mimmo Mollica Band, un noto armonicista nel panorama italiano.”

12193884_1715683991994583_6402577126590011328_nQuali sono i vostri ascolti? Anche fuori dal Blues, oltre agli ovvi Vaughan, Gallagher, Clapton, ci sono influenze particolari nella ricerca del vostro suono?

“Oltre al Blues abbiamo ascolti musicali diversi fra noi: Danilo predilige l’ascolto di cantautorato italiano, reggae, hard-rock; Luca altri generi quali il funky, l’acid jazz e il rock; Sandro principalmente metal e hard rock ed Andrea punk/alternative. Per quanto riguarda il Blues i nostri ascolti principali sono rivolti ai nomi già citati nella domanda, anche se Buddy Guy ha svolto un ruolo importante per noi. insieme a lui la scoperta di Gary Moore, Joe Bonamassa, John Mayer – e questi sono solo alcuni nomi – hanno reso possibile l’utilizzo di fraseggi e suono molto ispiratori per noi. Il nostro sound è nato naturalmente, non c’è stata una cura esagerata. Il basso è molto presente per avere una presa “moderna” e di “stomaco” su ogni brano; la batteria ha un sound rock, che si accoppia alla grande con il basso, mentre il pianoforte e l’organo tendono ad addolcire la chitarra graffiante, crean12191062_1715683791994603_8912748294164276991_ndo una miscela per noi interessante.”

Passiamo a parlare del disco. Come si sono svolte le sessioni di registrazione? Dove avete registrato? Vi siete avvalsi di aiuti esterni o avete fatto tutti in proprio in pieno stile DIY?

“Le registrazioni si sono svolte con non poche sessioni di recording. Siamo partiti suonando live e tirando fuori incisioni di basso e batteria, per poi aggiungere chitarre ritmiche, seguite dalle solistiche, e parti di piano e organo, con lo stesso schema. La voce è stata l’ultima ad apparire nelle incisioni. Tutto il lavoro, a partire dalle incisioni al mastering, è stato svolto allo Stabbiolo Music di Sarteano, con la supervisione di Alessandro Cristofori. Abbiamo però sfruttato il più possibile la farina del nostro sacco. Eravamo preparati sui brani e ci siamo messi a lavorare sodo, comunque non disdegnando in alcun modo consigli utilissimi da parte di un professionista quale è Alessandro. E’ stato un lavoro lungo ma soddisfacente.”

Avete pr12227038_1715683328661316_1636261415580573839_nediletto l’inglese per motivi tradizionalisti, legati alla storia del Blues. Secondo voi il blues in italiano è possibile? Cosa ne pensate del blues cantato nella nostra lingua?

Su questa domanda il gruppo ha opinioni contrastanti.

“Ad esempio Luca e Andrea pensano che sia possibile; il blues è anima. Per cui se un musicista ha una bella storia blues da raccontare ben venga un testo in italiano. Secondo Sandro, il blues cantato nella lingua italiana perderebbe quella malinconia e il mood che inevitabilmente gli accenti inglesi hanno, mentre Danilo preferisce non esprimersi in lingua italiana per quanto riguarda la musica che componiamo, questo perché risulterebbe troppo semplice e poco accattivante; al blues italiano preferisce quello in dialetto, come Pino Daniele, o Edoardo Bennato, e tantissimi altri…”

Adesso cosa possiamo aspettarci dalle vostre esibizioni live?

“Nelle nostre esibizioni presenteremo l’intero CD accompagnato da cover dei grandi del Blues, a partire da Muddy Waters, Buddy Guy, Steve Ray Vaughan, e tanti altri. Il gruppo sta crescendo ed è per questo che potrete aspettarvi sonorità più ricercate ed un sound molto più compatto; in poche parole monta più passione ed energia. Cercheremo di dare al pubblico quello che il Blues ha dato a noi; emozioni e sopratutto divertimento. Vi aspettiamo numerosi per la nostra prima data Sabato 12 Marzo al Velvet Underground a Castiglion Fiorentino!”

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Valdichiana Aretina, firmato un accordo storico sulla promozione turistica

Si è svolta sabato 20 dicembre 2014, nel salone Mediceo di Palazzo Casali a Cortona, la cerimonia per la firma del Protocollo d’intesa tra i Comuni di Cortona, Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana,…

Si è svolta sabato 20 dicembre 2014, nel salone Mediceo di Palazzo Casali a Cortona, la cerimonia per la firma del Protocollo d’intesa tra i Comuni di Cortona, Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano, Monte San Savino e Civitella in Valdichiana per l’integrazione dei servizi di base finalizzati alla promozione turistica.

Un atto che può essere definito storico, un accordo fattivo tra i sette comuni della Valdichiana Aretina che rappresenta la base per costruire future collaborazioni e cooperazione, non solo per quanto riguarda la promozione turistica ma anche per la valorizzazione delle risorse culturali e storico-artistiche. Durante la cerimonia, infatti, è emersa la soddisfazione per questo risultato e soprattutto la consapevolezza che esso rappresenti il primo passo verso un’integrazione ancora maggiore in tanti altri settori.

Il protocollo è entrato immediatamente in vigore con la stampa di una mappa dei musei del territorio realizzata in due lingue (italiano e inglese), con l’attivazione di un sito web dedicato (www.valdichianamusei.it) e con l’adozione di un biglietto cumulativo e di una tessera unici per l’accesso ai musei e ai siti d’interesse culturale di tutti i comuni.

Sono state inoltre definite strategie di comunicazione e promozione condivise, non solo del patrimonio storico e culturale ma anche delle attività artigianali, commerciali e ricettive. Uno dei principali obiettivi è quello di operare in sinergia per la programmazione degli eventi culturali annuali, così da renderli più efficaci e di successo. E’ stato anche definita una road map che prevede la programmazione di incontri periodici e la creazione di un’immagine coordinata del progetto Valdichiana Musei.

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Ferramburger.. e i 50’es rivivono a Castiglion Fiorentino

Alzi la mano chi non ha mai immaginato di vivere negli anni ’50. Non dite bugie! Gli anni ’50… Gli anni di Marylin e di Elvis, di Grease con John…

Alzi la mano chi non ha mai immaginato di vivere negli anni ’50. Non dite bugie!

Gli anni ’50…

Gli anni di Marylin e di Elvis, di Grease con John Travolta con il suo chiodo nero di pelle e la brillantina nei capelli, gli anni della Vespa e delle Cadillac sfreccianti per le strade.

Io e il mio fidanzato nei panni di Sandy e Danny al Ferramburger

Nei panni di Sandy e Danny al Ferramburger

Nella cornice del Parco dei Pini a Castiglion Fiorentino, è stato possibile tornare indietro nel tempo e rivivere tutto ciò. Il #ferramburger regala uno spettacolo unico nel suo genere. Nelle zone non esiste un evento equiparabile nemmeno lontanamente a questo.. Un borgo immerso nelle dolci colline toscane, in cui è possibile tuffarsi in un’atmosfera unica in perfetto american style.

Protagonista indiscusso della festa: l’hamburger. Grazie ai diversi menù a disposizione che permettono di soddisfare i gusti di qualsiasi palato, ognuno può gustare l’hamburger che più preferisce. Le combinazioni degli ingredienti sono tra le più disparate: dall’hamburger con funghi e cheddar cheese, a quello con la cotoletta vegetariana e le zucchine grigliate, fino a quello con la cipolla e bacon croccante.

Arrivo per l’ora di cena, quando il cielo comincia a tingersi di blu scuro ed è ancora screziato di arancio, e il sole tramonta dietro al verdeggiare delle colline, come a ricordare che l’estate inizia a scemare  e le giornate iniziano ad accorciarsi. L’odore di carne impregna l’aria e guardando la prima timida sbiadita luna, la si vede velata dal fumo che sale verso il cielo delle enormi griglie a cielo aperto.

I colori della bandiera americana si ripetono incessantemente nelle bandiere appese a mò di festoni tra gli alberi e nelle tovaglie disposte sui tavoli. In men che non si dica ti ritrovi a guardare con uno strano senso di nostalgia i vestiti vintage indossati qua e là. Un tripudio di pois. Sulle camicette legate sopra l’ombelico, proprio come le migliori pin-up dei fifties, e sui vestiti avvitati con le ampie gonne svasate, in perfetto stile bon ton, ma anche sulle fasce e sulle bandane legate tra i capelli. Mentre assapori un hamburger di gustosa carne cotta al punto giusto, di sottofondo mette allegria la musica swing, rock ‘n’ roll e boogie woogie.

Prima di buttarti a capofitto nel gustoso menù che hai attentamente scelto, puoi stuzzicare l’appetito provando i cocktail in voga negli anni ’50 ( e magari al bancone, ti ritrovi accanto anche la sosia della Monroe…) e per il dopo cena ti aspettano invece  zucchero filato e dolcetti americani come cupcake, muffin e cookies.

Un consiglio: se quest’anno ti sei perso la 6 giorni di hamburger e anni 50 a Castiglion Fiorentino, fossi in te, il prossimo anno recupererei andandoci tutte le sere. Il Ferramburger, rientra assolutamente nella classifica degli eventi imperdibili delle zone.

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La Valdichiana è la regina delle preferenze dei turisti italiani

Secondo Tripadvisor, la Valdichiana è tra i primi posti per le preferenze turistiche, piazzando ben quattro strutture in cima alla classifica La Valdichiana si dimostra una delle mete preferite da…

Secondo Tripadvisor, la Valdichiana è tra i primi posti per le preferenze turistiche, piazzando ben quattro strutture in cima alla classifica

La Valdichiana si dimostra una delle mete preferite da parte dei turisti: secondo la classifica di Tripadvisor, infatti, ben quattro strutture si trovano tra i primi posti del popolare sito di recensioni turistiche, due a Cortona, una a Lucignano e un’altra a Castiglion Fiorentino. L’apprezzamento viene quindi proprio dagli utenti che scelgono la Valdichiana come meta per le loro vacanze e che portano nel cuore i suoi meravigliosi paesaggi. Oltre alla bellezze che la natura o il genio di tanti artisti nel corso dei secoli ha lasciato in eredità al territorio, la Valdichiana è apprezzata in modo particolare per gli alberghi e i ristoranti.

Nella classifica di Tripadvisor spiccano alcuni hotel di piccole dimensioni come Villa Marsili a Cortona, in diciassettesima posizione, e il relais La corte dei Papi, sempre a Cortona, al ventunesimo posto. Non va male nemmeno nell’area dedicata ai bed and breakfast, dove troviamo in ottava posizione casa Portagioia a Castiglion Fiorentino. E per quanto riguarda la gastronomia, una delle attrazioni principali in Toscana, al decimo posto tra le preferenze dei turisti c’è il ristorante «Il Goccino» di Lucignano.

La Valdichiana, quindi, dimostra la sua capacità di attrazione turistica. Non soltanto per la bellezza dei paesaggi e per le camere ospitali, ma anche per la professionalità del personale e la varietà di opzioni offerte al cliente, senza dimenticare le prelibatezze dell’enogastronomia e le tante attrazioni locali.

 

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