La Valdichiana senese può vantare comuni di notevoli dimensioni territoriali con oltre diecimila abitanti, ma anche alcuni piccoli borghi caratteristici che rischiano di passare inosservati dai turisti di passaggio o addirittura dagli abitanti. Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana ci fermiamo oggi nella frazione di Farnetella, situata poca distanza da Sinalunga, tra Scrofiano e Rigomagno.

Farnetella è un piccolo borgo che mantiene le affascinanti caratteristiche medievali, posto a 419 metri sul livello del mare. È strutturato attorno a un castello con quattro borghi paralleli e quattro strade principali, che conta appena 140 abitanti. Attorno al borgo si possono notare le tracce della cinta muraria e di una torre difensiva a pianta semicircolare. Il centro di Farnetella è rappresentato da Piazza San Giovanni e Piazza Farnia. Proprio la farnia, un albero della famiglia delle querce, è il simbolo della frazione e la probabile origine del suo nome.

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Farnetella – Chiesa di San Giovanni Battista

Le origini di Farnetella possono essere fatte risalire al VI secolo. Il primo documento risale al 1175, con il quale Siena ordinava ai conti della Scialenga la restituzione del castello di Farnetella ai conti Barotti, segno evidente dell’antichità del borgo, probabilmente precedente a Rigomagno. Fu infatti in quel periodo che la Valdichiana venne interessata dal frazionamento delle grandi famiglie nobiliari e dalla costruzione di numerosi castelli e residenze, a cui si può far risalire anche l’origine della frazione di Farnetella.

Il castello di Farnetella sorge sul poggio denominato Castelvecchio e formava un unico possedimento nobiliare assieme a San Gimignanello, Montalceto e Castiglioni, nei pressi di Rapolano; tali possedimenti furono dapprima proprietà dei nobili Barotti, successivamente dai Cacciaconti. Nel 1271 Farnetella venne accusata di tradimento da parte della Repubblica di Siena per aver ospitato dei ghibellini: seguendo le leggi in vigore, il castello venne raso al suolo da parte delle truppe Senesi del Terzo di Camollia. Le suppliche di innocenza da parte degli abitanti di Farnetella furono però tali che, nel 1295, Siena concesse di tornare ad abitare nella corte ricostruita un centinaio di metri più a valle.

Il presunto tradimento non fu l’unico momento drammatico per Farnetella: nel 1324 il ribelle Guccio Tolomei la saccheggiò e la diede alle fiamme. Gli abitanti furono costretti a ricostruire il borgo e dotarlo di una cerchia muraria più ampia, che consentì di resistere, nel 1554, all’assalto di un distaccamento dell’esercito di Carlo V. Farnetella rimase a lungo un comune indipendente, ma alla fine del XVIII secolo venne annessa al vicino comune di Sinalunga.

L’attuale fisionomia della frazione di Farnetella si deve ad Adolfo Ferrari, proprietario della tenuta nel XIX secolo. Nel dicembre del 1889 iniziarono i lavori di una grande costruzione residenziale per il soggiorno dei visitatori più ricchi, rimasto però incompleto; la villetta e il corpo centrale del castello caratterizzano tuttora l’aspetto dell’intera frazione. Al loro interno sono conservati affreschi, mobili antichi e l’apparato in legno della sala da pranzo, a opera dello scultore senese Giovanni Sammicheli.

Per un elenco dei proprietari di e altre curiosità storiche, potete visitare il sito web dedicato alla frazione di Farnetella.

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