La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Turismo

GFNY: da tutto il mondo su due ruote in Valdichiana

Un tragitto di 108 km, 2000 metri di dislivello da percorrere attraverso gli scorci e le colline della Valdichiana Senese, un territorio presente nell’immaginario internazionale come la capitale del buon…

Un tragitto di 108 km, 2000 metri di dislivello da percorrere attraverso gli scorci e le colline della Valdichiana Senese, un territorio presente nell’immaginario internazionale come la capitale del buon vivere: con queste premesse non poteva di certo essere disatteso l’incontro di tanti appassionati di sport con bellezze paesaggistiche celebri in tutto il mondo. È così che in una giornata tipicamente primaverile, questo bacino di interesse naturale e storico è diventata meta di un evento sportivo cui hanno preso parte più di mille ciclisti, provenienti da 37 diversi Paesi di quattro continenti. La Gran Fondo New York, gara internazionale di ciclismo amatoriale, ha scelto di posizionare in Valdichiana, tra la data in Colombia e quella nella Repubblica Domenicana, partenza e traguardo della sua unica tappa in Italia per tre sue edizioni consecutive, da quest’anno fino al 2021.

«Amare il ciclismo significa amare l’Italia, e in particolar modo la Toscana, dove è antica e consolidata la tradizione di questo sport»

aveva dichiarato Uli Fluhme, presidente della Gran Fondo, nel corso della presentazione dell’evento.
E sicuramente quanti hanno partecipato alla gara non potranno dire di non aver visitato l’anima più autentica della Toscana.

Partendo da Torrita di Siena, e proseguendo per Montefollonico, Castelmuzio, Montisi, Trequanda, San Giovanni d’Asso e Torrenieri, sino all’arrivo in piazza Grande a Montepulciano, il percorso lungo i borghi e le strade bianche ha suscitato tanto l’ammirazione dei corridori, che molti si sono premurati di installare telecamere GoPro sui propri caschi.

Vari i livelli di preparazione atletica: se ne è avuto dimostrazione prima che la gara iniziasse davvero. In arrivo da Montepulciano, da dove si è svolto il traferimento verso la linea di partenza, i ciclisti, sia professionisti che amatori, si sono trovati ad entrare nel centro storico di Torrita per via Roma, una salita abbastanza erta che in diversi hanno affrontato scendendo dalla sella e proseguendo a piedi.

Già al passaggio per piazza Matteotti, dove ad attendere gli atleti c’erano gli Sbandieratori e i Tamburini di Torrita, il gruppo di testa è apparso ben distaccato dal resto del gruppo. Il primo a tagliare il traguardo, dopo 3 ore 13′ 36” è stato Riccardo Pichetta, a distanza di 4′ 53” dal secondo Nicolò Di Gaetano e di 7′ 46” dal terzo classificato Aurelio di Pietro. Lungo il tratto di strada che collega Torrita a Montepulciano, ancora intorno alle 15:30 del pomeriggio si potevano scorgere i corridori, nelle riconoscibili maglie verdi e nere prodotte in Italia e fornite da un’organizzazione che non ha lasciato nulla al caso, avvalendosi della collaborazione delle amministrazioni comunali di Montepulciano e Torrita, che tra l’altro hanno destinato della realizzazione dell’evento i proventi dell’imposta di soggiorno, e delle tante associazioni presenti sul territorio, le quali non hanno mancato di apportare il proprio sostegno, in fede ad un principio di collaborazione che ha saputo dare i propri frutti.

«C’è molto orgoglio – ha commentato la dottoressa Grazia Torelli – per essere riusciti a concretizzare un progetto ambizioso, che dalla sua proposta, giunta nello scorso agosto, alla messa in pratica, ha presentato pure qualche difficoltà, soprattutto dal punto di vista burocratico».

Il gran numero di iscritti, alcuni dei quali hanno aderito al Training Camp, il pacchetto di uscite guidate su percorsi tra i 40 e i 90 km in vista della gara, ha affollato le terre di Siena già dalla scorsa settimana, inducendo così un buon risultato per la promozione di tutto il territorio. Oltre ai ciclisti, infatti, era atteso l’arrivo di tanti accompagnatori che hanno approfittato dell’occasione per una breve vacanza.

«È stata un’occasione unica per far conoscere questi posti ad appassionati di sport e benessere che vengono anche dall’altra parte del mondo» ha dichiarato Alessandro Fracassi, Presidente del comitato organizzatore che ha curato l’evento. «Come primo anno c’è soddisfazione per il risultato ottenuto, ma anche consapevolezza di avere margini di miglioramento verso i quali protendere per le prossime edizioni, e chissà se per non altri progetti».

Quel che rimane, a gara conclusa, è la risonanza, giunta grazie a questa manifestazione di sano sport, alle terre della Valdichiana senese, e la prova superata – se fosse stato ancora una volta da dimostrare – della disposizione all’accoglienza e alla cooperazione viva in questo territorio.

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Alla scoperta delle Terre del Perugino – Paciano

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Paciano, uno dei borghi più belli d’Italia, è la meta ideale per chi ama perdersi in vicoli e scorci caratteristici ma anche passeggiare immergendosi nella natura. Il borgo fondato nel XIV secolo presso il Monte Petrarvella, a 391 m sul livello del mare, si presenta come una terrazza naturale sul lago Trasimento che conserva la sua antica pianta a forma di trapezio, racchiusa da una cinta muraria turrita. Al paese si accede da tre porte: porta Perugina, porta Fiorentina e porta Rastrella.

Itinerario “Centro storico”. Questo tour, della durata di circa un’ora e mezza, consentirà di assaporare e vivere la storia di questo antico borgo. Si parte da Palazzo Baldeschi dove è allestito Trasimemo, una vera e propria banca dati multimediale della memoria, che racconta tramite oggetti e video i saperi e i mestieri dei paesi del Trasimeno. La visita prosegue, addentrandosi nel cuore del centro storico, con la chiesa di San Giuseppe. Conosciuta come chiesa “di dentro”, è l’edificio religioso più antico del paese e conserva al suo interno la Madonna della Misericordia dipinta alla fine del XV secolo dalla bottega del Bonfigli. Negli ambienti della Confraternita del SS.Mo Sacramento si potrà visitare il museo parrocchiale con l’interessante affresco della Crocifissione, realizzato da Francesco di Nicolò da Castel della Pieve e datato 1452. Ultima tappa sarà il Santuario della Madonna della Stella, emblema della storia religiosa di Paciano, costruito appena fuori le mura, in cui sono custoditi affreschi del XVI secolo.

La didattica

Laboratorio sulla ceramica – Dedicato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è il laboratorio didattico sulla ceramica. Dopo aver visitato TrasiMemo i partecipanti del laboratorio saranno impegnati nella realizzazione di un oggetto in ceramica, sotto la guida di un’esperta artigiana. Manipolando l’argilla impareranno a modellare e a dare forma all’oggetto, stimolando la creatività e la concentrazione.

Laboratorio tessile – Dedicato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è il laboratorio didattico sulla tessitura. Una volta raccolte le informazioni relative alle tecniche della lavorazione a telaio durante la visita di TrasiMemo, i ragazzi saranno coinvolti in un interessante lavoro di tessitura, utilizzando telai personalizzati e guidati da un’esperta tessitrice. Attraverso l’esperienza della tessitura i ragazzi verranno a conoscenza della tecnica di intreccio tra ordito e trama così da ottenere il punto base della tessitura e sperimentare, sulla tela, tecniche libere di disegno.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel. 0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

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Turismo, una voce importante per l’economia della Valdichiana – Intervista a Doriano Bui

Il turismo rappresenta una delle voci più importanti per l’economia della Valdichiana. Un comparto capace, non solo di generare occupazione, ma anche innovazione. Un terreno nel quale tecnologia e tradizione…

Il turismo rappresenta una delle voci più importanti per l’economia della Valdichiana. Un comparto capace, non solo di generare occupazione, ma anche innovazione. Un terreno nel quale tecnologia e tradizione riescono a trovare una felice punto d’incontro. Abbiamo intervistato Doriano Bui, presidente della Strada del Vino Nobile e dei Sapori della Valdichiana Senese, per capire quali saranno le prospettive future del turismo nel nostro territorio.

Quale sono i numeri del turismo nel territorio della Valdichiana?

In termini di domanda, il 2017 ha chiuso con un totale di 510 mila arrivi turistici e oltre 1,3 milioni di pernottamenti; la durata media del soggiorno è stata di 2,6 notti (analoga quella rilevata in provincia). La Valdichiana si conferma un territorio importante nell’economia complessiva della provincia, con circa il 27% delle presenze totali.

In termini di fatturato e occupazione, qual è il peso del turismo nel nostro territorio?

Secondo il Rapporto del 2017 dell’Osservatorio sul mercato del lavoro del turismo in Italia, il settore Commercio e turismo ha occupato oltre 4,5 milioni di lavoratori, più dell’intera industria manifatturiera. Quasi il 70% dei dipendenti ha meno di quarant’anni e il 44% meno di 30. In Valdichiana è difficile indicare il dato esatto ma considerando che il settore agricolo e quello turistico sono quelli più sviluppati e che spesso in questo territorio sono strettamente collegati, ritengo che il numero di occupati sia davvero importante.

Qual è il tipo di turista che visita la Valdichiana e cosa richiede maggiormente?

La presenza di turisti italiani e stranieri si equivalgono: rispettivamente 50,7% e 49.3%. Le strutture alberghiere rimangono le sistemazioni predilette, sia dagli italiani che degli stranieri (62,3%). Questi, tuttavia, in virtù di una permanenza più lunga, tendono a trascorrere la maggior parte dei pernottamenti (55.9% del totale) nelle strutture extralberghiere. Riguardo alle motivazioni del viaggio l’enogastronomia, il benessere termale, i borghi d’arte, il paesaggio e il turismo attivo (passeggiate in bici, a cavallo, a piedi).

Quali sono i principali paesi di provenienza?

Prima di tutto Usa (13.4%), seguita da Germania (12.7%), Paesi bassi (9.3%) e Inghilterra (8 %).  Mentre la principale area di provenienza della domanda italiana è costituita dal Centro Italia.

L’innovazione tecnologica sta cambiando il mondo del turismo?

In una fase storica come quella attuale il turismo è sicuramente un settore in forte e continua crescita, ed è strategico acquisire competenze manageriali che permettano di essere aggiornati e di disporre di strumenti adeguati per essere più competitivi. L’innovazione, nell’era del turismo 4.0, significa migliorare l’esperienza dell’ospite, modificare le abitudini del turista, agevolarlo durante il soggiorno, contribuendo a creare un’esperienza unica, e sicuramente “più confortevole”. Diversi sono i dispositivi e le app che vengono sempre più utilizzati, grazie anche al finanziamento ricevuto dalla Regione Toscana con il Bando innovazione servizi qualificati per il turismo per l’annualità 2017.  Un esempio è l’attivazione di una chatbot, ossia un vero e proprio robot in grado di rispondere H24 a tutte le richieste di informazione da parte del cliente.

Quali sono oggi le competenze maggiormente richieste dalle imprese?

Sicuramente quelle legate al web e ai social network, la conoscenza delle lingue (meglio se due), in particolare quelle dei nuovi paesi emergenti, come i BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Sono sempre ricercate le figure tradizionali, perno dell’accoglienza e dell’hotellerie, soprattutto in strutture di lusso e business. Una figura emergente è il revenue/pricing (consulente nella gestione del prezzo), che ha il compito di modificare le tariffe attraverso la gestione delle leve di prezzo e di inventario, o i servizi di booking online.

Tutto questo comporta dei cambiamenti anche nelle tipologie contrattuali che ricadono nell’orbita del turismo?

Certamente. Oltre al lavoro dipendente, si aprono opportunità anche per nuove iniziative imprenditoriali: dai servizi di booking, che offrono strumenti al consumatore o all’operatore, alle app che sfruttano la georeferenziazione per offrire contenuti / servizi a valore aggiunto, fino agli startup, specializzate in social marketing e storytelling dei luoghi.

 Qual è il ruolo della formazione?

Per avere territori turisticamente avanzati è necessario investire nella formazione e dare poco spazio all’improvvisazione. Per questo motivo riteniamo importante investire nella formazione in modo trasversale: nella pubblica Amministrazione e nel mondo d’impresa. Solo alcune considerazioni: quanto la preparazione dei dipendenti delle PA o la lentezza dell’apparato burocratico incidono sulla mancanza di euro-progettualità? I programmi ministeriali sul turismo sono adeguati alle esigenze dell’era del turismo 4.0? Allo stesso modo le aziende italiane, sono consapevoli della necessità di una formazione costante, in linea con i cambiamenti che avvengono in un mercato globale?

Ritiene che ci siano degli strumenti che andrebbero migliorati per dare maggiore spinta al turismo?

Il turismo è un settore ad alta potenzialità occupazionale, dove devono operare imprese efficienti, dirette da quadri manageriali stabili e preparati e risorse umane motivate e valorizzate. Per questo sarebbe opportuno migliorare e rafforzare le infrastrutture, e implementare nuove tecnologie per migliorare la qualità dei servizi. Le imprese dovrebbero ricevere maggiore assistenza e un accesso al credito più facile. C’è poi tutto il discorso della formazione, che andrebbe potenziata, anche con appositi percorsi di studio.

Visto il peso del turismo, non solo nel territorio chianino, ma per l’intera economia nazionale, considera opportuno l’istituzione di un ministero ad hoc?

Il turismo, come si dice in gergo, è un’economia “labour intensive”, cioè che crea molti posti di lavoro. Per capirci: se investiamo 1 miliardo di euro nella siderurgia, arriveremo a creare, all’incirca, 300 posti di lavoro. Con la stessa cifra, nel turismo, potremmo arrivare a 12mila. Per questo ritengo che l’istituzione di una cabina di regia ad hoc potrebbe essere la scelta opportuna per un paese come l’Italia, che ha il maggior numero di beni e di attrattori culturali e paesaggistici al mondo. Istituire un ministero del Turismo significherebbe poter coordinare tutte le altre istituzioni locali e regionali, che oggi vanno ognuna per la sua strada, creando una confusione enorme. Ritengo che sia importante portare avanti una sinergia tra il turismo e l’agroalimentare, due settori fortemente interconnessi tra loro.

Quali sono le prospettive di sviluppo del turismo nella Valdichiana?

Rispecchiamo, in linea di massima, le prospettive di sviluppo a livello nazionale. Un’attenzione sempre maggiore al turismo ambientale, sostenibile e responsabile, che si basa su una maggiore tolleranza dei flussi a lungo termine e una maggiore interazione più stretta tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori. La sostenibilità diventa così una grande opportunità creativa per rigenerare e qualificare l’offerta turistica. Altro trend in continua crescita è dato dal turismo esperienziale, che risponde a bisogni emozionali, legato a una narrazione del territorio in base a interessi specifici dei destinatari (architettura, fotografia, musica, enogastronomia, ecc.). È anche una risposta volta contrastare le politiche di prezzo dei grandi gruppi, basandosi sulla tematizzazione e personalizzazione dei percorsi turistici, per offrire al cliente un’esperienza unica.

 Verso quale direzione andranno tali prospettive?

Assisteremo a una maggiore integrazione tra le imprese e a un riposizionamento dei prodotti, all’interno si del mercato nazionale che internazionale. È da tenere presente che attualmente, nel sistema di promozione territoriale, il modello Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei sapori della Valdichiana Senese è un sistema misto pubblico-privato, del quale fanno parte circa 200 soci, 10 Comuni e l’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese. Insieme a questi soggetti abbiamo predisposto un Piano Turistico Triennale, che incrementi il numero degli arrivi e ne prolunghi la permanenza, facendo crescere anche la spesa turistica pro capite. Un’altra opportunità ci è data dalla legge di bilancio dello Stato 2017, che prevede la possibilità di costituire i “distretti del cibo”. Una volta iscritti ai registri regionali e nazionali, è possibile rafforzare la promozione dell’agroalimentare e di tutto il territorio. IL progetto che stiamo elaborando per la Valdichiana lo porteremo, come proposta al Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino e dei Sapori d’Italia del quale siamo stati chiamati a gestire la segreteria Tecnica.

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Una Città della Pieve insolita

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Quando i tour classici di Città della Pieve non bastano più a soddisfare la curiosità dei visitatori, l’Ufficio Turistico propone questo itinerario del tutto insolito e non prenotabile come gli altri, proprio per la sua natura insolita.

La città, infatti, oltre agli affreschi del Perugino e agli spazi del circuito museale, racchiude altri luoghi e altre bellezze che per vari motivi restano al di fuori dei percorsi canonici, perciò defilati, insoliti e talvolta sconosciuti ai più.

Itinerario Città della Pieve Insolita

Questo tour ha una durata di circa due ore ed è definito anche “il tour per i veri curiosi” perchè, appunto, va oltre i percorsi già battuti. L’itinerario tocca i luoghi meno noti della città combinati ogni volta in itinerari diversi, talvolta in modo casuale talvolta in percosi tematici. Il tour viene proposto in occasione degli eventi pievesi, pertanto si può partecipare a questa insolita visita solo in questi periodi.

Per rendere l’itinerario ancora più misterioso e accattivante, il percorso viene rivelato solo alle persone che ne chiedono informazione.

Quindi, per sapere quando sarà la prossima Insolita, non resta che seguire l’Ufficio Turistico di Città della Pieve sui suoi canali social, Facebook e Twitter, oppure consultare il sito www.terredelperugino.it

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel.0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

Restando a Città della Pieve…

Alla scoperta delle Terre del Perugino

Gli Etruschi di Città della Pieve

Il Borgo di Città della Pieve e le sue viuzze

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Gli Etruschi di Città della Pieve

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Circa due anni fa, in località San Donnino nel comune di Città della Pieve, in un modo felicemente inaspettato, è emersa dalla nebbia del tempo, dopo 2400 anni, una tomba a camera etrusca inviolata.
La scoperta ha suscitato davvero molto interesse, tanto da essere inserita dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum tra le 5 scoperte più importanti del 2015 a livello internazionale.
La tomba, di età ellenistica, è stata scavata in un mese e ha restituito tre urne cinerarie di marmo alabastrino con il coperchio decorato con defunto sdraiato a banchetto e due sarcofagi monumentali, uno in arenaria e uno in travertino, più il corredo.

L’Ufficio Turistico insieme all’Associazione Archeologia Pulfnas, costituita dalle archeologhe che hanno portato avanti lo scavo, ha ideato un itinerario archeologico proprio inerente a questa scoperta e alla storia più antica di Città della Pieve.

Itinerario Città della Pieve e gli Etruschi

Il tour ha una durata di un’ora e mezza ed ha la particolarità di essere guidato dalle archeologhe che hanno partecipato alla scoperta.

Prima tappa della visita è Palazzo della Corgna, dove ad attendere i visitatori si trova un bell’obelisco etrusco in arenaria del V secolo a.C. Questo reperto può essere considerato il più antico ritrovamento che si conosca effettuato a Città della Pieve, poiché fu rinvenuto in un non precisato luogo del territorio comunale tra il ‘500 e il ‘600. Di questo reperto si sa molto poco, forse era situato in un santuario o forse in una tomba monumentale, e proprio le poche notizie lo rendono assai misterioso.

La posizione di Palazzo della Corgna al centro della città, insieme alla Cattedrale, permette un approfondimento sulle origini del borgo, collocabili tra il VII e l’VIII secolo d.C.

Il tour poi prosegue al Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi dove sono conservati i reperti etruschi della tomba di San Donnino. Situati nella cripta della chiesa in un bellissimo ambiente voltato con mattoni a vista, si trovano le spoglie mortali dei cinque esponenti della famiglia Pulfna, originaria di Chiusi. In un contesto davvero speciale, i visitatori sono guidati alla scoperta di questa scoperta dalla voce delle archeologhe, che sicuramente faranno venir voglia di vivere un’avventura come la loro anche a chi ascolta!

La didattica

Dedicato agli alunni delle scuole primarie è il laboratorio didattico Gli Etruschi di Laris Pulfnas, in cui, insieme alla visita ai reperti, i bambini scopriranno la lingua etrusca e si cimenteranno nella scrittura su una tavoletta di cera d’api, proprio come facevano gli antichi.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel.0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

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Alla scoperta delle Terre del Perugino – Città della Pieve

Dalla stretta collaborazione tra le Amminstrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino”. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini. Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.


Dalla stretta collaborazione tra le Amminstrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


L’Ufficio Turistico di Città della Pieve, potendo usufruire dell’ampio patrimonio culturale della sua città che va dall’archeologia all’arte rinascimentale, ha ideato alcuni percorsi di visita e offerte didattiche che permettono di scoprire la città e le sue bellezze.

Il Perugino

I percorsi più richiesti sono quelli tematici sul Perugino, il più celebre dei figli della città, e sulla storia rinascimentale del borgo

Il Perugino, al secolo Pietro Vannucci, nacque a Città della Pieve, detta allora Castel della Pieve, alla metà del ‘400 e fu uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano. Nella sua città natale il pittore ha lasciato numerose opere che proprio con questi itinerari sarà possibile ammirare.

Itinerario “Città della Pieve nel Rinascimento

Questo breve tour, della durata di circa un’ora e mezza, è incentrato sull’opera di maggior rilievo lasciata dal Perugino nella sua città, l’Adorazione dei Magi, dipinta nel 1504 nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi. La bellezza delle forme, la ricchezza dei dettagli, i colori ancora vividi dopo oltre 500 anni e il vasto panorama ispirato al Lago Trasimeno, che insieme alla Sacra Famiglia è il protagonista dell’affresco, fanno si che questo sia considerato uno dei capolavori dell’artista e più in generale del Rinascimento. Non mancano anche spaccati della vita del Perugino e le difficoltà della vita da artista, che emergono dalle simpatiche, per noi ovviamente, lettere che il pittore scambiò con la Confraternita dei Bianchi. Queste, oggi esposte in copia all’Oratorio e scritte in un italiano cinquecentesco, mostrano un Perugino impegnato nell’ardua contrattazione per il compenso: lui avrebbe voluto 200 fiorini ma si dovette accontentare di 75 e di un asino che lo aiutasse a portare i colori da Perugia a Città della Pieve.

Itinerario “Città della Pieve, Città d’arte e storia

Come una passeggiata nella storia della durata di circa due ore, questo tour accompagna i visitatori alla scoperta di tutta la produzione pievese del Perugino, della storia del borgo e dell’arte rinascimentale e manierista.

Dopo la tappa all’Adorazione dei Magi, è prevista una visita all’affresco Deposizione dalla Croce conservato nel Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi. Questo è l’unica testimonianza di un ciclo di affreschi narranti gli ultimi momenti della vita del Cristo e andati perduti agli inizi del ‘700. L’opera, sebbene mutila e meno particolareggiata dell’altra, suscita grande interesse poichè ricca di elementi criptici e personaggi ancora da svelare, come se il Perugino ormai anziano avesse voluto lasciare un messaggio ai posteri.

La chiesa stessa può essere considerata uno vero e proprio scrigno. Con il suo interno di epoca barocca di color bianco candido rifinito in oro, la grande struttura architettonica racchiude in sè altre due chiese: la rinascimentale e la gotica, ed ogni fase è leggibile nelle sue pareti. Nella cripta, invece, insieme a tele manieriste del XVI e XVII secolo, sono conservati i reperti etruschi di una tomba ellenistica rinvenuta nel 2015 in loc. San Donnino, che non fanno parte di questo itinerario  e di cui parleremo in un articolo a parte.

Tappa successiva del tour è la Cattedrale, cuore della città, dove sono conservate due pale d’altare del Perugino, Battesimo di Cristo e Madonna in gloria e Santi, ed opere di pittori manieristi tra i quali spicca lo Sposalizio della Vergine di Antonio Circignani, figlio di Niccolò detto Il Pomarancio. La stessa Cattedrale ha la sua storia da raccontare, poichè questo è lo stesso luogo in cui fu eretta la prima pieve intorno al VII sec. d.C. e che costituì il centro dell’antico villaggio di Città della Pieve. Il suo aspetto esteriore, infatti, mostra la sua lunga storia, dai conci di arenaria tipici del romanico-gotico ai mattoncini del campanile della metà del ‘700. Il suo interno, invece è di gusto prettamente barocco, con stucchi e falsi marmi dipinti.

Ultima tappa di questo tour storico-artistico è Palazzo della Corgna, residenza del Marchese Ascanio della Corgna, nipote di Papa Giulio III e governatore di Città della Pieve nella seconda metà del ‘500. Il palazzo è il più bell’esempio di architettura rinascimentale della città ed è opera dell’architetto Galeazzo Alessi, che si ispirò a Palazzo Farnese di Roma. I suoi interni sono finemente decorati da grottesche, tra le quali spicca, nella sala al pian terreno, l’affresco Muse a concerto di Niccolò Circignani detto il Pomarancio, e nella sala grande del primo piano il Convito degli Dei e gli Amori degli Dei di Salvio Savini, entrambi esponenti di spicco della pittura manierista. Durante la visita si potrà scoprire anche la vita avventurosa del padrone di casa, Ascianio, orbo da un occhio, che fu condottiero e spadaccino ma anche uomo dedito a duelli, che fu più volte imprigionato dai Papi di turno per alto tradimento, omicidio e altri delitti, insomma, un personaggio contraddittorio e tutto da conoscere!

Al termine di entrambi i tour è prevista una degustazione gratuita di zafferano, prodotto d’eccellenza del territorio di Città della Pieve, già salvaguardato e tutelato negli statuti cinquecenteschi della città, nonché oggetto di una vera a propria mostra mercato volta alla sua valorizzazione che si svolge ogni anno nel mese di ottobre.

La didattica

Dedicato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è il laboratorio didattico Giocando con il Perugino… scopriamo l’affresco, in cui, dopo una visita guidata all’affresco Adorazione dei Magi, i bambini potranno trasformarsi in piccoli aiutanti di bottega e imparare a dipingere un’affresco.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel.0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

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Castelmuzio: il salotto dell’accoglienza

Castelmuzio è uno dei borghi più piccoli del territorio: una frazione del comune di Trequanda, che conta meno di trecento abitanti ai margini della Valdichiana. Forse sono proprio le sue…

Castelmuzio è uno dei borghi più piccoli del territorio: una frazione del comune di Trequanda, che conta meno di trecento abitanti ai margini della Valdichiana. Forse sono proprio le sue ristrette dimensioni a rendere questo borgo così affascinante e accogliente, grazie alla sua capacità di ergersi a terrazza naturale sul paesaggio circostante e alla possibilità di coniugare storia e turismo.

Proprio in questo contesto è nata l’associazione “Castelmuzio Borgo-Salotto” che cerca di promuovere eventi e momenti di aggregazione nel piccolo borgo, oltre a portare avanti interessanti opere di ristrutturazione e rigenerazione dal basso, con il coinvolgimento diretto di chi vive nella frazione e dei visitatori che ne rimangono affascinati.

Tra gli eventi promossi dall’associazione, ho avuto il piacere di partecipare alla seconda edizione di “Appicicchia”, una gara di appiciatura che si è svolta tra le strade del centro storico in cui si sono scontrate coppie di cuochi (o semplici amatori) per decretare il miglior picio di Castelmuzio. Alla gara, che si è svolta con toni assolutamente amichevoli e informali, nel pieno rispetto dell’attenzione per l’ospitalità di questo borgo-salotto, hanno partecipato dieci squadre provenienti dai dintorni (Montalcino, San Quirico d’Orcia, Montepulciano, Petroio e così via), le cui produzioni culinarie sono state sottoposte a una giuria di qualità.

Al termine della gara si è svolta anche una scuola di pici (o lunghetti, come sono spesso chiamati a Castelmuzio) in italiano e inglese, rivolta ai curiosi e agli stranieri. Sono stati molti, infatti, i visitatori giunti a Castelmuzio per osservare la gara tra gli appiciatori: grazie al corso multilingua e alla cena in piazza, hanno avuto l’opportunità di essere coinvolti direttamente nella cultura locale. Un’altra dimostrazione dell’accoglienza di Castelmuzio, un piccolo borgo che è anche un salotto ospitale.

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Toscana 2020 e le prospettive turistiche in Valdichiana

Durante l’ormai classico appuntamento al Buy Tourism Online, la fiera dell’innovazione digitale nel turismo che si tiene alla Fortezza da Basso di Firenze durante i primi giorni di dicembre, la…

Durante l’ormai classico appuntamento al Buy Tourism Online, la fiera dell’innovazione digitale nel turismo che si tiene alla Fortezza da Basso di Firenze durante i primi giorni di dicembre, la Regione Toscana ha presentato i dati relativi al settore turistico per l’anno 2015 e le prime stime per il 2016. Dati fondamentali per comprendere le prospettive di sviluppo di breve e medio periodo per la Toscana e per tutti i territori al suo interno, compresa la Valdichiana, nell’ottica del piano economico di Toscana 2020.

Anche quest’anno il turismo in Toscana si è dimostrato un veicolo per l’economia, grazie alle potenzialità di una regione che si conferma come una delle destinazioni preferite dai turisti italiani e stranieri. I dati presentati dall’assessore regionale Stefano Ciuoffo e dal direttore di Toscana Promozione, Alberto Peruzzini, confermano i trend di crescita del piano Toscana 2020 e ribadiscono il dato del +3% dello scorso anno, sulla base dei rilevamenti effettuati da IRPET. Netta la differenza tra gli stranieri (in crescita del +3,5%) e gli italiani (in crescita del +2,5%), che mostra la grande appetibilità della Toscana sul piano internazionale. Rimane però forte la preoccupazione per l’inadempienza delle strutture ricettive ufficiale nel comunicare correttamente i dati e per la possibilità di identificare tutte le strutture non ufficiali.

L’apertura del BTO2016 a Firenze

Per quanto riguarda le previsioni per l’anno 2017, i principali organismi istituzionali (CISET e UNWTO) confermano il trend di crescita del turismo internazionale, con la Toscana che si conferma tra le destinazioni preferite. È importante notare le motivazioni principali che spingono i consumatori alla scelta della destinazione: esiste una sostanziale differenza tra un turismo europeo colto, alla ricerca di esperienze “slow” sul territorio, e un turismo organizzato proveniente dai Paesi emergenti, particolarmente interessato alle città d’arte e alle destinazioni più famose.

In questo contesto, come si pone la Valdichiana senese? All’interno della rubrica “Prospettiva Valdichiana” sono già stati analizzati i dati relativi alle ultime stagioni turistiche, con particolare rilevanza all’incremento degli arrivi negli ultimi dieci anni e un recupero delle presenze, nonostante la difficile situazione vissuta da Chianciano Terme. La crescita turistica della Regione Toscana è trainata principalmente dalle città d’arte (Firenze e Pisa in testa) e dalle località balneari; nell’ottica del grande turismo organizzato extraeuropeo, la Valdichiana senese fatica a inserirsi, anche per la mancanza di infrastrutture adeguate. Più promettente sembra la capacità di inserirsi nel turismo “slow” per gli amanti del territorio, per via delle caratteristiche dei nostri borghi diffusi nelle campagne, della storia etrusca e medievale, della presenza di prodotti enogastronomici d’eccellenza come il Vino Nobile e la carne chianina; un’attenzione alla cultura e alla storia, quindi, che predilige il turismo di qualità al turismo di quantità.

Ovviamente, le capacità di crescita turistica di un territorio non possono che passare per le strategie messe in atto dalle istituzioni, in sinergia con le organizzazioni di categoria, le imprese e le associazioni. Con la chiusura delle APT e la delega a Toscana Promozione le aree più periferiche hanno subito un accentramento a Firenze delle decisioni, e hanno trovato difficoltà a stabilire strutture sovra-comunali di area per la promozione condivisa. Sul tema dell’informazione e dell’accoglienza turistica, ad esempio, la competenza è passata prima alle province, poi ai comuni capoluogo di provincia, in un continuo rimbalzo di deleghe in attesa del definitivo superamento dell’assetto istituzionale nazionale. Un rimbalzo che sembra essere terminato, almeno per quanto riguarda la Valdichiana senese, con la firma del protocollo d’intesa di martedì 6 dicembre tra Toscana Promozione e il Comune di Montepulciano, in qualità di comune capofila dell’area.

Con il superamento delle province, infatti, le nuove norme prevedono la possibilità di esercitare in forma associata le funzioni di accoglienza e informazione turistica, in modo da mettere in pratica strategie omogenee e indirizzi condivisi, in sinergia con il progetto Toscana 2020 e le direttive regionali. L’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese ha deciso di cogliere quest’opportunità ed è stato il primo territorio in Toscana, grazie a un percorso avviato già da qualche mese attraverso la delega alla Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese, che nella pratica ha ereditato le funzioni della vecchia Azienda di Promozione Turistica e ha agito attraverso una governance pubblico-privata.

Il sindaco di Montepulciano firma il protocollo con Toscana Promozione

La gestione associata consente sicuramente una maggiore sinergia da parte delle istituzioni pubbliche, consentendo di operare a livello sovra-comunale per favorire lo sviluppo del turismo e promuovere la destinazione “Valdichiana”, cercando di inserirsi in ottica internazionale con un brand riconoscibile e autorevole, chiamato Valdichiana Living. È infatti evidente che, in contesto globale come quello illustrato al BTO2016, nessuno dei comuni della Valdichiana possa aspirare a giocare un ruolo di primo piano in maniera autonoma, sia nei confronti del turismo organizzato dai Paesi emergenti, sia nei confronti del turismo “slow” dei Paesi europei. Attraverso la forma associata è possibile invece inserirsi nelle direttive tracciate da Toscana 2020, cogliendo un’importante opportunità e superando le distinzioni intermedie provinciali: adesso sarà responsabilità delle amministrazioni comunali e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese saper sfruttare quest’opportunità e progettare un concreto piano di sviluppo turistico per tutto il territorio.

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“Visit Chiusi” e l’eredità degli Etruschi

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così…

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così importante, e per certi versi così ingombrante. A prescindere dalle vicissitudini del medioevo o del rinascimento, i borghi della Valdichiana mantengono forti tracce del passato etrusco e devono affrontare la difficile sfida della loro riscoperta e valorizzazione.

Chiusi è una delle città che maggiormente vive questa grande sfida. È stata una delle capitali della civiltà etrusca, uno dei cardini della dodecapoli e la sede di Porsenna, il lucumone che arrivò persino a sconfiggere Roma e ad assoggettarla al suo dominio. C’era un periodo, quindi, in cui Chiusi poteva vantarsi di essere uno dei centri più importanti di tutta la penisola. L’eredità degli etruschi può diventare una parte importante nella valorizzazione culturale e turistica della città e di tutto il territorio.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa di “Visit Chiusi” inaugurata sabato 15 ottobre presso la Sala Conferenze S.Francesco e la Casa della Cultura, grazie al coinvolgimento dell’amministrazione comunale, delle associazioni, delle imprese e di tutto coloro che sono interessati alle tematiche dell’arte, della cultura e del turismo nella città di Porsenna. Un evento aperto alla partecipazione dal basso e al contributo di tutti, per delineare le strategie di sviluppo per il futuro di Chiusi, che si concluderà il prossimo 12 novembre. L’evento è stato introdotto dalla presentazione dei dati sui flussi turistici e sull’indotto economico generato dal comparto della cultura; successivamente i partecipanti si sono suddivisi in sei tavoli di lavoro tematici (cultura e arte, beni culturali patrimonio e turismo, incoming e accoglienza, attività produttive, associazionismo, comunicazione media e marketing) e i contributi realizzati sono stati dibattuti in un’assemblea pubblica, in attesa di un’analisi da parte di esperti di settore e di un programma attuativo di media/lunga durata messo in campo dall’amministrazione comunale.

Il tema degli etruschi e della loro eredità è stato rapidamente messo al centro della discussione dei diversi tavoli di lavoro: il Museo Nazionale Etrusco fa infatti registrare circa 18mila ingressi annuali, in una città che tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere ha chiuso il 2015 con circa 63mila presenze. Una potenzialità turistica importante, quella fornita dai beni culturali e dal ricchissimo patrimonio archeologico della città, che oltre al museo può offrire esperienze uniche come la visita al Labirinto di Porsenna, alla Tomba della Scimmia o alla Tomba della Pellegrina. La crescita di eventi culturali come il Festival Orizzonti o il Lars Rock Fest si accompagna alla nascita di progetti come Experience Etruria, il  distretto turistico interregionale dell’Etruria e la candidatura a Capitale della Cultura 2018 assieme a Orvieto e Viterbo. Infine, non meno importante, l’inserimento dell’Etruria come linea di indirizzo nel Piano di Sviluppo Regionale della Toscana determina la volontà, anche da parte degli amministratori, di investire su progetti di lunga durata per la valorizzazione del patrimonio etrusco e una reale possibilità di crescita sul piano turistico e culturale.

Ho partecipato con interesse ai tavoli di lavoro di Visit Chiusi, sia perché ritengo fondamentale la partecipazione dal basso a progetti di questo tipo, sia perché la tematica risulta della massima importanza. Ritengo che gli etruschi possano diventare il punto di forza di Chiusi anche in ottica di promozione della destinazione turistica in chiave internazionale, sia attraverso i prodotti già presenti (dal Museo Nazionale Etrusco alle tombe), sia attraverso la creazione di nuove opportunità; ad esempio, lo sviluppo di un grande festival a tema etrusco che possa catalizzare l’attenzione di grandi volumi fuori dalla Valdichiana e dall’Italia.

La Tomba della Pellegrina

La Tomba della Pellegrina

Il Lago di Chiusi, i prodotti tipici locali, gli spettacoli culturali e i percorsi di sport e benessere possono essere elementi molto importanti, ma ritengo che debbano essere considerati a completamento di un’offerta che vede la valorizzazione storica, culturale e turistica degli etruschi al primo posto, sia dei progetti che degli investimenti. In un’ottica di competizione globale, l’eredità della civiltà etrusca è l’elemento identitario forte che caratterizza la città di Porsenna e che può renderla il punto di riferimento di un territorio molto vasto. In questo contesto, il progetto di Visit Chiusi sembra tracciare una linea nella giusta direzione, in sinergia con tutti i prodotti turistici che può offrire la Valdichiana nel suo complesso. Il futuro di Chiusi potrebbe passare proprio per il suo passato, grazie all’immenso patrimonio che ci ha lasciato la civiltà etrusca.

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Il Cassero di Castiglion Fiorentino

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che…

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che presentano tracce della civiltà etrusca, tra tombe e reperti archeologici. Attorno al fiume Clanis, che un tempo caratterizzava la valle e rappresentava un’importante via di comunicazione, sorgevano numerosi insediamenti che hanno portato tracce del passato fino alla nostra epoca.

Castiglion Fiorentino è uno dei comuni della Valdichiana aretina e uno dei luoghi in cui la civiltà etrusca ha lasciato il segno. Nonostante la cittadina sia prosperata soprattutto durante il Medioevo, nel territorio comunale sono state ritrovate tracce del periodo più antico degli Etruschi, ovvero della cultura Villanoviana. Nelle frazioni e nei paesi sparsi lungo le fertili pianure del Canale Maestro della Chiana sono stati ritrovati numerosi reperti di bronzo e terracotta, custoditi nel Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino.

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Il panorama dalla Chiesa di S.Angelo

L’area del Cassero è una tappa obbligata durante la visita a Castiglion Fiorentino, non soltanto per gli appassionati di storia e cultura: all’interno delle fortificazioni sono infatti racchiuse le tracce delle epoche passate e dei vari passaggi che hanno portato quest’antico insediamento etrusco a raggiungere la forma moderna, con interessanti modifiche e adattamenti.

La Torre del Cassero è il principale punto di riferimento dell’area: sovrasta l’ampio giardino e svetta sulla cittadina e sulle pianure circostanti. La torre è di epoca medievale, costruita durante la dominazione perugina del XIV secolo, ma insiste su una precedente struttura etrusca del IV secolo a.C., così come il resto delle mura che delimitano l’area. La Torre del Cassero è visitabile attraverso una serie di suggestive scalinate che conducono fino al campanile a 35 metri d’altezza, permettendo di godere di un panorama invidiabile sulla Valdichiana e sulla Val di Chio. Grazie alla presenza delle cinta muraria e della Porta Etrusca, è facile ipotizzare che nell’area si trovasse una vasta acropoli, come dimostrato dai ritrovamenti successivi.

Il prato al centro del piazzale nasconde un elemento fondamentale, portato alla luce dagli scavi archeologici degli anni ’90. Si tratta infatti di un antico tempio etrusco e di un insediamento che parte dal VIII secolo a.C fino ad arrivare al II secolo a.C., completamente interrato, ma visitabile in alcuni punti attraverso l’ingresso dal Palazzo Pretorio. Sono molti gli elementi di interesse presenti negli scavi: dalle antiche forme di conservazione degli alimenti con i frigoriferi di terracotta ai canali di scolo tra i marciapiedi. Le fondamenta delle mura recuperate dagli scavi archeologici meritano sicuramente una visita: dalle tracce dei pali lasciate dalla cultura Villanoviana alle mura etrusche, fino alle mura medievali costruite sopra a quelle precedenti, il passaggio delle epoche è evidente nelle differenti tecniche di costruzione utilizzate.

Il Palazzo Pretorio è la costruzione più ampia all’interno dell’area del Cassero: al suo interno si trova il Museo Archeologico, visitabile liberamente e gratuitamente anche nei periodi festivi, grazie all’impegno dei volontari locali. Al piano terra sono custoditi i resti dell’antico acquedotto etrusco-romano e i reperti dell’epoca medievale. Ai piani superiori sono invece ordinatamente esposti i reperti più importanti, provenienti dalle aree di scavo delle campagne o dall’acropoli del Cassero: oggetti di bronzo e di terracotta, resti di reti da pesca e di manufatti, assieme alle ricostruzioni del telaio etrusco e di una sezione del tempio, con le facce delle gorgoni e dei leoni sui lati.

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Gli scavi dell’antica acropoli etrusca

Per finire, la Chiesa di S.Angelo al Cassero si trova di fronte al Palazzo Pretorio ed è stata edificata nel XII secolo. Nella cripta sotterranea sono state trovate le fondamenta appartenenti all’antica cinta muraria etrusca, sopra le quali il luogo di culto è stato costruito in epoca medievale. La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso del tempo: è stata utilizzata come convento dalle monache di San Girolamo nel XVI secolo e come ospedale nel XVIII secolo. Attualmente ospita la Pinacoteca Comunale, e, come il Museo Archeologico, è visitabile liberamente e gratuitamente.

Il fortilizio che racchiude tutti questi elementi, eretto durante la dominazione dei Tarlati del XIV secolo, domina Castiglion Fiorentino: vi si accede dal vicolo che conserva elementi del ponte levatoio a saracinesca, attraverso dei suggestivi percorsi nel centro cittadino. Grazie alla sua posizione elevata, con la possibilità di spaziare lo sguardo per tutta la Valdichiana, il Cassero è un luogo di interesse turistico che merita una visita, non soltanto per gli appassionati di storia.

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La ricostruzione di una sezione dell’antico tempio etrusco

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Alla scoperta di Celle sul Rigo

Celle sul Rigo è un piccolo borgo di neppure 400 abitanti, una frazione di San Casciano dei Bagni che fa parte dell’unione dei comuni della Valdichiana senese, ma che si trova…

Celle sul Rigo è un piccolo borgo di neppure 400 abitanti, una frazione di San Casciano dei Bagni che fa parte dell’unione dei comuni della Valdichiana senese, ma che si trova ai confini con l’Umbria e con il Lazio. Come ogni piccolo borgo del nostro territorio, nasconde tanti tesori e tante sorprese che affondano le loro radici nella storia e nella cultura locale.

Un attimo di relax

Un attimo di relax

La storia di Celle sul Rigo può essere raccontata attraverso una visita al borgo, dominato da una torre del XII secolo; le strade che circondano il paese, situato in cima a un colle, si chiamano Via Torno al Fosso e Via della Rocca, chiara indicazione del castello e della cinta muraria di epoca antica. Il suo nome, così particolare, potrebbe essere fatto risalire alle celle vinarie delle grotte che si trovano sotto il paese, scavate nel tufo e utilizzate come rifugi in tempo di guerra.

Dalla piazza principale di Celle sul Rigo è possibile osservare un meraviglioso panorama sulle valli circostanti. Situato lungo la via Francigena, in una posizione strategica nei pressi del fiume Paglia, è facilmente intuibile l’importanza strategica che il borgo ha rivestito nel corso della sua storia; è stato infatti oggetto di contese tra Orvieto e Siena, tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana.

La piazza centrale si trova in una posizione particolare, il borgo infatti si sviluppa in direzione nord come una mezzaluna, è come se mancasse una parte in direzione sud. Inoltre la sua grande dimensione rispetto al resto del borgo, unita all’urbanistica regolare e squadrata delle vie, lascia ipotizzare delle origini ancora più antiche di quelle medievali, forse un accampamento militare di epoca romana o longobarda.

La presenza della torre che svetta in cima a Celle sul Rigo testimonia chiaramente la cinta muraria di epoca medievale, di cui oggi non rimane nulla. Tuttavia sono riconoscibili resti di mura lungo il borgo, torrini inglobati nelle abitazioni, che dovevano far parte di un punto difensivo molto importante, con tre porte e altrettanti ponti levatoi. Accanto alla piazza principale, sempre sul versante sud ci sono i resti di una fattoria del 1600, di cui si vede ancora la macina; la fattoria era di proprietà dei conti senesi Bocchi Bianchi, le cui vicende familiari sono strettamente legate a quelle di Celle sul Rigo.

Tre strade principali partono dalla piazza centrale: Via del Cantone (chiamata anche “Via del Teatro”), Via Carducci (chiamata anche “Strada di Mezzo”) e Via San Giovanni. La loro particolarità è che da tutte e tre le strade si vede perfettamente Radicofani, con la maestosa fortezza che svetta sulla collina, come se fosse un punto d’osservazione privilegiato.

Via Carducci è dedicata al personaggio più importante vissuto nel piccolo borgo: Giosuè Carducci, uno dei poeti più importanti della nostra letteratura. Il giovane Carducci abitò nel borgo per qualche anno, quand’era diciottenne, seguendo il padre che svolgeva la professione di medico; ha scritto alcune poesie proprio in queste terre, e i cellesi gli hanno dedicato una targa commemorativa dopo l’assegnazione del Premio Nobel.

Via San Giovanni è la strada in cui si trovano gli edifici religiosi del borgo. La Chiesa di San Giovanni, più piccola e riparata, e la Chiesa di San Paolo Converso, le cui origini risalgono al XIII secolo. Il portale e l’altare maggiore di quest’ultima provengono dalla Chiesa di Sant’Elisabetta, che si trovava nel versante sud del paese ma è stata distrutta dal terremoto e dall’incuria nel corso del XX secolo. Sempre lungo questa via è possibile notare la cisterna che nei secoli passati veniva utilizzata come deposito per l’acqua, con i resti del vecchio meccanismo di carrucole e bicchierini.

La vecchia cisterna

La vecchia cisterna

Infine Via del Teatro, racchiusa tra il palazzo dei conti Bocchi Bianchi e il Teatro della Filarmonica: impossibile raccontare la storia di Celle sul Rigo senza citare la Società Filarmonica, fondata da nove amici musicisti nel 1876. A quei tempi gli unici modi per ascoltare la musica erano quelli di andare ai concerti o di farla in prima persona: il gruppo di amici, amanti della musica, decisero quindi di costituire una società per dare origine a una banda e a un teatro nel piccolo borgo. Non avevano un teatro quindi decisero di costruirne uno, comprando dei locali e affidando il progetto a un ingegnere. Chi non aveva soldi per finanziare il progetto contribuiva in “opere e buoi”, ovvero attraverso il lavoro e il trasporto dei materiali. In pochi anni il lavoro è concluso: dal 1900 Celle sul Rigo può vantare il suo teatro e la sua banda, che rendeva più popolare la musica, svolgendo un’importante funzione culturale e sociale.

Dal 1970 a Celle sul Rigo si tiene la famosa Sagra dei Pici, organizzata proprio dalla Società Filarmonica per finanziare le attività dell’associazione, per sostenere la banda del paese e rafforzare il senso di comunità. A quei tempi parlare di prodotti tipici della tradizione contadina e di gastronomia di qualità non era scontato: oggi assistiamo all’esplosione di sagre e feste popolari, ma la Sagra dei Pici affonda le sue radici in una lunga tradizione e in una storia che viene da lontano. A ben vedere, è la storia dello stesso borgo, abbarbicato su una collina in un territorio di frontiera, che affronta con orgoglio e serenità le sfide del futuro.

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Prospettiva Valdichiana: analisi del turismo estivo

Prospettiva Valdichiana e dati turistici: come è andata la scorsa estate? Essendo ormai alle porte le vacanze estive, in questa uscita di Prospettiva Valdichiana ci occupiamo di turismo. Nel recente…

Prospettiva Valdichiana e dati turistici: come è andata la scorsa estate?

Essendo ormai alle porte le vacanze estive, in questa uscita di Prospettiva Valdichiana ci occupiamo di turismo. Nel recente Forum sul Turismo in Valdichiana, tenutosi lo scorso 20 aprile 2016 all’Istituto Pellegrino Artusi di Chianciano Terme, ed organizzato dall’Associazione Albergatori di Chianciano Terme insieme a reteSviluppo e a Valdichiana media, proprio l’Istituto di ricerca fiorentino ha analizzato i dati turistici del 2015 in Valdichiana diffusi qualche settimana fa dalla Provincia di Siena.

In quell’occasione si faceva riferimento alle differenze di arrivi e presenze tra il 2014 ed il 2015, con un focus particolare relativo ai mesi di dicembre dei due anni, per capire come gli eventi organizzati nel relativo periodo avevano influito sui numeri turistici. Da questo punto di vista i dati erano buoni, con la Valdichiana che tra il 2014 ed il 2015 aveva accresciuto i propri arrivi dell’8,1% e le proprie presenze del 10%, contro dei dati provinciali che esprimevano crescite più contenute: + 6,3% gli arrivi e +4,7% le presenze. Ancora meglio per ciò che riguardava il mese di dicembre, con la Valdichiana che registrava un incremento degli arrivi tra il dicembre 2014 ed il dicembre 2015 del 35% (contro il 18,1% provinciale) ed un incremento delle presenze del 30,4% (contro l’11,5% provinciale). Dati che mettevano pertanto in evidenza un certo recupero tra il 2014 ed il 2015 e dei numeri molto positivi per quanto riguardava il mese di dicembre, a testimonianza di un turismo sempre più legato alla destagionalizzazione.

Ma l’estate, invece, come è andata? In questo senso, abbiamo analizzato i dati provinciali aggregando i quattro mesi estivi (giugno, luglio, agosto e settembre). Anche da questo punto di vista i dati relativi alla Valdichiana nel suo complesso sono positivi: gli arrivi, tra l’estate 2014 e l’estate 2015, crescono del 9,7%, contro un dato provinciale che registra un + 6,1% e il resto della provincia di Siena che si ferma a un + 4,8%. Risultato simile per quanto concerne le presenze: in Valdichiana crescono del 9,8%, mentre in provincia di Siena nel suo complesso del 5,1%; il resto del territorio provinciale registra invece un + 3,3%.

A livello comunale, le crescite più importanti si registrano  nei comuni di Pienza (+37% gli arrivi e +39,5% le presenze) e Chianciano Terme (+13,1% sia per gli arrivi che per le presenze), mentre altri comuni mostrano delle dinamiche diverse tra arrivi e presenze: Montepulciano, ad esempio, incrementa gli arrivi del 6,8%, ma diminuisce le presenze dell’1%; Torrita di Siena, invece, mantiene pressoché costanti gli arrivi (+0,2%), ma incrementa le presenze (+15,2%).

Tuttavia, prendendo come riferimento tempi meno recenti, osserviamo dati diversi. Se confrontiamo i numeri del 2015 con quelli del 2002, la Valdichiana vede un aumento degli arrivi dell’11,8%, ma un decremento delle presenze del 26,8%, a differenza del dato provinciale complessivo che registra per gli arrivi un + 38,3% e per le presenze un + 11,6%; nel resto della provincia, addirittura, abbiamo un +52% degli arrivi ed un +41,3% per le presenze. È evidente che tale situazione è scaturita dal trend del comune di Chianciano Terme che, tra l’estate del 2002 e l’estate del 2015, perde il 14,8% degli arrivi e il 49,2% delle presenze che, in numeri assoluti, influiscono molto pesantemente su tutto il territorio della Valdichiana.

turismo estate 2015

Prospettiva Valdichiana è una rubrica creata in collaborazione con Rete Sviluppo

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