Il termalismo costituisce un fattore di sviluppo urbano e un fondamentale motore per lo sviluppo economico, ricettivo ed occupazionale per molti Comuni della Toscana: per questo motivo la Regione ha realizzato un programma di politiche di sostegno delle realtà termali, attraverso una specifica legge regionale.

Il testo è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Toscana, introducendo la legge di modifica della normativa regionale sul termalismo, illustrata dal primo firmatario Marco Niccolai. Il provvedimento si compone di due articoli: nel primo si specifica che la Regione attua le proprie politiche di promozione e di sostegno al settore termale attraverso il programma regionale di sviluppo e gli altri atti della programmazione, soprattutto mediante progetti di riqualificazione del patrimonio idro-termale e di rigenerazione urbana. Con il secondo articolo, invece, si approva l’elenco dei 23 comuni termali della Toscana, che corrisponde ai seguenti: Bagni di Lucca, Campiglia Marittima, Casciana Terme Lari, Castiglione d’Orcia, Chianciano Terme, Fivizzano, Gambassi Terme, Grosseto, Manciano, Monsummano Terme, Montecatini Terme, Montepulciano, Monticiano, Montignoso, Pitigliano, Pontremoli, Rapolano Terme, San Casciano dei Bagni, San Giuliano Terme, San Quirico d’Orcia, Sassetta, Sorano, Sovicille.

“Finalmente un riconoscimento importante per l’economia delle città termali. Il termalismo in Toscana ha avuto un grande passato, ora potrà avere anche un grande futuro – Il presidente di Federalberghi Toscana – Confcommercio Daniele Barbetti commenta così la notizia – Con questa modifica, e con l’approvazione dell’elenco di 23 comuni termali, la Regione Toscana di fatto riconosce che il termalismo non si esaurisce con gli stabilimenti che offrono trattamenti e cure, ma passa anche dai luoghi che li ospitano e alle imprese dell’indotto, a partire dalle strutture ricettive, dai pubblici esercizi e dai negozi che garantiscono una rete di accoglienza per gli ospiti”

“Adesso la Regione Toscana si è impegnata a tenerne conto nelle politiche di programmazione regionale. Riserverà quindi fondi importanti utili a riqualificare il patrimonio idro-termale e a realizzare progetti di rigenerazione urbana e di sostegno di cui potrà beneficiare l’intero tessuto economico-sociale che partecipa alla vita delle città termali – prosegue Barbetti. – Ringraziamo il consigliere Niccolai per aver accolto le istanze portate avanti da Federalberghi e Confcommercio, che andavano proprio in questa direzione, e faccio un plauso a tutte le forze politiche del consiglio per aver approvato all’unanimità una norma che, sono certo, farà bene all’economia turistica regionale”.

Il turismo termale assorbe attualmente circa il 12% delle presenze turistiche regionali complessive e il 10% degli arrivi. Nei comuni termali insiste circa il 17% delle attività alberghiere toscane.

“Anche in virtù di questi numeri, che potrebbero crescere, auspichiamo fortemente che la Regione tenga conto di questa norma già nel nuovo Piano Regionale di Sviluppo, che è in fase di concertazione in queste settimane, e nella manovra di bilancio per il 2023”.

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