La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: borgo

Il Cassero di Castiglion Fiorentino

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che…

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che presentano tracce della civiltà etrusca, tra tombe e reperti archeologici. Attorno al fiume Clanis, che un tempo caratterizzava la valle e rappresentava un’importante via di comunicazione, sorgevano numerosi insediamenti che hanno portato tracce del passato fino alla nostra epoca.

Castiglion Fiorentino è uno dei comuni della Valdichiana aretina e uno dei luoghi in cui la civiltà etrusca ha lasciato il segno. Nonostante la cittadina sia prosperata soprattutto durante il Medioevo, nel territorio comunale sono state ritrovate tracce del periodo più antico degli Etruschi, ovvero della cultura Villanoviana. Nelle frazioni e nei paesi sparsi lungo le fertili pianure del Canale Maestro della Chiana sono stati ritrovati numerosi reperti di bronzo e terracotta, custoditi nel Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino.

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Il panorama dalla Chiesa di S.Angelo

L’area del Cassero è una tappa obbligata durante la visita a Castiglion Fiorentino, non soltanto per gli appassionati di storia e cultura: all’interno delle fortificazioni sono infatti racchiuse le tracce delle epoche passate e dei vari passaggi che hanno portato quest’antico insediamento etrusco a raggiungere la forma moderna, con interessanti modifiche e adattamenti.

La Torre del Cassero è il principale punto di riferimento dell’area: sovrasta l’ampio giardino e svetta sulla cittadina e sulle pianure circostanti. La torre è di epoca medievale, costruita durante la dominazione perugina del XIV secolo, ma insiste su una precedente struttura etrusca del IV secolo a.C., così come il resto delle mura che delimitano l’area. La Torre del Cassero è visitabile attraverso una serie di suggestive scalinate che conducono fino al campanile a 35 metri d’altezza, permettendo di godere di un panorama invidiabile sulla Valdichiana e sulla Val di Chio. Grazie alla presenza delle cinta muraria e della Porta Etrusca, è facile ipotizzare che nell’area si trovasse una vasta acropoli, come dimostrato dai ritrovamenti successivi.

Il prato al centro del piazzale nasconde un elemento fondamentale, portato alla luce dagli scavi archeologici degli anni ’90. Si tratta infatti di un antico tempio etrusco e di un insediamento che parte dal VIII secolo a.C fino ad arrivare al II secolo a.C., completamente interrato, ma visitabile in alcuni punti attraverso l’ingresso dal Palazzo Pretorio. Sono molti gli elementi di interesse presenti negli scavi: dalle antiche forme di conservazione degli alimenti con i frigoriferi di terracotta ai canali di scolo tra i marciapiedi. Le fondamenta delle mura recuperate dagli scavi archeologici meritano sicuramente una visita: dalle tracce dei pali lasciate dalla cultura Villanoviana alle mura etrusche, fino alle mura medievali costruite sopra a quelle precedenti, il passaggio delle epoche è evidente nelle differenti tecniche di costruzione utilizzate.

Il Palazzo Pretorio è la costruzione più ampia all’interno dell’area del Cassero: al suo interno si trova il Museo Archeologico, visitabile liberamente e gratuitamente anche nei periodi festivi, grazie all’impegno dei volontari locali. Al piano terra sono custoditi i resti dell’antico acquedotto etrusco-romano e i reperti dell’epoca medievale. Ai piani superiori sono invece ordinatamente esposti i reperti più importanti, provenienti dalle aree di scavo delle campagne o dall’acropoli del Cassero: oggetti di bronzo e di terracotta, resti di reti da pesca e di manufatti, assieme alle ricostruzioni del telaio etrusco e di una sezione del tempio, con le facce delle gorgoni e dei leoni sui lati.

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Gli scavi dell’antica acropoli etrusca

Per finire, la Chiesa di S.Angelo al Cassero si trova di fronte al Palazzo Pretorio ed è stata edificata nel XII secolo. Nella cripta sotterranea sono state trovate le fondamenta appartenenti all’antica cinta muraria etrusca, sopra le quali il luogo di culto è stato costruito in epoca medievale. La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso del tempo: è stata utilizzata come convento dalle monache di San Girolamo nel XVI secolo e come ospedale nel XVIII secolo. Attualmente ospita la Pinacoteca Comunale, e, come il Museo Archeologico, è visitabile liberamente e gratuitamente.

Il fortilizio che racchiude tutti questi elementi, eretto durante la dominazione dei Tarlati del XIV secolo, domina Castiglion Fiorentino: vi si accede dal vicolo che conserva elementi del ponte levatoio a saracinesca, attraverso dei suggestivi percorsi nel centro cittadino. Grazie alla sua posizione elevata, con la possibilità di spaziare lo sguardo per tutta la Valdichiana, il Cassero è un luogo di interesse turistico che merita una visita, non soltanto per gli appassionati di storia.

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La ricostruzione di una sezione dell’antico tempio etrusco

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Farnetella festeggia il Corpus Domini con la tipica Infiorata

Domenica 22 giugno il suggestivo borgo di Farnetella si colorerà di tappeti floreali in occasione del Corpus Domini. La tipica infiorata del borgo medievale, frazione del comune di Sinalunga, è…

Domenica 22 giugno il suggestivo borgo di Farnetella si colorerà di tappeti floreali in occasione del Corpus Domini. La tipica infiorata del borgo medievale, frazione del comune di Sinalunga, è realizzata dagli abitanti utilizzando fiori selvatici, semi e foglie appositamente raccolti. Il tappeto floreale farà da soffice e variopinta guida alla processione del Corpus Domini, che si terrà alle ore 11:30 della giornata di domenica, alla quale parteciperà anche la Filarmonica “Pietro Mascagni” di Farnetella.

I festeggiamenti per il Corpus Domini proseguiranno anche nel pomeriggio: oltre all’infiorata, infatti, a partire dalle ore 17:00 alcuni ragazzi attueranno un percorso di visite guidate gratuite, lungo le mura e i luoghi storici del caratteristico borgo, soffermandosi in particolare sulle due chiese e le opere conservate al loro interno. Le visite guidate si terranno ogni mezzora, dalle ore 17:00 fino alle ore 18:30 e sarà possibile prenotarsi attraverso il modulo online nel sito www.farnetella.it oppure telefonando al numero 3464228513.

Volantino_Infiorata1Alle ore 19:00, infine, l’infiorata di Farnetella si concluderà con un aperitivo allestito sul terrazzo del circolo ricreativo “il Forno”. Per tutta la giornata di domenica il traffico sarà chiuso e il borgo sarà ricoperto dai tappeti floreali. L’evento è realizzato in collaborazione con “Polisportiva Farnetella”, “Cooperativa Culturale Farnetella”, “Filarmonica Pietro Mascagni”, Comune di Sinalunga.

L’infiorata è una tipica manifestazione di stile barocco, nata nel XVII secolo a Roma per celebrare la festività cattolica del Corpus Domini; si tratta di una tradizione comune a molti paesi, ma a Farnetella, anche in relazione con il numero di abitanti, si è conservata nel migliore dei modi. Farnetella è infatti un piccolo borgo che mantiene intatte le sue affascinanti caratteristiche medievali, strutturato attorno a un castello con quattro borghi paralleli, che conta appena 140 abitanti.

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“Lo gradireste un goccio di Vin Santo?” dal 6 all’8 dicembre a Montefollonico

Una settimana di eventi per una delle manifestazioni più attese dell’anno che compie 10 anni. E’ “Lo gradireste un goccio di Vinsanto?” in programma nel piccolo borgo di Montefollonico (Torrita…

Una settimana di eventi per una delle manifestazioni più attese dell’anno che compie 10 anni. E’ “Lo gradireste un goccio di Vinsanto?” in programma nel piccolo borgo di Montefollonico (Torrita di Siena) da sabato 30 novembre a domenica 8 dicembre. Un evento per deliziare il palato, conoscere le produzioni tradizionali e andare alla scoperta di un caratteristico borgo medievale che per l’edizione 2013 si gemella con l’Austria e con il suo celebre Eiswein.

A far da prologo alla decima edizione della manifestazione, l’anteprima di sabato 30 novembre a giovedì 5 dicembre. Sabato 30 novembre è stata inaugurata la mostra fotografica “Per le vie del Borgo” (Palazzo Pretorio – ore 17) a cui è seguito lo spettacolo di percussioni africane con Joel Diabang and friends. Domenica 1 dicembre si è svolta la presentazione del libro “Stemmi: araldica nel territorio torritese” con foto di Enzo Sodi e schede di Neda Mechini e l’inaugurazione del “Centro di Documentazione del Vin Santo e delle miniere di lignite di Montefollonico” e la proiezione del film “A cena da Armida”, a cura dell’Accademia degli Oscuri, da un soggetto di Vincenzo Marzo, regia di Alberto Morganti. Martedì 3 dicembre la “Compagnia Teatro Giovani” di Torrita di Siena si è esibito in “Christmas Musical”, mentre giovedì 5 dicembre le “Nuove Rocce” dirette dal maestro Alessio Benvenuti proporrà il “Concertone” (Teatro Bruno Vitolo – ore 21)

Il programma di questo fine settimana.Venerdì 6 dicembre il gemellaggio tra Montefollonico e l’Austria si concretizzerà con l’invito al “Valzer Viennese”, serata musicale a cura della Scuola di ballo “Manuel Dance” (Teatro Bruno Vitolo – ore 21). Sabato 7 dicembreLo gradireste un goccio di Vinsanto?” entra nel vivo von il convegno dal titolo “La dorsale dei monti e la viabilità in epoca pre-romana” a cura del circolo Fra Jacopo. Interverranno Monica Salvini, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi; Maria Teresa Cuda, direttrice del Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona; Silvia Vilucchi, direttrice del Museo Archeologico Mecenate di Arezzo; Ada Salvi, della Soprintendenza Beni Archeologici della Toscana, Andrea Tonini, geologo (Palazzo Pretorio – ore 16,00). In serata cena di gala preparata dallo chef Dania Masotti del Ristorante la Chiusa, e musica con Stefano Giannotti. Domenica 8 dicembre la giornata clou della manifestazione che si aprirà con il concerto della Banda cittadina “La Samba” (Chiesa del Triano – ore 10,15) per poi proseguire con il convegno “Due tradizioni a confronto: Vin Santo e Eiswein prodotto in Austria” con presentazione a cura di Elke Atzler, del Ministero Federale Austriaco degli Affari Esteri e Presidente del Consiglio d’Amministrazione per gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa e Jean-Paul Klein, epidemiologo del Ministero Federale Austriaco per la Sanità con competenze per il controllo di qualità nel settore alimentare (Teatro Bruno Vitolo – ore 11,15). A seguire è in programma la tavola rotonda “La riforma dell’OCM vino: un bilancio dei primi 5 anni di applicazione”. Partecipano Massimo Guasconi, presidente CCIAA Siena; Stefano Barzagli, responsabile Settore Produzioni Agricole Vegetali della Regione Toscana; Paolo Bucelli, dirigente settore sviluppo rurale della Provincia di Siena; Andrea Natalini, Presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano; Elke Atzler e Jean-Paul Klein. Modera il giornalista e scrittore Carlo Cambi. Il programma della giornata prevede lungo le vie del borgo la degustazione di Vin Santo e Eiswein, gli stand del mercatino di filiera corta e lo spettacolo di musiche popolari con la compagnia “Il Cilindro”. Gran finale alle 16,30 con la degustazione guidata di prodotti della tradizione locale e austriaca al ristorante “La Costa” e alle 18,30 con la premiazione dei vincitori del concorso “Il miglior Vin Santo fatto in casa” e del concorso fotografico “Per le vie del borgo” (Teatro Bruno Vitolo).

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Montefollonico tel. 3347270049, 3343128813 – Pro Loco Torrita, tel. 0577/203711 . Programma completo su www.comune.torrita.siena.it

Leggi anche http://www.lavaldichiana.it/vinsanto-il-vino-ambrato-delle-feste/

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La frazione di Castelmuzio

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del territorio, che possono diventare meta di viaggio e di scoperta sia da parte dei turisti che dei residenti della…

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del territorio, che possono diventare meta di viaggio e di scoperta sia da parte dei turisti che dei residenti della Valdichiana senese, a caccia dei ricordi del proprio passato. Il nostro territorio è ricco di splendidi paesaggi, borghi e opere d’arte che affondano le loro radici nella storia e che costituiscono un punto di riferimento stabile per il nostro futuro.

Castelmuzio alto

Tra i borghi medievali più suggestivi e interessanti che possiamo trovare all’interno dei comuni della Valdichiana senese c’è sicuramente Castelmuzio, una frazione del comune di Trequanda. Le origini del borgo risalgono addirittura all’epoca etrusca, come dimostra il ritrovamento dei resti di un tempio dedicato alla dea Iside nelle vicinanze dell’insediamento, oltre a tombe, urne cinerarie e iscrizioni etrusche. Per trovare delle tracce ufficiali di Castelmuzio, tuttavia, dobbiamo oltrepassare l’anno mille. In alcuni documenti del IX secolo della Badia Amiatina di San Salvatore viene chiamato come “Casale Mustia”, mentre dai suoi abitanti veniva considerato solamente come il “Castello”. In altri documenti risalenti al 1213, presenti nell’Archivio di Stato di Siena, viene nominato “Castel-Mozzo”.

In epoca medievale Castelmuzio era di proprietà dei Signori Cacciaconti della Scialenga, già signori di Montisi e proprietari della fattoria della Fratta a Sinalunga. Nel 1270 la proprietà del borgo passò all’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, il cui stemma è ancora presente in alcuni poderi dei dintorni; acquistato poi da Andrea Piccolomini nel 1470, il dominio senese si interruppe nel 1559 con la sconfitta della Repubblica di Siena e l’annessione al Granducato di Toscana dei Medici. Dopo l’Unità d’Italia il borgo di Castelmuzio entrò a far parte definitivamente del comune di Trequanda.

castelmuzio dentro

La frazione di Castelmuzio è stata eretta sul crinale di un colle di tufo, ai piedi del Monte Lecceto. La sua struttura ricalca il modello medievale del castello fortificato, circondato da mura e bastioni per facilitare la difesa degli abitanti. All’ingresso del paese è presente un monumento ai caduti e l’antica pietra sulla quale era solito riposare San Bernardino da Siena. All’interno del borgo sono presenti molti edifici storici degni d’interesse, come il Palazzo Fratini, che fu sede del giudice e a cui si deve probabilmente il nome della frazione, per via della sua torre mozza. Sulla piazza centrale si affaccia anche lo Spedale di San Giovanni Battista, che offriva alloggio e cibo a viandanti e orfani, oltre a provvedere alla dote delle ragazze senza patrimonio che volevano sposarsi. Degna di nota anche la Confraternita della Santissima Trinità e di San Bernardino, fondata nel 1450, dotata di una piccola farmacia e di un ospizio per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena; l’oratorio e la chiesa dedicate al santo senese ospitano un Museo d’Arte Sacra ricco di pregevoli esemplari.

Oggi Castelmuzio è una frazione del comune di Trequanda, con meno di trecento abitanti. Situato nelle vicinanze di Petroio e Montisi, costituisce sicuramente una tappa suggestiva in una visita attraverso la Valdichiana, la Valdorcia e la Val d’Asso.

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La frazione di Farnetella

Il viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese ci porta oggi a visitare la frazione di Farnetella nel comune di Sinalunga.

La Valdichiana senese può vantare comuni di notevoli dimensioni territoriali con oltre diecimila abitanti, ma anche alcuni piccoli borghi caratteristici che rischiano di passare inosservati dai turisti di passaggio o addirittura dagli abitanti. Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana ci fermiamo oggi nella frazione di Farnetella, situata poca distanza da Sinalunga, tra Scrofiano e Rigomagno.

Farnetella è un piccolo borgo che mantiene le affascinanti caratteristiche medievali, posto a 419 metri sul livello del mare. È strutturato attorno a un castello con quattro borghi paralleli e quattro strade principali, che conta appena 140 abitanti. Attorno al borgo si possono notare le tracce della cinta muraria e di una torre difensiva a pianta semicircolare. Il centro di Farnetella è rappresentato da Piazza San Giovanni e Piazza Farnia. Proprio la farnia, un albero della famiglia delle querce, è il simbolo della frazione e la probabile origine del suo nome.

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Farnetella – Chiesa di San Giovanni Battista

Le origini di Farnetella possono essere fatte risalire al VI secolo. Il primo documento risale al 1175, con il quale Siena ordinava ai conti della Scialenga la restituzione del castello di Farnetella ai conti Barotti, segno evidente dell’antichità del borgo, probabilmente precedente a Rigomagno. Fu infatti in quel periodo che la Valdichiana venne interessata dal frazionamento delle grandi famiglie nobiliari e dalla costruzione di numerosi castelli e residenze, a cui si può far risalire anche l’origine della frazione di Farnetella.

Il castello di Farnetella sorge sul poggio denominato Castelvecchio e formava un unico possedimento nobiliare assieme a San Gimignanello, Montalceto e Castiglioni, nei pressi di Rapolano; tali possedimenti furono dapprima proprietà dei nobili Barotti, successivamente dai Cacciaconti. Nel 1271 Farnetella venne accusata di tradimento da parte della Repubblica di Siena per aver ospitato dei ghibellini: seguendo le leggi in vigore, il castello venne raso al suolo da parte delle truppe Senesi del Terzo di Camollia. Le suppliche di innocenza da parte degli abitanti di Farnetella furono però tali che, nel 1295, Siena concesse di tornare ad abitare nella corte ricostruita un centinaio di metri più a valle.

Il presunto tradimento non fu l’unico momento drammatico per Farnetella: nel 1324 il ribelle Guccio Tolomei la saccheggiò e la diede alle fiamme. Gli abitanti furono costretti a ricostruire il borgo e dotarlo di una cerchia muraria più ampia, che consentì di resistere, nel 1554, all’assalto di un distaccamento dell’esercito di Carlo V. Farnetella rimase a lungo un comune indipendente, ma alla fine del XVIII secolo venne annessa al vicino comune di Sinalunga.

L’attuale fisionomia della frazione di Farnetella si deve ad Adolfo Ferrari, proprietario della tenuta nel XIX secolo. Nel dicembre del 1889 iniziarono i lavori di una grande costruzione residenziale per il soggiorno dei visitatori più ricchi, rimasto però incompleto; la villetta e il corpo centrale del castello caratterizzano tuttora l’aspetto dell’intera frazione. Al loro interno sono conservati affreschi, mobili antichi e l’apparato in legno della sala da pranzo, a opera dello scultore senese Giovanni Sammicheli.

Per un elenco dei proprietari di e altre curiosità storiche, potete visitare il sito web dedicato alla frazione di Farnetella.

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A Sarteano la giornata delle Bandiere Arancioni

Domenica 13 ottobre si svolgerà anche a Sarteano la Giornata della Bandiera Arancione, la festa dei borghi italiani premiati dal Touring Club.

Appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dei borghi italiani, premiati con le Bandiere Arancioni: domenica 13 ottobre si svolgerà anche a Sarteano la Giornata  della Bandiera Arancione, la festa delle quasi 200 località italiane che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento del Touring Club come località con una elevata qualità ambientale e di accoglienza turistica.

La giornata prevede molti appuntamenti:

  • ore 9,45: ritrovo partecipanti presso l’Ufficio Turistico in Corso Garibaldi 9;
  • ore 10,00: prima visita guidata gratuita (con prenotazione obbligatoria) con percorso lungo il centro storico, in contemporanea i bambini avranno una loro visita guidata speciale per le vie del borgo durante la quale incontreranno un personaggio particolare: il Pappagallo Beccafico;
  • ore 12,30: per i partecipanti alla visita guidata degustazione in Piazza XXIV Giugno di prodotti tipici di Sarteano offerti dai produttori locali;
  • ore 14,45: ritrovo partecipanti presso l’Ufficio Turistico in Corso Garibaldi 9;
  • ore 15,00 seconda visita guidata gratuita (con prenotazione obbligatoria) con percorso lungo il centro storico, in contemporanea i bambini avranno una loro visita guidata speciale per le vie del borgo durante la quale incontreranno un personaggio particolare: il Pappagallo Beccafico; ;
  • ore 17,30 per i partecipanti alla visita guidata degustazione in Piazza XXIV Giugno di prodotti tipici di Sarteano offerti dai produttori locali;

Ai partecipanti alle visite guidate verrà offerto inoltre materiale informativo della località. Il percorso nel centro storico prevede la visita di: Piazza XXIV Giugno, Teatro Comunale degli Arrischianti, Piazza San Lorenzo e Collegiata, Porta Monalda, Castello, Chiesa di san Martino: annunciazione del Beccafumi, Museo Civico Archeologico con la ricostruzione della Tomba della Quadriga Infernale (ingresso gratuito al Castello e al Museo).

Nel corso di tutta la giornata i produttori di Sarteano venderanno i loro prodotti alimentari in Piazza XXIV Giugno. Stand dedicato ai bambini con la presentazione delle attività che vengono svolte per a Sarteano nel corso dell’anno e scambio di suggerimenti per le prossime attività dalle mamme.

Alle ore 17,30 presso il Teatro Comunale degli Arrischianti, spettacolo per bambini della compagnia Pupi di Stac: “Il gatto con gli stivali”, organizzato dalla Nuova Accademia degli Arrischianti con biglietto a 5,00 € che verrà interamente devoluto a favore dei bambini del Centro Mani Amiche del Guatemala.

Possibilità nel corso di tutta la giornata di visita guidata gratuita al Museo Civico Archeologico con orario 10,30-12,30 e 16,00- 19,00. Tutti i ristoranti avranno nel loro menù un piatto basato su ingredienti arancioni.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito web SarteanoLiving

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Alla scoperta del castello di Valiano

Noi che viviamo nei paesi disseminati per la Valdichiana, a volte, non sappiamo con precisione le origini di ciò che ci circonda. Eppure, le campagne e le pietre dei nostri…

Noi che viviamo nei paesi disseminati per la Valdichiana, a volte, non sappiamo con precisione le origini di ciò che ci circonda. Eppure, le campagne e le pietre dei nostri centri storici sono intrise di vicende storiche importanti, degne di essere raccontate e tramandate.

Un esempio perfetto è Valiano, borgo di trecento anime circa, che costituisce una delle frazioni del comune di Montepulciano. Valiano è stato un antico castello feudale di fondamentale importanza come avamposto militare fin dal XIII secolo. Anche se adesso è una piccola frazione, il suo passato è stato fondamentale per il nostro territorio.

Il castello di Valiano sorge su una collina che domina la Valdichiana senese e la Valdichiana aretina. Le sue origini possono essere fatte risalire addirittura all’epoca etrusco-romana, per via delle tombe rinvenute a Palazzo Vecchio. Le prime notizie dell’utilizzo militare del castello di Valiano risalgono invece al XIII secolo, grazie al Comune di Perugia, che cercava degli avamposti in posizione strategica all’interno del territorio di Cortona. Il castello di Valiano, che in alcuni documenti è indicato anche come “Valiana”, era inizialmente affidato ai Marchesi del Colle, per poi diventare feudo dei poliziani Del Pecora. Il castello di Valiano costituiva un importante avamposto nei territori paludosi della Valdichiana, costituendo un punto di passaggio obbligato per le truppe; inoltre, grazie a un sistema di torri comunicanti, permetteva segnalazioni diurne con specchi riflettenti assieme ai castelli di Montalera e di Montegualandro, per tutto il territorio che si apriva dal Lago Trasimeno al Monte Cetona e al Monte Amiata.

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L’importanza del castello di Valiano, quindi, era dovuta principalmente alla sua posizione strategica tra i comuni della Toscana e dell’Umbria, lo Stato Pontificio e il successivo Granducato di Toscana. All’interno del castello era presente una posta, ovvero una stazione intermedia, tipica delle ville medievali, che servivano a controllare il traffico delle merci tra le città più lontane e aiutare le attività dei corrieri a cavallo, oltre a permettere la riscossione dei dazi doganali. La posta di Valiano aveva autorità anche sulle merci che transitavano sul porticciolo della Chiana, presso il Lago di Montepulciano e il Chiaro di Chiusi.

Il castello di Valiano passò sotto Firenze nel 1502, mantenendo però la sua condizione di comune libero, finché il Granduca Leopoldo di Toscana non decise di unirlo definitivamente al comune di Montepulciano nel 1774. Grazie alle opere di bonifica della palude, l’agricoltura della zona ebbe un grande sviluppo e la conseguente crescita di popolazione portò alla fondazione di una grande fiera per il giorno del 10 agosto 1782. Tale fiera divenne sempre più importante nel territorio, anche in virtù della presenza dei buoi di razza Chianina; tuttora la tradizionale fiera di San Lorenzo continua a svolgersi all’interno di Valiano, dopo più di due secoli, a dimostrazione dell’importanza del passato nella costruzione della nostra identità.

Dell’antico castello di Valiano, oggi, si può ancora osservare una delle torri e il cassero con il campanile. Il centro storico mantiene la struttura medievale, con le vie strette all’interno delle mura e la posta sulla Via Lauretana. È presente anche l’antica Pieve di San Lorenzo, restaurata nel 1804, con un crocefisso del XVI secolo, e il palazzo dei Del Pecora che domina la piazza cittadina.

A Valiano il passato è ricordato con orgoglio: dalle pendici del colle ti immagini arrivare, ancora oggi, i mercanti a cavallo diretti alla posta.

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Il borgo di Montefollonico

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di…

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di Torrita, situato al confine tra la Valdichiana e la Valdorcia.

Montefollonico sorge sulla cima di un colle a pochi chilometri da Torrita di Siena: è un suggestivo borgo in pietra di circa 500 anime ed è facilmente raggiungibile anche da Montepulciano e da Pienza. Come potrete constatare dai cartelloni, Montefollonico può vantare la bandiera arancione, un marchio di qualità turistica e ambientale conferito dal Touring Club Italiano: il borgo infatti si contraddistingue per un centro storico armonico e ben conservato, con vie strette e contorte che si snodano tra abitazioni ed edifici di epoca medievale. Offre inoltre servizi ricettivi e di ristorazione di alta qualità, oltre a una ricca rete di sentieri per godere del paesaggio.

La storia di Montefollonico è molto antica. Il ritrovamento di alcuni utensili nella località “Il Tondo” permettono di confermare la presenza nella zona degli uomini di Neanderthal, più di 60.000 anni fa. Inoltre, sono presenti tracce di epoca etrusca e romana. Il vero sviluppo del borgo è avvenuto dopo l’anno mille, in epoca medievale, grazie alla fondazione della pieve di San Leonardo da parte dei monaci cistercensi; i monaci si dedicavano alla follatura della lana, da cui il nome latino “fullones”, che poi è rimasto nell’etimologia di Montefollonico.

La posizione strategica del borgo fortificato venne utilizzata nel XIII secolo dalla Repubblica di Siena come avamposto contro Montepulciano, alleato di Firenze. Fu questo un periodo di grande prosperità per il borgo e gran parte degli edifici attualmente presenti risalgono a questa epoca. La sua indipendenza durò fino al 1552, quando si arrese contro l’esercito imperiale spagnolo, fino a passare sotto il dominio fiorentino dei Medici due anni più tardi.

Le mura di Montefollonico sono un segno distintivo del borgo: sono infatti ben conservate e presentano ancora il castello e molte torri. Sono ancora ben visibili le tre porte che danno accesso al centro storico: porta a Follonica, porta del Triano e porta del Pianello. All’interno del borgo sono presenti anche la chiesa di San Leonardo e il monastero di Santa Maria, risalenti al XII secolo, oltre alla chiesa di San Bartolomeo Paleocristiana, risalente al VII secolo. Grande interesse riveste poi il parco naturale “Il Tondo”, situato in cima al colle, nei pressi di Montefollonico, contraddistinto da un bosco di cipressi e lecci disposti in maniera circolare.

Montefollonico

Uno dei motivi principali per cui visitare Montefollonico è anche la lunga tradizione del Vin Santo. È infatti conosciuto con il nome di “Borgo del Vin Santo”, il vino liquoroso che si abbina alla specialità toscana dei cantucci. La produzione del Vin Santo a Montefollonico non è limitata soltanto agli imprenditori agricoli, ma anche a tanti artigiani amatoriali che hanno ereditato le tecniche tradizionali e tuttora producono il vino liquoroso nelle loro cantine. Questa tradizione viene celebrata ogni dicembre attraverso la kermesse “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, legata al tema dell’ospitalità e dell’accoglienza turistica.

Per concludere: Montefollonico non è indicato solamente ai turisti, ma è una località degna di interesse anche per i locali, magari per passare un pomeriggio nel centro storico e tra i sentieri del parco naturale. All’interno delle sue mura si respira ancora l’atmosfera del Medioevo!

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