Fabio Di Meo, sindaco di Cetona uscente, interviene per spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a non ricandidarsi.

“Le ragioni che mi hanno indotto a non ricandidarmi alla carica di Sindaco del Comune di Cetona, nascono da considerazioni di carattere amministrativo e personale

Le riforme “spezzatino” che hanno interessato gli enti locali negli ultimi anni hanno colpito con ferocia l’autonomia dei Comuni. Spesso ridotti ad esattori per conto dello Stato, come nel caso dell’IMU o dell’addizionale sulla TARES. Mentre il Patto di Stabilità che azzera la capacità di manovra nel campo degli investimenti pubblici, la moltitudine di vincoli e imposizioni di legge finiscono per determinare a priori la dislocazione delle già pur esigue risorse a disposizione, relegando gli Amministratori a semplici contabili. Il tutto condito da una totale incertezza legislativa che espone gli amministratori locali alla berlina dei cittadini, spesso non in grado di cogliere la logica di alcune riforme per il semplice fatto che una logica non c’è. Con un’assenza di risorse che impedisce di dare risposte a quegli stessi cittadini travolti dalla crisi.

Uno Stato che interviene con solerzia quando c’è da ridurre la partecipazione democratica nelle piccole comunità: riduce il numero degli assessori e dei consiglieri in enti dove gli stessi percepiscono indennità simboliche. A Cetona arriveremo a sei consiglieri e due assessori.
E riduce drasticamente rispetto al passato la possibilità da parte dei Sindaci di svolgere il proprio compito riducendo le possibilità di assentarsi dal proprio posto di lavoro per svolgere le mansioni istituzionali. Questo tra l’altro creando un’evidente discriminazione tra cittadini di seria A, quelli dei Comuni con più di 3000 abitanti dove il livello delle indennità permette di avere un Sindaco a tempo pieno; e cittadini di serie B, quelli dei Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti dove il livello delle indennità obbliga a trovare difficili compatibilità tra attività lavorativa personale e compiti istituzionali.

Tutto quanto detto fin qui si configura come un vero e proprio corto circuito al quale dobbiamo e possiamo trovare la forza di rispondere con amministratori capaci di mettere sul tappeto nuove energie personali e collettive, e con la candidatura di Eva Barbanera queste condizioni possono esserci tutte.

Dopo dieci di anni di partecipazione all’Amministrazione comunale di Cetona (cinque da assessore e cinque da Sindaco), io ho sentito di non avere più dentro di me la forza adeguata per affrontare ancora questa situazione, e dunque ho ritenuto fosse mio dovere farmi da parte per consentire a persone più motivate e meno stanche di affrontare questa enorme sfida.

Ringrazio comunque tutto il Partito Democratico di Cetona per avermi chiesto di ricandidarmi di nuovo alla guida del Comune, e per averlo fatto sia in seguito al resoconto di fine mandato, sia successivamente dopo una prima fase di consultazioni per l’individuazione del nuovo candidato.
Riconosco che la mia è una scelta tutta personale, estremamente sofferta e che faccio con dolore, ma compiuta in ultima istanza perché mi sentirei un irresponsabile, di fronte ai cittadini e di fronte alle forze politiche, a gettarmi di nuovo in un’esperienza per la quale dentro di me non sento più la forza necessaria.

Mi sento comunque rincuorato dal fatto che il PD abbia scelto come candidata sindaco l’attuale consigliere Eva Barbanera, una persona con le giuste competenze per svolgere un ruolo così difficile, e che sono certo abbia un profilo amministrativo in grado di garantire al centrosinistra di vincere le elezioni e di guidare il Comune nel modo giusto, lungo le linee di quella tradizione di buon governo che ha da sempre contraddistinto il Comune di Cetona”.

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