La Valdichiana

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Elezioni amministrative 2019 in Valdichiana: verso il voto

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno…

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota

Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno per i prossimi cinque anni. Le elezioni amministrative interesseranno Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. Si svolgeranno contestualmente alle Elezioni Europee, per cui negli stessi seggi sarà possibile votare entrambe le schede.

Amministrative 2019 – Come si vota

Ci si potrà recare alle urne dalle 7 alle 23, muniti di documento d’identità in corso di validità e tessera elettorale. Nel caso in cui quest’ultima risultasse smarrita, o senza più spazio per il timbro, è necessario richiederne una nuova presso all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, apponendo un segno sul simbolo della relativa lista, ed esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere, purché di sesso diverso, scrivendone nome e cognome nelle righe predisposte. Laddove vengano indicate due preferenze maschili o due preferenze femminili, il secondo nome non sarà tenuto in considerazione.

Per quanto riguarda i comuni sotto ai 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti; nei comuni sopra ai 15mila abitanti, è proclamato sindaco chi ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1) dei voti. Qualora nessuno raggiunga tale quota, si procederà ad un secondo turno elettorale, previsto per il 9 giugno, in cui concorreranno i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Amministrative 2019 – I Comuni al voto

Se per i comuni di Castiglion Fiorentino, Chianciano, Foiano della Chiana, Lucignano, San Casciano dei Bagni, Torrita di Siena c’è in ballo la riconferma dei sindaci che hanno appena concluso il loro primo mandato, a Cetona, Cortona, Marciano della Chiana, Montepulciano e Sinalunga si attende un rinnovamento a guida dell’amministrazione.

Castiglion Fiorentino

Alla conferma di Mario Agnelli della propria disponibilità ad amministrare per altri cinque anni, con la lista civica Libera Castiglioni , si affianca la candidatura a sindaco di Rossano Gallorini, anch’egli a capo di una lista civica, Città al centro, e Giuseppe Mazzoli, per il Partito Comunista dei Lavoratori. Il Centrosinistra schiera Luca Casagni, che con il 71,3% dei voti si è imposto nelle primarie del dicembre 2018, con la lista Castiglioni nel cuore.

Cetona

Si profila un duello tra le due liste civiche Progetto Comune, proposta da Roberto Cottini per il Centrosinistra, e Cetona Piazze un sogno necessario, presentata da Antonello Niccolucci.

Chianciano Terme

La città termale è chiamata al voto per decidere se accordare la fiducia nuovamente ad Andrea Marchetti, della lista civica Puntoeacapo per Chianciano Terme, o a Paolo Piccinelli, della lista di Centrosinistra Insieme per Chianciano Terme, o a Nicola Bettollini, segretario della sezione Valdichiana Senese del Partito Comunista.

Cortona

Unico comune sopra i 15mila abitanti tra quelli qui elencati, Cortona vedrà sfidarsi quattro candidati: Andrea Bernardini, già assessore durante il mandato di Francesca Basanieri e consigliere in quello precedente con Andrea Vignini, è il candidato del Partito Democratico, sostenuto dalle liste Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica; Luca Donzelli per il Movimento 5 Stelle; Luciano Meoni, appoggiato dalle liste Fratelli d’Italia – Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega; Marco Turenci, a capo della lista Cortona Patria Nostra. In caso di ballottaggio, vige la possibilità per i candidati coinvolti di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui si sono presentati al primo turno.

Foiano della Chiana

A Foiano Francesco Sonnati si candida per il secondo mandato, presentando la lista civica sostenuta dal Centrosinistra Foiano Insieme, in concorrenza a Gianluca Mencucci per il Centrodestra, precedentemente consigliere e adesso a capo della lista Foiano Ora, e a Serena Ricci, esponente del Movimento 5 Stelle.

Lucignano

A Lucignano si fronteggeranno da una parte Marcello Cartocci, con alle spalle una lunga carriera politica che lo ha visto consigliere comunale prima dal 1970 al 1975 e, sempre all’opposizione, per liste civiche e Forza Italia dal 2004 al 2019, attualmente candidato a guida della lista civica Insieme per Lucignano; dall’altra l’attuale Sindaco Roberta Casini, per il Centrosinistra.

Marciano della Chiana

Sfida tra liste civiche: Insieme per il bene comune di Maria De Palma e Si cambia!, capeggiata da Massimo Salvadori.

Montepulciano

È una sfida a quattro quella a cui ci si appresta nella cittadina poliziana: l’ex-assessore Michele Angiolini si candida a sindaco con la lista di Centrosinistra per Montepulciano, all’interno della quale non manca qualche altro nome presente anche nel mandato appena portato a termine da Andrea Rossi; Alberto Biagi si propone come esponente del Partito Comunista; Mauro Bianchi, proveniente da cinque anni tra i banchi dell’opposizione, avanza la propria candidatura a sindaco come rappresentante del Movimento 5 Stelle; Gianfranco Maccarone schiera invece la lista di Centrodestra per Montepulciano.

San Casciano dei Bagni

Agnese Carletti, vicesindaco durante il mandato presieduto da Paolo Morelli, si candida per il Centrosinistra con la lista Scelgo San Casciano contro Carlo Trioli, sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, esponente della lista Acqua e Terra.

Sinalunga

I sinalunghesi troveranno sulla scheda elettorale il simbolo della lista civica presieduta da Angelina Rappuoli, Angelina per Sinalunga, quello della lista Sinalunga si rinnova, sostenuta dal Centrodestra e rappresentata da Marcella Biribò, quello di Edo Zacchei, che cercherà di raccogliere il testimone di Riccardo Agnoletti a guida dell’amministrazione, con Centrosinistra per Sinalunga.

Torrita di Siena

Giacomo Grazi, candidato del Centrosinistra, si propone per il secondo mandato presentando una lista di nomi tutti nuovi rispetto al precedente gruppo di maggioranza, con la quale affronterà Lorenzo Vestri, esponente della compagine di Centrodestra, e Michela Contemori, a capo della lista civica Torrita Bene Comune.

 

 

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Cos’era Guido Ceronetti

Il 13 settembre 2018 è deceduto Guido Ceronetti. È morto a Cetona, nella casa in cui da anni si era rifugiato, in un’anacoresi mistica laica. Il suo amico Emil Cioran…

Il 13 settembre 2018 è deceduto Guido Ceronetti. È morto a Cetona, nella casa in cui da anni si era rifugiato, in un’anacoresi mistica laica. Il suo amico Emil Cioran gli aveva dedicato un capitolo nella sua raccolta di ritratti Esercizi di Ammirazione, del 1986, nel quale così tesseva la sua iconografia: «…lo si direbbe un eremita sedotto dall’inferno (dall’inferno del corpo), segno certo d’una salute precaria, anzi minacciata: sentire i propri organi, esserne coscienti fino all’ossessione». In effetti, Guido Ceronetti si è interrogato molto sul valore del corpo, non solo del proprio, o più precisamente sul punto di intonazione dell’esistente, snobbando la sua posizione. Guido Ceronetti era un intellettuale obliquo, sovente cattivo, attaccato al peso dei viventi tanto da sentire  la necessità di sfilacciarlo – questo peso – liberarlo dal groviglio filamentoso della storia. Quando, ad esempio, parla di civiltà delle automobili – che annulla la percezione dello spazio – si riferisce a sé come uomo a piedi: l’essere umano pedone che affina il suo sapersi vedere come «punto più debole della natura, candela da soffiare, pudendi scoperti».  In testi come Lo Scrittore Inesistente o La Lanterna del Filosofo (da cui è tratta la citazione soprastante), ma soprattutto ne Il Silenzio del Corpo, cerca di scardinare l’automatismo sensoriale dell’uomo negli anni del consumismo attraverso un vero e proprio culto della parola, che parallelamente trovava forma nelle sue rappresentazioni teatrali.

Guido Ceronetti è stato drammaturgo. Parlava dei suoi testi come di un complesso di parole date in offerta all’altare umanistico che è il teatro. Un teatro, il suo, proiettato al superamento – anche qui – della rappresentazione corporea – certo con le marionette, ma anche con la pura fonetica, per la fruizione della quale si rimanda ai suoi eccezionali radiodrammi per la serie delle Interviste Impossibili.

Attraverso il suo insistere filosofico sul corpo, ha intuito il misticismo new age e il vegetarianesimo almeno vent’anni prima che fosse mainstream, quando in ballo non c’erano movimenti politici con endogene gerarchie da scalare o notorietà, ma solo appercezioni gnoseologiche e altitudini morali.  Guido Ceronetti perseguiva scarti epifanici partendo dal circostante, dai dati che l’esistenza ha messo a disposizione: l’unica stratificazione materica a lui cara è stata la terra, quella del viaggio e dell’immersione paesaggistica. Ha scelto e amato Cetona, come la Svizzera italiana e la sua Torino; ha dato respiro descrittivista alla sua prosa nel suo Viaggio in Italia, con la profondità mistica dei simbolisti francesi, in un tenue anelito di riscatto: «Questo grande rottame naufrago col vecchio nome di Italia è ancora, per la sua bellezza residua, un pallido aiuto alla pensabilità del mondo», scrive nel Viaggio.

Guido Ceronetti è stato altresì un traduttore. Ha tradotto i due libri biblici più vertiginosi: l’Ecclesiaste (o Qoelet) e Il Cantico dei Cantici. Forse uno dei pochi intellettuali del Novecento ad intendere la Bibbia come testo umanisticamente letterario e che – lontano da tutto l’aspetto dogmatico – ha fornito ad esso una postazione di rilievo nella riflessione basica delle letterature comparate.

Nell’ipermaterialismo dei nostri tempi, chi annulla la carne è considerato pessimista, così come l’Edipo Tiranno è percepito come osceno – in realtà il pessimismo di Ceronetti non era che un decimo del suo enorme apporto filosofico. Dal pessimismo mistico, Ceronetti lascia emergere una forte caratura ironica, l’uso del paradosso e della rappresentazione scarna, dell’oggettivizzazione, della conoscenza proteiforme.

La sua mistica nichilistica non si è mai tradotta in uno spudorato – e poco autentico – affidamento religioso, come ad esempio è accaduto in Huysmans, o nel modo in cui recentemente gli scellerati sceneggiatori di True Detective hanno semplificato il pensiero di Thomas Ligotti (altro intellettuale che se avesse avuto trent’anni in più, sarebbe sicuramente stato intercettato, tradotto e divulgato in Italia da Ceronetti), piuttosto nell’eresia (che – come ci insegna lui stesso – deriva da αἵρεσις sostantivizzazione di αἱρέω, e per aumento temporale ᾕρεον, e cioè un verbo la cui significazione rimanda all’atto dello scegliere, del conoscere tante opzioni così da permettersi la valutazione di tutte). Nella sua erudizione Guido Ceronetti ha fornito ai suoi lettori e ai suoi allievi la Scelta, la capacità di ognuno di accrescere una dossografia privata e considerare ogni elemento come degno di approfondimento. È stato erroneamente indicato come intellettuale provocatoriamente antisistemico, passivamente polemico, fuori dagli schemi, era in realtà un erudito capace di non sigillarsi in propugnacoli idealistici, ma aprirsi all’alterità totale. È forse per questo che, negli ultimi giorni di vita, ha scelto di attraversare il sacramento battesimale del Consalamentum, il battesimo dei catari, come a rilucere nel decadimento con un ultimo beffardo ghigno e santificare la morte attraverso l’epitome di un’eresia.

In tutto e per tutto, l’opera di Ceronetti avrà ancora un peso crescente, non tanto nei contenuti della nostra cultura, quanto nel metodo, nel procedimento, nella capacità di strutturare un itinerario del pensiero. Un antidoto all’ego, smisurata malattia dei nostri tempi.

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Con ‘Incontriamoci’ l’integrazione passa per il teatro

Immigrazione, accoglienza e integrazione, tutte parole che hanno assunto ormai un significato concreto nelle nostre vite. Parole che esprimono condizioni e situazioni non più confinate o confinabili nelle cronache dei…

Immigrazione, accoglienza e integrazione, tutte parole che hanno assunto ormai un significato concreto nelle nostre vite. Parole che esprimono condizioni e situazioni non più confinate o confinabili nelle cronache dei notiziari, ma presenti anche nelle nostre realtà. La scuola rappresenta uno dei luoghi eletti all’incontro con l’altro, altro che non solo si concretizza nel proprio compagno di banco, ma oggi, anche, nell’altro proveniente da una cultura diversa dalla nostra. Un’esperienza vissuta intensamente dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Cetona, grazie al proficuo rapporto con la onlus Incontriamoci.

Dell’associazione ce ne parla un suo membro, Clori Bombagli.

Quando è nata la onlus e in cosa si concretizza il suo impegno?

Della possibilità di dar vita a questa associazione se ne era incominciato a parlare, non in via ufficiale, nello scorso mese di luglio, e la costituzione ufficiale si è avuta solo nell’aprile di quest’anno. Una delle promotrici di questa iniziativa è stata Donata Origo dei marchesi Origo, che si sarebbe occupata della formazione agricola, mentre a me è stato dato il compito di sensibilizzare i ragazzi delle scuole al tema dell’accoglienza, con la speranza e l’auspicio che il messaggio educativo arrivi anche alle famiglie e alla società tutta. Dunque attraverso un lavoro sinergico con la misericordia di Chiusi, loro si sono occupati di gestire l’accoglienza, mentre la nostra associazione si è mossa sul versante dell’integrazione.

Quanto è importante sensibilizzare le persone all’accoglienza nei confronti dei migranti?

È un aspetto fondamentale. Dobbiamo capire come questi flussi migratori rientrino ormai nell’ordinario e non nello straordinario. Promuovere l’integrazione e sensibilizzare all’accoglienza sono due passi importanti per evitare che queste persone, che sfuggono dal terrorismo, povertà e guerra, non diventino un corpo estraneo all’interno della società, affinché non si creino quelle sacche di esclusione e disagio sociale.

Come è iniziata la collaborazione con la scuola media di Cetona e a che cosa ha portato?

Il corpo docente si è dimostrato fin da subito disponibile e sensibile ad un tema così delicato come quello dell’accoglienza. Una sensibilità che si è tradotta subito nel mettere in moto un serie di attività volte proprio a far interagire tra di loro gli alunni e questi ragazzi. Sono nati così diversi laboratori, che hanno toccato trasversalmente numerosi ambiti disciplinari: inglese, francese, tecnologia, musica e teatro. Il percorso teatrale si è rilevato il più faticoso, ma alla fine estremamente proficuo per i ragazzi, visto che li ha impegnati fin da febbraio. Il tema affrontato, grazie al supporto delle insegnati di lettere e all’esperto teatrale, è stato quello del passaggio, inteso sia come transito tra le diversa fasi della vita, ma anche come abbandono del proprio paese di origine per approdare ad uno nuovo.

Qual’è stato il risultato più importante ottenuto da questa esperienza?

Sicuramente il fatto di dare un nome e un’identità a queste persone, dal momento che molto spesso si aggirano come corpi estranei tra i nostri paesi, soprattutto a causa delle terribili sofferenze che hanno dovuto subire e sopportare nel loro viaggio, del quale raramente ne parlano. Ci sono stati inoltri risvolti positivi anche su un piano più strettamente pratico, poiché l’esperienza teatrale, così come le altre attività svolte, hanno permesso a questi ragazzi di familiarizzare con la lingua e la cultura italiana.

L’attività teatrale non ha rappresentato un’esperienza monodirezionale, ma si è fin da subito rivelata una percorso duplice, nel quale tutte le parti coinvolte hanno avuto modo di intraprendere un cammino di arricchimento. Di queste ce ne hanno parlato le insegnati di lettere, Wanda Lodi e Luisa Baglioni, e l’esperto di teatro Gabriele Valentini.

Dal punto di vista didattico, come si è sviluppato il laboratorio teatrale?

Abbiamo chiesto ai ragazzi di elaborare, in forma anonima, attraverso un percorso di scrittura creativa, le proprie emozioni e sentimenti sul tema del passaggio e dell’incontro con l’altro – spiegano le due insegnati – in questo modo, grazie all’anonimato, i nostri alunni hanno potuto mettere sul tavolo le riflessioni, alle quali erano giunti, con assoluta libertà. Da qui, grazie all’aiuto dell’esperto, abbiamo costruito il testo teatrale, interamente frutto del lavoro dei ragazzi.

Che cosa ha voluto dire l’incontro con questi ragazzi, anagraficamente molto più grandi, e in possesso di un bagaglio di esperienze estremamente complesse e dolorose?

Quello che abbiamo notato è stata l’assoluta naturalezza con la quale è nato questo dialogo. Naturalmente tutto questo ha comportato un cambiamento radicale, da parte degli alunni, nell’approccio e nella percezione del tema dell’altro. Sono passati dunque da un “io credevo”, risultato di una visione molto spesso influenzata dai pregiudizi della società, per passare ad un “io credo”, scevro di tutte queste contaminazioni.

Attraverso il linguaggio del teatro si è potuta sviluppare questa sinergia tra mondi culturali estremamente diversi, uno scambio che però ha dovuto superare un primo grande ostacolo comunicativo, la lingua italiana.

“Una barriera superata in prima istanza attraverso il ricorso alla capacità comunicativa del corpo”. Ci spiega Gabriele Valentini, il regista che ha seguito e curato l’intera attività. “Una volta creato un primo canale di dialogo, ci siamo poi concentrati sulla capacità espressiva dei ragazzi, senza avere nessun testo sul quale lavorare, ma facendo sì che l’amalgama tra questi due gruppi avvenisse nel modo più libero possibile. Una libertà che si è anche concretizzata – conclude Valentini – nel non volere raccontare determinate esperienze ed emozioni”.

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Alberto Rinaldi, il misterioso medico di Piazze

Foto di copertina di Renato Pantini Il piccolo borgo di Piazze, frazione del comune di Cetona, sorge sul versante dell’omonimo monte che si affaccia sulla Valdichiana. Non a tutti è…

Foto di copertina di Renato Pantini

Il piccolo borgo di Piazze, frazione del comune di Cetona, sorge sul versante dell’omonimo monte che si affaccia sulla Valdichiana. Non a tutti è noto che proprio qui, a fine ‘800, nacque un personaggio controverso e misterioso che ancora oggi causa dibattiti all’interno della comunità scientifica.

Alberto_RinaldiAlberto Rinaldi, questo il suo nome, è stato un famoso medico di inizio ‘900. Nacque a Piazze da una delle famiglie più agiate della zona, e si laureò in medicina all’Università di Siena diventando poi medico condotto (quello che oggi chiameremmo medico di famiglia) del suo comune d’origine.

Perché si parla di figura controversa? Qual è il mistero che si cela dietro la storia del dottor Rinaldi?
Sempre alla ricerca di una cura per la tubercolosi, che a quei tempi era una malattia molto diffusa, il medico di Piazze sottoponeva i suoi pazienti a terapie sperimentali con farmaci da lui prodotti. Un giorno, un suo paziente malato di tubercolosi gli scrisse, parlando di una di queste nuove cure a cui il dottor Rinaldi lo stava sottoponendo: “Per quanto riguarda la tubercolosi non saprei dirle. Il fatto incredibile è che la mia mano, bloccata dal reumatismo e distorta dall’artrosi, è tornata normale!”

E fu proprio così che Rinaldi capì di aver scoperto una nuova medicina quasi miracolosa nella cura di malattie come artrosi, artrite e reumatismi. Cominciò quindi a perfezionarlo e a sperimentando, diventando presto famoso sia in Italia che all’estero.

Divenne talmente noto che persino Benito Mussolini andò a chiedergli di curare la figlia Anna Maria dalla poliomielite, ma Alberto si rifiutò. Alcuni credono che lo fece per sgarbo al Duce, ma è più probabile che ritenesse la sua cura non adatta alla malattia della bambina.

Nonostante il mondo accademico domandasse delucidazioni riguardo alla cura di Rinaldi, il medico di Cetona fu sempre molto geloso della sua scoperta e non la rivelò mai a nessuno. In questo modo si attirò addosso l’antipatia generale, e venne spesso accusato di essere un ciarlatano.

26cityroom-pete-blog480Nel 1931, il famoso direttore d’orchestra Arturo Toscanini dovette improvvisamente sospendere la stagione di concerti con la Filarmonica di New York a causa di una dolorosa borsite che gli prese il braccio e la spalla destri, che lo aveva costretto a dirigere gli ultimi concerti solamente con il braccio sinistro. Tutte le terapie a cui si era sottoposto si erano rivelate inutili, ma quando apprese dai giornali la notizia della cura miracolosa del dottor Rinaldi, Toscanini rientra in Italia (da cui si era allontanato dopo aver subito un’aggressione fascista per essersi rifiutato di dirigere Giovinezza) e si rivolge a lui per trovare una cura alla sua malattia.

Il sistema di Rinaldi si rivela immediatamente efficace, scatenando l’entusiasmo del Maestro che ritornò più volte in Italia appositamente per sottoporsi a una terapia di mantenimento. La sua borsite sparì definitivamente e la sua carriera proseguì fino agli 87 anni.

Una notte, il 27 settembre 1935, Alberto Rinaldi venne assassinato a bastonate nel giardino di casa mentre rientrava da una delle sue visite notturne. Per l’omicidio venne accusato e condannato Leopoldo Moretti, compaesano del dottore, ma la sua morte rimane ancora avvolta nel mistero.

Nei decenni a venire, la comunità scientifica ha cercato a più riprese di venire a capo del segreto che si cela dietro il farmaco miracoloso prodotto da Rinaldi, senza però ottenere alcun successo.

Fonti bibliografiche

Il medico di Piazze. La storia del dottor Alberto Rinaldi che guarì il maestro Arturo Toscanini e centinaia di malati incurabili, di Susanna Rinaldi, Edizioni Emmecipi, Roma, 2009.

Cetona. Ricordi per il futuro. Testimonianze, foto, cartoline d’epoca per una storia scritta dalla gente, di Angelo Molaioli, Edizioni Emmecipi, Roma, 2006.

I mercanti della salute, di Marco Pizzuti, Sperling & Kupfer editori, 2012

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Passkey Art Festival 2014: la parola ai Comuni

Lasciamo la parola ai Comuni, coinvolti nel Passkey Art Festival 2014, che abbiamo invitato a commentare le aspettative verso questa prima edizione del festival di arte contemporanea. Francesco Landi (Sindaco…

Lasciamo la parola ai Comuni, coinvolti nel Passkey Art Festival 2014, che abbiamo invitato a commentare le aspettative verso questa prima edizione del festival di arte contemporanea.

Francesco Landi (Sindaco di Sarteano)

L’IMG_4098arte contemporanea è una risorsa sulla quale investire, è un grande vettore ed elemento di aggregazione e di attenzione. E vogliamo che la Valdichiana si riconosca in questo tema, lo facciamo con un programma condiviso, perché vogliamo lavorare sempre più come area – affrontando certi temi con sintonia. L’obiettivo è anche di investire su eventi in mesi, al di là per esempio del mese d’Agosto, che è molto serrato come eventi.

Andrea Rossi (Sindaco di Montepulciano)

Direi una pIMG_4102rima esperienza ben riuscita, attorno a un tema caldo come la cultura. Nasce questo primo festival che speriamo possa avere una seconda edizione, anche con il coinvolgimento di tutto il territorio. Credo che un passo avanti sia stato fatto, in questi giorni, la Valdichiana è un territorio che si pone veramente come leader nella produzione culturale e nella crescita turistica, e ritengo che questo Festival sia una buona occasione per vedere i risultati di questa sintesi che in Valdichiana abbiamo voluto fare. Penso che il prossimo anno si possa allargare il Festival ad altre esperienze. Siamo una realtà attenta alla cultura e penso di poter dire anche che gli Enti Pubblici questa volta abbiano dato attenzione a un aspetto troppo spesso relegato ai margini, o che non viene considerato come strategico per la crescita del territorio.

Rossana Giulianelli (Vicesindaco di Chianciano)

IMG_4077Per Chianciano rappresenta una novità, un’anteprima, perché ovviamente vogliamo valorizzare il nostro patrimonio storico e unitamente all’arte contemporanea e abbiamo intenzione che questo diventi un appuntamento fisso negli anni a venire. Ed è anche l’occasione per riaprire Villa Simoneschi, una villa recentemente riarredata e ristrutturata e quindi questa sarà l’occasione per mostrare alla cittadinanza i lavori che sono stati fatti e verrà impreziosita dalle opere dei Maestri Ticciati e Vinattieri.

Eva Barbanera (Sindaco di Cetona)

Noi contrIMG_4109ibuiamo con un evento pomeridiano nel corso della settimana e siamo attivi per qualche ora. Le aspettative sono, con qualche ora di investimento di essere inseriti in un circuito più ampio e di richiamo, anche grazie all’ottima organizzazione e dalla pubblicità messe in piedi dalla Strada del Vino. Noi offriamo un evento di nicchia, in un ambiente, in una villa di proprietà privata, con un panorama stupendo e quindi teniamo molto a offrire al pubblico l’abbinamento tra cultura, arte e paesaggio, degustazioni di ottimi vini locali, il nostro modo di vivere da far conoscere a una platea più ampia.

Agnese Carletti (Vicesindaco di San Casciano dei Bagni)

IMG_4081Passkey per noi rappresenta un festival molto importante, perché viene fatto a livello di area e ci interessava lavorare con gli altri comuni su un tema importante come l’arte contemporanea. Il Comune di San Casciano ha già all’interno di alcuni borghi del paese delle opere di arte contemporanea, quindi non siamo nuovi a questo tipo di arte. Ci interessava far vivere all’interno del paese questa sensibilità e farla nascere, una sensibilità verso l’arte contemporanea. Quindi Passkey è un modo per sensibilizzare le persone a quest’arte che non è tipica dell’architettura classica dei nostri paesi.

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Previsioni Meteo della Valdichiana

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Comunicato dei segretari PD della Valdichiana senese in vista delle amministrative

La Valdichiana senese è un territorio di oltre 60 mila abitanti che esprime grandi qualità. Solo un Pd rinnovato e vicino ai cittadini può costituire questa spinta in più per…

La Valdichiana senese è un territorio di oltre 60 mila abitanti che esprime grandi qualità. Solo un Pd rinnovato e vicino ai cittadini può costituire questa spinta in più per uscire dalla palude della crisi economica e sociale più grave dal dopoguerra. Alle amministrative di maggio, quando sei comuni su nove andranno al voto presenteremo idee forti e persone capaci in grado di guidare le proprie comunità con slancio, spirito di sacrificio e umiltà.

Il Pd della Valdichiana ha riunito il proprio esecutivo in settimana per fare un punto sulle primarie di domenica prossima e sulle prossime amministrative, in modo da iniziare a lavorare ad una piattaforma programmatica che accompagnerà i programmi specifici dei sei comuni chiamati al voto (Cetona, Chianciano, Montepulciano, San Casciano, Sinalunga e Torrita), per rafforzare un’area da sempre unita e compatta nelle scelte fondamentali.

Idee e progetti, non improvvisazione. La crisi economica ha messo a dura prova i cittadini e le aziende anche nelle nostre zone, con una disoccupazione, soprattutto giovanile, finora sconosciuta. Ai cittadini della valdichiana non servono progetti confusi o le ‘armate Brancaleone’ delle liste civiche, dietro le quali spesso si nasconde la destra, ma chiarezza: nei programmi, negli obiettivi e nelle persone. Di fronte ai servizi essenziali come sanità, asili, scuole, trasporti, non si improvvisa.

Terra, aria, acqua e vino”: le nostre risorse, le nostre sfide. Siamo una terra dalle grandi potenzialità. Abbiamo un tessuto produttivo importante, a partire dalla parte nord dell’area, tra Torrita di Siena e Sinalunga. Un’area che esprime produzioni di qualità e di fama internazionale, dal Vino Nobile di Montepulciano, alla terracotta di Trequanda, all’olio pregiato di Cetona. L’acqua come elemento di benessere ed attrazione turistica legato al termalismo come a Chianciano Terme, a San Casciano dei Bagni o Sarteano. Uno snodo ferroviario, infrastrutturale e logistico come quello di Chiusi, importante per tutto il senese, la vicina Umbria e l’alto Lazio, che va potenziato.

Difendere i servizi, il territorio, la qualità della vita. Oltre alle nostre bellezze storiche e paesaggistiche, c’è una ricca offerta culturale diffusa nei musei, nei centri storici medievali, nei parchi archeologici etruschi. C’è un presidio ospedaliero importante come Nottola e un sistema di servizi sociali forte che vanno difesi e rilanciati. Una qualità della vita che molti ci invidiano e che va protetta dalla crisi. Un territorio che deve essere tutelato, per questo sarà importante investire nella sicurezza idrogeologica e ridurre il consumo di suolo.

L’unione fa la forza. Di fronte agli interlocutori che si allontanano o spariscono, come le province, è più facile ottenere risultati importanti per tutti, se ci presentiamo come una comunità coesa e politicamente omogenea di fronte alla Regione Toscana, al Governo o all’Europa. Per questo conterà sempre di più muoverci come un soggetto unito, forte di oltre 60 mila abitanti. E solo il Pd può costituire, assieme alle amministrazioni, quel collante sociale e politico decisivo per uscire dalla palude della crisi.

Uniti per ottenere risultati. Il Partito Democratico dei nove comuni della Valdichiana senese ha sempre creduto nelle politiche di area. Ognuno di noi ha le sue sfide da affrontare dentro le proprie comunità, ma siamo consapevoli che serva continuare a lavorare insieme, oltre i campanilismi, per il bene delle nostre comunità. Associare i servizi nell’Unione dei Comuni significa poter dare risposte con minori risorse e in modo più efficiente. Dal comune più piccolo a quello più grande, con pari dignità.

Al voto per confermare il buongoverno. Nella prossima primavera sei comuni su nove andranno al voto: Cetona, Chianciano Terme, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. In questo momento di crisi sarà ancora più indispensabile dare risposte concrete e veloci ai nostri concittadini che devono vedere nell’amministrazione un supporto ed una guida. Confermando la guida del Pd e delle forze di centrosinistra ai nostri comuni, significa continuare a garantire il buon governo, la tenuta sociale, e un’alta qualità della vita nelle nostre terre.

Firmato: i segretari del Partito Democratico dei comuni della Valdichiana

Matteo Spaccapeli (Cetona)

Monica Sanchini (Chianciano Terme)

Pamela Fatighenti (Chiusi)

Alberto Millacci (Montepulciano)

Agnese Carletti (San Casciano dei Bagni)

Mattia Nocchi (Sarteano)

Michele Catoni (Sinalunga)

Alessio Pieri (Torrita di Siena)

Efisio Fanutza (Trequanda)

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Fabio Di Meo, sindaco uscente di Cetona spiega perché non si ricandida

 Fabio Di Meo, sindaco di Cetona uscente, interviene per spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a non ricandidarsi. “Le ragioni che mi hanno indotto a non ricandidarmi alla carica…

 Fabio Di Meo, sindaco di Cetona uscente, interviene per spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a non ricandidarsi.

“Le ragioni che mi hanno indotto a non ricandidarmi alla carica di Sindaco del Comune di Cetona, nascono da considerazioni di carattere amministrativo e personale

Le riforme “spezzatino” che hanno interessato gli enti locali negli ultimi anni hanno colpito con ferocia l’autonomia dei Comuni. Spesso ridotti ad esattori per conto dello Stato, come nel caso dell’IMU o dell’addizionale sulla TARES. Mentre il Patto di Stabilità che azzera la capacità di manovra nel campo degli investimenti pubblici, la moltitudine di vincoli e imposizioni di legge finiscono per determinare a priori la dislocazione delle già pur esigue risorse a disposizione, relegando gli Amministratori a semplici contabili. Il tutto condito da una totale incertezza legislativa che espone gli amministratori locali alla berlina dei cittadini, spesso non in grado di cogliere la logica di alcune riforme per il semplice fatto che una logica non c’è. Con un’assenza di risorse che impedisce di dare risposte a quegli stessi cittadini travolti dalla crisi.

Uno Stato che interviene con solerzia quando c’è da ridurre la partecipazione democratica nelle piccole comunità: riduce il numero degli assessori e dei consiglieri in enti dove gli stessi percepiscono indennità simboliche. A Cetona arriveremo a sei consiglieri e due assessori.
E riduce drasticamente rispetto al passato la possibilità da parte dei Sindaci di svolgere il proprio compito riducendo le possibilità di assentarsi dal proprio posto di lavoro per svolgere le mansioni istituzionali. Questo tra l’altro creando un’evidente discriminazione tra cittadini di seria A, quelli dei Comuni con più di 3000 abitanti dove il livello delle indennità permette di avere un Sindaco a tempo pieno; e cittadini di serie B, quelli dei Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti dove il livello delle indennità obbliga a trovare difficili compatibilità tra attività lavorativa personale e compiti istituzionali.

Tutto quanto detto fin qui si configura come un vero e proprio corto circuito al quale dobbiamo e possiamo trovare la forza di rispondere con amministratori capaci di mettere sul tappeto nuove energie personali e collettive, e con la candidatura di Eva Barbanera queste condizioni possono esserci tutte.

Dopo dieci di anni di partecipazione all’Amministrazione comunale di Cetona (cinque da assessore e cinque da Sindaco), io ho sentito di non avere più dentro di me la forza adeguata per affrontare ancora questa situazione, e dunque ho ritenuto fosse mio dovere farmi da parte per consentire a persone più motivate e meno stanche di affrontare questa enorme sfida.

Ringrazio comunque tutto il Partito Democratico di Cetona per avermi chiesto di ricandidarmi di nuovo alla guida del Comune, e per averlo fatto sia in seguito al resoconto di fine mandato, sia successivamente dopo una prima fase di consultazioni per l’individuazione del nuovo candidato.
Riconosco che la mia è una scelta tutta personale, estremamente sofferta e che faccio con dolore, ma compiuta in ultima istanza perché mi sentirei un irresponsabile, di fronte ai cittadini e di fronte alle forze politiche, a gettarmi di nuovo in un’esperienza per la quale dentro di me non sento più la forza necessaria.

Mi sento comunque rincuorato dal fatto che il PD abbia scelto come candidata sindaco l’attuale consigliere Eva Barbanera, una persona con le giuste competenze per svolgere un ruolo così difficile, e che sono certo abbia un profilo amministrativo in grado di garantire al centrosinistra di vincere le elezioni e di guidare il Comune nel modo giusto, lungo le linee di quella tradizione di buon governo che ha da sempre contraddistinto il Comune di Cetona”.

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Cetona: Eva Barbanera sarà il candidato del PD alle prossime amministrative

Al termine di una assemblea dell’unione comunale  il Partito Democratico di Cetona e Piazze ha scelto all’unanimità Eva Barbanera come candidato sindaco per le amministrative della prossima primavera. Eva Barbanera,…

Al termine di una assemblea dell’unione comunale  il Partito Democratico di Cetona e Piazze ha scelto all’unanimità Eva Barbanera come candidato sindaco per le amministrative della prossima primavera.

Eva Barbanera, 42 anni, di Piazze, sposata, laureata in Scienze Statistiche ed Economiche, impiegata all’Università di Perugia è attualmente consigliere comunale. Ha iniziato a fare politica attiva con la nascita del PD, per il quale si è spesa in questi anni per dare forma e sostanza a un partito nato per portare la sinistra democratica nel nuovo millennio.

Nell’attuale amministrazione comunale si è distinta nei lavori della “commissione comunale per il disagio sociale”, istituita per affrontare un tema molto presente anche nella realtà cetonese, a causa della crisi economica di questi anni. Ha quindi maturato competenza nell’ambito amministrativo, sia nel lavoro che come consigliere comunale, ed una certa esperienza politica, oltre ad avere personalità, cultura, e voglia di impegnarsi nel comune in cui risiede da sempre.

“La disponibilità di Eva è stata una buona notizia per la nostra comunità. – ha affermato Matteo Spaccapeli, segretario dell’Unione Comunale del Pd di Cetona –  Dopo che il sindaco uscente Fabio Di Meo ci ha comunicato la sua indisponibilità a ricandidarsi, il PD ritiene che Eva possa essere la figura giusta per continuare un lavoro di rinnovamento della comunità cetonese. A partire dalle capacità e dallo spirito di servizio che ha sempre dimostrato in questi anni. Eva rappresenta il giusto mix tra esperienza e cambiamento che ci richiedono i cittadini. Non per ultimo, si tratterebbe del primo sindaco donna di Cetona”. Eva, dopo alcuni giorni di riflessione per analizzare la richiesta e le indubbie difficoltà che l’incarico prospettato comporta, ha comunicato  alla segreteria del Pd di Cetona la sua disponibilità a candidarsi. Nei prossimi giorni proseguirà il percorso di ascolto e condivisione con le comunità di Cetona e Piazze per arrivare ad un progetto realmente partecipato per le prossime amministrative. Infine l’Unione Comunale del Pd di Cetona ha ringraziato il sindaco Fabio Di Meo “per il grande impegno, la vicinanza e la disponibilità che ha dimostrato in questi anni per far crescere le comunità di Cetona e Piazze”.

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Il progetto per la scuola Mangiocando presentato oggi al Meyer

L’educazione alimentare della scuola primaria è al centro del progetto Mangiocando, presentato e discusso in un convegno nell’aula magna dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze oggi venerdì 17 gennaio, (a partire dalle 9)….

L’educazione alimentare della scuola primaria è al centro del progetto Mangiocando, presentato e discusso in un convegno nell’aula magna dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze oggi venerdì 17 gennaio, (a partire dalle 9). Questa iniziativa è frutto di una sinergia tra Università di Firenze ed Elea, onlus nata nel Senese su una intuizione del medico Giorgio Ciacci.

Mangiocando è un progetto di educazione alimentare, con sede all’Abbazia di Spineto a Sarteano, ormai attivo da 10 anni nei comuni senesi di Sarteano, Cetona e San Casciano dei Bagni,  che segue circa 150 bambini delle ultime tre classi della scuola primaria, coinvolgendo insegnanti e genitori.

Salute, territorio, tradizioni, laboratorio sensoriale, cibo locale sono gli ingredienti del progetto che vede l’olio extravergine di oliva assoluto protagonista. Il marchio Mangiocando è in corso di registrazione al Ministero dello Sviluppo Economico.

Lo scopo è sensibilizzare e divulgare (in maniera ludica) ancora una volta la necessità della prevenzione primaria, attraverso una sana alimentazione, già nel bambino. Lotta alla cattiva alimentazione, sedentarietà, sovrappeso e obesità. Solo questo può essere utile a formare adulti sani, con beneficio per tutta la comunità, sia dal punto di vista sociale che ambientale, oltre che economico.

Nell’incontro di venerdì 17 al Meyer è previsto l’intervento introduttivo di Giorgio Ciacci (ore 9,30), seguito da Marilisa Cuccia dell’Abbazia di Spineto centro studi, uno dei partner dell’iniziativa. Quindi, parleranno sui temi dell’alimentazione (chiusura alle 13,30) e dell’infanzia docenti e ricercatori: Francesco Sofi, Cristina Stefanile, Alessandra Guarino Amato, Simone Orlandini, Tiziana Polimeno.

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Cetona – Al via gli ”Appuntamenti d’Autunno”

Coerentemente con la propria vocazione di cittadina aperta da sempre ad ospitare confronti culturali, espressioni artistiche e dibattiti politici su temi di grande attualità, Cetona si prepara a vivere a partire…

Coerentemente con la propria vocazione di cittadina aperta da sempre ad ospitare confronti culturali, espressioni artistiche e dibattiti politici su temi di grande attualità, Cetona si prepara a vivere a partire da sabato 30 novembre il ciclo 2013 degli “Appuntamenti d’Autunno” , un programma di presentazioni di libri promosso dalla Fondazione Lionello Balestrieri insieme con l’Amministrazione comunale e il sostegno di Banca Valdichiana.

Ad aprire il ciclo, il giornalista del Corriere della Sera Paolo Franchi che sabato 30 novembre alle 17.30 presso la Sala SS Annunziata in Piazza Garibaldi, presenterà il suo volume “Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale” (Rizzoli editore). Un’accurata biografia del Presidente della Repubblica che mette in luce come in Napolitano sia maturata la profonda vocazione politica che lo ha portato a diventare oggi un esempio indiscusso di autorità morale, anche nella crisi economica e istituzionale che stiamo vivendo. La sua via all’antifascismo e al Pci, spiega Franchi, passa anche per la scoperta dell’umanità dolente del ricovero antiaereo ai tempi della guerra.. E’ in quel rifugio che Napolitano si scopre per la prima volta in grado di reagire persino agli eventi più drammatici con grande autocontrollo e ragionevole fatalismo, dimostrandosi capace di non perdere la calma “neppure di fronte all’Apocalisse”, come gli riconosce, sorpreso e ammirato Curzio Malaparte. E’ una virtù innata, ma anche molto coltivata, che praticherà tutta la vita. Prima nel Pci. Poi in Europa e nelle istituzioni, da Presidente della Camera e soprattutto da Capo dello Stato.

L’autore del volume è il giornalista Paolo Franchi, che da anni collabora con la Fondazione Balestrieri e l’Amministrazione comunale per le iniziative culturali. Alla presentazione parteciperanno l’ambasciatore Antonio Armellini, la giornalista Lorenza Foschini e il senatore Emanuele Macaluso.

Dopo la presentazione di sabato 30 novembre, altri due gli “Appuntamenti” in programma.

Sabato 14 dicembre sarà presentato il libro “La televisione” di Carlo Freccero, ex direttore di Raidue e di Raiquattro, cui parteciperà il giornalista Roberto di Russo.

Sabato 21 dicembre infine, verrà presentato il libro di Alfredo de Girolamo, presidente Cispel Toscana, “I servizi pubblici locali”, cui parteciperanno Claudio De Vincenti, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico e Anna Rita Bramerini, Assessore all’Ambiente e energia della Regione Toscana.

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Ultime repliche di “Ercole e le stalle di Augia” a Cetona

Le ultime tre occasioni per assistere allo spettacolo “Ercole e le stalle di Augia”, messo in scena dalla Compagnia dell’Orto del Merlo nell’ambito di “Cetonaestate”, saranno da venerdì 23 agosto…

Le ultime tre occasioni per assistere allo spettacolo “Ercole e le stalle di Augia”, messo in scena dalla Compagnia dell’Orto del Merlo nell’ambito di “Cetonaestate”, saranno da venerdì 23 agosto a domenica 25, sul Sagrato della Collegiata a Cetona alle 21.30.

Lo spettacolo messo in scena dall’Orto del Merlo, che ha il patrocinio del Comune di Cetona ed è composta principalmente da attori di Cetona e dintorni,  è basato su un testo di Durrenmatt, adattato e diretto da Laura Fatini.

Si tratta di un radiodramma,  che parla di come Ercole venne chiamato dal Re Augia per liberare dal letame il proprio paese, ormai invivibile per la puzza che invadeva strade e piazze.  Polibio ci svela come veramente andarono le cose e presenta la sesta fatica di Ercole in maniera molto divertente, con l’eroe greco costretto ad adempiere a tale sozzo compito per far fronte ai debiti, e Augia e gli abitanti di Elis preda di una burocrazia lenta e cavillosa che li impantana ancora di più nel letame che li circonda. In scena, gli attori si cambiano d’abito più volte, e danno corpo a tutti i personaggi di questo spettacolo con allegria e impegno, cimentandosi in canti e balli, giochi d’ombra e scenografie da montare e da smontare.

Per il tredicesimo anno di attività della Compagnia dell’Orto del Merlo, è stata scelta una commedia molto impegnativa, che mostra la stupidità della burocrazia che impantana e immobilizza.

La Compagnia dell’Orto del Merlo – che si è costituita a Cetona nel 2002 ed ha tra le finalità l’animazione della comunità attraverso laboratori teatrali per adulti e bambini, la valorizzazione della tradizione contadina toscana e cetonese, l’attività di avvicinamento alla lettura e al teatro per bambini – comprende una quarantina di persone, che negli anni hanno imparato vari mestieri del teatro: non solo attori, ma anche suggeritori, truccatrici, scenografi, macchinisti. Tutto quello che serve davanti e dietro la scena.

 

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