La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: letteratura

Un estratto da “Trovami un Modo Semplice Per Uscirne” di Nicola Nucci

Nicola Nucci è nato nel 1987 a Sinalunga ma ha sempre risieduto a Torrita di Siena. Ha scritto per numerose riviste. quotidiani e blog, tra cui Watspad Italia Indie, Nonsolocalcio…

Nicola Nucci è nato nel 1987 a Sinalunga ma ha sempre risieduto a Torrita di Siena. Ha scritto per numerose riviste. quotidiani e blog, tra cui Watspad Italia Indie, Nonsolocalcio e Corriere di Siena. È stato premiato in location importanti quali il Salone del Libro di Torino e Under29 di Modena. Il suo romanzo d’esordio “Trovami un Modo Semplice per Uscirne” (titolo ripreso dal brano dei Verdena) è stato finalista al prestigioso Premio Italo Calvino 2018 per “la misura della lingua parlata, spontanea e scandita da scambi brevissimi, calata in un’impalcatura che dichiara la sua teatralità sin dal principio”. In esclusiva per i lettori de La Valdichiana, su gentile concessione dell’autore, ne pubblichiamo un breve estratto.

TROVAMI UN MODO SEMPLICE PER USCIRNE

[la rivoluzione]

Mmhhh…
Ma oggi è…
Sì. no.
Oggi.
Oggi…
Tutto a gonfie vele, no?
Sì?
Regolare, no?
Cioè?
Cioè… oggi… oggi si fa la rivoluzione, no?
Ancora con ‘sta storia?
Rivoluzione sempre, rivoluzione adesso, rivoluzione da
tutte le parti.
Lo sapevo che…
Bum bum bum, capito?
‘na persecuzione, eh.
non abbiamo scelta, capito?
Eppure non sono mica un tipo molto selettivo.
Rivoluzione, no?
‘na “pizzata” tra amici…
Facciamo quel che dobbiamo fare e poi…
Uno sturo duro svelto svelto…
‘na cosa salutare, capito?
Invece te ne esci con…
Be’ cioè, rivoluzione… mica male, eh?
Mi sarebbe bastato…
Invece facciamo la rivoluzione.
Rivoluzione?
Ci diamo dentro con…
Sicuro non l’avessimo già fatta?
Cosa?
La rivoluzione.
Beh cioè, un flashmob ce lo siamo scolati.
E tutto quel trambusto allora?
Mica ‘na rivoluzione.
No?
No!
Parli di…
Parlo di…
Il solito scuotiscuoti.
Qualcosa che…
Era scritto in cielo che te ne saresti uscito con…
Mica ‘na cosa strampalata.
Sì. no.
Un sacco divertente, capito?
È…
Io, te…
Io? Te?
Non ti senti come tutto elettrizzato?
Mi sento solo ‘na cifra stanco.
Stanco per…?
Anche oggi dieci ore filate.
Che vuoi che sia.
Come ‘na galera, peggio di una galera.
Quel che vogliono.
Non quel che voglio io.
Durerà in eterno.
Troppo tempo!
Allora ho ragione io, no?
A che proposito?
Ho ragione io quando ti parlo di direzioni da seguire,
di correttivi da attuare…
Ma non è solo questo.
Ti ho mai fatto cacciare nei guai?
Un sacco di volte.
Mai!
Tante di quelle volte che…
Ma stavolta sarà tutto diverso.
Anche la volta scorsa doveva essere tutto diverso.
Lascia perdere la volta scorsa, ok?
Invece ci penso eccome.
Stavolta… stavolta è stavolta, no?
Non lo so.
Non lo sai?
Non lo so nick.
Lo sai.
Lo so?
Regolare che lo sai.
Dico solo: finiremo male.
Tutto a posto, amico mio.
Non…
Hai fiducia nel sottoscritto?
Ma non è questo.
‘na rivoluzione coi fiocchi, capito?
Non lo so.
Ti fidi di me?
Sì. No.
Beh se ti fidi di me, fidati una volta di più, no, cazzo ti
costa?
Non lo so.
Lo sai.
È tutto così difficile.
Basterà mettere da parte i brutti ricordi.
Più forte di me: non faccio che pensare a…
Ce ne stiamo buoni buonini, capito?
È solo che…
Non faremo del male a una mosca.
Rivoluzione, eh?
Io e te, capito?
Chiaro.
Tutto a gonfie vele, no?
Chiaro che qualora sconfinassimo nella solita tiritera
non tarderei a…
Facciamo i bravi.
Promesso?
Promesso.

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Pareti di Carta #2 – “Grande Era Onirica” di Marta Zura-Puntaroni

Quando ho letto la forma germinale di quello che da lì a qualche mese dopo sarebbe divenuto “Grande Era Onirica”, romanzo d’esordio di Marta Zura-Puntaroni, ho chiesto all’autrice se fosse…

Quando ho letto la forma germinale di quello che da lì a qualche mese dopo sarebbe divenuto “Grande Era Onirica”, romanzo d’esordio di Marta Zura-Puntaroni, ho chiesto all’autrice se fosse stata sicura di pubblicare un testo nel quale molte porzioni – reali – della sua esistenza fossero immesse in un dispositivo narrativo così ambiguo. Per ambiguo intendo propriamente l’aspetto di auto-fiction che regge tutto il racconto interno al romanzo; il mescolamento di vita vera, cioè di autobiografismo, e l’appannaggio di finzione, di schemi immaginari di sequenze degli avvenimenti. In effetti, l’incontro di venerdì 26 maggio, si è centrato su questo: un romanzo che esplicita crisi interiori, relazioni disfunzionali, in un processo di formazione definito da sessioni di assimilazione delle più disparate sostanze (dagli psicofarmaci agli alcolici), che arrivano finanche a modellare i sogni, il modo di intendere ed essere condizionata dall’aspetto onirico della psiche.

Grande Era Onirica è un flusso narrativo tracciato in prima persona che racconta le vicende di Marta – protagonista del testo – tra le difficoltà familiari, ingolfate dal difficile e altalenante rapporto con il padre, le complessità delle relazioni sessuali, sempre più disumanizzate dagli additivi chimici e dalle incertezze comportamentali legate all’incomunicabilità, le sedute di psicoterapia, spesso vere e proprie sessioni di autoanalisi rovesciate nella prosa di questo coraggioso romanzo.

Marta Zura-Puntaroni è toscana di adozione. È nata e cresciuta a San Severino Marche, in provincia di Macerata. Si è trasferita a Siena nel 2007, per gli studi universitari, e nella città del Palio è rimasta, vivendo rigorosamente dentro le mura: e pure ‘simpatizzante’ del Nicchio, Contrada di via dei Pispini. La città di Siena è un’altra protagonista del romanzo, tanto grande è la componente ambientale e descrittiva dei luoghi, arrivando a nominare le vie, le piazze, i luoghi riconoscibili per qualsiasi studente fuori sede che abbia calcato i pavimenti di Fieravecchia, del palazzo di San Niccolò, e degli altri luoghi di aggregazione studentesca del centro storico senese.

Il pubblico ha partecipato calorosamente, alla presentazione del 26 maggio, spinto anche dalla curiosità di conoscere la personalità ospite. Fabio Bliquo, con l’apporto del suo moog, non ha mancato di regalare perle inedite e decostruzioni di brani più o meno celebri legati al sogno.   Francesca del Zoppo ha letto ampie parti dal romanzo che sempre più, a due mesi dall’uscita nelle librerie, sembra essere assimilato dalla critica come esordio tonante, il quale sancisce la presenza di Marta Zura-Puntaroni nella comunità letteraria italiana.

 

(foto di Carmen Mihai e Redazione La Valdichiana)

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Il Borgo dei Libri: interviste agli autori

“Borgo dei Libri” a Torrita di Siena è stata una piacevole sorpresa: un’occasione di confronto e di respiro. Il centro storico di Torrita si è riempito di librai, di sole…

“Borgo dei Libri” a Torrita di Siena è stata una piacevole sorpresa: un’occasione di confronto e di respiro. Il centro storico di Torrita si è riempito di librai, di sole e di eventi focalizzati a valorizzare l’operato di case editrici, autori e istituzioni culturali locali. Il tratto d’unione tra le esperienze presentate a borgo dei libri c’è sicuramente l’aspetto narrativo legato al mistero: gialli, thriller, romanzi d’avventura a intreccio, noir. Questi i “generi” cardine di Borgo dei Libri che hanno trasformato il selciato torritese in un percorso gotico, riscaldato comunque da bellissime giornate assolate.

Ho avuto l’opportunità di frugare tra i prodotti esposti dai librai e di portarmi a casa libri fantasmagorici: una “Medusa degli Italiani” del 1947 – diretta da Elio Vittorini – contenente “Il Sole del Sabato” di Marino Moretti, un’edizione di “America” di Kafka, sempre in collana Medusa, in più tre BUR “quadrati” degli anni cinquanta e una splendida edizione de “Lo Specchio Mondadori”, che credevo introvabile, contenente la raccolta di poesie “Il Disperso” di Maurizio Cucchi, del 1976. Questi acquisti mi hanno letteralmente esaltato: l’opportunità, poi, di incontrare dieci degli autori presenti alla manifestazione mi ha fatto scoprire una rete di autori più o meno locali estremamente attiva e produttiva, consapevole e acuta. Autori di gialli, di thriller e di approfondimenti piacevolmente interessante.

Se pensiamo che la manifestazione è solo alla sua terza edizione, non si può che sperare in bene. Maggio è il mese della lettura a livello nazionale: giusto una settimana fa si concludeva la trentesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, con un afflusso record di visitatori. La Valdichiana, e Torrita di Siena, possono trovare, in questa fiera, l’opportunità per far coadiuvare le realtà bibliofile e letterarie del territorio verso un ambizioso progetto di divulgazione culturale. La Toscana, regione che di tradizione letteraria ne ha da vendere, manca di un evento letterario che sia egemonico (come la già citata fiera di Torino, ma come stanno crescendo a Milano, Bologna, Roma e Napoli) che sia rappresentativo a livello nazionale. Cose come Il Borgo dei Libri non possono che fare bene.

Sono intervenuti, nel salottino allestito da La Valdichiana a Borgo dei Libri: David Valori,  Simona Polimene, Emiliano Bianchi, Ciro Pinto, Simone Signorini, Raffaella Micheli, Luigi Picchi, Marina Berti, Danil, Gianni Monico e Marco Fusi.

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Borgo dei Libri 2017 – Tutte le notizie

Branded Content a cura di Valdichiana Media e Fondazione Torrita Cultura – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2017 del Borgo dei Libri di Torrita di Siena. Segui gli speciali approfondimenti della nostra redazione!…

Branded Content a cura di Valdichiana Media e Fondazione Torrita Cultura – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2017 del Borgo dei Libri di Torrita di Siena. Segui gli speciali approfondimenti della nostra redazione!


Si conclude la terza edizione del Borgo dei Libri (15/05/17)

Ha chiuso i battenti domenica 14 maggio la terza edizione del Borgo dei Libri a Torrita di Siena. Un’edizione speciale iniziata il 29 aprile con l’inaugurazione della Casa della Cultura. Un fine settimana in cui il centro storico è stato visitato da molti appassionati, collezionisti ed amanti del libro in ogni suo genere e forma.

Grande risultato per il convegno promosso dall’Anci sulla Via Lauretana; i molti rappresentanti, sia istituzionali che religiosi, hanno sottolineato la necessità di una sinergia comune perché quest’antica via che attraversa tre regioni, da Siena a Loreto, abbia la giusta visibilità e risalto per un turismo lento alla riscoperta di antiche tradizioni, fede e storia.

Tra mostre, libri antichi, libri per bambini, degustazioni eno-culturali e curiosità, il segno del giallo ha fatto da filo conduttore sia di uno scontro “a colpi di pipe” tra due dei più amati protagonisti del genere, Sherlock Holmes e Maigret, sia alla realizzazione di una caccia all’assassino in cui 35 investigatori in erba hanno seguito le tracce tra i borghi medievali della cittadina.

Gli studenti e i bambini sono stati il fulcro dell’edizione 2017: letture animate, incontri con gli autori e i concorsi indetti dall’Accademia degli Oscuri (un concorso letterario per i ragazzi delle scuole dell’obbligo) e quello denominato Clanis, primo concorso in dialetto dove sono stati assegnati i premi Alò d’oro, d’Argento e di Bronzo, a cui hanno partecipato molti ragazzi delle scuole della Valdichiana Senese e Aretina.

“Abbiamo registrato un buon riscontro di pubblico – dichiara la Presidente della Fondazione Torrita Cultura Simona Giovagnola, ente organizzatore dell’evento in collaborazione con la Pro-loco e l’Amministrazione Comunale – anno dopo anno stiamo cercando di migliorarci e di attrarre operatori, espositori e autori. Questo tipo di manifestazioni non sarebbero realizzabili se non con l’aiuto e l’impegno delle associazioni di volontariato che sopratutto nel nostro territorio sono il traino e il motore di tanti eventi.”


Torrita di Siena: un fine settimana ricco di appuntamenti (12/05/17)

Il centro storico di Torrita si trasforma in una libreria a cielo aperto; passeggiando nelle sue caratteristiche vie color terracotta dove i mattoni delle case si fondono con la pietra grigia del selciato, potrete trovare delle vere novità o dei testi antichi, assistere a convegni, concerti, mostre, incontrare autori o cimentarvi in laboratori dove la cultura va a braccetto con il gusto dei prodotti enogastronomici tipici della Valdichiana.

Tra le molte curiosità della terza edizione il Borgo dei Libri si appresta alla premiazione del concorso Clanis, indetto per gli studenti delle scuole del territorio che vuole valorizzare la nostra lingua originaria “il chianino”. Strapperanno più di un sorriso i racconti in dialetto che saranno premiati con l’Alò d’oro, l’Alò d’argento e l’Alò di bronzo. Mentre farà da cornice la splendida Villa Rocchi, ai margini del centro storico nella premiazione del concorso letterario nazionale per i ragazzi della scuola dell’obbligo indetto da l’ Accademia degli Oscuri che in questa edizione ha esaminato più di mille testi pervenuti da tutte le parti della penisola.

Il libro comunque sarà il protagonista indiscusso dell’edizione. Nella grande mostra mercato dislocata nei punti strategici dentro le mura del centro storico che conterà circa cinquanta operatori del settore librario creerà un vivo interesse da parte degli appasionati e non solo. Un occhio di riguardo agli studenti delle scuole del territorio che potranno usufruire dei buoni sconto sull’acquisto dei libri messi a disposizione della Fondazione Torrita Cultura proprio per avvicinare le nuove generazioni alla lettura.

Molti gli autori presenti tra sabato e domenica, per citarne alcuni Vincenzo Trama, Mirko Tosi, Marco Fusi; Luigi Pratesi, Luigi Bicchi che a presenteranno le loro opere al pubblico. Nel segno del giallo aprirà con un’interessante sfida “a colpi di pipe” tra gli amici di Sherlock Holmes e di Maigret con la moderazione dello scrittore Roberto Costantini e l’innovativo Delitto nel Borgo; ambientato nei borghi di Torrita un giallo che ha per soggetti un libro, un cadavere e cinque squadre di investigatori alla caccia dell’assassino.

Grande rilievo al convegno sull’antica Via Lauretana, promossa in collaborazione con l’Anci, le regioni Marche, Umbria e Toscana alla presenza di tante autorità per parlare di questo importante indotto testimone di fede, storia ed arte. Torrita fregiata dal titolo “Città che legge” che partecipa ai progetti Il Maggio dei Libri, progetto Sifa “io leggo perchè” e Nati per Leggere si appresta quindi a vivere un week end all’insegna del libro e della cultura e di tutto ciò che essi possono promuovere.


Il Borgo dei Libri: inaugurate tre mostre e assegnati i premi per i libri d’artista (08/05/17)

Un fine settimana denso di appuntamenti quello appena concluso a Torrita di Siena, in attesa della grande kermesse del prossimo week end. Venerdì pomeriggio a Firenze, presso il Palazzo del Pegaso, c’è stato il taglio del nastro per la mostra dedicata ai Medici, intitolata
“La Toscana dei Medici vita ed opere di tre Granduchi in libri ed incisioni del ‘500”, una collaborazione con la Società Bibliografica Toscana alla ricerca di tutti quei paramenti tipici di matrimoni, battesimi, funerali in epoca medicea.

A Torrita di Siena è stata inaugurata la mostra “Memorie di Carta”, un viaggio a ritroso nel tempo attraverso gli archivi del nostro territorio. Un grande lavoro certosino di molti volontari ha contribuito alla ricostruzione degli archivi parrocchiali, civili ed ecclesiastici. Un particolare encomio a Neda Mechini che con passione e meticolosità per anni, con la collaborazione delle dottoresse Gabriela Todros e Diana Toccafondi della sopraintendenza archivistica e bibliografica della regione Toscana, ha archiviato il materiale giacente presso la collegiata di San Martino contribuendo così a lasciare ai posteri una buona parte di storia torritese. La sede della mostra realizzata dalla Società Bibliografica Toscana è la bellissima chiesa romanica delle SS. Flora e Lucilla e sarà visitabile fino al 14 maggio.

Tre grandi personalità come la prof. Maria Gioia Tavoni, la scrittrice Paola Gribaudo e il prof. Carlo Pulsoni hanno conferito i premi relativi al concorso internazionale d’artista per i libri d’autore, riservato per agli under 30, dedicato al tema delle abbazie. Primi classificati Mattia Caruso, Matteo Spinelli, Riccardo Bucella, Cristina Piciacchia, Erica Apolloni; le opere degli artisti sono visibili nella relativa mostra in via Maestri.


Il Borgo dei Libri tra Firenze e Torrita di Siena (03/05/17)

Tutto pronto per il primo weekend di iniziative del “Borgo dei Libri”: la manifestazione giunta alla terza edizione, di fatto iniziata sabato 29 aprile con l’inaugurazione della Casa della Cultura e della mostra “Musei di Carta – immagini dell’antico in Valdichiana”, vedrà infatti realizzarsi 5 dei 32 eventi in programma.

“L’inaugurazione della Casa della Cultura è stata un successo di una comunità, la partecipazione sia alla realizzazione che alla giornata di un copioso pubblico è stata una bella dimostrazione di attenzione e coesione per Torrita” ha dichiarato la Presidente della Fondazione Torrita Cultura, Simona Giovagnola,

Giovedì 4 maggio un interessante viaggio nell’antica Via Lauretana con visita nel borgo di Torrita, documentario e dibattito alla presenza di Mons.Stefano Manetti e del Vice Presidente Acli Emiliano Manfredonia.

Venerdì 5 maggio, invece, “Il borgo dei libri” si sposterà a Firenze. A Palazzo del Pegaso verrà inaugurata la mostra “Le pompe dei Medici: guerre, nascite battesimi e funerali dei primi tre Granduchi. Usi e costumi della famiglia che ha unito la Toscana e lasciato le proprie impronte nel mondo.” Interverrà alla presentazione, oltre alle personalità accademiche e gli studiosi di settore, anche il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani.

Alla Casa della Cultura, sempre venerdì 5 maggio alle ore 21:15, si parlerà in un convegno mirato di “chianina” e di come costruire un archivio comune al territorio per la tutela della razza.

Sabato 6 maggio al Teatro degli Oscuri alle ore 10:00 si terrà invece il convegno “Memorie di Carta”, un viaggio a ritroso nel tempo attraverso gli archivi storici del nostro territorio. Tra i numerosi interventi il Sovraintendente Archivistico e Bibliografico della Toscana Diana Toccafondi. La relativa Mostra sarà esposta nella chiesa della SS. Flora e Lucilla, che sarà visitabile fino a domenica 14 maggio.

Sempre al Teatro degli Oscuri, domenica 7 maggio alle ore 10:00 si terrà la prima premiazione dei tre concorsi banditi nel 2017 dal Borgo dei Libri: il concorso internazionale per i libri d’artista ispirato al tema delle abbazie e riservato agli under 30. Madrina della cerimonia sarà Paola Gribaudo; a seguire, inaugurazione mostra delle opere in concorso.


Con l’inaugurazione della Casa della Cultura prende il via la terza edizione del Borgo dei Libri con trenta iniziative che coinvolgeranno la cittadina (28/04/17)

Con un appuntamento importante e atteso parte, sabato 29 aprile, la terza edizione del Borgo dei Libri, punto di riferimento per tutti gli interessati e gli appassionati, una vetrina di livello nazionale. Se il protagonista principale sarà sicuramente il libro, l’attenzione, nella prima giornata, va all’evento che il via ufficialmente a tutta la manifestazione, ovvero l’inaugurazione della Casa della Cultura.

La Casa della Cultura è stata ricavata dalla ristrutturazione dall’ex magazzino merci della stazione ferroviaria di Torrita che da anni era inutilizzato. A lavorare al progetto alcuni artigiani torritesi, che mettendo a disposizione della comunità la loro arte e dopo la ristrutturazione dell’intero edificio, hanno lavorato alla parte estetica restituendo alla cittadinanza un’inedita opera d’arte che ha scaturito subito un’enorme curiosità. Un progetto, questo, realizzato dalla Fondazione Torrita Cultura con la coadiuvazione dell’Aministrazione Comunale: “Un luogo a disposizione della cultura e di tutti coloro che della cultura hanno fatto uno stile di vita per lavoro, hobby o semplicemente voglia di comunicare con le loro opere ed il loro sapere” – spiega la presidente della Fondazione Simona Giovagnola.

“Un’opera importante perchè in essa si racchiude la manualità, la fantasia e il saper fare dei torritesi. Con questa inaugurazione possiamo dire completata la riqualificazione urbanistica dell’area adiacente la Stazione Ferrioviaria” – spiega il sindaco Grazi.

Con l’inaugurazione della Casa della Cultura, sarà anche aperta la mostra “Musei di carta, immagini dell’antico in Valdichiana” un particolare connubio tra archeologia e libri antichi e dove si potranno ammirare pregevoli “cinquecentine” accompagnate da una selezione di alcune decine di esemplari di monete di epoca romana repubblicana ed imperiale. La mostra itinerante, dopo la prima tappa a Torrita di Siena, sarà esposta nei Comuni della Valdichiana Senese Aretina che hanno aderito al progetto.

Al via della terza edizione del manifestazione prenderanno parte il Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena e la Filarmonica Guido Monaco La Samba. Numerose le personalità che parteciperanno oltre il Sindaco Giacomo Grazi e la Presidente della Fondazione Torrita Cultura Giovagnola, saranno ospiti infatti il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, l’Assessore alla mobilità Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli, il direttore territoriale Rete Ferrovie Italiane Efisio Murgia, il Questore di Siena Piccolotti, il Prefetto di Siena Gradone, l’Assessore alla Cultura comune di Torrita Paolo Tiezzi Maestri, il curatore della Mostra Musei di Carta Giulio Paolucci, l’autore del catalogo Mario De Gregorio e il direttore del monetiere del museo archeologico di Firenze Fiorenzo Catalli.


Il Borgo dei Libri presentato in Regione Toscana: tutte le novità della terza edizione (20/04/17)

Arriva la terza edizione de “Il Borgo dei Libri”, con oltre trenta gli eventi che nei fine settimana dal 29 aprile al 14 maggio animeranno Torrita di Siena. La rassegna, che punta a valorizzare la cultura del territorio e far conoscere i libri d’autore ma anche i racconti in dialetto, è stata presentata in Consiglio regionale alla presenza del presidente dell’Assemblea toscana Eugenio Giani e del sindaco di Torrita Giacomo Grazi.

Il presidente del Consiglio Eugenio Giani, nel corso della conferenza di presentazione dalla terza edizione, ha ricordato che la cittadina ha le sue istituzioni culturali, come la Società bibliografica toscana e l’Accademia degli oscuri, che giocano in questo un ruolo fondamentale.

“La Toscana è la terra del libro, vera essenza della sua tradizione culturale. Come Consiglio regionale vogliamo valorizzare tutte le iniziative che danno il senso di questo suo primato storico. ‘Il Borgo dei libri’, con più di trenta eventi dal prossimo 29 aprile, farà di Torrita di Siena il punto di riferimento per tutti gli interessati e gli appassionati, una vetrina di livello nazionale”.

Il sindaco Grazi ha ricordato che l’iniziativa si sviluppa lungo l’arco di tre fine settimana: il 29 aprile inizia con l’inaugurazione della Casa della cultura, nel vecchio magazzino merci delle ferrovie, per proseguire il 3 maggio proprio in Consiglio regionale.

“C’è un po’ di tutto – ha aggiunto il sindaco di Torrita Giacomo Grazi – C’è la cultura dilettantistica e quella un po’ più professionale. Siamo associati anche all’Alai, l’associazione dei librai antiquari d’Italia. Sulle nostre bancarelle sarà possibile comprare il libro da dieci euro, con quello da migliaia di euro”.

L’assessore alla cultura Paolo Tiezzi Mazzoni, che è anche presidente della Società bibliografica toscana, ha allestito nel Palazzo del Pegaso una mostra di incisioni, libri antichi, scenografie che si riferiscono alle pompe tenute dai Medici nella seconda metà del Cinquecento: nozze, battesimi, funerali e l’apoteosi della vittoria nella guerra con Siena. Il gran finale della manifestazione è in programma per il 13 e 14 maggio quando sono in calendario molti convegni ed il concorso letterario nazionale per ragazzi, curato dall’Accademia degli oscuri.

“È sotto gli occhi di tutti che siamo di fronte ad una manifestazione in crescita – ha rilevato la presidente della Fondazione Torrita Cultura, Simona Giovagnola – Quest’anno i fine settimana interessati sono tre, abbiamo rafforzato le collaborazioni, anche con il settore enogastronomico, e ci sono laboratori particolari come quello sui fumetti per l’identità chianina. L’amministrazione, inoltre, ha dato una casa alla cultura, un privilegio di pochi comuni”.

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Pareti di Carta #1 – “Abrivado” di Alessio Cappelli

La cosa divertente di Pareti di Carta, il nuovo format letterario che è decollato con un notevole – e inaspettato – successo, è che le pareti reali, del luogo in…

La cosa divertente di Pareti di Carta, il nuovo format letterario che è decollato con un notevole – e inaspettato – successo, è che le pareti reali, del luogo in cui l’evento è stato, per adesso, allestito sono di vetro, e non di carta; come ad insubordinare, forse, il pericoloso schema fisso che la concettualità del titolo impone e formalmente superarlo. Le Pareti di Carta sono sì quelle di un libro, di una brossura, ma anche quelle di una piattaforma testuale labile, trafiggibile, forse addirittura oltraggiabile. Le pareti di vetro, invece, che hanno circondato la presentazione e le letture di “Abrivado” di Alessio Cappelli, da poco uscito per i tipi Augh, sono emblemi di trasparenza, di attraversamento luminoso. In entrambi i casi le pareti non sussistono in quanto protezione, anzi, espongono i contenuti delle stanze che sono chiamate a perimetrare. Questo era l’obiettivo: abbattere non solo la quarta parete nel senso di Grotowski, ma anche tutte le altre, far intervenire il pubblico da più lati e da più fronti, fino a mescolare in maniera omogenea l’elemento degli agenti e degli spettatori.

Così è andata. Nel cubo di vetro, posto ai margini della struttura di MiglioVerde, Alessio Cappelli si è direttamente confrontato con un uditorio preparato sul suo testo, che ha piacevolmente invaso la conversazione, intersecando punti di vista, suggestioni, sensazioni. A leggere passi del romanzo è stata Francesca del Zoppo, volto noto dei teatri della valdelsa. Ad accompagnare musicalmente l’incontro è stato fABIO bLIQUO, also known as Fabio Marroni, compositore e polistrumentista toscano, che vanta collaborazioni con importanti nomi del panorama pop italiano: di un anno fa è Controsensi, primo disco ufficiale del progetto solista fABIO bLIQUO, opera di finissimo synth-pop. Con sorpresa, finanche dell’autore, il cantautore ha sfoggiato un brano originale, scritto appositamente per l’occasione ed ispirato dalle forze emotive del testo.

Abrivado è un romanzo che fa perno sui termini ambientali, lascia che siano i paesaggi, le atmosfere, gli stadi climatici, a raccontare la vicenda. I protagonista è un architetto della Roma bene, un professionista ben inserito nei salotti e negli ambiti borghesi, ma che ha alle spalle una militanza nei movimenti antagonisti della Capitale, ma soprattutto ha una ferita – forse mai rimarginata, o rimarginata male – inflitta dall’esperienza del G8 di Genova, nel 2001. In un andirivieni tra fabula e analessi, seguiamo il protagonista durante un viaggio in Camargue nel quale fa i conti con il suo passato.

Il prossimo evento è il 26 Maggio. Marta Zura-Puntaroni, uscita da poco più di un mese nella collana nichel di Minimum Fax, con un romanzo tanto dilabente quanto carezzevole. Si intitola Grande Era Onirica e sarà il prossimo elemento di sfondamento per una qualsiasi delle quattro Pareti di Carta (o di Vetro, a piacer vostro).

(foto di Carmen Mihai e Redazione La Valdichiana)

 

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Pareti di Carta

“Pareti di Carta” è il nuovo format letterario di Tommaso Ghezzi: incontro e intervista con un autore, letture dal vivo e accompagnamento musicale. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti…

“Pareti di Carta” è il nuovo format letterario di Tommaso Ghezzi: incontro e intervista con un autore, letture dal vivo e accompagnamento musicale. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della lettura, uno spazio di condivisione e confronto sulla letteratura contemporanea in una serie di eventi sul territorio della Valdichiana!

Pareti di Carta: secondo incontro

Intervista a Marta Zura-Puntaroni, autrice di “Grande Era Onirica” (Edizione Minimum Fax).
Venerdì 26 Maggio 2017 dalle ore 19 presso il brewpub Miglio Verde, Via II Giugno 4/A, Abbadia di Montepulciano. Con letture di Francesca del Zoppo e accompagnamento musicale di Fabio Bliquo.

Pareti di Carta #2 – “Grande Era Onirica” di Marta Zura-Puntaroni

Pareti di Carta: primo incontro

Intervista ad Alessio Cappelli, autore di “Abrivado” (Edizioni Augh!).
Venerdì 28 Aprile 2017 dalle ore 19 presso il brewpub Miglio Verde, Via II Giugno 4/A, Abbadia di Montepulciano. Con letture di Francesca del Zoppo e accompagnamento musicale di Fabio Bliquo.

Pareti di Carta #1 – “Abrivado” di Alessio Cappelli

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Violetta Dixit #2 – Bob Dylan & Nobel

Seconda puntata di Violetta Dixit, la nuova rubrica podcast del nostro magazine: si parla di ciò che ci fa stare bene, la musica. E la musica della Valdichiana ha molto…

Seconda puntata di Violetta Dixit, la nuova rubrica podcast del nostro magazine: si parla di ciò che ci fa stare bene, la musica. E la musica della Valdichiana ha molto da dire e da dare.

In questa puntata si parla di Bob Dylan che ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura, del rapporto tra musica e poesia.

Scaricate il podcast oppure ascoltatela direttamente su spreaker: per suggerimenti, segnalazioni e consigli per le prossime puntate di Violetta Dixit potete scrivere a: violettadixit@lavaldichiana.it

Ascolta Violetta Dixit #02 – Bob Dylan & Nobel” su Spreaker.

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Il Pendolo di Foucault, tra scienza, letteratura e legalità

Nell’ambito della settimana scientifica dedicata al Pendolo di Foucault organizzata dai Licei Poliziani, presso l’aula magna dei licei si è svolto l’incontro con Serena Uccello giornalista de Il Sole 24 Ore…

Giornalista Serena Uccello

Giornalista Serena Uccello

Nell’ambito della settimana scientifica dedicata al Pendolo di Foucault organizzata dai Licei Poliziani, presso l’aula magna dei licei si è svolto l’incontro con Serena Uccello giornalista de Il Sole 24 Ore e autrice il del libro ‘Generazione Rosarno’.

‘Generazione Rosarno’ racconta le storie degli studenti del liceo Piria di Rosarno, un liceo in cui crescono e studiano i figli delle vittime dei clan mafiosi e quelli degli assassini. Serena Uccello, con questo libro, cerca di raccontare le storie di chi ha trovato la forza e il coraggio di compiere delle scelte diverse da quelle dei genitori e spiega come una donna, una preside, ha trasformato la scuola in un laboratorio di rinascita.

L’autrice è stata accolta dagli studenti dei licei poliziani con grande entusiasmo e fin dall’inizio dell’incontro i ragazzi sono stati rapiti e coinvolti dalle storie dei loro coetanei, nati e vissuti in una realtà distante e diversa, dove le priorità, le difficoltà quotidiane e lo stile di vita sono totalmente diverse. Gli studenti hanno potuto ascoltare le testimonianze di figli di genitori reclusi al 41 bis, ma anche di figli di genitori collaboratori di giustizia o di genitori uccisi dalla mafia.

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Il viaggio della giornalista è fitto di storie, volti e sogni di ragazzi a cui la vita ha tolto tanto, ma che allo stesso tempo sta regalando riscatto e dignità. Difficile fermare la commozione davanti ad alcune lettere scritte dagli studenti di Rosarno, la stessa commozione che si è potuto ritrovare nella voce delle studentesse poliziane che hanno letto alcuni brani del libro.

La Valdichiana ha incontrato l’autrice a margine
dell’incontro e Serena Uccello ci ha spiegato perchè ha deciso di raccontare le storie che si intrecciano nella scuola di Rosarno.

“Il perché ho deciso di raccontare la storia degli studenti di Rosarno è inconsapevole ma diventa consapevole alla fine di un percorso lungo e allo stesso tempo emozionante. Potrei dire di essere partita dalle parole del premio nobel Herta Muller che parla dell’emancipazione e dell’educazione, e da qui ho cercato di raccontare l’educazione di questi ragazzi nati e cresciuti in famiglie che spesso hanno trasmesso un’educazione al male, ma allo stesso tempo possono avere la possibilità di un riscatto. Io credo molto nella capacità di riscattarsi e nell’impegno, nello studio e nella cultura e quando ho trovato una scuola con questa istruzione mi è sembrato doveroso raccontarlo. Chiunque può nascere in una realtà degradata, ma nessuno può essere segnato al male, ognuno può scegliere il proprio destino. Non sempre lo svantaggio iniziale è determinante, spesso può diventare una forza. Da qui è nata la voglia di raccontare questa cosa, io lo vedo come un regalo che volevo fare a questi ragazzi”.

Nel momento di raccolta delle informazioni hai trovato apertura da parte dei ragazzi?

“Quando arrivi in un luogo dove non ti conoscono e sei distante fisicamente, è chiaro che c’è sempre un po’ di diffidenza. Noi giornalisti, da un lato, abbiamo le porte aperte, ma dall’altro siamo sempre guardati con un po’ di diffidenza. Lo stereotipo del giornalista è quello che spesso stravolge le cose e quindi questo può rappresentare un ostacolo, ma una volta capita la situazione questo ostacolo passa velocemente. Con i ragazzi è stato semplice entrare in confidenza, dopo il muro iniziale, c’è stato entusiasmo e voglia di raccontare”.

12961596_900671850058541_2581465127914705566_nCi sono stati problemi nella stesura del testo?

“Durante la stesura del testo ho avuto mille pensieri perché il mio obiettivo era quello di essere più fedele possibile a quanto raccontatomi, cosa che va sempre fatta quando si fa questo mestiere. In questo caso però a maggior ragione perché si ‘maneggia’ la vita degli adolescenti e quindi c’è la necessità di avere una maggiore cautela, mi sentivo responsabile perché raccontare di ragazzi che hanno davanti tutta la vita può essere determinante in un modo o in un altro e quindi ho sempre scritto con grande accortezza. Poi, quando sono tornata a Rosarno per presentare il libro, ho visto che il mio sforzo era andato a segno. I ragazzi erano entusiasti per come avevo raccontato fedelmente le cose e io ne sono stata felicissima”.

Dirigente scolastica Liceo di Rosarno, Mariella Russo

Dirigente scolastica Liceo di Rosarno, Mariella Russo

Ad aumentare l’entusiasmo degli studenti è stata poi la dirigente scolastica del Liceo di Rosarno, intervenuta in collegamento via Skype per salutare gli studenti toscani e invitarli a Rosarno. Le parole della dirigente sono state accolte con un grande applauso ed emozione, la stessa emozione che ha caratterizzato tutta l’incontro,  organizzato in collaborazione con la Fondazione Balestrieri di Cetona.

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Omaggio a Sir Terry Pratchett

Oggi voglio omaggiare uno scrittore che ho sempre pensato meritasse di essere letto. Ancor di più, che fosse indispensabile per crearsi una buona dose di immaginazione, dote spesso presente nelle menti…

Oggi voglio omaggiare uno scrittore che ho sempre pensato meritasse di essere letto. Ancor di più, che fosse indispensabile per crearsi una buona dose di immaginazione, dote spesso presente nelle menti umane, ma facile a dimenticarsi di possedere.

Qualcuno quasi per caso mi parlò di Terry Pratchett nel lontano 2006. È divertente, ha un genere tutto suo, il fantasy comico, così mi dissero. Allora io lessi il primo libro che mi capitò tra le mani, La luce fantastica, e lo lessi a bocca aperta, sapendo già dalle prime righe che quell’autore sarebbe diventato una delle mie guide letterarie. Si capiva subito infatti che si trattava di un personaggio fuori dal comune, con i suoi dialoghi brillanti e l’ironia, dovuta alla tendenza a ignorare qualsiasi razionalità nelle azioni dei suoi personaggi. Si capiva che possedeva quella rarissima capacità di riuscire ad affrontare qualsiasi tipo di “oscurità” con la forza della risata, unita alla ancor più rara forza di camminare su un prato di parole e far crescere i fiori su di esse.

Da quando ero piccola, nella mia scarsa conoscenza del mondo, ho sempre pensato che la creatività e l’immaginazione potessero essere le uniche doti capaci di salvare quelle menti che pensano solo a occupare la giornata, in un dato posto, in un dato momento, senza davvero sforzarsi di colorare questo mondo. Che, in realtà, se ci pensate, sarebbe davvero bello, con tutti i colori che ci sono in giro. Ho sempre immaginato, quindi, che al vedere un albero e un cane che si dedicava a svuotare la vescica sulle sue radici, sarebbe stato meglio inventarmi una qualche tipo di storia secondo cui il cane in questione si vendicava dell’albero che aveva usato un ramo per fargli lo sgambetto. Cose così, per fare un esempio. Era più divertente osservare il mondo in questo modo. Ma quando i miei occhi di bambina hanno iniziato a crescere, e a soffrire, è arrivato il tempo del compromesso con i fatti della vita. Spesso negli alberi non riuscivo a vedere altro che un albero. Sir Terry mi ha regalato forse la cosa più bella che avrei mai potuto chiedere a qualcuno. Quando mi succedeva di dimenticarmi della bellezza dell’immaginazione prendevo un suo libro e passavo quel tempo che serviva a ricordarmelo. Ogni cosa, mi insegnavano quelle pagine, può prendere una piega che non ti aspetti, un punto di vista che non ti immagini, e il più delle volte, senza che tu te ne accorga, ti salva l’ironia.

Quello che mi è sempre piaciuto del suo modo di scrivere, nonché dell’uomo che trapelava dalle conferenze e dalle interviste, era il fatto di non risultare mai banale. Era incapace di mettere insieme delle parole che non ti facessero perlomeno sorridere, se non riflettere. I suoi personaggi non erano mai statici, e forse nessuno come lui è riuscito a caratterizzare e a rendere amabili delle creazioni letterarie esaltando la loro sciattezza. In primis, un uomo come Scuotivento, l’incapacità fatta mago, a cui piace la lattuga e che riesce a «risolvere un problema da niente trasformandolo in un disastro di proporzioni epiche…».

Uno dei libri dal quale ho tratto maggiore ispirazione è Good Omens (Buona apocalisse a tutti!), dove Sir Terry, creatore di mondi a tempo pieno e amante dei suoi cappelli fedora, incontra Neil Gaiman, scrittore dalle trame perfette e collezionista di magliette nere. È davvero difficile spiegare quel tipo di forza creativa che mi ha trasmesso quel libro, ma quel che ho capito è che la mia scrittura si è espansa. Ho capito, grazie a loro, che non c’è limite alle azioni e ai pensieri che può avere un personaggio, e che la fantasia umana rappresenta il punto di distacco da una vita sciatta e senza magia.

Giovedì ho avuto la sensazione che il mondo fosse diventato un po’ più scuro, quando il cielo è grigio e tutto assume un tono opaco. Ma se c’è una cosa che Terry Pratchett ha fatto, è stato fornire alla Morte un corpo scheletrico, un cappuccio, due puntini blu scintillante per occhi, e un gran senso dell’ironia. Che ama il curry e i gatti e possiede la capacità di parlare solo in maiuscolo. E così, concedetemi un piccolo omaggio nostalgico ai suoi ultimi istanti, me lo sono immaginato, alzatosi dal suo letto, col suo gatto e i familiari accanto, che se la rideva con la Morte, alla fine della sua lotta con l’Alzheimer. Rhianna Pratchett, sua figlia, ha lasciato un commento a mio parere calzante e bellissimo, nel quale Morte sussurra: «AT LEAST, SIR TERRY, WE MUST WALK TOGETHER».

D’altronde Sir Terry stesso l’aveva detto:

«Non posso essere spaventato dalla Morte, l’ho resa così famosa che rimane in debito con me».

Terry Pratchett

Immagine di LittleDogStar

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I Licei Poliziani all’Accademia della Crusca

Si è svolto mercoledì 26 Novembre, nella sede dell’Accademia della Crusca a Firenze, un incontro sul tema “La riflessione sulla lingua nello Zibaldone” di Leopardi. Al seminario, che si è…

Si è svolto mercoledì 26 Novembre, nella sede dell’Accademia della Crusca a Firenze, un incontro sul tema “La riflessione sulla lingua nello Zibaldone” di Leopardi.

Al seminario, che si è svolto nella splendida cornice della villa medicea di Castello, hanno partecipato gli alunni delle classi terze A B D del Liceo Scientifico di Montepulciano, accompagnati dal Dirigente Scolastico prof. Marco Mosconi e dai rispettivi docenti di italiano, prof. Cirillo, prof. Giannetti, prof. Morgantini, nell’ambito del progetto “La comunicazione linguistica nella riflessione leopardiana”.

Efficaci e interessanti  per i giovani allievi gli interventi della prof.ssa Benucci e della prof.ssa Iannizzotto che hanno presentato alcune opere del poeta recanatese, sottolineando il suo notevole contributo alla lingua italiana, come rilevato dall’edizione ottocentesca del prestigioso vocabolario edito dall’Accademia.

Ad animare gli interventi specialistici è intervenuto l’attore Amerigo Fontani che ha letto la celebre lirica L’Infinito e altri passi della prosa leopardiana. A coronamento della significativa lezione c’è stata la visita guidata nella Sala delle Pale dove gli studenti hanno apprezzato le iniziative artistiche e letterarie della tradizione dell’Accademia. A questo incontro farà poi seguito un’attività di laboratorio, prevista per il 17 Dicembre nella sede dei Licei Poliziani.

Questa esperienza, senza dubbio formativa per gli studenti, dimostra che è essenziale per il nostro Istituto ricercare in modo creativo nuove alleanze, orientando le strategie didattiche verso la condivisione; una scelta che interagisce nel territorio, nei circuiti della comunicazione scientifica e nel sistema delle istituzioni della memoria e della cultura.

Comunicato dei Licei Poliziani del 29 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Forma sinarum: conferenza sulla cultura cinese a Montepulciano

Un profondo legame stringe la cultura italiana a quella cinese. E la letteratura del nostro paese lo dimostra in maniera chiara visto che in modo sotterraneo ma incisivo, un preciso…

Un profondo legame stringe la cultura italiana a quella cinese. E la letteratura del nostro paese lo dimostra in maniera chiara visto che in modo sotterraneo ma incisivo, un preciso immaginario intorno alla Cina si è imposto nell’opera di numerosi autori italiani, da Marco Polo fino a Ermanno Rea passando per l’opera di Boccaccio, Ariosto, Metastasio, Leopardi, Calvino, Malerba e decine di altri, fino alla nutrita produzione di scritti di viaggio che hanno raccontato Cina e cinesi attraverso modalità diverse e uniformi insieme.

È la finalità della conferenza-seminario Forma sinarum che Danilo Soscia, dottore di ricerca di italianistica all’Università di Trieste e giornalista, terrà sabato 25 ottobre, alle 17.00, presso la Sala Master del Palazzo del Capitano, a Montepulciano.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca – Archivio “Piero Calamandrei”, istituzione del Comune di Montepulciano, e dall’Istituto Confucio di Pisa; si inquadra nell’ambito dei rapporti culturali e scientifici che, nel 2013, hanno consentito alla Biblioteca di siglare un accordo con l’Hanban, ente del Ministero dell’Istruzione cinese per la creazione di un Chinese corner (angolo cinese) allo scopo di far conoscere il patrimonio linguistico e culturale del paese asiatico e di sensibilizzare il territorio su queste tematiche.

Il Chinese corner di Montepulciano ha ricevuto, primo in Italia ed unico in Toscana, una donazione di trecento libri.

La ricerca di Soscia delinea un excursus intorno ai personaggi, motivi, figure in qualche misura riconducibili alle diverse rappresentazioni dell’Estremo Oriente nella letteratura italiana, all’interno di un arco temporale che muove dal Quattordicesimo secolo fino al Ventesimo.

L’intervento si articolerà in dieci concise tappe con passaggi tratti dagli autori che hanno trattato la materia “cinese”.

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La Cultura si fa al bar a Cortona: tre incontri nei bar di Camucia

Tre autori, tre libri tra cultura giovanile e musica L’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Camucia, il Centro Giovanile Zak, Confcommercio e Confesercenti, ha dato via ad…

Tre autori, tre libri tra cultura giovanile e musica

L’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Camucia, il Centro Giovanile Zak, Confcommercio e Confesercenti, ha dato via ad una originale iniziativa che mira a rafforzare il valore della vita sociale dei bar del territorio puntando sui libri e sulla lettura.

Cocktail Book libri al bar 2014, questo il titolo di un “piccolo grande” progetto che partirà sabato 25 ottobre e che vedrà coinvolti tre bar di Camucia che ospiteranno autori e scrittori che si occupano di musica e cultura giovanile.

E’ importante uscire dagli schemi – dichiara l’Assessore alla Cultura ed alle Attività Produttive del Comune di Cortona Albano Ricci –, ricercare nuovi modi di coinvolgere i giovani, creare nuovi contenitori e nuovi spazi per la cultura e la socialità. Per questo penso che questo progetto sia veramente importante. Sappiamo tutti l’importanza che i bar rivestono nella vita di tutti noi, quanto li frequentiamo e le potenzialità che hanno, per questo credo che questi primi appuntamenti con Cocktail Book saranno i primi di un progetto più ampio.

Il programma prenderà il via sabato 25 ottobre alle ore 18 presso il Cafè Cristallo a Camucia (via Lauretana 59) con un ospite veramente speciale, uno dei più importanti giornalisti musicali d’Italia, esperto di rock e grande divulgatore: Riccardo Bertoncelli che parlerà del suo libro “Storia Leggendaria della Musica Rock”.

Venerdì 14 novembre, presso il Bar Martini (Via Gramsci 79 a Camucia) sempre alle ore 18, Maurizio Blatto altra grande firma del giornalismo musicale che presenta il libro “My Tunes. Come salvare il mondo, una canzone alla volta”.

Venerdì 12 dicembre ore 18, presso il Bar Angolo Menchetti (via Lauretana, 10 a Camucia) incontro con Michele Rossi che presenta il libro “Quello che deve accadere, accade. Storia di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni”.

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