La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Pensieri e Parole

Nessuno, atto 3: arredamento e scenografia

Continua la preparazione di “Nessuno”, questa volta lavorando non in maniera immanente, ma trascendente. Non parlerò di come cresce il mio bambino, o se ho la pancia a punta o…

Continua la preparazione di “Nessuno”, questa volta lavorando non in maniera immanente, ma trascendente. Non parlerò di come cresce il mio bambino, o se ho la pancia a punta o i fianchi larghi, ma di come mi sto preparando per accoglierlo, per farlo sentire mio e per caratterizzarlo. In questo periodo i lavori stanno procedendo sull’arredamento della cameretta: non sarà rosa o blu, perché non voglio sapere il sesso, mi preoccupo solo che ci sia un letto e tutto ciò che possa rendere l’ambiente un posto sicuro.

In termini di spettacolo, l’arredamento è composto da tanti fattori, infatti in questo mese ho comprato e montato la “culla”, ovvero, per intenderci, sono iniziate le prove con gli attori, concentrandosi sui lavori di biomeccanica, training autogeno e linguaggio del corpo. In più, come ogni camera che si rispetti, ho comprato tutte quelle cose che apparentemente sembrano inutili, ma che poi trovano la loro funzionalità nell’essere ciò che sono. La ditta di arredamento (coloro che mi aiutano a montare le mensole e l’armadio) è composta dagli scenografi Federica, Nico, Daniele, Selene e Gaia (due dei quali conosciuti alla Casa della Cultura di Torrita di Siena): personaggi fuori dalle righe, da ogni schema, che non possono essere guidati o diretti, che sono indefiniti e indefinibili.

Gli scenografi daranno un’ambientazione al bambino che sta per nascere, un posto nel quale avrà il diritto di essere se stesso, o di sentirsi ciò che vuole. La cameretta sarà la stessa, ma le case saranno due: i palchi in cui verrà messo in scena lo spettacolo saranno quelli del Teatro dei Concordi e del Teatro Poliziano.

Quando il bambino nascerà, dovrà pure indossare qualcosa: per poter far questo, insieme a Pauline (che definirei la zia di questo bambino) siamo andate alla sartoria del Teatro Poliziano. Tra vestiti troppo stravaganti, tulle, corpetti e cappotti anni ’20, abbiamo messo da parte ciò che ci interessava di più, per vestire gli attori dello spettacolo.

Adesso vi saluto che devo ancora capire come funziona lo scaldalatte. Del resto, per ora, gioco solo a travestirmi da “mamma regista”, non lo sono realmente.

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Nessuno, atto 2: sviluppo e immaginazione

Sono ormai arrivata al secondo mese di “gravidanza”, un mese particolare per una aspirante regista, così come per una mamma. In questo momento tutto deve conciliare, ogni margine deve essere…

Sono ormai arrivata al secondo mese di “gravidanza”, un mese particolare per una aspirante regista, così come per una mamma. In questo momento tutto deve conciliare, ogni margine deve essere definito e oltre a quello non si può andare. Il mio bambino delle forme comincia ad averle, sono sicura che da questa ecografia riuscirete a vederlo e non vi sembrerà semplicemente un feto, ma uno spettacolo, qualcosa che nasce.

In questo mese la nostra compagnia si è arricchita dell’ultimo personaggio, si sono strette collaborazioni con gli scenografi Nico e Federica, si è creata la collettività sperata, e anche la storia è stata quasi ultimata. In pratica è come se questo bambino cominciasse già a sviluppare le mani che saranno fondamentali nella sua vita, per toccare le cose; in fondo è come se le mani conoscessero la verità prima di noi. Per non parlare di come respira: non potrei dire che respira a pieni polmoni, ma sta già cominciando a capire come sia quella sensazione. Gli organi principali quali lo stomaco, l’intestino, il pancreas hanno cominciato a dare già i primi segni di riconoscimento, ci vorrà del tempo prima che possano cooperare tutti assieme per la vita di quell’essere che ha bisogno di loro per esistere.

E gli organi di questo “bambino” per me sono i personaggi: Mila, carismatica, matura, cresciuta troppo in fretta e determinata. Hana, capace di mostrare una fittizia vivacità, apparentemente spensierata, empatica e un po’ ingenua. Peter, un giovane soldato ambizioso, figlio di una vita un po’ crudele nei suoi confronti, con un guscio troppo duro nel quale a volte non riesce più a entrare e dal quale è ancora più difficile uscire. Tomi, insicuro, sensibile, riflessivo, emotivo e troppo fragile per avere accanto a sé un amico come Peter, ma più coraggioso di quanto possa sembrare. Interpretati rispettivamente da Benedetta Margheriti, Emma Bali, Giovanni Pomi e Riccardo Laiali, attori di provenienze diverse, compagnie diverse e strade diverse, ed è questa diversità ciò che farà sicuramente trovare fra loro un nucleo che possa esprimere al meglio il messaggio di questa storia.

Ma la parte più bella sta iniziando, quella in cui ogni mamma inizia a immaginarsi il suo piccolo: come sarà, di che colore avrà gli occhi, saranno grandi, piccoli, a mandorla o rotondi? E cosa sarà bravo a fare? Giocare a calcio, a tennis, diventerà una ballerina, sarà alta, bassa? Insomma ogni mamma in questa fase inizia a crearsi delle aspettative che poi – stando a quanto dicono tutte – vengono sempre disattese, naturalmente in meglio. Perché finché non ci sei, finché non sarà quel giorno, non ci si può minimamente immaginare la sensazione che si ha quando si vede per la prima volta quello che è stato dentro di noi per così tanto tempo.

Questo spettacolo me lo immagino altalenante, un climax di emozioni pervaderà il mio corpo prima di quello degli attori e del pubblico. So che avrò la pelle d’oca lungo la schiena, so che in qualche parte mi commuoverò, ma non posso sapere altro, perché anche io, come voi, quello spettacolo lo vedrò la sera stessa. E allora nei mesi successivi potrò dire com’è stato, ammesso che la troppa emozione non offuschi i ricordi.

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Nessuno, atto 1: il concepimento

“Il concepimento” è un titolo strano, effettivamente molto strano. No, se ve lo state chiedendo, non sto per diventare madre, o almeno non sto per avere un bambino. In realtà…

“Il concepimento” è un titolo strano, effettivamente molto strano. No, se ve lo state chiedendo, non sto per diventare madre, o almeno non sto per avere un bambino. In realtà amo le metafore. La maggior parte delle volte, nel corso della vita, ci spieghiamo tramite questa figura retorica, per renderle più divertenti e meno statiche, noiose, o scontate. Il concepimento è l’inizio di una vita, creare qualcuno o qualcosa. Il verbo concepire ha una polivalenza nella lingua italiana, si può difatti concepire un’idea, un concetto oppure un essere vivente. Quando si concepisce si crea qualcosa, si mette a frutto ciò che prima era soltanto in potenza d’essere o  di diventare. Di cosa potrei parlare allora, che cosa potrei concepire?

Teatro. Questa è la mia parola preferita nella lingua italiana. La scorsa stagione del Teatro dei Corcordi si è conclusa con il successo de “Il magico mondo di Oz 2017” andato in scena il 15 Giugno al termine di un anno di lavoro con le trenta bambine del laboratorio “Teatro Danza” dell’associazione “Il Fierale” di Acquaviva. Poche settimane fa è iniziata la preparazione ad un’altra grande avventura, un altro viaggio alla scoperta di  tante nuove persone (ma anche di tante nuove parti di me). Dopo tutti gli errori commessi, tutte le nuove nozioni acquisite, i punti su cui fare forza, si riparte con un nuovo spettacolo, ovvero un bambino da mettere al mondo. Che aspetto avrà questo bambino? Rispetto agli altri sembrerà nato da un’altra madre o almeno me lo auguro, forse sto esagerando, diciamo da una madre migliore di quella del passato, più consapevole di ciò a cui va incontro.

Il nuovo debutto, previsto per il mese di Giugno 2018, parlerà di guerra. Avrà come sfondo la guerra dei Balcani, Prijedor e Sarajevo, ma in realtà parlerà di tutte le guerre, poiché tutte si accomunano, hanno le stesse cause e le stesse conseguenze. Un climax ascendente di emozioni sempre più complesse verrà messo in scena, ma soprattutto una conseguenza straziante della guerra: la spersonalizzazione. Perdere l’identità ed essere costretti all’uguaglianza, aiuta la distruzione di massa, la cancellazione delle proprie peculiarità, delle caratteristiche che ci rendono diversi gli uni dagli altri, che ci contraddistinguono nella società.

Per documentare la nascita del nuovo spettacolo (documentare aiuta a veder crescere le cose) mi sono armata di una piccola telecamera e durante le prime settimane di lavoro ho già incontrato i responsabili dell’Istituto di musica di Montepulciano per comporre la musica e le colonne sonore, oltre a due giovani ragazze che interpreteranno i ruoli delle attrici protagoniste (Emma Bali e Benedetta Margheriti). È bello amare le cose, perché in questo modo si fanno amare anche agli altri; posti di fronte a questo progetto nessuno poteva dire di no. Il gruppo sta prendendo vita, ma ancora non siamo del tutto al completo, e presto crescerà.

Sto scrivendo la storia, concentrandomi sui desideri e le speranze di ragazzi che hanno vissuto la guerra. Sto scrivendo le emozioni, ciò che sui libri di storia a volte non trova spazio. Questi sono argomenti e spunti di riflessione a cui noi nella nostra quotidianità non badiamo; il teatro, del resto, serve anche a far pensare.

Perché ho deciso di raccontare attraverso questi articoli la nascita dello spettacolo? Immaginatevi che sia un’ecografia che posso rivedere tra un anno, e magari piangere come le mamme ricordando i primi momenti. Concepire qualcosa non è una passeggiata, ma quanto è bello provare tutte queste emozioni!

La prossima volta che leggerete queste pagine, questo bambino avrà un mese in più e magari assomiglierà a quello che potrebbe diventare. Come si chiamerà? Nessuno.

Riparto da qui.

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Apprendista Cantierista: diario di bordo

Questo è un diario che parla del Cantiere dal punto di vista di Marta. All’interno del Cantiere Internazionale d’Arte la mia funzione non era stabile, ogni giorno avevo compiti diversi…

Questo è un diario che parla del Cantiere dal punto di vista di Marta. All’interno del Cantiere Internazionale d’Arte la mia funzione non era stabile, ogni giorno avevo compiti diversi in qualità di apprendista. Ho deciso di scrivere un diario per vivere appieno le esperienze che stavo facendo e le emozioni che stavo provando.
Scrivere aiuta a far comprendere meglio quello che stiamo vivendo, agli altri come a se stessi.
Questo è il mio racconto, di ciò che ho vissuto durante il nostro Cantiere.

Diario #1

Ore 21:05 – È tarda sera, l’atmosfera è tra le più suggestive. Una luce illumina il nostro spettacolare Duomo, un’altra luce molto più soffusa illumina Palazzo Ricci. Chiunque passi ha il naso rivolto verso l’alto. Prima che tutto inizi, il suono di un tamburo accompagna l’entrata degli spettatori. Un venticello estivo scompiglia le chiome del pubblico e i musicisti accordano gli ultimi strumenti. Il fiato si accorcia, le pupille si dilatano.

Il prossimo spettacolo sta per cominciare, e io, guardandomi intorno, non capisco bene dove mi trovo. Sono in mezzo alle amiche e alle colleghe con cui condivido lo stage al Cantiere; mi piace considerarci come una ciurma di apprendisti. Mentre eravamo persi nelle chiacchiere, un applauso ci ha stupiti. I musicisti stanno entrando, chi con in mano una tromba, chi con in mano un violino, ognuno prendendo posizione. Tra il pubblico cala il silenzio, ed è un silenzio assordante. Poi un clarinetto dà inizio a quella meravigliosa magia che è la musica.

Diario #2

Ore 15:47 – Inizia il mio secondo giorno da apprendista al Cantiere Internazionale d’Arte. Anche oggi l’atmosfera non appare per niente rilassata. In Piazza Grande sta provando un gruppo di danza, e anche io e le mie colleghe siamo abbastanza impegnate con il lavoro. Chi non frequenta il mondo dello spettacolo forse non può capire, ma tutti i minimi pezzi di questo puzzle devono combaciare perfettamente.

Forse si potrebbe pensare che il Cantiere sia dedicato esclusivamente a un pubblico straniero, ma ho scoperto che non è così. Sono proprio i poliziani a occupare le prime file della platea agli spettacoli, e tra i poliziani si possono trovare compositori, registi, musicisti… I poliziani più interessanti sono quelli che lavorano dietro le quinte degli spettacoli del Cantiere, e oggi vorrei parlare di loro. Partirei da Magdalena, la ragazza della biglietteria: semplice, accogliente e sempre con il sorriso; per poi passare a Lavinia: elegante, fine e rassicurante.

Se devo essere sincera, mi sono sempre chiesta il motivo per cui si chiamasse Cantiere. Forse adesso l’ho capito, ma non so se sia solo il mio pensiero. È un po’ come se a Montepulciano si costruisse l’arte: in ogni angolo del nostro paesino suona un violino, un pianoforte, con melodie uniche.

Credo che per lavorare in questo settore e coordinare un grande evento si debba essere una buona squadra, come una grande famiglia. Un ciurma in cui regna la complicità, in cui si ride, si scherza e ci si prende sul serio quanto basta. Ecco una ricetta per la buona riuscita di tutto questo (capito, Marta? Ricordatelo per il futuro!). Mi auguro di incontrare tante famiglie e capire a quale appartenere, chissà che a questo Cantiere non trovi la colonna sonora della mia vita!

Ore 21:00 – Il teatro inizia a riempirsi, e io non potevo che essere presente. Anche se ho già finito il mio turno, amo troppo il teatro per mancare a un evento come questo. In mezzo al pubblico che assiste a “ Le sette ultime parole di Cristo ”, scrivo quel che mi passa per la testa, e quello che l’arte mi trasmette.

Violini e violoncelli incoronano un volto scuro di pelle, un volto meraviglioso. La musica accompagna tutti i problemi di questo mondo, e il volto malinconico nello schermo guarda il pubblico, il responsabile di questo misero mondo. La madre di Cristo è stata sostituita da una donna moderna con indosso degli occhiali, sul led di fianco a lui un uomo con un tablet in mano rappresenta il mondo odierno. Si parla di tutto, di grandi temi come la speranza, e dell’importanza di recuperare il tempo nell’epoca di internet.

Diario #3

Ore 15:20 – Una sala verde ben illuminata, un pianoforte e un violoncello, file e file di sedie. Sono seduta nell’ultima fila, da sola con il musicista. Lui non sembra dire nulla, o quasi. A parte la tipica frase: c’è dell’acqua? Mi accoglie con una sviolinata. In termini di musica, chiaramente.
Tutto nella sala di Palazzo Ricci è così armonico e naturale. Ci siamo soltanto io e il musicista in mezzo a questa sala.

Li ho osservati in questi giorni, i musicisti. Personaggi bizzarri, un po’ narcisi, decisi e sicuri di sé. Credo che in parte il loro carattere sia giustificato dalla capacità di produrre qualcosa di così meraviglioso, qualcosa che per la maggior parte dipende da loro. La musica non è naturale, anche se si genera dal tutto: è un meccanismo complesso, inspiegabile.

Il musicista inizia a suonare. Le mani magre e rovinate dalla corda incantano. Quanto più la musica aumenta, quanto più io scrivo veloce, velocissimo, troppo veloce. Mi rivolge uno sguardo severo. Ma tanto da questa stanza la musica arriva ovunque, no?


Il diario di Marta continua nell’ebook gratuito “Apprendista Cantierista” disponibile per tutti i nostri lettori affezionati!

Potete scaricarlo all’interno della piattaforma Patreon, nella sezione dedicata al magazine: la pubblicazione è gratuita ed è ottimizzata per l’esperienza da smarpthone e tablet.

Se avete difficoltà a scaricarlo o avete bisogno di formati alternativi al Pdf, contattateci alla mail: redazione@lavaldichiana.it


(Photo credits © Irene Trancossi)

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Il borgo dei delitti: cronache di un’indagine

Un furto, un omicidio e sette squadre di investigatori in un borgo ammantato di mistero, nell’atmosfera noir dell’Italia degli anni ’30. Questa è l’ambientazione in cui si è svolto “Il…

Un furto, un omicidio e sette squadre di investigatori in un borgo ammantato di mistero, nell’atmosfera noir dell’Italia degli anni ’30. Questa è l’ambientazione in cui si è svolto “Il Borgo dei Delitti”, il gioco di ruolo dal vivo organizzato dall’associazione Rizes nell’ambito della manifestazione “Il Borgo dei Libri” a Torrita di Siena, sabato 13 maggio. Complice una temperatura primaverile e un centro storico piccolo e accogliente, le squadre degli investigatori hanno passato una serata all’insegna del divertimento, partecipando a una narrazione coinvolgente e interattiva che ha suscitato gli applausi finali.

Che cos’era, nello specifico, il Borgo dei Delitti? Per chi ha giocato a Cluedo, è molto facile fa capire. Gli organizzatori hanno preparato una storia di crimine e mistero, in cui tutti i partecipanti (circa 35, suddivisi in sette squadre provenienti da tutta la provincia) dovevano svolgere un’indagine per scoprire il colpevole dell’omicidio e del furto di un libro prezioso. L’indagine si svolgeva lungo i vicoli del centro storico di Torrita di Siena, alla ricerca di indizi predisposti dagli organizzatori o interagendo con i gli altri personaggi, interpretati da bravissimi attori dell’associazione Rizes che si erano preparati a dovere, in un misto di fedeltà al copione e di improvvisazione teatrale. Vestiti nei costumi dell’epoca (l’indagine era ambientata nell’Italia degli anni ’30) e fedeli alle caratteristiche culturali e sociali del periodo, gli investigatori hanno interagito con il commissario, la vedova, il banchiere, il farmacista e tanti altri personaggi. Alla fine del gioco, la squadra che è riuscita a comprendere i dettagli della vicenda e a smascherare il colpevole dell’omicidio si è conquistata la vittoria.

Ho partecipato con entusiasmo al Borgo dei Delitti, in parte perché appassionato di giochi di ruolo, in parte perché fiducioso nelle capacità creative dell’associazione Rizes: aspettative che sono state ben ripagate, con una serata di gioco avvincente e ben orchestrato. La squadra degli “Allegri Birboni” in cui militavo assieme a Gessica e ad Elena non ha vinto, ma ci siamo comunque divertiti e abbiamo gironzolato per Torrita armati di lente di ingrandimento, taccuino e documenti sui sospettati. Attendiamo con ansia la prossima avventura!

Gli “Allegri Birboni” pronti all’indagine per le strade di Torrita di Siena!

Il Borgo dei Delitti si inserisce nella fortunata tradizione dei murder party, che negli ultimi decenni hanno registrato un crescente interesse; si tratta di un gioco di ruolo ispirato ai libri gialli, una storia di investigazione che mette in pratica una vicenda poliziesca. Nella versione con pochi partecipanti, ognuno interpreta un ruolo: uno dei giocatori è colpevole del reato, ma è ignoto agli altri giocatori e deve rimanere tale, mentre gli altri dovranno scoprirlo e denunciarlo. Una tipologia di gioco come questo ha bisogno di un copione ben strutturato, di un gruppo di persone che agiscono come organizzatori o arbitri dell’evento e di una grande capacità di mettersi in gioco e di interpretare un ruolo da parte di tutti i partecipanti, contribuendo a creare una narrativa condivisa e interattiva.

La presenza di attori, di copioni ben congegnati e di scenografie adatte allo scopo possono rendere il gioco ancora più avvincente; altre tipologie diventate famose sono le “cene con delitto” oppure i “weekend con delitto”, rispettivamente versioni più brevi o più lunghe del classico “murder party”. La sapiente miscela tra messa in scena teatrale, gioco di ruolo e giallo deduttivo rendono l’esperienza unica e accattivante, capace di creare una competizione positiva tra i giocatori o le squadre in gara.

Nello specifico, il Borgo dei Delitti si qualifica come un gioco di ruolo di investigazione, in cui i giocatori non erano obbligati a recitare ma potevano semplicemente indagare lungo le strade di Torrita di Siena, interagendo con attori bravissimi e uno staff che ha curato nei minimi dettagli l’ambientazione e la trama. Dopo una bella serata, non posso che auspicare l’arrivo di altri eventi di questo tipo in Valdichiana, costellata di tanti borghi che ben si presterebbero a giochi di ruolo e a “murder party” ben costruiti!

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L’Isola di Einstein: al Trasimeno la scienza è per tutti

Foto di Marco Giugliarelli L’abbiamo scoperta quasi per caso, l’Isola di Einstein, attraverso un contatto di Facebook che avrebbe tenuto uno spettacolo durante l’edizione di quest’anno. Nonostante quella del Trasimeno non…

Foto di Marco Giugliarelli

L’abbiamo scoperta quasi per caso, l’Isola di Einstein, attraverso un contatto di Facebook che avrebbe tenuto uno spettacolo durante l’edizione di quest’anno. Nonostante quella del Trasimeno non sia una zona di cui siamo soliti occuparci (essendo amministrativamente e geomorfologicamente separata dalla Valdichiana), è anche vero che i confini sono linee labili fatte apposta per essere scavalcate. Castiglione del Lago è un comune della cosiddetta Valdichiana umbra o romana, a poche decine di minuti di distanza dalla maggior parte dei comuni della Valdichiana toscana, meta di uscite domenicali e teatro di numerosi eventi culturali durante tutto l’anno.
Pur essendo stata diverse volte a Castiglione del Lago, non avevo mai avuto occasione di andare a visitare l’Isola Polvese, e questa è stata l’occasione perfetta per scoprire un angolo che definire magico sarebbe riduttivo. Si tratta della più grande delle tre isole che costellano il Lago Trasimeno, che dal 1995 è stata dichiarata parco scientifico. Una piccola oasi di pace, dove il prato lambisce le acque verdi del lago e il castello torreggia a pochi metri dai canneti. E’ proprio nei grandi prati dell’Isola che ogni anno si svolge il festival scientifico L’Isola di Einstein.

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Di cosa si tratta?
Gli organizzatori, la cooperativa Pisquadro e l’associazione Gurdulù, descrivono il loro festival come un evento unico in Europa:

“I protagonisti in scena sono esperimenti, fenomeni naturali e storie di scienza che divertono, incuriosiscono e appassionano. A presentarli sono abili artisti, divulgatori, scienziati e storytellers internazionali che sanno affascinare il pubblico e condividere la passione per la scoperta.”

Il festival dura tre giorni; l’ultima edizione ha ospitato 85 spettacoli tenuti da 50 ospiti provenienti da 8 Paesi. A dimostrazioe del suo essere pensato per un pubblico molto giovane, l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni, proprio per incentivare la partecipazione dei più piccoli.

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L’Isola di Einstein è giunta quest’anno alla sua quarta edizione. L’affluenza in costante crescita (addirittura quadruplicata nel corso degli anni) testimonia la qualità dell’iniziativa, unica nel suo genere. Si tratta di un festival di divulgazione scientifica: esperimenti, droni, matematica, giochi, storie… la passione per la scienza può passare attraverso diverse forme, e il numero di bambini incantati e sorridenti che scorazzavano per l’Isola, durante l’ultima edizione, era davvero rincuorante. Ogni angolo dell’Isola era stato adibito ad una funzione specifica: sotto un grande albero c’era una band che suonava utilizzando strumenti musicali ottenuti da materiali di riciclo (giocattoli, latte, ombrelli, megafoni e altri oggetti improbabili), più avanti un’area dove i visitatori potevano sfidarsi nella costruzione di torri di cassette di plastica, due alla volta contro la gravità. Sotto una grande rete i bambini potevano provare a pilotare un drone, e nello spiazzo principale potevano assistere a esperimenti scientifici, giochi matematici e racconti sulla storia della scienza. Con un po’ di imbarazzo, non nascondo di essermi emozionata molto per la presenza di un artista delle bolle di sapone. Ho un debole per le bolle di sapone, piccoli, bellissimi e coloratissimi equilibrismi tra fisica e chimica.

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Vi chiedete mai quali sono i segreti della natura che si nascondono dietro alle cose che usate? Vi capita mai di guardare il vostro smartphone e chiedervi qual’è la magia che si nasconde dietro il suo funzionamento, o dietro alla musica generata da una musicassetta? La scienza serve proprio a spiegare queste cose, a farcele capire e a permetterci di replicarle e migliorarle. Uso il termine magia perché è così che siamo soliti chiamare i fenomeni che non sappiamo spiegarci (che all’occorrenza diventano fenomeni paranormali, alieni, miracoli e altro), ma le scienze auree – matematica, fisica e chimica – sono in realtà in grado di spiegare quasi tutto… quasi, perché l’universo è ancora pieno di misteri enormi per noi, minuscoli esseri viventi che abitiamo questo minuscolo pianeta. Tanto per fare un esempio, nessuno ha ancora capito esattamente come fanno i gatti a fare le fusa, ma siamo fiduciosi: prima o poi troveremo la risposta.

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Quando ero al liceo, chiedevo al mio professore di matematica a cosa mi sarebbe servito quello che mi stava insegnando, nella vita di tutti i giorni. “Prof, mica devo risolvere le equazioni per fare la spesa!”. E invece sì.
Cosa?
Sì. Perché quello a cui serve davvero la matematica è imparare a ragionare. Logica. Più siamo bravi in matematica, più saremo gradi di compiere ragionamenti rapidi e complessi, e questa capacità non solo torna utilissima nella vita di tutti giorni, ma può essere determinante nella riuscita del nostro lavoro e dei nostri progetti. Provate a mettere, al posto di quei numeri incomprensibili, nomi di persone o qualsiasi altro tipo di dato. In un certo senso, la matematica spiana la strada a un futuro più facile. Idem per la fisica, la chimica… non è affatto sbagliato dire che più sappiamo più possiamo. Sembrano cose importanti da dare a un bambino, no?

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A fronte di tutto questo, dovrebbe essere quasi superfluo spiegare l’importanza dei festival scientifici per trasmettere ai nostri figli la bellezza della matematica e delle forze che muovono l’universo.
L’Isola di Einstein, come altri (pochi) festival in giro per il mondo, svolge l’importantissima funzione di mostrare ai bambini un pezzo di mondo – un pezzo fondamentale! – che visto dal banco di classe fa spesso paura. È importante che i nostri bambini vivano in un ambiente che stimoli la loro curiosità verso il mondo, che acuisca il loro pensiero e che ponga loro continuamente delle piccole sfide che, con un po’ di impegno, possono superare anche da soli, usando solo la propria testa.

È meraviglioso pensare che un gruppo di ragazzi sia riuscito a portare tutto questo qui, nel nostro territorio, e a trasformare quella che è già un’Isola bellissima in qualcosa di più grande. Non si tratta che di un (per adesso) piccolo festival a Castiglione del Lago, ma è di piccoli mattoncini che è fatta la strada per un futuro migliore per tutti.

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Per la ripresa in Italia e in Valdichiana

Riceviamo e pubblichiamo l’analisi di Giorgio Visintini sull’attuale fase economica dell’Italia e della Valdichiana, con la speranza che le sue riflessioni siano uno stimolo per una discussione e un confronto…

Riceviamo e pubblichiamo l’analisi di Giorgio Visintini sull’attuale fase economica dell’Italia e della Valdichiana, con la speranza che le sue riflessioni siano uno stimolo per una discussione e un confronto costruttivo tra le diverse opinioni.

La via italiana alla ripresa economica

Dopo gli anni della crisi, 2009-2011, che ha colpito tutta l’Europa, dal 2012 la maggior parte dei Paesi europei ha imboccato la via di una ripresa sia pure lenta. Mentre l’Italia restava ferma e, solo quest’anno, pare avviarsi a  una debole ripresa (siamo il Paese dello 0, lo dice il Censis). Ciò nonostante le riforme rivolte a promuovere lo sviluppo dell’occupazione e dell’economia.

Sindacati, Confindustria, la stampa di informazione, le opposizioni di destra e di sinistra e finanche alcuni gruppi interni alla maggioranza, insomma quasi tutti i cosiddetti ‘opinion makers’, danno paradossalmente la colpa dello 0, al governo Renzi. Dopo vent’anni di governi incapaci di affrontare i problemi del Paese, questo è il primo governo che ha dato una scossa all’Italia.

Perché allora la ripresa economica e le prospettive di sviluppo del Paese restano ancora deboli? Nessun economista ha ancora approfondito questo tema provando a dare una risposta credibile. Si parla del debito pubblico accumulato in 40 anni, di burocrazia, di eccessivo peso delle tasse, ecc. Ma nessuna indicazione concreta.

Cerchiamo di farlo con qualche riflessione sulla via da intraprendere.

Il patrimonio delle famiglie italiane è stimato complessivamente in 6,000 miliardi di euro (più di 4 volte il prodotto interno lordo e 2,5 volte il debito pubblico dell’Italia). Circa 10% delle famiglie italiane detengono 40% di questa ricchezza, mentre il 25% delle famiglie stentano ad arrivare alla fine del mese e quindi ne posseggono una quota marginale. Ciò significa che 65% delle famiglie, ossia 15 milioni di famiglie, detengono circa  il 50% della ricchezza, 3.000 miliardi di euro, pari a un’ammontare medio di 200.000 euro per famiglia. L’Italia è il Paese europeo con il più alto tasso di risparmio privato, depositato nelle banche in contanti o in titoli conservativi ( BOT o obbligazioni). Del resto l’Italia , pur con un debito pubblico molto alto, è il solo Paese in cui le famiglie detengono oltre 60% dei titoli a garanzia del debito pubblico.

La via di una ripresa decisa va ricercata dunque nel far muovere una parte di questa enorme ricchezza a sostegno di attività produttive, in investimenti per creare nuove attività. Non è sostenibile che una famiglia di cinquantenni con un figlio, magari laureato e disoccupato, ma con un risparmio di 100.000 o 200.000 euro, non spinga il figlio a intraprendere una nuova attività, da solo o in società con altri giovani, investendo una piccola quota dei loro risparmi.

È passato il tempo in cui aspettare che si liberi un posto fisso, meglio se pubblico e nel comune di residenza, e, nel frattempo, restare a carico della famiglia.

Se 2 milioni di famiglie seguissero l’esempio sopra citato, investendo 40 miliardi di euro, in nuove attività o ampliamento di attività esistenti, l’economia del Paese, nel giro di due anni riceverebbe una forte spinta, creando due milioni di posti di lavoro.

E la Valdichiana senese?

Nei 9 comuni risiedono circa 11.000 famiglie, per un totale di 29.000 abitanti. Il livello dei redditi e dei consumi pro-capite nei nostri comuni è di livello medio-alto rispetto alla media dei comuni italiani (sulla base della scala a 6 punti delle statistiche comunali su redditi e consumi). Anche la condizione patrimoniale è superiore alla media, considerando il numero delle abitazioni di proprietà (più di una per famiglia) e il livello dei depositi bancari e postali. Dunque la quota delle famiglie povere è certamente inferiore al 20% e probabilmente è inferiore anche la quota delle famiglie molto ricche (5% a livello nazionale). Pertanto circa 9.000 famiglie rientrano in quella fascia di patrimonio medio intorno ai 200.000 euro. Se 2.000 di queste famiglie investissero 20.000 euro in nuove attività, si otterrebbe un investimento di 40 milioni di euro e la creazione di almeno 2.000 posti di lavoro, con una drastica riduzione, se non un azzeramento del livello di disoccupazione giovanile.

Il ruolo delle istituzioni

Le istituzioni, a tutti i livelli, dal governo alle regioni, fino ai comuni dovrebbero istituire delle sedi dove offrire consulenza ai candidati imprenditori, riguardo a:

  • Le attività più promettenti in termini di mercato potenziale, dall’agricoltura di nicchia al turismo, dai servizi ai privati, alle aziende, agli enti pubblici, sempre più propensi all’outsourcing.
  • La struttura d’impresa da adottare, le procedure da seguire
  • La logistica, favorendo la costituzione di imprese/professionisti/artigiani consorziati con una sede e una segreteria in comune

In alcuni Paesi europei (Francia, Germania) si sono costituiti gruppi di consulenti in pensione e di imprenditori che hanno ceduto la guida della loro impresa, che svolgono attività di volontariato per affiancare le start-up di giovani che hanno bisogno di qualche assistenza, almeno nel primo periodo.

Queste forme di impresa saranno sempre più diffuse nei prossimi decenni. A questo fenomeno un governo giovane e innovatore, come l’attuale, deve prestare attenzione. Di queste nuove forme di lavoro in cui il lavoratore si fa imprenditore dovrebbero occuparsi i sindacati, che dispongono di sedi e risorse importanti.

In Italia le condizioni sono ottimali, per la nostra creatività e la disponibilità di risorse finanziarie, ora immobilizzate. Paradossalmente, invece, siamo in grave ritardo rispetto ad altri Paesi. Restiamo il Paese dello 0, sempre in attesa che arrivi un governo con la bacchetta magica, pronti a dar credito ai populisti che man mano si presentano sulla scena.

Io mi auguro che il governo Renzi, ricco di giovani talenti, apra un tavolo con le regioni ed i rappresentanti dei comuni, per intraprendere questa via italiana allo sviluppo economico e culturale del Paese.

(Articolo a cura di Giorgio Visintini, Sarteano: g.visintini@yahoo.it)

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Galeotta fu la Valdichiana – Storia d’amore di Ansgar e Anka Beer

19 Giugno 2015, un giorno come un altro in redazione, mille email da leggere, altrettante a cui rispondere, organizzare uscite e interviste, il caos regnava sovrano negli uffici. A un…

19 Giugno 2015, un giorno come un altro in redazione, mille email da leggere, altrettante a cui rispondere, organizzare uscite e interviste, il caos regnava sovrano negli uffici. A un certo punto l’attenzione della redazione viene richiamata da un’email riportante come oggetto: “Renewal of marriage in Bettolle”, la cosa ci ha fatto sgranare gli occhi ed esclamare: “No, è uno scherzo, non possono scambiarci per dei wedding planner!” e quindi abbiamo risposto al mittente dicendo che forse aveva sbagliato indirizzo.

Il mittente però torna a scrivere dicendoci che non aveva sbagliato ma che stava cercando proprio noi per aiutarlo a organizzare una cosa in Valdichiana a cui teneva molto. Il mittente è Ansgar Beer, un uomo tedesco di 45 anni di Dussendolf, innamorato della Valdichiana, in particolare della Fratta di Sinalunga e di Bettolle, luoghi a lui cari perché hanno tenuto a battesimo l’amore con sua moglie Anka e siccome quest’anno ricorreva il loro 13°anniversario di matrimonio aveva il desiderio di tornare nelle nostre terre per rinnovare i suoi voti matrimoniali e fare una sorpresa all’amore della sua vita.

Ansgar aveva cerIMG_7993cato più volte di mettersi in contatto con il parroco di Bettolle, Don Wilmo Marsci, ma senza risultato, in quanto il numero a cui telefonava corrispondeva alla canonica della chiesa San Cristoforo di Bettolle, attualmente chiusa per ristrutturazione.

Ansgar non si è dato per vinto e ha continuato la sua ricerca in rete e alla fine, digitando la Valdichiana, è uscito il nostro magazine come prima voce. Capisce subito che noi lo possiamo aiutare e così è stato. Il 10 Ottobre 2015 Ansgar Beer, la moglie Anka e le sue due figlie sono venuti in Italia, a Bettolle, nella chiesa della Misericordia, per rinnovare le loro promesse suggellando il loro amore con la benedizione degli anelli nella chiesa che 16 anni fa ha visto nascere la loro storia. Un pomeriggio di festa che ha coinvolto molte persone della parrocchia, tra l’incredulità della gente, preghiere in inglese e l’emozione degli ospiti tedeschi.

Ma andiamo per ordine: facciamo un salto indietro, più precisamente nel 1999 quando è nata la storia di Ansgar e Anka. Nel 1999 Anka si trovava alla tenuta La Fratta perché stava seguendo un dottorato in arte e architettura. Doveva organizzare un’escursione in Toscana per altri studenti del suo corso d’arte in Germania, e tra questi studenti c’era anche Ansgar. Lui arrivò in Toscana prima di tutti gli altri perché aveva preso il treno, dalla Germania era arrivato alla stazione di Sinalunga e poi da lì si è incamminato a piedi, fino alla tenuta, con un grosso zaino sulle spalle attraverso i cespugli di more, i colori ed i profumi della Valdichiana in autunno.

Un pomeriggio, Ansgar era seduto nel cortile della tenuta quando vide arrivare Anka con un’altra ragazza sul retro di una cabriolet Saab. Vedere quelle due ragazze con i capelli biondi al vento, sul retro della macchina del vecchio professore che le accompagnava, per Ansgar è stato pazzesco e folgorante allo stesso tempo.

Ansgar conosceva a malapena Anka, aveva seguito solo alcuni seminari tenuti da lei all’Università, non negava che lo aveva colpito, ma Ansgar era fidanzato e frequentava l’Università di Wuppertal solo due o tre volte alla settimana e quindi non aveva mai provato alcun tipo di approccio.

Ansgar e Anka Beer

Ansgar e Anka Beer

Quelle vecchie mura della tenuta, il sole caldo che colorava il paesaggio di arancione, le vigne mature tutt’attorno e l’indubbia atmosfera romantica che sprigiona la Valdichiana hanno fatto sì che Ansgar si rendesse conto che quella ragazza dai lunghi capelli biondi aveva fatto sbreccia nel suo cuore.

Una sera Ansgar chiese al suo gruppo di amici se lo volevano seguire per fare una passeggiata tra le vigne, ma nessuno raccolse l’invito, tranne una: Anka accettò. I due si fecero strada tra i vigneti, passarono le ore a parlare di viaggi e di cosa potevano pensare gli altri studenti vendendoli così in sintonia. Da quella sera le passeggiate sotto il cielo della Valdichiana divennero un appuntamento fisso, ma Ansgar non si doveva dimenticare che a casa aveva una fidanzata che lo aspettava.

Gli altri studenti avevano capito che tra i due c’era del tenero e li prendevano in giro, ma a loro poco importava. Dopo le lezioni di acquarello, Ansgar e Ankar scappavano alla scoperta del nostro territorio: Firenze, Montepulciano e Cortona. Ansgar era stato in Italia solo due volte prima di quel momento, mentre Ankar era più pratica del territorio e della cucina soprattutto.

Un giorno, durante una loro escursione, si fermarono a Bettolle. La sera si sarebbe dovuta tenere una discussione a La Fratta sulle opere d’arte che gli studenti del corso avevamo realizzato e in qualità di organizzatrice Anka avrebbe dovuto essere lì assieme al professore. Ansgar le assicurò che sarebbero tornati in tempo, ma così non fu. Ansgar e Anka durante la visita nella frazione sinalunghese si sedettero sui gradini della chiesa di San Cristoforo sentendosi come se fossero gli unici figli di Dio, senza accorgersi che il tempo stava passando velocemente: stavano vivendo una situazione surreale.

IMG_7973Una sera il gruppo di studenti doveva andare a ballare, sfortunatamente Anka aveva la febbre e quindi non potette uscire, anche Ansgar allora preferì rimanere a casa, anzi avendo a cura la salute di Anka andò a cercare un rimedio per la febbre. Ansgar prese in prestito una bicicletta da un altro studente e andò a sgraffignare alcuni fichi che aveva visto durante la passeggiata a Bettolle. Da qui viene da pensare: che nesso hanno i fichi con la febbre? Risposte non ne ho, posso solo dire che quei fichi hanno avuto effetti afrodisiaci e da quel momento Ansgar si fece coraggio e baciò Anka, il resto è storia.

Non tutto però è bene quel che finisce bene. Il professore che portò Anka in Italia, si era invaghito di lei, lei non ha mai risposto alla corte del prof, ma il problema più grosso era che quel professore sarebbe stato il suo relatore della tesi di dottorato e quindi Anka si trovava in una posizione subordinata.

Ansgar e Anka quindi pensarono di dover nascondere ancora la loro relazione. Finito il viaggio e tornati a Dussendolf, Ansgar terminò immediatamente la relazione con la sua fidanzata e Anka portò a termine con successo il suo dottorato. Adesso Ansgar e Anka hanno una relazione da 16 anni e sono sposati dal 2002, hanno due figlie rispettivamente di 9 e 7 anni e attualmente Anka insegna inglese e arte, mentre Ansgar insegna biologia. Alla fine la scusa di imparare a disegnare per Ansgar era molto secondaria.

“Dobbiamo tutto alla Valdichiana. Sfortunatamente non eravamo mai riusciti a tornarci fino ad ora. Il nostro amore è nato durante un viaggio con ottimo cibo e paesaggi da favola, e questo è sempre stato il leitmotif della nostra relazione. Abbiamo viaggiato attraverso il mondo e abbiamo sempre cercato le eccellenze enogastronomiche. Ma per noi il cibo italiano rimane il migliore!” – è il ricordo che i due sposini si portano con se da 16 anni a questa parte.

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La direttrice Valentina con Ansgar, Anka e le loro bambine

Questa che vi abbiamo appena raccontato non è solo una sdolcinata storia d’amore (come l’ha definita Ansgar) o l’epilogo di una email arrivata nel caos giornaliero, ma è un esempio di come il web è risultato uno strumento efficace perché ha consentito il dialogo e lo scambio di notizie e storie.

Essere riconosciuti come un punto di riferimento giornalistico per il territorio,anche oltre i confini nazionali, per noi è motivo di grande orgoglio, significa che non ci stiamo limitando soltanto a raccontare il territorio ma anche a regalare emozioni ai lettori, raccontando il presente e disegnando il futuro.

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Oroscopo di Agosto 2015

Ariete (21 marzo-19 aprile) Questa estate è così calda che ti sembra di non aver voglia di fare niente, neanche quel progetto al quale dovresti dedicare anima e corpo. Mi…

arieteAriete (21 marzo-19 aprile)

Questa estate è così calda che ti sembra di non aver voglia di fare niente, neanche quel progetto al quale dovresti dedicare anima e corpo. Mi dicono sempre che ci vuole forza di volontà per portare avanti la propria vita, e ora io lo ripeto a te, Ariete. Non demordere: prenditi un gelato, torna a casa, fatti una doccia fredda. Poi è il momento di tirare fuori la grinta. Il film per te: Il treno per il Darjeeling, diretto da Wes Anderson.


toroToro (20 aprile-20 maggio)

“Forse tu lo sai”. Te lo dicono spesso, Toro, perché molti tra i tuoi affetti fanno (troppo forse) affidamento su di te. Eppure la responsabilità di ogni cosa non deve ricadere solo sulle tue spalle. Delega qualcun altro, e goditi per una volta la scena da spettatore. Una canzone per questo mese: Island in the Sun, Weezer.


gemelliGemelli (21 maggio-20 giugno)

Personalmente ho cercato in tutti i modi di modificare alcuni tratti del mio carattere. In alcuni casi ho raggiunto il mio scopo, in altri ho limato pochi dettagli. E tu, Gemelli? Cosa pensi sia meglio limare o modificare per il tuo benessere? C’è sempre un grande beneficio nel migliorarsi. Il film del mese che ti consiglio: Will Hunting – Genio ribelle, diretto da Gus Van Sant.


cancroCancro (21 giugno-22 luglio)

Un bagno non basta per allontanarti dalla frenesia del mondo moderno. Prova a dedicarti con tutta l’intensità che ti è possibile al rilassamento interiore. I modi per arrivare alla tranquillità sono molti: passeggiare nella natura, parlare con gli amici, abbracciare i parenti. Trova il tuo. Il libro che ti consiglio per questo mese è: Novecento, Alessandro Baricco.


leoneLeone (23 luglio-22 agosto)

La costruzione della tua fortuna come individuo sta richiedendo molto tempo, un numero consistente di fatiche e sacrifici. Ma nella tua fabbrica lavorano molti operai che ti rimangono al fianco senza abbandonarti. Se ti propongono iniziative e progetti di miglioramento per la tua vita, non lasciarti sfuggire le occasioni, dando sempre un occhio attento a ciò che ti propongono, e arriverai più facilmente al top. Ricorda, poi, che le metafore aiutano a rendere la vita più colorata. Una canzone che ti consiglio: Bad Blood, Taylor Swift.


vergineVergine (23 agosto-22 settembre)

Sei un sognatore, creatore di mondi e grande organizzatore di storie. A volte queste qualità rischiano di portarti fuori dal raggio visivo del mondo materiale. Attraverso l’affetto dei tuoi cari e amici potrai canalizzare questa energia in modo positivo, senza isolarti e libero di pensare e creare tutto quello che vuoi. Il mio consiglio, quindi, Vergine, è: coltiva gli affetti e rispondi all’amore. Il tuo libro del mese è: Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen.


bilanciaBilancia (23 settembre-22 ottobre)

Che dire della tua perseveranza? La ammiro, giacché qualsiasi altra persona avrebbe desistito molto prima di arrivare a questo punto. La tua forza è la tua vittoria. Nel mezzo della tua lotta ritengo che riuscirai a trovare anche il tempo e i mezzi per riposarti. Il film che ti consiglio: Closer, diretto da Mike Nichols.


scorpioneScorpione (23 ottobre-21 novembre)

Molti cambiamenti nella tua vita, tanti e travolgenti. Difficile in questi casi è la rassegnazione, perché tu, Scorpione, sei combattivo e credi nel destino più di quanto tu stesso voglia ammettere. Arriverai dove vorrai, se continuerai a crederci. Il libro del mese: American Gods, Neil Gaiman.


sagittarioSagittario (22 novembre-21 dicembre)

Puoi sentirti sovraeccitato per il modo in cui stai gestendo una situazione, ma se ti fermassi a riflettere con calma potresti scoprire che sarebbe meglio spendere le tue energie da un’altra parte. A volte, infatti, non sempre l’oggetto della nostra attenzione merita davvero il nostro impegno. Sii attento a discernere un buon amico da uno invece opportunista, e a non allontanare qualcuno che al contrario ti dona il suo affetto incondizionatamente. La canzone per te: The White Stripes, We’re Going to Be Friends.


capricornoCapricorno (22 dicembre-19 gennaio)

Il potere della risata. Sicuramente avrai sentito parlare dei benefici che il gioco degli angoli delle labbra creano quando si rivolgono verso l’alto. Ora te lo ricordo con calore, lasciandoti questo consiglio per il mese di agosto 2015. Ridi. Con gioia. Il film per te: Frankenstein Junior, diretto da Mel Brooks.


acquarioAcquario (20 gennaio-18 febbraio)

Hai una forza interiore che ti contraddistingue; sei coraggioso e ho sempre pensato che la qualità più bella che ti appartiene sia l’umiltà, oltre a una forsennata e generosa umanità. Sei capace di amare con la forza della quercia che rimane al suo posto senza per questo smettere di nutrire il mondo. Il mio consiglio per te, Acquario, è: non smettere, continua ad amare come sei capace anche nei momenti in cui credi che tutto sia inutile. Non lo è. Un film che ti consiglio: Amore e altri rimedi, diretto da Edward Zwick.


pesciPesci (19 febbraio-20 marzo)

È il momento di dedicarti alla tua mente. Passa del tempo con un libro, un film o una buona conversazione piena di stimoli: hai bisogno di nuove strade da percorrere, nuovi mondi da esplorare. Un passo dopo l’altro verso la novità. La canzone che ti consiglio: Society, Eddie Vedder.

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L’Oroscopo di Luglio 2015

Ariete (21 marzo-19 aprile) Mi chiedo perché tu debba continuare a sentirti così, Ariete. La forza è dentro di te; non hai un padre malvagio da affrontare come Luke Skywalker,…

arieteAriete (21 marzo-19 aprile)
Mi chiedo perché tu debba continuare a sentirti così, Ariete. La forza è dentro di te; non hai un padre malvagio da affrontare come Luke Skywalker, ma so che hai bisogno di forza di volontà per il tuo problema. Guarda dentro di te. C’è. La canzone per te: Whitney Houston, I Didn’t Know My Own Strength


toroToro (20 aprile-20 maggio)
Hai presente quel momento in cui ti aspetti di ricevere qualcosa e quel qualcosa non arriva? A me capita sempre, ma ho imparato che a volte bisogna scendere a patti con le proprie aspettative, soprattutto per quanto riguarda le relazioni umane. Insomma, non aspettarti sempre il massimo da tutti, ma valuta di volta in volta la situazione. Se riuscirai in questo intento sarà tutto più facile; i tuoi legami affettivi saranno più forti. Un film perfetto per questo mese: 500 days of summer, diretto da Marc Webb.


gemelliGemelli (21 maggio-20 giugno)
Qualcuno mi disse una volta che quando ti senti affranto può essere utile modificare un piccolo aspetto della tua vita: il taglio di capelli, il colore o il look. Un’inezia che può darti una nuova carica per affrontare la giornata, e aiutarti a resistere al lavoro in attesa delle vacanze. L’importante è esprimere se stessi, e riuscire a mostrarselo ogni mattina davanti allo specchio. Per il libro del mese ti consiglio: Luigi Pirandello, Uno nessuno centomila.


cancroCancro (21 giugno-22 luglio)
È luglio e tu ancora sei preda degli impegni. Anche se non riesci a evitarli e sembra che la segretaria ti voglia mangiare nel sonno, ricordati che almeno un giorno alla settimana devi pensare a te. Prendi la tua agenda, guardala male, e fagli capire chi è il capo. Il film che ti consiglio per questo mese è: Il diavolo veste prada, diretto da David Frankel.


leoneLeone (23 luglio-22 agosto)
Sei una persona che sa essere socievole e mettersi al centro della situazione, e questo ti aiuta davvero nel rapporto con gli altri. Continua così, ma ricorda di ritagliarti un po’ di tempo anche per dedicarti ai tuoi desideri, che spesso vuol dire uscire di meno con gli amici. Prova a mettere i tuoi sogni su carta, così da non perderteli tra un cocktail e l’altro. Hai tanta potenzialità, non disperdere le energie e usale per raggiungere i tuoi obiettivi. Un film che ti consiglio: Il diario di una tata, con Scarlett Johansson.


vergineVergine (23 agosto-22 settembre)
Hai perso qualcuno a cui volevi bene. Cerca di capirne le dinamiche. Se puoi fare qualcosa o se invece devi prendere la consapevolezza della perdita. In ogni caso, non chiudere le porte al futuro, perché dopo un periodo di sofferenza c’è sempre quello della forza di volontà. Il tuo film del mese è: Ps. I love you, con Gerard Butler.


bilanciaBilancia (23 settembre-22 ottobre)
So che sembra che il tuo mondo stia andando in pezzi, ma non dimenticare che tutto può migliorare da un momento all’altro. Non perdere quindi le speranze, mai. La ruota gira prima o poi! La tua canzone del mese è la stessa che ho consigliato il mese scorso a un altro segno. Io la trovo davvero curativa: The Beatles, Hey Jude


scorpioneScorpione (23 ottobre-21 novembre)
Una volta ogni tanto ti osservi in una fotografia, che sia vecchia o recente; nel primo caso ti senti tutto il peso degli anni, nel secondo non ti piaci, ti critichi, e non guardi invece la luminosità del tuo sguardo. Rispetto alla vecchia foto hai gli occhi profondi, consapevoli. Il sorriso è saggio. Cerca di apprezzare quello che sei ora, non nel passato o nell’ipotesi del futuro; ricorda che te lo sei guadagnato fino all’ultimo solco sul viso. Il film del mese (riguardalo se, come probabile, lo hai già visto): Star Wars. Una nuova speranza, diretto da George Lucas.


sagittarioSagittario (22 novembre-21 dicembre)
Hai programmato il volo e la partenza. Parti tra tantissimi giorni e sei già entrato in ansia da preparazione valigia. Respira. La bellezza del viaggio è l’imprevisto. Prova a godertelo lasciandoti andare. Parla con le persone; scegli a caso la strada da seguire. Ti riporto al riguardo una citazione di Kerouac dal libro Sulla strada: «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati». «Dove andiamo?». «Non lo so, ma dobbiamo andare». Il libro per te è infatti: Jack Kerouac, Sulla strada.


capricornoCapricorno (22 dicembre-19 gennaio)
Soldi, soldi, soldi. So che in questo momento sei assillato dall’idea di guadagnare sempre di più. Ti auguro di riuscirci, ma non dimenticare gli affetti. Un compromesso tra carriera e sentimento è il modo migliore per ottenere la felicità. Ricordati, infatti, che il lavoro ti serve per vivere come ti piace, ma non deve diventare la tua vita. Il libro per te: Neil Gaiman, Nessun Dove.


acquarioAcquario (20 gennaio-18 febbraio)
Ci sono delle volute di fumo che ti circondano. Sembra come se qualcuno ti stesse avvolgendo con le nebbie della sua sigaretta, impedendoti di guardare bene intorno. Basta agitare la mano, e il fumo si dirada. Nessuno deve avvolgerti con i suoi dubbi, Acquario, solo tu sai cosa è meglio per te. Una canzone che ti consiglio: The Clash, I fought the law.


pesciPesci (19 febbraio-20 marzo)
Vorresti sentirti dire ogni giorno qualche frase incoraggiante che ti aiuti ad affrontare il quotidiano. La mia domanda però è questa: Lo fai tu per primo con gli altri? Comincia. Ti servirà come tonico per la serenità. Il film che ti consiglio: Il mio vicino Totoro, diretto da Hayao Miyazaki.

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L’Oroscopo di Giugno 2015

Ariete (21 marzo-19 aprile) Non prendertela con te stesso e non sfogare la rabbia su ogni cosa che ti gira intorno. In altre parole, non scatenare una guerra con tutti;…

arieteAriete (21 marzo-19 aprile)
Non prendertela con te stesso e non sfogare la rabbia su ogni cosa che ti gira intorno. In altre parole, non scatenare una guerra con tutti; cerca invece la persona che ti sta facendo soffrire. Sei autorizzato a dirgli ciò che pensi, ma evita di andarci da ubriaco: deve essere una conversazione costruttiva. La canzone per te: Arctic Monkeys, Why’d You Only Call Me When You’re High?


toroToro (20 aprile-20 maggio)
Questo mese è il momento giusto per tirare fuori la forza interiore chiusa in ogni singola cellula del tuo corpo. So che ti sembra che ogni tuo sforzo sia vano, ma non mollare: la perseveranza viene ripagata prima o poi, e anche la creatività. “Rifletti” e “sogna” sono le parole chiave sulle quali devi fare affidamento. Un libro perfetto per questo mese: Italo Calvino, Le città invisibili.


gemelliGemelli (21 maggio-20 giugno)
Se sei un lettore accanito, leggi. Un ascoltatore di musica, sbrigati a metterti quelle cuffie nelle orecchie. Un amante del cinema, corri in biglietteria. Insomma, Gemelli, compatibilmente con i tuoi doveri prenditi del tempo per te, o perderai del tempo prezioso. Per il film del mese ti consiglio: 5 giorni fuori, diretto da Ryan Fleck e Anna Boden.


cancroCancro (21 giugno-22 luglio)
Hai bisogno di dare e avere fiducia, una merce fin troppo rara nel mercato dei rapporti sociali. Non regalarla, ma non tenerla neanche tutta per te. C’è chi merita il tuo tempo in modo particolare. Verrà da te: non cacciarlo per paura di soffrire. Il libro che ti consiglio per questo mese è: Erin Hunter, Warrior cats. Il richiamo della foresta.


leoneLeone (23 luglio-22 agosto)
“Pensa a te stesso prima che agli altri”. Lo ripeti spesso, Leone, ma l’equilibrio tra il proprio volere e l’attenzione verso il prossimo è la chiave per il successo. Con le dovute eccezioni: una persona in particolare ha bisogno di una lezione di vita. Pensaci tu. Un libro che ti consiglio: Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino.


vergineVergine (23 agosto-22 settembre)
Il tuo carattere testardo cerca di avere la meglio. Combattilo. I tuoi affetti non aspettano altro che vederti sorridere quando torneranno da te. Offri loro un caffè e regalagli le parole più dolci di cui sei capace. La tua canzone del mese è: The Beatles, Hey Jude.


bilanciaBilancia (23 settembre-22 ottobre)
Nessuno può dire che tu non ce la stia mettendo tutta, ma se non riesci è perché hai in mente solo l’obiettivo, e non ti concentri sul percorso. Il tuo libro del mese è il più impegnativo dello zodiaco, ma ti sarà utile per capire a cosa mi riferisco: James Joyce, Ulisse.


scorpioneScorpione (23 ottobre-21 novembre)
Tirerai un sospiro di sollievo in questa primavera assonnata, Scorpione, se guarderai il tuo Io interiore sciogliersi al sole. In altre parole, esci, e godi dell’aria aperta: riuscirai a equilibrare il caos dei tuoi stati d’animo e a rapportarti al meglio con una situazione difficile che stai vivendo. Ti consiglio di andare al parco con questa canzone nelle cuffie: Queen, Bohemian Rhapsody.


sagittarioSagittario (22 novembre-21 dicembre)
Non fuggire dall’amore, vivilo con tutta la forza del tuo essere. Veneralo e bacialo ogni giorno. Se ti rende infelice, lascia questa pazzia a qualcun altro e guarda nel giardino accanto.
La canzone per te: Muse, Madness.


capricornoCapricorno (22 dicembre-19 gennaio)
Lasciati andare. Non stare rintanato nella cuccia della tua mente. Hai bisogno di leggerezza e la troverai dove meno te la aspetti: in te stesso. Liberati da quei comportamenti che ti rendono l’animo pesante. La canzone perfetta per te: Kasabian, Bow.


acquarioAcquario (20 gennaio-18 febbraio)
Hai mai provato a lasciarti bagnare dal sole per un momento? Un raggio ti sfiora la guancia e senti il calore, solo grazie a un tuo desiderio. Provaci, Acquario, l’inverno è passato e tutto dipende da te. Un film che ti consiglio: Ruby Sparks, di Jonathan Dayton e Valerie Faris, o Ogni cosa è illuminata, diretto da Liev Schreiber.


pesciPesci (19 febbraio-20 marzo)
Stai pensando che è il momento di cambiare, ma hai paura. Non temere, tutti gli esseri umani migrano da un posto a un altro per cercare le migliori condizioni che la vita può offrire loro. Nessuno ti vieta di cercare ciò che è meglio per te. Attento ai consigli degli altri dati con leggerezza; fatti influenzare solo da chi ti conosce bene. Il libro che ti consiglio: Jonathan Coe, La casa del sonno.

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Cronache dal Salone Internazionale del Libro di Torino 2015 – PARTE 2

Il nostro Tommaso Ghezzi è stato cinque giorni alla XXVIII edizione del Salone del Libro di Torino, al Lingotto dal 14 al 18 Maggio; ci racconta, a suo modo, quello…

Il nostro Tommaso Ghezzi è stato cinque giorni alla XXVIII edizione del Salone del Libro di Torino, al Lingotto dal 14 al 18 Maggio; ci racconta, a suo modo, quello che ha visto.

Vai alla [parte 1]

[Parte 2]

La cosa assolutamente più interessante del Salone del Libro è fuori dal Salone del Libro. Il motivo per cui effettivamente io sia andato a Torino ed abbia voluto restarci per tutta la durata della manifestazione è uno: LE FESTE GLAM. In 5 giorni sono riuscito ad entrare a due feste esclusive;

La prima festa è stata quella di Minimum Fax, la casa editrice più dannatamente indie-pop che l’Italia abbia mai visto. Si è svolta il venerdì sera alla società dei cannottieri di Torino, lungo il Po. Un posto magnifico. Il dj set gestito da LES PÉTASSES + OLEG & MAMED, che pare siano pure operatori editoriali, che mi aspettavo finemente ricercato in un contesto del genere, si è rivelato assolutamente cialtrone (coscienziosamente, però). Un Dj set altamente ironico nei confronti della de-contestualizzazione, in linea con l’asse progettuale dell’azienda; e quindi Benny Benassi, Icona-Pop, Britney Spears, ed altre clamorose scelte cross-over hanno accompagnato le proiezioni, sullo schermo retrostante la consolle, delle copertine dei libri editi da MF; Malamud, Yates, Capote ed altri. Probabilmente è stata una delle cose più disturbanti, e divertenti, a cui abbia mai partecipato.

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La seconda è stata fortuita. Nel senso che sono riuscito ad imbucarmi grazie al gruppo di editori, curatori ed editor cui mi ero aggregato. Trattasi della sfavillante e glamour-issima festa alla Scuola Holden in piazza Borgo Dora. Ho venerato la scuola Holden da adolescente, la vedevo come il paradiso dei velleitari. Scrivere e farti “insegnare” a far diventare la scrittura un lavoro. A 25 anni in quella scuola ci sono finalmente andato; senza velleità, senza voglia di farmi insegnare da altri come scrivere, con la sola voglia di pavoneggiarmi in giacca e papillon in mezzo alla crème della crème dell’alta società intellettuale e bere vodka tonic. Bene. Ci sono riuscito. Girano foto online in cui Emmanuel Carrère, visibilmente ubriaco, balla con la sua compagna. Ed io ero lì in mezzo. Tra Pif vestito in maniera deplorevole, Vinicio Capossela con il suo berretto da marinaio, che, credo, non si tolga nemmeno per dormire, Boosta dietro la consolle che di tanto in tanto si sporgeva per baciare la sua compagna, Miriam Leone, vestita un po’ sciatta con le pianelle (ma comunque bella eh, per carità), Paolo Giordano, Eugenio Finardi, Geppi Cucciari, Carlo Gabardini ed altra gente famosa adombrata dalla massa, comunque selezionata all’ingresso. Quindi, sì, sono stato ad una vera festa esclusiva glamour di gente IN. Una cosa divertente che non farò mai più, tanto per citare il più grande autore dell’ultimo novecento.

Posso dire che quest’edizione del Salone è stata, nel complesso, soddisfacente, per tutti i tipi di palato umanistico, dagli altezzosi specialisti agli anything goes, dai lettori occasionali alle nicchie. Le cose che non mi sono piaciute, anzi mi hanno più o meno sdegnato, sono:

  • I VOLANTINAGGI – ogni fottuto metro del percorso principale del Salone era occupato da questi “spammer” di volantini sui corsi di lettura veloce, abbonamenti a riviste, centri sociali, gruppi di lettori, analisti e sondaggisti dell’ISTAT e altre categorie insulse che non facevano altro che costipare la fiumara di avventori, già di per sé fastidiosa.

  • IL CAOS DEL PROGRAMMA – come ho già accennato, durante il Salone si sono svolti contemporaneamente almeno cinque eventi ogni ora. Questo già sarebbe un problema. Aggiungerei poi il fatto che, spesso, gli eventi si infastidissero a vicenda. La finale del concorso Ottoperotto, ad esempio, è stata interrotta più volte dal cantante israeliano che vociava dall’Arena Piemonte, collocata a 100 metri. Male. Molto male.

  • LE SCOLARESCHE – ho scoperto che tutte le scuole elementari e medie inferiori del Piemonte, in questi giorni, non hanno fatto lezione, poiché erano tutte al Salone a riempire di bambini urlanti i padiglioni del Lingotto. Per carità, è giusto lasciare che i pargoli si avvicinino alla letteratura, ma non a gruppi di quaranta, con i panini e le carte da uno, rovesciati dentro gli stand ad aggredire i poveri addetti all’ordine degli scaffali. Pietà.

  • I COSPLAYER – veramente io non capirò mai il senso di vestirsi da Darth Vader e Legolas al Salone del Libro. La letteratura è una cosa seria, e il gesto nerd di impersonare caratteri, neanche della letteratura, ma del cinema, è fuori contesto come gli Oro Saiwa nel Tiramisù.

  • GLI STAND DELLA POLIZIA DI STATO E DELLA GUARDIA DI FINANZA – cioè, che senso hanno? Perché sono presenti? Quali sono le loro pubblicazioni? Posso tollerare persino lo stand massonico de “La Gran Loggia d’Italia”, che di fatto porta una cultura secolare in edizioni pure bellissime, ma della presenza delle forze dell’ordine, veramente, non trovo il senso. Ho scambiato, tra l’altro, per Cosplayer il gruppo di finanzieri in divisa che seguivano, in marcia, un gruppo di Stormtrooper di Star Wars. Errore mio.

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