La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: legambiente

La comunità sporca: c’è spazzatura ovunque

“La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge sé stessa.” FRANKLIN D. ROOSEVELT L’estate è un momento dell’anno in cui, volenti o nolenti, passiamo molto più tempo fuori casa e a contatto con il…

“La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge sé stessa.”
FRANKLIN D. ROOSEVELT

L’estate è un momento dell’anno in cui, volenti o nolenti, passiamo molto più tempo fuori casa e a contatto con il mondo esterno. Possiamo parlare di più con le persone, ascoltare le cose che dicono, vedere. Le persone escono, si guardano attorno e vedono innanzitutto i problemi. I rumori molesti, i parcheggi selvaggi, l’erba troppo alta. All’improvviso, tutta l’incapacità delle persone di rispettare gli spazi sia privati che pubblici sale su un piedistallo e causa attriti tra vicini di casa.

Eppure, sembra che la gente sia turbata terribilmente dall’erba alta e dai serpentelli inoffensivi e assolutamente non velenosi (biacchi, orbettini) che occasionalmente possono comparire nei giardini, ma nessuno sembra battere ciglio di fronte alla quantità spaventosa di spazzatura che insozza le banchine delle strade, le aiuole e i campi. Mi è bastato fare un giro di 5 minuti per il mio quartiere, nella periferia di Montepulciano, per trovare ombrelli piegati e buttati nei fossi, palloni scoppiati e fatti a pezzi dai tagliaerba comunali (che erano accorsi per risolvere il grave problema degli orbettini nei giardini, che – per la cronaca – non sono neanche serpenti ma lucertole), cartelli stradali divelti e buttati tra le frasche, bottiglie di plastica, pancali marci, lattine di fanta, bricchi di estathé, polistirolo sparso letteralmente ovunque, diffusori di profumo per automobili, pezzi di tubi, tappeti di gomma semisepolti, pezzi di giocattoli, detersivi, accendini… tutto questo in meno di un chilometro. Allora mi sono decisa: mi sono infilata un paio di guanti di lattice (come già avevo fatto l’anno scorso), ho preso un sacco e mi sono messa a raccogliere tutto quello che era abbastanza grande per essere visto e raccolto. C’era talmente tanta spazzatura che avevo il sacco stracolmo ancora prima di finire il giro intorno a casa mia. I rifiuti più grossi, il tappetino di gomma e un grosso blocco di polistirolo, non mi entravano nel sacco e li ho appoggiati sul bordo della strada per andarli a prendere più tardi. Però, vista la stanchezza ho deciso di lasciarli lì per andarli a buttare via il giorno dopo. La mattina seguente vedo nel piazzale gli operai comunali che erano tornati a raccogliere l’erba tagliata, e ho pensato che forse avrebbero raccolto loro questi rifiuti. Quando sono scesa, effettivamente, il polistirolo era sparito ma il tappetino di gomma era stato rilanciato nel campo da cui l’avevo tolto, un paio di metri in là.

Ah, la civiltà. Che meraviglia vivere in una comunità che ha così a cuore la cura del territorio, che dimostra così tanta considerazione per la qualità dell’ambiente in cui crescono i loro figli.
D’altronde che sarà mai, un po’ di plastica nel campo? Prima o poi si sbriciolerà e potremo dimenticarcene tutti, no? Le cose smettono di esistere se non le vediamo, giusto? Certo. Per questo possiamo continuare a lanciare la spazzatura dal finestrino della macchina come se il mondo fosse un enorme, coloratissimo bidone della spazzatura.  È comunque il bidone della spazzatura di qualcun altro, non certo un mio problema, no? Bevo il mio estathé, butto il brick nell’aiuola e corro a casa felice a guardarmi Italia’s Got Talent. Domani, magari, qualcun altro lo raccoglierà.
O forse no. Forse rimarrà lì e il sole e la pioggia lo renderanno pian piano sempre più fragile, il colore dell’etichetta si scioglierà, la plastica si romperà e pian piano verrà sepolto. Magari qualche pezzo finirà a strozzare qualche uccello, qualcuno verrà portato nella fogna dalla pioggia e finirà, alla lunga, nel mare.
Ma chissenefrega, usare i cestini della spazzatura richiede uno sforzo troppo grande, meglio ritrovare il mio brick di estathé al mare a Follonica e nuotarci assieme che fare un passo e usare i cestini. Solo gli sfigati usano i cestini della spazzatura, dai. Le persone intelligenti, quelle che hanno frequentato la scuola della vita, buttano la spazzatura per strada e ne sono anche orgogliose, perché comunque non hanno tempo di preoccuparsi di queste stupidaggini, loro devono andare a tagliare l’erba che gli vengono i serpenti in giardino. Mi diverte come l’erba alta sia percepita come degrado ma la spazzatura no.

La spazzatura non è un problema, è solo il problema del secolo. Siamo sommersi dalla spazzatura: le nostre acque sono contaminate, il suolo è contaminato, l’aria è contaminata.
Ammiro l’ingenua serenità in cui vivono quelle persone che spargono plastica e sostanze tossiche nell’ambiente e che poi tornano a casa a preoccuparsi del futuro dei loro figli, che sperano diventino dottori, magari. Già, perché c’è bisogno di dottori per curare le malattie respiratorie e il cancro che causa la spazzatura che tutta la comunità ha sparpagliato nell’ambiente per decenni, bruciando plastica e versando sostanze chimiche nei campi, perché tanto erano i campi degli altri.
Peccato che le falde acquifere siano le stesse per tutti, e che in quei campi ci si coltivino cose che magari vengono mangiate dagli animali che mangiamo. Magari in quei campi di proprietà sconosciuta qualche anziano ha deciso di farci il suo orto senza chiedere il permesso a nessuno, senza sapere che magari il suolo è impregnato da misteriose sostanze tossiche che vengono assorbite dai pomodori che regala ai suoi nipoti.

Quali sono le conseguenze dell’inquinamento del suolo? Non sembra che siano in molti ad aver chiaro che tutte le schifezze sparpagliate nei campi abbiano effettivamente delle conseguenze sulla salute delle persone (poi tanti pensano: “vabbé non succederà di sicuro a me”. Certo ma, anche se fosse, potrebbe succedere ai vostri parenti, se degli altri proprio non ve ne frega niente).
Innanzitutto, bisogna dire che l’inquinamento del suolo è meno conosciuto e causa poca preoccupazione perché, a differenza dell’inquinamento atmosferico o dell’acqua, ha effetti meno immediati sulla salute dell’uomo, che ne subisce gli effetti secondari.
I rifiuti che inquinano il suolo si possono distinguere in solidi, liquidi e gassosi. Quelli solidi sono la carta, il vetro, la plastica, le pile scariche, i medicinali scaduti; quelli liquidi sono gli insetticidi, i fertilizzanti, i concimi chimici, il mercurio, i medicinali liquidi scaduti, i liquidi di pile usate. I rifiuti liquidi risultano molto dannosi per l’ambiente perché riescono a raggiungere le falde acquifere sotterranee e possono danneggiare il loro equilibrio, che è molto delicato. I rifiuti gassosi sono quelli come il CFC delle bombolette spray. L’eccesso di azoto e tracce di metalli come arsenico, cadmio, piombo e mercurio possono danneggiare il metabolismo delle piante e la produttività dei raccolti. Queste sostanze chimiche, quando entrano nella catena alimentare, mettono a rischio la sicurezza del cibo, le risorse acquifere, il sostentamento rurale e la salute umana. L’inquinamento del suolo può causare danni allo sviluppo cerebrale dei bambini (piombo), danni ai reni e al fegato (mercurio), danni al sistema nervoso, mal di testa, nausea e problemi alla pelle. Nei casi più gravi può causare il cancro e la leucemia, quando nel suolo sono presenti sostanze molto tossiche (pensiamo al Triangolo della Morte di Acerra-Nola-Marigliano).

Anche quando si tratta di semplici bottiglie e cartacce, la pulizia dell’ambiente pubblico è una questione anche di dignità. Chi inquina l’ambiente in cui vivono altri lede la proprietà pubblica, e pubblica significa DI TUTTI. Non di nessuno, di tutti.

La sporcizia genera degrado; il degrado porta degrado e abbassa la qualità della vita di chi ci vive, è sintomo di ignoranza e incentiva altri comportamenti che danneggiano la comunità, come sostiene la Teoria delle finestre Rotte.
Per questo, la raccolta dei rifiuti sparsi per strada è il dovere civico di ogni cittadino.
So che a tutti piace dirsi che è compito del Comune, che ‘sì ma io pago le tasse’, che ‘non ce l’ho mica buttata io’, ma la realtà è che no, non è vero. La spazzatura la devi raccogliere, se la vedi, se non lo fai è come se l’avessi buttata tu. Raccogliere la spazzatura è una responsabilità del cittadino. Non vogliamo essere persone che si lamentano e basta e non fanno mai niente per risolvere i loro problemi, vero? Io mi lamento, certo, ma sono anche andata a raccogliere la spazzatura dei miei concittadini (basta usare dei guanti) e sto scrivendo questo articolo nella speranza che qualcuno capisca, senza etichettarmi come (concedetemi il francesismo) ‘cacacazzi ambientalista’. E anche se fosse, sono stata educata ad esserlo, per fortuna.

Torniamo un attimo alla questione del decoro. Abitiamo in un territorio meraviglioso, un posto in cui mezzo mondo sogna di vivere, che attira migliaia di visitatori ogni anno che rimangono senza fiato di fronte ai nostri paesaggi, che ci invidiano per quello che abbiamo. Immaginate queste persone, come si sentono, quando imboccano una stradina laterale fuori dal centro storico e vedono che la riva della strada è ricoperta di spazzatura brodosa incastrata tra i fiori e i cespugli. Che schifo. Questo non è sintomo “di una città viva”, è sintomo di una comunità incivile che dà per scontato tutto quello che ha la fortuna di avere e che non è interessata a tutelare il proprio futuro.
Dicendo questo non voglio condannare l’intera umanità, perché sia qui che in tanti altri posti ci sono tantissime persone che si interessano al problema e cercano di sensibilizzare quella parte di cittadinanza meno consapevole; le amministrazioni si prodigano spesso in iniziative lodevoli, ma credo che ci sia bisogno di fare qualcosa di più, e questo qualcosa di più deve venire dal basso. Dovremmo smetterla di vergognarci del fatto che ci preoccupiamo. Quante volte sono stata zitta quando gli amici lanciavano la loro spazzatura dal finestrino perché temevo di essere etichettata come ‘cacacazzi ambientalista’? Ma, sinceramente, anche se fosse? Chi se ne frega? Che problema mi crea essere una cacacazzi ambientalista? Nessuno, anzi. È vergognoso anche solo il fatto che esista ancora il termine ambientalista, perché esserlo dovrebbe essere una cosa scontata, oggi.
Sono nata e cresciuta a un passo dalla Svizzera, che è risultata essere il Paese più pulito del mondo. Aveva ragione mia mamma quando, passando la frontiera, osservava: “Guarda loro come tengono pulito! Appena entri in Italia… spazzatura ovunque!”. Buttare spazzatura per strada non ci rende persone libere dai rifiuti, ci rende persone sporche.

Fonti:

Protezione Civile: http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/inquinamento_suolo.wp

Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Inquinamento_del_suolo

https://www.environmentalpollutioncenters.org/soil/

FAO: http://www.fao.org/news/story/it/item/897263/icode/

Approfondimenti:

http://www.pollutionissues.com/Re-Sy/Soil-Pollution.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Bisfenolo_A

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Migrazioni e dignità: la mostra itinerante “Humans”

Il tema delle migrazioni internazionali, dei richiedenti asilo che attraversano il Mediterraneo e delle difficili politiche di gestione dei flussi migratori è ormai da molti anni al centro del dibattito…

Il tema delle migrazioni internazionali, dei richiedenti asilo che attraversano il Mediterraneo e delle difficili politiche di gestione dei flussi migratori è ormai da molti anni al centro del dibattito sociale, e anche la nostra redazione ha spesso affrontato questo tema, sempre più presente in un territorio rurale come quello della Valdichiana.

La mostra fotografica “Humans”, inaugurata lo scorso venerdì 23 giugno presso il Palazzo Comunale di Montepulciano, si inserisce perfettamente in questa tematica: è infatti una mostra itinerante, che oltre alla cittadina poliziana verrà ospitata nelle prossime settimane a Chianciano Terme e a Monticchiello, organizzata dal Centro Pari Opportunità dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese. Le fotografie sono state scattate da Matteo Casilli per l’organizzazione umanitaria Intersos e ritraggono i richiedenti asilo nel centro di accoglienza di Crotone: il loro scopo è quello di sensibilizzare gli spettatori, attraverso immagini di forte impatto emotivo, sui temi dell’immigrazione e della dignità umana.

Il progetto è nato grazie al coinvolgimento del Coordinamento Associazioni Valdichiana per un’Europa senza Muri, che già da molti mesi ha iniziato una proficua collaborazione con Intersos. Il coordinamento è impegnato sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione e si avvale del contributo di Legambiente Valdichiana, Amica Donna, ANPI, Croce Verde Chianciano, Auser, Incontriamoci, Teatro Povero di Monticchiello, Libera Università Iris Origo e tante altre. Il punto di contatto è Intersos, l’organizzazione presente in oltre 20 Paesi nel mondo e che porta il suo contributo nei luoghi di emergenza. All’inaugurazione della mostra era presente il responsabile della comunicazione, Giovanni Visone:

“Abbiamo cominciato un percorso di collaborazione con le associazioni locali più di un anno fa, sulla spinta della campagna sull’emergenza profughi in Grecia. Dopo un anno non abbiamo assistito solamente all’innalzamento di muri fisici, come nei balcani, ma si sono rafforzati anche i muri culturali. Forse per la prima volta da quando l’uomo è arrivato a concepire la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la definizione dello status di rifugiato, quelle conquiste vengono esplicitamente messe in discussione dagli stessi Paesi che le hanno create.”

I valori a cui si ispira Intersos sono proprio quelli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: la difesa della vita e della dignità delle persone, in ogni Paese del mondo. Il progetto fotografico “Humans” nasce proprio da questi valori e dalla necessità di restituire dignità ai migranti, attraverso il ritratto.

“Lo scorso anno la stazione ferroviaria di Crotone ospitava più di 200 rifugiati, accolti in condizioni allucinanti. Grazie allo sguardo puro e libero di Matteo Casilli abbiamo cercato di rimetterli in piedi, e restituire loro la dignità attraverso lo sguardo degli altri. Il mondo ormai è questo, nessuno può più rimanere chiuso nel suo centro, nemmeno in Valdichiana. La sfida che abbiamo di fronte è quella di rafforzare la conoscenza dei problemi dei territori locali, e dall’altra parte avvicinarli a quello che accade nel mondo e nelle zone di conflitto.”

La mostra fotografia è stata fortemente voluta dal Centro Pari Opportunità, a cui partecipano i delegati dei Consigli Comunali di tutti i membri dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese.

“Questa mostra risponde a un’esigenza nata da tempo, ovvero quella di allargare i temi da trattare in termini di accesso ai servizi alle pari opportunità. – spiega Lorenza Duchini, organizzatrice dell’evento – Il Centro Pari Opportunità, negli scorsi anni, si è concentrato principalmente sulla tematica femminile, grazie al Centro Antiviolenza gestito dall’associazione Amica Donna. Dalle delegate è però scaturita la necessità di lavorare anche su altre tematiche, ad esempio le barriere architettoniche e l’integrazione dei migranti. Dopo aver conosciuto Intersos,abbiamo deciso di fare un passo successivo, proponendo la mostra “Humans” nel nostro territorio, per portare un baluardo di conoscenza rispetto alla tematica delle migrazioni, uscendo dallo schema della contrapposizione rabbiosa dei social network.”

La mostra itinerante ha infatti come obiettivo quello di incontrare pubblici diversi, cambiando allestimento in luoghi gratuiti e fruibili a tutti; dopo Montepulciano sarà la volta di Chianciano Terme e infine a Monticchiello, durante il periodo del Teatro Povero. In questo modo, le immagini dei migranti si confronteranno non soltanto con coloro che hanno più predisposizione ad approfondire tali tematiche, ma anche con il resto della popolazione locale. L’ambizioso obiettivo, infatti, è quello di scardinare gli stereotipi, sensibilizzare e informare sulla vita dei migranti:

“In questo momento i migranti hanno bisogno di attenzione da parte di chi si occupa delle pari opportunità, e infatti abbiamo accolto questo progetto molto volentieri. – commenta Gessica Nisi, presidente del Centro Pari Opportunità – Nel nostro territorio i richiedenti asilo sono una realtà: vengono accolti, ma inseriti in maniera molto marginale, non sono molto integrati nella comunità. Il Centro Pari Opportunità deve quindi lavorare anche in questa direzione, per informare e sensibilizzare.”

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Volontariato internazionale al Lago di Montepulciano

Al Lago di Montepulciano, dal 22 maggio al 3 giugno, si è svolto il progetto di volontariato internazionale sulla sostenibilità curato da Legambiente. Anche il nostro territorio ha quindi avuto…

Al Lago di Montepulciano, dal 22 maggio al 3 giugno, si è svolto il progetto di volontariato internazionale sulla sostenibilità curato da Legambiente. Anche il nostro territorio ha quindi avuto l’opportunità di ospitare ragazzi provenienti da ogni angolo del mondo, grazie alla collaborazione tra il circolo Legambiente Valdichiana “Terra e Pace” e il centro visite “La Casetta” del Lago di Montepulciano.

Il progetto “Volontariambente” è promosso già da molti anni da Legambiente e dalle associazioni ambientaliste a livello internazionale. Consiste nell’organizzazione di una stagione estiva di campi di volontariato ambientale, all’insegna della tutela e della valorizzazione del territorio. Un’esperienza di crescita, di viaggio e d’impegno sociale a favore dell’ambiente, ma anche un modo per stare insieme e per imparare a vivere a contatto con la natura. All’interno dei campi estivi, i ragazzi vengono coinvolti in attività formative e progetti di valorizzazione della biodiversità, dell’agricoltura sostenibile e della visione internazionale.

Nell’ambito di questo progetto, il Lago di Montepulciano ha ospitato tre ragazzi poco più che ventenni provenienti da Corea del Sud, Turchia e Repubblica Ceca. Le loro attività si sono concentrate principalmente sulla creazione di un orto sinergico, per migliorare la sostenibilità ambientale ed alimentare del centro visite, e la manutenzione della struttura ospitante.

“Il campo di volontariato internazionale è un buon modo per far conoscere al mondo una riserva naturale come questa, di fondamentale importanza per tutto il centro Italia – ha dichiarato Gaetano Rispoli, responsabile del progetto per conto di Legambiente – Abbiamo elaborato con i ragazzi un progetto di sostenibilità, sia ambientale che architettonica. Dobbiamo imparare non soltanto ad aver cura di ciò che già abbiamo, ma anche impegnarci per renderlo sostenibile. L’orto sinergico al centro visite del Lago di Montepulciano contribuirà a renderlo sostenibile dal punto di vista alimentare.”

I volontari che hanno partecipato al progetto sono tre ragazzi provenienti da vari angoli del mondo, che si sono conosciuti proprio alla riserva naturale del Lago di Montepulciano.

Mi Kyeong Lee viene dalla Corea del Sud e ha 24 anni. Ha studiato in Canada, dove ha conosciuto anche ragazzi italiani, che l’hanno introdotta ai tradizionali giochi di carte italiani e alla cucina tipica. Da quell’esperienza le è nato il desiderio di conoscere in maniera più approfondita in Italia, anche perché altri amici avevano fatto un’esperienza simile nell’ambito del volontariato ambientale internazionale. Le piace la natura, e prima di arrivare al Lago di Montepulciano ne ha approfittato per visitare Roma, Firenze, Venezia e Assisi, imparando un po’ di storia italiana. Nel corso dei giorni passati alla riserva naturale si è presa cura del giardino e dell’orto sinergico, utilizzando fertilizzanti organici ed evitando i prodotti artificiali.

Anche Lenka ha 24 anni; viene dalla Repubblica Ceca, e questa è stata la sua prima volta in Italia. Uno dei motivi per cui ha scelto questo progetto è la reputazione di cui gode la Toscana. Questa è stata la sua quarta volta come volontaria, le scorse volte ha svolto attività ambientale in Repubblica Ceca e in Ungheria, sempre occupandosi di giardinaggio e botanica. Ama molto la natura: dal momento che vive a Praga, la campagna toscana ha un fascino tutto particolare. Del progetto di Legambiente apprezza particolarmente l’idea di sposare una filosofia che cerca di diminuire gli sprechi e i rifiuti, promuovendo il consumo di prodotti locali. e la possibilità di visitare nuovi posti e conoscere nuova gente.

Infine Servan Turan, ventincinquenne proveniente dalla Turchia. Anche lui ha partecipato al progetto perché voleva visitare l’Italia, ama visitare nuovi posti e conoscere nuova gente. Vive infatti “on the road”, viaggia moltissimo; ha finito di viaggiare per l’Asia, partendo dal Paese d’origine, e ora sta attraversando l’Europa. Dopo la Spagna e la Repubblica Ceca, sta percorrendo l’Italia. Il progetto di volontariato gli ha dato l’opportunità di passare dieci giorni presso la riserva naturale, contribuendo alla sostenibilità della struttura e curando l’orto sinergico. Ama particolarmente la Toscana, e dopo quest’esperienza farà tappa a Roma per proseguire il viaggio lungo la penisola. Servan ha anche un canale YouTube in cui pubblica i resoconti dei suoi viaggi, dove potrete trovare anche quelli dedicati alla Toscana!

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Sempre più forte l’unione tra Valdichiana e Burundi

Dufatanemunda, in burundese, significa “L’unione fa la forza”: è questo il nome della cooperativa a Vugizo, nel sud del Burundi, che si occupa di sviluppare progetti di agricoltura sostenibile e…

Dufatanemunda, in burundese, significa “L’unione fa la forza”: è questo il nome della cooperativa a Vugizo, nel sud del Burundi, che si occupa di sviluppare progetti di agricoltura sostenibile e sviluppo sociale. La cooperativa è stata fondata da Athanase, un ragazzo originario del villaggio, ma che da molti anni vive in Valdichiana.

La nostra redazione ha cominciato a seguire la storia della cooperativa già dallo scorso anno, quando gli approfondimenti editoriali terminarono con un grande evento al Lago di Montepulciano, in cui sono stati raccolti i fondi per consentire alla cooperativa burundese di acquistare concime per i campi e far arrivare l’acqua agli orti. Il successo dell’iniziativa dello scorso anno ha permesso di completare il progetto degli orti sociali in modo da favorire l’autosussistenza dei membri della cooperativa nel villaggio di Vugizo: gli orti già da molti mesi stanno producendo melanzane, cavoli, patate e altre verdure che vengono utilizzate per l’autoconsumo e per la vendita al mercato.

L’arrivo dell’acqua negli orti della cooperativa è stato un evento storico per il villaggio: se consideriamo che, in media, ogni burundese ha a disposizione cinque litri d’acqua al giorno, i venti litri al minuto portati dalle tubature rappresentano un grande miglioramento nelle condizioni di vita e nelle potenzialità agricole. Inoltre, la cooperativa ha permesso ad altri terreni adiacenti di utilizzare l’acqua, grazie a degli appositi rubinetti lasciati a disposizione di altre attività agricole.


Dufatanemunda: gli orti sociali e la sede della cooperativa a Vugizo

Quello della cooperativa Dufatanemunda è il progetto di un orto pilota: la loro filosofia è quella di utilizzare soltanto semi autoctoni e di produrre alimenti sani e biologici. Altre persone nei dintorni di Vugizo, incuriosite dalla riuscita del progetto, stanno apprendendo le loro tecniche agricole, replicando gli orti in altri appezzamenti di terreno; gli stessi membri della cooperativa apprendono le tecniche di coltivazione nell’orto comune e dedicano altri piccoli appezzamenti di terreno nei pressi delle rispettive abitazioni per coltivare verdure e ortaggi per autoconsumo.

La cooperativa, inoltre, svolge un importante ruolo di coesione sociale: il mutuo soccorso permette di aiutare i membri in difficoltà economica, di acquistare libri scolastici per i bambini e per diffondere la filosofia della biodiversità e della sostenibilità agroalimentare negli altri abitanti. Un progetto importante, quindi, che ha già avuto un effetto positivo nella vita delle persone di Vugizo e che continua ad avere ottime prospettive di sviluppo sostenibile.

È proprio in virtù di questi effetti positivi, e del grande coinvolgimento delle persone in Valdichiana durante lo scorso anno, che anche nel 2016 si è tenuto un evento di raccolta fondi presso il centro visite “La casetta” del Lago di Montepulciano, con il supporto degli Amici del Lago di Montepulciano e del circolo Legambiente Valdichiana. La raccolta fondi è stata preceduta da un convegno sui temi dell’agricoltura sostenibile e della biodiversità, con gli interventi di Angelo Barili, Vladimiro Pelliciardi e Athanase Tuyikeze.

I fondi raccolti in questo secondo evento saranno interamente devoluti alla cooperativa Dufatanemunda, che li utilizzerà per costruire una stalla e acquistare capre e pecore, in modo da rendersi autonomi anche nella produzione di concime e nell’allevamento di animali domestici. Anche in questo caso la stalla sarà un progetto pilota, da cui gli altri membri della cooperativa e gli altri abitanti potranno prendere spunto per replicare e diffondere le tecniche di allevamento. Prosegue quindi il forte legame tra la Valdichiana e il Burundi, grazie al coinvolgimento e la solidarietà disinteressata di tante persone che stanno sostenendo un progetto sociale che sta migliorando la vita delle persone nel villaggio di Vugizo.


Dalla Valdichiana al Burundi – Lago di Montepulciano – 19 Giugno 2016

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La costruzione del Muro di Betlemme, undici anni dopo

A nome di alcune associazioni del territorio, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta sul Muro di Betlemme: Il 1° Marzo 2015 è l’ XI° anniversario dell’inizio della costruzione del Muro…

A nome di alcune associazioni del territorio, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta sul Muro di Betlemme:

Il 1° Marzo 2015 è l’ XI° anniversario dell’inizio della costruzione del Muro di Betlemme

Oggi la costruzione del Muro è completata. È lungo 755 chilometri ed è certamente il monumento più grande all’incomprensione, alla sopraffazione e alla paura che esista sul nostro pianeta. Riportiamo un estratto dalla “Lettera da Betlemme – Marzo 2004” scritta da una delle Suore del Caritas Baby Hospital di Betlemme ( unico ospedale Pediatrico della Cisgiordania ):

“Uno ad uno, sei blocchi di cemento alti otto metri vengono passati in un largo solco da un’altissima gru. Sono i primi sei blocchi del muro. Da oggi, primo Marzo 2004, Betlemme può chiamarsi “ufficialmente” una prigione. Ecco il primo pezzo di muro… ce lo troviamo davanti quasi all’improvviso, orribile. Il suo grigiore sta davanti a noi, abnorme, inumano: ci taglia fuori completamente dalla vita dei normali, liberi esseri umani. L’hanno iniziato a pochi passi dal nostro ospedale. Davanti al muro regna il silenzio, anch’esso divenuto grigio e pesante. Sono pochi gli abitanti di Betlemme che si recano a vedere la triste novità di questi giorni, per un po’ la giudichiamo quasi indifferenza, ma loro il muro non lo vogliono neppure vedere, non ne vogliono neppure sentir parlare, nauseati fino in fondo da una vita priva di dignità, vissuta pagando per tanta violenza”.

Sono passati undici anni ma il Muro non è diventato parte del paesaggio come succede a tanti altri manufatti, e non lo sarà mai. Per chiunque lo veda è immediatamente chiaro che si tratta del perimetro della più grande prigione a cielo aperto del mondo. Non è una frontiera come molti pensano, è un recinto, largamente in terra altrui anche secondo le deliberazioni delle Nazioni Unite, un recinto che sancisce una disuguaglianza inammissibile tra due popoli che dovrebbero avere la garanzia di godere degli stessi diritti umani.

muro betlemme 2Dal 1° Marzo 2004 le Suore operatrici del Caritas Baby Hospital, ogni giovedì recitano il rosario davanti al muro, sotto le canne delle armi automatiche, per ricordare a tutti che la violenza e l’ingiustizia sono sempre ingiustificabili chiunque ne sia l’autore e chiunque ne sia la vittima. È in atto una grande mobilitazione di individui, movimenti, paesi interi per il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite dello Stato palestinese. Numerosi Paesi europei ed extraeuropei l’hanno già fatto. Questo non è solo un fatto istituzionale, è prima di tutto un fatto politico, con enormi significati sociali. Significa prima di tutto diritto all’acqua, diritto alla mobilità, diritto al lavoro, diritto ad una sanità adeguata, diritto a progettare la propria vita.

Dobbiamo mobilitarci tutti per questo grande obbiettivo: due Popoli, due Stati. Il Muro, a Betlemme e in tutti gli altri luoghi della Terra, non chiude solo i palestinesi in un recinto, rinchiude anche il popolo israeliano in un destino di intolleranza e incomprensione, dove domina la paura. Il muro non esalta ma distrugge anche la loro libertà.

La Banda del Sorriso – Chianciano Terme
Gli Amici di Betlemme
I volontari toscani in Terrasanta
Legambiente Chianciano – Montepulciano

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Puliamo il Mondo diventa una mostra del Fotoclub Etruria Cortona

Lo spirito che, fin dall’inizio, ha caratterizzato la manifestazione “Puliamo il Mondo”, promossa ogni anno in migliaia di centri sparsi in tutta la Penisola e che, nell’edizione 2014, ha visto…

Lo spirito che, fin dall’inizio, ha caratterizzato la manifestazione “Puliamo il Mondo”, promossa ogni anno in migliaia di centri sparsi in tutta la Penisola e che, nell’edizione 2014, ha visto coinvolte oltre 600 mila persone, in circa 4 mila località di 1.700 comuni, fra cui Cortona, è stato la salvaguardia dell’ambiente.

Il 27 e 28 settembre scorsi, a Terontola e Camucia molte associazioni culturali e di volontariato, nonché tanti semplici cittadini sono scesi in strada per raccogliere tutta l’immondizia che, per colpa dell’inciviltà e dell’incuria di alcuni, deturpa e degrada i luoghi a noi cari.

Le due giornate sono state documentate da un reportage fotografico realizzato dai fotoamatori del Fotoclub Etruria, i quali ora hanno dato vita ad una mostra fotografica, nonché a un DVD, che illustrano le fasi più significative di questa “due giorni” ambientale in cui fra i protagonisti ha spiccato la presenza dei bambini.

La mostra, intitolata “Alò… Puliamo il Mondo, verrà inaugurata venerdì 19 dicembre 2014 alle 17.30 e rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2015 presso Palazzo Casali, nella sala antistante la biblioteca del MAEC.

“Si può riempire una stanza con un mucchio di cose, per darle un’anima è sufficiente un quadro ad una parete e una sedia – dice Albano Ricci, Assessore alla cultura del Comune di Cortona – Bisogna dare vita alle cose. Soprattutto a quelle pubbliche. Con una macchina fotografica al collo si possono realizzare tanti scatti, solo le foto che qualcuno può vedere acquistano un’anima. Una stanza e una fotografia possono prendere vita l’una dall’altra. Da questa semplice riflessione nasce l’idea di allestire mostre del Fotoclub Etruria nella sala antistante la Biblioteca”.

“Abbiamo voluto unire la questione dell’ambiente alle attività sociali e alle scuole – ha spiegato infatti Andrea Bernardini, Assessore all’ambiente del Comune di Cortona – perché pensiamo che solo così si possa creare quella coscienza e consapevolezza dell’importanza del nostro ambiente e di quanto sia fondamentale preservarlo e tutelarlo”.

Soddisfazione, per la mostra e per questo nuovo spazio espositivo messo a disposizione dal Comune di Cortona, è stata espressa infine da Johnny Gadler, presidente del Fotoclub Etruria, il quale rimarcando l’importanza di una partnership sempre più sinergica con l’amministrazione comunale cortonese.

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Stop TTIP Italia – Dibattito per parlare del futuro dei nostri alimenti

La Ue si appresta a firmare due accordi commerciali di vasta portata: uno con il Canada, denominato accordo Ceta, ovvero, globale economico e commerciale, e uno con gli Stati Uniti,…

La Ue si appresta a firmare due accordi commerciali di vasta portata: uno con il Canada, denominato accordo Ceta, ovvero, globale economico e commerciale, e uno con gli Stati Uniti, il TTIP, il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti. La linea ufficiale è che questo creerà posti di lavoro e aumenterà la crescita economica, ma i beneficiari di questi accordi saranno le grandi aziende, non i cittadini.

Il regolamento che disciplina i rapporti tra stato e investitori (Isds) delle aziende canadesi e statunitensi darebbe loro il diritto di citare in giudizio le aziende europee per danni, se ritengono di avere perdite subite a causa di decisioni governative, ad esempio, nuove leggi per la tutela dell’ambiente o dei diritti dei consumatori. Migliorare o anche mantenere i nostri standard per i prodotti alimentari, i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori diventerà molto più difficile.

Se l’accordo di commercio transatlantico sul commercio e gli investimenti TTIP, Europa-USA venisse approvato il nostro cibo quotidiano potrebbe cambiare, in modo silenzioso e totalmente sconnesso da ogni condivisione popolare. Il trattato viene annunciato come una straordinaria opportunità economica e di crescita, perché dovrebbe creare tra Europa e USA, quelle facilitazioni commerciali che dovrebbero rendere tutti più ricchi. Qui è doveroso usare il condizionale perché secondo gli accordi di libero di scambio, dal NAFTA in poi, non hanno visto migliorare il tenore di vita dei più poveri e dei piccoli produttori, ma solo moltiplicare i guadagni dei più ricchi speculatori.

Quello che finirà sugli scaffali dei supermercati e nelle nostre tavole dipende da un trattato misterioso e oscuro ai più. Il TTIP potrebbe compromettere la qualità del nostro agroalimentare. Tutto questo verrà discusso a Sarteano nella Sala Mostre Comunale venerdì 5 dicembre alle ore 21:00. L’evento è stato organizzato da Legambiente, Bottega del Mondo Coop. Wimpala-Oxafam Italia, Gas Valdichianasenese, Gas Trivium ed interverrà la professoressa Monica Di Stisto, docente alla facoltà di scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana e vicepresidente del Fairwacht (osservatorio italiano su clima e commercio). Modera Altero Friferio.

Inoltre venerdì 12 dicembre, sempre nella Sala Mostre Comunale di Sarteano, presentazione del libro “La terra è la mia preghiera”, un testo che tratta della vita di Gino Girolomi padre del biologo, alla presenza dell’autore Massimo Orlandi.

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Festa dell’Albero, a Montepulciano due giornate di iniziative

Un’occasione per sottolineare la fondamentale importanza del patrimonio arboreo. Il 21 novembre, Festa dell’Albero: a Montepulciano due giornate di iniziative. A Nottola con le famiglie dei neonati, ai giardini pubblici…

Un’occasione per sottolineare la fondamentale importanza del patrimonio arboreo. Il 21 novembre, Festa dell’Albero: a Montepulciano due giornate di iniziative. A Nottola con le famiglie dei neonati, ai giardini pubblici con i bambini delle Elementari

Montepulciano celebra il 21 novembre, Festa dell’Albero, con due giornate di iniziative rivolte soprattutto ai giovanissimi.

La ricorrenza cade quest’anno in un momento in cui le drammatiche conseguenze del maltempo hanno riportato in primissimo piano i temi della tutela del territorio. E in quest’ambito si è molto parlato del ruolo fondamentale che le piante hanno nella prevenzione del dissesto idrogeologico.

Dunque le riflessioni sulla difesa del patrimonio arboreo esistente e sulla necessità di incrementarlo per rendere i centri abitati più verdi e vivibili e sottrarre al degrado angoli di territorio abbandonati assumeranno un’importanza, anche educativa, ancora maggiore.

festa alberoLa manifestazione, promossa a livello nazionale da Legambiente e realizzata a Montepulciano dal Comune in collaborazione con la ASL7, l’Ospedale di Nottola, la Direzione didattica – Istituto comprensivo Iris Origo e il Corpo Forestale dello Stato oltre, ovviamente, agli esponenti locali di Legambiente, avrà inizio giovedì (20 novembre), alle 10.00, presso gli Ospedali Riuniti della Valdichiana dove saranno messia dimora dodici ulivi, uno per ogni mese dell’anno. Alla cerimonia saranno invitate le famiglie che nel 2014 hanno visto nascere i propri figli a Nottola.

Due gli appuntamenti previsti invece per venerdì 21; alle 9.30, a Montepulciano Stazione, nel Giardino dei Frutti Dimenticati, Via Goito, sarà piantato un ginepro e sarà installato il cartello che indica il nome del giardino; alle 11.00, a Montepulciano, nel Giardini Poggiofanti, saranno messe a dimora quattro nuove piante.

Parteciperanno ai due appuntamenti, rispettivamente, i ragazzi delle classi I, II e IV della Scuola primaria di Montepulciano Stazione e della classe I della Scuola primaria del Capoluogo.

Le piante saranno messe a dimora dagli operatori del Comune insieme ai volontari di Legambiente mentre i tecnici illustreranno ai giovanissimi ospiti le modalità dell’operazione e l’importanza della presenza di piante sul territorio.

Comunicato stampa Comune di Montepulciano del 19/11/2014. Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione

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Puliamo il mondo: sabato 27 all’opera contro i rifiuti

Decimo appuntamento a Montepulciano con la campagna ambientale. Anche Sinalunga e Cortona aderiscono all’iniziativa. Montepulciano si appresta a festeggiare la decima edizione di “Puliamo il mondo” nel proprio territorio. Anche…

Decimo appuntamento a Montepulciano con la campagna ambientale. Anche Sinalunga e Cortona aderiscono all’iniziativa.

Montepulciano si appresta a festeggiare la decima edizione di “Puliamo il mondo” nel proprio territorio. Anche nel 2014 il Comune ha aderito infatti all’iniziativa organizzata su scala nazionale da Legambiente riprendendo la formula di Clean up the world, considerata una delle maggiori campagne di volontariato ambientale a livello mondale.

E come nei precedenti appuntamenti, Montepulciano insisterà sull’aspetto didattico ed educativo della manifestazione, coinvolgendo e sensibilizzando i cittadini di domani e cioè gli alunni delle scuole elementari.

La manifestazione si svolgerà sabato mattina ad Abbadia di Montepulciano e a Montepulciano Stazione; nella prima frazione i ragazzi, accompagnati dagli insegnanti, dal personale del Comune e dai volontari di Legambiente, si sposteranno alle 11.00 dalla scuola per raggiungere i giardini pubblici di Via Neruda e la zona di Via dei Greppi; allo Scalo, invece, la partenza è prevista alle 9.00 con destinazione Via Bolzano dove oggetto dell’intervento sarà il terreno adiacente il Bosco di Maramao.

In entrambi i casi gli alunni, sotto la guida degli adulti, raccoglieranno i rifiuti gettati in quegli spazi dando un forte esempio di civismo e ricevendo a loro volta un insegnamento su quanto sia dannoso e dispendioso per la comunità l’abbandono indiscriminato degli scarti.

Alla proposta del Comune hanno aderito, in totale, ben quattro classi con oltre settanta giovanissimi; a tutti saranno forniti i guanti protettivi per la raccolta.

Anche a Sinalunga torna l’appuntamento PULIAMO IL MONDO 2014, la più famosa iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente non poteva mancare anche in questo Comune della Valdichiana. Il programma della manifestazione è il seguente:
9.30 Ritrovo presso l’isola ecologica di Sinalunga, Via Voltella. Registrazione dei partecipanti
10.00 Pulizia di un’area degradata
12.00 Rientro al punto di partenza, visita guidata all’isola ecologica e piccolo buffet offerto a tutti i partecipanti

A Puliamo il Mondo aderisce anche il Comune di Cortona.

“Vogliamo dare fin da questa iniziativa, dichiara l’Assessore all’Ambiente del Comune di Cortona Andrea Bernardini, un segnale forte di come questa nuova Amministrazione si porra’ verso le tematiche ambientali , in primis i rifiuti. Queste giornate non saranno semplicemente raccolta rifiuti nelle strade di Terontola e Camucia ma abbiamo coinvolto numerose associazioni del territorio che proporranno ognuno proprie attività e progetti coinvolgendo anche bambini e famiglie.

Alla nostra iniziativa parteciperanno anche il presidente di SEI Toscana Simone Viti e il direttore generale ATO SUD rifiuti Andrea Corti, proprio per rimarcare la volontà di tutte le istituzioni e società coinvolte a dare un segnale evidente di cambiamento nel campo dei rifiuti. Sarà per noi, continua l’Assessore Bernardini, una prima occasione per presentare la nuova riorganizzazione del servizio di gestione rifiuti e tutta una serie di iniziative che a breve metteremo in campo per dare una svolta in questo settore.

Nello specifico presenteremo anche il progetto definitivo della riqualificazione del nuovo centro di raccolta del Biricocco di Camucia, che diventerà finalmente lo strumento operativo per il miglioramento della raccolta differenziata a cui verranno affiancati ulteriori interventi sostanziali di revisione del servizio. Parallelamente avvieremo una forte campagna di sensibilizzazione e informazione sulla tematica dei rifiuti e della raccolta differenziata in particolare, organizzando degli incontri nelle scuole e nelle molte frazioni del territorio. Puliamo il Mondo, conclude Bernardini, sarà il punto di inizio per un nuovo corso dell’Amministrazione comunale verso la tematica ambientale su tutti la questione dei rifiuti, ma non ci fermeremo a questo.”

Questo il programma di Cortona

Sabato 27 settembre – Puliamo Terontola Piazza Madre Teresa di Calcutta

15-17 In giro per la città a raccogliere rifiuti accompagnati da Ass. Nonni Amici e VAB sez. Cortona

17-19 Letture animate “Il piccolo bruco mai sazio” e laboratorio creativo a cura della coop Athena.Pulizia e restauro casetta di legno del giardino Madre Teresa a cura degli Scout del gruppo Agesci di Cortona. Attività di educazione e sensibilizzazione rivolta ai possessori di cania cura dell’Associazione Etruria Animals. Informazioni sull’utilizzo di pannolini lavabili a cura di Associazione Non Solo Ciripà. Esposizione di quadri e decoupagea cura di Unitre – Università delle Tre Età. Partecipazione Associazioni volontariato del territorio, punti informativi all’interno del parco e piccolo rinfresco

Domenica 28 settembre 2014– Puliamo Camucia Pinetina e giardini Rondò

9-11 In giro per la città a raccogliere rifiuti accompagnati da VAB sez. Cortona, AUSER e Coop Colap. La coop AION curerà la pulizia del Tumulo François

11-13 Laboratori per bambini con materiali di recupero a cura di coop Athena Laboratori di animazione per bambini a cura della coop. AION Cultura. Attività di educazione e sensibilizzazione rivolta ai possessori di cani a cura dell’Associazione Etruria Animals. Informazioni sull’utilizzo di pannolini lavabili a cura di Associazione Non Solo Ciripà. Esposizione di quadri e decoupagea cura di Unitre – Università delle Tre Età. Documentazione fotograficaa cura dell’Associazione Fotoclub Etruria. Mercatino del riuso e riciclo a cura del Comitato Tutela di Cortona sul tema della gestione dei rifiuti. Partecipazione Associazioni volontariato del territorio, punti informativi in via XXV Aprile e piccolo rinfresco

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Live Rock Festival di Acquaviva, dal 10 al 14 settembre

Il Live Rock Festival di Acquaviva si afferma come una delle manifestazioni ad ingresso libero più influenti del panorama nazionale. Da mercoledì 10 a domenica 14 settembre, i Giardini Ex…

Il Live Rock Festival di Acquaviva si afferma come una delle manifestazioni ad ingresso libero più influenti del panorama nazionale. Da mercoledì 10 a domenica 14 settembre, i Giardini Ex Fierale ospitano la 18esima edizione dell’evento che chiude l’estate del rock: cinque serate, quindici concerti selezionati tra innovazioni internazionali e realtà italiane.

Tra i nomi più attesi Roy Paci & Aretuska, l’australiano Dub Fx e gli olandesi The Ex (annoverati tra migliori live band del mondo); ci sono poi nuovi e più recenti successi rock dei britannici We Have Band e dei francesi Jamaica, ma arrivano anche esclusive scoppiettanti come i macedoni Djaikowsky e gli inglesi Melt Yourself Down.

Le declinazioni più attuali del rock, i suoni meticci, l’elettronica, le sfumature jazz: una rassegna immersa nel paesaggio toscano e arricchita da un’offerta enogastronomica ampia e curata. La tradizione culinaria, le buone pratiche ecologiste e la raffinata selezione musicale fanno del Live Rock Festival un esempio di cultura sostenibile.
L’arena dei Giardini Ex Fierale accoglie migliaia di giovani appassionati che condividono la curiosità per le proposte di un festival indipendente e sempre più alternativo. E poi i più piccoli, le famiglie, i media: tutti ne parlano e tutti partecipano al festival più inebriante di fine estate.

Tra le collaborazioni più prestigiose ci sono quelle di Danjel Zèzèlj che firma le illustrazioni e le scenografie, la voce illustre di Silvia Boschero, l’impegno di Legambiente che assicura sensibilità ambientalista e il 95% di raccolta differenziata. Ci sono graphic novel e artigianato, acqua pubblica e musicisti virtuosi. E ci sono soprattutto i 150 giovani volontari che organizzano ogni anno un autentico evento sociale.

Novità eco-friendly: il Live Rock Festival si è distinto negli anni per la capacità di rinnovare le scelte ecocompatibili nella produzione di una rassegna partecipata ogni anno da circa 15mila giovani provenienti da tutta Italia. La novità eco-friendly del 2014 è Amicobicchiere: per evitare la dispersione dei numerosi bicchieri usa e getta, l’affollata birreria e le aree gastronomiche del festival si dotano quest’anno di bicchiere personale e riutilizzabile, così da ridurre ulteriormente l’impatto sulla produzione dei rifiuti. Gli standard di raccolta differenziata del Live Rock Festival si attestano ormai da anni al di sopra del 90%: percentuali record certificate da Legambiente.

Le eccellenze enogastronomiche della cultura toscana sono protagoniste del Live Rock Festival: grazie alla qualità delle materie prime ricercate tra i produttori locali si realizza una vera cucina a km zero che caratterizza con le sue innumerevoli specialità che attraggono un ampio pubblico di buongustai. Infrangendo gli stereotipi dei concerti rock, il Live Rock Festival valorizza il connubio tra cultura musicale e cultura del cibo, per una nuova consapevolezza sostenibile.

Per maggiori infomazioni: www.liverockfestival.it

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Serge Latouche e la sua idea di Europa. Intervista all’economista filosofo francese

Lunedì 7 luglio la Riserva Naturale del lago di Montepulciano ha accolto Serge Latouche, economista e filosofo francese di fama internazionale, ottenuta grazie alle sue teorie della decrescita felice, del…

Lunedì 7 luglio la Riserva Naturale del lago di Montepulciano ha accolto Serge Latouche, economista e filosofo francese di fama internazionale, ottenuta grazie alle sue teorie della decrescita felice, del convivialismo, del localismo e da sempre grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta. L’incontro, organizzato da Legambiente e dagli Amici del Lago di Montepulciano, si è rivelato un momento di condivisione delle tipiche tematiche della ricerca accademica di Latouche, ha spaziato su temi quali la biodiversità, l’autonomia agricola, resilienza e i processi di costruzione di un Biodistretto in Valdichiana.

Serge Latouche è conosciuto in tutto il mondo per le sue opere di antropologia economica e per la sua critica ai modelli di imperialismo culturale e all’utilitarismo. Noi de La Valdichiana lo abbiamo incontrato e gli abbiamo posto alcune domande per capire meglio le sue teorie anche in relazione a quello che è l’attuale scenario europeo.

Buonasera Serge, Lei “contesta” la visione del mondo occidentale che mette al primo posto il fattore economico come indicatore di benessere. Ma secondo lei quale potrebbe essere il modo migliore per parlare in termini di ricchezza, soddisfazione e appagamento?

“Questa idea di indicatore è un’idea tipicamente moderna e occidentale. Per secoli le civiltà occidentali, appunto, hanno vissuto con la concezione di avere un indicatore di benessere, non se questo è bene o è un male, ma so che, avere un indicatore è una grande ossessione. Che cosa significa essere felice al 50% o al 70%, questa è una cosa assurda e tutto è partito dal momento che si è detto che il consumo aveva un prezzo e che tutto si valuta con il denaro. Dobbiamo uscire da questa ossessione e per capire se stiamo bene basta dire: “Sei felice o non sei felice”?

Può dirci cosa ne pensa dell’Europa, in particolare delle ultime elezioni europee, e quali politiche ritiene debbano essere attuate per seguire le sue teorie?

“Per seguire le mie teorie, l’Europa dovrebbe andare in direzione totalmente opposta. Oggi, la parola più usata in Europa è la parola competitività, ma cosa significa competitività? Produrre ad un prezzo più basso del vicino? Va bene, ma se il vicino può cavarsela perché fa concorrenza usando il lavoro dei cinesi e le mie operaie accettano di avere un salario più basso pur di lavorare, non va bene. Non possiamo seguire tutti il vicino altrimenti il mondo non andrebbe da nessuna parte. Per avere il benessere si deve creare il malessere più forte e l’Europa, seguendo questa strada, sta sbagliando totalmente”.

Qual è il suo punto di vista su progetti di sviluppo internazionale promossi da ONG, come la FAO, per lo sviluppo nei Paesi del Terzo Mondo? Mi può dire una sua opinione su IFAD?

“La FAO ha avuto una visione ed è stata in grado di cambiare molto le cose. Per molti anni la FAO è stata in favore dell’agricoltura produttivista e di modernizzazione, mentre recentemente ha cambiato la sua visione, ha capito che per nutrire il mondo c’è bisogno di una agricoltura più biologica e questo mi sembra la visione più giusta”.

Lei teme il costo transazione verso il modello della decrescita, parlando in termini di disoccupazione, stato sociale e calo della popolazione? E una volta che le economia di scala salteranno ci sarà terra per tutti?

“Non sono ne agronomo ne profeta, ma come diceva Mahatma Gandhi: “La terra è abbastanza grande per soddisfare i bisogni di tutti, ma sarà sempre troppo piccola per soddisfare l’avidità di alcuni”. Dunque il problema non è che la terra non sopporterà una popolazione troppo grande, ma se i demografici dicono che la stabilizzazione della popolazione ci sarà nel 2050 a 10/12 miliardi è possibile che la terra non basterà e il problema non è che la popolazione di oggi è troppo forte, il problema è che molti hanno un’impronta ecologica troppo forte e se tutti vivevano come gli australiani ci sarebbe già troppa popolazione, mentre, viceversa, se tutti avessero vissuto come gli abitanti del Burkina Faso saremmo circa 23milioni e sarebbe stato un dato abbastanza sostenibile. Il problema non è la quantità di uomini è il consumo di alcuni uomini”.

La crescente obesità delle persone può essere legata a fattori di accesso al credito, alla pubblicità e alla obsolescenza programmata?

“È determinata dal sistema alimentare che risulta dal complesso agroindustria, della distribuzione attraverso i supermercati e dell’agricoltura industriale che fa dei prodotti con agricoltura basata su pesticidi, trasportati e venduti nei supermercati. Tali prodotti contengono troppi grassi cattivi, perché il grasso non è cattivo in se, dipende dal tipo, ed è il cattivo cibo che genera obesità. Non è la pubblicità o l’accesso al credito che genera obesità, la pubblicità induce a comprare ma non sempre sono prodotti di bassa qualità quelli che vengono pubblicizzati”.

Quali possono essere le strade per invertire la tendenza e raggiungere “l’arte di limitarsi”, come dice lei?

“L’arte di limitarsi è una cosa che dipende dalla disciplina personale, dall’educazione, del sistema d’informazione e dal risultato della creazione della mentalità. Siamo formati da un tipo di propaganda e si deve cambiare il tipo di propaganda che per anni ci hanno detto,che la dismisura doveva far parte dell’uomo e quindi tutte le culture cercavano di inquadrare questa dismisura. Di per se non è cattivo fare delle cose eccezionali che a sua volta portano a fare delle belle cose, ma è il fatto che tutte le cultura hanno cominciato ad imitarsi- Già nel XVII secolo Benville disse che siamo tutti sbagliati: “Dobbiamo liberare le passioni, l’avidità e la ricerca del potere”, quello che chiamavano “vizio” portava alla ricchezza pubblica, l’avidità era considerata una buona cosa ed il risultato è state persone come il “Lupo di Wall Street”, oppure Berlusconi che l’ha capita bene questa cosa – ride e conclude – Noi siamo troppo sulla strada della illimitatezza e quindi dobbiamo ritrovare i nostri limiti per vivere tutti meglio”.

Ringraziamo Serge Latouche per averci concesso questa bella intervista dove è stato espresso, in maniera semplice, quello che è il suo pensiero e come dovremmo comportarci per vivere tutti nel modo migliore.

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Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia”

Serge Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare” Il cielo ha minacciato pioggia per tutta la sera, e le nubi temporalesche non facevano presagire nulla di buono:…

Serge Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare”

Il cielo ha minacciato pioggia per tutta la sera, e le nubi temporalesche non facevano presagire nulla di buono: e invece la nutrita platea che si era radunata al centro visite “La Casetta” del Lago di Montepulciano è stata risparmiata dall’acquazzone, e ha potuto godersi un interessante incontro pubblico con Serge Latouche. Il dibattito si è svolto all’aperto, nei giardini a fianco del Sentiero della Bonifica, e i tanti spettatori giunti per l’occasione si sono dimostrati partecipi e incuriositi, contribuendo al successo dell’iniziativa con domande e approfondimenti.

latouche2Serge Latouche, economista e filosofo francese, ha acquisito fama internazionale grazie alle sue teorie della decrescita felice. L’incontro organizzato da Legambiente e dagli Amici del Lago di Montepulciano, lunedì 7 luglio, è stato un importante momento di condivisione delle tipiche tematiche della ricerca accademica di Latouche, ma ha spaziato anche su temi quali la biodiversità, l’autonomia agricola e alimentare, i processi di costruzione di un Biodistretto in Valdichiana.

Il professor Latouche è un grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta e le sue opere di antropologia economica guardano favorevolmente a concetti come il convivialismo (Qui potete trovare il manifesto pubblicato dal MAUSS, il movimento anti-utilitarista per le scienze sociali) e il localismo. Le critiche ai modelli di imperialismo culturale, al predominio della crescita come motore di sviluppo e all’utilitarismo come etica predominante lo hanno reso particolarmente famoso, sia in ambienti accademici che politici, e i tanti libri pubblicati sul tema della “decrescita felice” hanno contribuito alla formazione di un dibattito per ridurre gli sprechi energetici, le disuguaglianze sociali e l’impronta ecologica.

latouche4Nel corso dell’incontro, Latouche ha introdotto i classici temi della decrescita felice per cercare alternative alle società fondate sul consumo, anche per combattere la crisi economica e sociale che ancora oggi viviamo. C’è un limite, secondo lo studioso, allo sviluppo e alla mercificazione: l’ossessione per lo sviluppo è tutta occidentale, così come la sfrenata tendenza a ridurre ogni cosa a merce di consumo, persino i beni comuni. E per continuare a produrre, a consumare, a creare oggetti, servizi e merci che danno l’illusione di vivere meglio, non facciamo che peggiorare le condizioni di vita, la felicità e il benessere.

Ma il dibattito non si è limitato a questo: il professor Latouche ha introdotto il tema della resilienza, ovvero la capacita di un ecosistema di resistere alla tensione e all’aggressione e di tornare allo stato primitivo e originario. Ritornare quindi alle buone pratiche locali, recuperare l’autonomia tipica del mondo contadino, che coinvolga non soltanto gli aspetti agrari e ambientali, ma anche quelli sociali e culturali. Per fondare una società basata sulla qualità della vita e non sulla merce, quindi, è necessario riappropriarsi delle nostre origini, recuperare la capacità di sopravvivenza e la padronanza del saper fare, soprattutto in campo alimentare. Viviamo infatti, secondo lo studioso, in un mondo che potremmo definire come un paese dell’assurdo, in cui non c’è più il senso sacro del cibo. latouche3Tutto ciò è accaduto perchè nell’etica utilitarista non esiste alcun senso del limite: tutto si nutre con l’illusione di uno sviluppo infinito, di una crescita eterna, di un consumismo senza limiti. Per recuperare l’autonomia agricola e ambientale, quindi, è necessario ritrovare e condividere il senso della misura.

Per tutti i lettori interessati alle teorie della decrescita e all’evento che si è tenuto al Lago di Montepulciano, sta arrivando un servizio esclusivo e un’intervista approfondita che Serge Latouche ci ha gentilmente concesso. Continuate a seguirci!

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