La Valdichiana

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Serge Latouche e la sua idea di Europa. Intervista all’economista filosofo francese

Lunedì 7 luglio la Riserva Naturale del lago di Montepulciano ha accolto Serge Latouche, economista e filosofo francese di fama internazionale, ottenuta grazie alle sue teorie della decrescita felice, del…

Lunedì 7 luglio la Riserva Naturale del lago di Montepulciano ha accolto Serge Latouche, economista e filosofo francese di fama internazionale, ottenuta grazie alle sue teorie della decrescita felice, del convivialismo, del localismo e da sempre grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta. L’incontro, organizzato da Legambiente e dagli Amici del Lago di Montepulciano, si è rivelato un momento di condivisione delle tipiche tematiche della ricerca accademica di Latouche, ha spaziato su temi quali la biodiversità, l’autonomia agricola, resilienza e i processi di costruzione di un Biodistretto in Valdichiana.

Serge Latouche è conosciuto in tutto il mondo per le sue opere di antropologia economica e per la sua critica ai modelli di imperialismo culturale e all’utilitarismo. Noi de La Valdichiana lo abbiamo incontrato e gli abbiamo posto alcune domande per capire meglio le sue teorie anche in relazione a quello che è l’attuale scenario europeo.

Buonasera Serge, Lei “contesta” la visione del mondo occidentale che mette al primo posto il fattore economico come indicatore di benessere. Ma secondo lei quale potrebbe essere il modo migliore per parlare in termini di ricchezza, soddisfazione e appagamento?

“Questa idea di indicatore è un’idea tipicamente moderna e occidentale. Per secoli le civiltà occidentali, appunto, hanno vissuto con la concezione di avere un indicatore di benessere, non se questo è bene o è un male, ma so che, avere un indicatore è una grande ossessione. Che cosa significa essere felice al 50% o al 70%, questa è una cosa assurda e tutto è partito dal momento che si è detto che il consumo aveva un prezzo e che tutto si valuta con il denaro. Dobbiamo uscire da questa ossessione e per capire se stiamo bene basta dire: “Sei felice o non sei felice”?

Può dirci cosa ne pensa dell’Europa, in particolare delle ultime elezioni europee, e quali politiche ritiene debbano essere attuate per seguire le sue teorie?

“Per seguire le mie teorie, l’Europa dovrebbe andare in direzione totalmente opposta. Oggi, la parola più usata in Europa è la parola competitività, ma cosa significa competitività? Produrre ad un prezzo più basso del vicino? Va bene, ma se il vicino può cavarsela perché fa concorrenza usando il lavoro dei cinesi e le mie operaie accettano di avere un salario più basso pur di lavorare, non va bene. Non possiamo seguire tutti il vicino altrimenti il mondo non andrebbe da nessuna parte. Per avere il benessere si deve creare il malessere più forte e l’Europa, seguendo questa strada, sta sbagliando totalmente”.

Qual è il suo punto di vista su progetti di sviluppo internazionale promossi da ONG, come la FAO, per lo sviluppo nei Paesi del Terzo Mondo? Mi può dire una sua opinione su IFAD?

“La FAO ha avuto una visione ed è stata in grado di cambiare molto le cose. Per molti anni la FAO è stata in favore dell’agricoltura produttivista e di modernizzazione, mentre recentemente ha cambiato la sua visione, ha capito che per nutrire il mondo c’è bisogno di una agricoltura più biologica e questo mi sembra la visione più giusta”.

Lei teme il costo transazione verso il modello della decrescita, parlando in termini di disoccupazione, stato sociale e calo della popolazione? E una volta che le economia di scala salteranno ci sarà terra per tutti?

“Non sono ne agronomo ne profeta, ma come diceva Mahatma Gandhi: “La terra è abbastanza grande per soddisfare i bisogni di tutti, ma sarà sempre troppo piccola per soddisfare l’avidità di alcuni”. Dunque il problema non è che la terra non sopporterà una popolazione troppo grande, ma se i demografici dicono che la stabilizzazione della popolazione ci sarà nel 2050 a 10/12 miliardi è possibile che la terra non basterà e il problema non è che la popolazione di oggi è troppo forte, il problema è che molti hanno un’impronta ecologica troppo forte e se tutti vivevano come gli australiani ci sarebbe già troppa popolazione, mentre, viceversa, se tutti avessero vissuto come gli abitanti del Burkina Faso saremmo circa 23milioni e sarebbe stato un dato abbastanza sostenibile. Il problema non è la quantità di uomini è il consumo di alcuni uomini”.

La crescente obesità delle persone può essere legata a fattori di accesso al credito, alla pubblicità e alla obsolescenza programmata?

“È determinata dal sistema alimentare che risulta dal complesso agroindustria, della distribuzione attraverso i supermercati e dell’agricoltura industriale che fa dei prodotti con agricoltura basata su pesticidi, trasportati e venduti nei supermercati. Tali prodotti contengono troppi grassi cattivi, perché il grasso non è cattivo in se, dipende dal tipo, ed è il cattivo cibo che genera obesità. Non è la pubblicità o l’accesso al credito che genera obesità, la pubblicità induce a comprare ma non sempre sono prodotti di bassa qualità quelli che vengono pubblicizzati”.

Quali possono essere le strade per invertire la tendenza e raggiungere “l’arte di limitarsi”, come dice lei?

“L’arte di limitarsi è una cosa che dipende dalla disciplina personale, dall’educazione, del sistema d’informazione e dal risultato della creazione della mentalità. Siamo formati da un tipo di propaganda e si deve cambiare il tipo di propaganda che per anni ci hanno detto,che la dismisura doveva far parte dell’uomo e quindi tutte le culture cercavano di inquadrare questa dismisura. Di per se non è cattivo fare delle cose eccezionali che a sua volta portano a fare delle belle cose, ma è il fatto che tutte le cultura hanno cominciato ad imitarsi- Già nel XVII secolo Benville disse che siamo tutti sbagliati: “Dobbiamo liberare le passioni, l’avidità e la ricerca del potere”, quello che chiamavano “vizio” portava alla ricchezza pubblica, l’avidità era considerata una buona cosa ed il risultato è state persone come il “Lupo di Wall Street”, oppure Berlusconi che l’ha capita bene questa cosa – ride e conclude – Noi siamo troppo sulla strada della illimitatezza e quindi dobbiamo ritrovare i nostri limiti per vivere tutti meglio”.

Ringraziamo Serge Latouche per averci concesso questa bella intervista dove è stato espresso, in maniera semplice, quello che è il suo pensiero e come dovremmo comportarci per vivere tutti nel modo migliore.

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Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia”

Serge Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare” Il cielo ha minacciato pioggia per tutta la sera, e le nubi temporalesche non facevano presagire nulla di buono:…

Serge Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare”

Il cielo ha minacciato pioggia per tutta la sera, e le nubi temporalesche non facevano presagire nulla di buono: e invece la nutrita platea che si era radunata al centro visite “La Casetta” del Lago di Montepulciano è stata risparmiata dall’acquazzone, e ha potuto godersi un interessante incontro pubblico con Serge Latouche. Il dibattito si è svolto all’aperto, nei giardini a fianco del Sentiero della Bonifica, e i tanti spettatori giunti per l’occasione si sono dimostrati partecipi e incuriositi, contribuendo al successo dell’iniziativa con domande e approfondimenti.

latouche2Serge Latouche, economista e filosofo francese, ha acquisito fama internazionale grazie alle sue teorie della decrescita felice. L’incontro organizzato da Legambiente e dagli Amici del Lago di Montepulciano, lunedì 7 luglio, è stato un importante momento di condivisione delle tipiche tematiche della ricerca accademica di Latouche, ma ha spaziato anche su temi quali la biodiversità, l’autonomia agricola e alimentare, i processi di costruzione di un Biodistretto in Valdichiana.

Il professor Latouche è un grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta e le sue opere di antropologia economica guardano favorevolmente a concetti come il convivialismo (Qui potete trovare il manifesto pubblicato dal MAUSS, il movimento anti-utilitarista per le scienze sociali) e il localismo. Le critiche ai modelli di imperialismo culturale, al predominio della crescita come motore di sviluppo e all’utilitarismo come etica predominante lo hanno reso particolarmente famoso, sia in ambienti accademici che politici, e i tanti libri pubblicati sul tema della “decrescita felice” hanno contribuito alla formazione di un dibattito per ridurre gli sprechi energetici, le disuguaglianze sociali e l’impronta ecologica.

latouche4Nel corso dell’incontro, Latouche ha introdotto i classici temi della decrescita felice per cercare alternative alle società fondate sul consumo, anche per combattere la crisi economica e sociale che ancora oggi viviamo. C’è un limite, secondo lo studioso, allo sviluppo e alla mercificazione: l’ossessione per lo sviluppo è tutta occidentale, così come la sfrenata tendenza a ridurre ogni cosa a merce di consumo, persino i beni comuni. E per continuare a produrre, a consumare, a creare oggetti, servizi e merci che danno l’illusione di vivere meglio, non facciamo che peggiorare le condizioni di vita, la felicità e il benessere.

Ma il dibattito non si è limitato a questo: il professor Latouche ha introdotto il tema della resilienza, ovvero la capacita di un ecosistema di resistere alla tensione e all’aggressione e di tornare allo stato primitivo e originario. Ritornare quindi alle buone pratiche locali, recuperare l’autonomia tipica del mondo contadino, che coinvolga non soltanto gli aspetti agrari e ambientali, ma anche quelli sociali e culturali. Per fondare una società basata sulla qualità della vita e non sulla merce, quindi, è necessario riappropriarsi delle nostre origini, recuperare la capacità di sopravvivenza e la padronanza del saper fare, soprattutto in campo alimentare. Viviamo infatti, secondo lo studioso, in un mondo che potremmo definire come un paese dell’assurdo, in cui non c’è più il senso sacro del cibo. latouche3Tutto ciò è accaduto perchè nell’etica utilitarista non esiste alcun senso del limite: tutto si nutre con l’illusione di uno sviluppo infinito, di una crescita eterna, di un consumismo senza limiti. Per recuperare l’autonomia agricola e ambientale, quindi, è necessario ritrovare e condividere il senso della misura.

Per tutti i lettori interessati alle teorie della decrescita e all’evento che si è tenuto al Lago di Montepulciano, sta arrivando un servizio esclusivo e un’intervista approfondita che Serge Latouche ci ha gentilmente concesso. Continuate a seguirci!

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Lago di Montepulciano: incontro con Serge Latouche

Teorico della decrescita felice, del convivialismo e del localismo, grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta: è Serge Latouche, uno dei più famosi economisti e filosofi francesi, conosciuto in tutto il mondo…

Teorico della decrescita felice, del convivialismo e del localismo, grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta: è Serge Latouche, uno dei più famosi economisti e filosofi francesi, conosciuto in tutto il mondo per le sue opere di antropologia economica e per la sua critica ai modelli di imperialismo culturale e all’utilitarismo.

Serge Latouche sarà ospite il prossimo 7 luglio a Montepulciano, presso il centro visite “La Casetta”, per animare un incontro pubblico organizzato da Legambiente e dagli Amici del Lago di Montepulciano. Un incontro dal titolo “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare”, che spazierà dai temi tipici della ricerca di Serge Latouche ai processi di costruzione di un Biodistretto in Valdichiana.

L’incontro pubblico con Serge Latouche si terrà alle ore 18:00 presso la sala conferenze del centro visite del Lago di Montepulciano. Al termine si terrà un apericena con prodotti tipici locali. Per informazioni e prenotazioni scrivete all’indirizzo mail info@amicilagodimontepulciano.it

Locandina Latouche

 

 

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Pedalonga della Valdichiana per “Voler bene all’Italia”

Domenica 1 Giugno 2014 il Centro Culturale ”Gens Valia“ in collaborazione con il Circolo Legambiente di Chianciano Terme-Montepulciano, la condotta Slow Food Montepulciano-Chiusi, la Società Storica Poliziana e l’Associazione Amici…

Domenica 1 Giugno 2014 il Centro Culturale ”Gens Valia“ in collaborazione con il Circolo Legambiente di Chianciano Terme-Montepulciano, la condotta Slow Food Montepulciano-Chiusi, la Società Storica Poliziana e l’Associazione Amici del Lago di Montepulciano con il patrocinio del Comune di Montepulciano, nell’ambito di “Voler Bene all’Italia”, la Festa Nazionale organizzata ogni anno da Legambiente e patrocinata dal Presidente della Repubblica, ti aspetta per un evento senza precedenti.

Si tratta della Pedalonga della Valdichiana, una pedalata enogastronomica sul Sentiero della Bonifica tra i laghi di Chiusi e Montepulciano e Foiano della Chiana.

Il programma prevede una partenza simultanea in bicicletta alle ore 9:00. Il primo gruppo partirà da Chiusi Stazione, Piazza Dante (parcheggiare in piazza G. Rossini), mentre il secondo gruppo partirà da Foiano della Chiana, loc. Ponti di Cortona (parcheggiare presso il bivio all’uscita “Foiano della Chiana” del raccordo Perugia – Bettolle). I due gruppi si ritroveranno tra le 11 e le 11:30 presso la Riserva Naturale del Lago di Montepulciano, nei locali del Centro Visite “La Casetta”. Il “comitato d’accoglienza” includerà Santi Cherubini “Il Penna” del gruppo Avanzi di Balera, che resterà fino alla fine del conviviale.

Alle ore 11:30 è prevista la presentazione del libro “Valdichiana: origini, sviluppo, caduta, riscatto” di Eraldo Valdambrini del Centro Culturale ”Gens Valia“.

Alle ore 12 sarà proiettato il cortometraggio “Melaricordo” il viaggio dal frutteto alla tavola narrato da una mela della Valdichiana” presentato dal Circolo Legambiente di Chianciano Terme-Montepulciano.

Alle ore 12:15 lo scrittore Graziano Buchetti del Centro Culturale ”Gens Valia“, leggerà il suo ultimo racconto dal titolo “Pane e companatico”, primo classificato al concorso letterario “I nonni raccontano”.

Alle ore 12,30 produttori, cuochi e sommelier presenteranno i prodotti e i piatti che alle ore 13 comporranno il menù del pranzo conviviale della Condotta Slow Food di Montepulciano-Chiusi, coordinato dalla referente locale dell’Alleanza Cuochi, Tiziana Tacchi del ristorante “Il Grillo è Buoncantore” di Chiusi.

pedalonga della valdichianaIn caso di pioggia la pedalata non sarà effettuata e in sostituzione alle ore 10.30 presso il Centro Visite “La Casetta” sarà proiettato un filmato comico dedicato alle “biciclette con pedalata assistita” degli Avanzi di Balera e a seguire la speciale puntata dedicata alla “Valdichiana” della trasmissione “SPARTIACQUE: da Enea ad Attila” di RAI 5 del regista Guido Morandini. Se non proiettati la mattina, questi due video lo saranno dopo pranzo. Si ricorda che il Centro visite sarà aperto dalle ore 8.30 fino alle ore con la possibilità di visitare la mostra sulla Val di Chiana “dal mare alle bonifiche” e lo spazio museale “Memorie del Lago” mentre il battello elettrico per il giro nel lago sarà operativo dalle ore 11.00.

Menù proposto dalla Condotta Slow Food Montepulciano-Chiusi:

  • Bruschetta all’olio extravergine d’oliva della Cooperativa “Il Frantoio” di Montepulciano
  • Crostino con salsa al pomodoro
  • Focaccia rustica con farcia di verdure saltate all’Aglione della Chiana (fornito dal Centro Culturale “Gens Valia”) e pecorino fresco dell’Azienda Agricola “Coveri” di Torrita di Siena
  • Pappa al pomodoro
  • Peposo accompagnato dall’insalata fredda di legumi preparata da Roberto Crocenzi della Taverna “Da Roberto” di Montisi
  • Crostata di frutta, preparata da Marco Mazzetti del Bar-Pasticceria “Centro Storico” di Chianciano Terme
  • Un frutto di stagione

In abbinamento verranno degustati i seguenti vini:

  • Rosso di Montepulciano 2011 “Dogana”, Fattoria di Palazzo Vecchio, Valiano
  • Vino Nobile di Montepulciano 2010, Azienda Vitivinicola Lunadoro, Valiano
  • Rosso di Montepulciano 2011, Azienda Vitivinicola Lunadoro, Valiano

Il contributo per il pranzo è stato fissato in 16 € (per i bambini 10 €).
Si prega di dare conferma a Daniela Filippi, Fiduciaria Slow Food Montepulciano-Chiusi, tel. +393386967812, -Franco Boschi, Centro Culturale “Gens Valia”, tel. 320 4277016, oppure Riccardo Pasquini, comitato di condotta: 338 1535018.

Per altre informazioni sulla Pedalonga della Valdichiana:

Voler Bene all’Italia – Sentiero della Bonifica – Amici del Lago di Montepulciano

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Legambiente promuove la nascita del distretto biologico in Valdichiana

Riceviamo e Pubblichiamo. In riferimento al Manifesto adottato da Legambiente in materia di agricoltura, si comunica che il Circolo locale di Legambiente sta promuovendo la nascita di un distretto biologico,…

Riceviamo e Pubblichiamo.

In riferimento al Manifesto adottato da Legambiente in materia di agricoltura, si comunica che il Circolo locale di Legambiente sta promuovendo la nascita di un distretto biologico, in collaborazione con i produttori locali, con le associazioni di categoria e con tutti i cittadini interessati alla sviluppo di una nuova, sana e consapevole modalità di interazione tra individuo e ambiente. Cita il documento “ ..Una nuova agricoltura rispetto al modello che ha dominato il Novecento: un’agricoltura già all’opera, praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capace di innovare, sperimentando nuove tecnologie e anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale”.

Siamo da sempre attenti alle tematiche relative all’ambiente e all’uso che di esso si fa, riteniamo fondamentale un processo di partecipazione dal basso e una sensibilizzazione sempre maggiore verso le tematiche relative ad una sana alimentazione, basata sulla filiera corta, sull’agricoltura biologica e biodinamica, sulla valorizzazione delle varietà, delle razze e dei prodotti tradizionali del territorio, su un maggiore rispetto degli agricoltori e del loro lavoro, sull’abbandono delle sostanze nocive alla salute e al suolo.

E vogliamo continuare ad essere attenti a questi aspetti della vita e del territorio che abitiamo attraverso la nascita del distretto biologico inteso come “un sistema volontario di azioni coordinate per la gestione sostenibile di un territorio dove agricoltori locali, cittadini, imprese, associazioni e istituzioni lavorano insieme per promuovere nuove economie, partendo dal modello biologico di produzione e consumo”. Questo nuovo sistema di relazioni, sarà anche in grado di attrarre fondi comunitari che nel periodo 2014/2020 andranno proprio in questa direzione.

Siamo, dunque, lieti di invitare tutti i cittadini, sensibili a queste tematiche alla tavola rotonda “Tutti insieme per la nascita partecipata del biodistretto della Valdichiana” che si terrà il 21 Aprile alle ore 16 in occasione della tradizionale festa di Pasquetta presso la casetta del Lago di Montepulciano. In tale occasione siamo felici di avere tra i nostri ospiti Giannozzo Pucci – Vice Presidente dell’Associazione Navdanya International –  per parlare di Lotta agli OGM, Biodistretto della Valdichiana e Cultura del Territorio. THINK GLOBAL, ACT LOCAL! Vi aspettiamo numerosi!

Info: cignolegambiente@yahoo.it

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Il circolo Valdichiana di Legambiente si prepara al congresso annuale

Sabato 22 Marzo, presso la sala Ex-Macelli di Montepulciano, a partire dalle ore 16, si terrà l’annuale Congresso di Legambiente (Circolo Valdichiana). Oltre a rinnovare le cariche, il congresso di…

Sabato 22 Marzo, presso la sala Ex-Macelli di Montepulciano, a partire dalle ore 16, si terrà l’annuale Congresso di Legambiente (Circolo Valdichiana).

Oltre a rinnovare le cariche, il congresso di Legambiente sarà l’occasione per discutere e confrontarsi con tutti coloro che vorranno intervenire e dare il loro contributo. Da alcuni anni anche la nostra zona è in pericolo dal punto di vista ambientale: Nichel, diserbanti, rifiuti, centrali a biomasse, agricoltura industriale, ecc… La nostra intenzione è quella di accogliere tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi per la tutele del territorio e della nostra salute. Dopo 20 anni di esperienza il Circolo di Legambiente è sicuramente un punto fermo dell’ambientalismo locale ed in questo anno di amministrative dobbiamo far sentire ancora più forte la nostra voce.

Per informazioni: cignolegambiente@yahoo.it

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“Mi rifiuto di sprecare”, una conferenza organizzata da Legambiente

Sabato 22 febbraio, a partire dalle ore 16, si terrà presso la sala conferenze San Francesco di Chiusi Città l’incontro “Mi rifiuto di sprecare”. La conferenza, organizzata dal circolo Legambiente…

Sabato 22 febbraio, a partire dalle ore 16, si terrà presso la sala conferenze San Francesco di Chiusi Città l’incontro “Mi rifiuto di sprecare”. La conferenza, organizzata dal circolo Legambiente e dall’associazione “La Goccia”, con il patrocinio di Cesvot, sarà improntata sul tema del nuovo piano interprovinciale dei rifiuti. Si parlerà di politiche europee per la prevenzione dei rifiuti e per il riuso.

Alla conferenza “Mi rifiuto di sprecare” parteciperanno anche due importanti relatori: Stefano Ciafani (vicepresidente nazionale Legambiente e responsabile ufficio scientifico Legambiente) e Paolo Balestri (responsabile regionale Legambiente settore rifiuti). La partecipazione è aperta a tutta la cittadinanza.

Sempre per la giornata di sabato 22 febbraio è prevista una ciaspolata in Casentino, organizzata dal circolo Legambiente “La Foenna”. Il ritrovo è previsto presso il parcheggio del centro commerciale “I Gelsi” di Sinalunga per le ore 14:00, mentre il rientro è previsto per le ore 24:00. Per prenotazioni e informazioni, potete contattare direttamente il circolo Legambiente.

 

 

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Le obiezioni di Legambiente al piano interprovinciale dell’ATO sud

Nei giorni scorsi, a Siena, si sono ritrovati in riunione tutti i circoli di Legambiente delle province di Arezzo, Siena e Grosseto (e della Val di Cornia) per approfondire il…

Nei giorni scorsi, a Siena, si sono ritrovati in riunione tutti i circoli di Legambiente delle province di Arezzo, Siena e Grosseto (e della Val di Cornia) per approfondire il tema della pianificazione della gestione dei rifiuti nell’ATO sud della Toscana. Insieme, dopo una vivace e proficua discussione, avvenuta alla presenza della presidenza regionale, hanno deciso di diramare il presente comunicato.

Le obiezioni di Legambiente al piano interprovinciale dell’ATO Toscana Sud consistono in tre ordini di rilevanti questioni. A cominciare dalla scarsa o nulla pubblicizzazione dell’atto in formazione, prima della sua adozione (avvenuta il 21 scorso). E’ vero che non è obbligatoria, ma è possibile e non costa niente, specie in forme telematiche, sui siti delle tre province interessate dal Piano. Questa prerogativa di mancata trasparenza, in una regione pioniera quanto a codifica di processi partecipativi (vedi la LR 69/2007 rinnovata e rafforzata dalla più recente LR 46/2013), pare ancora più grave dal momento che la prassi delle procedure ci insegna che un Piano, una volta adottato, è difficilmente attaccabile nei suoi assi portanti.

Tenendo conto delle dinamiche economiche e sociali, dovute alla diminuzione dei consumi per via della crisi, il Piano assume come dato di riferimento un valore di produzione pro/capite stabilizzata al 2010 e rimanda all’ATO e quindi ai comuni, la raccomandazione d’intervenire con l’introduzione di una tariffa puntuale per ottenere in maniera concreta, l’obiettivo di stabilizzazione. Altro obiettivo del piano è la completa autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti all’interno dell’area vasta e il raggiungimento degli obiettivi regionali di raccolta differenziata destinata al riciclo per i rifiuti urbani, individuando la percentuale del 70% per le raccolte differenziate e del 60% di riciclo di materia al 2020. Per Legambiente, questi obiettivi sono ancora molto prudenti. I tempi per il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata, infatti, sono, a nostro avviso, troppo dilatati. La scelta del passaggio al porta a porta o comunque a raccolte di prossimità più efficienti, dovrebbe concentrarsi in un periodo molto più stretto (es. 30 mesi per almeno un 80% di abitanti serviti). Considerando che già oggi siamo inadempienti rispetto agli obiettivi di legge, questa dovrebbe essere la vera emergenza/priorità del Piano. Legambiente chiede inoltre un maggiore impegno nella attivazione di serie ed incisive azioni di riduzione della produzione, perché lo scenario reale non sia solo la stabilizzazione ma la diminuzione della produzione di rifiuti, anche in caso di superamento della crisi economica attuale.

Il Piano prevede la diminuzione delle discariche, lasciandone attive una per provincia e nello specifico: quella di Terranova Bracciolini per Arezzo, Cannicci per Grosseto e quella di Abbadia San Salvatore per il senese. Per il discorso sugli inceneritori rimarrebbe fuori quello di Scarlino mentre quello di Arezzo (ridotto a 45mila tonnellate) e quello di Poggibonsi (70mila tonnellate) sono previsti. E’ previsto inoltre un ampliamento dell’impianto delle Strillaie con la realizzazione un biodigestore anaerobico capace di produrre energia dalla frazione organica ed un’ulteriore linea di riciclo che trasformi il residuo secco preveniente da raccolta differenziata spinta e gli scarti provenienti dalla piattaforma di selezione. A nostro parere, il piano prevede ancora troppa termovalorizzazione e troppo conferimento in discarica a regime (persino superiore agli obiettivi del nuovo piano regionale, in corso di approvazione). Oltre alla conferma degli impianti di Arezzo e Poggibonsi, il Piano, surrettiziamente fa leva anche sull’inceneritore di Scarlino con l’algida formula della combustione di CSS (in regime di mercato). Guardando pragmaticamente ai flussi, i tre impianti confermati sono davvero troppi!

Infine, il Piano non fa, colpevolmente, cenno ad alcun impianto che possa rispondere fattivamente alle enormi quantità di amianto che dovranno essere conferite e smaltite a norma di legge nelle tre province. Ovviamente, Legambiente non si sottrarrà alle sue responsabilità e produrrà le osservazioni tecniche al Piano adottato, nelle forme, nei modi e nei tempi che le sono consentiti dalle consuete procedure democratiche.

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Dalla brace alla padella: un corso sull’alimentazione in Valdichiana

Dalla brace alla padella: il territorio protagonista del tuo piatto Un corso sull’alimentazione in Valdichiana, dal 15 febbraio al 6 settembre 2014 Il Circolo Legambiente di Chianciano Terme, la Misericordia…

Dalla brace alla padella: il territorio protagonista del tuo piatto
Un corso sull’alimentazione in Valdichiana, dal 15 febbraio al 6 settembre 2014

Il Circolo Legambiente di Chianciano Terme, la Misericordia di Acquaviva e l’Auser di Sarteano organizzano un corso sull’alimentazione dal titolo “Dalla brace alla padella: convivi meglio. Il territorio protagonista del tuo piatto”, che si svolgerà dal 15 febbraio al 6 settembre 2014.

Breve descrizione del corso. Si vogliono far conoscere, ai volontari che ogni anno preparano i menù delle feste delle Associazioni locali, i prodotti di filiera corta e del commercio equo e solidale, l’importanza del rispetto della stagionalità e della prossimità tra produttore e consumatore per la fiducia e la collaborazione, come inserire eccellenze gastronomiche in menù di costo accessibile, le problematiche ambientali legate alla scelta dei cibi e alla produzione dei rifiuti, possibilità di rinnovamento dell’immagine delle Associazioni e delle loro relazioni con il territorio.

Finalità e obiettivi. Conoscenza delle qualità organolettiche e nutrizionali dei prodotti locali e del loro utilizzo tradizionale. Diversificazione dell’offerta di preparazioni. Relazioni stabili tra produttori agroalimentari locali ed Associazioni. Rispetto della stagionalità. Conoscenza dei consumi di acqua, energia e suolo legati alla produzione in
cucina. Formare i volontari alla conoscenza della tipologia dei rifiuti prodotti, dei metodi di differenziazione e di riduzione.

Metodologie adottate. Lezioni frontali e laboratori condotti da professionisti nel campo della salubrità degli alimenti, della prevenzione delle malattie legate alla dieta, dell’assistenza agli agricoltori, della formazione scolastica dei futuri periti agrari, della riduzione dei rifiuti, affiancati da produttori locali che praticano attività compatibili con l’ambiente e la cultura agroalimentare tradizionale ed esperti nell’utilizzo di certi prodotti “dimenticati”.

Il corso è destinato ai volontari delle varie associazioni del territorio e vedrà il contributo di Anna Meconcelli nel ruolo di tutor.La partecipazione è prevista sino ad un massimo di 20 iscritti/e. In base alle esigenze formative ed organizzative del corso, i responsabili selezioneranno le domande. Coloro che sono interessati a partecipare al corso devono inviare la scheda di iscrizione alla Segreteria organizzativa entro sabato 8 febbraio 2014. Ad ogni partecipante che sarà stato presente ad almeno 2/3 delle lezioni verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per informazioni e prenotazioni potete scrivere a questa mail: cignolegambiente@yahoo.it

Questo il programma completo:

15 Febbraio – 16.00/19.00
Seminario: “Stagionalità e filiera corta”
Dr. Rosanna Rossi (Veterinario ispettore degli alimenti)
Romana De Matteis (Produttore biologico)
Ospedale di Nottola

17 Febbraio – 17.00/21.00
Esercitazione: “Il pane di ieri”.
Luciano De Giorgi (Fornaio)
Giordano Mainò (produttore grani antichi)
Mattatoio N° 5 Montepulciano

6 Marzo – 15.30/19.30
Esercitazione:”Nuovi orizzonti del gusto “.
Dr. Dania Conciarelli (Agronomo),
Luciana Marinaccio (produttore conserve bio)
Centro visite Pietraporciana (Sarteano)

15 Marzo – 16.00/20.00
Servizi di informazione e consulenza delle Istituzioni locali per la filiera corta.
Dr. Paolo Bucelli (Agronomo Prov. Siena)
Romana De Matteis (Produttore bio)
Luciana Marinaccio (Produttore bio)
Mattatoio N° 5 Montepulciano

27 Marzo – 17.00/21.00
Esercitazione: “Calcola l’impronta ecologica e l’effetto salutare del Menù”.
Dr. Gloria Turi (Dietista)
Ing. Vannuccini Laura (Esperto chimica-fisica ambientale)
Romana De Matteis (Produttore bio)
Mattatoio N° 5 Montepulciano

5 Aprile – 15.30/19.30
Esercitazione: Un seme ci salverà.
Dr. Paola Turchi (Naturopata)
Dr. Rosanna Rossi (Veterinario ispettore degli alimenti)
Giordano Mainò (produttore legumi, cereali, farine e paste)
Centro visite Pietraporciana (Sarteano)

12 Aprile – 16.00/20.00
La Chimica in agricoltura
Dr. Anna Ricci (Agronomo, Docente Scienze agrarie)
Dr. Roberto Lamorgese (Agronomo, Docente Scienze agrarie)
Centro visite Lago di Montepulciano

15 Maggio – 16.00/20.00
La gestione dei rifiuti.
Massimo Duchini ( Responsabile Area Ambiente Comune Montepulciano)
Alessandro Angiolini (Ass. Ambiente Comune Montepulciano)
Sede AUSER Sarteano

6 Settembre – 17.00/20.00
Seminario:” La piramide alimentare di filiera corta e la piramide alimentare ambientale”
Dr.Gloria Turi (Dietista),
Ing. Laura Vannuccini (Esperto chimica – fisica ambientale)
Sala Ex COOP Acquaviva di Montepulciano

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Il Giardino dei Frutti Dimenticati e il senso di una comunità

Il Giardino dei Frutti Dimenticati di Montepulciano Stazione e il senso di una comunità Per far parte di una comunità non è sufficiente condividere la vicinanza o l’appartenenza comune: non…

Il Giardino dei Frutti Dimenticati di Montepulciano Stazione e il senso di una comunità

Per far parte di una comunità non è sufficiente condividere la vicinanza o l’appartenenza comune: non basta far parte dello stesso quartiere, della stessa strada, della stessa città. Per formare una comunità servono elementi più decisivi rispetto all’abitare assieme: serve una storia comune, un ideale o un progetto da condividere, una tradizione da portare avanti. In poche parole, serve un elemento che possa creare un’identità comune.

Il piccolo ma grande caso del Giardino dei Frutti Dimenticati di Montepulciano Stazione ne è la dimostrazione. La frazione del comune di Montepulciano, sempre più densamente abitata e sempre più bisognosa di verde pubblico per far giocare i bambini o per passare dei momenti di relax, si è riscoperta comunità con il passare dei mesi. Il progetto del giardino è stato seguito dall’Amministrazione Comunale, dal Comitato di Partecipazione, dalla dirigenza scolastica, dal circolo di Legambiente e dalle associazioni delle frazioni, con l’obiettivo di creare una nuova area verde al posto di un’area dismessa in Via Goito, fino a quel momento utilizzata soltanto come parcheggio di automezzi e area destinata alla raccolta dei rifiuti.

Il progetto del giardino si è fin da subito scontrato con le difficoltà finanziarie del Comune di Montepulciano e la generale crisi economica del Paese. Pur di non arrendersi ai tagli generalizzati, tuttavia, tutti gli enti e le associazioni coinvolte si sono impegnate per dare il loro contributo al progetto, coinvolgendo la cittadinanza e gli abitanti del quartiere, i bambini delle scuole elementari e medie della frazione e tutti coloro che potevano essere interessati a una nuova area verde a Montepulciano Stazione. Il progetto è stato proposto dal circolo di Legambiente nell’ambito del programma “+Verde -Co2”, è stato appoggiato dal Comitato di Partecipazione ed è stato realizzato in tempi brevi grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale, che ha fornito mezzi e personale alla piantumazione degli alberi e alla cura delle piante.

Con il passare dei mesi il giardino è diventato più verde, gli alberi sono cresciuti, i residenti hanno cominciato ad attraversarlo e a fermarsi sulle panchine. Le associazioni del territorio (La Bocciofila, la Croce Rossa, Legambiente) hanno dato il loro contributo con l’acquisto di staccionate e nuovi alberi, oppure con piccoli interventi di muratura e di manutenzione per aiutare la cura dello spazio verde. Nel corso dell’estate il Comitato di Partecipazione e i cittadini interessati sono stati coinvolti nell’annaffiatura delle piante, impegnandosi personalmente per la gestione dello spazio pubblico. Perché una comunità si dimostra tale anche quando sa riconoscere, valorizzare e proteggere gli spazi pubblici, anche più di quelli privati.

Le scuole della frazione sono state pienamente coinvolte nella realizzazione del progetto, attraverso la Festa dell’Albero e le iniziative di “Puliamo il Mondo”. Anche quest’anno, durante la giornata del 20 novembre 2013, gli alunni delle classi IV e V elementari di Montepulciano Stazione hanno piantato siepi di piracanta, rosmarino e corbezzolo lungo la staccionata, dando il loro contributo alla crescita del Giardino dei Frutti Dimenticati. Grazie alla disponibilità del maestro in pensione Raffaello Biagiotti e della dirigenza scolastica, i bambini hanno capito l’importanza degli spazi verdi nel nostro ecosistema e il ciclo di sviluppo che porta dal seme alla pianta matura. Alla giornata di festa ha partecipato l’intera comunità di Montepulciano Stazione, a dimostrazione della riuscita del progetto e della crescente importanza sociale di quest’area verde.

Giardino dei Frutti Dimenticati

I ringraziamenti per la giornata di festa sono tanti: le maestre delle scuole elementari, Gaetano Rispoli presidente di Legambiente, Sesto Segantini segretario de La Bocciofila, Giuliano Mozzini per la realizzazione del madonnino dell’acqua, le associazioni che hanno finanziato il progetto, la preziosa collaborazione di Anna Meconcelli e di Barbara Anatrini, il Ristorante da Renato e il Forno di Gianluca e Laura che hanno gentilmente offerto la colazione ai bambini. E ovviamente i ringraziamenti sono d’obbligo nei confronti del Comitato di Partecipazione di Montepulciano Stazione (in cui oltre al sottoscritto sono presenti Simona Bali, Stefania Trabalzini, Matteo Della Ciana, Cristian Pepi, Alberto Pasquini e il presidente Franco Frati) e dell’Amministrazione Comunale, specialmente nelle figure degli assessori Alice Raspanti e Alessandro Angiolini.

Nei giorni scorsi il Giardino dei Frutti Dimenticati si è arricchito di un altro elemento che dimostra la sua capacità di coinvolgere la comunità e di saperle donare un’identità. Alcuni bambini residenti nelle vicinanze, aiutati dai genitori, hanno addobbato un albero di Natale in un angolo del giardino. Mentre lo montavano, i passanti si fermavano vicino alla staccionata, ricordando i tempi passati e osservando gli alberi da frutto.

Superando le difficoltà iniziali e la fatica di dover innaffiare le piante durante il periodo estivo, il Giardino dei Frutti Dimenticati è diventato un modello per tutta la frazione. Passando nelle strade di fronte al giardino si vedono persone che siedono, giocano o si rilassano dentro all’area verde, magari ignorando tutta la storia del giardino ma comunque apprezzando la sua crescita e la sua utilità. E quando stacchi una susina dagli alberi e la mordi, senti il sapore di un frutto che non è soltanto tuo, ma che è completamente nostro. Un frutto che non è proprietà privata, ma è proprietà della comunità, e che da quella comunità è curato e protetto, dal seme alla maturazione. Ed è questo, forse, il suo valore più grande.

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