Un’annata a 5 stelle per il Vino Nobile di Montepulciano: per il terzo anno consecutivo è stato assegnato il massimo punteggio alla produzione di eccellenza della cittadina poliziana, al termine di un’edizione dell’Anteprima del Vino Nobile molto partecipata. L’assegnazione delle stelle alla vendemmia 2019 è avvenuta la mattina del 20 febbraio, durante la tradizionale giornata dedicata alla stampa internazionale.

La presentazione dell’annata 2019 è avvenuta alla presenza del Sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini, che ha sottolineato l’importanza della denominazione per il territorio e la sua continua crescita, in sinergia con i produttori e con tutti i settori economici e sociali della cittadina poliziana.

Andrea Rossi, Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, che affronta per il primo anno l’anteprima dopo due mandati da Sindaco di Montepulciano, ha spiegato che la grande novità di quest’anno è l’inserimento della dicitura “Toscana” nell’etichetta. Il Mipaaf ha infatti approvato il cambio di disciplinare che determina la dicitura obbligatoria, al termine di un percorso intrapreso per tutelare maggiormente il consumatore finale e intensificare l’attività di promozione del territorio della prima Docg italiana.

L’enologo Maurizio Saettini ha quindi illustrato le caratteristiche dell’annata 2019 del Vino Nobile di Montepulciano e le caratteristiche dei suoli del territorio poliziano, mentre i sommelier dell’AIS hanno somministrato i campioni per le degustazioni agli ospiti.

“Questo vino sta crescendo, c’è un fermento su Montepulciano molto importante. Il Sangiovese, il principale interprete della toscanità, ha sfumature diverse ed espressioni diverse a seconda del suolo in cui viene inserito. A Montepulciano riscontriamo dei suoli di origine marina e fluvio-lacustre, quindi sabbie e argille, non tufo: si tratta di sabbia calcarea che potrebbe essere confusa con il tufo, ma ha caratteristiche diverse. Nella parte più bassa si accumulano le argille e poi le terrazze causate dal sollevamento della faglia che ha originato il colle di Valiano. Si tratta quindi di una diversità geomorfologica tra i suoli di Montepulciano che porta a uve di caratteristiche differenti e a vini con sfumature differenti.”

I vini dell’annata produttiva 2019 si caratterizzano per qualità elevata, ottimi valori di intensità, gradazioni alcoliche medio altre, ottimi estratti e buona acidità; una soddisfazione ben presente tra le tante aziende e gli esperti di settore che hanno preso parte all’evento che ha anche festeggiato quarant’anni dall’assegnazione della Docg. Correva l’anno 1980 quando l’allora Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste rilasciava la prima fascetta che identificava una denominazione vinicola come “garantita” (D.O.C.G.). Questa fascetta, serie AA n° 000001, è oggi conservata negli uffici del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ed è l’immagine simbolo dei festeggiamenti per il quarantennale che ricorrerà per tutto l’anno 2020. La storia della fascetta AA 000001 è molto lunga: sono infatti occorsi circa 11 anni di riunioni, incontri, richieste da quando, nel lontano 1969, il Consorzio fece richiesta della DOCG (Legge 930/63), a quando questa è stata riconosciuta nel 1980. Il Consorzio del Vino Nobile, primo in Italia, divenne così una vera e propria rompighiaccio nel mare della burocrazia fino al 1978, data della pubblicazione in Gazzetta della richiesta di modifica al disciplinare del Nobile. Il 1 luglio 1980 fu l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, a firmare il decreto che sanciva l’ottenimento della DOCG per il Vino Nobile di Montepulciano.

Nello scorso weekend si era svolta la prima parte dell’Anteprima del Vino Nobile, dedicata agli operatori e agli appassionati del settore, che ha fatto registrare oltre 3mila presenze alla Fortezza, dove sono stati presentati i vini in uscita: l’annata 2017 e la Riserva 2016.

 

Print Friendly, PDF & Email
Show Full Content

About Author View Posts

Alessio Banini
Alessio Banini

Scrittore di narrativa e saggistica, ha conseguito una laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università degli Studi di Siena. Nato nel 1983 in provincia di Siena, per La Valdichiana si occupa di folclore e storie della tradizione popolare. La sua grande aspirazione di aiutare le persone a pareggiare i tavoli con i suoi libri è stata spazzata via dall'avvento dell'editoria digitale

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 
Iscriviti alla nostra newsletter!

Ultimi Articoli

Ultimi Podcast

Ultimi Video

I nostri sponsor

Archivi

Close
Close