«Un giorno sentii un bambino che avrà avuto circa dieci anni rivolgersi a sua mamma, nel parco antistante il tempio di San Biagio, gridando “Mamma qui il cielo è grandissimo!” Questa frase, detta da un bambino, mi colpì profondamente ed esplicita molto bene quello che rappresenta il tempio di San Biagio». Don Domenico Zafarana conclude con questo suggestivo aneddoto il suo intervento alla conferenza di apertura al ricco programma di venerdì 15 giugno 2018, in seno alle celebrazioni del V centenario della basilica poliziana, che vedeva la presenza dell’Architetto Riccardo Pizzinelli, presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano, il Presidente delle Fabbricerie Italiane Pierfrancesco Pacini, Laura Martini della Soprintendenza ai beni Artistici e Storici di Siena, l’Avvocato Paolo Tiezzi Maestri, Presidente della Società Bibliografica Toscana nonché il vicesindaco di Montepulciano Luciano Garosi. L’incontro si è posto di presentare al pubblico sia l’opera di restauro dell’antico organo, fatto costruire nel 1781 da Alamanno Contucci, sia la mostra Arte Architetti Architettura, realizzata dalla Società Bibliografica Toscana, che raccoglie preziosi testi e stampe dell’architettura del Cinquecento. Sulla copertina del catalogo della mostra è rappresentato un Uomo Vitruviano inscritto nella croce greca della planimetria del tempio: un’immagine che ben esemplifica la misura umanistica dell’architettura, e in generale dell’arte, del rinascimento, che vede l’uomo al centro delle riflessioni teoriche e pratiche di ogni disciplina del vivere: l’homo faber artefice del circostante. «Chi calpesta il cotto di San Biagio» prosegue Don Domenico «diventa un po’ più uomo, avvicinandosi a Dio».

Anche Alamanno Contucci, omonimo del suo antenato settecentesco che costruì l’organo recentemente restaurato, ha preso la parola, ricordando la figura del suo trisavolo costruttore di organi per diletto. Fra le molteplici opere da lui firmate si annovera anche l’organo della Chiesa del Carmine a Firenze. La famiglia Contucci ha mantenuto viva la passione per la musica: alla conferenza è infatti seguito il concerto di Soprano, da parte della ormai famosa soprano Eleonora Contucci accompagnata da Antonio di Marco all’organo e da Antonio Cordisco alla tromba. Il concerto è stato organizzato in collaborazione con il Festival di Pasqua a Montepulciano, diretto dalla stessa Eleonora Contucci, oggi docente di canto presso il Conservatorio di Teramo.

Il presidente delle Fabbricerie italiane Pierfrancesco Pacini, per la prima volta a Montepulciano, ha preferito giungere in città con un giorno di anticipo, per godere al meglio delle bellezze del territorio. «Siccome sapevo che fosse un luogo bellissimo, sono arrivato con un giorno di anticipo» Afferma ai nostri microfoni «Sono rimasto entusiasta, colpito in maniera indicibile da tutta questa bellezza. Un aspetto monumentale di grandissima eccellenza. L’esterno di San Biagio mi ricorda piazza dei Miracoli, perché sono pochissime le basiliche di queste dimensioni circondate da un bel verde come questo. Voglio tornare a Montepulciano per i mercatini di natale». L’associazione Fabbricerie Italiane è cresciuta tantissimo negli ultimi anni. «Abbiamo fatto un contratto di lavoro unico per tutti con le confederazioni sindacali nazionali, abbiamo messo su un comitato tecnico per la sicurezza di tutto il patrimonio che seguiamo. In più siamo sempre più attenti agli aspetti giuridici, sono seguiti da un nostro esperto, per la cura sempre più puntuale degli statuti che regolano i rapporti con il ministero dell’interno, con la Cei e con le alte istituzioni di competenza romana»

Anche l’avvocato Paolo Tiezzi Maestri, il quale oltre ad essere presidente della società Bibliografica Toscana ricopre anche il ruolo di assessore alla cultura del comune di Torrita di Siena – e quindi particolarmente interessato alla conservazione e divulgazione del patrimonio storico e architettonico del nostro territorio – ha presentato la mostra ai nostri microfoni: «La mostra è maturata grazie all’entusiasmo di Riccardo Pizzinelli, Don Domenico Zafarana, nonché Sua Eccellenza il Vescovo. Come Società Bibliografica Toscana abbiamo pensato di proporre una mostra di libri di architettura, buona parte dei quali usciva dai torchi negli stessi anni in cui questo tempio veniva innalzato. Questo aspetto legato alla contemporaneità delle opere presentate, ci è sembrata estremamente interessante». La società bibliografica Toscana mantiene ottimi rapporti, comprovati da lunghe collaborazioni, con la parrocchia di Montepulciano: «Don Domenico Zafarana è consulente per una collana, alla quale teniamo molto, che si intitola Ecclesiae Sanctorum, che raccoglie contributi di studio e ristampe di materiali a carattere agiografico».

Montepulciano si conferma quindi un fondamentale centro di interesse nell’ambito dei beni storici e artistici della provincia di Siena. La presenza della Dottoressa Laura Martini, della soprintendenza ai beni artistici e storici di Siena, lo conferma: «San Biagio è una testimonianza d’arte e di architettura eccezionale essendo uno dei principali monumenti del rinascimento italiano di Antonio da Sangallo. A Montepulciano stiamo seguendo anche un restauro del polittico di Taddeo di Bartolo del 1401. Siamo attenti a tutto ciò che riguarda il patrimonio poliziano, perché la città è una protagonista del nostro patrimonio» «Il tempio di San Biagio è l’emblema della misura del rinascimento italiano del classicismo toscano e fiorentino nazionale e internazionale. La mostra presentata oggi è bellissima. Accompagna anche l’altra, aperta a maggio, sul ritorno delle tele sugli altari ricostruiti alla fine dell’800 in stile cinquecentesco».

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