Quarto appuntamento con la rubrica dedicata alla storia della Valdichiana attraverso un racconto in più parti alla scoperta delle radici del nostro territorio. Se vi siete persi le prime parti, rinfrescatevi la memoria prima di proseguire con la lettura!

Valdichiana – Dalle Fattorie alle Ferrovie

Nei circa 7.000 ha di terreni toscani bonificati, acquisiti prima della famiglia fiorentina dè Medici poi dal 1737 al 1859 passati alla “corona” dei Lorena, furono realizzate dodici Fattorie Granducali (Dolciano, Acquaviva, Abbadia, Bettolle, Foiano, Pozzo, Fontarronco, Bastardo, Frassineto, Montecchio, Creti, Chianacce) e circa 260 case tipologicamente dette “Leopoldine” con la particolarità architettonica del nucleo centrale costituito dalla torre colombaria.

Nella Chiana Pontificia i terreni bonificati furono circa la metà dei toscani che acquisiti in proprietà dalla Revenda Camera Apostolica Papale, questa preferì affittarli; tra gli affittuari si distinsero le famiglie degli Oddi e i della Fargna i quali realizzarono decine di case a pianta rettangolare per i loro coloni sulle “nuove” terre.

La Val di Chiana, sul finire del XVIII secolo, tornò a primeggiare nella produzione agraria dei seminativi ed in particolare nell’allevamento della razza bovina “Chianina” con una punta di eccellenza nella produzione dei filati di seta; fu infatti il Granduca Pietro Leopoldo che nel 1770 aprì di nuovo in Valdichiana una “Via della Seta” ordinando su tutta la valle una ulteriore piantagione dei gelsi lungo le strade della bonifica e sugli argini dei nuovi canali, introducendo poi l’allevamento del baco da seta in ogni singola “Leopoldina”.

Dopo la parentesi Napoleonica, nel 1820 fu stipulato l’ultimo concordato tra gli Stati Toscano e Pontificio; in esso si prevedevano nuovi progetti idraulici che erano emersi dalle necessità intervenute dopo il Concordato del 1780; si era lavorato molto in quei 40 anni sui torrenti Tresa, Maranzano, Moiano, Rio Maggiore, Montelungo e sui Canali Chianicella e Chianetta e questo aveva portato a recuperare i terreni delle cosiddette “Bozze Chiusine” e del Po’ Bandino di Città della Pieve.
Fu una conquista molto importante in quanto su quei terreni demaniali le Ferrovie dello Stato, qualche decennio dopo, costruiranno l’importante Stazione Nazionale di Chiusi-Chianciano Terme.

La storia fece il suo corso e il nuovo Stato Unitario Italiano “ereditò” le proprietà Granducali e Pontificie alienandole subito per l’ impellente necessità economica di finanziare le grandi opere pubbliche ( strade, ferrovie, porti, nuove4 dei statali, caserme, ecc.) che il giovane Stato Italiano stava intraprendendo.

Si aprì l’Era delle Strade Ferrate già iniziata con i Governi Granducale e Pontificio, una rivoluzione per il trasporto di uomini e merci che andava a sostituire il precedente mezzo di locomozione: la trazione animale. La Valdichiana fu attraversata dalla linea Nazionale Roma-Firenze che dalla capitale dopo Orvieto faceva “stazione” a Fabro, a Ponticelli di Città della Pieve, al nodo di Chiusi per poi spostarsi nel Trasimeno su Panicale, Castiglione del Lago e tornare in valle a Terontola, Camucia, Castiglion Fiorentino, Rigutino, Frassineto e Arezzo.

Anche la Valdichiana Senese ebbe la sua ferrovia; una linea ferrata costruita grazie anche all’interessamento dei Fratelli Bastogi proprietari delle Fattorie post-granducali di Acquaviva e Abbadia, mosse da Siena in direzione Sud fino a Chiusi “stazionando” nelle Crete Senesi, a Rigomagno, Sinalunga, Torrita, Montepulciano Stazione, Montallese ed allacciandosi alla costruenda linea ferroviaria Nazionale presso Chiusi Scalo.

Questa nuova opera favorì il ritorno del benessere su tutta la Valdichiana quale fù al tempo della Viabilità Etrusco-Romana con le Vie “Cassia Vetus” e “Cassia Adrianea” rispettivamente in direzione Arezzo e Siena, sommerse nei tratti di fondovalle con l’inizio dell’impadulamento dell’XI secolo; l’evento segnò la “rinascita“ dei piccoli nuclei abitati etruschi chianini e delle Città storiche e la fondazione di nuove e fiorenti comunità tutt’oggi vanto della nostra florida valle.

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