La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Vino Nobile e territorio incontrano giornalisti e Istituzioni cinesi

Debutto fortunato per Montepulciano e il Vino Nobile sulla sterminata platea di Pechino. L’evento organizzato dal Consorzio dei produttori del pregiato rosso DOCG in collaborazione con l’Enoteca Italiana, rappresentata in…

Debutto fortunato per Montepulciano e il Vino Nobile sulla sterminata platea di Pechino. L’evento organizzato dal Consorzio dei produttori del pregiato rosso DOCG in collaborazione con l’Enoteca Italiana, rappresentata in Cina dall’agenzia Yishang, con partecipazione della Strada del Vino Nobile e del Comune di Montepulciano, ha riscosso un chiaro successo coinvolgendo giornalisti, importatori ed Istituzioni.

E’ iniziata così nel migliore dei modi la missione del territorio nel cuore della potenza economica mondiale più in vista, iniziativa caratterizzata da numerosi ed importanti fattori di novità.

Oltre a toccare per la prima volta la capitale asiatica, il Wine tour China 2013 rappresenta infatti l’intero territorio della Valdichiana senese che si propone come sistema ideale per l’accoglienza e l’ospitalità del turisti cinesi. E così come il Vino Nobile costituisce una delle punte di eccellenza in campo agro-alimentare, la rete delle strutture è uno degli elementi di eccellenza dell’area; a rappresentare gli operatori del settore, oltre al personale della Strada del Nobile, anche Rosanna Sacco, inviata dal Comune di Sarteano, per conto di quattordici strutture ricettive.

Ad ospitare il primo appuntamento della trasferta cinese è stato il Museo del Vino creato nel Reignwood Palace, un imponente ed esclusivo complesso di proprietà di un magnate del commercio e della finanza.

In questa suggestiva ambientazione, in cui il vino è già oggetto di profonda ammirazione, al punto da essere esposto prima ancora che degustato, si è radunato un gruppo di elite di esponenti della comunicazione ed operatori di settore. Lo sforzo è stato ripagato dalla presenza di giornalisti ed  importatori particolarmente qualificati e capaci di influenzare gli orientamenti e le scelte di un mercato di alto livello.

A questa platea si sono rivolti il Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, che ha esposto il singolari e forti legami tra il territorio e la Cina, il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalizi, che ha presentato la denominazione, e, per Strada del Vino Nobile, il consigliere Andrea Matteini e la coordinatrice Bruna Caira, con un’applaudita ed accurata presentazione dell’area Valdichiana Senese e della sua offerta turistica.

Subito dopo il responsabile marketing del Consorzio del Vino Nobile, Thomas Francioni, alla settima missione in Cina, e il responsabile locale di Enoteca Italiana Francesco Ye, hanno guidato la degustazioni dei vini di sei aziende di Montepulciano che hanno aderito al progetto.

Anche il pranzo si è risolto in una preziosa opportunità di incontro visto che ad un pasto tipicamente cinese, spettacolare anche dal punto di vista puramente estetico, è stata abbinata una degustazione di Rosso di Montepulciano DOC e di Nobile di Montepulciano DOCG.

Nel pomeriggio il Wine Museum ha ospitato un workshop – degustazione; ai banchi di assaggio delle nove aziende intervenute direttamente (Boscarelli, Casale Daviddi, Cavalierino, Il Macchione, La Braccesca – Antinori, La Ciarliana, Le Berne, Montemercurio e Vecchia Cantina) si sono avvicendati oltre 150 operatori che si sono intrattenuti a lungo, tempestando di domande i produttori.

La delegazione di Montepulciano ha ricevuto anche la graditissima visita di Patrizia Liberati, in rappresentanza dell’Istituto Italiano di Cultura e del suo Direttore, Prof.ssa Stefania Stafutti, mentre i produttori sono stati affiancati ai banchi di assaggio da studenti cinesi di italiano che si sono abilmente disimpegnati nel ruolo di interpreti, compiendo anche una piacevole ed utile esperienza “sul campo”.

Nel complesso tutti i partecipanti si sono espressi in termini lusinghieri, spesso entusiastici, sul Vino Nobile e sulle opportunità turistiche che presenta il territorio, mostrando un interesse a realizzare progetti che va al di là delle semplici enunciazioni.

Il programma pechinese della missione, di cui fa parte anche il progetto”Montepulciano nel mondo”, proseguirà con una serie di incontri e contatti, prima del trasferimento a Shangai.

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Vinsanto, il vino ambrato delle feste

Il vinsanto è un tipico vino da dessert della Toscana e dell’Umbria. Spesso si tratta di un vino dolce fatto con uva di tipo Trebbiano e Malvasia, ma può essere…

Il vinsanto è un tipico vino da dessert della Toscana e dell’Umbria. Spesso si tratta di un vino dolce fatto con uva di tipo Trebbiano e Malvasia, ma può essere prodotto anche con uve Sangiovese e in questo caso si parla di vinsanto occhio di pernice. Esistono inoltre varie tipologie di questo nome, una versione senese racconta di un frate francescano che nel 1348 curava i malati di peste con un vino che era, generalmente, usato dai confratelli per celebrare la messa e subito si diffuse la convinzione che questo vino aveva proprietà miracolose. Un’altra versione, questa volta che arriva da Firenze, diceva che durante il Concilio di Firenze, del 1439 un cardinale bizantino, mentre stava celebrando la messa, esclamò: “Questo è il vino di Xantos!”, riferendosi proprio al vino passito greco, fatto con uva sultanina pressata. I suoi commensali, che avevano confuso la parola “Xantos” con “santos”, credettero che egli avesse scoperto nel vino qualità degne di essere definite “sante”. In ogni caso, da quel momento il vin pretto fu chiamato Vin Santo. L’ origine meno romantica, ma probabilmente più verosimile, è l’associazione di questo vino con il suo uso comune durante la messa.

uva per vinsanto

uva per vinsanto

Il vinsanto viene prodotto raccogliendo i grappoli migliori e facendoli appassire mettendoli in stuoie o appendendoli a ganci a luna calante, per non farli marcire. Una volta che si erano a ppassiti veniva messi in caratelli di leghi vari e di dimensione variabile, in cui era stato tolto il vinsanto dalla produzione precedente. Durante questa operazione si doveva fare attenzione che i residui della passata produzione (la feccia) non uscissero dal caratello, in quanto dipendeva dalla buona riuscita del vinsanto stesso. Questo prendeva il nome di madre del vinsanto. I caratelli erano sigillati e in genere dislocati nella soffitta delle villa padronale o comunque in un sottotetto in quanto si riteneva che le forti escursioni termiche estate-inverno giovassero alla fermentazione. Inoltre i produttori ritenevano che tre anni di fermentazione/invecchiamento fossero sufficienti per la produzione di un buon vinsanto anche se alcuni produttori lo invecchiavano (e lo invecchiano tuttora) per più di dieci anni.
Il mosto del vinsanto, a causa del forte appassimento delle uve, ha una concentrazione zuccherina molto alta che poi si rispecchia in un tenore alcolico altrettanto alto, fino ad oltre il 19% nei vini secchi. Tradizionalmente in Toscana (e in moltissime altre regioni vinicole) non si usava il livieto per produrre il vino. In realtà si utilizzavano inconsapevolmente quei lieviti cosiddetti indigeni che si trovano sulla pruina che si trovava sugli attrezzi di cantina e nell’aria. La fermentazione completa o quasi completa del mosto del Vin Santo risultava quindi cosa non automatica. Per ovviare a questo nei tempi passati si poneva a fermentare il mosto in diversi recipienti piccoli nella speranza che almeno uno venisse attaccato da un lievito capace di tollerare le alte concentrazioni alcoliche. Quando questo succedeva, si conservava gelosamente la feccia di quel caratello, che veniva divisa negli altri caratelli per stimolare la fermentazione dei nuovi mosti e poi più volte riusata nel corso degli anni, chiamandola appunto madre. Questo è quello che succedeva nella produzione antica, nella produzione moderna, invece, si tende a usare esclusivamente contenitori in legno nuovo o relativamente nuovo e a innescare la fermentazione con l’inoculo di lieviti selezionati adatti alle alte concentrazioni zuccherine. Moltissimi produttori, comunque, aggiungono una minima quantità di madre per ricreare lo spettro dei sentori tradizionali.

E’ usanza abbastanza conosciuta bere il vinsanto inzuppandoci i famosi cantucci, biscotti a pasta compatta arricchiti con frutta secca, può accompagnare egregiamente formaggi stagionati, in particolare quelli a pasta erborinata ma anche i caprini la cui consistenza grassa e cremosa viene equilibrata per contrasto dal vino. Ma se vogliamo uscire dagli abbinamenti canonici con pasticceria e formaggi in realtà, valutando attentamente le caratteristiche organolettiche ed in particolare la dolcezza si possono realizzare anche interessanti abbinamenti con altri insospettabili cibi, un abbinamento curioso può essere un patè di fegato o con i mitici crostini neri toscani.

Questo prezioso nettare viene celebrato in concorso dal titolo: “”Il miglior Vin Santo fatto in casa” in programma a Montefollonico sabato 7 e domenica 8 dicembre. Il concorso è riservato a tutti i produttori che fanno Vin Santo per piacere, tradizione e hobby e non lo commercializzano. L’obiettivo del concorso è quello di raccontare la tradizione della produzione del Vin Santo e di far conoscere il connubio tra una lavorazione attenta e selettiva e la tutela di valori antichi. I produttori, possono partecipare con un campione di annata scelto a piacere e dovranno presentare il prodotto entro e non oltre mercoledì 27 novembre all’Associazione Polisportiva Montanina c/o Ristorante La Chiusa via della Madonnina, 88 53040 Montefollonico (Siena).

I Vin Santi in concorso saranno giudicati dalla Commissione di valutazione organolettica – Panel test costituita dall’amministrazione comunale di Torrita di Siena in collaborazione con la Provincia di Siena. Al termine della degustazione saranno stilate due classifiche: una per i Vin Santi Dolci e una per i Vin Santi Secchi. I vincitori (tre per ogni categoria) saranno comunicati con una cerimonia pubblica domenica 8 dicembre durante la giornata conclusiva di “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”. I vincitori si aggiudicheranno caratelli da 30, 20 e 15 litri.
Tutti i Vin Santi partecipanti al concorso saranno protagonisti delle degustazioni in programma durante la due giorni di festa a Montefollonico. Per informazioni e per scaricare il bando di concorso: Sportello Sviluppo Economico – omune di Torrita di Siena, tel 0577688214 www.comune.torrita.siena.it

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Inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale

Partirà con l’inizio di novembre in tutte le Asl la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2013-2014. La Regione ha acquistato quest’anno 811.000 dosi di vaccino, con una spesa…

Partirà con l’inizio di novembre in tutte le Asl la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2013-2014. La Regione ha acquistato quest’anno 811.000 dosi di vaccino, con una spesa di circa 4 milioni di euro, per garantire la copertura vaccinale gratuita agli anziani oltre i 65 anni e alle categorie a rischio. I vaccini sono in distribuzione a tutte le Asl. Le aziende sanitarie li distribuiranno poi a medici di famiglia e pediatri, in base al numero di pazienti da vaccinare, e dalla prossima settimana partiranno le vaccinazioni, secondo i calendari vaccinali di ogni singola azienda.

L’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, che stamani ha lanciato la campagna vaccinale con una conferenza stampa – alla quale hanno partecipato anche Maria Grazia Santini, responsabile dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica della Asl 10 di Firenze, e Giovanni Vitali Rosati, pediatra – invita gli ultra65enni e gli appartenenti alle categorie a rischio a vaccinarsi.

“La scorsa stagione la vaccinazione ha sofferto delle conseguenze causate dai ritardi nella consegna del vaccino alle varie regioni – dice Marroni – e la copertura vaccinale ha registrato una notevole flessione. Voglio ricordare che il vaccino antinfluenzale è riconosciuto universalmente come il mezzo più efficace e conveniente per prevenire l’influenza e le sue complicanze, raramente ha effetti collaterali ed è consigliato a tutti, ma soprattutto a quelle categorie di soggetti a rischio, che dalle complicanze dell’influenza possono avere le conseguenze più gravi”.

Nella stagione 2012-2013 in Toscana la copertura è scesa al 58,90%, rispetto al 67,80% della precedente stagione 2011-2012.

Ad anziani sopra i 65 anni e cittadini appartenenti alle categorie a rischio la vaccinazione verrà offerta gratuitamente, tramite i medici di famiglia, i pediatri e gli ambulatori delle Asl. Nelle categorie a rischio rientrano bambini (di età superiore a 6 mesi) e adulti affetti da particolari patologie croniche (malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, renale, malattie degli organi emopoietici, diabete e altre malattie dismetaboliche, sindromi da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, altre malattie congenite o acquisite che comportino carente o alterata produzione di anticorpi, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici), bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, bambini pretermine e di basso peso alla nascita.

La vaccinazione è gratuita anche per le donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica, per gli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, e per il personale di assistenza o i familiari di soggetti ad alto rischio. Obiettivo della vaccinazione antinfluenzale, prevenire le complicanze e ridurre del 70-80% la mortalità legata all’influenza.

Come negli anni passati, con il vaccino antinfluenzale agli anziani verrà somministrata anche la vitamina D, per proteggere le ossa.

Il periodo giusto per vaccinarsi è il mese di novembre: il vaccino diventa efficace dopo circa due settimane dal momento della vaccinazione, e i picchi epidemici si verificano di solito tra la fine di dicembre e i primi di febbraio.

Il rapporto Ars sulla campagna vaccinale 2012-2013

Anche quest’anno, come ogni anno, l’Ars, Agenzia Regionale di Sanità, ha predisposto un rapporto sull’andamento della campagna vaccinale 2012-2013, sulla base del monitoraggio condotto dalla DG Diritti di cittadinanza e coesione sociale.

La stagione influenzale 2012-2013 (42ª settimana 2012 – 17ª settimana 2013) ha avuto, in Toscana come in Italia e nel resto d’Europa, un andamento tipico: il numero dei casi ha mostrato un marcato aumento a partire dalla 52ª settimana del 2012 (quella delle feste natalizie) e il picco epidemico è stato raggiunto nella 7ª settimana del 2013 (metà febbraio).

L’epidemia ha presentato un’intensità intermedia e si stima abbia coinvolto più di 300.000 toscani. La sindrome ha colpito soprattutto i bambini più piccoli: nella fascia di età 0-4 anni è stato raggiunto il picco epidemico più alto (23,7 per 1.000). Tra i giovani adulti, un’incidenza lievemente superiore si è osservata nella classe di età 25-44 anni.

Nel periodo epidemico – è sempre il Rapporto dell’Ars a dircelo – in Toscana gli accessi al pronto soccorso per infezioni respiratorie acute sono stati oltre 56.000, pari al 7,7% degli accessi totali al PS in quel periodo.

Hanno partecipato alla campagna vaccinale tutte le Asl toscane, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Sono state somministrate in tutto 677.875 dosi di vaccino, circa 156.000 in meno rispetto alla stagione precedente (834.050). La maggior parte delle vaccinazioni è stata effettuata in soggetti di età superiore a 64 anni, 515.168, pari al 58,9% delle dosi totali somministrate, e 162.707 dosi in soggetti appartenenti alle categorie a rischio di età inferiore ai 64 anni. La copertura vaccinale raggiunta nella popolazione generale è stata di 18,5%, inferiore rispetto al 22,2% della stagione 2011-2012.

La Rete InfluNet

Anche nella stagione influenzale 2013-2014 la Regione Toscana continuerà a partecipare alla Rete nazionale di sorveglianza della sindrome influenzale InfluNet, che si basa sulla segnalazione, da parte di un campione di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta, al Centro interuniversitario di ricerca sull’influenza (Ciri) dei casi di sindrome influenzale osservati ogni settimana tra gli assistiti. Questo sistema permette di calcolare i tassi di incidenza per settimana della malattia quasi in tempo reale.

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Cancellieri a Chianciano: non mi dimetto

Il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri ha parlato sabato 2 novembre a Chianciano, al Congresso del partito Radicale, in merito al caso Ligresti. Quando le è stato chiesto se avesse…

Il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri ha parlato sabato 2 novembre a Chianciano, al Congresso del partito Radicale, in merito al caso Ligresti.
Quando le è stato chiesto se avesse preso in considerazione la possibilità di dimettersi, il ministro ha negato con convinzione, rimarcando nuovamente la legittimità del suo intervento in favore di Giulia Ligresti.

«Quella telefonata io la rifarei. Non amo la dietrologia, non so se questo è un attacco al governo oppure contro di me, perché nella mia carriera in effetti ho sciolto un bel numero di comuni per mafia e ho tagliato più volte le gambe a chi rubava, di sicuro qualcuno non mi ama. Martedì pomeriggio, comunque, in Senato e poi alla Camera, risponderò su tutto, perché la mia coscienza è limpida e tranquilla. Dimissioni? Assolutamente no, perché dovrei? Si dimette una persona che ha qualcosa da farsi perdonare. Se invece poi dovessi essere un peso, se il Paese non avesse più bisogno di me, posso anche andarmene via subito»

«Il mio interevento è stato solo all’ interno del Dap, non tra i magistrati. Lo ha già spiegato il Procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli. Non solo. Le dirò di più. Secondo lei è usuale che in tre mesi io abbia fatto cento interventi a favore di detenuti. Senza alcuna distinzione. Tutti i cittadini sono tutti uguali».

“Se Giulia Ligresti si fosse uccisa io non sarei stata responsabile? Io ho la responsabilità dei detenuti ho fatto oltre cento interventi per persone che ho incontrato nel corso delle mie visite in carcere o i cui i familiari si sono rivolti a me anche solo tramite una e-mail”.

Il ministro ha poi concluso il suo intervento dichiarando che un ministro della Repubblica ha “il dovere di osservare le leggi dello Stato senza cedimenti e tentennamenti, ma credo che abbia anche il diritto di essere un essere umano”.

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Bar della Chiana – Commenti all’undicesima giornata di Serie A

Bar della Chiana – Undicesima Giornata Bentornati al Bar della Chiana: il modo migliore per sopravvivere alla serie A del campionato italiano di calcio. Abbiamo seguito in esclusiva per voi tutte le partite di…

Bar della Chiana – Undicesima Giornata

Bentornati al Bar della Chiana: il modo migliore per sopravvivere alla serie A del campionato italiano di calcio. Abbiamo seguito in esclusiva per voi tutte le partite di calcio dell’undicesima giornata, e siamo pronti a raccontarvi tutte le emozioni di questo fantastico sport! O meglio, forse eravamo al bancone del bar a prenderci un grappino mentre andavano in onda le immagini di Novantesimo Minuto, ma vabbè, siamo pronti a cominciare!

Parma – Juventus 0-1
Erano tutti pronti, c’era la gente ‘ntorno al campino, i citti in panchina e anche l’arbitri e quelli co’ le magliette gialle della sicurezza, ma quelli che dovevano giocà si so’ scordi di venì! Erano a casa di Marroca Tevez a ruzzà coi giochini! È venuto solo Pogbà perchè un l’avevano invito a casa di quell’altri, allora s’è messo a fa’ gol nel campino e ha chiappo i tre punti.

Milan – Fiorentina 0-2
Quelli del Milan hanno chiappo Balordelli e gl’hanno taglio la cresta, anche a lui parino gliè tocco mette la testa a posto, ora è boncitto e va solo co’le sposine ammodo, va a dottrina e a zappà le prode. Però ora un ci chiappa più niente col pallone, infatti ha vinto la Fiorentina coi gol di Vargas e di Borja Valero. O vai, fatti ricresce la cresta da galletto!

Napoli – Catania 2-1
C’avevano tutti furia di finì presto perchè c’avevano d’andà a cercà i funghi, che co’sta guazza vedrai che crescono boni! E infatti si so’ sbrighi, du’ gol del Napoli con Callejon e Hamsik e uno del Catania con Castro. Dopo mezz’ora bell’e fatto, tutti via coi cestini pei funghi pe’ fa cena, che tanto nella pizza ci stanno anche bene.

Livorno – Atalanta 1-0
A Livorno c’era ‘na tramontana che tra poco veniva giù anche le soffitte, infatti dopo il gol di Paulinho si so’ messi tutti all’appoventa pe’ un fassi portà via. Il Livorno ha richiappo i tre punti pel campionato e ora che si cheta il vento c’ha anche d’anda a richiappà le bandiere che so’ finite tutte a trainoni.

Paulinho che barulla a Livorno

Paulinho che barulla a Livorno

Lazio – Genoa 0-2
Nella Lazio è torno Klose dopo le cure dell’asle ma unn’è servito a niente, anche a ‘sto giro all’aquilotti un gliè riuscito a vince. Il Genoa s’è inguastito all’improvviso nel secondo tempo e ha segno con Kucka e poi col rigore di Gilardino. Ora a Klose gli tocca fa un salto da Papa Totti a fassi dà qualche benedizione.

Sampdoria – Sassuolo 3-4
C’erano quelli della Sampdoria che c’avevano da ridì di Berardi, gli dicevano che era troppo piccino e che aveva scordo il brusotto a casa della su’ mamma. E allora lui s’è impuzzolito e gl’ha fatto ‘na tripletta. La Sampdoria ha pareggio con De Silvestri, ma poi c’è rimasto male che quell’altri piangevano e gl’ha dato un rigore nel finale pe’ falli vince. O vedi che qualche volta ‘sta gente si vole anche bene!

Berardi s'era scordo a casa il brusotto

Berardi s’era scordo a casa il brusotto

Udinese – Inter 0-3
Quando s’è fatto le squadre pel fantacalcio con quelli dell’altro baretto tra poco ci si dava qualche chiocco, tutti volevano Di Natale. Noi gli s’è lascio e s’è chiappo Palacio e vedrai che un s’è sbaglio, anche a ‘sto giro ha segno e ha fatto n’assiste pe’ Alvarez. Ha segno pure Ranocchia, voldì che quelli dell’Udinese a difende unn’è che so’ tanto rifiniti.

Verona – Cagliari 2-1
Quelli del Verona un c’hanno più paura di niente, si so’ lanci in vetta alla classifica tutti intafantiti. Prima ha segno Toni che ancora pare ‘n giovanotto, poi Jankovic che invece pare ‘na buricca da quanto scalcia. Nel finale ha segno Conti pel Cagliari ma un c’hanno fatto niente.

Torino – Roma 1-1
Dice che Papa Totti c’aveva da giocà a bocce cole guardie svizzere, e infatti stasera la Roma un ce l’ha fatta a vince. Prima ha segno con Strootman ma poi c’ha penso quel bel citto di Cerci a pareggià. Ma è uguale, i giallorossi rimangono in vetta alla classifica e quell’altri tutti sotto alla merigge.

Bologna – Chievo (2-0)
Anche a ‘sto giro c’è qualcuno che gli garba giocà di lunedì, e allora c’è tocco richiamà il Mago Falsetti al baretto. Lui s’è messo a guardà nei budelli di un bove e dice che vince il Bologna co ‘na doppietta di Diamanti. Ora ci si gioca la schedina e poi si vede se c’ha chiappo.

Ovvia qui comincia a fà freschino ne ‘sti giorni, ma questi insistono a giocà. Ci si ribecca domenica prossima che c’hanno da ritirà qualche pallonata!

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The Thermal Baths of Chianciano

In our journey through Valdichiana, today we stop in Chianciano, which owes much of its fame to the thermal waters, still appreciated for their therapeutic properties by hundreds of visitors….

In our journey through Valdichiana, today we stop in Chianciano, which owes much of its fame to the thermal waters, still appreciated for their therapeutic properties by hundreds of visitors.

The history of the Thermal Baths of Chianciano has its roots during Etruscan times. The ancient inhabitants of Etruria and the King Porsenna had already occupied the area with residential areas around Chiusi and Monte Cetona. The Romans as well knew the beneficial properties of mineral waters, which led to the construction of shrines dedicated to the divinities of water, including the Temple of Fucoli. The thermal waters were considered magical, with powers of healing, and for this reason were protected by following civilizations in the area, up to the present. The Thermal Baths of Chianciano, originally called “Fontes Clusinae“, had their own station on the Via Cassia, between Arezzo and Chiusi, dating back to the Roman Empire.

The importance of the Thermal Baths of Chianciano does not decrease even during the Middle Age, when they were occupied by the Goths and Longobards. The name of Chianciano clearly appears in 1171 A.D., through a deed of donation, together with “Acqua Santa and Sellene”; while a document dated 1287 A.D. confirms the presence of citizens which deal with the maintenance of the Thermal Baths of Chianciano. In 1349 A.D. the town passes under the protection of Siena, after many years of struggles against Montepulciano and Orvieto, and even in the following centuries there are frequent references to the healing properties of its thermal waters. A legend says that even St. Agnese Segni did several miracles in the Thermal Baths of Chianciano, and the pagan name of Bagno Grande di Sellene is called “Acqua Santa” (Holy Water).

The real spas were built by a private company (led by Angelo Banti), that was allowed, by the town of Chianciano Terme, to use the Thermal Baths; the building process was started in the ‘20s, with neo-classical style establishments, and the opening of new sources and a plant for bottling. Some structures were torn down after a town plan in the ‘40s, which returned the thermal baths to the State property. The projects of the establishments in a fresher and more modern version, done by architects Loreti and Marchi, built thermak parks and a Hall, as well as the creation of the Institute of Biological and Chemical Research, to undertake research on the water and its therapeutic properties, and on the correct application of therapies.

As a result of these studies, the waters of the Thermal Baths of Chianciano were divided into five types, which have several beneficial effects on organisms:

Acqua Santa and Acqua Fucoli: they have to be drinked as they pour from the sources, good for the liver and the gastrointestinal tract;

Acqua Santissima: used for inhalations against diseases of the breathing apparatus;

Acqua Sillene: used for mud baths, thermal baths and cosmetic products;

Acqua Sant’Elena: a water with low mineral content, for the treatment of diseases of the kidneys and gastrointestinal tract;

Thanks to the therapeutic properties of its thermal waters, throughout the 20th century, Chianciano has been a significant tourist attraction. The organization of the spa and a world-class healthcare management have led to an urban and structural continuity between the old town and the modern spa area, represented by the great Viale della Libertà, lined with hotels, pensions and villas.

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Mostra de Chirico – Ultimo week-end a Montepulciano

Ha registrato numeri da record la mostra a Montepulciano “Giorgio de Chirico. Il ritratto. Figura e forma” che rimane aperta nella Fortezza Poliziana fino a domenica 3 novembre ed è…

Ha registrato numeri da record la mostra a Montepulciano “Giorgio de Chirico. Il ritratto. Figura e forma” che rimane aperta nella Fortezza Poliziana fino a domenica 3 novembre ed è visitabile dalle 10.00 alle 20.00.
Più di 11.400 presenze in cinque mesi, 900 studenti solo nell’ultimo mese, mobilitati ben 13 istituti scolastici di Montepulciano, Chianciano Terme, Pienza, Torrita di Siena e San Quirico d’Orcia.

Sono quindi questi gli ultimi giorni utili per ammirare l’esposizione curata da Katherine Robinson. Il periodo di proroga ha consolidato la partecipazione di un pubblico sempre più numeroso, arricchito anche dal coinvolgimento delle scuole del territorio che hanno pianificato escursioni guidate grazie all’impegno delle direzioni didattiche e degli insegnanti: dai licei alle elementari, gli allievi hanno letteralmente invaso il percorso espositivo.

A partire dall’inaugurazione dello scorso giugno, migliaia di turisti, residenti e ospiti illustri hanno ammirato le 67 opere del Maestro di Volos, provenienti dalla collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma e presentate da un allestimento realizzato da Federico Lardera e organizzato dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte. Proprio alla luce dei risultati confortanti, il Comune di Montepulciano e la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte avevano deciso di prolungare l’apertura della mostra: l’affluenza del pubblico è infatti stata superiore rispetto alle precedenti esperienze realizzate nel territorio che pure avevano registrato dati rilevanti. Significativo anche l’interesse degli operatori e dei media nazionali ed internazionali, come dimostrano i numerosi servizi delle principali testate, tra cui si distinguono, solo nelle ultime settimane Rai2 e SkyArte.

«Il dato più rilevante – sottolineano in una dichiarazione congiunta, l’assessore al Sistema Montepulciano Franco Rossi e la presidente della Fondazione Cantiere Sonia Mazzini – è la presenza massiccia degli studenti provenienti da tutta l’area: il mese di proroga era pensato soprattutto per le scuole che hanno risposto all’invito, grazie alla sensibilità di docenti e dirigenti»

Il percorso espositivo che si snoda attraverso 67 opere, 44 dipinti, 7 sculture e 17 lavori su carta, ripercorre cinquant’anni (1925-1976) della produzione artistica di de Chirico e si completa con una sala dedicata alla proiezione di un documentario storico sul maestro.

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Il 4 Novembre, le tradizionali celebrazioni per i caduti in guerra a Montepulciano

Si ritroverà il 4 novembre in piazza Grande la comunità di Montepulciano per celebrare la Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. La tradizionale manifestazione in ricordo dei caduti in…

Si ritroverà il 4 novembre in piazza Grande la comunità di Montepulciano per celebrare la Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. La tradizionale manifestazione in ricordo dei caduti in guerra è organizzata dal Comune con le associazioni combattentistiche e d’arma.

Dalla piazza poliziana partirà il corteo accompagnato dalla banda dell’istituto di Musica. Il corteo sfilerà per le vie del centro storico ricordando i Caduti con appelli e deposizione di corone d’alloro per poi sostare davanti alla chiesa di Sant’Agostino. Qui sarà letto il bollettino che, il 4 novembre 1918, annunciava la vittoria e che è riprodotto su una targa apposta sul sagrato. Altro omaggio al Giardino di Poggiofanti, presso l’obelisco che commemora i Caduti. Alle 11.00, nel santuario di Sant’Agnese, sarà quindi officiata la Santa Messa.

Come già verificatosi nel 2012, il programma proseguirà nella frazione di Acquaviva, alle 11.15, con l’omaggio ai Caduti, in piazza della Vittoria. La cerimonia alla quale parteciperanno i rappresentanti dell’amministrazione comunale e della banda dell’istituto di Musica, prevede anche la Messa in suffragio nella chiesa di San Vittorino, e la deposizione di una corona d’alloro presso il Sacrario.

Per l’occasione il Comune invita la cittadinanza ad esporre la bandiera italiana.

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Castiglioncello: due ex-bambini, faccia a faccia con la storia

Settant’anni dopo la strage di Castiglioncello, torna al borgo e ritrova un vecchio amico Dino e Vilmano si erano conosciuti, loro malgrado, settanta anni fa. La storia li aveva messi,…

Settant’anni dopo la strage di Castiglioncello, torna al borgo e ritrova un vecchio amico

Dino e Vilmano si erano conosciuti, loro malgrado, settanta anni fa. La storia li aveva messi, allora bambinetti, spalle al muro lungo la facciata di una chiesa di un piccolo borgo toscano. Davanti ai lori occhi, le divise e i fucili puntati dei soldati dell’esercito tedesco. L’ordine partito dagli ufficiali nazisti era stato chiaro: rappresaglia. Le azioni dei partigiani nascosti nei boschi di Pietraporciana, doveva essere vendicata con le vite dei civili. Anche se innocenti, anche se inermi. Uomini, donne e bambini messi al muro, tremanti.

E quel giorno il destino di quei due bambini cambiò per sempre. Il padre del piccolo Dino, Quirino Salvadori, venne ucciso, assieme ad un altro civile, Amerigo Bai. Il padre di Vilmano, Giuseppe Cecchini, si mise in mezzo e con quel poco di tedesco imparato al fronte, cercò di salvare gli altri civili dalla furia nazista. Ci riuscì, e il resto degli abitanti fu risparmiato dalla strage.

Qualche giorno fa, quei due bambini si sono rivisti faccia a faccia, nel luogo dove si consumò quella giornata maledetta, a Castiglioncello del Trinoro, una piccola frazione del comune di Sarteano. Adesso Dino e Vilmano hanno pochi capelli e molte rughe. Con gli occhi lucidi, si sono abbracciati ed hanno ripercorso per ore quella giornata tremenda, passeggiando sulle vie lastricate dell’antico borgo medievale. Vilmano Cecchini non era tornato più a Castiglioncello. Dino non ha mai smesso di abitare per queste stradine abbarbicate sul crinale della Valdorcia, anche quando i residenti si contavano sulle dita di una mano e viverci era difficile.

Adesso Castiglioncello del Trinoro è un piccolo gioiello rimesso a nuovo da un importante investimento ricettivo. È stato riqualificato il patrimonio artistico e storico, rifatti alcuni servizi essenziali. Insomma, ci si vive meglio di qualche anno fa. Da una frazioncina destinata allo spopolamento, è diventata luogo di lavoro per tanti ragazzi che animano il wine bar, l’albergo o il ristorante di tendenza. Qui si rifugiano artisti di fama internazionale, o protagonisti del jet-set economico finanziario mondiale, in cerca di una pausa dalla vita metropolitana.

castiglioncello ex bambini

Al centro del borgo, non curante del tempo che passa, sopravvive la piccola chiesa romanica di Sant’Andrea. Muovendo lo sguardo lungo la sua facciata, prima di finire ammaliati dalla bellezza del panorama della Valdorcia, ci si imbatte in una piccola lapide di marmo.
L’avevano messa lì gli abitanti del borgo all’indomani della guerra, nel 1945: “Scolpiti nell’anima porterà i nomi di Bai Amerigo e Salvadori Quirino, vittime innocenti di quel giorno. Riconoscente affetto serberà all’interprete Cecchini Giuseppe che con coraggio e fermezza si adoperò per limitare l’ingiusto e barbaro eccidio”.

Dopo quasi settanta anni, i due figli di quei due nomi della storia tremenda si sono rivisti e parlati. Non sappiamo bene cosa si sono detti. Ma sappiamo che con loro hanno portato i loro figli e nipoti. Per ricordare tutti insieme quella storia, e tramandarsi una cicatrice che parla di morte e sopravvivenza. Una cicatrice lunga tutta una vita e che durerà per un’altra generazione almeno.

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La civiltà etrusca candidata a Patrimonio Unesco

Pochi giorni fa, la città di Chiusi ha aderito al progetto di candidatura a Patrimonio Unesco delle città etrusche, una iniziativa che mira ad ottenere, dunque, il prestigioso riconoscimento per…

Pochi giorni fa, la città di Chiusi ha aderito al progetto di candidatura a Patrimonio Unesco delle città etrusche, una iniziativa che mira ad ottenere, dunque, il prestigioso riconoscimento per tutta l’area che costituiva nell’antichità la “dodecapoli” etrusca.

La candidatura verterà su tre dei sei criteri previsti dalla Convenzione del 1972 Unesco e precisamente: mostrare un importante scambio di influenze all’interno di un periodo considerato, o di un’area culturale determinata, in relazione allo sviluppo dell’architettura o della tecnologia, delle arti monumentali, della pianificazione urbanistica o della progettazione del paesaggio; apportare una testimonianza eccezione di una tradizione culturale o di una civiltà ancora vivente, o scomparsa, ed infine, offrire un esempio eccezionale di un tipo di costruzione, o di un insieme architettonico, tecnologico, o del paesaggio che illustri una fase o dei periodi significativi della storia dell’umanità.

“La nostra amministrazione –dichiara il primo cittadino Stefano Scaramelli – crede che la cultura e la storia siano la prima chiave di volta per superare i momenti difficili dei giorni nostri ed è per questo che fin dall’inizio della nostra esperienza amministrativa abbiamo sempre investito in cultura e adesso aderiamo al progetto dodecapoli del Comune di Perugia. La storia etrusca e non solo è per Chiusi un grande patrimonio da valorizzare”.

Il Comune di Chiusi investe ancora una volta nella sua storia, per aprirsi ad un presente e ad un futuro che valorizzi al massimo la cittadina etrusca. Il progetto “dodecapoli” al momento, è in fase di studio ed è stato predisposto un Comitato Scientifico, che dovrà elaborare a titolo gratuito il documento preliminare da presentare all’Unesco e far diventare così a tutti gli effetti anche la storia e la civiltà etrusca un patrimonio dell’umanità.

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