La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Sei Toscana, il nuovo gestore dei rifiuti urbani per la provincia

Presentata Sei Toscana, la società che si è aggiudicata la gara per i servizi di raccolta dei rifiuti urbani nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena.

Sei Toscana, la società che si è aggiudicata la gara per i servizi di raccolta dei rifiuti urbani nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena, è stata presentata in occasione di un incontro organizzato da Sienambiente. Oltre ai dirigenti della nuova azienda che hanno illustrato il percorso di aggiudicazione della gara indetta dall’Ato Toscana Sud, hanno partecipato all’iniziativa gli amministratori pubblici e i rappresentanti istituzionali del territorio senese.

Per l’attuale gestore del ciclo integrato dei rifiuti della provincia di Siena, quella del gestore unico è una scommessa partita da lontano.

«Abbiamo creduto con convinzione in questo progetto fin dalla sua nascita e ne siamo stati capofila – ha spiegato l’amministratore delegato di Sienambiente, Luana Frassinetti – Dopo aver realizzato sul territorio senese l’autosufficienza di ambito e una gestione dei rifiuti tra le più efficienti della Toscana, con la nascita di Sei Toscana e l’aggiudicazione della gara per il servizio integrato dei rifiuti, per Sienambiente si aprono scenari del tutto nuovi con prospettive di sviluppo e di crescita nell’ambito del sistema dei servizi pubblici regionali».

Sienambiente, che ha una partecipazione nella compagine societaria di Sei Toscana pari al 24,5%, cederà al nuovo gestore il ramo d’azienda relativo ai servizi di raccolta. Un cambiamento allargato a livello interprovinciale che è stato illustrato dal presidente di Sei Toscana, Fabrizio Vigni.

«Comincia una nuova era per la gestione dei rifiuti. E’ la prima gara di questo tipo che si conclude nella nostra regione, una delle prime in assoluto in Italia – ha dichiarato Vigni». Il presidente di Sei Toscana si è inoltre soffermato sugli obiettivi del gestore. «Dovremo portare questa parte della Toscana all’altezza dei migliori standard europei. Oltre a prevenire la produzione di rifiuti, bisogna puntare su un forte aumento del riciclo, l’Europa indica un obiettivo minimo del 50% entro il 2020 con più raccolta differenziata e con l’estensione della raccolta porta a porta, recuperare energia dalla parte residua e ridurre fortemente lo smaltimento in discarica – ha spiegato Vigni – Gestire bene il ciclo dei rifiuti significa non solo garantire igiene ambientale e qualità del servizio pubblico, ma anche opportunità di sviluppo economico e di crescita della green economy attraverso le filiere industriali del recupero».

Ad illustrare le caratteristiche e le dimensioni della nuova azienda, la cui sede amministrativa sarà a Siena, è stato l’amministratore delegato di Sei Toscana, Eros Organni:

«Sei sarà una delle più importanti aziende operanti nel settore dei rifiuti in Italia, sia dal punto di vista economico e finanziario, sia per quanto concerne il numero di dipendenti e le tonnellate di rifiuti all’anno da gestire. La crescita dimensionale è il presupposto per conseguire gli attesi obiettivi di efficienza economica e gestionale, per attrarre le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione degli investimenti e, in ultima analisi, per dare attuazione ad una vera e propria politica industriale nella gestione dei rifiuti finalizzata alla raccolta differenziata, al recupero e riciclo delle materie ed alla riduzione dell’utilizzo delle discariche. In questi mesi che ci separano dall’avvio effettivo del servizio siamo impegnati a definire il piano industriale della concessione e integrare le funzioni ed i processi aziendali. In altre parole stiamo costruendo la nostra nuova azienda».

Da parte della Provincia di Siena, infine, è arrivato l’impegno della massima collaborazione nel raggiungimento degli obiettivi.

«La Provincia di Siena non mancherà di dare il suo contributo per il raggiungimento di questi obiettivi che sono fondamentali per una corretta gestione dei rifiuti – ha dichiarato Bezzini. Veniamo da vent’anni di risultati significativi e ora possiamo fare il passo in avanti decisivo per migliorare ulteriormente la qualità del servizio e la sostenibilità ambientale della gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Sei Toscana rappresenta una realtà importante tra le local utilities di questa parte di Toscana, che coniuga radicamento territoriale e crescita dimensionale. Lo sviluppo della sua capacità competitiva potrà aprire nuovi e ambiziosi traguardi».

SEI Toscana è un gruppo di aziende con origini e storie diverse operanti nel territorio toscano si sono unite per accrescere la propria capacità competitiva e costruire una strategia condivisa nel settore della gestione dei rifiuti. La compagine societaria è costituita da sei soci gestori (Aisa, Casentino Servizi, Coseca, Csa, Csai, Sienambiente) e sette soci industriali (Cooplat, Crcm, Ecolat, Revet, Sta, Unieco, La%; La Castelnuovese). SEI Toscana ha vinto la gara indetta dall’ATO Toscana Sud per la gestione del servizio integrato dei rifiuti nei comuni di Arezzo, Siena, Grosseto a partire dal 1° gennaio 2014 e per i prossimi 20 anni.

I NUMERI DI SEI TOSCANA

3 province servite: Siena Arezzo Grosseto

103 comuni; 39 aretini; 36 senesi; 28 grossetani

850.000 residenti

550.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotti nelle 3 province

50.000 contenitori stradali

650 mezzi per raccolta, spazzamento e trasporto

20 anni di affidamento del servizio

I SOCI DI SEI TOSCANA

6 soci gestori

Aisa spa 12,4%; Casentino Servizi 1,4%; Coseca 10,4%; Centro servizi ambiente 4,4%; Centro servizi ambiente impianti 5,9%; Sienambiente 24,5%

7 soci industriali

Cooplat 13%; CRCM 0,34%; Revet 0.33%; STA 26,8%; Ecolat 0,33%; Unieco 0,1%; La Castelnuovese 0,1%

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Etruscology e i camperisti di “Plein Air” a Sarteano

Musica etrusca, conferenze sull’archeologia, escursioni nel centro storico, accoglienza di camperisti, nell’ultimo weekend di settembre a Sarteano.

Etruscology e i camperisti di “Plein air”: fine settimana intenso ricco di appuntamenti a Sarteano

Un originale progetto di Musica etrusca, conferenze sull’archeologia, escursioni nel centro storico, accoglienza di camperisti a zonzo per le terre di Siena: questo e molto altro nell’ultimo fine settimana di settembre a Sarteano.

Suoni che arrivano dal passato verranno presentati sabato (ore 17,00) in occasione della Giornata europea del patrimonio, al museo civico archeologico di Sarteano, per un evento dal titolo “Etruscology, musica per il museo”.

È stato il musicista Fabrizio Bai a comporre otto brani per un cd già pubblicato che, nell’occasione, sarà presentato nuovamente. Si potranno ascoltare note intrise di contaminazioni etniche e jazz al museo di Sarteano, nell’ambito di un progetto di studio sulla sonorità della musica nel mondo antico, e in particolare etrusco. Con Bai, hanno suonato Massimo Guerri (sassofoni, clarinetto), Andrea Beninati (violoncello, percussioni) e Maurizio Costantini (contrabbasso). Il cd musicale è composto da Dodici lune, e viene distribuito da Ird.

Nell’occasione Maurizio Martinelli, autore di un volume su “Musica e spettacolo in Etruria”, terrà una conferenza sull’importanza della musica per gli etruschi, sui loro strumenti e sulla difficoltà di conoscere quali fossero i loro suoni. Per info: 0578269261 info.museo@comune.sarteano.si.it.

Ma questo non è l’unico appuntamento di rilievo per il fine settimana sarteanese. Basti pensare che transiteranno da qui alcuni itinerari riservato alla manifestazione di camperisti “Plain air”. Nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 saranno a disposizione 10 posti nell’area di parcheggio attrezzata per camper in Piazzale Primo Morgantini. Un “Aperitivo di Benvenuto” offerto dal Comune con prodotti locali del territorio e verrà consegnata una “Borsa di Benvenuto” con materiale informativo del paese e del territorio. Alle ore 15, per tutti i camperisti presenti, verrà offerta una visita guidata gratuita riservata agli amici ospiti alle bellezze storico artistiche del centro storico di Sarteano. Maggiori informazioni sul portale di promozione turistica www.sarteanoliving.it.

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Nasce il coordinamento senese per la mozione Civati

Nasce il coordinamento senese per la mozione Civati per il congresso del PD: Fabio Di Meo, sindaco del Comune di Cetona, nominato referente provinciale.

Nasce il coordinamento senese per la mozione Civati: Fabio Di Meo, sindaco del Comune di Cetona, nominato referente provinciale

Nasce il Coordinamento provinciale senese della mozione congressuale a sostegno della candidatura di Giuseppe Civati alla segreteria nazionale del Partito Democratico, costituito dai referenti dei coordinamenti delle varie aree provinciali. Nelle settimane precedenti si erano infatti tenute riunioni organizzative nelle varie aree della provincia, volte non solo a nominare i referenti territoriali, ma soprattutto ad avviare la stagione congressuale partendo il più vicino possibile ai militanti ed agli elettori del PD. Incontri partecipati ed aperti, in cui è emersa tutta la profonda delusione e disillusione per le recenti vicende che hanno contraddistinto la vita del partito, ma più in generale per l’incapacità del PD di darsi un’anima, un volto riconoscibile e riconosciuto.

Il coordinamento ha nominato quale referente provinciale della mozione Fabio Di Meo, Sindaco del Comune di Cetona:

“Il nostro è un impegno intellettuale, ed una battaglia politica, per una precisa idea di partito democratico, per una visione della sinistra italiana e prima ancora per affermare una concezione della politica. Una battaglia da condurre sempre e comunque dentro il partito e per il partito, non parallelamente ad esso” – afferma il coordinatore provinciale Fabio Di Meo. “Crediamo nell’unità del centrosinistra e nell’unità del PD, e riteniamo che ci si debba dividere e confrontare solo sui contenuti, anche aspramente, ma mai sulle appartenenze. Non ci sono casacche da indossare, ma solo idee da promuovere. Noi non siamo ‘civatiani’, noi siamo semplicemente sostenitori e promotori della mozione congressuale e della candidatura di Giuseppe Civati alla segreteria del partito, perché crediamo nelle idee politiche che vi sottostanno e perché pensiamo sia necessario impegnarsi in prima persona per salvare questo partito da coloro che hanno provato ad ucciderlo, e farlo nell’ambito di un congresso in cui da una parte starà palesemente la conservazione e dall’altra il rinnovamento con le sue declinazioni. Per questo in realtà non esiste nemmeno alcun ‘noi’, in quanto l’unico ‘noi’ in cui ci riconosciamo è quello del Partito Democratico”.

Nelle prossime settimane dunque il coordinamento sarà impegnato nella organizzazione di iniziative pubbliche, incontri, momenti di approfondimento, che coinvolgeranno l’intera provincia in un percorso politico che possa finalmente aprire la strada ad un dibattito vero quale mai si è svolto fino ad oggi nel partito democratico. Accanto a ciò una strutturata presenza nei social network, dove già è attiva la pagina facebook “Siena per Civati”, ed i gruppi “valdimerse-valdarbia per Civati”, “valdichiana-amiata-valdorcia per Civati” e “valdelsa per civati”.

E ovviamente la possibilità di iscriversi su www.civati.it, così da ricevere ogni tipo di informazione che riguardano l’attività congressuale sulla mozione, nonché quella di seguire il blog del candidato su www.ciwati.it.

“Ci aspetta un lavoro intenso e capillare per condividere idee e proposte per la ricostruzione del partito democratico, e per l’elaborazione di un’alternativa di governo a sinistra. Un lavoro che muova dal basso, dagli iscritti e dagli elettori, che avvenga rigorosamente dentro i circoli e che faccia dei contenuti l’unico punto di riferimento del dibattito al quale vogliamo contribuire.” – afferma il coordinamento. “Eravamo stufi di assistere inermi allo spettacolo che questa classe dirigente fornisce ogni giorno, e pensiamo che intorno alla candidatura di Giuseppe Civati possano convergere le forze nuove e vitali di un partito che deve ritrovare il proprio spirito originario, e guardare al futuro con nuovi metodi, nuove idee e nuove facce”.

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Take This and Take That Towers

The history of Valdichiana is rich of specific moments and conflicts, not only against other men, but also against nature. The dike-break of Clanis River and the consequent formation of…

The history of Valdichiana is rich of specific moments and conflicts, not only against other men, but also against nature. The dike-break of Clanis River and the consequent formation of wetlands, which occupied Valdichiana for centuries, forced the population to live in a noxius area and forced them to make continual attempts at recovering the territory. Not to mention the struggle with the neighbourhood to keep the control of the few farmlands and fortresses available.

The two towers “Beccati Questo” (“Take This”) and “Beccati Quello” (“Take That”) represent the well-preserved memories of a period made of conflicts and violent clashes between the Italian lordships (a.k.a Signorie) of Florence, Arezzo, Siena, Perugia and the Grand Duchy of Tuscany. The two tower have been built as opponent outposts, and they clearly prove the fights in the Middle Ages, also thanks to their names, which try to enmesh and to laugh at the enemies.

The Beccati Questo (“Take This”) Tower, was built in the municipality of Chiusi around 1279 A.D. – however, the final reconstruction was made in 1427 A.D.. It was built by the Guelfs after a victory over the Ghibellines and it had to represent their supremacy over the wetlands which demarcated the territories controlled by Siena and the ones controlled by Perugia. A few years later, though, the opposing part from Perugia built the Beccati Quello (“Take That”) Tower, to laugh at the enemies from Siena. The peculiar names of the two towers, still in use nowadays, prove the importance of mockery towards the opponents in the Middle Ages, as a mean to avoid conflicts or to worsen the existing ones.

The “Beccati Questo” Tower, built on a dry soil, started to be submerged by the swamp of Valdichiana, after some creek deviations and the deviation of the Lake Trasimeno, done by the Papal States at the end of the 15th Century.  A third of the structure has been filled up by the several recoveries, which were necessary in order to stop the territory from turning into wetlands. “Beccati Questo” Tower has an octagonal form with battlements, as usually done in Siena, where as “Beccati Quello” has a classic rectangular base.

The two towers, despite having been built as military outposts and defensive fortresses, have always been used as a place where tolls were collected, and they were necessary for the transit of goods and people through Valdichiana, Siena and Perugia. Nowadays, “Beccati Questo” is a community property, where as “Beccati Quello” Tower is a private property; both of them have been heavily restored, but the interior of the towers can’t be visited.

The travelers who are going by Lake of Chiusi, and who are heading towards Lake Trasimeno, can easily spot the two towers, which are standing out against the farmlands. The Take This and Take That Towers have kept an eye on each other for six centuries, one in front of the other, between Tuscany and Umbria. And they still remind the years when, among the wetlands, the lordships used to mock each other.

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A Chiusi arriva la festa dell’uva e del vino

La Città di Chiusi ospiterà nell’ultima settimana di settembre 2013 la Festa dell’Uva e del Vino, arrivata alla sua XXXI° edizione.

La Città di Chiusi ospiterà dal 27 al 29 settembre 2013 la Festa dell’Uva e del Vino arrivata alla sua XXXI° edizione, organizzata dall’Associazione Terzieri di Chiusi, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, la Proloco, l’Associazione Italiana Sommeliers ed il Comitato Eventi. Unire una visita culturale ad eventi spassosi e divertenti: sarà possibile degustare vini e prodotti del territorio nelle tradizionali cantine, nei punti degustazione e nelle botteghe dislocate in tutto il paese. Saranno proposti piatti tipici, originali ed appetitosi; spettacoli itineranti, intrattenimenti musicali e tanto altro, animeranno ogni singolo momento della festa.

Tra gli appuntamenti enogastronomici da non perdere: il Convivio in onore di Bacco, organizzato da alcuni ristoranti di Chiusi che, in perfetta sinergia, presenteranno piatti abbinati a vini del territorio. Il vino sarà il protagonista delle serate dedicate alle degustazioni guidate dall’Associazione Italiana Sommeliers e dei banchi d’assaggio presenti in vari punti del paese. Un altro appuntamento è l’Enoteca dove sommeliers dell’A.I.S. ci guideranno nella degustazione dei migliori vini italiani. Saranno infatti presenti le etichette più rappresentative delle varie regioni, un’occasione per fare un giro enologico d’Italia senza fretta e senza fare chilometri.

Vinovagando, percorsi archeologici guidati che si concludono con degustazioni ed i trekking che ci porteranno a fare degustazioni in cantine della Città, la vendemmia dei bambini, la sfilata di carri allegorici, i concerti e tanta allegria completano il ricco programma della kermesse.

festa dell uva e del vino

“Per il nostro Comune – dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – l’appuntamento con la festa dell’uva è diventato ormai un punto fisso nel cartellone degli eventi chiusini. Idealmente questa festa chiude la stagione estiva degli eventi ed apre quella invernale per questo sono soddisfatto che negli anni sia diventata una realtà particolarmente importante e sentita tanto che continua a crescere come dimostra la grande partecipazione che c’è stata a Montallese con le Feriae Vendemmiali manifestazione che rappresenta l’anteprima della festa dell’uva. Insomma ancora una volta Chiusi continua a dimostrarsi viva in ogni parte del territorio dalle frazioni, allo scalo fino naturalmente al centro storico per il quale continua a dare i suoi frutti la politica di valorizzazione che abbiamo messo in campo.”

“Per tutta la nostra città – dichiara l’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari – la festa dell’uva e del vino e la sua anteprima rappresentano un esempio in sintesi di tradizione, folklore, associazionismo, turismo, cultura e commercio. Iniziative come queste possono contribuire a far conoscere la città di Chiusi non solo come cittadina dalla forte attrattiva turistica all’esterno, ma anche come comunità al proprio interno. Questa festa, infatti, è l’espressione del lavoro e della professionalità di tante realtà associative del nostro Comune che lavorando insieme hanno creato una serie di appuntamenti interessanti. Inoltre, siamo onorati di poter contribuire come comune alle giornate europee del patrimonio offrendo sabato 28 l’ingresso gratis al museo civico la città sotterranea e nel contempo accogliere i nostri gemelli tedeschi che grazie al lavoro insieme alla commissione gemellaggi arriveranno in città in bicicletta e resteranno a cena nei terzieri e a dormire a Chiusi, insomma ci aspettiamo davvero un ricco fine settimana”

Info festa e spettacoli: Tel. 338-1064125 – www.festadelluvaedelvino.com

Info turistiche e prenotazioni: Ufficio Turistico, Piazza Duomo, 1 Chiusi Città Tel. 0578-227667 – info@festadelluvaedelvino.com.

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Rischio incendi boschivi ridotto grazie a prevenzione nell’estate 2013

Rispetto all’estate scorsa, quella 2013 termina con un bilancio positivo sul fronte incendi boschivi. Le abbondanti piogge diffuse su tutto il territorio provinciale, estese fino alla metà di giugno, hanno…

Rispetto all’estate scorsa, quella 2013 termina con un bilancio positivo sul fronte incendi boschivi.

Le abbondanti piogge diffuse su tutto il territorio provinciale, estese fino alla metà di giugno, hanno contribuito a creare condizioni meno favorevoli al rischio di innesco e propagazione degli incendi di bosco. A diffondere i dati è il Centro operativo provinciale (Cop) anti incendi boschivi (Aib), attivo dal 25 giugno al 9 settembre, come previsto dal Piano Aib della Regione Toscana.

In provincia di Siena gli incendi gestiti dalla Cop sono stati 18, per 7 ettari di superficie boscata. Numeri fortemente ridimensionati se considerato che l’estate scorsa gli incendi boschivi erano stati 52, per 496 ettari andati bruciati. Un dato, quello del 2012, condizionato pesantemente dall’incendio di Collalto, che aveva devastato quasi 400 ettari di bosco fra Colle di Val d’Elsa e Casole. Il dato medio, nel periodo 2008-2012, è stato di 33 incendi a stagione, per circa 99 ettari coinvolti.

“La costante prevenzione degli enti e delle associazioni tramite i servizi di avvistamento e pattugliamento – sottolinea l’assessore all’agricoltura Anna Maria Betti – ha contribuito a limitare le superfici di vegetazione bruciata grazie alla tempestività degli interventi, fermo restando il vantaggio delle condizioni meteo favore-voli. Un ringraziamento va a tutti i soggetti coinvolti per l’efficacia dell’impegno in prevenzione, sorveglianza e intervento”.

Il Centro operativo, con sede presso gli uffici della Provincia in Via Massetana, è stato attivo tutti i giorni, compresi i festivi, e ha coinvolto personale della Provincia e delle Unioni dei Comuni, oltre a quello del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco e dei volontari delle diverse associazioni: in tutto circa 80 persone impegnate per tre mesi nella prevenzione e nel contrasto degli incendi boschivi, per un totale di 308 turni. I dati 2013, per adesso, sono delle stime: i numeri effettivi saranno rilasciati dalla Regione Toscana al momento dell’archiviazione delle notizie incendi secondo i rilievi effettuati dal Corpo Forestale dello Stato.

Dalla chiusura delle sale provinciali avrà il compito della gestione degli interventi la SOUP (Sala Operativa Unificata Permanente) della Regione Toscana, attiva h24 e contattabile al numero verde 800425425.

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Apnee ostruttive del sonno e ictus

L’Associazione per i Diritti degli Anziani di Siena (A.D.A.) propone un convegno gratuito dal titolo Apnee ostruttive del sonno ed Ictus: un binomio frequente ma poco conosciuto che si svolgerà sabato 28…

L’Associazione per i Diritti degli Anziani di Siena (A.D.A.) propone un convegno gratuito dal titolo Apnee ostruttive del sonno ed Ictus: un binomio frequente ma poco conosciuto che si svolgerà sabato 28 settembre dalle 15:30 alle 20:00, presso la sala Conferenze San Francesco – Chiusi Città. L’evento si svilupperà sia sull’asse tecnico/scientifico che su quello relazionale/educativo con lo scopo di facilitare l’informazione su cosa sono le Apnee ostruttive e sulle loro conseguenze, di chiarire le relazioni esistenti tra Apnee ed Ictus, di migliorare le conoscenze sulla valutazione nei suoi aspetti multidisciplinari ed infine di discutere sulle possibilità terapeutiche.

Il convegno vedrà la presenza del Sindaco del Comune di Chiusi Stefano Scaramelli e di relatori qualificati provenienti da varie realtà ospedaliere e territoriali (Prof. Claudio TantucciUniversità di Brescia, Dott. Paolo BottiniASL1 Umbria, Dott. Bruno BruniAUSL 1 Umbria). Importante sarà la testimonianza del Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno (A.I.P.A.S. ONLUS) ed il racconto relativo all’esperienza del Centro Neurologico per i disturbi del Sonno di Siena.

La presidente Nellina Quitti ha dichiarato che

“Questo convegno nasce dalla volontà di questa Associazione di far conoscere meglio sia alla popolazione che ai professionisti della salute la tematica delle apnee ostruttive del sonno, una categoria di disturbi spesso ignorata e trascurata nonostante colpisca circa due milioni di persone in Italia. L’evento si propone anche di evidenziare come russamento, apnee notturne ed ictus siano profondamente correlati tra loro. L’apnea del sonno può predisporre all’ictus e viceversa. Conoscere questa relazione non è utile solo allo scopo di ricerca ma anche per predisporre una cura adeguata. Diagnosticare l’apnea del sonno nei pazienti con ictus, infatti,  può diminuire il rischio di una futura ricaduta e rendere più efficace la riabilitazione”.

La responsabile dell’A.D.A.

“Questo evento possa favorire la creazione di una rete tra medici, operatori sanitari ed istituzioni dato che tali disturbi causano gravi conseguenze fisiopatologiche e sociali. I pazienti affetti da tale quadro clinico nelle ore diurne possono manifestare estrema stanchezza, difficoltà di concentrazione e sonnolenza diurna, tutti sintomi che aumentano il rischio di provocare incidenti (stradali e lavorativi). Per un’adeguata diagnosi e cura è quindi necessario che siano coinvolti sia i Medici di Medicina Generale che sono spesso implicati nel riconoscimento della sindrome, sia gli pneumologi ed i neurologi che hanno il compito di eseguire una diagnosi clinica – strumentale”.

Il convegno, per facilitare uno scambio di opinioni e riflettere sui reciproci bisogni, è aperto sia al personale Sanitario (che riceverà 3 crediti ECM  per la frequenza all’iniziativa) che alla cittadinanza.

Si ricorda che il congresso è organizzato all’interno del progetto “Coraggio Ricominciamo, un percorso psicoeducativo per dar voce a persone con Morbo di Parkinson ed Ictus e le loro famiglie” finanziato dal Cesvot tramite il Bando Innovazione e sviluppato con l’apporto di vari partners e sostenitori (Partner: Comune di Chiusi, Centro regionale di Riferimento “Auxilium Vitae“, Società della Salute della Valdichiana Senese,  Arci Solidarietà Siena, Associazione Volto Amico Arcisolidarietà Montallese; sostenitori: Associazione Culturale Senese la Betulla, Comune Montepulciano, Associazione italiana Apnee del Sonno).

Si precisa che è possibile iscriversi entro il 25/09/2013 compilando la scheda di iscrizione visibile sul sito www.adasiena.wordpress.com e rispedendola tramite Email o Fax alla segreteria organizzativa.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa:
Associazione Diritti anziani A.D.A., Via Cassia Aurelia 88/90, Chiusi (SI),  Tel. 0578 226644

Presidente Nellina Quitti
Cell.: 347 5885948
Email: marynellina@virgilio.it

Dott.ssa Barbara Bertocci
Cell. 340 7644384
Email: info@bbertocci.it
Fax: 0577 922752

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Maltagliati del Boscaiolo

I Maltagliati sono una pasta tipica della regione Emilia-Romagna e la loro preparazione non è altro che la parte di pasta sfoglia rimasta dalla lavorazione delle tagliatelle, quelli che genericamente…

I Maltagliati sono una pasta tipica della regione Emilia-Romagna e la loro preparazione non è altro che la parte di pasta sfoglia rimasta dalla lavorazione delle tagliatelle, quelli che genericamente sono chiamati bordi. La pasta rimasta viene tagliata in modo irregolare tanto da ricavarne pezzetti del tutto disomogenei, maltagliati appunto. Trattandosi per lo più di rimanenze, anche lo spessore è disomogeneo e quindi si differenziano tra loro per forma, dimensione e spessore.
Il loro uso più classico è con la minestra di fagioli, ma esistono comunque numerose ricette, per lo più povere che prevedono l’utilizzo dei maltagliati, come quella che ci arriva dalla contrada di Talosa di Montepulciano: “Maltagliati del Boscaiolo”, con sugo a base di punghi porcini.

Ingredi enti per 6 persone
6 uova
500 gr di farina
5 cucchiai di olio extravergine di
oliva
una presa di sale

Per il condimento
1 kg di funghi porcini freschi
500 gr. di pomodori maturi
cipolla
aglio
prezzemolo
peperoncino
sale
pepe
formaggio
olio extravergine di oliva

Preparazione
Preparare la pasta unendo tutti gli ingredienti, lavorarla bene, stendere una sfoglia non troppo sottile con il “ranzagnolo”, lasciarla asciugare. Prendere una padella, mettere l’olio di oliva, gli spicchi d’aglio interi, aggiungere i funghi ben puliti e tagliati a lamelle, sale q.b.
Cuocere a fuoco allegro, aggiungere peperoncino, prezzemolo e una macinata di pepe. In una seconda padella mettere altro olio di oliva, un trito di cipolla e far appassire a fuoco lento. Unire i pomodori privati della buccia e tagliati a pezzi, salare e terminare la cottura. Togliere l’aglio dai funghi, unire gli ingredienti delle due padelle, tagliare la pasta a rettangoli irregolari, cuocere in abbondante acqua salata, scolarla al dente, versarla nel condimento e spolverarla con il formaggio.

Ringraziamo il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.

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A Chianciano, dal 28 al 29 Settembre, campagna “Terremoto io non rischio”

Per il terzo anno consecutivo, il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per “Terremoto io non rischio”, la campagna informativa nazionale…

Per il terzo anno consecutivo, il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per “Terremoto io non rischio”, la campagna informativa nazionale per la riduzione del rischio sismico: oltre 3.200 volontari di 14 associazioni nazionali di protezione civile allestiranno punti informativi “Io non rischio” in 215 piazze, distribuite su quasi tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Anpas-Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e in accordo con le Regioni e i Comuni interessati.

Sabato 28 e domenica 29 settembre, in contemporanea con le altre piazze in tutta Italia, i volontari della Pubblica Assistenza “Croce Verde” di Chianciano Terme partecipano alla campagna “Terremoto io non rischio” con punti informativi allestiti in Largo Ascoli, a Chianciano Terme per distribuire materiale informativo, rispondere alle domande dei cittadini sulle possibili misure per ridurre il rischio sismico e sensibilizzarli a informarsi sul livello di pericolosità del proprio territorio.

I volontari e le volontarie, formatisi durante l’anno attraverso l’incontro con esperti per poi istruire a loro volta altri volontari, sono protagonisti di un percorso di diffusione della cultura di protezione civile che coinvolge nelle diverse piazze proprio le associazioni di volontariato che operano ordinariamente sul territorio, promuovendo così la cultura della prevenzione: volontari più consapevoli e specializzati, cittadini più attivi nella riduzione del rischio.Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, sono disponibili le mappe interattive per conoscere la storia e la pericolosità sismica del nostro territorio e per individuare gli oltre duecento Comuni interessati dalla campagna nel weekend del 28 e 29 settembre prossimi.

Inoltre, è possibile consultare la sezione “Domande e risposte” sul rischio sismico e sulla sicurezza degli edifici, leggere approfondimenti sul volontariato di protezione civile e scaricare il pieghevole sulle regole di comportamento da tenere in caso di terremoto.

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Montepulciano: inaugurata la mostra di icone sacre di Emanuele Caleri

Giovedì 26 settembre alle ore 17 presso il Museo Civico di Montepulciano è stata inaugurata la mostra di icone sacre dell’artista poliziano Emanuele Caleri.

L’arte sacra di Emanuele Caleri in mostra al Museo Civico di Montepulciano

Giovedì 26 settembre è stata inaugurata la mostra di icone sacre dell’artista poliziano Emanuele Caleri, presso il Museo Civico di Montepulciano. Un’esposizione artistica di icone realizzate secondo l’antica tradizione ortodossa, iscritte su foglie d’oro zecchino. Tra le opere in mostra, una copia del Cristo delle Tavolette di Novgorod, del XV secolo, e una copia del Crocifisso di San Damiano iscritto su legno massello.

Emanuele Caleri, artista poliziano nato nel 1974, per oltre dieci anni ha lavorato come tecnico teatrale e viaggiato in Italia e all’estero assieme ad alcune Compagnie Teatrali. Costretto a lasciare la professione a seguito di una grave malattia, nel 2009 ha diretto il suo talento artistico verso la realizzazione di icone sacre, in seguito alla visita dell’Abbazia delle Tre Fontane di Roma. Emanuele frequenta la scuola di iconografia e impara a padroneggiare la tecnica della rappresentazione sacra, imparando da maestri quali Giovanni Raffa e Laura Renzi; in seguito frequenta un corso di perfezionamento a Petrignano d’Assisi. Nel 2012 ha realizzato un’icona di Sant’Agostino per la parrocchia di Montepulciano.

Emanuele Caleri Icone

Negli ultimi anni, Emanuele Caleri ha realizzato numerose icone sacre, che saranno esposte nel corso dei prossimi mesi al piano terra del Museo Civico. La realizzazione di un’opera d’arte di questo genere comporta talento, passione e dedizione, oltre a una spiccata spiritualità:

“Le opere sono realizzate secondo una tecnica ortodossa antica, diversa dalla tradizione italiana. – spiega l’artista poliziano – Il processo di creazione è molto lungo, con oltre venti strati di colori e ombreggiature. Colori e forme devono essere quanto più simili alle icone originali. Per quanto riguarda i materiali, le icone sono iscritte su uno sfondo di foglie d’oro zecchino a ventiquattro carati, incollate con resine e grappa; per i colori, invece, è necessario utilizzare pigmenti naturali, terre e minerali preziosi, macinati nella tempera ad uovo. Una volta che l’opera è terminata deve essere lasciata a riposare per sei mesi, successivamente è necessario spalmare una protezione a base di olio di lino per favorire la conservazione.”

Il pubblico ha risposto positivamente all’inaugurazione della mostra. La qualità delle opere esposte è testimoniata dal patrocinio concesso dal Comune di Montepulciano, il cui impegno per le iniziative culturali è stato sottolineato dall’assessore Franco Rossi:

“Attraverso questo mostra continuiamo il nostro percorso per rendere il Museo Civico un ambiente culturale vivo, in continua relazione con gli autori locali. Iniziative culturali di questo tipo servono a valorizzare sia gli artisti emergenti, sia il museo, attraverso un’interazione continua. Non dobbiamo difendere soltanto il passato, ma anche favorire la produzione di arte nel presente. Come Amministrazione Comunale abbiamo investito e continueremo ad investire nel settore della cultura, come motore di crescita per tutto il territorio.”

Quella delle icone sacre, inoltre, è una produzione artistica molto particolare, come ha chiarito Don Andrea, parroco di Po’ Bandino e grande amico di Emanuele Caleri:

“L’arte iconografica è frutto di un percorso spirituale oltre che artistico. Necessita di precisione nel dettaglio e un sapiente utilizzo dei materiali preziosi. Le icone si iscrivono, non si dipingono: sono riproduzioni di opere antiche originarie. La preghiera è una parte fondamentale del loro processo creativo.”

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Inchiostro sulla pelle – Ultimo capitolo

Eccoci giunti al sesto e ultimo appuntamento con il romanzo breve Inchiostro sulla pelle, a cura della misteriosa Piuma Bianca, in esclusiva estiva per i lettori de La Valdichiana! Se…

Eccoci giunti al sesto e ultimo appuntamento con il romanzo breve Inchiostro sulla pelle, a cura della misteriosa Piuma Bianca, in esclusiva estiva per i lettori de La Valdichiana! Se avete già letto lo scorso capitolo, preparatevi al gran finale!

mattina…(19)
Seduto di fronte ad una tela bianca,
Aveva pensato di dipingerla.
Aveva nella sua testa l’ immagine del suo volto pulito che sorrideva distratto mentre lo guardava negli occhi.
Non aveva mai dipinto una donna dopo averla vista una sola volta, ma con lei le sue “abitudini” non erano mai state rispettate.
Prese il pennello,
i colori erano a destra, sopra un mobile di legno.
Si immerse nel nero per tracciarle il profilo.
Appoggiò piano la punta intrisa di colore sulla tela e… si bloccò.
Con la mano e lo sguardo perso dentro tutto quel bianco.
Non ci riusciva.
Era la prima volta che gli capitava di non sapere come raffigurare qualcuno.
Si sentì indifeso.
Si staccò.
Rimase per un po’ immobile di fronte alla sua bianca disarmante tela bianca.
Solo un punto nero.
Quando le palpebre ripresero a muoversi spostò lo sguardo, posò il pennello e lasciò la stanza.
Si chiuse forte la porta sotto l’assordante pesantezza di un insignificante puntino nero che sembrava fissarlo.
Lasciò passare qualche giorno, poi la porta si riaprì.
Entrò lui con uno specchio tra le mani e la faccia concentrata.
Prese la tela.
Con un grande sospiro la sollevò e la posò per terra.
Si guardò dietro, lo specchio.
Con dolcezza lo sistemò sopra il cavalletto, prese una sedia e si mise di fronte.
Fermo.
Eccola.
Il miglior dipinto che avesse mai fatto.
Nessun colore, nessuna sfumatura avrebbe reso giustizia all’immagine che aveva di lei nella sua mente.
Così stette per ore a fissarsi, o meglio, a fissarla.
In quel riflesso non vedeva se stesso ,ma lei, lei nella sua semplicità, nella sua risata, nei suoi occhi lucidi.
Puntava oltre, tentava di guardarsi dentro, nel profondo, dove non aveva mai visto prima.
Aspettava.
Aspettava che quello specchio prendesse vita, aspettava di vederla farsi realtà…
Senza fretta, con il sorriso di chi vede nella sua immagine quella di qualcun altro, rimase lì.
Soddisfatto.
Sicuro che dentro di se l’immagine di lei non sarebbe mai cambiata.

“non ci sarà mai una fine!”(20)
Era questa l’unica risposta certa alle mille domande che le divoravano la testa.
Passeranno i giorni, i mesi e poi anni, ma tra loro non ci sarebbe mai stato un punto. Il punto non aveva mai fatto parte di loro.
Avrebbero continuato a vivere ognuno la propria vita, avrebbero amato di nuovo e sofferto ancora per qualcun’altro.
Visto posti diversi, assaggiato il sapore di altre persone, si sarebbero persi dentro altre risate e avrebbero fatto finta di dimenticarsi l’un l’altro, credendo di non aver perso niente, di essere andati avanti mangiando le loro emozioni.
Ma come il mare allo scoglio sarebbero sempre tornati a scontrarsi, magari inconsciamente, ma l’avrebbero fatto.
Si sarebbero ritrovati ogni giorno, per la strada, nel riflesso di uno specchio, nel colore di una maglietta, nei discordi della gente.
Sarebbero stati quel pensiero che si insinua dolce quando sei distratto, quella punta d’amaro tra una faccenda e l’altra, quel sorriso spontaneo quando, senza sapere come mai, ti ricordi immagini di momenti passati insieme.
Non si sarebbero scissi mai,
non si può dividere due anime che si sono fuse.
Erano stati un libro mai letto, un discorso mai fatto, un amore mai esistito.
Erano stati una parentesi in una dimensione parallela, uno schiaffo alle convenzioni, una fuga dalle banalità.
Erano stati l’ ultima scintilla di un fuoco d’artificio, l’ultimo schiocco di dita di un musicista, la canzone di fine concerto, l’ultimo sguardo malinconico di un uomo che parte e sa di non tornare più.
-non si tratta di vedersi fisicamente, di toccarsi e parlare-
diceva lei,
quello lo lascio alle persone comuni.
Non era un rapporto concreto il loro, non lo era mai stato.
Era stato qualcosa di fluttuante, di sospeso sopra il filo della quotidianità,
sopra a tutte le convenzioni, i giudizi e il buon senso.
Un agganciarsi all’altro dal profondo.
Erano stati silenzi fatti di parole,
sguardi fatti di comprensione.
Erano stati due anime in un solo corpo.
“non ci sarà mai una fine!”
Certi legami non puoi spezzarli.
Era così.
Avevano avuto bisogno di perdersi per capire che si sarebbero rincorsi tutta la vita,
sarebbero stati due linee parallele costrette a sfiorasi in eterno senza mai incontrarsi.

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In congedo il Brigadiere Capo Antimo Damiano

Il Brigadiere Capo Antimo Damiano, capo equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Montepulciano, da ieri, dopo 35 anni di servizio nell’ Arma dei Carabinieri, è in quiescenza per aver raggiunto…

Il Brigadiere Capo Antimo Damiano, capo equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Montepulciano, da ieri, dopo 35 anni di servizio nell’ Arma dei Carabinieri, è in quiescenza per aver raggiunto l’età pensionabile.

Il Brigadiere Damiano, è nato a Castello Morrone (CE) il 23 agosto del 1959. Si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri, come carabiniere ausiliario, il 31 luglio del 1978 e, dopo aver frequentato il corso formativo a Chieti, ha prestato servizio per circa un anno presso il Battaglione Carabinieri di Napoli; da qui è stato distaccato di servizio a Roma a seguito del particolare momento storico italiano segnato dal terrorismo con l’ assassinio di Aldo Moro.

Dal 1983 e sino a lunedì 23 settembre, il sovrintendente ha svolto l’incarico di capo equipaggio del Radiomobile di Montepulciano. Militare serio, professionalmente ben preparato e particolarmente meticoloso, nel corso degli anni è stato un fondamentale punto di riferimento per i colleghi più giovani. Durante la sua attività lavorativa a partecipato a svariate operazioni di servizio e, grazie al suo intuito ha eseguito numerosissimi arresti in flagranza di reato, in particolare per detenzione e spaccio di stupefacenti.

Al Brigadiere Damiano vanno i calorosi saluti di tutti i Carabinieri della Compagnia di Montepulciano con l’augurio di avere tante soddisfazioni anche fuori dalle file dell’Arma, con la consapevolezza di aver potuto prestare servizio con un collega ed uomo di particolare spessore sotto il profilo professionale ed umano.

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