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SPUNTIAMO INSIEME CLASSIFICHE: la top 7 dei capi-zavorra da eliminare in questo cambio di stagione

SPUNTIAMO INSIEME CLASSIFICHE: la top 7 dei capi-zavorra da eliminare in questo cambio di stagione

Love means never having to say you’re sorry tradotto “Amare significa non dover dire mai mi dispiace”.

Citazione dal bellissimo film Love Story e che ho imparato con grande difficoltà ad applicare anche alle mie scelte. Soprattutto quando decido di lasciar andare qualcosa per fare spazio ad altro. Principio cardine dell’attività catartica del repulisti, mentale e fisico.
Partiamo da quello fisico, dopotutto è arrivato il momento del temuto e agognato cambio dell’armadio.
Anche se sono una persona che non butterebbe via niente e che ama dare nuova vita anche alle cose altrui, ho capito negli anni che lo spazio vuoto non è una mancanza, ma una grandissima opportunità. Nel caso del nuovo spazio creato in armadio, per fare nuovo shopping, per quello liberato nella nostra vita, per riempirlo di cose nuove.

Quindi iniziamo insieme il decluttering stagionale con la Top 7 dei capi prescelti che basta procrastinare, dovete per forza eliminare in questo cambio di stagione.

7) Il VECCHIO GLORIOSO

Presente i vestiti che mettevi in discoteca? Quelli parecchio corti, parecchio scollati, parecchio attillati, parecchio glitterati? Quelli simili a dei catarinfrangenti che tieni nell’armadio per ricordo, per nostalgia e per masochismo e che rischiano di accecarti quando li sposti per errore?
Ecco quelli sono i prescelti perfetti per il decluttering stagionale. Tranquilla, hai l’approvazione pure di Marie Kondo che mentre li togli dalle grucce e li deponi in una busta da regalare, annuisce fiera di te.
Nel mio caso la selezione è stata già fatta a monte, mai amate le paillettes e i vestiti attillati, ma ad ogni cambio di armadio trovo ancora qualche vecchio veterano che spunta fuori e che oggi solo ad una festa a tema anni 2000 potrei ancora indossare. Quindi NEXT!

6) C’ERA UNA VOLTA L’ELASTICO

Peggio dei capi d’abbigliamento elasticizzati e di quelli super fascianti ci sono solo i capi d’abbigliamento che una volta lo erano e oggi non lo sono più. I costumi per forza di cosa o meglio per forza di gravità lo devono essere, quando non ti garantiscono più la sicurezza elastica è il momento di buttarli, non ti fidare perché ti abbandonerebbero al primo tentativo di moto acquatico. Prevenire è meglio che curare.

5) HOT PANTS PERICOLOSI

Quando un paio di jeans passa di moda, prima di finire nel dimenticatoio attraversa diverse fasi.
La fase del pinocchietto che tendenzialmente dura poco perché solo l’1’% della popolazione può stare bene con un pinocchietto.
La fase del bermuda sopra il ginocchio che per un periodo potrebbe avere anche il suo perché e la fase finale, quella che in cui la le forbici ti sfuggono di mano e, presa da un impeto giovanile, ti fai il pantaloncino corto un po’ scucito, con i fili penzolanti e magari qualche buchetto qua e là. Ecco la pericolosa fase dell’ Hot pants. Fiduciosa li indossi al mare, ma al primo tentativo di piegamento, capisci che gli hot pants non si chiamano così perché si usano nei giorni caldi.
Questi jeans hanno già vissuto troppe vite, meglio disfarsene.

4) SCRUB NATURALE

Non sono propriamente capi d’abbigliamento, ma nel cambio di stagione estivo sono un must. Cosa sono? Ovviamente i teli mare e la loro prima funzione non è quella di fare lo scrub al tuo corpo e di grattarti via la pelle morta ad ogni passata. Se non resuscitano con una buona dose di ammorbidente è il momento di cambiarli.

3) Il CALZINO SPAIATO

L’ottimismo è una bellissima qualità, invidio coloro che ne sono affetti, ma quando l’ottimismo sfocia nel credere all’impossibile qualcuno deve rompere l’idillio e svelare la dura verità.
Quei calzini spaiati che aspettano nel cassetto non troveranno mai più il loro compagno. Soli sono e soli resteranno. Qualsiasi sia la causa della dispersione, la lavatrice famelica o una molletta difettosa sullo stendino, i calzini spaiati non torneranno. Buttateli o usateli come cattura polvere.

2) LE SCARPE ASSASSINE

Potrei pentirmi di quello che sto per affermare, ma una scarpa che fa male non è una scarpa da tenere. Girare con i cerotti nei piedi per indossare un paio di scarpe che ci piace non è una buona idea. Ripetiamolo insieme. Una nuova vita nei piedi di qualcun altro potrebbe essere l’unica soluzione alla fine delle vesciche.

1) BUCATO NON E’ BELLO

Chi non ha nel cassetto le famose magliette, pantaloni o calzini da casa? Vecchissimi capi d’abbigliamento bucati e logori che tanto li tengo solo in casa chi vuoi che mi veda. E invece no perché poi te ne scordi, ci esci, vai a buttare la spazzatura in fondo alla strada e trovi ad aspettarti il tuo ex di vent’anni fa, i tuoi colleghi degli ultimi dieci lavori, le maestre dei tuoi figli riunite in un summit e Brad Pitt che separa il vetro dalla plastica.
Va bene essere amanti del Kintsugi e metterci una toppa sopra, ma se un buco è tollerato, l’effetto Groviera è troppo.

Finito il decluttering inizia il vero cambio dell’armadio, quello fisico, estenuante e infinito. Ossia riporre tutte le cose invernali nelle scatole sotto il letto e rinfrescare i vestiti della bella stagione prima di rimetterli nell’armadio.
La parte migliore però è stupirsi ancora di vestiti dimenticati, di vestiti sopravvissuti ad un’ intera stagione di lavatrici e asciugatrici, dello spazio creato nell’armadio che potrebbe essere riempito e di come i tuoi vecchi vestiti diventano magicamente i vestiti nuovi di tua figlia. Il mio riciclo è differente è un riciclo di prossimità, cambia solo armadio.

Dopo tutta questa fatica vi meritate un po’ di riposo. Io vi auguro un buon inizio di stagione, più leggero e senza quegli inutili “mi dispiace” per ciò che lasciamo indietro. Alla prossima classifica da spuntare insieme!

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