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Finalmente, dopo due mesi molto duri, stiamo pian piano riacquistando una certa libertà individuale, la possibilità di incontrare amici e parenti e di uscire per una passeggiata liberatoria, dopo troppo tempo passato solo fra le mura delle nostre case. Il pericolo non è, tuttavia, completamente scongiurato ed è imperativo continuare a prestare attenzione, anche se ormai l’estate è alle porte e rinunciare al calore del sole sulla pelle è molto difficile. E cosa dire delle cene in riva al mare, con del pesce fresco e un bicchiere di vino bianco ben freddo a rinfrescarci? Dal punto di vista culinario è proprio il pesce che mi viene in mente quando penso all’estate, ed è proprio al pesce che abbineremo l’aglione in questa ricetta, lasciandoci come sempre guidare dalle sapienti mani di Marisa.

Il pesce era un lusso che la famiglia originaria di Marisa non si era mai potuta permettere quando lei era una bambina. Per lei non era neanche stato un problema, almeno non finché non aveva avuto la possibilità di assaggiarlo al suo pranzo di nozze: si era innamorata immediatamente del sapore deciso e un po’ salato di quella pietanza che, per tanti anni, le era stata preclusa. Anche se in totale l’aveva mangiato solo una ventina di volte in tutta la vita, non aveva dubbi sul fatto che il pesce fosse il suo cibo preferito e, nello specifico, la cosa che amava maggiormente erano i crostacei, la varietà di pesce sfortunatamente più costosa. Non riusciva mai a trovarne a un prezzo tale da permetterle di mettere in tavola anche qualcos’altro, anche se di tanto in tanto aveva fortuna e il giovane ragazzo del banco al mercato le metteva via quelli più sciupati che i clienti altolocati non avrebbero mai acquistato. Tuttavia, il più delle volte poteva solo sognarne il sapore, che le ricordava uno dei giorni più belli della sua vita: nonostante fossero passati tanti anni, il giorno del suo matrimonio con Gilberto occupava sempre un posto molto speciale nel suo cuore.

Marisa, pensando in fondo di meritarsi uno sfizio di tanto in tanto, aveva istituito l’ennesima tradizione in famiglia, stavolta legata al Solstizio d’estate, occasione nel corso del quale acquistava sempre tagli di pesce modesti e decisamente poco costosi, sforzandosi al massimo per riuscire a creare sempre qualcosa di nuovo e gustoso anche se le materie prime non erano delle migliori. In realtà, aveva smesso di farlo solo per sé stessa da quando, nel corso della prima cena legata a quella tradizione, tutti i suoi figli avevano dimostrato di apprezzare non solo i suoi piatti, ma anche la materia prima con la quale erano preparati. Li capiva perfettamente: se lei avesse assaggiato il pesce da bambina, probabilmente non le sarebbe stato così facile dovervi rinunciare per tanto tempo ogni volta, ma si era sempre riconosciuta la fortuna di aver cresciuto dei bambini educati e per nulla pretenziosi, che conoscevano bene le possibilità della loro famiglia e non facevano mai richieste assurde per non mettere in difficoltà lei e Gilberto. Dover negare un desiderio ai propri figli non è mai facile, soprattutto se è una negazione nata da una reale incapacità di poter soddisfare tale desiderio.

Così, senza mai chiedere di più, i suoi tre figli aspettavano con ansia fino alla sera del Solstizio, quando finalmente avrebbero scoperto cosa Marisa era riuscita a trovare e cos’aveva deciso di cucinare ispirata e abile come al solito, senza mai trovare neanche un difetto ai piatti speciali che la madre portava in tavola in quell’occasione. Marisa si era sempre impegnata molto nella preparazione di quei piatti, portando in tavola sempre qualcosa di diverso che poteva essere del Baccalà con le cipolle come lo cucinava la signora a cui faceva da dama di compagnia, oppure del Nasello in padella con pomodorini ed erbe di campo, o ancora del Merluzzo in guazzetto con le patate… erano tutte cose molto semplici che di certo non si sarebbero trovate sulla tavola della famiglia che abitava la grande villa in fondo alla strada, ma tutta la sua famiglia aveva sempre apprezzato i suoi sforzi e in fondo, per lei, quella era la cosa più importante.

Nonostante sapesse perfettamente che Gilberto e i loro figli sarebbero stati grati per qualsiasi cosa lei avesse portato in tavola, quella mattina le si erano illuminati gli occhi quando il giovane pesciaiolo le si era avvicinato con un sacchetto di gamberetti, spiegandole che purtroppo un acquirente li aveva portati indietro perché la moglie voleva dei gamberoni e che ormai erano pagati, quindi preferiva darli a lei che si era sempre dimostrata tanto gentile e umile piuttosto che a qualche burbera signorona che avrebbe preteso in regalo magari un bel sacchetto di cozze, giacché stava facendo lo sforzo di accollarsi i gamberetti. Marisa aveva sempre conservato gelosamente i consigli di sua nonna sul fatto che la gentilezza porta sempre gentilezza e altre cose belle, ed era felice di constatare che quello era stato un consiglio prezioso e che le aveva davvero portato qualcosa di bello, anche se quella non era certamente la prima volta che le capitava. Rimase molto colpita dal gesto del giovane, tanto che decise non solo di lasciargli comunque qualche moneta che avrebbe potuto tranquillamente intascarsi, ma di invitare anche lui a cena per quella sera, giacché era principalmente grazie a lui se quella sera avrebbero potuto mangiare qualcosa di diverso e più goloso del solito.

Non essendo preparata alla possibilità di trovare dei crostacei per quella sera non aveva pensato a una ricetta particolare, ma cominciò a farlo già mentre tornava a piedi verso casa, perché non voleva prepararli semplicemente in padella, voleva trovare un modo creativo e gustoso di usarli, e le venne quasi spontaneo, come ormai succedeva sempre più spesso, pensare che un po’ di Aglione avrebbe valorizzato i gamberetti, magari se usato come ripieno per dei ravioli fatti a mano. Si mise a lavoro non appena arrivata a casa, impastando e stendendo la pasta fresca all’uovo per i ravioli, preparando il ripieno con gamberetti e Aglione e saltando in padella delle bietole raccolte direttamente nell’orto, che avrebbero arricchito ma non coperto il sapore dei ravioli. Portare quel piatto in tavola fu ancora più soddisfacente del solito perché tutti si dimostrarono meravigliosamente entusiasti di quella trovata fantasiosa e decisamente diversa dal solito, e Marisa si trovò a sperare che da grandi, i suoi figli sarebbero stati abbastanza ricchi da poter mangiare ravioli ripieni di gamberetti anche ogni giorno.

Che dire, con l’estate che si avvicina uno sfizioso primo di pesce sembra decisamente una buona idea! E allora non lasciamoci buttar giù dalle restrizioni in vigore nei ristoranti, aiutiamo i commercianti lì dove possiamo ma non scordiamoci di nuovo quanto è bello mangiare raccolti intorno alla propria tavola, e soprattutto quanto è soddisfacente gustare un ottimo piatto che abbiamo cucinato proprio con le nostre mani!

Ravioli (girasoli) ripieni di Gamberetti e Aglione accompagnati con Bietole saltate all’Olio

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

– 4 uova

– 400 gr di farina 00

– uno spicchio di Aglione, Calibro Comune

– 100 gr di gamberetti surgelati

– bietola cotta al vapore

 -olio evo

– sale qb

PREPARAZIONE

Preparare l’impasto con uova e farina, cercando di ottenere una pasta omogenea e stendendola al massimo di spessore di 1,5mm.

Preparare il ripieno in un piccolo tegame con olio, Aglione tritato e gamberetti, scaldare e lasciare sfrigolare per due minuti e togliere dal fuoco. Una volta raffreddato unire la ricotta e frullare i tutto.

Ottenuto il ripieno andiamo a montare i ravioli con un coppa pasta a cerchio sigillando i bordi con una forchetta.

Saltiamo in padella la bietola tritata, già cotta a vapore, con solo olio e sale e uniamo i ravioli.

(Per la ricetta ringraziamo Massimo Monechi alias “Filosofie in Cucina“)

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Melania Bambagioni
Melania Bambagioni

Grossetana, classe 1994. Ha la passione per la scrittura, specialmente per quella creativa, da quando era bambina. Grande amante del territorio in cui è cresciuta, cerca di valorizzarlo attraverso brevi racconti di fantasia per renderlo ancor più magico

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