La chianina ritorna al fast food: dal prossimo 27 novembre il panino “McItaly Chianina” sarà infatti presente nei punti vendita di McDonald’s, in tutta Italia.  Un nuovo hamburger, quindi, in diretta continuità con l’iniziativa del 2013, “Gran Chianina”, che si attirò forti critiche ma che fece registrare uno straordinario successo commerciale.

La nuova iniziativa di McDonald’s, in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, vedrà la produzione di un milione e 130 mila hamburger da distribuire nei 500 punti vendita dalla catena di fast food. La carne proverrà da 37 allevamenti in Toscana, Umbria e Lazio, con 310 capi di bestiame.

mcitalyDalla fine di novembre, per sei settimane, tutti gli italiani potranno quindi assaggiare la chianina al fast food. L’obiettivo di McItaly, giunto alla quinta edizione, è quello di promuovere le eccellenze della gastronomia del nostro Paese: quest’anno, oltre alla ripetizione del successo della Chianina, sarà affiancato il nuovo panino con la carne Marchigiana. Grande entusiasmo da parte della multinazionale, che ha dichiarato:

“I due nuovi panini confermano la volontà di McDonald’s di contribuire alla conoscenza dei prodotti del nostro territorio e alla qualità della filiera italiana delle carni pregiate, generalmente riservata a una nicchia di consumatori”.

Alla presentazione, che si è svolta a Roma, hanno partecipato anche Diego Abatantuono come testimonial dell’evento ed Enrico Ricci, della macelleria di Trequanda. Oltre ovviamente a Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald’s Italia e di Stefano Mengoli, Presidente del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp.

L’intento dichiarato dall’azienda con McItaly è quello di contribuire alla promozione dei territori e dei prodotti di eccellenza. Ma il rapporto vale anche al contrario: la chianina è un marchio di qualità che può facilmente aumentare la reputazione del brand McDonald’s, oltre al prevedibile successo commerciale che riscuoteranno i nuovi panini. D’altra parte, come già accaduto l’anno scorso, è difficile comprendere come alcuni valori come il mangiar sano, l’alimentazione di qualità, lo slow food e l’eccellenza agroalimentare possano essere efficacemente promossi all’interno di una catena di fast food.

La speranza, comunque, è che questa volta non venga riproposto lo spot girato a Pienza, con quelle scenette artefatte che rischiavano di svendere un intero territorio per un’offerta speciale di una multinazionale.

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