“La nostra provincia è una delle più sicure della Toscana, ciò nonostante i dati sulla percezione di sicurezza che emergono dai risultati della ricerca dell’associazione Aisisu devono far riflettere e costituiscono per le forze di polizia uno stimolo ad operare sempre meglio”.

E’ quanto ha affermato il questore di Siena, Giancarlo Benedetti, intervenendo nel fine settimana ad un convegno organizzato a Chiusi dall‘Associazione italiana di sociologia investigativa e sicurezza urbana (Aisisu) assieme al sindacato di polizia Sap e al Comune della cittadina etrusca.

Un’iniziativa nella quale due ricercatori, Alessandra Venturini e Vincenzo Naselli, hanno presentato i risultati di circa 1.000 questionari distribuiti nei mesi scorso alla popolazione di Chiusi, dedicati proprio al tema della sicurezza percepita e della sicurezza reale. Il 66 per cento della popolazione ritene che negli ultimi anni ci sia stato un aumento della criminalità, il 42 per cento ritiene che microcriminalità sia un problema che desta preoccupazione e il 35 per cento chiede maggiore video sorveglianza.

L’88 per cento degli intervistati, in forma anonima, apprezza l’operato delle forze di polizia, anche se il 38 per cento ritiene opportuna una maggiore presenza delle divise. Il 28 per cento del campione ha dichiarato di aver subito furti, anche se molti sono avvenuti in territori diversi da Chiusi. Seguono rapine (26 per cento), atti di vandalismo (24 per cento), furti d’auto (12 per cento) e truffe (10 per cento). I cittadini di Chiusi, inoltre, si sono detti preoccupati per la microcriminalità per il 42 per cento, furti in appartamento per il 38 per cento e rapine nei negozi per il 20 per cento. Altri temi toccati dal questionario sono stati quelli della videosorveglianza, dell’illuminazione pubblica e della sicurezza urbana. Il 35 per cento degli intervistati vuole più telecamere in giro per Chiusi, il 55 si ritiene poco sicuro a camminare in zone poco illuminate e il 74 ha dichiarato di voler partecipare in maniera più attiva alle scelte operate in maniera di sicurezza urbana. Oltre metà della popolazione, ha concluso la ricerca, ha asserito comunque di sentirsi sicura a Chiusi.

Il sindaco Stefano Scaramelli, presente al convegno, ha assicurato il proprio impegno per implementare l’attività del punto di ascolto, oggi funzionante per le donne maltrattate, promettendo interventi e opere pubbliche per migliorare l’illuminazione in alcune zone della cittadina etrusca e mettere in sicurezza, attraverso la realizzazione del previsto parcheggio, la zona di Porta Lavinia.

I dati della ricerca sono stati commentati, nell’ambito di un partecipato dibattito pubblico, dal sostituto procuratore Andrea Boni, dall’avvocato e docente universitario Alessandra Coviello, dal portavoce nazionale del Sap Massimo Montebove, dall’ispettore della squadra mobile Emanuele Viciani e dal comandante della polizia municipale Fabrizio Giannini.

“Voglio ringraziare Venturini e Naselli per lo straordinario lavoro fatto – ha detto Montebove – e come sindacato di polizia cercheremo di lavorare insieme all’Aisisu per estendere queste ricerche anche in altre realtà della nostra provincia e nella città di Siena.

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