La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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L’olio extravergine d’oliva: un convegno tra cultura e salute

Giunge alla sua 3° edizione “La festa dell’olio e dei sapori d’autunno”, l’evento organizzato col patrocinio della Pro Loco di Montepulciano, che celebra uno dei protagonisti indiscussi delle nostre terre,…

Giunge alla sua 3° edizione “La festa dell’olio e dei sapori d’autunno”, l’evento organizzato col patrocinio della Pro Loco di Montepulciano, che celebra uno dei protagonisti indiscussi delle nostre terre, l’olio. Un momento d’incontro per fare il punto sullo stato di salute di un elemento imprescindibile della nostra cultura. L’olio infatti, è portavoce di un patrimonio non solo gastronomico, ma anche identitario, sinonimo di tradizione, civiltà e sacralità. Pianta di una longevità estrema, l’olivo accompagna la civiltà umana fin da suoi albori. La leggenda narra che tra gli dei, che facevano a gara per trovare il dono più prezioso per donare agli uomini, venne scelta Atena, che donò alla stirpe dei mortali proprio l’ulivo.

Un prodotto che però non riceve sempre la giusta importanza. Manca infatti prima di tutto una comunicazione adeguata, che possa promuovere nel miglior modo possibile l’olio, e rendere anche più consapevole il consumatore al momento della scelta. Ma soprattutto, molto spesso, è assente un vero supporto all’attività degli olivicoltori, che da generazioni si dedicano a realizzare un prodotto che non sempre porta con sé il guadagno sperato.

Tutti questi aspetti sono stati affrontati nel pomeriggio di sabato 29 ottobre presso il salone del convento di S. Agnese, in un convegno che ha visto l’intervento di numerosi esperti del mondo dell’olio, che da prospettive diverse hanno sottolineato le criticità, ma anche le potenzialità che contraddistinguo in questo momento la produzione olearia toscana.

Il supporto il coordinamento dei produttori, sono i primi elementi da cui partire per mantenere alta la qualità di una delle eccellenze culinarie della nostra terra. Un’attività nella quale da anni si impegna l’O.T.A., l’Associazione Olivicoltori Toscani Associati.

Assistenza tecnica, ma anche innovazione e trasferimento di nuove conoscenze e tecnologie. È questo il supporto maggiore che oggi l’Associazione fornisce ai suoi soci, per un settore, quello oleario, ancora legato a tecniche produttive di uno o due secoli fa, e che rispetto ad altri comparti dell’agroalimentare, necessita maggiormente dell’inserimento di innovazioni tecnologiche e meccaniche. Questo per aumentare anche la resa e il profitto dei produttori stessi, e garantire una maggiore qualità del prodotto finale. A tal fine abbiamo rapporti costanti coi centri di ricerca, le università e il CNR.”   

Sono queste le parole di Giampiero Cresti, presidente dell’O.T.A., che descrivono chiaramente il lavoro incessante che l’associazione porta avanti. Un impegno non solo rivolto agli addetti ai lavori, ma che guarda anche al territorio.

Fare e promuovere la cultura dell’olio significa partire dalle fasce più giovani, attraverso numerose attività sul territorio toscano, per aumentare la conoscenza e la consapevolezza di questo prodotto. Molto spesso la qualità e l’eccellenza faticano ad emergere nel mercato attuale. Questo perché, quando ci si approccia all’olio, mancano gli strumenti per valutare il reale rapporto tra prezzo e qualità. Non ci si rende conto dell’investimento di risorse umane ed economiche che necessita la produzione dell’olio, e soprattutto del piacere e del gusto che un olio di qualità può conferire ad un piatto, anche se questo comporta una spesa maggiore.”

Un fattore oggi imprescindibile per liberare le grandi potenzialità insite nel comparto oleario è l’investimento sia sulle nuove tecnologie sia su pratiche produttive diverse. Una questione che da anni viene portati avanti dal dott. Stefano Biagiotti, direttore di Qualità Sviluppo Rurale, che si occupa di offrire consulenza e servizi alle aziende dell’agroalimentare.

L’innovazione, sia meccanica che nelle pratiche, è ormai un elemento indispensabile nella produzione di olio. I vantaggi in un’agricoltura di precisione, ad esempio attraverso l’impiego di droni, possono essere molti, sia di natura economica per il produttore, ma anche per il consumatore. Una pratica di questo tipo infatti, può ridurre in modo considerevole l’utilizzo dei fitofarmaci. Soprattutto quello a cui oggi si guarda non sono solo più i costi legati alle materie prime – continua Biagiotti – ma anche quelli inerenti lo smaltimento dei rifiuti. Ecco perché accanto all’innovazione tecnologica, si devono unire le buone pratiche. Si sta abbandonando infatti il concetto di un’economia lineare, per abbracciare quello di economia circolare, nella quale gli scarti vengono riutilizzati all’interno del processo produttivo. Tutto questo parte dalla consapevolezza della limitatezza delle risorse a disposizione, e dall’impatto sull’ambiente. Un’agricoltura condotta in modo intensivo oggi non è più ecosostenibile, in termini di sfruttamento del suolo, della produzione di anidride carbonica o degli interventi coi fitosanitari, che molto spesso vengono fatti senza una reale necessità. La coltura dell’olivo, ben prima dell’introduzione della meccanizzazione e delle nuove tecnologie, si muoveva in questa direzione. Dobbiamo – conclude Biagiotti – sostenere l’attività degli olivicoltori non solo per consentire ad una delle nostre eccellenze di essere ancora competitiva sul mercato, con prodotti che fanno del basso costo e della bassa qualità i loro punti forza, ma anche per l’opera di salvaguardia del territorio che portano avanti da decine e decine di anni.”

convegno-olio-2La ricchezza dell’olio si riflette anche sulla nostra tavola. Il sapore che un buon olio extra vergine d’oliva conferisce al piatto è qualcosa di irripetibile. Una bontà che allo stesso tempo è sinonimo di salute. L’olio è infatti uno dei pilastri della dieta mediterranea, fonte di numerosi benefici e segreto per una vita longeva.

Sull’importanza dell’olio in tavola e su una corretta educazione alimentare, da anni il dott. Giorgio Ciacci porta avanti una serie di progetti, come “Mangiocando” nato nel 2002, rivolto ai ragazzi della scuola primaria, e la Onlus “ELEA”, impegnata nel comune di San Quirico d’Orcia con il “Circo del Gusto” nelle mense scolastiche.

Expo 2015 ha lanciato un grande messaggio, ossia quello di arrivare alla consapevolezza che il cibo non sia solo una questa di sopravvivenza, ma anche un elemento di compagnia di tutti i giorni, e arrivare ud una vera cultura del cibo anche in relazione all’ambiente. Questa consapevolezza deve essere sviluppata con un lavoro che inizi proprio dai bambini. I dati europei – prosegue il dott. Ciacci – ci vedono in modo preoccupate al primo posto per quanto riguarda il rischio di obesità. Questo vuol dire che le generazioni future saranno molto più predisposte alle malattie cardiovascolari e anche, purtroppo, ai tumori. Una questione strettamente connessa anche con l’ambiente. Oggi infatti si dice “dimmi cosa mangi e ti dirò come stai e come sta il pianeta intorno a te”, e questo la dice lunga su come il nostro modo di magiare possa avere delle ripercussioni non solo su noi stessi, ma anche sulla realtà circostante. L’auspicio è che questa nuova cultura intorno al cibo sia il frutto di un lavoro congiunto, che veda coinvolte le famiglie, le scuole e le istituzioni.”   

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Chiusi, convegno “Arte e Potere: i senesi Chigi a Roma”

Arte e potere: i senesi Chigi a Roma. Uno studio per Siena Capitale della Cultura 2019 Domenica 21 settembre alle ore 11:30, incontro con Mario Ascheri, promosso dal Lions Club…

Arte e potere: i senesi Chigi a Roma. Uno studio per Siena Capitale della Cultura 2019

Domenica 21 settembre alle ore 11:30, incontro con Mario Ascheri, promosso dal Lions Club Chiusi

Una chiave interessante per leggere i fatti di questo territorio e la vocazione internazionale di Siena: è la storia dei Chigi, i nobili di questo territorio che hanno segnato il modo di vedere, di vivere e di raccontare Roma e, un po’, anche l’Italia. Ecco di cosa si parlerà al convegno “Arte e potere: i senesi Chigi a Roma” promosso dal Lions Club di Chiusi, di scena domenica 21 settembre, al Chiostro di San Francesco.

Sarà il professore Mario Ascheri a ripercorrere, dalle origini, la storia di una delle famiglie più importanti d’Italia, nota a tutti anche per il grande palazzo sede del Governo italiano.

“La storia dei Chigi comincia a Siena ma, come per altre famiglie senesi, registrò – spiega Ascheri – un salto di qualità con il trasferimento di alcuni suoi membri a Roma. Dopo la fondazione da parte del padre della filiale bancaria a Roma, qui, Agostino Chigi finì per avere un ruolo primario nei decenni del primo Cinquecento: negli affari e nell’arte con vicende clamorose poco note, ma senza perdere i contatti con Siena, dove autorevoli esponenti della famiglia continuarono ad operare. Il legame tra i Chigi di Siena e Roma – continua Ascheri – fu sempre presente e, oltre un secolo dopo, un altro Chigi, il cardinale Fabio, ascese al soglio pontificio con il nome di papa Alessandro VII, “il Papa del Bernini”. E i Chigi seppero portare certe qualità positive dei Senesi a Roma, non dimenticando mai la città d’origine tanto che sistematicamente ci riversarono benefici non indifferenti”.

Il convegno, un momento di studio sui senesi Chigi, è un’iniziativa voluta dal Lions Club Chiusi per rendere omaggio e dare sostegno alla candidatura di Siena Capitale della cultura 2019.

“Ripercorrere la storia dei senesi Chigi significa – commenta Giuseppina Mostardi, presidente Lions Club Chiusi – sottolineare la bellezza di questo territorio, il suo paesaggio naturale e artistico, ma anche capire il suo genius loci e quanto tutto questo sia stato amato e apprezzato a Roma, diventato parte integrante del Rinascimento, e per molti stimolo di cambiamento, spesso oggetto di emulazione”.

Dopo il convegno, il Lions Club Chiusi sarà impegnato in un viaggio a Roma, il 18 e 19 ottobre, per ammirare alcune delle più significative opere monumentali e artistiche commissionate dai Chigi: la residenza estiva di Agostino, la Villa Farnesina a Roma con affreschi di Raffaello, recentemente restaurata, e il complesso “chigiano” ad Ariccia, capolavoro del Bernini con la ricca dimora seicentesca e la collegiata dell’Assunta, affrescata dal Borgognone.

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A Radicofani un convegno sugli ordini cavallereschi

Il 17 agosto,  al teatro comunale Costantino Costantini di Radicofani, si terrà un incontro sugli ordini cavallereschi Il teatro Costantino Costantini ospita, mercoledì 17 agosto a partire dalle ore 19,…

Il 17 agosto,  al teatro comunale Costantino Costantini di Radicofani, si terrà un incontro sugli ordini cavallereschi

Il teatro Costantino Costantini ospita, mercoledì 17 agosto a partire dalle ore 19, un incontro sui cavalieri Templari, Teutonici e Cavalieri di Malta a Radicofani e dintorni. Il convegno sarà moderato da Chiara Varisco e vedrà la partecipazione del sindaco Francesco Fabbrizzi, il vicesindaco Massimo Magrini, il parroco Elia Sartori e Alessio Varisco, autore di numerosi volumi sugli ordini dinastici e monastico-cavallereschi.

Si discuterà della presenza dei quattro ordini militari presenti sul territorio a partire dal Duecento: i Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, i Fratres Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem, i Cavalieri di San Giovanni di Rodi e di Malta a Pianporcino ed in ultimo la Sacra Militia costituita da Sua Santità Papa PIO IV nel 1561 che affidò in perpetuum il gran magistero al “Dux Etruriae et Senarum”.

Sarà anche l’occasione per ricordare la “resistenza” di Radicofani – ultimo Comune senese a capitolare – alla conquista degli Spagnoli e di Cosimo I de’ Medici. L’incontro sarà preceduto dalla commemmorazione eucaristica in suffragio di San Rainaldo da Concorezzo, Arcivescovo di Ravenna che prosciolse i Templari nel 1312 e morì il 18 agosto 1321.

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Chiusi nella Danza: convegni, spettacoli e stage formativi

Chiusi nella Danza 2014, l’appuntamento dedicato al mondo della danza che si terrà a Chiusi dal 10 al 13 luglio, non sarà soltanto spettacolo, esibizioni e performance live. Sono infatti…

Chiusi nella Danza 2014, l’appuntamento dedicato al mondo della danza che si terrà a Chiusi dal 10 al 13 luglio, non sarà soltanto spettacolo, esibizioni e performance live. Sono infatti previsti numerosi stage formativi, collaborazioni con le scuole di danza della cittadina etrusca e un importante momento di confronto sul mondo della danza e sui rapporti con i nuovi media, per comprendere l’evoluzione dei linguaggi coreutici. Per tutte le informazioni sul programma, vi rimandiamo all’articolo dedicato alla conferenza di presentazione di Chiusi nella Danza.

(aggiornamento) Domenica 13 luglio: annullato il convegno su Danza e Nuovi Media

danza 1La Fondazione Orizzonti d’Arte e il Direttore Artistico del Festival Chiusi nella Danza 2014, Samuel Peron, comunicano che per cause di forza maggiore il Convegno “Danza e nuovi media: l’evoluzione dei linguaggi coreutici” è stato annullato e dunque non si terrà più nella data individuata di domenica 13 luglio alle ore 10.30 al Teatro P. Mascagni di Chiusi.

Resta comunque invariato il programma del festival, gli spettacoli, gli incontri e tutti gli appuntamenti formativi precedentemente annunciati.

Giovedì 10 luglio si apre la manifestazione che vedrà danza, ballo e nuove drammaturgie abitare i luoghi della Città di Chiusi fino a domenica quando il festival si chiuderà con una serata di ballo nelle piazze del Centro Storico in cui maestri e artisti saranno in pista al fianco degli spettatori e di tutti coloro vorranno partecipare alla serata di danza e musica dal vivo.

Chiusi nella Danza 2014: tutti gli stage formativi

Miniatura Prima: Laboratorio coreografico sul Movimento e la Drammaturgia corporea, a cura di Marianna Giorgi – LEGGI LA SCHEDA

Lyrical Jazz Dance: a cura di Kristian Cellini

Tango argentino e tecnica femminile: a cura di Giovanni Eredia & Cesira Miceli

Tango argentino. Struttura del giro e combinazioni – Conoscenza e interpretazione della musica: a cura di Rino Fraina & Graziella Pulvirenti

Swing: a cura di Antonio McVillan & Giulia Fantini

Salsa: a cura di Maykel Fonts & Relle Niane

Scheda di iscrizione stage CHIUSI NELLA DANZA 2014

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Luci sul Lavoro a Montepulciano: dal 10 al 12 luglio 2014

Luci Sul Lavoro 2014: a Montepulciano tre giorni di convegni, workshop e spettacolo. Chiusura con un dibattito con il Ministro Poletti e il concerto dei Baustelle Anche nel 2014 si…

Luci Sul Lavoro 2014: a Montepulciano tre giorni di convegni, workshop e spettacolo. Chiusura con un dibattito con il Ministro Poletti e il concerto dei Baustelle

Anche nel 2014 si rinnova l’atteso appuntamento con “Luci sul Lavoro”, l’ormai tradizionale manifestazione interamente dedicata al mondo del lavoro organizzata dal Comune di Montepulciano, da Eidos (Istituto Europeo di Documentazione e Studi Sociali), da Italia Lavoro (Agenzia Tecnica del Ministero del Lavoro), con il Patrocinio della Provincia di Siena, della Regione Toscana, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dell’ILO (Ufficio Internazionale del Lavoro), che si terrà dal 10 al 12 luglio all’interno della Fortezza di Montepulciano.

Con l’obiettivo originario di rappresentare un importante momento di riflessione collettiva e costruire un luogo di incontro “aperto”, Luci sul Lavoro intende focalizzare l’attenzione sulle più attuali tematiche legate al concetto generale di lavoro, attraverso l’utilizzo di diverse forme espressive. In un’ottica di crescita e sviluppo della manifestazione, il programma dell’edizione 2014 sarà, infatti, ricco di dibattiti, workshop, convegni, e interventi di esperti, affiancati, come di consueto, da un calendario di eventi di intrattenimento: concerti musicali, spettacoli teatrali e incontri con autori.

Giovani, fondi strutturali, politiche industriali, innovazione, territorio, ambiente, l’edizione 2014 di Luci sul Lavoro, dopo il momento inaugurale e di presentazione, fissato per giovedì 10 luglio alle ore 15.30, affronterà, come detto, le più attuali tematiche legate al concetto di lavoro attraverso dibattiti pubblici e tavole rotonde. Al riguardo, sono stati invitati a partecipare i rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni, delle parti sociali, del mondo accademico e del mondo imprenditoriale. Nel pomeriggio di sabato 12 luglio alle ore 15.30 è previsto, inoltre, un incontro con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti dal titolo “Una Garanzia per i Giovani” a cui prenderanno parte anche gli imprenditori Filippo Callipo, Santo Versace, Francesca Amadori, Nicola Fiasconaro e Francesco Bianconi del gruppo musicale Baustelle. Parallelamente ai convegni, durante i giorni della manifestazione, sarà possibile assistere e partecipare ad una serie di workshop tecnici dedicati agli addetti ai lavori e ad una serie di iniziative dedicate al mondo giovanile.

Grande attesa, anche quest’anno, per la premiazione dei progetti partecipanti al concorso creativo legato al Festival dei Corti. Le giurie tecniche dovranno scegliere i vincitori tra tutti gli autori che hanno pubblicato il loro progetto sulla piattaforma online Zoppa.it: sono stati 54 i cortometraggi inviati, 341 le fotografie, 23 i contenuti digitali innovativi (nuova categoria che comprendeva App per mobile e pc, web series, graphic novel, animazioni etc.). A Montepulciano, verrà, inoltre, consegnato, a cura dell’Istituto Eidos di Roma, il Premio Massimo D’Antona (Decima Edizione) per la migliore tesi in Diritto del Lavoro.

Luci sul Lavoro 2014, offre anche un sguardo prospettico al futuro, ospitando, tra le altre attività, due iniziative collaterali, l’Hurbal Caffè e l’incontro dei Makers. La prima iniziativa, in collaborazione con “l’Associazione Wisionaria”, intende coinvolgere un target di professionisti, studenti, esperti e cittadini in un processo di innovazione collettiva al fine di innovare modalità e sistema di percezione del brand Vino Nobile di Montepulciano. La seconda iniziativa, invece, consentirà al pubblico di Luci sul Lavoro di entrare a contatto con il mondo dei Makers, un movimento culturale innovativo che rappresenta l’estensione su base tecnologica del tradizionale fai da te, attraverso un’area espositiva e la presentazione del Manifesto “10 idee per l’occupazione giovanile”.

La chiusura della manifestazione è affidata ai Baustelle, che sabato 12 luglio alle 21.30, nella straordinaria cornice di Piazza Grande a Montepulciano si esibiranno nell’atto conclusivo del loro straordinario “Fantasma Tour – Titoli di coda”. Con questo concerto, che contiene tutti i pezzi di successo del gruppo, i Baustelle, originari del territorio di Montepulciano, tornano a suonare dal vivo laddove la loro storia musicale è iniziata e dove il disco “Fantasma” ha avuto la sua genesi nell’estate del 2012. Tutti gli interessati potranno essere informati sulle novità relative all’evento attraverso il sito www.lucisullavoro.com, il profilo twitter @LucisulLavoro e la pagina Facebook dedicata.

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Con i fondi europei, la Toscana punta sul turismo sostenibile

Buone prospettive per lo sviluppo del turismo: grazie all’utilizzo dei fondi europei, la Regione Toscana punta a innovazione e sostenibilità. L’assessore regionale Sara Nocentini è intervenuta il 17 giugno al convegno…

Buone prospettive per lo sviluppo del turismo: grazie all’utilizzo dei fondi europei, la Regione Toscana punta a innovazione e sostenibilità. L’assessore regionale Sara Nocentini è intervenuta il 17 giugno al convegno organizzato da Regione, NeCSTour e Cnr Ibimet, in merito ai temi della ricerca e dell’innovazione nel settore turistico.

“Mentre si chiude una tranche settennale dei Fondi strutturali europei e se ne sta aprendo un’altra, la Toscana intende continuare a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo del turismo, proseguendo nell’opera di realizzazione di progetti innovativi centrati sulla ricerca e la sostenibilità”.

“L’obiettivo che ci poniamo – ha aggiunto – è raggiungere modelli di gestione utili ad uno sviluppo sostenibile a partire proprio dai prossimi sette anni di Fse. Per questo serve una politica di settore tesa alla valorizzazione di tutte le destinazioni capaci di essere vincenti ad ogni livello, a partire da una forte capacità di promozione. Il nostro lavoro punta ad un coordinamento forte di tutti i soggetti interessati, capaci di mostrare a chi arriva in Toscana un volto unito e solidale, dove non un solo tassello può indebolire l’immagine di insieme”.

“Accanto a questo – è la conclusione dell’assessore Nocentini – c’è la consapevolezza che oggi lo sviluppo deve essere intelligente; ma lo diventa soprattutto attraverso una spinta che nasce complessivamente dalla rete chi crea il sistema del commercio e del turismo. Una spinta anche semplice, che può tradursi anche solo attraverso l’assunzione esemplarmente innovativa di un giovane a rappresentare la direzione verso il futuro. Proprio dal seminario di oggi, nasce l’esigenza di creare una rete coordinata di università toscane, CNR e centri di ricerca a servizio dell’innovazione dell’intero settore. Con questi nuovi strumenti ci apprestiamo ad iniziare la programmazione per i prossimi sette anni“.

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Montepulciano: Il Vino Nobile ottimo interprete delle strategie per conquistare la Cina

Al vino italiano non fanno difetto né qualità né prestigio per imporsi sul mercato cinese ma il mancato coordinamento tra una miriade di azioni, che pure hanno puntato sulla qualità…

Al vino italiano non fanno difetto né qualità né prestigio per imporsi sul mercato cinese ma il mancato coordinamento tra una miriade di azioni, che pure hanno puntato sulla qualità e su un’immagine corretta, ne ha finora frenata una più massiccia ed incisiva presenza. E’ uno dei dati, forse tra i più significativi, tra i tanti emersi dal workshop internazionale “Il vino e la Cina” organizzato a Montepulciano, al Teatro Poliziano, e coordinato dalla Biblioteca Archivio “P. Calamandrei” con numerosi partner istituzionali tra cui il Consorzio del Vino Nobile.

In questo contesto sono state lodate le azioni svolte dall’associazione dei produttori di Nobile che, oltre ad avere un carattere continuativo, hanno messo sempre in primo piano la qualità del pregiato “rosso” DOCG ed il suo stretto legame con il territorio, riuscendo a trasmettere un messaggio pregnante anche dal punto di vista culturale. A favore di un vino come il Nobile gioca anche il valore dell’antica tradizione che avvicina il prodotto alla storia ed alle preferenze dei cinesi.

E’ stato rimarcato che, secondo un recente sondaggio condotto dal “China wine information network”, il 95% dei consumatori cinesi ha una limitata conoscenza del vino e del suo mondo ma è disponibile ad approfondirla. Il 60% preferisce, a parità di prezzo, acquistare vino importato rispetto a quello domestico, con una marcata, recente tendenza a privilegiare vini di prezzo medio/medio alto rispetto a quelli di fascia alta. I margini di crescita, insomma, non mancano e la Cina è un immenso mercato ancora da valorizzare.

convegno vino cina 6Lo confermano i dati resi noti dal Consorzio del Vino Nobile che dal 2010 al 2013 ha visto quasi decuplicare le esportazioni del prodotto verso la Cina, con un valore finale vicino ai 300.000 Euro che pesa per oltre il 7% sulle esportazioni complessive di vino proveniente dalla provincia di Siena. Dal 2008 il Consorzio è costantemente presente in Cina con proprie iniziative e ha contribuito alla creazione di Yishang, l’enoteca italiana a Shanghai. Il valore degli investimenti diretti effettuati dall’associazione dei produttori sul territorio cinese ha superato nel 2013 i 50.000 Euro mentre quelli compiuti nell’ultimo biennio con altre denominazioni toscane si sono attestati oltre i 385.000 Euro. Nel 2008 non erano più di cinque le aziende che esportavano Vino Nobile in Cina, ora sono già dodici. A maggio, a Shangai, il vino DOCG di Montepulciano incontrerà la stampa poi, alla fine del mese prossimo, parteciperà al Vinexpo di Hong Kong mentre è stato preannunciato che della giuria della prossima edizione di “A Tavola con il Nobile”, il concorso gastronomico riservato alle contrade ed inserito nel programma del Bravìo delle Botti, faranno per la prima volta parte due giornalisti cinesi.

L’incontro al Teatro Poliziano ha richiamato un pubblico vasto ed eterogeneo che ha puntato su Montepulciano provenendo da tutta Italia ma anche dalla Cina. Ad affollare l’elegante teatro, oltre agli studenti dei Licei Poliziani, che dal prossimo anno scolastico potranno studiare la lingua asiatica, ed a quelli cinesi che attualmente frequentano i corsi all’Università per Stranieri di Siena, anche rappresentanti delle Istituzioni, studiosi, ricercatori ed operatori commerciali del mondo vinicolo che operano nei due paesi.

Le relazioni, che hanno innalzato il convegno verso un’alta qualità complessiva, hanno confermato che Italia (e Toscana), nella commercializzazione del vino in Cina, hanno accumulato una valida esperienza che ha prodotto frutti concreti per numerosi operatori; ma il carattere talvolta episodico delle iniziative intraprese per affermarsi, oltre ad impedire il raggiungimento dell’obiettivo pieno, ha anche indebolito la percezione del prodotto da parte dei consumatori.

convegno vino cina 5Nel 2020 la Cina diventerà comunque il maggior consumatore di vino al mondo, ma già oggi il paese orientale dedica a questo prodotto un’attenzione particolare, considerandolo – in particolare quello rosso – come l’alternativa decisamente più “salutare” ed elegante ad altre bevande alcooliche e, soprattutto, un forte strumento di aggregazione e un dono di classe. La Toscana (con l’Italia) non vuole perdere questa occasione: i suoi vini sono già conosciuti e apprezzati in Cina, eppure i margini di crescita sono ancora ampi, in termini di esportazione, di quote di mercato e soprattutto di “consolidamento del brand”.

Interessanti, a tratti sorprendenti, i risultati di una ricerca presentata dal sociologo Qiu Zeqi, dell’Università di Chongqing, sulla percezione del vino occidentale in Cina e sulle abitudini dei consumatori. Il vino di qualità si beve quasi esclusivamente in compagnia e viene considerato un eccellente strumento per cementare le relazioni sociali; addirittura, consumare nel corso di un banchetto una quantità di vino che da ebbrezza è considerato un segno di fiducia verso gli altri commensali. Alcune recenti misure restrittive adottate dalle Istituzioni cinesi in materia di scambio di regali di lusso, al fine di ridurre la corruzione, paradossalmente ha aiutato il vino italiano che non si posizione nella fascia top ma è apprezzato anche per l’eccellente rapporto qualità-prezzo.

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Oltre l’Euro: convegno a Chianciano sui temi della politica economica

Sabato 11 e Domenica 12 gennaio si terrà a Chianciano un convegno dal titolo “Oltre l’Euro: La sinistra, la crisi, l’alternativa”, presso l’Hotel Ricci. L’Unione Europea, che sull’onda della globalizzazione…

Sabato 11 e Domenica 12 gennaio si terrà a Chianciano un convegno dal titolo “Oltre l’Euro: La sinistra, la crisi, l’alternativa”, presso l’Hotel Ricci.

L’Unione Europea, che sull’onda della globalizzazione millantava di diventare la prima potenza mondiale, è oggi la zona maggiormente colpita dalla crisi. Le cure da cavallo dell’austerità non hanno curato il malato e, pur rischiando di ucciderlo, continuano ad essere adottate come unica via possibile. Le oligarchie, sostenute da politici collaborazionisti, agiscono con fede cieca, e davanti all’evidenza non vogliono ammettere il fallimento dell’euro.
Il Movimento Popolare di Liberazione e Bottega Partigiana promuovono il convegno nazionale “Oltre l’euro. La sinistra, la crisi, l’alternativa” che si terrà a Chianciano Terme in data 11-12 gennaio 2014 con lo scopo di comprendere la crisi e indicare possibili soluzioni.
Il convegno nasce dalla necessità di riunirsi per affrontare assieme la possibilità di un’uscita dall’euro con politiche economiche volte a salvaguardare la dignità e i diritti del popolo lavoratore con particolare attenzione alle fasce più deboli e sofferenti.
Voci autorevoli dell’economia, del diritto, del mondo sindacale e politico da tempo impegnate nella divulgazione di un’uscita dalla crisi con una visione fondata sull’uguaglianza sociale, ci illustreranno e si confronteranno per trovare soluzioni alternative all’austerità e al neoliberismo.

oltre l'euro
Seminario
Oltre l’euro: per andare dove?
Sabato 11 Gennaio
(ore 10-19.30)
ore 10:00 Presiede: Lella Bigatti
ore 10:10 Introduce Moreno Pasquinelli:
L’Italia tra capitalismo-casinò ed eurocrazia. Declino o sganciamento. Non possiamo restare inermi
ore 10.40 Ernesto Screpanti: “2007-2013: una crisi di transizione”
ore 11:10 Marco Passarella: “Attualità del piano. Critica del paradigma liberoscambista” (in collegamento skype)
ore 11:40 Bruno Amoroso: “L’Europa siamo noi: per il risveglio delle comunità”
ore 12:10 Sergio Cesaratto: “La crisi europea come crisi di bilancia dei pagamenti e TARGET 2”
ore 13:00 PAUSA PRANZO
ore 14:30 Andrea Ricci: “Uscita dall’euro e integrazione europea: un binomio possibile”
ore 15:00 Luciano Barra Caracciolo: “Euro e (o?) democrazia cositutuzionale. La convivenza impossibile tra Costituzione e Trattati europei”
ore 15:30 Gennaro Zezza: “L’euro, la crisi, e la redistribuzione dei redditi”
ore 16:00 PAUSA
ore 16:15 Warren Mosler: “Le proposte della Me-Mmt per uscire dalla crisi”
ore 17:15 Nino Galloni: “Ci porti all’inferno, Germania? Egemonia, supremazia, catastrofe”
ore 17:45 Emiliano Brancaccio: “Sugli effetti delle crisi dei regimi di cambio fisso” (in collegamento skype)

Tavola Rotonda
Quale società per il futuro?
Sabato 11 Gennaio
(ore 21-23.30)
Presiede: Valerio Colombo
Ernesto Screpanti, Claudio Martini, Norberto Frangiacomo, Moreno Pasquinelli

Forum
La sinistra. La crisi. L’alternativa.
Domenica 12 Gennaio
(ore 9-13)
Presiede: Nello De Bellis
ore 09:10 Diego Fusaro
Intervengono:
Valerio Colombo, Marino Badiale, Ugo Boghetta, Giorgio Cremaschi, Fabio Frati, Francesca Donato, Leonardo Mazzei

Per informazioni e prenotazioni: Oltre l’Euro

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Siena Carbon Free: la prima provincia in Europa a emissioni zero Co2

Con il 102 per cento della capacità di assorbimento delle emissioni dei gas ad effetto serra la provincia di Siena è la prima area vasta in Europa a emissione zero…

Con il 102 per cento della capacità di assorbimento delle emissioni dei gas ad effetto serra la provincia di Siena è la prima area vasta in Europa a emissione zero di Co2, con largo anticipo rispetto alla scadenza prefissata dall’ente nel 2015. I dati ufficiali, certificati ogni anno sin dal 2006 e riferiti all’anno 2011, sono stati resi noti oggi, lunedì 9 dicembre, nel corso del convegno “Siena Carbon Free: obiettivo raggiunto” che si è svolto al Santa Maria della Scala a Siena.

Tutti i primati di Siena: la prima provincia Carbon Free in Europa. I risultati raggiunti in sei anni non hanno eguali in Italia e in Europa, confermando il territorio senese come il primo a essersi dotato di un bilancio delle emissioni certificato da un ente terzo secondo la norma ISO 14064/1 e ad aver raggiunto un saldo di riassorbimento di anidride carbonica del 102 per cento. A questo primato si aggiunge quello internazionale che vede la provincia di Siena tra le prime realtà ad aver rispettato, con ben sette anni di anticipo, gli obiettivi fissati dalla Direttiva Europea per il 2020 (-20% di emissioni climalteranti; + 20% di rinnovabili; + 20% di efficienza energetica). Si tratta di risultati frutto di un percorso di ricerca e sviluppo di soluzioni innovative sul fronte della sostenibilità, intrapreso dalla Provincia di Siena fin dal 2003 con il conseguimento, primi in Italia, della Certificazione ambientale ISO 14001 per le attività di programmazione, monitoraggio, gestione del territorio, delle infrastrutture e dei servizi. Nel 2006 la Provincia di Siena ha inoltre ottenuto la Registrazione Emas. Attualmente è in fase di elaborazione la documentazione per il Sistema di gestione energia che porterà alla certificazione ISO 50001 per monitorare, controllare e migliorare in maniera sinergica le performance ambientali ed energetiche.

Siena Carbon Free è un modello di governance virtuoso, improntato alla sostenibilità ed esportabile ovunque.

“Questo risultato – commenta il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini – pone Siena e tutto il suo territorio come realtà all’avanguardia in Europa sul fronte della sostenibilità. Un percorso che andrà avanti per raggiungere traguardi ancora più ambiziosi dal punto di vista della qualità ambientale. Attraverso un percorso innovativo siamo riusciti a raggiungere, in maniera scientifica, il saldo zero di emissioni di Co2 attraverso tappe che sono state monitorate ogni anno e che ci hanno permesso di anticipare di gran lunga gli obiettivi prefissati dalle autorità internazionali. Oggi Siena Carbon Free non è solo un progetto della Provincia di Siena, ma rappresenta un modello di governance virtuoso, improntato alla sostenibilità ambientale, esportabile in qualsiasi realtà territoriale: da aree piccole fino a città metropolitane. Un modello di governance che si inserisce a pieno nel concetto di smart cities e smart communities. L’ambiente qui da noi non è solo patrimonio da tutelare e valorizzare, ma è motore di crescita e di sviluppo, come dimostrano le start up che stanno nascendo sul territorio nella green economy e nell’innovazione ambientale. Un grazie a tutti coloro che all’interno della Provincia hanno lavorato, con impegno e dedizione, per questo obiettivo e grazie a tutta la comunità senese che ha partecipato e contribuito, con piccole azioni concrete, a fare del nostro territorio un unicum di sostenibilità”.

I dati su emissione di Co2, combustibili fossili e fonti rinnovabili dal 2006 ad oggi. In sei anni, dal 2006 – con la stesura del primo bilancio di emissioni certificato – al 2011, le emissioni di Co2 in provincia di Siena si sono ridotte del 20,1 per cento; i consumi di combustibili fossili (benzina, gasolio, gas naturale) sono diminuiti del 19,4 per cento e la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è aumentata del 22 per cento con un “avanzo” di circa 80.000 MWh di energia “pulita”, ceduta alla rete elettrica nazionale. Anche la capacità di riassorbimento di Co2 ha visto un incremento dal 2006 a oggi del 14 per cento. Per avere un termine di paragone, basti pensare che se la provincia di Siena è nel 2011 a quota 102 per cento di riassorbimento di Co2, il dato 2011 riferito all’Italia è fermo al 13% mentre quello dell’Europa si attesta intorno al 6%. Il miglioramento della capacità di riassorbimento deriva dalle azioni di difesa (antincendio), dal consolidamento della superficie forestale e dall’affinamento della metodologia di rilevazione delle superfici boscate. Va doverosamente sottolineato che per le sue caratteristiche il territorio senese è partito da una situazione nettamente migliore rispetto alla media italiana ed europea, basti pensare che la produzione geotermica da sola copre quasi il 90% del fabbisogno elettrico e che la metà del territorio (160.000 ha) è coperto da boschi. Un contesto di partenza favorevole sul quale la Provincia e i suoi abitanti hanno comunque agito impostando un piano di azioni concrete e misurabili che hanno permesso riduzioni di emissioni per oltre il 20% e che hanno incontrato apprezzamento a livello internazionale, come testimoniano i numerosi riconoscimenti ottenuti negli anni.

Un bilancio di emissioni certificato dal 2006. Il bilancio, curato dal Gruppo di Ecodinamica del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Siena in collaborazione con il Servizio Ambiente dell’amministrazione provinciale, è previsto dal progetto REGES, “Riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra”, avviato dal 2006 dalla Provincia di Siena con l’obiettivo di quantificare le emissioni e gli assorbimenti dei gas serra sul proprio territorio, attraverso il monitoraggio dell’andamento delle emissioni in atmosfera e degli assorbimenti da parte delle aree forestali. I dati sono certificati da un ente terzo, Rina Services Spa, secondo lo standard ISO 14064/01. La Provincia di Siena è stata la prima, in Europa, a essersi dotata, dal 2006, di un sistema di certificazione per valutare, in modo affidabile, le prestazioni del territorio in riferimento alle emissioni e alla capacità di riassorbimento di Co2, con la possibilità, da un lato, di cogliere lo stato della situazione e, dall’altro, di valutare con lungimiranza la portata delle azioni future verso l’obiettivo di “Siena Carbon free”.

Siena Carbon Free: un obiettivo raggiunto puntando su rinnovabili ed efficienza energetica. I cardini della strategia sinergica messa in atto dalla Provincia per essere Carbon Free sono, in sintesi, quattro: riduzione dei consumi energetici da fonti fossili, incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, aumento dell’efficienza energetica, conservazione e sviluppo del patrimonio forestale.

Azioni per lo sviluppo delle rinnovabili: il fotovoltaico. Per sviluppare le rinnovabili e, in particolare, il fotovoltaico, la Provincia di Siena ha promosso l’utilizzo dei pannelli solari sia individuando aree idonee, non paesaggisticamente rilevanti (ex discariche, miniere dismesse) per l’installazione di grandi impianti, che erogando incentivi per lo sviluppo di piccoli impianti totalmente integrati da parte delle piccole e medie imprese e alle famiglie. Dal 2008 ad oggi, grazie ai bandi della Provincia, con incentivi cumulabili con quelli del Conto Energianazionale, sono stati realizzati 692 impianti, con un risparmio di oltre 2.819 tonnellate di Co2 all’anno e un investimento complessivo di circa 22 milioni di euro a beneficio dell’economia locale. Bandi che hanno contribuito allo sviluppo del fotovoltaico in provincia di Siena con 2.070 impianti presenti, con un risparmio annuale di 41.633 tonnellate di Co2 evitata e con 80.064 MhW di energia prodotta ogni anno.

Azioni per l’efficientamento energetico. La partita dell’efficienza energetica è stata portata avanti con audit energetiche su tutto il patrimonio immobiliare riscaldato di proprietà della Provincia e con bandi per le diagnosi energetiche rivolti ai 36 Comuni del territorio per sostenere la progettazione di interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici. In alcune scuole secondarie superiori del territorio sono stati realizzati progetti esecutivi per l’installazione di impianti fotovoltaici per un totale di 120 kWp. La Provincia di Siena ha inoltre sottoscritto con i 36 Comuni un protocollo d’intesa per inserire nei regolamenti edilizi norme sull’isolamento termico e sull’utilizzo di energia rinnovabile sia per gli edifici nuovi che per le ristrutturazioni che intervengono sull’involucro esterno, in accordo con la Direttiva Europea n. 31 del 2010, recepita in Italia nel giugno scorso.

Azioni per il controllo sugli impianti termici. Dal 2003 la Provincia di Siena porta avanti controlli sugli impianti termici, avvalendosi di accordi con le categorie degli artigiani, le istituzioni e i consumatori e di una capillare campagna di comunicazione (www.caldaiesicure.provincia.siena.it) al fine di garantire la sicurezza delle caldaie, verificare il rendimento di combustione previsto dalle normative vigenti e contribuire agli obiettivi di risparmio energetico e di contenimento delle emissioni climalteranti, anche in linea con quanto previsto dagli accordi di Kyoto. La manutenzione costante del generatore di calore, oltre a garantire un risparmio in bolletta per i cittadini tra il 5% ed il 10%, produce una riduzione di emissioni di Co2. Ad oggi sono 90 mila gli impianti autocertificati annualmente in provincia di Siena con una riduzione di Co2 pari a 32.000 tonnellate all’anno. Rispetto al totale della riduzione delle emissioni di Co2 gli impianti di riscaldamento rappresentano per importanza la seconda voce dopo la riduzione dei consumi di combustibili fossili per i trasporti.

Azioni per la salvaguardia dei boschi e delle riserve naturali. La presenza di ampie aree boscate e riserve naturali è una risorsa enorme per la salvaguardia della capacità di riassorbimento di Co2. Sul territorio ci sono 14 riserve naturali per circa 9 mila ettari di superficie. Nell’ambito delle azioni rivolte alla conservazione del patrimonio forestale rientra il coordinamento della Provincia per l’attività antincendio, attraverso la centrale operativa che gestisce le attività di prevenzione e spegnimento dal 15 giugno al 15 settembre.

Terre di Siena Green: un patto di comunità per un futuro sostenibile. La Provincia di Siena sta lavorando incessantemente affinchè la sostenibilità diventi sempre di più fattore qualificante delle Terre di Siena e determinante per la competitività del sistema economico senese nel mercato globale. In questo senso sono stati sviluppati tre marchi di qualità dedicati agli operatori locali che operano nella ricettività turistica, nella ristorazione, nell’artigianato, nel commercio, nell’agricoltura, nei servizi e nel manifatturiero, che possono scegliere di aderire a uno o più circuiti: “Ospiti di valore”, sul fronte dell’accoglienza turistica; “Siena Carbon Free”, per quanto riguarda l’abbattimento delle emissioni di Co2 e “Filiera corta”, per le produzioni agroalimentari di qualità. Ad oggi sono 124 le aziende che possono fregiarsi di uno dei marchi di Terre di Siena Green. Il progetto è disponibile sul portale www.green.terresiena.it, nato per promuovere le buone pratiche, i comportamenti virtuosi e i risultati raggiunti e dare ampia visibilità alle aziende aderenti. Una vetrina, ma anche uno strumento a disposizione di tutte le imprese che vogliono conoscere il progetto ed entrare a far parte della rete.

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Terre di Siena al Btc di Firenze e al post-Btc di Chianciano Terme

Le Terre di Siena e le sue strutture ricettive e congressuali saranno fra i protagonisti della BTC 2013, fiera internazionale dedicata ad eventi, meeting, congressi e convention in programma a…

Le Terre di Siena e le sue strutture ricettive e congressuali saranno fra i protagonisti della BTC 2013, fiera internazionale dedicata ad eventi, meeting, congressi e convention in programma a Firenze martedì 12 e mercoledì 13 novembre.

Nello spazio Terre di Siena Meeting, il territorio senese e le sue offerte nel settore ricettivo e congressuale saranno presentate ai buyer internazionali che operano nel M.I.C.E. – Meeting incentives conferences exhibitions – dal Convention Bureau Chianciano Terme e dal Tour Operator delle Terre di Siena.

Da mercoledì 13 a venerdì 15 novembre, inoltre, è prevista una fase successiva, il cosiddetto “post BTC”, che sarà ospitata a Chianciano Terme e in Valdichiana, località scelte grazie alla collaborazione fra Toscana Promozione, Provincia di Siena, Comune e TTG Italia, promotore della BTC. I buyer internazionali saranno accolti nella cittadina termale e avranno la possibilità di conoscere meglio il territorio senese e la sua offerta di strutture e servizi, oltre alle eccellenze e alle potenzialità per il segmento del business travel.

“La provincia di Siena – afferma l’assessore al turismo, Anna Maria Betti – è impegnata da tempo nella valorizzazione e nella promozione del prodotto Terre di Siena Meeting e, in particolare, delle due destinazioni congressuali per eccellenza della provincia, che sono Siena e Chianciano Terme. La presenza alla BTC è molto importante, visto che si tratta di una manifestazione internazionale dove organizzatori di eventi, meeting, congressi, convention e viaggi incentive incontrano tutte le tipologie di fornitori della filiera, oltre a essere un’opportunità di networking e di aggiornamento per gli operatori e i professionisti che operano nel settore. Inoltre – aggiunge Betti – siamo molto lieti di ospitare a Chianciano la seconda fase della BTC, dopo la due giorni di Firenze. Il turismo congressuale è importante per questa località ed ha grandi potenzialità di sviluppo: l’integrazione con altri segmenti, in primis l’offerta termale, consente, infatti, una forte qualificazione dell’offerta complessiva di Chianciano, oltre ad una preziosa destagionalizzazione dei flussi. La presenza di buyer internazionali sarà una grande opportunità sia per la promozione del territorio che per gli operatori locali”.

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