La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: scaramelli

Media Etruria: progetto di sviluppo o propaganda elettorale?

Chiusi, cittadina equidistante da Firenze e Roma, e baricentrica tra Perugia, Siena, Arezzo, Orvieto e Terni, è da sempre stata crocevia di scambi economici, punto di riferimento di molti pendolari…

Chiusi, cittadina equidistante da Firenze e Roma, e baricentrica tra Perugia, Siena, Arezzo, Orvieto e Terni, è da sempre stata crocevia di scambi economici, punto di riferimento di molti pendolari e territorio strategico per lo sviluppo del turismo. Proprio per questa sua centralità, il Comune di Chiusi si candida a ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione ad alta velocità MediaEtruria.

Il progetto è stato presentato venerdì 21 novembre al Teatro Mascagni di Chiusi dove sono intervenuti, oltre il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, l’assessore al sistema Chiusipromozione, Chiara Lanari, e il presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, Andrea Rossi, importanti esponenti del mondo sociale, imprenditoriale, politico, economico e istituzionale locale, i quali si sono alternati nel presentare la propria idea a supporto delle opportunità che la stazione MediaEtruria potrebbe portare se costruita nel territorio chiusino.

“Questo progetto, non è un progetto solo di Chiusi, ma di tutto il centro Italia. Media Etruria è un progetto di sostenibilità e una sfida culturale – ha dichiarato il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli – Una stazione dell’alta velocità in linea a Chiusi non è una questione di campanile, ma piuttosto di opportunità. Abbiamo già pronto il progetto e un’area pubblica che può ospitare la stazione permettendo un notevole risparmio nella costruzione. Una stazione dell’alta velocità sarà anche un vantaggio per i pendolari che potranno raggiungere il proprio posto di lavoro in poco tempo migliorando così la propria qualità della vita. La rete ferroviaria della provincia di Siena e Perugia è ferma a tecnologie ormai troppo superate, è il momento di entrare nel futuro per permettere nei fatti lo sviluppo dei nostri territori.”

L’area individuata per la realizzazione della stazione è l’area ex Centro Carni, zona industriale Le Biffe, al confine con Città della Pieve e a 5-6 km di distanza dal punto previsto per l’eventuale location a Ponticelli. Proprio quest’ultima, infatti, era un’idea alternativa per l’ubicazione della stazione, unitasi poi al progetto di Chiusi.

Il convegno di venerdì 21 novembre non segna però l’inizio dei lavori per la nuova stazione; si è trattato infatti della presentazione di quello che dovrà essere realizzato qualora il comune di Chiusi venisse scelto come territorio ideale, diventando così lo snodo principale di un’area molto più vasta, che interesserebbe anche la provincia di Siena e l’Umbria.

Il progetto è stato curato dagli architetti dello studio Pediconi, in maniera del tutto gratuita. Un progetto che guarda al rispetto dei viaggiatori e all’ambiente, alla modernità, intesa come velocità e comodità di trasporti, in un mondo sempre più abituato a vivere a ritmi di vita intesi ed affrettati.

Una infrastruttura molto complessa, sopraelevata, sviluppata in orizzontale e con un involucro in ferro e vetro, intessuto con brise-soleil, un elemento di architettura atto a proteggere dal sole facciate di edifici o ambienti interni, per evitarne il surriscaldamento. Insomma una struttura in stile avveniristico che prevedere anche due binari su viadotto da affiancare ai due della linea AV attuali, per consentire la frenata e la fermata in direzione sud e in direzione nord, ascensori per la salita e la discesa dei passeggeri, il tutto a 9 metri di altezza rispetto al piano stradale della Fondovalle.

Un impianto che coinvolgere tre regioni: Toscana, Lazio e Umbria. Un’importante sinergia che può portare un beneficio a tutti territori, potenziare il turismo, intercettare nuove possibilità per le aziende e per il loro sviluppo.

Sono queste le considerazioni positive espresse da buona parte dei presenti al teatro, tra cui il presidente della Provincia di Siena, Fabrizio Nepi, il presidente della CNA senese, i rappresentanti del consiglio regionale umbro, i sindaci o gli assessori dei Comuni di Fabro, Orvieto, Città della Pieve e Castiglione del Lago, i membri del Partito Democratico umbro e senese, il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, il presidente dell’associazione albergatori di Chianciano Terme nonché il portavoce del comitato pendolari.

Molti, quindi, gli interventi positivi e a favore della realizzazione di Media Etruria. Tuttavia, prendendo in prestito il detto “non è tutto oro quello che luccica”, sono anche stati sollevati alcuni dubbi da mettere in conto al momento della realizzazione di opere di questa portata.

Alta velocità fotoMauro Bianchi, portavoce del Movimento 5 Stelle Montepulciano è intervenuto per sottolineare alcune somiglianze con la Media Padana, la stazione dell’alta velocità di Reggio Emilia, dove attualmente fermano otto treni al giorno, che può essere considerata un po’ la sorella maggiore di Media Etruria. Bianchi ha sollevato la questione dell’ adeguamento all’AV di alcune banchine, già presenti nell’attuale stazione di Chiusi: con questo semplice accorgimento sarebbe possibile già adesso ospitare l’Alta Velocità a Chiusi, migliorando i servizi di trasporto con una spesa molto inferiore, piuttosto che realizzare un’altra stazione e dare inizio a una grande opera dai costi altissimi.

Poi la c’è questione delle migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano tra Firenze e Roma per andare a lavoro o a scuola, i quali rivendicano servizi migliori, orari più consoni, treni più veloci e più puliti. Ora, tenendo presente che l’AV percorre solo le lunghe percorrenze, la Media Etruria potrebbe dare risposta alle richieste dei pendolari o sarebbe utile soltanto a pochi viaggiatori?

Certo, è importante incentivare i progetti di sviluppo e le nuove infrastrutture, allo scopo di migliorare il turismo e l’economia, ma è importante anche porsi certe domande prima di investire in opere che rischiano di diventare cattedrali nel deserto. Sempre durante l’assemblea, Bianchi (M5S Montepulciano) ha sollevato l’idea che tutto questo non sia altro che una mossa elettorale del sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli in vista delle prossime elezioni regionali. Tutto è possibile, dal momento che la competizione elettorale è libera e democratica, e ognuno gioca le sue carte migliori per vincerla; tuttavia, resta il fatto che i cittadini e il territorio hanno bisogno di risposte concrete, con dati certi alla mano, esempi tangibili e continui confronti per trovare la giusta soluzione, prima di investire in progetti di questa portata.

Il lavoro, per adesso, è soltanto all’inizio. La strada per portare una stazione AV a Chiusi è ancora lunga, ma in chiusura dell’incontro il sindaco Scaramelli ha dichiarato:

“Il mio sogno è portare Siena e le sue Terre così come tutto il Centro Italia a vivere nel futuro. E questo treno dell’alta velocità non si può non prendere al volo.”

Per dovere di cronaca è importante ricordare che la concorrente di Chiusi, che ha proposto il proprio territorio per la realizzazione dell’opera, è la provincia di Arezzo. Si è fatta strada la proposta di un luogo compreso tra Arezzo e Terontola, con l’ipotesi di un punto tra Rigutino e Olmo, dove linea veloce e linea lenta scorrono parallele. Una soluzione che ha trovato il parare positivo dei tecnici umbri.

L’assessore regionale Ceccarelli, un po’ di tempo fa, aveva spiegato quanto ancora fosse prematuro parlare di location definitive, ma intanto sono stati già messi in piedi alcuni tavoli tecnici di lavoro. A questo si va ad aggiungere la polemica dei pendolari tirrenici, i quali non sono interessati alla collocazione più a sud o più a nord della stazione Media Etruria, quanto contrari alla sua realizzazione a scapito di un progetto alternativo costiero. Per adesso, i giochi sono solo iniziati: vedremo chi sarà il vincitore. Se ce ne sarà uno.

A cura di Valentina Chiancianesi

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Chiusi si candida per ospitare la stazione AV MediaEtruria

Il Comune della Città di Chiusi si candida ad ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione in linea per treni ad alta velocità MediaEtruria. In sintesi di questo si parlerà…

Il Comune della Città di Chiusi si candida ad ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione in linea per treni ad alta velocità MediaEtruria.

In sintesi di questo si parlerà nel pomeriggio di venerdì prossimo al Teatro Mascagni di Chiusi quando, alle ore 17:30, si riuniranno: sindaci toscani e umbri, amministrazioni provinciali e regionali, forze politiche, associazioni di categoria, sindacati, strutture termali, albergatori, comitati dei pendolari e università, ma soprattutto tanti cittadini. L’idea della stazione MediaEtruria era stata, in tempi non sospetti, lanciata dal primo cittadino dell’ex capitale etrusca che ribadisce la bontà del progetto.

“Se veramente c’è la volontà di costruire una nuova stazione in linea dell’alta velocità tra Roma e Firenze – dichiara il primo cittadino di Chiusi –  non candidare la nostra città sarebbe un grave errore. La scelta di Chiusi non è dovuta al campanilismo quanto piuttosto al poter sfruttare varie opportunità e per questo sono contento che all’incontro di venerdì parteciperanno anche il neo Presidente della Provincia di Siena Fabrizio Nepi e il presidente dell’Unione dei Comuni in quanto sono, insieme a Chiusi, soggetti che hanno patrocinato l’iniziativa e sostenuto l’intero progetto che può portare in Centro Italia veramente nel futuro . La nostra città è l’unica così baricentrica tra Roma e Firenze che non solo è a metà strada tra i due capoluoghi di regione, ma è anche arteria centrale tra Perugia, Orvieto, Terni, Siena e Arezzo, tutte città collegate bene e velocemente non solo con il treno, ma anche in automobile. Una stazione dell’alta velocità nel nostro territorio potrebbe contare su circa 400 mila passeggeri al giorno oltre a circa 4 milioni di potenziali turisti annuali; i numeri, dunque, ci sarebbero tutti. Costruire la stazione a Chiusi permetterebbe anche di risparmiare sui costi, visto che potrebbe essere costruita nell’area dell’ex centro carni, terreno che l’amministrazione sta bonificando e che permetterebbe di costruire la nuova stazione con circa 20 milioni di euro, una cifra irrisoria nei bilanci di una regione. Il nostro territorio, tra l’altro, ha pagato e sta ancora pagando i tanti danni che l’alta velocità ha provocato smezzando in due il nostro sottosuolo, è l’ora di pretendere qualche cosa in cambio e per questo noi rivendichiamo il diritto di avere questa infrastruttura nel nostro territorio.”

Venerdì prossimo dunque al teatro Mascagni di Chiusi, a partire dalle ore 17:30, la città di Chiusi lancerà la propria candidatura come sede ideale della nuova stazione dell’alta velocità. L’idea è quella di collegare Roma in 41 minuti e Firenze in 39 disponendo di 5 ettari di terreno da destinare a parcheggi liberi da mettere a servizio ai circa 500 pendolari che lavorano nei capoluogo di regione e per le centinaia di strutture ricettive e termali del territorio.

A sostegno del progetto saranno mostrate una serie di slide che cercheranno di spiegare in modo puntuale l’intero progetto di costruzione della nuova stazione. A sostegno della candidatura chiusina, oltre ai Comuni senesi e alla stessa Siena, è arrivato in questi giorni anche il parere positivo di molti Comuni del trasimeno, orvietano e ternano. Intorno all’idea di MediaEtruria e di Chiusi come sede ideale c’è, dunque, un consenso diffuso che sta crescendo giorno dopo giorno e venerdì si proverà a capire da dove partire per fare in modo che questo progetto non rimanga solo una idea disegnata sui fogli.

Comunicato stampa del Comune di Chiusi del 20 novembre 2014,
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Chiusi: nuova illuminazione al Mar Nero e interventi per la raccolta delle acque piovane

Comunicato stampa dell’Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi del 28/10/2014  Dalle parole ai fatti: i lavori al sistema di illuminazione nel territorio dove si espande la contrada del Mar Nero sono terminati…

Comunicato stampa dell’Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi del 28/10/2014 

Dalle parole ai fatti: i lavori al sistema di illuminazione nel territorio dove si espande la contrada del Mar Nero sono terminati e quindi, adesso, con il calare della notte la zona del città nero/azzurra ha completamente un altro volto.

I nuovi corpi illuminanti sono tutti a risparmio energetico e a vapori di sodio (come per altro tutti quelli installati nell’ultimo anno ad esempio in via Torri del Fornello, Pietriccia, Vignagrande, Rione Carducci, Leonardo da Vinci, Pico della Mirandola, Talamone,  Giacosa, Mameli, Montegrappa, Piave, in località Poggio Gallina o nel nuovo parcheggio di Porta Lavinia) così da evitare gli sprechi di energia elettrica e uniformare l’illuminazione pubblica in un unico colore particolarmente caldo e suggestivo.

“Con questi lavori –dichiara il sindaco del Comune di Chiusi Stefano Scaramelli – raggiungiamo almeno tre obiettivi. Da un lato la nostra città diventa sempre più bella grazie a una luce uniforme visibile a chilometri di distanza; dall’altro i nuovi copri illuminanti ci permettono di risparmiare migliaia di euro del bilancio comunale perché a risparmio energetico e quindi con una migliore resa; infine grazie alla nuova illuminazione continuiamo anche a inseguire l’obiettivo di una città più sicura e vivibile per tutti. Per tutto questo credo che il cambio delle lampade nel territorio del Mar Nero non sia assolutamente una operazione da sottovalutare o da dare per scontata, ma anzi rappresenta un atto concreto di come senza grandi annunci le cose si possono fare e fare bene per la nostra città.”

Oltre ai nuovi corpi illuminanti, la zona del Mar Nero è stata interessata anche da una serie di lavori di manutenzione come ad esempio la sistemazione di una serie di griglie per la raccolta delle acque finalizzate a migliorare la sicurezza idraulica in caso di forti piogge.
Le spese riguardanti sia l’installazione delle nuove lampade a risparmio energetico che tutti gli interventi di manutenzione, sono state sostenute interamente dal bilancio comunale che ha trovato quindi capacità e solidità per affrontare l’impegno di spesa. I lavori sono stati eseguiti del personale del Comune con rapidità e attenzione. I cittadini sono stati informati in modo da evitare ogni possibile disagio.

Insomma, la notte di Chiusi è sempre più riscaldata da una nuova luce che rende il Comune etrusco sempre più suggestivo agli occhi di cittadini e visitatori.

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Scaramelli, PD: “Positiva la candidatura unitaria di Fabrizio Nepi”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Stefano Scaramelli in merito alla Lista del Partito Democratico per le elezioni provinciali approvata in Direzione Provinciale: “La candidatura unitaria di Fabrizio Nepi a…

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Stefano Scaramelli in merito alla Lista del Partito Democratico per le elezioni provinciali approvata in Direzione Provinciale:

“La candidatura unitaria di Fabrizio Nepi a presidente della Provincia di Siena è la dimostrazione che se il Pd è unito e plurale, in perfetto stile Renzi, è una forza straordinaria capace di interpretare le istanze di un territorio che vuole tornare ad essere forte, deciso, sicuro, non traballante, leale e rispettoso delle regole.

Siena ha bisogno di tornare a essere Siena. A guidare il territorio in questo percorso deve essere una nuova classe dirigente, selezionata per merito e perché capace di aprire il Pd alla condivisione. Un risultato che oggi è stato possibile grazie al sacrificio doloroso e personale di Juri Bettollini che, con le sue dimissioni, ha accelerato quel processo decisionale nel quale tutto il partito si è riconosciuto, interpretando la politica di Renzi improntata sul cambiamento. Un sacrificio che è stato solo l’ultimo atto politico di un lavoro intenso e straordinario che Bettollini ha fatto in tanti mesi a servizio di tutto il territorio e del partito, un esempio concreto di generosità e competenza, per una politica fatta da persone normali.

A volte è vero il detto “chi combatte in prima linea muore per primo”, ma è altrettanto vero che senza sacrificio le vittorie non arrivano. E il Pd era in questa situazione, non nascondo il dispiacere umano per il sacrifico politico di Juri Bettollini, David Baggio e Gessica Nisi a cui va il ‎merito e l’onore per la coerenza e per il coraggio di aver dato, concretamente, un segnale politico di cambiamento. È il cambiamento, è la spinta riformatrice, che ha fatto fare al Pd uno scatto in avanti. Sono il coraggio e il cambiamento che hanno fatto guadagnare al Pd il risultato storico delle Europee.

Personalmente vorrei graziare tutti i sindaci e gli iscritti al Pd che mi avevano proposto per la guida della Provincia. Credo – anche in questa occasione e per il ruolo nazionale che ricopro nel Pd – di aver dimostrato quanto abbia a cuore il bene dell’unità del partito nell’accettare la richiesta del mio partito. Ho condiviso una sintesi unitaria dimostrando che le poltrone non mi interessano e che le battaglie si fanno per cambiare la politica, mosse da principi e ideali mai negoziabili. È con questo spirito che do il mio in bocca al lupo a tutti i consiglieri provinciali che il Pd candida: uomini e donne che sapranno, e dovranno, intervenire nella programmazione territoriale segnando il cambiamento di verso su politica venatoria, programmazione territoriale e dei trasporti. E importante sarà anche il ruolo di coordinamento dei comuni affinché sia possibile andare a snellire e ad eliminare i tanti livelli intermedi per fare della nuova Provincia il motore di sviluppo delle terre di Siena”.

Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro Direzione nazionale Pd

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Grazi: “Sostengo Scaramelli come presidente della Provincia di Siena”

Il sindaco di Torrita di Siena sostiene il primo cittadino di Chiusi: “Ha le caratteristiche giuste per questo ruolo” A breve Siena avrà un nuovo presidente della Provincia. Non ci…

Il sindaco di Torrita di Siena sostiene il primo cittadino di Chiusi: “Ha le caratteristiche giuste per questo ruolo”

A breve Siena avrà un nuovo presidente della Provincia. Non ci saranno primarie, ma la decisione su chi andrà a ricoprire questa carica spetterà alla direzione provinciale del Pd. La carica infatti, dopo la riforma varata dal governo Renzi, sarà ricoperta a titolo assolutamente gratuito da uno dei 36 sindaci del territorio senese. Oltre al presidente ci saranno dieci consiglieri provinciali, scelti e votati tra i consiglieri comunali di tutti i comuni del territorio: anche loro svolgeranno questa funzione a titolo gratuito. Avendo il centrosinistra la maggioranza in 31 dei 36 Comuni del territorio, sarà proprio questa area politica a decidere il prossimo presidente della Provincia.

E a questo proposito, il sindaco di Torrita di Siena, Giacomo Grazi e capolista Renziano all’Assemblea Nazionale PD, decide di prendere posizione:

“Ho sentito e sto sentendo molti nomi di persone che potrebbero andare a ricoprire questa carica – afferma il primo cittadino torritese – ma credo che il nome migliore sia quello di Stefano Scaramelli. Io sosterrò lui e spero che sia lui il prossimo presidente della Provincia di Siena. Anche gli altri candidati, mi riferisco ai nomi papabili che ho letto, sono persone meritevoli e degne naturalmente di stima. Ma francamente credo che sia Scaramelli la figura migliore per questo ruolo difficile, importante ed impegnativo. Con tutto il rispetto per gli altri, credo che Stefano rappresenterebbe la scelta migliore per il nostro territorio”.

Una presa di posizione importante, quella di Grazi:

StefanoScaramelli2014-450“Il sindaco di Chiusi – prosegue Giacomo Grazi – si è esposto da molto tempo, ha guidato i comitati renziani sin dalla loro nascita e ha ottenuto tanti risultati amministrativi e politici negli ultimi anni. Lui ha creduto sin dall’inizio in un nuovo Pd, più moderno e aperto. Dobbiamo riconoscere il valore del lavoro che ha portato avanti. E’ molto apprezzato in tutta la provincia, ha coinvolto tante persone, anche molti giovani che hanno deciso di impegnarsi in politica per il Partito democratico. Voglio ricordare anche l’importanza che il prossimo presidente della Provincia avrà da un punto di vista politico e amministrativo: dovrà riuscire ad amministrare il territorio in un momento difficile, di transizione, e portare a casa dei risultati magari anche con poche risorse a disposizione. Scaramelli è nella direzione nazionale del Pd e sta amministrando molto bene il territorio chiusino, basta vedere quanti voti e preferenze sono arrivate a Chiusi anche alle recenti elezioni europee. Penso che lui abbia quindi le caratteristiche giuste per questo ruolo”.

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Nisi (Pd): ” Promuovere e sostenere politiche di integrazione e disabilità”

“Collaborare in maniera sempre più stretta per poter dare alle persone con disabilità pari diritti e pari opportunità, come sancito dalla Costituzione”. E’ questo, in estrema sintesi l’appello lanciato nelle…

“Collaborare in maniera sempre più stretta per poter dare alle persone con disabilità pari diritti e pari opportunità, come sancito dalla Costituzione”.

E’ questo, in estrema sintesi l’appello lanciato nelle scorse settimane da Chiusi in occasione del tavolo tematico organizzato dall’Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti delle persone disabili (Aniep), dalla Federazione italiana per il superamento dell’Handicap (FISH). Erano presenti all’incontro Pierluigi Ciacci, segretario generale del Direttivo Nazionale ANIEP, Vincenzo Falabella, Presidente nazionale FISH onlus, Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro dell’assemblea nazionale del Pd e Gessica Nisi, responsabile sanità e politiche sociali del Pd provinciale.

“Chiusi – ha sottolineato Nisi – insieme ad altri comuni possono dare il via ad un progetto di cambio di paradigma nell’approccio alla disabilità. L’obiettivo non è l’assistenzialismo, ma mettere ogni cittadino nelle condizioni di poter condurre una vita dignitosa, senza dipendere dalla disponibilità dell’altro, favorendo l’emergere dell’empowerment nel cittadino diversamente abile. Creare, quindi, pari opportunità. Le buone pratiche mese in atto dal governo (riforma del terzo settore, approvazione del decreto legge sulla semplificazione delle pratiche amministrative, raccolta firme per la creazione di una legge ‘dopo di noi’), sono un segnale positivo. Io credo che ci sia molto da fare anche nella nostra provincia. È necessario che le associazioni di categoria, di volontariato, ma anche i comuni e i sindaci si mettano in prima linea per assicurare pari opportunità a tutti i cittadini, Vorrei chiedere la collaborazione del territorio per illustrare le buone pratiche messe in atto dai comuni in questo senso”.

“Stiamo tentando – ha detto Ciacci – di mettere in campo tutte le risorse a diposizione per creare, a Chiusi e in provincia, un laboratorio tecnico e politico di abbattimento barriere e inclusione. A Chiusi nel regolamento edilizio troviamo già molti riferimenti all’accessibilità; per questo crediamo che, partendo da un’amministrazione sensibile a questi temi, si possa creare un progetto, che possa essere esteso alla provincia. Vogliamo impegnarci affinché da Chiusi parta il segnale che questa cose si possono fare, funzionano e sono a costo zero. Siamo l’associazione di riferimento per l’integrazione scolastica e, con il nostro delegato Franco Fei, facciamo parte di tutti i gruppo di lavoro per l’integrazione scolastica della provincia”.

Un altro tema affrontato al tavolo è stato quello dell’edilizia privata nel rispetto della normativa per l’accesso all’handicap su tutte le abitazioni di nuova costruzione.

“Nel regolamento a Chiusi – ha detto Scaramelli – applichiamo tassativamente questa norma. Tutti quelli che costruiscono una nuova abitazione hanno l’obbligo di creare un accesso senza barriere”.

“L’approvazione- ha dichiarato Falabella – del decreto sulla semplificazione e trasparenza amministrativa che contiene misure molto rilevanti per le persone con disabilità è frutto della collaborazione tra Pd e FISH. Una collaborazione che ha portato a recepire nostri documenti in parte presenti nel testo. Nell’attuale governo abbiamo trovato un interlocutore serio e attento. Abbiamo dato il nostro contributo alla riforma del terzo settore e stiamo lavorando ad un disegno di legge sull’inclusione scolastica, con l’appoggio del deputato Pd, Davide Faraone, primo firmatario della nostra proposta”.

Al tavolo tematico era presente anche Felice Tagliaferri, scultore non-vedente, direttore della scuola d’arte plastica itinerante “La Chiesa dell’Arte”.

“Tra le mie battaglie – ha detto Tagliaferri – c’è quella dell’arte per tutti. Lavoro con gli insegnanti e faccio corsi per insegnare agli insegnanti come rapportarsi con i disabili, anche per combattere l’approccio assistenzialista che, spesso, la scuola propone e mette in atto. La formazione degli insegnanti è fondamentale”.

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Chiusi: Ultimi due giorni di Festival Orizzonti. Il commento del Sindaco

La città di Chiusi è pronta a vivere le ultime due giornata del Festival Orizzonti; gli spettacoli di oggi (sabato 9 agosto) e domani domenica (10 agosto) chiuderanno, infatti, la…

La città di Chiusi è pronta a vivere le ultime due giornata del Festival Orizzonti; gli spettacoli di oggi (sabato 9 agosto) e domani domenica (10 agosto) chiuderanno, infatti, la 12° edizione caratterizzata senza dubbio dall’alta qualità di ogni performance proposta.

foto_01Nonostante dunque manchi meno di quarant’otto ore alla chiusura del sipario del festival il cartello di appuntamenti è ancora ricco di tanti spettacoli pronti ad allietare e stupire il pubblico chiusino. Oggi (sabato 9 agosto) alle ore 17.00 si svolgerà ai giardini del Duomo la presentazione del libro “Pro Patria” con Ascanio Celestini, alle 18.00 invece spazio al teatro con L’inevitabile sfida di Don Chisciotte e Sancho Panza messa in scena al Prato di fronte alla Casa della Cultura; alle 19.00 per il ciclo di incontri al Museo Nazionale Etrusco si svolgerà “Animali Fantastici”; alle 21.30 tornerà invece il teatro al Chiostro di San Francesco con I giganti della montagna; sempre il teatro sarà protagonista alle 22 al Museo Civico con VisitAzioni (spettacolo proposto anche al lago di Chiusi) ed infine la serata si chiuderà come al solito alle 22.30 con “Suoni dal festival” ovvero ensemble di musica dal vivo e dj set in Piazza XX settembre. Anche la giornata conclusiva (domenica 10 agosto) sarà densa di appuntamenti: si parte dalla mattina alle ore 11 con la mostra “Openspace Art” che coinvolgerà tutto il centro storico della città alla quale seguirà un aperitivo dedicato proprio al festival Orizzonti alle ore 12.00 presso i giardini del Duomo. Nel pomeriggio ancora una volta il centro storico sarà protagonista alle 17.00 con “Incursioni” ovvero un laboratorio di performance urbane. Alle ore 18.00 l’atmosfera sarà invece più solenne con il “Concerto per Organo in Cattedrale” mentre alle ore 20.00 il teatro tornerà ad essere il primo attore al Chiostro di San Francesco con I giganti e la Montagna. Infine gran chiusura in Piazza Duomo con il Concerto “Pierino e il Lupo” eseguito dall’Orchestra da Camera del Maggio Musicale Fiorentino.

“È bello vedere il centro storico della nostra città vivo grazie alla produzione di eventi culturali– dichiara il sindaco Stefano Scaramelli – quest’anno il Festival Orizzonti è veramente eccezionale; ogni artista, ogni spettacolo, ogni allestimento è di altissima qualità, degno dei più grandi palcoscenici nazionali e non solo. In città si respira arte in ogni sua forma e anche l’organizzazione e la logistica sono curati in modo professionale ed impeccabile. Di questo va dato merito alla Fondazione Orizzonti d’Arte che si dedica alla cultura e che sceglie artisti e spettacoli in base al merito e al talento e non come in passato quando erano i sindaci di turno a scegliere gli amici degli amici per compiacere alla politica. Questa è la nostra scommessa vinta, abbiamo creduto in questo tipo di Fondazione e con il duro e umile lavoro i frutti stanno arrivando; insieme alla Fondazione Orizzonti d’Arte coordinata dall’assessorato al sistema Chiusipromozione stiamo realizzando una vera rivoluzione culturale, una rivoluzione che punta sull’arte per garantire un futuro migliore alla nostra città e alle prossime generazioni.”

foto_02Caratteristica dell’edizione 2014 del Festival Orizzonti è senza dubbio la grande affluenza di pubblico che puntuale e numeroso ha sempre assistito ad ogni spettacolo. In attesa dunque di tirare le somme non c’è dubbio che la 12° edizione del Festival Orizzonti grazie anche alla nuova direzione artistica condotta da Andrea Cigni fortemente voluto dalla presidente della Fondazione Orizzonti d’Arte Giovanna Rossi, abbia cambiato decisamente passo e raggiunto quel respiro nazionale e non solo da tanto inseguito e sognato.

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Tribunale di Montepulciano: tutti gli aggiornamenti

Proseguono le azioni delle amministrazioni locali, dei referenti politici e dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale di Montepulciano. Proprio dall’Ordine degli Avvocati poliziani e dal Comune di Montepulciano, lo…

Proseguono le azioni delle amministrazioni locali, dei referenti politici e dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale di Montepulciano. Proprio dall’Ordine degli Avvocati poliziani e dal Comune di Montepulciano, lo scorso 23 giugno, era stato presentato un ricorso urgente al TAR contro la decisione del Presidente del Tribunale di Siena di disporre la chiusura anticipata del Tribunale di Montepulciano, come vi avevamo già raccontato sul nostro giornale.

Il ricorso al TAR, tuttavia, è stato respinto ed è stata confermata la revoca della deroga che avrebbe consentito al tribunale poliziano di continuare a svolgere, almeno in parte, le funzioni giudiziarie fino al 2015. Quella della TAR è stata quindi una decisione che ha sancito la legittimità del Presidente del Tribunale di Siena e della sua scelta organizzativa di non avvalersi più ulteriormente dei locali di Montepulciano; inoltre, non è stata condivisa la preoccupazione degli avvocati poliziani sulla precarietà strutturale del palazzo di giustizia di Siena, pur riconoscendone diverse criticità.

Nonostante questa sconfitta, rimane aperta la speranza di mantenere un presidio di legalità a Montepulciano per tutti i cittadini della Valdichiana. In questo senso, proseguono le azioni congiunte di amministratori e referenti politici per fare sistema e portare il problema alla diretta attenzione del governo Renzi. Lo scorso 31 luglio è stato Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro della direzione nazionale del PD, a presentare al sottosegretario Del Rio la proposta di riforma del tribunale di Montepulciano, come annunciato attraverso la pagina facebook:

“Adesso a Roma, in vista della direzione nazionale del Pd di oggi pomeriggio, insieme a Massimiliano Barbanera, Presidente Ordine degli Avvocati di Montepulciano per valutare insieme al governo l’ipotesi di trasformare l’ormai ex tribunale di Montepulciano in un presidio di legalità! #proviamoci!”

Oltre all’azione congiunta del sindaco Scaramelli e del presidente dell’Ordine degli Avvocati, Massimiliano Barbanera, anche il gruppo dirigente del Partito Democratico senese ha portato la proposta all’attenzione del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. A darne l’annuncio, sempre attraverso facebook, è stato proprio il giovane poliziano Andrea Biagianti:

“Ieri durante la direzione nazionale PD Stefano Scaramelli e Massimiliano Barbanera hanno ribadito al Premier Matteo Renzi ed al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri Graziano del Rio la necessità di trasformare l’ormai ex tribunale di Montepulciano in un presidio di legalità. Oggi insieme a Niccolò Guicciardini, Juri Bettollini, Simone Bezzini, Donato Montibello, Rosanna Pugnalini e Marco Spinelli abbiamo avuto un lungo incontro con il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sulle principali priorità per la Provincia di Siena. In merito al Tribunale di Montepulciano, il presidente Rossi ha ribadito la sua interlocuzione con il Ministero della Giustizia per il mantenimento di un presidio di legalità ed ha garantito un approfondimento sulla possibilità di stipulare un protocollo d’intesa tra Ministero e Regione per assicurare la permanenza sul territorio di alcuni servizi legati alla giustizia. Ecco l’impegno reale del PD Siena sulla vicenda del Tribunale di Montepulciano.”

Rimane quindi incerto il futuro del Tribunale di Montepulciano. Nonostante la conferma della chiusura anticipata, continua la battaglia per mantenere un presidio di legalità nel territorio. L’impressione, comunque, è che un risultato del genere sia possibile soltanto attraverso un’azione congiunta e sistematica di amministratori, avvocati e referenti politici, muovendosi a sistema per raggiungere un risultato positivo per i cittadini del territorio della Valdichiana senese.

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Europee, Scaramelli sostiene Danti e Bonafé

Un endorsement esplicito del sindaco di Chiusi e membro della Direzione nazionale del Pd affinché dalle urne esca un Pd “rafforzato” e capace di cambiare verso all’Europa “Hanno incontrato chi…

Un endorsement esplicito del sindaco di Chiusi e membro della Direzione nazionale del Pd affinché dalle urne esca un Pd “rafforzato” e capace di cambiare verso all’Europa

“Hanno incontrato chi ha voglia di una politica che non ha paura di rimboccarsi le maniche, pragmatica e pulita, senza insulti e senza urla”.

Così Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi, commenta l’esperienza “senese” dei toscani Danti e Bonafè, i candidati del Pd per la Circoscrizione Centro che, per Scaramelli, sono anche “compagni di viaggio” in Direzione nazionale del Pd.

“Nelle tappe senesi di Nicola Danti e Simona Bonafè ci sono stati – dice Scaramelli – più punti chiave che partono, tutti, dallo stesso presupposto: mandare una nuova classe dirigente – non i politici a fine carriera né quelli che sono interessati ad urlare strali da un palco – in Europa. Perché è in Europa che si decide il 60 per cento della politica nazionale. I nostri candidati per la Circoscrizione Centro alla Europee rappresentano una sfida culturale, due volti di un cambiamento del quale il Pd è artefice: una nuova classe politica, fatta anche di amministratori locali di piccole realtà, di pragmatismo e di capacità di trovare soluzioni, come quelle che sta dimostrando anche il governo, con riforme attese da vent’anni. Danti e Bonafè, nelle terre di Siena, hanno ripetuto più volte uno dei concetti chiave dello sviluppo, anche locale, il fatto che occorre rompere il circolo vizioso che vede l’Italia rimandare indietro il 45 per cento dei fondi europei a disposizione: miliardi di euro. Questa è una delle cose da cambiare, assieme alle politiche d’austerity che hanno creato disaffezione verso l’Europa e prodotto diseguaglianze sociali. E in quest’ottica l’Italia deve lavorare per essere rispettata, per contribuire, come lo ha fatto per la sua creazione, anche allo sviluppo, con un approccio proattivo, dell’Europa. Con Danti e Bonafè possiamo far uscire questo Paese dal catastrofismo antieuropeista per creare un’Europa in cui i cittadini italiani possano sentirsi finalmente a casa. E con loro, due toscani che conoscono bene il nostro territorio, tanto da essersi spesi anche in passato per le iniziative di cambiamento portate avanti in provincia di Siena, come le partecipazione della Bonafé alla Leopoldina di Montepulciano, nel 2013, i cittadini del senese possono far sentire la propria voce e le proprie istanze anche in casa Europa. I nostri candidati del Pd sono persone semplici, disponibili e competenti, li sosteremo perché a loro affidiamo il futuro delle nostre terre e le grandi sfide di Siena per il rilancio del turismo, la ripartenza del settore produttivo e manifatturiero, un nuovo slancio per i finanziamenti a imprese ed enti locali. Sostengo con forza e convinzione Danti e Bonafé perché sono certo che siano in grado di cambiare verso all’Europa portando avanti il progetto di cambiamento del Pd e quello intrapreso da Renzi per cambiare l’Italia, perché sono capaci, e l’hanno dimostrato negli incontri fatti in provincia, di realizzare una politica che dà del tu ai cittadini e di essere artefici di un’Italia protagonista in Europa. Solo così si può rispondere alla domanda di cambiamento dei cittadini che chiedono di cambiare la linea che è stata seguita in questi ultimi anni. Serve un’Europa che vuole superare la crisi, che rimette a posto il suo assetto democratico e crea un legame forte tra le politiche europee e cittadini. In questo l’Italia ha un peso molto evidente e il Pd adesso può fare la differenza”.

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Patto 2000: Il presidente Ciarini risponde al sindaco di Chiusi Scaramelli

Riceviamo e pubblichiamo la replica del Presidente della Società Patto 2000, Marco Ciarini, alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco del comune di Chiusi Stefano Scaramelli, apparse ne La Nazione il giorno…

Riceviamo e pubblichiamo la replica del Presidente della Società Patto 2000, Marco Ciarini, alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco del comune di Chiusi Stefano Scaramelli, apparse ne La Nazione il giorno 27 aprile a firma di Massimo Montebove

“Le dichiarazioni del Sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli, contenute nell’articolo pubblicato da La Nazione il giorno 27 aprile a firma di Massimo Montebove dal titolo “I compensi dividono Patto 2000”, contengono molte inesattezze, oltre ad apparire palesemente pretestuose.

Il Patto territoriale è una società che opera nel settore della programmazione concertata ed ha promosso investimenti pubblici e privati in tutto il territorio di competenza (area compresa nelle province di Siena Perugia e Terni).

All’ordine del giorno dell’assemblea del 23 aprile scorso, alla quale si riferiva l’articolo de La Nazione, c’erano l’approvazione del bilancio e la presentazione dei progetti pubblici finanziati dal Patto con l’ultimo bando 2013-2014. L’assemblea, che, ricordo, è composta da 94 soci, di cui 39 comuni, 4 Comunità montane, 3 Province, 14 istituti bancari e da tutte le associazioni di categoria delle due regioni, ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno con la sola astensione del sindaco di Chiusi. La totalità dell’assemblea ha espresso apprezzamento per i significativi risultati conseguiti, tanto più in un momento di criticità economica come quello attuale. In particolare è stato posto l’accento sulla rinnovata capacità dell’intera struttura di attrarre finanziamenti grazie all’elaborazione di un nuovo parco progetti che, oltre ad avere ottenuto l’approvazione delle regioni Umbria e Toscana, ha visto assegnati dal Ministero dello Sviluppo Economico ulteriori risorse, pari a 3 milioni e 864.000 euro destinati a 23 progetti pubblici.

Sorprende perciò che, a conclusione del lavoro svolto in questa assemblea, Scaramelli abbia scelto di considerare centrale il solo argomento del compenso degli amministratori. Tale questione è stata sollevata unicamente dal sindaco di Chiusi con una mozione che ha ricevuto il sostegno di soli 4 soci (rappresentanti il 4,55% del capitale sociale) sui 94 che compongono la società . Nell’articolo si dice inoltre che solo la Provincia di Siena non avrebbe sostenuto Scaramelli. Invece la stessa posizione è stata assunta anche dalle Province di Perugia e Terni.

Insomma una mozione che ha ricevuto una bocciatura da parte della quasi totalità dell’Assemblea non mi sembra possa essere interpretata come un elemento in grado di determinare una divisione all’interno della società.

Con questo non intendo dire che l’argomento delle spese di gestione di una società sia irrilevante, tanto più che questo Consiglio di amministrazione se ne era preso cura ben prima di qualsiasi operazione di spendig review. Già nel 2007, in tempi non sospetti dunque potremmo dire, abbiamo operato una drastica riduzione sia del numero dei componenti del cda, passati da 14 a 3, sia dei costi dell’intero consiglio di amministrazione. A differenza di quanto dichiarato nell’articolo citato, il compenso annuo del presidente è pari a 19.900 euro lordi corrispondenti a 790 euro netti mensili (ai quali nel 2013 si sono aggiunti 1.020 euro di rimborsi complessivi per attività fuori sede); i due vicepresidenti poi non percepiscono alcuna indennità, ma solo rimborsi chilometrici contenuti comunque entro un tetto stabilito dall’ assemblea. Pertanto nel 2013, il costo annuo complessivo dell’intero consiglio di amministrazione come da programma è stato pari a 31.900 euro e non a 40.000, come riferisce Scaramelli, senza considerare che negli ultimi due anni l’attività della società è sensibilmente aumentata.

Non posso nemmeno sorvolare sulla citazione fatta da Scaramelli a proposito dei 50.000 euro di perdite prodottesi nel 2013, perché, nel momento in cui si omette contestualmente di ricordare che le stesse sono state ampiamente coperte dai 71.000 euro di utili prodottisi nel 2012, appare in tutta la loro evidenza la pretestuosità delle dichiarazioni rilasciate. Si sfrutta il giusto e popolare tema della riduzione dei costi della politica, per applicarlo artificiosamente in un contesto in cui i costi sono esigui e comunque già ridotti. Occorrerebbe considerare soprattutto i risultati prodotti dal lavoro di coloro che operano all’interno del Patto Territoriale. L’attività della struttura di questa società, il cui costo ammonta a 180.000 euro annui, ha generato negli ultimi 12 anni 5,5 milioni all’anno di risorse (62 milioni complessivi) erogate a fondo perduto per investimenti pubblici e privati nel territorio; tali risorse a loro volta hanno determinato lo stanziamento da parte degli istituti bancari soci di ulteriori 118 milioni di euro di finanziamenti agevolati destinati a interventi imprenditoriali.

E’ evidente dunque che i benefici derivanti dagli investimenti prodotti in questa area territoriale sono largamente superiori, in proporzione, ai costi sostenuti per la gestione della struttura societaria.

A differenza di ciò che è stato detto, l’attività del cda in questi anni si è distinta per avere raggiunto nuovi obiettivi a vantaggio del territorio. L’assemblea ha rinnovato l’incarico a questi amministratori per il semplice fatto che hanno prodotto dei risultati costanti nel tempo ed hanno creato le condizioni per promuovere nuovi importanti investimenti. Lo dimostra il fatto che già dal 2014, visto che il Patto ha dimostrato di saper attrarre e spendere le risorse assegnate, alla nostra società verranno destinati ulteriori 2 milioni di euro per la realizzazione di nuovi progetti pubblici.

Parlare della società del Patto come di un “postificio” significa allora svalutare l’attività di persone che si sono impegnate nel loro lavoro e far ricadere su di loro il sospetto che siano beneficiari di posti di privilegio, quando invece è grazie alle professionalità espresse che oggi possiamo parlare di sviluppo della società e di nuove opportunità per l’intera area, della quale anche il Comune di Chiusi fa parte”.

Marco Ciarini – Presidente società Patto 2000

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