L’immigrazione dall’Africa verso l’Italia e la Valdichiana

L’Africa conta attualmente 1,150 miliardi di abitanti. Le previsioni demografiche parlano di 1,5 miliardi entro il 2020 e di 2 miliardi nel 2020. LILO (Internetional Labour Organization) stima che siano già 20 milioni i lavoratori africani emigrati (anche all’interno dello stesso continente) e prevede che per il 2015 circa il 10% della popolazione africana vivrà all’estero ( circo 120 milioni).

Fin dagli anni ’90, gli africani hanno inciso all’incirca per un quarto sull’intera presenza straniera in Italia. attualmente, le Regioni in cui la componente africana risulta prevalente sono la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Piemonte e il Veneto. Ma sta crescendo la presenza nelle regioni del Centro e, in particolare, in Toscana. La maggioranza degli immigrati africani sono giunti dall’Africa settentrionale (soprattutto Marocco), ma sono in crescita i flussi dall’Africa Occidentale.

Saranno tre gli effetti che influenzeranno l’immigrazione africana in Italia nei prossimi anni:

  • Il primo effetto produrrà un forte incremento, per cui dal livello attuale (circa un milione di africani) si passerà al raddoppio o quasi entro il 2020. I ritmi di questa evoluzione dipenderanno anche dai flussi di mano d’opera di riserva che continueranno ad arrivare dai Paesi dell’ est europeo.
  • Il secondo effetto consisterà nell’aumento degli africani provenienti dai Paesi dell’Africa occidentale, che diventeranno più numerosi di quelli dell’Africa settentrionale.
  • Il terzo effetto sarà una più marcata presenza africana in Toscana e nel Centro-Sud.

Negli anni più recenti è cresciuto il flusso migratorio verso l’Italia dai paesi dell’Africa Occidentale (Nigeria, Senegal, Ghana, Costa d’Avorio, Camerun, ecc). Nella tavola che segue sono elencati i 18 Paesi dell’Africa Occidentale, trend di popolazione e PIL dal 2012 al 2020, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale:

immigrazione tav1

Pur essendo il PIL in crescita superiore alla popolazione nei prossimi anni, il pil pro capite medio previsto nel 2020 resterà molto basso (1970 $ ). Il PIL dell’Italia nel 2013 ( 2,072 miliardi di $ per un pil pro capite pari a 33.000 $) è superiore circa 20 volte rispetto a quello medio dell’Africa Occidentale (1,630 $). Perciò è quanto mai verosimile che , almeno per i prossimi 7-8 anni, il flusso migratorio dall’Africa Occidentale verso l’Italia resterà costante o addirittura aumenterà.

Bisogna prendere coscienza fin d’ora che si tratta di un sisma sociale irreversibile, fin quando nei Paesi dell’Africa Occidentale non ci sarà uno sviluppo economico in grado di ridurre l’enorme divario esistente oggi fra pil pro capite di questi Paesi rispetto ai Paesi europei.

L’immigrazione in Valdichiana

A livello nazionale la popolazione immigrata è pari al 8,2%. In totale si tratta di 4.980.000 stranieri, di cui 53% dai Paesi europei, 22% dall’Africa (15% dal Nord Africa e 6% dall’Africa Occidentale, 1% dal resto dell’Africa), 17% dai Paesi asiatici e 8% dal Centro sud America. Nella tavola che segue sono rappresentati i Paesi di provenienza dell’immigrazione nei 9 comuni della Valdichiana senese:

immigrazione tav2

Dalla Tav.2 emerge che gli immigrati stabili (esclusi gli ospiti di passaggio) dai Paesi dell’Africa occidentale sono rappresentati solo marginalmente oggi nei 9 comuni della Valdichiana senese (55 su un totale di 6.191 immigrati), mentre questi Paesi rappresentano già il 6% dell’immigrazione sul territorio nazionale e si prevede che nei prossimi anni crescerà moltissimo, stante il livello di povertà e le guerre locali in molti di questi Paesi ( Nigeria, Mali, Chad, ecc).

Le previsioni dei flussi migratori al 2020 parlano di un raddoppio dell’immigrazione dall’Africa, non più dai Paesi del Nord Africa (Marocco e Tunisia), ma dai Paesi dell’Africa Occidentale, in particolare dalla Nigeria. E’ probabile che almeno 3.000 nuovi immigrati arriveranno da questi Paesi nei 9 comuni della Valdichiana.

Questa nuova immigrazione porrà già dai prossimi anni problemi ancora maggiori di integrazione, trattandosi di popolazioni di pelle nera che arriveranno in un contesto ben diverso dagli anni ’80 e ’90 (quelli dell’immigrazione dal Marocco), in quanto contrassegnato dai lunghi anni di crisi economica e occupazionale. Un problema che le amministrazioni locali e la Regione stessa si devono porre fin da oggi.

(articolo a cura di Giorgio Visintini)

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