Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!


B.

Baccellaio (sostantivo): campo di baccelli, venditore di baccelli. Si usa anche in senso figurativo per identificare tutto l’insieme delle proprietà, soprattutto in ambito agricolo. Esempio: “Attento che mi rovini tutto il baccellaio!”

Baccello (sostantivo): il frutto della fava. Si usa anche in senso figurativo per identificare una persona stupida: “Quello lì è proprio un baccello!”

Balla (sostantivo): sacco di iuta. Si usa sia per definire il materiale con cui è fatto il sacco, sia per esprimere la grande quantità. Esempio: “Ho comprato una balla di cose.”

Ballodole (sostantivo): località fiorentina usata nella locuzione “anda’ a ballodole”, nel senso di andare in malora, rovinare tutto. Di derivazione fiorentina, infatti le Ballodole erano un cimitero nei pressi di Careggi. Esempio: “Non fa’ confusione, che mi mandi tutto a ballodole!”

Baltare (verbo): ribaltarsi, cadere a terra, cadere malamente. Esempio: “Sta’ attento con quei piatti, sennò ti balta tutto!”

Balzellare (verbo): aspettare con ansia, stare alle calcagna, spiare o stare appresso a qualcuno. Esempio: “È tutto il giorno che balzello il postino, ma ancora unn’è arrivato!”

Barca (sostantivo): mucchio di covoni, o più in generale di prodotti agricoli. Si usa anche per definire una grande quantità di cose, soprattutto se ammucchiate in maniera disordinata. Esempio: “Oggi devo fa’ una barca di roba, non c’ho tempo da perde.”

Barcare (verbo): abbarcare, ammucchiare. Esempio: “Barcali lì, che dopo li ripiglio!”

Barullare (verbo): barcollare, ruzzolare, dondolare. Esempio: “Vai piano, un lo vedi che barulli?”

Baturlare (verbo): tuonare. Esempio: “Sta a baturlà parecchio, è un temporale!”

Baturlo (sostantivo): il tuono, il rimbombo del tuono. Esempio: “Senti che baturlo? Tra poco piove!”

Befano (sostantivo): il fantoccio lasciato nella notte dell’Epifania per burlarsi di qualcuno. Esempio: “Fa’ il bravo, sennò ti fanno il befano!”

Belico (sostantivo): ombelico. Esempio: “Quel cittino c’ha il belico di fori!”

Bello (loc. avverbiale): già. Si usa per definire qualcosa che è ormai accaduta. Esempio: “M’è bell’e venuta a noia”

Benfinita (sostantivo): il pasto che festeggia la fine di un lavoro. Esempio: “Finiamo la trebbiatura, che dopo c’è la benfinita!”

Berciare (verbo): urlare, gridare in maniera scomposta. Esempio: “Falla finita di bercià, parla piano!”

Bercio (sostantivo): urlo, grido sguaiato, duro rimprovero. Si usa anche nel modo di dire “Bercio d’oco”, per definire qualcosa che dura poco tempo. Esempio: “Ho provati a stacci vicino, ma m’ha tiro un bercio!”

Biccio (sostantivo): bozzo, bernoccolo. Esempio: “Ho battuto la testa, m’è bell’e venuto un biccio!”

Bigernia (sostantivo): sonnolenza, abbiocco dopo un pasto abbondante. Anche nella versione “Bigergna”Esempio: “Un ci sto in piedi, m’è venuta la bigernia”

Bigonzo (sostantivo): bigoncio, secchio di legno. Si usa anche in senso figurativo per indicare una persona stupida. Esempio: “Sei un bigonzo!”

Billo (sostantivo): tacchino. In senso figurato, si riferisce anche al pene. Esempio: “Si va a mangià alla sagra del billo?”

Bioccolo (sostantivo): feci di animali, soprattutto nel caso delle pecore. Esempio: “Attento a un pesta’ quei bioccoli!”

Birbo (sostantivo): vivacità, furbizia e malizia. Si usa specialmente per definire i bambini vispi e monelli. Esempio: “A ‘sto citto gli è preso il birbo, non c’è verso di tenello!”

Birchio (aggettivo): strabico, persona con problemi alla vista. Esempio: “Non ci vedo bene, so’ divento birchio”

Bobo (sostantivo): insetto, scarafaggio. Se di particolari dimensioni può diventare “bobarone”. Si usa anche per evocare gli spauracchi per i bambini, nel senso di orco cattivo o di uomo nero. Esempio: “Se non fai il bravo ti viene a piglià il bobo nero!”

Bogliolo (sostantivo): marcio, soprattutto nel caso delle uova. Esempio: “Un lo mangià quell’ovo che è bogliolo”

Bolla (sostantivo): malattia della difterite. Si usa in senso figurato per definire la stanchezza e l’apatia di qualcuno che si sente sempre stanco. Esempio: “Quel citto c’ha la bolla, non ha voglia di fa’ niente!”

Bollito (aggettivo): bollente, cotto. Si usa anche in forma figurata per definire una persona molto stanca. Esempio: “Non ce la fo più, ormai so’ bollito!”

Boncitto (aggettivo): buono, bravo, soprattutto nel caso dei bambini o degli animali. Esempio: “Guarda quant’è boncitto, non piange mai!”

Borda! (esclamazione): dagli, nel senso di picchiare. Esempio: “Borda, giù botte!”

Bordare (verbo): picchiare, dare botte. Esempio: “Scappa alla svelta, che sennò ti bordano!”

Bordata (sostantivo): botta, una serie di colpi violenti. Esempio: “M’hanno preso e m’hanno dato ‘na bordata!”

Bordellotto (sostantivo): ragazzo. Si usa principalmente per definire qualcuno ancora immaturo. Esempio: “Quel citto è ancora piccino, è un bordellotto!”

Borniare (verbo): picchiare, dare botte. Esempio: “M’hanno borniato bene bene!”

Borraccina (sostantivo): il muschio che si utilizza per fare il Presepe natalizio. Esempio: “Ho finito la borraccina, come si fa il Presepe?”

Boticare (verbo): brontolare, lamentarsi in maniera sommessa e continua. Esempio: “Finiscila di botica’ e aiutami a fa’ qualcosa!”

Bottino (sostantivo): il liquame della stalla. Per estensione, anche il fosso in cui viene raccolto, in attesa che diventi concime. Si può usare anche per definire genericamente le fogne a cielo aperto e, in senso dispregiativo, per definire cose e persone. Esempio: “Da quanto mangi sembri un bottino!”

Bozzare (verbo): ammaccare, rovinare. Si usa specialmente per le automobili. Esempio: “Hai battuto contro il muro e m’hai bozzato la macchina!”

Bozzo (sostantivo): ammaccatura. Esempio: “Guarda che bozzo che hai fatto nella macchina, perché non vai più piano?”

Bracalone (aggettivo): persona sciatta e trasandata, con i pantaloni abbassati. Esempio: “Rimettiti a posto i vestiti, perché vai al giro tutto bracalone?”

Brancata (sostantivo): branco, gruppo di cose o di persone. Esempio: “Andiamo via, ché c’è una brancata di gente”

Breccino (sostantivo): brecciolino. La ghiaia che si trova nella pavimentazione rurale, nelle strade sterrate o ai lati delle strade asfaltate. Esempio: “Ho sbandato con la bicicletta e so’ casco nel breccino”

Brinzellone (aggettivo): persona trasandata nel vestire, fannullone. Esempio: “Datti ‘na svegliata e smettila di fa’ il brinzellone!”

Broccione (aggettivo): maldestro, disordinato. Si usa per definire persone che agiscono in maniera grossolana e priva di grazia. Esempio: “Sei troppo broccione, non riesci a fa’ niente!”

Bronzito (aggettivo): detto di cibo troppo cotto, abbrustolito, abbronzato. Esempio: “Levalo dal foco, un lo vedi che è bronzito?”

Brucolo (sostantivo): brufolo. Esempio: “C’ho il viso pieno di brucoli, un mi guardà!”

Bruggina (sostantivo): freddo intenso. Esempio: “Senti stamani che bruggina che c’è fori?”

Brusotto (sostantivo): giubbotto, giacca. Anche nella versione “Blusotto”Esempio: “Prima d’anda’ fori, mettiti il brusotto!”

Brustico (sostantivo): tipica pietanza a base di pesci di lago arrostiti. Esempio: “Oggi si va al lago e si mangia il brustico!”

Bubuzzi (loc. avverbiale): portare sulle spalle. Si usa soprattutto nel linguaggio infantile. Esempio: “Vieni un pochino a bubuzzi?”

Bucatura (sostantivo): puntura. Esempio: “Se voi guarì per bene devi fatti ‘sta bucatura!”

Buco (sostantivo): culo. Si usa in molti modi di dire tra cui “A buco ritto” stare proni con il culo in alto, oppure “A buco”, arrivare appena in tempo. Esempio: “Perché stai a buco ritto? Mettiti a sede’ per bene!”

Buglione (sostantivo): miscuglio, confusione. Esempio: “Non t’ho trovato in mezzo a quel buglione di gente!”

Buiccio (sostantivo): il crepuscolo, l’arrivo del buio serale. Esempio: “Andiamo a casa, ché arriva il buiccio!”

Bullettone (sostantivo): brufolo o foruncolo in evidenza, grosso pizzico.  Esempio: “M’ha preso una vespa, m’ha fatto un bullettone!”

Bumba (sostantivo): acqua. Si usa principalmente nel linguaggio infantile. Esempio: “L’hai bevuta tutta la bumba?”

Buricca (sostantivo): asina, ciuca. Detto soprattutto di animali. Esempio: “Stasera andiamo a vede’ il palio delle buricche?”

Buscare (verbo): prendere le botte, essere picchiato. Esempio: “Stai zitto, sennò ne ne buschi”

Busso (sostantivo): botta, percossa. Si usa in forma estensiva anche per definire lo scoppio o lo sparo delle armi da fuoco. Esempio: “Ho preso un busso, mi fa ancora male tutto”

Bussare (verbo): percuotere, sparare. Esempio: “Senti come bussano? Ci saranno i cacciatori!”

Butola (sostantivo): capriola. Si usa soprattutto nel linguaggio infantile. Esempio: “Andiamo a letto, si fanno le butoline!”

Butolare (verbo): ribaltarsi, rotolarsi. Esempio: “Dormivo troppo agitato, so’ butolato giù dal letto”

Buzza (sostantivo): pancia, trippa. Esempio: “Ho mangiato troppo, m’è cresciuta la buzza!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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