La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: dialetto

Palio dei Somari 2018: i fioretti delle contrade

Il Palio dei Somari è l’evento tradizionale che apre la stagione festiva della Valdichiana, e la nostra redazione non poteva mancare all’appuntamento: siamo andati a conoscere meglio le contrade in…

Il Palio dei Somari è l’evento tradizionale che apre la stagione festiva della Valdichiana, e la nostra redazione non poteva mancare all’appuntamento: siamo andati a conoscere meglio le contrade in cui è suddiviso il paese di Torrita di Siena, per scoprire tutte le emozioni dell’edizione 2018, che si è conclusa domenica 25 Marzo presso il piazzale del Gioco del Pallone.

Marta Parri e Niccolò Picchiarelli sono andati a raccogliere i fioretti dei contradaioli, chiedendo una promessa da realizzare in caso di vittoria della rispettiva contrada; a ogni fioretto è stata poi associata una parola dal dialetto chianino, per celebrare degnamente la tradizione del Palio dei Somari, che è ormai un elemento fondante della comunità torritese.

A vincere è stata la contrada di Porta a Gavina: il fioretto sarà stato realizzato? Buona visione!

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Vocabolario chianino: da Zaccherone a Zizzola

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

Z.

Zaccherone (sostantivo): persona sciatta, sporca. Esempio: “Che zaccherone che sei, vai a pulitti!”

Zazzicare (verbo): armeggiare, trafficare. Esempio: “Stai sempre a zazzica’ nell’orto, che c’avrai da fa’?”

Zeppare (verbo): riempire a forza, spingere. Esempio: “Un la zeppa’ troppa la borsa, sennò ti si rompe!”

Zeppito (aggettivo): zeppo, riempito. Esempio: “I panini li fai troppo zeppiti, un te li mangio più!”

Zittare (verbo): zittire, mettere a tacere. Esempio: “Ovvia, ti sei zittato!”

Zizzola (sostantivo): freddo pungente. Esempio: “Senti che zizzola, gnamo a casa!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Vedrai a Violo

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

V.

Vedrai! (esclamazione): per forza, chiaramente, certamente. Esempio: “Vedrai! Co’ sto vento tocca mettesi il giubbotto!”

Veglia (sostantivo): incontro serale che si svolgeva nei poderi contadini, radunando i parenti e i vicini. Esempio: “Stasera vieni a veglia? Si gioca a briscola!”

Vetrinario (sostantivo): veterinario. Esempio: “Il mì cane sta male, l’ho porto dal vetrinario.”

Vieto (aggettivo): rancido, inacidito, dal sapore guastato. Esempio: “Un la mangià quell’insalata ché è vieta!”

Violo (sostantivo): viottolo, viuzza di campagna. Esempio: “Ci siamo incontri nel violo, si va a scuola insieme”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Ugna a Usciata

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

U.

Ugna (sostantivo): unghia. Esempio: “Tagliati l’ugni, un lo vedi quanto so’ lunghi?”

Ugnata (sostantivo): graffio, unghiata. Esempio: “Quel gatto è ‘nguastito, m’ha dato un’ugnata!”

Un (avverbio): non. Esempio: “Un lo so mica che devo fa’ oggi!”

Uncico (sostantivo): artiglio, uncino. Esempio: “Un lo vedi quel gatto che uncichi che c’ha?”

Unguanno (avverbio):  quest’anno, durante l’annata. Esempio: “Dove si va in vacanza unguanno?”

Untare (verbo): ungere, nel senso figurato di percuotere, picchiare. Esempio: “So’ andato a gioca’ con quelli più grandi ma m’hanno untato per bene!”

Usciata (sostantivo): percossa, sconfitta pesante. Esempio: “Che usciata che s’è chiappo a calcetto!”

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  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
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Vocabolario chianino: da Tarpone a Turbolo

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

T.

Tarpone (sostantivo): talpa di grandi dimensioni, nutria. Esempio: “Mica avrai schiacciato quel tarpone?”

Tocco (sostantivo): le ore tredici, scandite dal rintocco singolo della campana. Esempio: “Gnamo a mangià che è il tocco!”

Torbo (aggettivo): torbido, sporco. Esempio: “Un la beve quell’acqua torba!”

Tornare (verbo): trasferirsi, prendere casa da qualche parte, andare ad abitare in una nuova casa. Esempio: “I figlioli del Guerri so’ torni in Chiane”

Tornocasa (avverbio): nei dintorni dell’abitazione, nelle vicinanze. Esempio: “Ho messo la siepe tornocasa”

Torso (aggettivo): torsolo, stupido. Esempio: “Quanto sei torso!”

Trafeo (sostantivo): oggetto inutile o ingombrante. Esempio: “Buttali nel cestino quei trafei!”

Trainoni (avverbio): in disordine, in giro confusamente. Esempio: “Lasci sempre i giocattoli a trainoni!”

Tramelino (sostantivo): rosmarino. Esempio: “Vammi nell’orto a piglià il tramelino”

Trampolo (sostantivo): oggetto o persona ingombrante e fastidiosa. Esempio: “Sei proprio un trampolo, vieni via di costì!”

Transito (aggettivo): molto vecchio, passato. Esempio: “Quel vino è transito, un lo beve!”

Trappola (sostantivo): oggetto inutile, di scarso valore. Esempio: “Spendi tutti i soldi in quelle trappole!”

Traspiggere (verbo): armeggiare, fare rumore. Esempio: “Vieni a dormì invece di traspigge tutta la notte!”

Traventare (verbo): scaraventare, lanciare con poca cura, gettare con forza qualcosa contro qualcuno. Anche nella versione “Attraventare” Esempio: “Se li traventi così, vedrai che li spacchi!”

Tremoto (sostantivo): terremoto. Esempio: “L’hai sentito il tremoto stanotte?”

Tribbia (sostantivo): mietitrebbiatrice. Esempio: “La guidi te la tribbia?”

Tribbiare (verbo): trebbiare il campo con la mietitrebbiatrice. Esempio: “Oggi venite a tribbià?”

Triciolino (sostantivo): pezzettino, frammento. Esempio: “Me lo dai un triciolino di pane?”

Trippe trappe (loc. avv.): fra una cosa e l’altra. Anche nella versione “Trippete e trappete”. Esempio: “Trippete e trappete, s’è belle fatta sera.”

Tritello (sostantivo): confusione, mucchio di cose rotte. Esempio: “Ha preso uno con la macchina e ha fatto un tritello”

Tritìo (sostantivo): ammasso di cose tritate, mucchio confuso. Esempio: “Un c’andà in mezzo a quella calca, che è tutto un tritìo”

Tronata (sostantivo): brutta botta, colpo, schianto. Esempio: “Ha preso ‘na tronata per terra, ancora un si è riavuto”

Tronare (verbo): gettare per terra, schiantare, buttare. Esempio: “Se li troni per terra, vedrai si spaccano!”

Troncico (aggettivo): arrangiato, malmesso, in pessime condizioni. Esempio: “Quel rastrello è troncico, buttalo via”

Truzzicare (verbo): curiosare, trafficare, armeggiare, frugare. Esempio: “Un truzzicà nella mì roba!”

Tufone (sostantivo): botta, percossa, ceffone. Esempio: “M’ha dato un tufone, un lo rifaccio più!”

Turbolo (aggettivo): nuvoloso, se riferito al tempo. Torbido, se riferito a un liquido. Esempio: “Oggi è turbolo, meglio andà a casa!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
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Vocabolario chianino: da Salcicciolo a Sviaggiare

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

S.

Salcicciolo (sostantivo): salsiccia. Anche nella versione “Salsicciolo”. Esempio: “Lo voi un salcicciolo col pane?”

Saraccata (sostantivo): batosta, sconfitta. Anche nella versione “Sassata”. Esempio: “M’hanno trovato e m’hanno dato ‘na saraccata!”

Saragia (sostantivo): frutto della ciliegia. Esempio: “Cittino, le voi du’ sarage?”

Saragio (sostantivo): albero del ciliegio. Esempio: “L’ho visto ringuattassi dietro a quel saragio!”

Sbagagliare (verbo): mettere in ordine qualcosa, ripulire una stanza, sgomberare. Esempio: “Ovvia, sbagaglia tutti quei trafei!”

Sbiancucito (aggettivo): sciupato, scolorito. Esempio: “Quei calzoni so’ tutti sbiancuciti!”

Sbilerco (aggettivo): sbilenco, in equilibro precario. Esempio: “Mettilo a posto che è tutto sbilerco!”

Sbonzolato (aggettivo): vestito in maniera disordinata, con la camicia fuori dai pantaloni. Esempio: “Quel citto va in giro tutto sbonzolato”

Sbragione (aggettivo): maldestro, rozzo e incapace. Esempio: “Sei troppo sbragione, il lavoro un lo finirai mai!”

Sbrano (sostantivo): strappo, rottura. Esempio: “Guarda nel giubbotto che sbrano che c’hai!”

Sbrinco (aggettivo): furbo, sveglio e astuto. Esempio: “Tanto sbrinco un sei mai stato, alò!”

Sbroscia (sostantivo): minestra senza sapore, zuppa cucinata male. Esempio: “Io un la mangio ‘sta sbroscia!”

Sbucherare (verbo): fare le buche per terra, ad esempio durante i lavori al manto stradale. Esempio: “Per quella strada stanno sempre a sbucherà, o che ci dovranno fa’?”

Scaciare (verbo): mancare il colpo, sbagliare. Esempio: “So’ andato a tiragli, ma l’ho scaciato”

Scapeare (verbo): scrollare la testa, dire di no. Esempio: “Quel vecchino sta sempre a scapeà!”

Scarca (sostantivo): scarica. Esempio: “Ha piovuto ‘na scarca”

Scatizzolare (verbo): rimestare la legna sul fuoco, muovere le braci. Esempio: “Scatizzola il foco, sennò si spenge!”

Sciabordire (verbo): rintronare, mandare in confusione. Esempio: “Da quanto parli mi fai sciabordì!”

Sciabordito (aggettivo): rintronato, stordito, persona poco sveglia. Esempio: “Quel citto è sciabordito, un ci si compiccia niente”

Sciadatto (aggettivo): inadatto, incapace. Anche nella versione “Sdatto”Esempio: “Quanto sei sciadatto!”

Sciaguattare (verbo): sciacquare, lavare con l’acqua. Si usa anche per definire i vestiti troppo larghi. Esempio: “Ne ‘sti calzoni ci sciaguatto”

Sciaminare (verbo): sparpagliare, disseminare in giro. Esempio: “M’hai sciaminato tutti i soldi, ci stai boncitto?”

Sciaminoni (avverbio): sparpagliati in maniera disordinata. Esempio: “Quando ti vesti lasci tutto a sciaminoni”

Sciaventolare (verbo): sventolare, agitare in aria. Esempio: “Non ti sciaventolà troppo con quel ventaglio!”

Sciaventolone (sostantivo): ceffone, schiaffone. Esempio: “Se mi rivieni intorno ti tiro uno sciaventolone!”

Sciorno (aggettivo): stupido, scemo. Esempio: “Quella citta è proprio sciorna!”

Scollettare (verbo): scollinare, oltrepassare un colle o una vetta. Si usa in senso figurato anche per intendere il superamento delle difficoltà o degli ostacoli. Esempio: “Quest’anno l’esame un lo scolletto!”

Scracchiare (verbo): sputare catarro, scatarrare. Esempio: “Quel vecchio è sempre a scracchià!”

Scracchio (sostantivo): sputo, scaracchio. Esempio: “In quel piantito c’è uno scracchio!”

Scrinata (sostantivo): la riga dei capelli. Esempio: “Quel parrucchiere m’ha fatto ‘na bella scrinata!”

Scrociassi (verbo): farsi male, cadere rovinosamente, spaccarsi. Esempio: “So’ casco dal trattore e mi so’ scrocio”

Scrogellare (verbo): lo scrocchiare del pane fresco tra i denti. Esempio: “Bono ‘sto pane, senti come scrogella!”

Scrollone (sostantivo): forte rovescio, grande quantità di pioggia. Anche nella versione “Sgrollone”. Esempio: “Ero nel campo ma è venuto uno scrollone”

Sculo (sostantivo): sfortuna, maledizione. Esempio: “Che sculo che hai, un te ne va bene una!”

Sdercio (sostantivo): taglio, strappo. Esempio: “M’hai fatto uno sdercio nei calzoni!”

Sderenare (verbo): picchiare, spezzare le reni. Esempio: “Se ti rivedo ti sdereno!”

Sdilabbrato (aggettivo): slabbrato, divaricato. Anche nella versione “Scilabbrato”. Esempio: “Un lo tira’ troppo quel giubbotto, l’hai sdilabbrato tutto!”

Sdiragnare (verbo): togliere i ragni, pulire dalle ragnatele. Esempio: “Devo sdiragnà tutta la cantina”

Sdirazzare (verbo): compiere azioni diverse rispetto a quelle dei genitori o dei parenti, intraprendere una carriera diversa. Esempio: “Il su’ babbo era dottore, ma lui ha sdirazzato!”

Sdolzo (sostantivo): spavento, sorpresa. Esempio: “L’ho vista ringuattata e m’è preso uno sdolzo!”

Seccaticci (aggettivo): persona secca e magrolina. Esempio: “Che seccaticci quel cittino!”

Sfondo (aggettivo): senza fondo, sfondato. Si usa anche in senso figurato per definire una persona particolarmente affamata. Esempio: “O quanto mangi? Sei proprio sfondo!”

Sfuggito (aggettivo): un abito che ormai non entra più, perché si è troppo cresciuti. Esempio: “Quei calzoni so’ sfuggiti, dalli al tu’ fratello!”

Sgoccigliare (verbo): sgocciolare, piovigginare. Esempio: “Prendi l’ombrello che sgocciglia!”

Sguastare (verbo): scucire, disfare. Esempio: “Vallo a fa’ sguastà quel vestito!”

Sguillare (verbo): scivolare, perdere l’equilibrio. Esempio: “Il piantito è mollo, si sguilla!”

Sgusciassi (verbo): procurarsi una ferita superficiale, escoriarsi. Esempio: “Mi so’ sgusciato i ginocchi”

Sie! (esclamazione): no, per niente d’accordo. Esempio: “Sie! Un ci vengo mica costì!”

Sieda (sostantivo): sedia. Esempio: “Ho comprato una sieda nova”

Smannare (verbo): mettere in disordine, fare confusione. Anche nella versione “Sciamannare”. Esempio: “Lascia sta’ quei fogli che me li smanni tutti!”

Smannato (aggettivo): disordinato, vestito malamente. Anche nella versione “Sciamannato”Esempio: “Non andà in giro smannato!”

Sminestrare (verbo): comandare, dare ordini agli altri. Esempio: “Quella citta sminestra tutto lei, bisogna da’ retta!”

Smontinare (verbo): disfare il mucchio, smucchiare, terminare una riunione. Anche nella versione “Ammontinare”. Esempio: “S’è fatto tardi, si smontina la veglia?”

Solarino (sostantivo): sole tiepido e piacevole. Esempio: “Ora mi riposo al solarino”

Sopressata (sostantivo): soppressata, insaccato del maiale. Esempio: “Lo voi il pane co’ la sopressata?”

Spagliare (verbo): traboccare. Esempio: “Abbassa il foco che l’acqua spaglia!”

Spengere (verbo): spegnere. Esempio: “Spengi la luce quando esci!”

Spertume (sostantivo): posto isolato e selvaggio. Esempio: “È entrato in quello spertume e chi l’ha più trovo?”

Spiccare (verbo): tirare giù, portare a terra. Esempio: “Spicchiamo le mele dalla pianta”

Spisciaccolare (verbo): gocciolare, perdere liquidi. Esempio: “Quella cannella spisciaccola, valla a riparà!”

Spolto (aggettivo): spogliato. Si usa anche in senso figurato per indicare alberi e oggetti. Esempio: “Quella pianta è spolta, so’ casche tutte le foglie”

Sposa (sostantivo): donna. Esempio: “Dove va quella sposa tutta di fretta?”

Spreciso (aggettivo): impreciso. Esempio: “Sei troppo spreciso, un sai manco scrive!”

Stecciare (verbo): sfrecciare, andare veloce. Esempio: “Senti quel motorino come steccia!”

Steccolare (verbo): rompere, fracassare. Esempio: “Gnamo a steccolallo di botte a quel bischero”

Steccolato (aggettivo): rotto e dolorante, con le ossa a pezzi. Esempio: “So’ casco dalle scale e mi so’ steccolato”

Steglia (sostantivo): piccola scheggia di legno. Esempio: “M’è entra ‘na steglia nella mano, mi fa ancora male!”

Stracanassi (verbo): affaticarsi. Esempio: “Un mi garba lavorà pe’ le vigne, c’è da stracanassi troppo!”

Stracanato (aggettivo): affaticato, stancato. Esempio: “Ho fatto ‘na corsa e so’ belle stracanato”

Straccamerigge (sostantivo): sfaccendato, fannullone. Esempio: “Sei proprio uno straccamerigge, un c’hai voglia di fa’ niente!”

Strambuzzolato (aggettivo): scombussolato, stordito. Esempio: “Ho chiappo ‘na pallonata e so’ strambuzzolato”

Striccare (verbo): dividere i litiganti. Esempio: “Quei gatti un c’era verso di striccali!”

Stronito (aggettivo): magro, smagrito. Esempio: “Quella citta è secca stronita”

Strozzicare (verbo): mandare giù, ingoiare. Si usa in senso figurato anche per definire qualcosa da sopportare. Esempio: “Quel citto un si strozzica, è troppo appoioso”

Strucinassi (verbo): strofinarsi, sfregarsi in maniera appiccicosa addosso a qualcosa o a qualcuno. Esempio: “Quella citta sta sempre a strucinassi addosso a te!”

Struffare (verbo): scompigliare i capelli, spettinare. Si usa anche in senso figurato per definire le percosse. Esempio: “Un venì troppo nel mi’ campo, sennò ti struffo!”

Struffato (aggettivo): spettinato, scapigliato. Esempio: “Un vorrai anda’ al giro tutto struffato?”

Strullata (sostantivo): stupidaggine, cosa da nulla. Esempio: “Vai a studia’, un perde tempo co’ le strullate!”

Strullo (aggettivo): stupido, scemo. Esempio: “Quanto ti garberà fa’ lo strullo?”

Sucina (sostantivo): il frutto della susina. Esempio: “La voi la marmellata di sucine?”

Sucino (sostantivo): l’albero del susino. Esempio: “Ci si vede sotto al sucino!”

Sudiciumaio (sostantivo): sporcizia, immondezzaio. Esempio: “Vai a pulì la tu’ camera che è un sudiciumaio!” 

Sviaggiare (verbo): andare veloce, accelerare. Esempio: “Lo senti quelle macchine come sviaggiano?”

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Vocabolario chianino: da Rabaschiotto a Ruzzo

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

R.

Rabaschiotto (sostantivo): ragazzino, giovanotto. Esempio: “Lascialo stare, è ancora un rabaschiotto!”

Rabbreggiare (verbo): sistemare in maniera grossolana, rabberciare. Esempio: “Come l’hai rabbreggiata quella camicia?”

Ragionare (verbo): parlare, scambiarsi opinioni. Esempio: “Vieni qua che si ragiona!”

Rallevare (verbo): educare, crescere. Esempio: “O chi t’ha rallevato, cittino?”

Ramaccione (sostantivo): schiaffo, ceffone. Esempio: “Se rivieni qua ti tiro un ramaccione!”

Ramaiolo (sostantivo): mestolo, grande cucchiaio. Esempio: “Mi passi il ramaiolo?”

Ramelino (sostantivo): rosmarino. Anche nella versione “Tramelino”. Esempio: “Vammi nell’orto a piglià il ramelino”

Raspaticcio (sostantivo): brutta calligrafia, pessima scrittura. Esempio: “Scrivi peggio di un raspaticcio di gallina!”

Ravversata (sostantivo): sistemata, aggiustata. Esempio: “Datti una ravversata a quei vestiti!”

Razzare (verbo): sfiorare, passare vicino a gran velocità. Esempio: “Quella macchina t’ha razzato!”

Regio (sostantivo): la carta del re nel mazzo delle carte da gioco. Esempio: “Butta il regio di briscola!”

Riconcogliere (verbo): sistemare, riordinare. Esempio: “Vacci riconcolto a scuola!”

Ricutinare (verbo): ripulire, mettersi in ghingheri. Esempio: “Domenica ti voglio vedè ricutinato per bene!”

Rigirìo (sostantivo): confusione, andirivieni. Esempio: “Fuori da quel bar è sempre un rigirìo!”

Rigonfia! (escl.): di nuovo, ancora una volta. Esempio: “Rigonfia con ‘sta storia!”

Rimbonzolassi (verbo): sistemarsi i vestiti, mettersi in ordine. Esempio: “Rimbonzolati ‘sta camicia!”

Rimpolpettare (verbo): sgridare, rimproverare. Esempio: “Se fai tardi ti rimpolpetto!”

Rincriccassi (verbo): avere le ossa indolenzite o doloranti. Esempio: “Mi s’è rincriccato il collo!”

Rindoppiare (verbo): addoppiare i panni. Esempio: “Rindoppiamo ‘sti lenzoli!”

Rinfacciassi (verbo): tornare in gola, avere la nausea. Esempio: “Ho mangiato troppi fagioli e ora mi si rinfacciano”

Ringambassi (verbo): ripensare, tornare sui propri passi. Esempio: “Si va al mare o ti sei bell’e ringambato?”

Ringarzullissi (verbo): riprendere energia, recuperare le forze. Esempio: “Guarda quel citto come s’è ringarzullito!”

Ringuattare (verbo): nascondere. Esempio: “Dove lo ringuatti quel pane?”

Ringuattino (sostantivo): nascondino. Esempio: “Si gioca a ringuattino?”

Rinnovare (verbo): mettere i vestiti per la prima volta. Esempio: “Quando la rinnovi quella gonnella?”

Rinseccolito (verbo): rinsecchito, dimagrito. Esempio: “Quell’albero è rinseccolito”

Rinvercio (sostantivo): rovescio. Esempio: “Ti sei messo i pantaloni di rinvercio”

Riscontro (sostantivo): corrente d’aria, folata di vento. Esempio: “Chiudi la porta che fa riscontro!”

Risguastare (verbo): rovinare, mettere in disordine, guastare. Esempio: “Quei panni l’hai risguasti tutti!”

Ristoggiare (verbo): risparmiare, mettere da parte i soldi. Esempio: “Bisogna ristoggià prima della pensione!”

Ritta (sostantivo): salita. Esempio: “Pigli pe’ la ritta e arrivi subito!”

Rivisolare (verbo): riprendersi, riaversi. Esempio: “Ho bevuto un po’ d’acqua e so’ rivisolato”

Rivoltare (verbo): tornare indietro, fare marcia indietro. Esempio: “Appena l’ho visto so’ rivoltata”

Robbiccia (sostantivo): materiale di poco valore. Esempio: “Quella è robbiccia, un vale niente”

Rocchio (sostantivo): flusso d’acqua zampillante, grosso getto. Esempio: “Vieni via dal rocchio o t’annaffi!”

Romba (sostantivo): rombo, rumore fastidioso. Esempio: “Che romba che c’è la sera a ballà!”

Rospata (sostantivo): strigliata, aspro rimprovero. Esempio: “Gli ho fatto una rospata, vedrai un lo rifà!”

Ruzzare (verbo): giocare. Esempio: “Quei cittini stanno sempre a ruzzà!”

Ruzzo (sostantivo): voglia di scherzare, di fare pazzie. Esempio: “Gli è preso il ruzzo, un c’è verso di tenello bono!”

 

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Quadrino a Quistionare

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Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

Q.

Quadrino (sostantivo): quattrino, soldo. Esempio: “Quel citto è pieno di quadrini!”

Quae (avverbio): qua. Esempio: “Vieni quae, che si beve!”

Qualo (pronome): quale. Esempio: “Qualo voi?”

Quistionare (verbo): litigare, discutere. Esempio: “Col tu’ marito state sempre a quistionà!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Padellare a Puzziderio

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Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

P.

Padellare (verbo): sbagliare, mancare il bersaglio. Esempio: “Volevo andà a Roma, ma ho padellato il treno”

Pagliaia (sostantivo): pagliaio. Esempio: “M’aiuti a fa’ la pagliaia?”

Pagniccia (sostantivo): fango, soprattutto se bagnato. Esempio: “Mi so’ inzaccherato nella pagniccia”

Palco (sostantivo): soffitta della casa. Esempio: “La tu’ roba l’ho messa nel palco”

Palletico (sostantivo): nervoso, ansia. Detto di persona che non riesce a stare ferma un momento. Esempio: “Quel citto c’ha il palletico”

Palloccoloso (aggettivo): noioso, lungo ed esasperante. Esempio: “Quant’è palloccoloso quel film, non si finisce!”

Pannuccia (sostantivo): grembiule. Esempio: “Quella è ‘na pannuccia da massaia”

Pantellare (verbo): faticare, affaticarsi. Esempio: “Senti come pantella quel vecchino!”

Papala (sostantivo): cappello, berretto. Esempio: “Bellina ‘sta papala!”

Paraccio (aggettivo): poveraccio. Anche nella versione “Poraccio”Esempio: “Paraccio, un capisci niente!”

Parino (aggettivo): poverino. Anche nella versione “Porino”Esempio: “Parino, glié morto il gatto!”

Pasticca (sostantivo): ragazzo, citto. Esempio: “Pasticca, da quant’è che un ci si vede!”

Patollo (aggettivo): pieno, satollo, in salute. Esempio: “Ti vedo che sei bello patollo!”

Pecetta (sostantivo): cerotto. Esempio: “Mettici ‘na pecetta in quel biccio!”

Pedicciare (verbo): lasciare le impronte dei piedi, camminare trascinando i piedi. Esempio: “Non pediccià per terra, ho dato il cencio!”

Pelare (verbo): sentire freddo, tremare. Esempio: “È un freddo che si pela!”

Pelucchio (sostantivo): pelucco, lanugine. Esempio: “Quel maglione è pieno di pelucchi”

Pettata (sostantivo): salita ripida. Esempio: “Un ce la fo’ mica a fà ‘sta pettata!”

Pettignone (sostantivo): il petto del tacchino. Esempio: “Piglialo un pochino di pettignone!”

Piantito (sostantivo): pavimento. Esempio: “L’hai passo il cencio pel piantito?”

Picciolo (sostantivo): gambo, estremità. Esempio: “Pigliala pel picciolo quella mela”

Pichinaccio (sostantivo): bambino dispettoso, discolo. Esempio: “Dagli ‘na manata a quel pichinaccio!”

Pichirillo (aggettivo): piccolino, bambino immaturo. Esempio: “Che voi sape’ te, pichirillo!”

Picio (sostantivo): piatto tipico della tradizione locale, pastasciutta con la forma di grossi spaghetti. Esempio: “Oggi si mangia i pici!”

Pigio (sostantivo): pigiatura. Detto principalmente a persona che lavora duramente. Esempio: “Oggi t’hanno messo al pigio!”

Pillottare (verbo): infarcire, imbottire una pietanza, specialmente con erbe aromatiche. Esempio: “L’hai pillottata la nana?”

Pintare (verbo): spingere. Esempio: “Smettila di pintà!”

Pintone (sostantivo): spintone. Esempio: “M’ha datto un pintone, so’ casco dalle scale!”

Pisticchiare (verbo): pestare con i piedi, lasciare le impronte dei piedi. Anche nella versione: “Pesticchiare”. Esempio: “Perché mi pesticchi nel piantito?”

Pitinicchio (loc. avv.): prendersi di punta con qualcuno, litigare. Esempio: “Quei due stanno sempre a pitinicchio!”

Poccia (sostantivo): mammella. Esempio: “Che belle pocce!”

Pocciare (verbo): poppare, succhiare il latte. Esempio: “Quel cittino poccia ancora dalla mamma!”

Pomarola (sostantivo): salsa di pomodoro. Esempio: “Metticela un po’ di pomarola nel sugo!”

Popo (sostantivo): bambino, ragazzino. Esempio: “Popa, dove vai?”

Popone (sost. e agg.): si usa sia per definire il frutto del melone, sia per dare dello stupido a qualcuno. Esempio: “Sei un popone!”

Poro (aggettivo): povero. Esempio: “È morto quel poro citto!”

Pottone (aggettivo): vanitoso, spocchioso, borioso. Esempio: “Quel citto è troppo pottone!”

Poventa (sostantivo): luogo riparato dal vento. Esempio: “Mettiti un pochino alla poventa!”

Prace (sostantivo): lo spazio di terra tra due solchi del campo. Anche nella versione “Pracella”. Esempio: “Quella è la mi’ pracella”

Presa (sostantivo): parte di terreno coltivato. Esempio: “Tutte quelle prese so’ mie”

Presciutto (sostantivo): prosciutto. Esempio: “Vedrai te la levo la sete col presciutto!”

Pressa (sostantivo): balla di fieno pressato. Esempio: “Monta in quella pressa!”

Prete (sostantivo): telaio di legno utilizzato per riscaldare il letto. Esempio: “Ce l’hai messo il prete sotto le coperte?”

Pretina (sostantivo): contenitore della brace che veniva inserito nel prete per scaldare il letto. Esempio: “Cambia la pretina che è fredda”

Principiare (verbo): iniziare, cominciare a fare qualcosa. Esempio: “Ovvia, si principia a cenà?”

Proda (sostantivo): striscia di terreno ai confini del campo, margine di una strada di campagna. Esempio: “Mettiti in proda quando passano le macchine”

Propio! (esclam.): proprio, figuriamoci, nemmeno per idea. Esempio: “Dovrei veni’ costì? Propio!”

Pulenta (sostantivo): polenta. Anche nella versione “Pulenda”. Esempio: “Oggi si mangia la pulenta!”

Pulezza (sostantivo): foglie della rapa per uso alimentare, cime di rapa. Esempio: “Le voi un pochino di pulezze di contorno?”

Pultricchio (sostantivo): fanghiglia densa, fango. Esempio: “Stai lontano da quel pultricchio!”

Punto (avverbio): niente affatto, per nulla. Esempio: “Oggi un so’ punto contento”

Puzziderio (sostantivo): cattivo odore, persona puzzolente. Esempio: “Senti che puzziderio in questa stanza?”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Occhino a Ovo

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quella che troverete in questa pagina è una selezione di parole tipiche della Valdichiana, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. Se volete approfondire la conoscenza con il dizionario chianino, contenente tante altre parole, proverbi e modi di dire, potete acquistare il volume “Di qua dal fosso” dal nostro shop online!

O.

Occhino (sostantivo): occhiolino, cenno d’intesa. Esempio: “Perché un m’hai fatto l’occhino?”

Ocio (sostantivo): oca, papero. Esempio: “Lo voi il collo d’ocio ripieno?”

Oggiù! (esclamazione): esortazione a fare presto. Anche nella versione “Ovvia!”. Esempio: “Oggiù, famo anche questa!”

Omo (sostantivo): uomo, persona generica. Esempio: “Chi è quell’omo laggiù?”

Omomorto (sostantivo): attaccapanni. Esempio: “Il giubbotto mettilo nell’omomorto”

Oppio (sostantivo): albero del pioppo. Esempio: “Ci si vede sotto l’oppio!”

Orcello (sostantivo): culaccino, parte terminale del pane. Esempio: “L’orcello lo piglio io!”

Oriolo (sostantivo): orologio. Esempio: “Bello st’oriolo, dove l’hai comprato?”

Ovo (sostantivo): uovo. Esempio: “Oggi mi mangio l’ovo al padellino”

Ovvai! (esclamazione): vai, finalmente, era l’ora. Esempio: “Ovvai, siamo tutti!”

Ovvia! (esclamazione): esortazione a fare presto. Anche nella versione “Oggiù!”. Esempio: “Ovvia, ora si pole andà!”

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Nafantito a Nusare

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N.

Nafantito (aggettivo): trafelato, impegnato. Esempio: “Perché sei tutto nafantito?”

Naffeta (sostantivo): nafta, gasolio, carburante per veicoli. Esempio: “Mi metti la naffeta nell’apino?”

Nana (sostantivo): anatra. Esempio: “Li voi i pici co’ la nana?”

Nappa (sostantivo): naso prominente. Esempio: “Ma che nappa c’hai?”

Nappata (sostantivo): caduta in terra, battendo il naso o il viso. Esempio: “Hai visto che nappata ha preso?”

Nazzicare (verbo): frugare, rovistare.  Esempio: “O che nazzichi?”

Nenne (sostantivo): latte, derivato dal gergo infantile. “Lo pigli un po’ di nenne?”

Nduelle (avverbio): da nessuna parte. Esempio: “Dove vai?” “Nduelle”

Nocchino (sostantivo): colpo dato con le nocche della mano. Esempio: “Se non stai zitto ti do’ un nocchino!”

Nocio (sostantivo): albero di noce. Esempio: “Vai alla merigge, sotto al nocio”

Nodo (aggettivo): persona robusta, muscolosa. Esempio: “Quel citto è un nodo, stagli lontano!”

Noe! (esclamazione): no, niente affatto. Esempio: “Vieni?” “Noe!”

Noiare (verbo): dare fastidio, dare noia. Esempio: “Quanto mi noi!”

Nottolo (sostantivo): pipistrello. Esempio: “Attento a quel nottolo!”

Ntufare (verbo): intufare, inzuppare. Esempio: “Ntufalo per bene quel cantuccio nel vinsanto!”

Nusare (verbo): annusare. Esempio: “Quel cane è sempre in giro a nusà”

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  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
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Vocabolario chianino: da Malcipiare a Muraiola

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M.

Malcipiare (verbo): malmenare, ridurre malamente. Anche nella versione “Mancipiare”. Esempio: “M’hanno malcipiato per bene”

Manatone (sostantivo): ceffone, manata. Esempio: “Se un la finisci t’arrivo un manatone”

Manicchiolo (sostantivo): manico. Esempio: “Quel tegame piglialo pei manicchioli”

Maremma! (esclamazione): imprecazione, insulto. Esempio: “Maremma maiala!”

Marmiccio (sostantivo): guaio, incidente. Esempio: “S’è fatto un marmiccio co’ le macchine”

Marroca (sostantivo): mostro del bottino, bestia fantastica che veniva evocata come babau per spaventare i bambini. Esempio: “Vai a letto sennò viene la marroca!”

Masticone (sostantivo): gomma da masticare. Esempio: “Me li compri i masticoni?”

Medicare (verbo): malmenare, dare una sistemata a qualcuno con percosse. Esempio: “Se ti chiappo ti medico!”

Merigge (sostantivo): ombra, luogo al riparo dal sole. Esempio: “Gnamo un pochino alla merigge”

Merolla (sostantivo): mollica del pane. Esempio: “Quel pane unn’è bono, c’è troppa merolla”

Merollare (verbo): mettere il pane a macerare in acqua per renderlo morbido. Esempio: “L’hai messo a merollà il pane pe’ la panzanella?”

Metrata (sostantivo): unità di misura che indica all’incirca un metro. Esempio: “Dammene ‘na metrata”

Mezzo (aggettivo): si usa sia per definire i frutti che hanno raggiunto la fine della maturazione, sia la persona che ha raggiunto la fine delle sue energie per la fatica. Esempio: “So’ stanco mezzo”

Mi’! (esclamazione): guarda, che sorpresa. Anche nella versione Mio!. Esempio: “Mio chi c’è! O che voi?”

Miccia (sostantivo): stanchezza, sbornia. Esempio: “Che miccia hai chiappato?”

Mina (sostantivo): botta, percossa, forte colpo. Esempio: “M’ha dato una mina, m’ha butto per terra!”

Minonna! (esclamazione): mia nonna, nel senso di “madonna”. Esempio: minonna ciuca!

Mischiume (sostantivo): miscuglio, miscela, confusione. Esempio: “Vieni fori da ‘sto mischiume!”

Moccico (sostantivo): moccio, muco nasale. Esempio: “Pulisciti il naso da ‘sto moccico!”

Mollassi (verbo): bagnarsi, infradiciarsi. Esempio: “So’ rimasto sotto il temporale, mi so’ mollato tutto”

Mollo (aggettivo): bagnato, fradicio. Si usa in forma estensiva anche per indicare una superficie bagnata. Esempio: “Un ci passà per quel piantito che c’è il mollo!”

Mora (sostantivo): livido, ematoma di colore violaceo. Esempio: “Ho battuto il piede, m’è venuta ‘na mora!”

Morca (sostantivo): morchia, grasso lubrificante. Esempio: “Ti sei sporcato co’ la morca della bicicletta”

Moschino (sostantivo): pezzetto, morso di cibo. Esempio: “Lo voi un moschino di pane?”

Moscino (sostantivo): moscerino, piccolo insetto. Esempio: “Chiudi la porta, che entrano i moscini!”

Mota (sostantivo): fango, fanghiglia. Esempio: “Un ci cammina’ nella mota!”

Mottola (sostantivo): zolla di terra. Esempio: “Ti sei sporco in quelle mottole?”

Mucchia (sostantivo): il mucchio di covoni della trebbiatura. Esempio: “Gnamo a fa’ la mucchia”

Mugliare (verbo): lamentarsi, soffrire, mugugnare. Esempio: “Quel cittino è sempre a muglià!”

Muglio (sostantivo): il lamento di una persona o del vento. Esempio: “Senti che muglio di fori?”

Muraiola (sostantivo): erba parietaria. Esempio: “O che sei allergico alla muraiola?”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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