La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Teatro dei Concordi

45 Giri – Seconda traccia

Continua il videoblog che segue le fasi di lavorazione di “45 Giri”, il nuovo spettacolo teatrale del laboratorio di Teatro Danza dei Concordi, con il coinvolgimento di tanti bambini e…

Continua il videoblog che segue le fasi di lavorazione di “45 Giri”, il nuovo spettacolo teatrale del laboratorio di Teatro Danza dei Concordi, con il coinvolgimento di tanti bambini e la conferma di un gruppo di attori e assistenti di scena che avete già visto all’opera con Nessuno ad Acquaviva e a Montepulciano. In questa puntata andremo a scoprire il tema portante del nuovo spettacolo, ovvero la follia della protagonista Matilde e il suo modo di relazionarsi con il mondo esterno.

Ecco la seconda traccia di 45 Giri, buona visione!

Nessun commento su 45 Giri – Seconda traccia

45 Giri – Prima traccia

Dopo il racconto della nascita di Nessuno, il laboratorio di Teatro Danza dei Concordi è già partito per un nuovo anno, con il coinvolgimento di tanti bambini e la conferma…

Dopo il racconto della nascita di Nessuno, il laboratorio di Teatro Danza dei Concordi è già partito per un nuovo anno, con il coinvolgimento di tanti bambini e la conferma di un gruppo di attori e assistenti di scena pronti ad affrontare una nuova avventura. Il titolo dello spettacolo di quest’anno, che verrà messo in scena al termine del laboratorio, è “45 Giri”. La squadra è all’opera per occuparsi di tutte le fasi necessarie alla messa in scena, ma nel frattempo il diario di lavoro verrà raccontato su queste pagine.

Ecco la prima traccia di 45 Giri!

Nessun commento su 45 Giri – Prima traccia

Nessuno, atto 6: senza nome e senza colpa

Quando ci si avvicina a un momento a lungo immaginato e per il quale si lavora da molto, il tempo sembra scorrere con una particolare lentezza e da una parte…

Quando ci si avvicina a un momento a lungo immaginato e per il quale si lavora da molto, il tempo sembra scorrere con una particolare lentezza e da una parte è bene che sia così, perché più vicini ci si sente al traguardo e più lentamente pensiamo di correre, ma in realtà siamo a un passo dall’arrivo e si ha paura di fare quell’ultimo respiro finale prima di bere dalla borraccia e voltarsi indietro dicendo che ce l’abbiamo fatta. La preparazione a qualcosa è molto più bella di ciò per cui ci si sta preparando, perché significa crescita, maturazione, riflessione, ma soprattutto sconvolgimento delle idee che da tempo frullavano nella nostra testa, avendo delle conferme o semplicemente decidendo di non scegliere quello che un po’ di tempo prima, probabilmente, avremmo scelto.

Dal training autogeno alla biomeccanica, dal lavoro sul corpo alla sceneggiatura, dalla consapevolezza del movimento del corpo su un palco ai balletti, fino alla composizione della musica, all’arredamento e alla pianificazione di come far muovere tutto in contemporanea, per arrivare infine a fare i conti con quello che ci aspetterà fra solo un mese. Il pensiero di prendere in braccio il mio bambino, di sentire l’odore della sua pelle, la sorpresa nel vedere diverso da come me lo sono sempre immaginato, lo stupore nel vedere che frutto può nascere da un amore o una propensione verso qualcosa.

In questi mesi c’è stato veramente tutto, tutto ha contribuito a rendere Nessuno ciò che sarà. E come non concludere tutto questo se non preparando l’abbigliamento con il quale mio figlio vivrà le prime ore della sua vita? In termini drammatici, Rossana Crociani, ovvero la costumista alla quale ho affidato la creazione dei vestiti, sta mettendo a punto le ultime cuciture lavorando ai dettagli finali per rendere il bambino ancora più bello e farlo sentire avvolto in qualcosa, quando non sentirà più il calore del mio grembo.

I vestiti sono un concetto fondamentale nello spettacolo, infatti non solo verbalmente, musicalmente e coreograficamente, si trasmette il concetto della spersonalizzazione: con stoffe cucite a metà, geometrie, simmetrie e colori che rendono implicito ed esplicito allo stesso tempo il significato dell’intero testo, il quale appare ora realmente comprensibile, poiché tutte le scene sono state montate con le luci, gli spostamenti e la coordinazione di qualsiasi movimento che dovrà avvenire sul palcoscenico. È solo metà del lavoro, perché la gran parte ancora deve arrivare, ma fino a qui si sono sicuramente costruite le basi solide senza le quali niente di tutto quello che verrà messo in scena sarebbe stato possibile.

Vedendo l’impegno dedicato finora, la consapevolezza del fatto che l’arte sia un buon conduttore è ancora maggiore e che non è assolutamente vero che ai ragazzi sia vietato l’accesso a certi temi o a certi argomenti, perché in un determinato contesto tutto si può affrontare, anche quello che per l’essere umano è oggettivamente incomprensibile.

Così come un bambino è legato alla madre per mezzo di un cordone ombelicale, che sembra essere un grande tubo attraverso il quale scorrono le stesse emozioni, le stesse necessità di comunicare, così io mi sento legata a ognuna delle persone che collaborano a questo spettacolo, che siano sul palco o dietro le quinte, per mezzo di una grande corda, simile a quella che apre un sipario, attraverso la quale scorre un fine che vediamo dritto puntualmente di fronte a noi e che è reso sempre più evidente dalla voglia sfrenata di raggiungerlo e di vedere finalmente nascere questo bambino.

“Nessuno, la vostra vita è senza nome e senza colpa.”

2 commenti su Nessuno, atto 6: senza nome e senza colpa

Nessuno, atto 5: musica che delimita la vita

Il rumore, il caos, il ritmo, la pulsazione della musica su tutti gli oggetti che incontra è gran parte della nostra vita. Ci accompagna durante tutta la giornata, anche se…

Il rumore, il caos, il ritmo, la pulsazione della musica su tutti gli oggetti che incontra è gran parte della nostra vita. Ci accompagna durante tutta la giornata, anche se noi non sempre lo sentiamo, lo percepiamo, ascoltiamo. Quando ci svegliamo al mattino il semplice farci un caffè può diventare un ritmo bellissimo che, accompagnato all’aroma forte che riempie la stanza, rende il nostro risveglio uno di quei riti al quale non potremo rinunciare. La musica è vita, è movimento, è espressione delle particelle che compongono tutti i corpi, è razionalità irrazionale ed è la cornice che dà un senso a tutte le cose.

Non solo la musica dà vita e la esprime, ma ne accompagna anche la creazione, lo sviluppo di una vita stessa. Una mamma dentro al suo pancione sente tutto: e la musica più bella che potrà mai ascoltare sarà quella dei piccoli piedini rugosi che scalciano contro il suo grembo. Ecco, questa è la musica che fa da cornice alla creazione di un essere umano che sceglierà di essere chi vuole, accompagnato dalla colonna sonora che prediligerà, e che accarezzerà sempre ciò che sarà. Ed io, il mio Nessuno, lo sento. Lo sento suonare ogni giorno, la musica è una delle più piacevoli, anche se spesso mi perdo ad ascoltarla, perché il ritmo non è per niente regolare, perché i timbri a volte sono troppo forti, altre volte non li sento per niente, e a volte invece sono talmente tanto belli che quasi non mi rendo conto di cosa sento.

E anche lo spettacolo ha una cornice bellissima, innovativa, personale, espressiva ed esplicativa di ciò che è. In questo mese, infatti, abbiamo lavorato a un tassello in più che consiste nella composizione delle musiche elettroniche che andranno ad accompagnare le coreografie dei corsi del laboratorio teatro-danza del Teatro dei Concordi. Molti padri vedono crescere questo bambino, e uno è il compositore Davide Vannuccini, che con l’Istituto di Musica di Montepulciano curerà la parte musicale dello spettacolo; non solo è un padre, ma è anche l’ecografo, la rappresentazione figurativa della crescita di una creatura che per prima farà crescere anche me. Ogni musica contiene un suono evocativo della scena nella quale è contestualizzata, fornisce una sensazione e un’emozione che riempiono e concludono quelle che già verranno trasmesse attraverso il testo durante lo spettacolo.

In queste settimane ci siamo preparati all’arrivo di questo bambino, specificatamente all’istante del parto, abbiamo già realizzato alcuni corsi pre-parto, giusto per capire come cambiare il pannolino, come prenderlo in braccio e reggere la testa, come farlo smettere di piangere o come distinguere un lamento di stanchezza da uno di fame. Quello che, teatralmente parlando, si traduce in prove. Mettendo gli attori in scena e cominciando a montare le posizioni, i movimenti, le intonazioni, i tempi di risposta, la trasmissione delle emozioni, ci si può rendere conto dell’impatto che questa creazione avrà e bisogna ammettere che sarà molto forte, ma anche discontinua, sarà una trama rotta, spezzata e ripresa frequentemente, ma che si chiuderà in un cerchio finale che darà luogo alla nascita di un bambino un po’ particolare e sicuramente speciale per la sua mamma.

2 commenti su Nessuno, atto 5: musica che delimita la vita

Nessuno, atto 4: controlli in corso d’opera

Non so come faccia il tempo a scorrerci addosso e scivolare via, ma ultimamente scorre troppo velocemente, tanto da non sentire il contatto con la superficie delle cose. La fine…

Non so come faccia il tempo a scorrerci addosso e scivolare via, ma ultimamente scorre troppo velocemente, tanto da non sentire il contatto con la superficie delle cose. La fine di questo mese vuol dire l’inizio di un periodo al quale potrei attribuire troppi aggettivi che non starò a citare, perché chi mi accompagna in quest’avventura possa viverlo in maniera ancora più concreta. Inizia infatti quel lasso di tempo nel quale il mio bambino ha bisogno di controlli, giusto per vedere come cresce e avere la possibilità di trovare da prima le soluzioni, nel caso ci fossero dei problemi.

Febbraio: accordi siglati, progetti entrati in porto, viaggi e ritorni verso casa, riflessioni e preparazione a quella che sarà l’entrata nell’arena, come quando i gladiatori strofinavano un pugno contro l’altro prima di prepararsi al combattimento. In questi quasi 28 giorni di cose ne sono successe, abbiamo messo a punto il lavoro con i ragazzi dell’istituto F. Redi di Montepulciano facendo un laboratorio di una sola lezione, mettendo in scena l’aspetto emotivo della guerra. Il 9 febbraio io e Lara Pieri (professoressa di lettere dell’istituto) abbiamo presentato questo lavoro, prendendo un treno la mattina presto per andare a Firenze al Sant’Apollonia, dove si teneva una conferenza storica, conclusione di un ciclo sperimentale della Facoltà di Storia di Firenze. Alla presentazione erano presenti molte scuole della Toscana: tutte hanno parlato dello stesso argomento, la guerra nei Balcani. Hanno affrontato aspetti politici, questioni religiose e ragioni economiche che hanno fatto iniziare un inferno del quale alcuni orrori rimangono tuttora da rivelare, caratteristica comune a molte guerre. Al di là dell’aspetto storico si è parlato molto dell’aspetto umano, di quelle superstiti Hana e Mila, di Nina che vede tornare suo fratello a casa in lacrime, e di un Paese di cui prima erano concittadini e che dopo la guerra ha dovuto accettare diversità indotte, che non hanno né tradizioni né una storia vera e propria, ma che attraverso i simboli si sono costruite una nuova nazionalità, una patria diversa alla quale appartenere. Tra confini invisibili, lotte tra vicini di casa, abitazioni deturpate da colpi di proiettile e rancori incancellabili, in quella stanza dove si teneva la conferenza volavano invisibili pensieri discordanti. Era quasi esplicita una frase che mi passava spesso per la mente: “La guerra come dolorosa necessità”. Quella mattina, solo quella mattina, ho capito quanto fosse importante da parte di noi posteri, far rivivere la brutalità di certi eventi nella mente di chi si sente immune agli episodi del passato, con la consapevolezza che è spesso destinata a succedere ancora.

Il mio bambino non somiglierà solo a me, ma nel suo volto se ne rifletteranno almeno altri cinquanta, perché di padre ce n’è più di uno. Io sono semplicemente la custode, tutti coloro che saliranno sul palco sono la parte attiva che gli dà concretezza. Non avrei mai voluto che sul palco salissero soltanto persone che la guerra non l’hanno mai vissuta; è giusto che ci siano, perché riusciranno a comprendere l’argomento e rimarrà nei loro pensieri per molto a lungo, ma un pensiero diventa espressione quando è stato vissuto in maniera reale, tangibile, vera. Non potevo non invitare a partecipare a questo lavoro i “Tamburi Migranti”, un gruppo di estroversi musicisti del centro di accoglienza per i richiedenti asilo di Chiusi; alcuni di loro hanno sentito il fuoco tambureggiante delle armi troppo da vicino e hanno sentito la necessità di dover chiamare casa un altro posto, portando con sé solo loro stessi e le proprie passioni. Attraverso colori sgargianti, ritmi primordiali, facce consumate e quindi attraverso la musica fanno riemergere storie del loro passato, esperienze mai spente. Ho sempre voluto che questo spettacolo fosse un urlo a cielo aperto, un grido di rabbia, una collettività che attraverso la confusione di storie, che creano un rumore quasi assordante, dice qualcosa che non molti hanno il coraggio di dire, a cui pochi pensano, che Nessuno esprime.

In questo momento mi sembra di essere sulle montagne russe e io mi trovo solo nei carrelli finali all’inizio della giostra: pian piano sto proseguendo verso il centro e di fronte a me vedo una salita ripida, al termine della quale ci sarà una discesa a picco che mi farà venire il nodo allo stomaco. Probabilmente a volte mi farà chiudere gli occhi, e so che scesa da quella giostra mi tremeranno ancora le gambe, ma sicuramente niente mi darà mai la sensazione di quel tuffo nel vuoto. Insomma, bambino mio, siamo arrivati insieme fino al quinto mese e se prima vedevo solamente la pancia di una forma diversa, adesso concretamente ti sento dentro di me.

3 commenti su Nessuno, atto 4: controlli in corso d’opera

Nessuno, atto 3: arredamento e scenografia

Continua la preparazione di “Nessuno”, questa volta lavorando non in maniera immanente, ma trascendente. Non parlerò di come cresce il mio bambino, o se ho la pancia a punta o…

Continua la preparazione di “Nessuno”, questa volta lavorando non in maniera immanente, ma trascendente. Non parlerò di come cresce il mio bambino, o se ho la pancia a punta o i fianchi larghi, ma di come mi sto preparando per accoglierlo, per farlo sentire mio e per caratterizzarlo. In questo periodo i lavori stanno procedendo sull’arredamento della cameretta: non sarà rosa o blu, perché non voglio sapere il sesso, mi preoccupo solo che ci sia un letto e tutto ciò che possa rendere l’ambiente un posto sicuro.

In termini di spettacolo, l’arredamento è composto da tanti fattori, infatti in questo mese ho comprato e montato la “culla”, ovvero, per intenderci, sono iniziate le prove con gli attori, concentrandosi sui lavori di biomeccanica, training autogeno e linguaggio del corpo. In più, come ogni camera che si rispetti, ho comprato tutte quelle cose che apparentemente sembrano inutili, ma che poi trovano la loro funzionalità nell’essere ciò che sono. La ditta di arredamento (coloro che mi aiutano a montare le mensole e l’armadio) è composta dagli scenografi Federica, Nico, Daniele, Selene e Gaia (due dei quali conosciuti alla Casa della Cultura di Torrita di Siena): personaggi fuori dalle righe, da ogni schema, che non possono essere guidati o diretti, che sono indefiniti e indefinibili.

Gli scenografi daranno un’ambientazione al bambino che sta per nascere, un posto nel quale avrà il diritto di essere se stesso, o di sentirsi ciò che vuole. La cameretta sarà la stessa, ma le case saranno due: i palchi in cui verrà messo in scena lo spettacolo saranno quelli del Teatro dei Concordi e del Teatro Poliziano.

Quando il bambino nascerà, dovrà pure indossare qualcosa: per poter far questo, insieme a Pauline (che definirei la zia di questo bambino) siamo andate alla sartoria del Teatro Poliziano. Tra vestiti troppo stravaganti, tulle, corpetti e cappotti anni ’20, abbiamo messo da parte ciò che ci interessava di più, per vestire gli attori dello spettacolo.

Adesso vi saluto che devo ancora capire come funziona lo scaldalatte. Del resto, per ora, gioco solo a travestirmi da “mamma regista”, non lo sono realmente.

3 commenti su Nessuno, atto 3: arredamento e scenografia

Nessuno, atto 2: sviluppo e immaginazione

Sono ormai arrivata al secondo mese di “gravidanza”, un mese particolare per una aspirante regista, così come per una mamma. In questo momento tutto deve conciliare, ogni margine deve essere…

Sono ormai arrivata al secondo mese di “gravidanza”, un mese particolare per una aspirante regista, così come per una mamma. In questo momento tutto deve conciliare, ogni margine deve essere definito e oltre a quello non si può andare. Il mio bambino delle forme comincia ad averle, sono sicura che da questa ecografia riuscirete a vederlo e non vi sembrerà semplicemente un feto, ma uno spettacolo, qualcosa che nasce.

In questo mese la nostra compagnia si è arricchita dell’ultimo personaggio, si sono strette collaborazioni con gli scenografi Nico e Federica, si è creata la collettività sperata, e anche la storia è stata quasi ultimata. In pratica è come se questo bambino cominciasse già a sviluppare le mani che saranno fondamentali nella sua vita, per toccare le cose; in fondo è come se le mani conoscessero la verità prima di noi. Per non parlare di come respira: non potrei dire che respira a pieni polmoni, ma sta già cominciando a capire come sia quella sensazione. Gli organi principali quali lo stomaco, l’intestino, il pancreas hanno cominciato a dare già i primi segni di riconoscimento, ci vorrà del tempo prima che possano cooperare tutti assieme per la vita di quell’essere che ha bisogno di loro per esistere.

E gli organi di questo “bambino” per me sono i personaggi: Mila, carismatica, matura, cresciuta troppo in fretta e determinata. Hana, capace di mostrare una fittizia vivacità, apparentemente spensierata, empatica e un po’ ingenua. Peter, un giovane soldato ambizioso, figlio di una vita un po’ crudele nei suoi confronti, con un guscio troppo duro nel quale a volte non riesce più a entrare e dal quale è ancora più difficile uscire. Tomi, insicuro, sensibile, riflessivo, emotivo e troppo fragile per avere accanto a sé un amico come Peter, ma più coraggioso di quanto possa sembrare. Interpretati rispettivamente da Benedetta Margheriti, Emma Bali, Giovanni Pomi e Riccardo Laiali, attori di provenienze diverse, compagnie diverse e strade diverse, ed è questa diversità ciò che farà sicuramente trovare fra loro un nucleo che possa esprimere al meglio il messaggio di questa storia.

Ma la parte più bella sta iniziando, quella in cui ogni mamma inizia a immaginarsi il suo piccolo: come sarà, di che colore avrà gli occhi, saranno grandi, piccoli, a mandorla o rotondi? E cosa sarà bravo a fare? Giocare a calcio, a tennis, diventerà una ballerina, sarà alta, bassa? Insomma ogni mamma in questa fase inizia a crearsi delle aspettative che poi – stando a quanto dicono tutte – vengono sempre disattese, naturalmente in meglio. Perché finché non ci sei, finché non sarà quel giorno, non ci si può minimamente immaginare la sensazione che si ha quando si vede per la prima volta quello che è stato dentro di noi per così tanto tempo.

Questo spettacolo me lo immagino altalenante, un climax di emozioni pervaderà il mio corpo prima di quello degli attori e del pubblico. So che avrò la pelle d’oca lungo la schiena, so che in qualche parte mi commuoverò, ma non posso sapere altro, perché anche io, come voi, quello spettacolo lo vedrò la sera stessa. E allora nei mesi successivi potrò dire com’è stato, ammesso che la troppa emozione non offuschi i ricordi.

2 commenti su Nessuno, atto 2: sviluppo e immaginazione

Nessuno, atto 1: il concepimento

“Il concepimento” è un titolo strano, effettivamente molto strano. No, se ve lo state chiedendo, non sto per diventare madre, o almeno non sto per avere un bambino. In realtà…

“Il concepimento” è un titolo strano, effettivamente molto strano. No, se ve lo state chiedendo, non sto per diventare madre, o almeno non sto per avere un bambino. In realtà amo le metafore. La maggior parte delle volte, nel corso della vita, ci spieghiamo tramite questa figura retorica, per renderle più divertenti e meno statiche, noiose, o scontate. Il concepimento è l’inizio di una vita, creare qualcuno o qualcosa. Il verbo concepire ha una polivalenza nella lingua italiana, si può difatti concepire un’idea, un concetto oppure un essere vivente. Quando si concepisce si crea qualcosa, si mette a frutto ciò che prima era soltanto in potenza d’essere o  di diventare. Di cosa potrei parlare allora, che cosa potrei concepire?

Teatro. Questa è la mia parola preferita nella lingua italiana. La scorsa stagione del Teatro dei Corcordi si è conclusa con il successo de “Il magico mondo di Oz 2017” andato in scena il 15 Giugno al termine di un anno di lavoro con le trenta bambine del laboratorio “Teatro Danza” dell’associazione “Il Fierale” di Acquaviva. Poche settimane fa è iniziata la preparazione ad un’altra grande avventura, un altro viaggio alla scoperta di  tante nuove persone (ma anche di tante nuove parti di me). Dopo tutti gli errori commessi, tutte le nuove nozioni acquisite, i punti su cui fare forza, si riparte con un nuovo spettacolo, ovvero un bambino da mettere al mondo. Che aspetto avrà questo bambino? Rispetto agli altri sembrerà nato da un’altra madre o almeno me lo auguro, forse sto esagerando, diciamo da una madre migliore di quella del passato, più consapevole di ciò a cui va incontro.

Il nuovo debutto, previsto per il mese di Giugno 2018, parlerà di guerra. Avrà come sfondo la guerra dei Balcani, Prijedor e Sarajevo, ma in realtà parlerà di tutte le guerre, poiché tutte si accomunano, hanno le stesse cause e le stesse conseguenze. Un climax ascendente di emozioni sempre più complesse verrà messo in scena, ma soprattutto una conseguenza straziante della guerra: la spersonalizzazione. Perdere l’identità ed essere costretti all’uguaglianza, aiuta la distruzione di massa, la cancellazione delle proprie peculiarità, delle caratteristiche che ci rendono diversi gli uni dagli altri, che ci contraddistinguono nella società.

Per documentare la nascita del nuovo spettacolo (documentare aiuta a veder crescere le cose) mi sono armata di una piccola telecamera e durante le prime settimane di lavoro ho già incontrato i responsabili dell’Istituto di musica di Montepulciano per comporre la musica e le colonne sonore, oltre a due giovani ragazze che interpreteranno i ruoli delle attrici protagoniste (Emma Bali e Benedetta Margheriti). È bello amare le cose, perché in questo modo si fanno amare anche agli altri; posti di fronte a questo progetto nessuno poteva dire di no. Il gruppo sta prendendo vita, ma ancora non siamo del tutto al completo, e presto crescerà.

Sto scrivendo la storia, concentrandomi sui desideri e le speranze di ragazzi che hanno vissuto la guerra. Sto scrivendo le emozioni, ciò che sui libri di storia a volte non trova spazio. Questi sono argomenti e spunti di riflessione a cui noi nella nostra quotidianità non badiamo; il teatro, del resto, serve anche a far pensare.

Perché ho deciso di raccontare attraverso questi articoli la nascita dello spettacolo? Immaginatevi che sia un’ecografia che posso rivedere tra un anno, e magari piangere come le mamme ricordando i primi momenti. Concepire qualcosa non è una passeggiata, ma quanto è bello provare tutte queste emozioni!

La prossima volta che leggerete queste pagine, questo bambino avrà un mese in più e magari assomiglierà a quello che potrebbe diventare. Come si chiamerà? Nessuno.

Riparto da qui.

2 commenti su Nessuno, atto 1: il concepimento

Festa di San Vittorino ad Acquaviva – edizione 2017

Branded Content a cura di Valdichiana Media e ASD Il Fierale – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2017 della Festa di San Vittorino di Acquaviva La Festa di San Vittorino saluta…

Branded Content a cura di Valdichiana Media e ASD Il Fierale – Notizie e aggiornamenti dall’edizione 2017 della Festa di San Vittorino di Acquaviva


La Festa di San Vittorino saluta alla prossima edizione (05/08/17)

Dopo un inizio incerto, la Festa di San Vittorino si è chiusa con un grande successo: grande partecipazione alla serata di chiusura con i tradizionali fuochi d’artificio presso i giardini dell’ex-Fierale di Acquaviva di Montepulciano. La festa, organizzata dall’associazione “Il Fierale”, ha proposto per cinque sere intrattenimento musicale con la band più famose di “Canale Italia” e stand gastronomici con prodotti tipici, tra cui l’ocio arrosto dal collo ripieno.

“Nonostante alcune serate difficili a causa maltempo, la chiusura è stata molto buona. – ha dichiarato il presidente Vito Goracci – Abbiamo avuto grande partecipazione, con uno splendido spettacolo pirotecnico che ha affascinato Acquaviva e che ha salutato tutti i partecipanti alla prossima edizione della festa.”

La festa ha visto la partecipazione di orchestre e musicisti di grande richiamo tra cui Titti Bianchi, Omar Codazzi, Vanessa e Angeloni e Marianna Lantieri, fino alla chiusura di domenica 3 settembre con “Massimo e Cristiana Band”. In due serate gli organizzatori hanno dovuto limitare gli accessi con un ingresso a pagamento, che risultava comunque libero a tutti coloro che avevano usufruito degli stand gastronomici per la cena.

“Si tratta di una misura che si è resa necessaria per far fronte al grande impegno economico necessario per portare ad Acquaviva alcune tra le band più famose a livello nazionale in questo settore. – ha spiegato il presidente Goracci – Il grosso impegno dovuto sia al noleggio degli stand per tutta la durata della festa, sia al cachet richiesto da tali orchestre, non ci consente di pareggiare i costi con gli incassi della semplice offerta libera all’ingresso. Questa soluzione, invece, ci consente di portare ad Acquaviva orchestre sempre più importanti.”


La Fiera di San Vittorino promuove i prodotti tipici locali (31/08/17)

La nuova edizione della Festa di San Vittorino, presso i giardini dell’ex-fierale di Acquaviva di Montepulciano, è cominciata sotto i migliori auspici. L’appuntamento ormai tradizionale per tutti gli abitanti e per i tanti visitatori giunti dai paesi limitrofi propone una serie di iniziative musicali con artisti di grande richiamo direttamente da Canale Italia tra cui Omar Codazzi, Vanessa Angeloni e Marianna Lantieri. Non mancano poi gli efficienti stand gastronomici per le cene alla festa, con prodotti di eccellenza del territorio.

Proprio ai prodotti tipici del territorio è dedicata la Fiera di San Vittorino, che si svolgerà sabato 2 settembre, come da tradizione, lungo la via principale di Acquaviva di Montepulciano. Alla fiera, dedicata principalmente all’Aglione della Valdichiana, sarà possibile trovare tante specialità agroalimentari locali, oltre a numerosi banchi di un vivace mercato di ispirazione contadina.

La Fiera di San Vittorino sarà anticipata da un convegno al Teatro dei Concordi, sempre sabato 2 settembre, a partire dalle ore 10:00. Un dibattito sulla tutela e sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali per lo sviluppo del territorio, organizzato dall’associazione “Il Fierale” e dalla società “Qualità e Sviluppo Rurale” con il patrocinio del Comune di Montepulciano. Il convegno, dal titolo “Un territorio, un paniere: Valdichiana” vedrà la partecipazione di importanti relatori: Andrea Rossi, Sindaco del Comune di Montepulciano, Paolo Tiezzi Maestri, Assessore alla cultura del Comune di Torrita di Siena, Ivano Capacci, Presidente dell’Associazione per la tutela e la promozione dell’Aglione della Valdichiana, Stefano Biagiotti, QSR – Università degli Studi di Roma ” UNITELMA-SAPIENZA”, Fabrio Fabbri, dirigente della Regione Toscana, Gian Piero Joime, Università degli Studi di Roma “SAPIENZA”, Umberto Di Matteo, Università degli Studi di Roma “GUGLIELMO MARCONI”  e infine Franco Boschi del centro culturale “Gens Valia”.


Nuova edizione per la Festa di San Vittorino (29/08/17)

Nuova edizione per la Festa di San Vittorino, che si svolge presso i giardini dell’ex-fierale di Acquaviva di Montepulciano. La festa, organizzata dall’associazione “Il Fierale”, è un appuntamento tradizionale e anche per quest’anno propone una serie di eventi musicali, attività sportive e offerte gastronomiche per tutti i gusti. Da mercoledì 30 Agosto a domenica 3 Settembre gli stand gastronomici saranno infatti aperti nell’affascinante cornice dei giardini, a partire dalle ore 20, e domenica 3 Settembre saranno attivi anche durante il pranzo. Il piatto tipico è l’ocio arrosto dal collo ripieno, particolarmente apprezzato dai visitatori.

Punto di forza della manifestazione è l’offerta musicale: tutte le sere, infatti, si può ballare nei giardini dell’ex-fierale con orchestre e musicisti di grande richiamo. Si comincia mercoledì 30 Agosto con l’orchestra spettacolo “Titti Bianchi”, poi giovedì 31 Agosto con la grande orchestra spettacolo “Omar Codazzi” e venerdì 1 Settembre con l’orchestra spettacolo “Vanessa Angeloni”. Si prosegue sabato 2 Settembre con l’orchestra spettacolo “Marianna Lantieri”, direttamente da Canale Italia, per arrivare alla chiusura di domenica 3 Settembre con la “Massimo e Cristiana Band”. La serata sarà poi conclusa dal tradizionale spettacolo pirotecnico.

La Festa di San Vittorino non è soltanto cibo e buona musica, ma anche sport e divertimento: mercoledì 30 Agosto si terrà la quarta Gara Podistica tra i Colli del Vino Nobile, una gara competitiva di 9,2km che partirà alle ore 18. Tutte le sere, poi, mercatini nel Fierale e giochi gonfiabili per bambini.

Sabato 2 Settembre sarà la volta della tradizionale “Fiera di San Vittorino”, con i banchetti allestiti lungo la strada principale di Acquaviva e dedicati all’Aglione della Valdichiana, un prodotto tipico del nostro territorio. Sempre nella giornata di sabato, alle ore 10, presso il Teatro dei Concordi di Acquaviva di Montepulciano si terrà un convegno sui prodotti tipici locali, a cura di Qualità e Sviluppo Rurale, dal titolo “Un territorio, un paniere: la Valdichiana”.

Nessun commento su Festa di San Vittorino ad Acquaviva – edizione 2017

Il Magico Mondo di Oz e il terremoto in centro Italia

“Il Magico Mondo di Oz 2017” andrà in scena giovedì 15 Giugno al Teatro dei Concordi: un libero adattamento de “Il Meraviglioso Mago di Oz”, il romanzo per ragazzi di…

“Il Magico Mondo di Oz 2017” andrà in scena giovedì 15 Giugno al Teatro dei Concordi: un libero adattamento de “Il Meraviglioso Mago di Oz”, il romanzo per ragazzi di Frank Baum, interamente curato dal laboratorio di 32 bambine del paese di Acquaviva.

In base al tema dello spettacolo, che è quello dell’aiuto nei confronti degli altri, abbiamo coinvolto le persone vicine a noi che possono aver bisogno di aiuto. In questo caso abbiamo pensato di invitare allo spettacolo i bambini della casa famiglia di Montepulciano; loro, così come le bambine del nostro laboratorio, si meritano di essere coinvolti e sentirsi parte della comunità.

Anche il tema del terremoto in centro Italia è stato inserito in relazione alla tematica dell’aiuto che è alla base dello spettacolo. Come già accaduto negli anni passati, non ci limitiamo a parlare di noi, ma anche del mondo che ci circonda, poiché è il Paese gigante in cui viviamo. Abbiamo parlato di qualcosa che riguarda delle zone particolarmente vicine alle nostre, ovvero il terremoto che ha colpito Norcia, Amatrice e dintorni, e delle persone che in questo momento hanno bisogno del nostro aiuto. Sono sicura che l’arte arriverà anche da loro, che quella sera sentiranno che stiamo facendo qualcosa non soltanto per noi e che ci sono persone che ancora pensano alla loro situazione.

In questo video abbiamo raccolto i pensieri e i commenti delle bambine del laboratorio sul tema del terremoto in centro Italia e sulla relazione tra il tema dell’aiuto e lo spettacolo su cui abbiamo lavorato nel corso degli ultimi mesi.

Marta Parri e Guido Domenichelli hanno curato il video backstage de “Il magico mondo di Oz”. 

Marta è nata il 18 Marzo 2000 all’ospedale vecchio di Montepulciano, dove ora si trova un negozio di animali (nulla avviene per caso). Frequenta il Liceo Linguistico ma la sua più grande passione è lo spettacolo. Danza da 12 anni e si è fermata solo per 2, provando tutti gli sport esclusi il pattinaggio e la ginnastica artistica. Si dedica all’organizzazione di spettacoli da tre anni, e se vi dice che a causa di queste attività finisce in pronto soccorso almeno un paio di volte all’anno, potete crederle. Non sa ancora cosa farà della sua vita, ma, comunque vada, vorrà continuare a sentire sotto il naso l’inconfondibile profumo del teatro.

Guido è nato a Montepulciano il 16 Luglio 1998 e gioca a calcio da quando era piccolo, rincorrendo quella palla come se ci fossero attaccati i suoi più grandi sogni. Frequenta il Liceo Linguistico, ma già progettato di dedicarsi a Fotografia, Regia e Montaggio. Porta sempre con sé la sua macchina fotografica e ama fare le foto a qualsiasi cosa. La cosa che lo appassiona di più? I tramonti, come se tra quelle nuvole rosa fossero riflessi i destini del proprio futuro. Non sa nemmeno lui chi sia realmente, ma in fin dei conti sa cosa vuole fare, quello è l’importante.

1 commento su Il Magico Mondo di Oz e il terremoto in centro Italia

Il Magico Mondo di Oz raccontato al Teatro dei Concordi

“Il Magico Mondo di Oz 2017” andrà in scena giovedì 15 Giugno al Teatro dei Concordi, alle ore 21:15. Dopo un anno di lavoro, il nostro laboratorio metterà in scena…

“Il Magico Mondo di Oz 2017” andrà in scena giovedì 15 Giugno al Teatro dei Concordi, alle ore 21:15. Dopo un anno di lavoro, il nostro laboratorio metterà in scena i temi analizzati di una favola apparentemente semplice, ma in realtà molto complessa. Una bambina bionda ci ha insegnato a guardare il mondo in maniera diversa.

Il laboratorio è formato da 32 bambine del paese di Acquaviva dai 4 ai 10 anni. Una trentina di ragazzine, che ho l’onore e l’onere di supervisionare, che passano i loro pomeriggi dentro un piccolo teatro dividendosi compiti in base alle loro capacità. Tra loro c’è chi monta coreografie, chi si occupa della scenografia, chi scrive copioni, chi recita, chi si occupa della parte tecnologica… insomma, ognuno è importante al fine della buona riuscita, e la parola d’ordine è “creatività”.

Lo spettacolo “Il Magico Mondo di Oz 2017” è liberamente tratto da “Il Meraviglioso Mago di Oz”, famoso romanzo per ragazzi di Frank Baum. Nel video che segue potrete vedere cos’è successo nel dietro le quinte della preparazione dello spettacolo, con interviste e foto creative realizzate dalle bambine del laboratorio.

Marta Parri e Guido Domenichelli hanno curato il video backstage de “Il magico mondo di Oz”. 

Marta è nata il 18 Marzo 2000 all’ospedale vecchio di Montepulciano, dove ora si trova un negozio di animali (nulla avviene per caso). Frequenta il Liceo Linguistico ma la sua più grande passione è lo spettacolo. Danza da 12 anni e si è fermata solo per 2, provando tutti gli sport esclusi il pattinaggio e la ginnastica artistica. Si dedica all’organizzazione di spettacoli da tre anni, e se vi dice che a causa di queste attività finisce in pronto soccorso almeno un paio di volte all’anno, potete crederle. Non sa ancora cosa farà della sua vita, ma, comunque vada, vorrà continuare a sentire sotto il naso l’inconfondibile profumo del teatro.

Guido è nato a Montepulciano il 16 Luglio 1998 e gioca a calcio da quando era piccolo, rincorrendo quella palla come se ci fossero attaccati i suoi più grandi sogni. Frequenta il Liceo Linguistico, ma già progetta di dedicarsi a Fotografia, Regia e Montaggio. Porta sempre con sé la sua macchina fotografica e ama fare le foto a qualsiasi cosa. La cosa che lo appassiona di più? I tramonti, come se tra quelle nuvole rosa fossero riflessi i destini del proprio futuro. Non sa nemmeno lui chi sia realmente, ma in fin dei conti sa cosa vuole fare, quello è l’importante.

1 commento su Il Magico Mondo di Oz raccontato al Teatro dei Concordi

Tra musical e teatro – Intervista a Mario Bastreghi

“La Divina Commedia” di Dante Alighieri è da sempre considerato il prodotto più alto della letteratura italiana; non riguardando solo il poeta come individuo, l’opera è in grado di rappresentante…

“La Divina Commedia” di Dante Alighieri è da sempre considerato il prodotto più alto della letteratura italiana; non riguardando solo il poeta come individuo, l’opera è in grado di rappresentante l’intero genere umano. È forse per questo che ‘La Divina Commedia’ è il testo più usato per gli adattamenti teatrali, risultando, con i suoi oltre sette secoli di vita, sempre attuale, moderna e corrente.

Lo stesso motivo che ha spinto Mario Bastreghi, poliziano, appassionato di classici della letteratura e di teatro, nonché regista per passione della Compagnia Amatoriale del Teatro dei Concordi, ad adattare e mettere in musica ‘La Divina Commedia’ di Dante per lo spettacolo di fine anno dell’Associazione “Il Fierale” di Acquaviva di Montepulciano.

Uno spettacolo che nelle sue due rappresentazioni ha fatto registrare il tutto esaurito con un gradimento unanime, tanto che sabato 11 febbraio ‘La Divina Commedia’ di Bastreghi torna, in via del tutto straordinario e in tutta la sua spettacolarità, in scena, ma questa volta al Teatro Poliziano di Montepulciano. Un ulteriore replica è poi prevista per sabato 25 marzo al Teatro Mascagni di Chiusi.

Bastreghi nella sua ‘Divina Commedia’ intreccia i versi del poema con i successi della musica leggera degli anni ’60 e ’80. Cinque gli atti in cui l’autore ha diviso le tre cantiche dantesche, lasciando più spazio all’Inferno. Nel primo si narra dell’incontro tra Dante e Beatrice e del loro amore platonico e cortese fino alla morte di lei che darà a Dante lo spunto per scrivere la Divina Commedia. Poi saranno rappresentati i momenti e i personaggi più famosi dell’Inferno e del Purgatorio per finire con Beatrice che attende Dante nel Purgatorio e lo accompagna in Paradiso.

Bastreghi, come ha lavorato sul testo?

“Sintetizzare in poco meno di due ore di spettacolo un’opera così imponente mi sembrava arduo. Quindi ho cercato di dare maggior risalto agli episodi danteschi più conosciuti per favorire la comprensione ad un pubblico più ampio possibile. Delle tre cantiche, quella che viene maggiormente illustrata è l’Inferno, dove troviamo Caronte, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino e Lucifero, mentre nel Purgatorio incontriamo Catone Uticenze e Pia de’ Tolomei. La parte finale è dedicata all’incontro di Dante con Beatrice, che poi  accompagnerà il poeta a visitare il Paradiso”.

La trama si è intrecciata con famose canzoni della musica leggera italiana, come ha scelto i brani da utilizzare?

“Le canzoni utilizzate sono, a parte qualcuna degli anni 2000,  le più famose degli anni dal 60 all’80, che secondo me sono gli anni più prolifici, e che ultimamente sono ritornate di moda. Adamo, Endrigo, Battisti, Mina, Celentano, Morandi, Patty Pravo, Baglioni, Venditti con i vari gruppi rock (i Nomadi, i Pooh, Dik Dik), sono gli artisti che hanno costituito la colonna sonora della mia gioventù, e, conoscendo bene le loro canzoni, mi è rimasto abbastanza agevole scegliere quelle i cui testi risultavano maggiormente inerenti alla trama dello spettacolo per poter procedere al riadattamento”.

Mario Bastreghi, nel portare in scena la sua Divina Commedia, ha lavorato molto sui componenti della Compagnia dei Concordi, una compagna di teatro amatoriale che si impegna nell’attività teatrale per pura passione e diletto. Come ha lavorato sugli interpreti?

“Qui sta all’abilità degli interpreti di ‘entrare nella parte’ imparando il prima possibile i nuovi testi delle canzoni per potersi poi calare nei vari personaggi. Negli anni questa capacità si è affinata e tutta la compagnia ha avuto una grande maturazione artistica, sia sotto l’aspetto canoro che scenico. Qualcuno di loro ha già avuto esperienze teatrali amatoriali e può dare consigli agli altri. Siamo fortunati ad avere nella Compagnia due persone esperte come Massimo Tosi e Valeria Garavelli che curano la parte musicale e aiutano gli altri interpreti con i loro preziosi suggerimenti. La parte scenografica è curata da uno staff diretto da Gianni Culicchi mentre Luca Culicchi, oltre ad occuparsi delle luci, si dedica anche agli “effetti speciali” ed alle video-proiezioni. Anna Monciotti è la coordinatrice della parte costumi, molti dei quali ci vengono messi a disposizione dalla Compagnia del Bruscello di Montepulciano, che non finiremo mai di ringraziare per la preziosa collaborazione”.

Ci sono state particolari difficoltà che ha riscontrato in fase di componimento piuttosto che nell’assegnazione delle parti?

 “Una volta messa a punto la traccia della sceneggiatura, si passa all’assegnazione dei vari personaggi agli interpreti in base alle loro caratteristiche sia di recitazione che canore. Successivamente, e questa è la fase più difficoltosa, si passa  alla ricerca delle canzoni e quindi al successivo adattamento dei testi alla trama, che, con grande “soddisfazione” da parte degli interpreti, si conclude sempre a pochi giorni dal debutto. Non sempre i pezzi musicali scelti si adattano alle caratteristiche degli interpreti (anche perché molti non erano ancora nati quando ascoltavo quelle canzoni) e, fortunatamente di rado, in quei casi bisogna trovare brani più “appropriati”.

La ‘Divina Commedia’ di Bastreghi ha raggiunto un successo inaspettato fin dal suo debutto avvenuto lo scorso dicembre. In quell’occasione Bastreghi e tutta la Compagnia ha dimostrando di aver raggiunto piena maturità e padronanza della scena e questo li ha portati verso altri palcoscenici come il teatro Poliziano di Montepulciano e il Teatro Mascagni di Chiusi.

Se lo aspettava questo enorme successo?

“Visto il gradimento ottenuto dai precedenti spettacoli, ero abbastanza ottimista, anche se, come sempre, fino al giorno del debutto, c’è qualcosa che fa stare in ansia. Sul palco si alternano 15 cantanti, una decina di altri personaggi, un balletto formato da 20 bambine delle scuole elementari e un gruppo formato da 15 aiutanti dietro le quinte. Coordinare le varie esigenze è molto difficile, però, con la disponibilità e la pazienza di tutti, si riesce sempre a raggiungere l’obiettivo con risultati, per ora, molto incoraggianti”.

 Le due repliche, volute fermamente da tutta la compagnia e dall’Associazione “Il Fierale” avranno uno scopo benefico e l’intero incasso sarà devoluto a favore delle popolazioni colpite dai terremoti del 2016. I due spettacoli avranno il patrocinio dei Comuni di Montepulciano e di Chiusi ed il contributo di Banca Valdichiana, che hanno aderito prontamente all’iniziativa umanitaria.

Nessun commento su Tra musical e teatro – Intervista a Mario Bastreghi

Type on the field below and hit Enter/Return to search