La Valdichiana

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Tag: Pienza

Prospettiva Valdichiana: Pienza e i pendolari

Pienza: anche i flussi pendolari dicono Valdichiana In questa nuova uscita di Prospettiva Valdichiana continuiamo a occuparci della questione inerente l’entrata del comune di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana…

Pienza: anche i flussi pendolari dicono Valdichiana

In questa nuova uscita di Prospettiva Valdichiana continuiamo a occuparci della questione inerente l’entrata del comune di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese. Questa volta, dopo aver analizzato il “peso” di Pienza dal punto di vista demografico, turistico e produttivo, osserveremo i flussi pendolari delle persone che, residenti nel comune pientino, lavorano o studiano fuori dal proprio comune di residenza. I dati, analizzati dall’Istituto di ricerca reteSviluppo, sono quelli del censimento 2011.

Il 33,7% dei pientini che lavorano o studiano lo fanno fuori dal proprio comune di residenza e si recano giornalmente in un altro comune della provincia di Siena. Ma vediamo in quale direzione della provincia si muovono i flussi pendolari del comune di Pienza. Delle persone che lavorano o studiano fuori dal comune di residenza ma all’interno di un comune senese, il 56,8% si reca in un comune della Valdichiana Senese: il 39,4%, infatti si reca nel comune di Montepulciano, il 7,7% nel comune di Chianciano Terme e una quota minoritaria negli altri comuni della Valdichiana.

Solo il 23,2% delle persone che lavorano o studiano fuori dal comune di Pienza, ma all’interno di un comune della provincia di Siena, si recano nei comuni dell’Unione dei Comuni Amiata Valdorcia: in questo caso la maggior parte dei pendolari si reca a San Quirico d’Orcia (12,3%), poi in misura minore ad Abbadia San Salvatore (6,5%).

Il 20% delle persone che lavorano o studiano fuori dal comune di Pienza, ma all’interno di un comune della provincia di Siena, invece, si dirigono verso gli altri comuni della Provincia, dove il comune più rappresentato è il capoluogo Siena (10,0%), seguito da Montalcino (6,2%).

I numeri ci mostrano pertanto una situazione in cui Pienza, dal punto di vista dei flussi pendolari delle persone che lavorano o studiano fuori dal proprio comune di residenza, pare essere più connessa con il territorio della Valdichiana Senese, piuttosto che con le altre zone della provincia senese, compresa l’area dell’Amiata Valdorcia di cui Pienza faceva parte prima della recente entrata nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese.

E’ in particolar modo la connessione con Montepulciano, comune nel quale si recano per studio o lavoro quasi il 40% delle persone che escono quotidianamente dal comune di Pienza, a essere particolarmente forte: il fenomeno si spiega ovviamente con la presenza dei vari Istituti Superiori ubicati nel comune poliziano, che attirano molti studenti dei comuni limitrofi, ma non è minoritaria anche la quota di persone che lavora nel comune di Montepulciano, anzi, in questo caso rappresenta la motivazione principale dello spostamento.

Prospettiva Valdichiana è una rubrica creata in collaborazione con Rete Sviluppo

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Prospettiva Valdichiana: quanto “pesa” Pienza?

È notizia di poche settimane fa l’entrata di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che andrà quindi ad aggiungersi ai nove comuni già facenti parte dell’Ente e che concorrerà alla…

È notizia di poche settimane fa l’entrata di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che andrà quindi ad aggiungersi ai nove comuni già facenti parte dell’Ente e che concorrerà alla gestione di uffici unici per dieci comuni in modo da generare risparmi e dare servizi migliori ai cittadini; un’unità politica per attrarre risorse e coordinare in modo organico il territorio. Ma quanto “pesa” all’interno della provincia di Siena la Valdichiana con Pienza sotto il profilo demografico, turistico e produttivo? In questa nuova uscita di “Prospettiva Valdichiana” proveremo a dare qualche dato, sempre elaborato dall’Istituto di ricerca reteSviluppo.

Dal punto di vista demografico, il comune di Pienza, con i suoi 2.129 abitanti al 1° gennaio 2015, non accresce in maniera significativa la popolazione dell’area, anche se il territorio rappresenta, con i 10 comuni dell’Ente, il 23,3% della popolazione provinciale. È senz’altro più consistente l’apporto di Pienza sotto il profilo della superficie territoriale, in quanto, con i suoi 123 chilometri quadrati, rappresenta il secondo comune più esteso della “nuova” Valdichiana Senese, dopo Montepulciano. Il territorio chianino va a costituire il 21,3% del territorio provinciale.

La quota della Valdichiana Senese rispetto alla provincia di Siena si incrementa se guardiamo poi al settore produttivo: sono 7.791 le imprese totali del territorio nel 2013, che rappresentano il 26,5% delle imprese provinciali, con Pienza che può vantare quasi 500 imprese attive. Ma è soprattutto dal punto di vista turistico che la Valdichiana Senese rappresenta uno quota consistente della provincia, con Pienza che va ad aumentare quantitativamente e qualitativamente il “peso” del territorio: i posti letto della Valdichiana sono, al 31 dicembre 2014, il 37,4% di quelli provinciali, con le strutture ricettive che rappresentano il 27,1%. Anche le presenze e gli arrivi in Valdichiana sono una quota consistente di quelli provinciali: le prime rappresentano, nel 2014, il 26,9%, mentre i secondi il 28,5%, con Pienza che, per numero di arrivi e presenze, si piazza al terzo posto all’interno della Valdichiana Senese, dopo Chianciano Terme e Montepulciano.

Sia dal punto di vista turistico che produttivo, la Valdichiana Senese può vantare quindi un ruolo da assoluta protagonista sia sul piano provinciale che regionale. Un protagonismo necessario a sviluppare strategie innovative che si basino principalmente sulla condivisione e sulla capacità di fare sistema a livello intercomunale.

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Continuano le azioni per la salvaguardia del patriarca della Valdorcia

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno…

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno dei suoi rami principali. Da Ferragosto ad oggi le azioni a difesa di questo grande patriarca non si sono placate, dimostrando una grande attenzione spontanea e un profondo attaccamento a quello che può essere definito come un elemento identitario del nostro territorio.

Alla ferita di Ferragosto hanno fatto seguito la formazione di un comitato (S.O.S. Quercia delle Checche), le operazioni di salvataggio, la richiesta di inserimento nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana e addirittura un rave party durante la fine della stagione estiva. Una lunga sequenza di eventi che ha visto protagonista la Quercia delle Checche, e che ha portato ulteriori sviluppi.

Lo scorso 15 gennaio, cinque mesi dopo la prima ferita, si è riunito un comitato tecnico-scientifico a Pienza, composto da esperti e consulenti, con lo scopo di elaborare le strategie più efficaci per tutelare, monitorare e salvaguardare la Quercia delle Checche. L’organismo è stato convocato dall’amministrazione comunale di Pienza, che ha anche trovato un accordo con la proprietà del terreno su cui sorge l’albero per delimitare l’area.

Anche il comitato “SOS Quercia delle Checche” ha inviato due delegati al “summit”: Valido Capodarca e Nicoletta Innocenti. Pubblichiamo un estratto della cronaca dell’incontro, redatto dal comitato, relativo alle considerazioni dell’esperto Daniele Zanzi sullo stato della pianta:

Zanzi ci è da subito sembrato persona di grandissimo spessore professionale, oltreché persona estremamente empatica e disponibile. Ha esposto sul posto una serie di valutazioni accurate, indagando in primis sulle possibili cause che possono aver causato il distacco. In ragione dell’esame condotto sulle immagini prima che evidenziavano la presenza di legno discolorato in prossimità della rottura, e sull’esame diretto Zanzi ritiene con ragionevole probabilità che si sia trattato di “disseccamento di legno umido” ovvero depletamento causato da un evento precedente con conseguente batteriosi dal forte potere alcalinizzante con valori di ph non inferiori a 8,5. La questione in realtà è più complessa ed è legata al fisiologico deperimento di ogni essere vivente che, paradossalmente, in “un bellissimo esemplare, direi unico”, in uno stato di salute ancora buono e vigoroso, può generare meccanismi di difesa paradossi. Zanzi ha evidenziato come rischio maggiore, più ancora che l’effettiva stabilità della pianta, la possibilità che un analogo evento possa riprodursi nell’altra lunga branca verso sud, se non sostenuta e accuratamente monitorata. Ha suggerito poi il taglio del moncone, o comunque una rifilatura della ferita al fine di “asciugarla”, ovvero fare in modo che la maggiore presenza di ossigeno ostacoli possibili aggressioni patogene.

In seguito alla valutazione di Zanzi sulla Quercia delle Checche la riunione del comitato tecnico-scientifico si è spostata al Comune di Pienza, assieme al sindaco e il vicesindaco Colombini. Sono state concordate le procedure per la salvaguardia della pianta, tramite l’apposizione di materiale cippato e di compostaggio, oltre a intervenire con puntellature si più punti per scongiurare il rischio di altri eventi. Inoltre è stata concordata una recinzione tramite una staccionata, l’apposizione di pannelli informativi e lo spostamento della branca tagliata che rimarrà come memoria storica di quanto accaduto a Ferragosto. Il comitato ha proposto di negoziare con la proprietà del terreno un’area più vasta di quella attualmente circoscritta, anche in considerazione del possibile utilizzo di diserbanti sull’area in cui insistono le radici della pianta; inoltre, ha ribadito la disponibilità ad attivare un crowdfunding per implementare il fondo istituzionale per l’esecuzione di interventi di mantenimento e di una pubblicazione monografica sulla Quercia delle Checche. L’incontro si è concluso con l’impegno di redigere una relazione tecnica sugli interventi da eseguire, con relativo impegno di spesa.

In attesa di nuove riunioni del comitato tecnico-scientifico, con la speranza che possa diventare un organismo stabile per il monitoraggio e la tutela dell’albero, la Quercia delle Checche ha conseguito altre importanti vittorie. Lo scorso dicembre è stata infatti inserita nell’elenco regionale degli alberi monumentali, uno speciale albo che permetterà di attivare più facilmente strategie di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, riconoscendone di fatto l’importanza storica e culturale. Il Comune di Pienza, inoltre, ha in programma la realizzazione di un percorso naturalistico lungo il fiume Orcia, tra Bagno Vignoni e Spedaletto: vedremo se anche la Quercia delle Checche farà parte del progetto di tutela e valorizzazione.

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

Nel frattempo il comitato “SOS Quercia delle Checche” continua la sua azione: il gruppo su Facebook ha oltrepassato 3.800 membri ed è una fonte di informazioni costante sull’albero, oltre a permettere agli utenti di condividere le foto sull’amato patriarca e favorire la partecipazione dal basso. Il suo scopo è quello di informare la popolazione residente e tutti coloro che amano questo territorio, sollecitare le istituzioni affinché vigilino sulla tutela della pianta, coordinare azioni e interventi, progettare una pubblicazione per celebrare il valore storico, botanico e simbolico della Quercia delle Checche.

La petizione su Change ha raggiunto 1.560 firmatari, segno di un interesse diffuso per le sorti della Quercia delle Checche. L’impressione è quella di trovarsi di fronte a una cittadinanza attiva che ha fatto causa comune a difesa di un elemento di identità culturale e di memoria storica del nostro territorio e che potrebbe sostenere tutte le azioni amministrative, politiche e sociali per la salvaguardia del tanto amato “Patriarca della Valdorcia”.

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La Quercia delle Checche diventa Albero Monumentale della Toscana

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della…

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della Toscana.

L’albero si trova nel Comune di Pienza, in Val d’Orcia, e vanta un’altezza di 22 metri e una circonferenza di 4,5 metri, per un’età stimata di 350 anni. Da tempo è considerata un’attrazione per turisti e appassionati e la popolazione locale ha dimostrato più volte di averne a cuore le sorti, specialmente nei recenti casi di cronaca riguardanti il cedimento di un ramo e il rave abusivo svoltosi a poca distanza dalla pianta lo scorso settembre.
Durante l’autunno, infatti, sia il Comitato SOS Quercia delle Checche che Società Italiana di Arboricoltura si erano mobilitati per far fronte a questi avvenimenti che minacciavano l’integrità della pianta e dell’area in cui si trova.

Lo scorso anno, il Comitato SOS Quercia delle Checche aveva avanzato forti proteste riguardo il mancato inserimento dell’albero nell’elenco degli alberi monumentali regionale, proteste che oggi sembrano aver avuto l’effetto sperato: la richiesta di tutela, inviata alla Regione dal Comune di Pienza nel settembre 2014, oggi ha ricevuto il via libera.

La fama della Quercia come attrazione turistica, rende necessaria l’attuazione di provvedimenti per tutelare la salute della sua struttura e del terreno circostante, per la sicurezza delle persone e dell’ambiente stesso.

È stata inoltre lanciata la proposta di realizzare una pedana in legno e di una recinzione per proteggere l’albero e il terreno dal calpestìo delle persone, che potrebbe comprometterne la stabilità idrogeologica. Tali lavori, nel caso si decidesse di realizzarli, spetterebbero al Comune di competenza.

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A Fieracavalli, Montepulciano e Pienza presentano due nuovi itinerari

Comunicato stampa della Provincia di Siena del 6 novembre 2014 Anteprima a Veronafiere per i Sentieri del Nobile e della Via Barlettaia, direttrici inedite tra la bonifica della Val di…

Comunicato stampa della Provincia di Siena del 6 novembre 2014

Anteprima a Veronafiere per i Sentieri del Nobile e della Via Barlettaia, direttrici inedite tra la bonifica della Val di Chiana e la Francigena

Lo straordinario patrimonio naturalistico della Valdichiana e della Val d’Orcia in vetrina a Fieracavalli, la rassegna-monstre dedicata al mondo equestre che riesce a richiamare ogni anno a Veronafiere oltre 160.000 visitatori in quattro giorni.

La fascia meridionale della provincia di Siena, con le sue bellezze paesaggistiche e la sua qualità della vita, sarà protagonista sulla ribalta veronese sabato 8 novembre quando il Sindaco di Montepulciano, Andrea Rossi, e il Sindaco di Pienza, Fabrizio Fé, presenteranno in anteprima alla stampa specializzata ed agli addetti ai lavori il progetto “Sentiero del Nobile – Sentiero della Via Barlettaia”.

Si tratta di un tracciato ciclo-pedonale di circa 40 km complessivi, liberamente percorribile in ogni stagione, anche a cavallo, che realizza l’auspicato collegamento tra due fondamentali direttrici, il Sentiero Arno – Bonifica ad est e la Via Francigena ad ovest.

La presentazione del progetto sarà inclusa nella conferenza promossa dalla Fondazione Europea Sport Natura Ambiente per la sua prima uscita pubblica; con la Fondazione le due Amministrazioni Comunali hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la promozione del territorio di cui la creazione dei due itinerari rappresenta proprio il primo esempio concreto. «E’ un nuovo modo di fare turismo eco-sostenibile, abbinando viaggio, scoperta, natura e benessere», dichiarano all’unisono le due Amministrazioni Comunali.

Il Sentiero del Nobile, che prende il nome dal pregiato vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) che può provenire solo da Montepulciano, ha uno sviluppo complessivo di 18,3 km, si snoda soprattutto sui fianchi delle colline che ospitano i vigneti ma costeggia anche oliveti e le altre coltivazioni agricole. Partendo dal Santuario di Sant’Agnese, tocca il Tempio di San Biagio (punto di collegamento tra i due tronchi, in comune anche con il Sentiero degli Etruschi), poi scende attraverso la Madonna della Querce ed il bosco della Madonna del Cerro per giungere al Lago di Montepulciano dove, all’altezza del Centro Visite “La Casetta”, si innesta con il Sentiero Arno – Bonifica. Il percorso è stato progettato con la collaborazione dei volontari della locale Associazione Cerro Bike.

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Il Sentiero della Via Barlettaia ha uno sviluppo di 20 km e riprende la denominazione di una direttrice che già nel XIV secolo univa il Monte Amiata con Montepulciano e la Valdichiana, incrociando in Val d’Orcia la Via Francigena. Il nome “barletta” indica un piccolo contenitore in legno prodotto dagli artigiani amiatini che veniva usato dai viaggiatori per l’indispensabile scorta di acqua. Dal Podere Le Costarelle alla Grancia di Spedaletto attraversa i fantastici scenari della Val d’Orcia, transita tra Monticchiello e Pienza, toccando luoghi di intensa bellezza paesaggistica come la Buca del Beato, romitorio rupestre, o altri antichi casali.

Caratteristica fondamentale dei due percorsi, redatti in base alla disciplina della Rete Escursionistica Toscana (RET) in cui saranno presto censiti, è che sono già esistenti e pronti ad essere utilizzati. Così domenica 30 novembre alle 11.30 i gruppi di ciclisti, podisti e cavalieri si ritroveranno a San Biagio per l’inaugurazione provenienti dal Lago di Montepulciano e dalla Via Barlettaia. L’intero progetto sarà presentato sabato 29 nel corso di una conferenza, a Pienza.

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione

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Rave Party in Valdorcia: rifiuti ancora da smaltire

***AGGIORNAMENTI*** Dopo la verifica di venerdì pomeriggio, 19 settembre 2014, i rifiuti sono stati smaltiti e l’area risulta ripulita. Seguiranno ulteriori aggiornamenti. ____________________________________________________________________________________________________ A una settimana di distanza dal Rave Party…

***AGGIORNAMENTI***

Dopo la verifica di venerdì pomeriggio, 19 settembre 2014, i rifiuti sono stati smaltiti e l’area risulta ripulita. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

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A una settimana di distanza dal Rave Party in Valdorcia, a ridosso dalla famosa Quercia delle Checche, la situazione rifiuti non è ancora stata risolta. Il comitato S.O.S. Quercia delle Checche ha contribuito alla pulizia dell’area intorno alla pianta, nel pomeriggio di giovedì 18 settembre, e ha inviato la seguente documentazione fotografica sulla situazione attuale. Dalle foto possiamo notare un’area di circa 2 ettari comprendente rifiuti sparsi, batterie di automobili, plastica, lattine, rifiuti organici, bottiglie di vetro e tendoni. Quintali di rifiuti abbandonati dopo il Rave Party e tuttora privi di interventi di bonifica. Il rischio è che gli animali e gli agenti atmosferici possano disperdere i rifiuti, giungendo a inquinare anche il fiume Orcia.

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Il comitato S.O.S. Quercia delle Checche ha anche inviato la seguente lettera alla prefettura e alla questura di Siena:

“In relazione a quanto accaduto quest’ultimo fine settimana nell’area prospiciente la già tristemente nota Quercia delle Checche nel comune di Pienza, faccio evidentemente riferimento al rave party tenutosi in tale area, privo per quanto ci consta di qualsivoglia autorizzazione, mi vedo costretta a chiederle quanto segue:
1 – Può considerarsi accettabile che in un area a forte impatto ambientale oltreché mediatico, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, venga organizzato e tollerato un rave party?
2 – Ci risulta che ad un cittadino comune, che intenda organizzare una pacifica manifestazione per una giusta causa, vengano richieste svariate forme autorizzative.
E’ possibile consentire agli organizzatori di rave party (che peraltro lucrano su tali manifestazioni) ed ai loro partecipanti di eludere ogni forma di controllo e autorizzazione? Come tale atteggiamento da parte delle autorità preposte al controllo può essere reso comprensibile agli occhi della cittadinanza?
3 – Ci risulta che fossero presenti, oltreché svariate centinaia di persone (si parla di 500-600 partecipanti), 3 camion con grandi casse e amplificatori, 2 camion contenenti tensile structure ecc… Gli autisti di tali mezzi, che presumibilmente dovevano avere una relazione con l’organizzazione del rave, sono stati identificati? Ci risulta inoltre che siano stati identificazioni svariati partecipanti in uscita dalla “manifestazione”. Quale esito avrà tale identificazione?
4- Oggi alle 14.00 l’area, fino a giungere al fiume Orcia, risultava devastata da immondizia abbandonata ovunque, resti di cibo, bottiglie di vetro spaccate, lattine, bottiglie di plastica e un odore nauseabondo (erano visibili addirittura presenze di escrementi). Quanto tempo dovranno attendere i cittadini per vedere bonificata l’area? Chi si occuperà di tale bonifica? E’ legittimo che venga speso pubblico denaro per ripristinare un area rurale insulsamente devastata?
5 – Il danno subito dai cittadini dell’area che per 2 giorni, notte e giorno, hanno dovuto subire un gravissimo inquinamento acustico, il danno economico per le attività economiche ed agrituristiche, il danno d’immagine per l’intera Val d’Orcia chi provvederà a risarcirlo?
La ringrazio fin d’ora per la sua cortese risposta.
Distinti saluti”
Nicoletta Innocenti
portavoce Comitato S.O.S. QUERCIA DELLE CHECCHE

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Quercia delle Checche: gli aggiornamenti dal comitato

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei…

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei rami principali e le operazioni di salvataggio, ha assistito a un rave party durante lo scorso weekend ed è in attesa di strategie per la messa in sicurezza.

Attorno a questo maestoso albero si è formato un movimento affettivo per la tutela e la salvaguardia, riunito in un Comitato. Abbiamo intervistato Nicoletta Innocenti, una delle fondatrici del gruppo a sostegno della Quercia delle Checche e portavoce del comitato, che ci ha gentilmente aggiornato sulla situazione della pianta e sulle attività in corso. Nicoletta è un’imprenditrice locale, esperta in marketing territoriale e sviluppo sostenibile; ha lavorato per anni su progetti di sviluppo locale con la Comunità Europea, oltre ad aver svolto incarichi amministrativi per due mandati nel comune di San Casciano dei Bagni.

Nicoletta, puoi parlarci del comitato e dei suoi obiettivi?

“Abbiamo cominciato ad agire come gruppo informale il mese scorso per salvaguardare la Quercia delle Checche durante l’emergenza. Ci siamo costituiti formalmente la settimana scorsa, dopo la sollecitazione da parte di alcuni membri di trasformarci in un gruppo stabile per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della Valdorcia in generale. Attualmente siamo impegnati su tutti i fronti per informare la popolazione, sollecitare le istituzioni e coordinare gli interventi per tutelare la Quercia delle Checche: abbiamo attivato una petizione, un blog, un gruppo su facebook. Non vogliamo disperdere questo affetto nato attorno alla pianta, ma vorremmo dare il nostro contributo per vigilare sulla Valdorcia, sul suo valore storico, botanico, sociale e antropologico. Affinchè questa valle non sia soltanto un paesaggio da cartolina, è necessario che non perda il rapporto identitario con le sue radici.

Come avete affrontato l’emergenza della pianta?

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Il Blog del Comitato

“Lo scorso 15 agosto la Quercia delle Checche ha subito un gravissimo incidente spontaneo, uno dei rami principali stava infatti per staccarsi dal tronco. Ci sono passata davanti mentre tornavo a casa da Celle sul Rigo, paese di cui sono originaria, e ho notato il problema. Dopo i primi momenti di panico ho contattato il Sindaco e il Vicesindaco di Pienza, in cerca di aiuto, poi mi sono rivolta a un ex-assessore comunale all’ambiente, che casualmente era stato testimone oculare di quella che potrebbe essere stata una concausa al problema, ovvero alcune persone che hanno fatto “tree climbing” nei giorni precedenti sui rami della pianta. Il 18 agosto abbiamo creato il gruppo su facebook, abbiamo sollecitato le istituzioni a gestire l’emergenza e contattato la prefettura, la forestale e la regione. Ci siamo rivolti al Sindaco di Pienza, che ci ha detto che si stava occupando del problema; una delle principali difficoltà era costituita dal fatto che la competenza della Quercia delle Checche non è dell’amministrazione comunale bensì del privato che detiene la proprietà del terreno. Inoltre la pianta non è mai stata inserita dalla Regione Toscana nell’elenco delle piante monumentali, nonostante il censimento della forestale del 1998: un elenco che avrebbe permesso di trattare la Quercia delle Checche al pari di un monumento e garantire più controlli e monitoraggio. A quanto pare la Regione si è dimenticata di inserire la pianta nell’elenco, e neppure a Pienza si sono resi conto di questa assenza. Il proprietario, inoltre, già da molti anni aveva proposto la cessione gratuita della pianta e dell’area al Comune di Pienza, ma l’amministrazione a quanto pare ha sempre rifiutato.”

Quali sono stati gli interventi delle istituzioni per risolvere l’emergenza?

“Durante la prima fase c’è stata la massima disponibilità da parte di tutti i soggetti. Abbiamo partecipato a un incontro con il comitato assieme all’amministrazione comunale di Pienza e alla SIA, onlus degli arboricoltori. Abbiamo quindi organizzato una sorta di commissione, assieme alla rappresentanza della Regione Toscana; noi siamo stati il pungolo, affinchè alle chiacchiere potessero seguire rapidamente i fatti. Dopo una settimana sono partiti gli interventi, l’incarico di salvataggio è stato affidato dal proprietario del terreno alla SIA, che ha effettuato i lavori in maniera volontaria e gratuita. I volontari hanno tolto le parti secche, hanno sfoltito le parti più problematiche per il peso della pianta e hanno effettuato il taglio del ramo, perché ormai era troppo tardi per salvarlo. La proprietà si è dimostrata molto disponibile, ha accettato di lasciare la branca sul posto e di non segarla, in modo che possa essere utilizzata in futuro per altri scopi, magari per interventi educativi o come memoria storica.”

E nella seconda fase?

L’emergenza è risolta, ma sarebbero necessari altri interventi: sistemare l’area, ripulirla dalle parti tagliate, fare un rapporto sulla stabilità della pianta e sulla sua salute. E definire come fruire della Quercia delle Checche in futuro, perché il terreno compatto alla sua base sta provocando dei danni, per mancanza di accesso all’acqua. Sarebbe quindi necessario prevedere delle passerelle o altre sistemazioni per impedire ad automobili e trattori di parcheggiare nei pressi e organizzare nuovi modi di fruizione di una pianta dall’alto valore simbolico per tutto il territorio. Passata l’emergenza iniziale, però, l’amministrazione comunale di Pienza non ci ha dato più ascolto e hanno preferito fare il proprio percorso in autonomia, probabilmente non volevano troppa esposizione mediatica. Penso che quella del Comitato sia una bella esperienza di processo condiviso tra cittadini e istituzioni, che senso ha interromperla dopo che è finita la crisi iniziale? Potrebbe essere un esempio di relazione proattiva, non conflittuale, per la salvaguardia del bene comune. Il Comitato si è sempre mosso con delicatezza, non vuole prendersi il merito per la risoluzione dell’emergenza, ma sta predisponendo tutto il materiale necessario per la Regione Toscana affinchè sia ufficializzata la messa a vincolo della Quercia delle Checche come pianta monumentale.”

Che rapporti avete avuto con le altre istituzioni?

“La forestale è stata estremamente collaborativa. Molto cordiali e collaborativi anche la polizia provinciale e i carabinieri. Siamo stati supportati nelle nostre attività da molti circoli di Legambiente, da Terra Nostra Firenze, dal Presidente della commissione Italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi. Abbiamo ricevuto sostegno anche dalla sovrintendenza di Siena e dal Presidente Enrico Rossi. Nessuno aveva il potere interdittivo, ma tutti ci hanno dato sostegno.”

Che cosa vi spinge a continuare, quindi?

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La petizione su Change

“A noi interessa tradurre in azioni concrete l’affetto nei confronti della Quercia delle Checche. La pianta deve essere al sicuro, sistemata, e deve essere fruita con rispetto. Ci interessa anche che la Valdorcia venga salvaguardata, poiché ha vinto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità come paesaggio umanizzato, creato dal rapporto tra uomo e natura. Quando la gente si mobilita per cause giuste e nobili, in maniera compatta e non aggressiva, anche questo è un patrimonio da salvaguardare. Nel Comitato ci sono tanti professionisti, dalla botanica alla comunicazione, dalla storia all’ambiente: si tratta quindi di un gruppo che ha gli strumenti per fare bene, nello spirito positivo della democrazia partecipativa. Abbiamo raccolto tutto il materiale storico, fotografico e archivistico sulla Quercia delle Checche; vorremmo produrre una pubblicazione monografica che tenga conto di tutti gli aspetti sociali e culturali. E magari immaginare un percorso con le scuole, che possa educare i ragazzi a fruire di questa pianta, ad avere rispetto per la natura e per il nostro patrimonio.”

Per finire, un commento sul rave party?

“Alla Quercia delle Checche non è stato causato nessun danno. Dal secondo giorno c’è stato un presidio costante da parte delle forze dell’ordine, e noi del Comitato siamo andati a monitorare la situazione. Non mi piace la demonizzazione, se l’area viene lasciata pulita non ci sono problemi. Purtroppo però così non è stato, attualmente l’area è invasa dall’immondizia, fino al fiume. Noi ci siamo presi l’impegno di ripulire l’area adiacente alla pianta, ma il resto delle operazioni di bonifica dai rifiuti dovrà essere effettuato dagli enti competenti.”

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Variante di Pienza sulla Sp146: consegnati i lavori

La Provincia di Siena annuncia, attraverso il suo sito web, la consegna dei lavori della variante di Pienza sulla Sp146. Prende quindi concretezza la realizzazione della variante esterna all’abitato di Pienza,…

La Provincia di Siena annuncia, attraverso il suo sito web, la consegna dei lavori della variante di Pienza sulla Sp146. Prende quindi concretezza la realizzazione della variante esterna all’abitato di Pienza, intervento atteso da anni da parte della comunità locale e inserito dall’amministrazione provinciale fra gli obiettivi da raggiungere entro la fine del mandato nonostante la riduzione di risorse disponibili. Alcuni giorni fa, a circa un mese dalla firma del contratto, sono stati consegnati i lavori per la “bretella” che collegherà località La Fornace con Villa Casalpiano e che servirà principalmente a decongestionare il traffico attorno al centro storico, patrimonio Unesco e meta ogni anno di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

La nuova variante, che da contratto dovrà essere realizzata in un anno, consentirà di separare il traffico urbano da quello extraurbano e di attraversamento, agevolando il passaggio di autovetture, autobus e mezzi pesanti. La realizzazione del nuovo tracciato stradale prevede un investimento complessivo di 1 milione e 450 mila euro e fa parte del pacchetto di interventi e investimenti attivati dalla Provincia di Siena nei primi 90 giorni del 2014, durante i quali sono stati firmati contratti e avviate gare di appalto per oltre 10 milioni di euro finalizzati a opere di viabilità, difesa del suolo ed edilizia scolastica, grazie anche al’attrazione di risorse esterne.

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Via libera dalla Provincia per i lavori alla variante esterna al centro storico di Pienza

Inizia a prendere forma l’intervento per la variante esterna all’abitato di Pienza, lungo la Sp146 “di Chianciano”. La Provincia di Siena ha stipulato il contratto per avviare i lavori che…

Inizia a prendere forma l’intervento per la variante esterna all’abitato di Pienza, lungo la Sp146 “di Chianciano”. La Provincia di Siena ha stipulato il contratto per avviare i lavori che collegheranno località La Fornace con Villa Casalpiano, attraverso la realizzazione di due rotatorie. L’investimento complessivo è pari a 1 milione e 450 mila euro e la durata prevista per i lavori è di 360 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna. Dopo la firma del contratto per la bretella della Zambra, stipulato nei giorni scorsi, l’amministrazione provinciale sta proseguendo speditamente nella realizzazione del Piano di fine mandato sul fronte delle opere pubbliche.

“La variante al centro abitato di Pienza è un intervento atteso da anni dalla comunità locale – spiegano il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini e il vicepresidente e assessore ai lavori pubblici, Alessandro Pinciani. La sua realizzazione permetterà di adeguare la viabilità attuale a un transito cresciuto negli anni, anche a seguito della forte attrattiva turistica di Pienza e della Val d’Orcia, e di decongestionare l’attraversamento del centro storico pientino. Questa ‘bretella’, infatti, separerà il traffico urbano da quello extraurbano e di attraversamento, agevolando il passaggio di autovetture, autobus e mezzi pesanti”.

“La realizzazione del nuovo tracciato stradale – concludono Bezzini e Pinciani – terrà conto del particolare contesto paesaggistico in cui si inserisce e della rilevanza artistica e storica di Pienza e della Val d’Orcia, entrambi siti Unesco”.

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A Pienza le riprese del nuovo film dei fratelli Taviani

Pienza, città storica e rinascimentale, farà da cornice al film dei fratelli Taviani “Maraviglioso Boccaccio” liberamente ispirato alle novelle di Boccaccio. Veramente stellare il cast degli attori che interpreteranno le…

Pienza, città storica e rinascimentale, farà da cornice al film dei fratelli Taviani “Maraviglioso Boccaccio” liberamente ispirato alle novelle di Boccaccio.

Veramente stellare il cast degli attori che interpreteranno le Novelle: Lello Arena, Paola Cortellesi, Kim Rossi Stuart, Carolina Crescentini, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Michele Riondino, Vittoria Puccini, Flavio Parenti, Jasmine Trinca, Josafath Vagni. Al loro fianco anche i giovani Fabrizio Falco, Eugenia Costantini, Miriam Dalmazio, Melissa Bartolini, Camilla Diana, Nicolò Diana, Beatrice Fedi, Ilaria Giachi, Barbara Giordano e Rosabell Laurenti Sellers. Saranno questi ultimi a raccontare le novelle interpretate dagli altri attori.

La storia si svolge a Firenze nell’anno 1340 e racconta di un gruppo di 10 giovani che per sfuggire all’orrore della peste nera si rifugiano in un casale fuori città, sulle colline Fiorentine, dove l’aria più salubre dovrebbe preservarli dall’epidemia. I ragazzi organizzano così la loro convivenza assegnandosi dei ruoli e ponendo delle regole, tra loro si instaura subito una buona armonia. In un momento di aggregazione i ragazzi decidono che per allietare le giornate, ogni giorno a turno, narreranno dei racconti (Le novelle). Questi racconti saranno le storie del film.

La società di produzione ha scelto la Città di Pienza dovendo ambientare alcune scene all’interno di un borgo, per la novella di Calandrino e Buffalmacco. Le riprese saranno eseguite lungo Il Corso Rossellino e Via del Bacio e nel Castello di Spedaletto nella settimana compresa fra il 31 marzo e il 5 aprile, precedute anche da 1 o 2 giorni per la preparazione scenografica.

Padre Padrone, La notte di San Lorenzo, Caos, Good morning Babilonia e l’ultimo capolavoro “Cesare deve morire” che è stato il vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2012, sono solo alcuni film che fanno parte del cinema d’autore dei fratelli Taviani, noto in tutto il mondo.

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AmniosyA: intervista a Marco Carratelli

Scommettere sulle proprie passioni, realizzare progetti ambiziosi e promuovere la creatività: questa è la storia di Amniosya, un gruppo di cinque architetti che hanno unito le loro professionalità al servizio…

Scommettere sulle proprie passioni, realizzare progetti ambiziosi e promuovere la creatività: questa è la storia di Amniosya, un gruppo di cinque architetti che hanno unito le loro professionalità al servizio del fashion design e delle nuove tecnologie. Abbiamo intervistato Marco Carratelli, uno dei fondatori di Amniosya, che ha vissuto molti anni tra la Valdichiana e la Valdorcia.

Prima di cominciare, puoi parlarci brevemente di te?
Il mio nome è Marco Carratelli, sono un giovane Architetto di Firenze nato a Siena, vissuto fino all’età di 18 anni a Pienza, e parte della mia formazione è legata al Liceo Scientifico di Montepulciano. I miei studi hanno avuto prosieguo a Firenze, laureandomi in Architettura con il Prof. Marino Moretti, con il quale ho intrapreso un percorso in grado di aprire i miei orizzonti creativi. La mia voglia di ricercare nuovi frontiere nel campo dell’ architettura, in particolare nel campo dell’ architettura digitale, mi ha spinto a partecipare a due workshop di specializzazione in Italia e ad un master internazionale a Vienna.
Oggi faccio parte di un gruppo di ricerca e sperimentazione, AmniosyA, che da 2 anni si occupa di ricercare e sviluppare nuovi approcci al mondo del design, del fashion design e dell’ architettura, il tutto legato all’ utilizzo di nuove tecnologie, come stampa 3D, macchine a controllo numerico e sistemi interattivi.

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Che cos’è AmniosyA e com’è nata?
AmniosyA nasce a Firenze nel 2011 dalla collaborazione di diversi Architetti. I suoi attuali membri Marco Carratelli, Lucia Lunghi, Elvira Perfetto, Leonardo Pilati dopo un individuale percorso di ricerca svolto durante gli studi presso la Facoltà di Architettura di Firenze decidono insieme al Professore Marino Moretti di fondare un gruppo di ricerca basato su una condivisa passione per il design e dall’esigenza di dar ascolto alla propria creatività. I quattro designer provenienti da diverse città Italiane quali Pienza, Perugia, Benevento e Firenze hanno deciso di unire le proprie energie scegliendo come sede base del loro studio Firenze, dalla quale seguono con grande attenzione ricerche di respiro internazionale.

Di cosa vi occupate?
Lo studio attualmente lavora nel campo dell’architettura e del design attraverso una ricerca focalizzata su nuove espressioni digitali, in grado di generare attraverso un pensiero non convenzionale e legato alle “nuove” tecnologie morfologie alternative.
Il nostro metodo di lavoro si organizza intorno a continui scambi tra i componenti al fine di moltiplicare i punti di vista ed affrontare i percorsi progettuali confrontandosi con molteplici interpretazioni. Le suggestioni che caratterizzano ogni singolo progetto sono ogni volta diverse e nascono da contaminazioni legate a volte all’arte, altre a studi scientifici o biologici mantenendo costante l’attenzione alle nuove tecnologie ed all’innovazione in ogni sua forma.

Quali sono le idee su cui fondate la vostra attività?
La filosofia si basa sull’esplorazione di nuove possibilità spaziali, e sulla generazione di suggestive esperienze tridimensionali, in grado di coinvolgere nuove configurazioni strutturali, suggestive possibilità tecnologiche e ricerca di materiali innovativi.

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Avete già maturato delle esperienze da condividere?
Abbiamo partecipato a vari concorsi nazionali ed internazionali conseguendo nel tempo varie premiazioni e menzioni d’onore. Lo studio inoltre ha partecipato alla Biennale del di Design ad Amsterdam, al 3D printing Fashion show a Tokyo ed in Malesia, in particolare a Varsavia al Przemiany Festiwal 2013, a Firenze all’evento Past Shock organizzato dalla rivista City Vision e alla mostra organizzata da Source sul design autoprodotto, alla Limonaia di Villa Strozzi.
Attualmete abbiamo vinto il premio di migliori designer dell’ anno per quanto riguarda la stampa 3d ed esporremo presso la fiera VicenzaOro nel mese di Gennaio. Le altre attività sono incentrate nell’organizzazione e partecipazione a workshop, istallazioni, lectures e seminari. Attualmente i cinque membri dello studio sono costantemente impegnati in ambito Accademico, essendo cultori della materia presso la Facoltà di Architettura di Firenze.

Avete dei progetti anche in Valdichiana o delle idee per il nostro territorio?
Attualmente seguiamo progetti prevalentemente all’ estero o a Firenze, ma ci piacerebbe molto portare le nostre idee nell’ intero territorio toscano, a cui siamo molto legati, e in particolare nel territorio dove io sono cresciuto.

Sito web: Amniosya

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