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Gli scioperi in Valdichiana agli inizi del XX secolo

Agli inizi del XX secolo la mezzadria caratterizzava le campagne della Toscana: la maggior parte dell’economia contadina era infatti gestita attraverso il contratto agrario di mezzadria, che prevedeva la divisione dei prodotti…

Agli inizi del XX secolo la mezzadria caratterizzava le campagne della Toscana: la maggior parte dell’economia contadina era infatti gestita attraverso il contratto agrario di mezzadria, che prevedeva la divisione dei prodotti e degli utili tra il proprietario e la famiglia che abitava il podere. Anche la Valdichiana, che dall’epoca della bonifica era diventata una delle più fertili e importanti zone agrarie dell’Italia centrale, veniva condotta a mezzadria, che contribuiva a formare una società tradizionale e rurale.

Alla fine del XIX secolo, tuttavia, il modello produttivo cominciava a mostrare tutti i suoi limiti con l’apertura dei mercati internazionali e l’avvento della meccanizzazione. Nelle campagne regnava una generale situazione di miseria, con patti colonici di retaggio feudale che prevedevano una serie di privilegi nei confronti del padrone e un diffuso disequilibrio nel rapporto tra i proprietari e i contadini. La paura degli sfratti, che avrebbero lasciato le famiglie senza casa né podere, la mancanza di igiene nelle case coloniche e la mancata crescita economica in un periodo storico di forti cambiamenti erano avvertibili in tutte le campagne.

È proprio in questa fase che si inseriscono gli scioperi in Valdichiana, che avvengono nel 1902 e sono considerati uno dei più importanti esempi della storia contadina italiana. Essi avvengono in un quadro di lotte politiche e sindacali sempre più forti, tra il grande sciopero di Genova del 1900 e lo sciopero generale del 1904 dopo l’eccidio dei minatori di Buggerru. La ricostruzione degli eventi in Valdichiana di quell’anno è efficacemente riassunta dal libro di Vittorio Meoni “Gli scioperi del 1902 in Valdichiana” (2002, editrice Le Balze).

I motivi che spinsero i mezzadri a scioperare in quei mesi di tensione non furono soltanto economici, ma anche sociali (relativi alle condizioni di vita dei coloni) e politici, ovvero per sancire l’importanza del riconoscimento di leghe e aggregazioni contadine che potessero difendere i loro diritti. Nella primavera del 1902 si ruppe quindi un equilibrio secolare che aveva caratterizzato le campagne e le aree rurali della Valdichiana.

Prima fase: Chianciano, aprile 1902

La stagione degli scioperi in Valdichiana iniziò il 2 marzo con i contadini di Chianciano che si riunirono in una lega e presentarono un memoriale al Sindaco, in cui si chiedeva una serie di miglioramenti. Principalmente le richieste si concentravano sulla tassa del podere, che volevano a totale carico del proprietario, la ripartizione della ramatura delle viti per far fronte a nuove malattie, la ripartizione della trebbiatura per finanziare i macchinari nuovi, e la cessazione dell’usanza della “capatura” dell’uva migliore da parte dei proprietari. Le richieste più curiose erano quelle di riconoscere la libertà di coscienza e la possibilità di assentarsi dal lavoro nei giorni delle elezioni (che commenterò in seguito). Tale memoriale non venne accolto dai proprietari terrieri di Chianciano, che non solo si rifiutarono di rispondere, ma anche di riconoscere la lega dei contadini.

La risposta dei mezzadri fu dura: in seguito a un’assemblea generale venne indetto lo sciopero per il 7 aprile 1902. La mattina i contadini partirono dai rispettivi poderi, portandosi dietro i buoi, raggiungendo il paese e minacciando di rimanere lì finché non fossero state accolte le loro richieste, a costo di far morire di fame gli animali (la cui proprietà era a metà con i padroni). Inizialmente i proprietari terrieri si rifiutarono di cercare un accordo, e le autorità cittadine rimasero passivamente in attesa.

I contadini in sciopero rimasero fermi nelle loro posizioni e la folla resistette sia alla pioggia del pomeriggio, sia all’arrivo della notte. Il rischio di veder morire di fame gli animali e di rovinare i raccolti costituiva un danno economico troppo grande per i proprietari terrieri di Chianciano, che accettarono infine la trattativa. All’incontro tra i rappresentanti venne siglato un patto che modificava il contratto di mezzadria e garantiva alcune delle richieste fatte dai coloni. Alla firma del patto lo sciopero venne revocato e i contadini tornarono nei rispettivi poderi; quella del 7 aprile 1902 venne quindi considerata come un’importante vittoria dell’aggregazione tra di contadini e uno dei più importanti esempi di presa di coscienza politica.

Seconda fase: Chiusi, maggio 1902

Mentre ancora era in corso la vertenza a Chianciano, anche i contadini di Chiusi cominciano a muoversi, tentando una strategia simile. I mezzadri riuniti in lega consegnarono un memoriale con delle richieste, strutturato in maniera analoga a quanto accaduto nel comune limitrofo; le istanze erano simili, per quanto riguardava le ripartizioni della trebbiatura e le tasse sul podere, ma c’erano anche alcune aggiunte, come la richiesta di estendere la durata del contratto agrario a tre anni e di ottenere una copia del libretto colonico anche nel podere.

Nel frattempo, però, c’era stato lo sciopero di Chianciano, quindi il 9 aprile 1902 i proprietari terrieri di Chiusi non si lasciarono cogliere impreparati e formarono ufficialmente un comitato per rispondere alle richieste dei contadini. Questo comitato si costituì per tutelare i propri diritti e per ottenere il sostegno delle autorità, e questa fu un’importante differenza con Chianciano. I proprietari accettarono alcune delle istanze dei mezzadri e ne respinsero altre, e tale accordo venne inizialmente accettato dai rappresentanti della lega dei contadini di Chiusi. In un secondo momento, tuttavia, l’assemblea dei contadini rifiutò tale accordo e proclamò lo sciopero.

Il 10 maggio 1902 la quasi totalità delle famiglie contadine aderì allo sciopero, senza però radunarsi in paese, ma fermando le attività di gestione del podere e di allevamento dei buoi. A differenza di quanto accaduto a Chianciano, però, i proprietari terrieri di Chiusi rimasero fermi nella loro posizione e ottennero l’appoggio dell’autorità civile, con il sottoprefetto di Montepulciano che fece affiggere un manifesto in cui richiamava i mezzadri all’ordine e al rispetto del primo accordo. La tensione rimase fino al 12 maggio, quando lo sciopero si concluse con i mezzadri che accettarono l’accordo iniziale dei proprietari. Entrambe le parti in causa sentivano di aver vinto: da una parte il comitato dei proprietari, che fece accettare l’accordo iniziale, dall’altra la lega dei contadini, che aveva ottenuto il riconoscimento e la dignità di organizzazione sindacale.

Terza fase: Sarteano, maggio 1902

Seguendo l’esempio dei contadini dei comuni limitrofi, anche i mezzadri di Sarteano iniziarono a organizzarsi a pochi giorni di distanza. Le richieste di migliorie alla vita contadina e al contratto agrario si erano ormai diffuse in tutte le campagne della Valdichiana, e la possibilità di unirsi in leghe permetteva ai contadini di andare a trattare con i proprietari con la forza dei numeri, invece che accontentarsi di una trattativa privata tra latifondista e famiglia colonica.

A Sarteano, però, consci degli avvenimenti nei comuni adiacenti, i proprietari terrieri anticiparono possibili scioperi e il 17 aprile scrissero una lettera al prefetto di Siena, in cui dichiaravano di costituirsi preventivamente in una società difensiva e di voler approntare migliorie al contratto colonico in favore dei contadini, tra cui la concessione di una copia del libretto colonico, una più favorevole suddivisione delle spese per la meccanizzazione dei campi e così via. Tale lettera, mandata anche alle famiglie dei contadini, venne fatta seguire da una diffida a portare il bestiame fuori dai campi senza il consenso dei proprietari, con la minaccia preventiva di ritenerli responsabili di eventuali danni e deperimenti alle proprietà condivise.

La lega dei contadini di Sarteano si riunì il 30 aprile e accettò le migliorie proposte dai proprietari, ma cercò anche di spostare la questione sul piano politico, ovvero di essere riconosciuta come organizzazione sindacale, garantire ai coloni la libertà di pensiero e la possibilità di assentarsi dal lavoro durante le elezioni (come già accaduto a Chianciano). La società difensiva dei proprietari non rispose alla lega, bensì al prefetto di Siena, delegittimando i rappresentanti e lamentando la mancata risposta delle famiglie contadine, intimando inoltre che non sarebbero state date ulteriori concessioni. La tensione continuò a crescere, con i piccoli proprietari che si schierarono dalla parte dei mezzadri e la minaccia di imitare lo sciopero con il bestiame di Chianciano.

Lo sciopero venne indetto il 19 maggio e provocò una mobilitazione in massa dei contadini di Sarteano, che non si spostarono verso il paese ma rimasero nei rispettivi poderi senza lavorare. Contemporaneamente si mossero i proprietari con intransigenza, richiamando le autorità statali ad applicare la forza repressiva, con drappelli di soldati e di carabinieri che si recarono in alcuni poderi dei rappresentanti della lega per contestare la mancata alimentazione del bestiame come inadempienza contrattuale e notificando la citazione in tribunale a Montepulciano. Seguirono alcuni arresti e sfratti, a cui la lega reagì con altrettanta tensione, facendo scendere in sciopero in solidarietà anche i contadini di Chianciano e di Chiusi e facendoli affluire a Sarteano; l’intervento e le cariche della cavalleria, tuttavia, dissolsero l’assembramento.

Il 23 maggio venne dichiarato concluso lo sciopero e la ripresa dei lavori. Lo stesso giorno al tribunale di Montepulciano celebrò rapidamente il processo e la condanna dei contadini arrestati durante i tumulti, affermando i sacri diritti della proprietà contro gli assalti degli scioperanti. Lo sciopero di Sarteano si risolse quindi in un fallimento, e molti contadini abbandonarono la lega, altri subirono sfratti e ritorsioni.

Gli scioperi in Valdichiana nella primavera del 1902, seppur con sorti alterne, contribuirono a migliorare le condizioni delle campagne e i contratti agrari di mezzadria; servirono anche a rafforzare la coscienza di classe dei mezzadri, che in massa si unirono alle leghe dei contadini e successivamente alla Federazione dei Lavoratori della Terra per continuare la lotta sindacale. Fu inoltre una fase di grande tensione che non terminò con le prime organizzazioni ma anzi anticipò le lotte politiche del secondo dopoguerra, con i lunghi e convulsi anni caratterizzati dalle bandiere affisse sui fienili durante la trebbiatura e le agitazioni per ottenere migliori condizioni di vita.

Una riflessione finale va dedicata alla particolare richiesta fatta dai contadini a Chianciano a Sarteano, ovvero la concessione della libertà di pensiero e di assentarsi dal lavoro durante le elezioni. Tale richiesta non venne formalmente accettata dai proprietari durante gli scioperi, perché i mezzadri già la possedevano: essi non erano dipendenti di padroni, nessuno li obbligava a orari precisi di lavoro o a tenere nascoste particolari simpatie politiche. La richiesta però ci suggerisce due cose: innanzitutto che il memoriale preparato dalle leghe dei contadini era probabilmente modellato sulla lotta sindacale di ispirazione socialista già utilizzata nelle città, strutturata nel rapporto tra dipendente e padrone, e che non teneva conto delle differenze dei mezzadri. Secondariamente, suggerisce che i mezzadri, nonostante la loro condizione contrattuale di “proprietari a metà”, si sentissero comunque dipendenti e dovessero chiedere il permesso per esercitare un loro diritto; per quanto formalmente alla pari, infatti, il rapporto di potere nella mezzadria è sempre stato asimmetrico, e le costrizioni a cui erano sottoposte le famiglie coloniche non erano soltanto economiche, ma anche sociali e culturali, rivelando una situazione di subalternità che ha contributo a caratterizzare la società tradizionale delle nostre campagne.

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Violetta Dixit #7 – Othismos

Settima puntata di Violetta Dixit, la rubrica podcast del nostro magazine: si parla di ciò che ci fa stare bene, la musica. E la musica della Valdichiana ha molto da dire…

Settima puntata di Violetta Dixit, la rubrica podcast del nostro magazine: si parla di ciò che ci fa stare bene, la musica. E la musica della Valdichiana ha molto da dire e da dare.

In questa puntata continuiamo a scoprire band locali: direttamente da Montepulciano, gli Othismos

Scaricate il podcast oppure ascoltatela direttamente su spreaker: per suggerimenti, segnalazioni e consigli per le prossime puntate di Violetta Dixit potete scrivere a: violettadixit@lavaldichiana.it

Ascolta “Violetta Dixit #07 – Othismos” su Spreaker.

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Storia, Arte e Natura a Pietraporciana

Raggiungere la Riserva Naturale di Pietraporciana non è semplice, se non si è abituati alle strade bianche e non si ha dimestichezza con i territori tra Chianciano e Sarteano; eppure,…

Raggiungere la Riserva Naturale di Pietraporciana non è semplice, se non si è abituati alle strade bianche e non si ha dimestichezza con i territori tra Chianciano e Sarteano; eppure, quello che ci aspetta al termine del percorso, è una scoperta che vale la pena del viaggio. Un luogo di pace e serenità, che racchiude una storia importante per la Valdichiana e la Valdorcia.

Al centro della Riserva Naturale si trova l’ex podere di Pietraporciana, che è oggi un rifugio escursionistico e un centro visite, che utilizziamo come base per le nostre esplorazioni. Un lungo e approfondito viaggio tra storia, arte e natura, alla scoperta di un autentico patrimonio de nostro territorio, inserito nel circuito degli “Ecomusei della Valdichiana”.

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La Storia a Pietraporciana

Il casolare che sorge al centro della Riserva Naturale di Pietraporciana era il centro di un podere di proprietà dei marchesi Origo, e faceva parte della più vasta tenuta de “La Foce” che si estende tra Chianciano, Sarteano e Montepulciano. Si tratta di un luogo molto importante nella storia locale, in virtù del ruolo fondamentale che ha rivestito durante la Liberazione al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Il podere di Pietraporciana fu infatti uno dei centri della lotta partigiana: i marchesi Origo lo lasciarono a disposizione dei combattenti partigiani dopo l’armistizio del 1943, assieme ad altre basi logistiche. Per circa un anno il podere fu centro di comando delle operazioni nella zona, in virtù della sua posizione strategica e della possibilità di osservare Chianciano dall’alto del poggio. Proprio a Pietraporciana, il 27 giugno 1944, avvenne una delle battaglie cruciali per la liberazione di Chianciano Terme dall’occupazione nazifascista.

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In virtù di questo importante evento storico, Pietraporciana è rimasta centrale nella memoria della comunità locale, tanto da spingere la marchesa Iris Origo a donare definitivamente la proprietà del podere al Comune di Chianciano, nell’anno 1985 (anche se la riserva si trova nel Comune di Sarteano). Da quel periodo sono cominciati i lavori di ristrutturazione e valorizzazione, che hanno portato nel 1996 all’inserimento nel sistema delle Riserve Naturali Senesi.

Pietraporciana è rimasta un luogo identitario per la guerra di Liberazione: ogni anno, in occasione della festa nazionale del 25 aprile, ospita infatti un evento organizzato da ANPI e Legambiente per tramandare la testimonianza storica dell’accaduto. Per l’occasione vengono coinvolti i ragazzi delle scuole, viene inaugurata una targa con delle riflessioni sulla Liberazione, i reduci partigiani raccontano storie ed effettuano letture a tema.

La storia a Pietraporciana, tuttavia, non si limita ai tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale: inerpicandosi attraverso la faggeta, fino al poggio sopra il casolare, si può incrociare la “Grotta di Bruco”. Si tratta di una piccola caverna ai margini della radura, che secondo la leggenda ospitò Bruco, un templare di ritorno dalle Crociate che decise di vivere come eremita.

Le tante grotte presenti a Pietraporciana testimoniano una chiara presenza umana, probabilmente anteriore anche alla civiltà degli Etruschi, per via delle lavorazioni sulle pareti delle caverne che non sembrano effetto dell’erosione naturale; sono numerosi i ritrovamenti archeologici, dall’età del bronzo fino all’epoca romana. D’altronde, la visuale privilegiata su tutti i territori circostanti che si gode dalla sommità della collina doveva rivestire un elemento strategico fin dall’antichità. I resti di conchiglie e di fossili, inoltre, dimostrano la natura alluvionale dei terreni e il loro forte legame con l’epoca dell’ultima glaciazione.

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La Natura a Pietraporciana

Proprio la glaciazione terminata 10mila anni fa è alla base della straordinaria particolarità in ambito naturalistico di Pietraporciana. Il motivo per cui è stata istituita la Riserva Naturale, infatti, è la faggeta di 341 ettari sul crinale, censita dalla società Botanica Italiana come “biotipo di particolare interesse”. La faggeta di Pietraporciana è considerata eterotipica, ovvero si è formata e conservata al di sotto dei consueti limiti di altitudine (circa 800 msl). Siamo quindi di fronte a un esempio molto importante di “faggeta relitta”, un residuo degli estesi boschi di faggio che durante le glaciazioni vivevano a quote inferiori alle attuali, conservatasi tale grazie al crinale roccioso di tipo calcareo che l’ha protetta dai venti caldi e dagli agenti atmosferici.

La faggeta è al centro delle escursioni naturalistiche: si può attraversare seguendo il percorso che inizia nei pressi del podere e attraversarla fino a giungere al poggio del colle, da cui lo sguardo può spaziare su un panorama vastissimo, fino al Monte Amiata e al Lago Trasimeno. Accanto alla faggeta è presente un Arboreto Didattico, in cui possono essere identificate varie specie vegetali, e un orto sinergico utilizzato per progetti scolastici sulla buona alimentazione.

Particolarmente importante dal punto di vista botanico, è la presenza di due specie piuttosto rare per i boschi italiani che fioriscono tra giugno e agosto: il Giglio Rosso e il Giglio Martagone. Quest’ultimo è un esemplare rarissimo in provincia di Siena, perché è tipico dell’habitat montano. Per quanto riguarda la fauna, invece, l’elemento più caratteristico è costituito dalla Rosalia Aplina, un raro coleottero di colore blu, che nidifica soltanto in alcuni tipi di legno morto. A questo particolare insetto si affiancano tante specie di uccelli come il picchio rosso, il picchio verde e il picchio torcicollo, lo sparviere, il biancone e il falco pecchiaiolo, la poiana e il barbagianni. Per i mammiferi invece si possono trovare scoiattoli, istrici, volpi, faine, martore, tassi, caprioli, daini e cinghiali. Infine, nella fonte accanto al podere c’è una sorgente naturale dove ogni anno i tritoni si radunano per la riproduzione.

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L’Arte a Pietraporciana

Come se l’importanza storica e quella naturalistica non fossero sufficienti, la cooperativa Alma Gea, che cura la gestione di Pietraporciana, ha cominciato già da qualche anno a sviluppare un altro filone, ovvero quello artistico. Nella loro visione, questo posto potrebbe diventare un parco artistico, rendendo sempre più indissolubile il legame tra la natura e la cultura.

Ne è la prova l’iniziativa “Simbiosi” del 2015, una sorta di mostra collettiva che ha coinvolto artisti locali e internazionali, con opere e artefatti lasciati in libera esposizione. Nel corso di questa mostra è stato sviluppato il concetto di arte sostenibile: tutte le opere sono state realizzate con materiale decadente (legno, argilla, paglia e così via) in modo da subire l’effetto dell’erosione naturale con il passare del tempo. Ancora oggi, visitando Pietraporciana, è possibile imbattersi nei resti di queste opere: alcune si sono conservate, altre sono diventate dei rifugi per gli animali, altre ancora hanno trovato una nuova funzione nella circolarità della natura.

Ogni anno la cooperativa Alma Gea cerca di sviluppare questo concetto di parco artistico e di arte eco-sostenibile, in modo da dare una spinta propulsiva anche al settore turistico. Nei giorni in cui abbiamo visitato Pietraporciana abbiamo conosciuto una giovane artista che stava usufruendo del progetto di residenza artistica: in cambio di ospitalità, ha realizzato delle sculture di argilla per la Riserva Naturale, dando ulteriore linfa al legame tra arte e natura.

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Il centro visite di Pietraporciana

Dopo questo viaggio tra storia, natura e arte, torniamo al punto di partenza del nostro viaggio, ovvero il centro visite. Il casolare al centro della Riserva Naturale è infatti il punto di riferimento per i visitatori e gli escursionisti: la struttura è in grado di accogliere fino a 24 persone come ostello, bed&breakfast, mezza pensione o pensione completa. Inoltre è dotato di un piccolo anfiteatro in cui è possibile svolgere eventi artistici, didattici e culturali.

Il centro visite è gestito dal circolo Legambiente Valdichiana e dalla cooperativa Alma Gea, di cui fanno parte Ivan, Giancarlo e Andrea. È proprio Ivan a raccontarci, in maniera autentica e appassionata, il grande lavoro che stanno svolgendo:

“Il nostro sogno è quello di far diventare Pietraporciana un luogo di scambio di culture. Non soltanto un luogo in cui rilassarsi e stare in pace con la natura, ma anche ritrovare la ricchezza della cultura e dell’arte, dello stare bene con sé stessi.”

La cooperativa ha iniziato le sue attività in un’altra Riserva Naturale Senese: il Pigelleto, sul Monte Amiata. Dal 2013 è attiva a Pietraporciana e offre servizi di informazione turistica, supporto ai visitatori e all’organizzazione di eventi. Inoltre è responsabile del punto ristoro, in cui non utilizza i piatti tipici toscani ma delle ricette più ricercate, che si rifanno alla tradizione napoletana o di altre regioni, utilizzando il pesce e delle tecniche particolari di cottura.

Ivan e Giancarlo sono infatti originari di Napoli, e il loro lavoro a Pietraporciana è indice di una riscoperta interiore. Ex bancari, si sono stancati della vita in città e di un lavoro che non dava loro soddisfazioni: hanno ricominciato in Toscana, con una vita che dal punto di vista emotivo restituisce delle sensazioni più forti, capace di rigenerare l’animo con la serenità e l’armonia della natura, scambiandosi esperienze con gli altri ospiti di Pietraporciana.

“Se ci fosse una rete più efficace tra tutte le Riserve Naturali potremmo lavorare su un’offerta più grande dal punto di vista turistico – commenta Ivan – ma non è sempre facile. A volte è difficile far dialogare efficacemente tutti gli attori sociali, sono diversi i gradi di competenza amministrativa a Pietraporciana.”

Eppure, nel loro piccolo, i membri della cooperativa si sforzano di rendere la Riserva Naturale ancora più accogliente. Il centro visite è a disposizione di sportivi, gruppi, associazioni, aziende o artisti. Per la prossima estate sono in programma numerosi eventi: dai campi estivi ai workshop, dal nordic walking alle serate astronomiche, dalle cene ecologiche ai corsi di musica, danza e teatro.

Tutto questo in un clima di serenità e armonia che fonde in maniera efficace storia, natura e arte. Perché la Riserva Naturale di Pietraporciana non è il luogo per fuggire dalla realtà, ma per riscoprirla.


IMG_2746Per informazioni:

La Riserva Naturale di Pietraporciana è raggiungibile da Sarteano prendendo la strada per Castiglioncello del Trinoro: dopo circa 3km abbandonare la SP126 e proseguire sulla strada sterrata verso l’area attrezzata “Le Crocette”, dopo circa 1km si trova il podere. Da Chianciano, invece, proseguire dai giardini de “La Foce” su strada sterrata per circa 3,5km seguendo i cartelli di legno.

Il centro visite è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Per prenotazioni si può contattare la mail pietraporciana@gmail.com oppure visitare il sito web www.pietraporciana.it

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Lavoratori delle Terme di Chianciano: sciopero e presidi

Gli oltre 15mila lavoratori del settore termale hanno scioperato e organizaato presidi per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di tre anni. Le Organizzazioni sindacali hanno deciso di…

Gli oltre 15mila lavoratori del settore termale hanno scioperato e organizaato presidi per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di tre anni.

Le Organizzazioni sindacali hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e una giornata di sciopero il 22 ottobre, a seguito delle posizioni rigide di Federterme, che «chiede l’ampliamento della sfera contrattuale per poter applicare il contratto nazionale di lavoro del settore termale anche negli alberghi e la decurtazione del trattamento economico della malattia per il periodo di carenza», spiegano Daniela Spiganti e Gianfranco Mazza, rispettivamente Filcams Cgil e Fisascat Cisl Siena.

Nonostante i vari tentativi di mediazione – proseguono i sindacalisti – Federterme si è mostrata irremovibile dalla sua posizione, dichiarando che senza queste due condizioni non saranno disponibili ad affrontare le richieste sindacali poste in piattaforma, a partire dall’incremento salariale, elemento per noi fondamentale dato che i dipendenti del settore sono fermi con la retribuzione da oltre tre anni.

Secondo le Organizzazioni Sindacali sono due proposte inaccettabili perché potrebbero creare solo confusione e dumping contrattuale, oltre alla messa in discussione dei diritti acquisiti. Per questi motivi Filcams Cgil e Fisascat Cisl di Siena hanno organizzato un presidio dei dipendenti a Chianciano, davanti alla direzione delle Terme «per difendere i diritti dei lavoratori e avere un rinnovo contrattuale dignitoso senza cedere a ricatti». Soddisfatti i sindacati senesi: «L’adesione allo sciopero ha registrato il 99%».

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Seconda sconfitta per la Virtus Chianciano

Seconda sconfitta consecutiva per la Virtus Chianciano che esce battuta per 0-2 davanti le mura amiche dopo la sfida odierna contro il quotato Montagnano. . I Viola (oggi in tenuta completamente…

Seconda sconfitta consecutiva per la Virtus Chianciano che esce battuta per 0-2 davanti le mura amiche dopo la sfida odierna contro il quotato Montagnano.
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I Viola (oggi in tenuta completamente bianca) avevano cominciato col piglio giusto, dopo nove minuti un tiro cross di Fallerini veniva bloccato dal portiere ospite Arrais prima che Poggiani e Cappelli potessero intervenire di testa. Da quel momento però gli azzurri iniziano a macinare gioco e crescono minuto dopo minuto, Monaci ci prova da lontano al 14′ e Crafa con un tracciante da venti metri esalta Marianelli che si supera. Al 21′ un rinvio dal limite dell’area di Daviddi colpisce Ricciarini che sigla lo 0-1. Una rete singolare e fortuita quanto meritata per i ragazzi di Mister Bracciali. La Virtus accusa il colpo e al 27′ Piteo (oggi titolare al posto di Cuccoli lasciato a riposo per una noia muscolare) scarta un paio di avversari prima di depositare la sua prima rete stagionale che vale il raddoppio per gli ospiti.
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Il Chianciano prova a rialzare la testa e al 45′ una bella Punizione mancina di Rosadini sfiora l’incrocio. Arrais è bravo a deviare in corner. La seconda frazione mostra una Virtus volenterosa e propositiva, il gran caldo odierno fa abbassare i ritmi dell’incontro, ma gli ospiti amministrano il doppio vantaggio con relativa tranquillità. Mister Bigozzi mischia le carte e tenta il tutto per tutto inserendo Landi prima e Massoli poi. Al 71′ Rosadini viene fermato in off side, ma è ancora il Montagnano a farsi pericoloso nell’area dei termali con Crafa al 79′. Nei minuti seguenti si accende un parapiglia nella panchina ospite e il direttore di gara, il signor Berti di Firenze distribuisce cartellini a volontà da una parte e dell’altra. La partita, corretta fino a quel momento si accende e a fine incontro Lodi verrà anche allontanato dall’arbitro per somma di ammonizioni.
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A una mezza dozzina di minuti dal termine della gara Raffaello Landi fa tremare la traversa del Montagnano con un destro potente è angolato. È l’ultima occasione per i termali che non riescono ad accorciare le distanze. Il Montagnano continua la sua scalata e consolida la sua ottima posizione in classifica, il Presidente Viola Cozzi Lepri in tribuna fa i complimenti per il buon gioco mostrato dagli azzurri, ma lamenta le tante assenze odierne della sua squadra. «L’obiettivo era e resta la salvezza, pensiamo partita per partita a fare il massimo senza guardare la classifica, oggi avevamo di fronte un avversario valido e ben organizzato, nelle prossime settimane contiamo di recuperare alcuni nostri elementi che possono darci una mano per dare più soluzioni tecniche a Bigozzi» hanno commentato alcuni membri dello staff viola.
Virtus Chianciano: 1 Marianelli 2 G. Benicchi 3 Fallerini 4 Valdambrini (Della Lena) 5 Daviddi 6 Cozzi Lepri 7 Lodi (espulso) 8 L. Fucelli 9 Rosadini 10 Poggiani (Landi) 11 Cappelli (Massoli) 12 G. Fucelli 13 Della Lena 14 Landi 15 Marchetti 16 Massoli 17 Riccio 18 M. Benicchi All. Bigozzi
Montagnano: 1 Arrais 2 Gentile 3 Aguroli 4 Tiezzi 5 Brandini (T. Foianesi) 6 Monaci 7 Ricciarini (Cetoloni) 8 Crafa 9 Piteo 10 De Gregori (Iacomoni) 11 Vagli 12 J. Foianesi 13 Iacomoni 14 Senserini 15 Bennati 16 Cetoloni 17 Cuccoli 18 T. FoianesiAll. Bracciali
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Esordio difficile per i Vikings

Pessimo esordio per i Vikings Chianciano nel campionato di Serie C2, per la prima volta con avversarie anche umbre: per i vichinghi prima partita nel bellissimo stadio del Foligno Rugby….

Pessimo esordio per i Vikings Chianciano nel campionato di Serie C2, per la prima volta con avversarie anche umbre: per i vichinghi prima partita nel bellissimo stadio del Foligno Rugby.

La partita giocata in una giornata molto calda ha visto subito il Foligno dominare il gioco, specialmente nella fase della mischia dove la squadra umbra ha dimostrato una superiorità schiacciante; il Foligno riusciva sempre a spostare l’asse del gioco nel territorio vichingo chiudendo le fonti di gioco e realizzando due mete nel primo tempo chiuso sul punteggio di 12-0.

Nel secondo tempo lo schema non cambia e il Foligno riesce a realizzare altre tre mete, non tutte trasformate, e due calci. Solo nel finale i Vikings Chianciano grazie a Paolo Sestini riescono a trovare la meta della bandiera che chiude la partita sul 39-7.

Grande delusione nello spogliatoio vichingo, il Foligno si è dimostrato squadra solida e organizzata con una mischia fortissima: i Vikings hanno retto sul piano fisico, ma sul piano del gioco hanno dimostrato poca coralità, fondamentale nel rugby, e troppe azioni individuali che portavano ad avanzamenti mal supportati ed alla perdita del possesso. A parziale giustificazione qualche assenza importante; sicuramente in settimana dovranno lavorare molto in allenamento per preparare bene il primo incontro casalingo.

VIKINGS CHIANCIANO: Roghi Mirko, Fè Massimiliano, Giuliacci Francesco, Lispi Emanuele, Vulpetti Marco, Ferretti Pietro, Rosati Riccardo, Fabbrizzi Alessio, Cestari Tommaso, Storelli Flavio, Sestini Paolo, Sestini Jacopo, Bacherotti Stefano, Alfatti Matteo, Cappelli Andrea A DISPOSIZIONE: Senatore Fabio, Casagni Enrico, Marchetti Gabriele, Dottori Emiliano, De Marco Francesco, Canterini Erik ALLENATORI:Ugo Massai, Nicolas Annoscia – Allenatore dei Forwards / Mischia

 

Risultati 1^ Giornata Serie C2 Girone 3 Tosco Umbro

Cus Siena – Cus Perugia Rugby 5-38

Unione Orvietana – Rugby Clanis Cortona 25-0

Guardia XV – Amatori Perugia Rugby 2003 7-37

Foligno Rugby – Vikings Chianciano Rugby 39-7

Classifica Serie C2 Girone 3 Tosco Umbro 1^ giornata

Squadra Punti G. V. P S. PF PS Diff Pen
UNIONE ORVIETANA 5 1 1 0 0 25 0 25 0
CUS PERUGIA RUGBY -3 1 1 0 0 38 5 33 -8
FOLIGNO RUGBY -3 1 1 0 0 39 7 32 -8
AMATORI PERUGIA -3 1 1 0 0 37 7 30 -8
CLANIS CORTONA -4 1 0 0 1 0 25 -25 -4
GUARDIA MARTANA XV -8 1 0 0 1 7 37 -30 -8
VIKINGS CHIANCIANO -8 1 0 0 1 7 39 -32 -8
CUS SIENA CADETTI -8 1 0 0 1 5 38 -33 -8

 

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Chianciano: a breve il consiglio direttivo Nazionale degli Autieri

Venerdì 3 e sabato 4 ottobre si terrà a Chianciano Terme il Consiglio Direttivo Nazionale dell’ANAI Associazione Nazionale Autieri d’Italia costituita al termine del primo conflitto mondiale quando un gruppo…

Venerdì 3 e sabato 4 ottobre si terrà a Chianciano Terme il Consiglio Direttivo Nazionale dell’ANAI Associazione Nazionale Autieri d’Italia costituita al termine del primo conflitto mondiale quando un gruppo di reduci automobilisti, motivati dallo spirito di corpo, promosse l’iniziativa di costituire un’associazione che li rappresentasse.

A partire dal 1952, quando l’associazione ha assunto l’attuale denominazione e stabilito la propria sede centrale a Roma, l’ANAI è attiva e partecipe alle vicende della vita nazionale svolgendo, tra le altre cose, attività per la sicurezza stradale, l’addestramento motoristico, ed il volontariato per la Protezione Civile, attraverso la propria Colonna Mobile Nazionale.

In merito all’attività di protezione civile si svolgerà, a latere dei lavori del Consiglio direttivo di Chianciano, una riunione tecnica dei responsabili dei gruppi di protezione delle varie sezioni ANAI presenti sul territorio nazionale.

All’evento sarà presente anche la sezione ANAI di Chianciano Terme che da anni, attraverso il proprio gruppo di volontari, svolge attività di protezione civile nel comprensorio.

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A Chianciano “C’è un tedesco, un francese e un italiano”, Ruggeri con Ale e Franz

Quattro spettacoli l’anno scorso, e altrettanti esauriti. Ma soprattutto quattro occasioni per divertirsi in mezzo a un pubblico stupito ed entusiasta di fronte a tanta novità. Certe amicizie sono destinate…

Quattro spettacoli l’anno scorso, e altrettanti esauriti. Ma soprattutto quattro occasioni per divertirsi in mezzo a un pubblico stupito ed entusiasta di fronte a tanta novità.
Certe amicizie sono destinate a dare frutti nel tempo: così basta una cena assieme per ritrovare la gioia di tornare sul palco. Un blitz dell’ultima ora, comunicato all’ultimo momento a chi, in tempi brevi, dovrà organizzare queste impreviste incursioni.
Così Enrico Ruggeri e Ale e Franz torneranno a dar vita a un evento unico nel panorama italiano: uno spettacolo da vedere più che da raccontare. L’unica frase che può spiegare quello che accadrà è quella che più volte i nostri protagonisti si sono sentiti ripetere: “sono passate tre ore e non me ne sono neanche accorto”.
“C’è un tedesco, un francese, un italiano…” Enrico Ruggeri – Ale e Franz con: Luigi Schiavone (Chitarra); Fabrizio Palermo (Basso e Tastiera); Marco Nano Orsi (Batteria); Francesco Luppi (Pianoforte e Tastiera).
In anteprima assoluta nazionale al Palamontepaschi di Chianciano Terme (Si) sabato 7 giugno. Info 0578 766917 – Prevendite www.boxofficetoscana.it.
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Chianciano Terme: on-line il rendiconto di mandato 2009-2014

E’ in distribuzione a tutte le famiglie residenti a Chianciano Terme il “Rendiconto di mandato (2009-2014)” dell’Amministrazione comunale uscente guidata da Gabriella Ferranti, eletta con la lista “Impegno per Chianciano…

E’ in distribuzione a tutte le famiglie residenti a Chianciano Terme il “Rendiconto di mandato (2009-2014)” dell’Amministrazione comunale uscente guidata da Gabriella Ferranti, eletta con la lista “Impegno per Chianciano Terme”. Nelle 60 pagine del documento “Vi rendiamo conto. 5 anni di impegno per Chianciano Terme” è sintetizzata l’attività svolta da questa amministrazione comunale dal momento delle elezioni (6-7 giugno 2009) sino al 10 marzo 2014 (giorno nel quale è stato chiuso il documento).

«Alla conclusione dei cinque anni di mandato vi rendiamo conto della nostra azione amministrativa – scrive il Sindaco Gabriella Ferranti nel documento – un’attività resa più difficile e complessa per i vincoli ai quali siamo stati sottoposti, per l’obbligatorio rispetto del Patto di stabilità, per i tagli sempre più consistenti ai trasferimenti di risorse finanziarie dallo Stato al Comune, per la profonda crisi economica generale che si è aggiunta alla crisi di cui Chianciano Terme soffre da più di 20 anni».
«Abbiamo fatto scelte oculate – prosegue ancora il Sindaco – che hanno già portato e porteranno significativi risparmi gestionali, ma abbiamo anche continuato a mantenere il più possibile i servizi allo stesso livello per quantità e qualità. Abbiamo posto le basi per il rilancio della nostra città, contribuendo ad un progetto che deve essere partecipato da tutta la collettività, per portare la qualità dell’offerta a competere con alti livelli di ospitalità sul piano nazionale ed internazionale. L’approvazione del Piano Strutturale, i cospicui investimenti nella riqualificazione urbana, la valorizzazione dell’acqua (elemento identitario della nostra storia), nella piazza più importante del centro termale e l’apertura delle Piscine termali Theia, per una più ampia e diversificata offerta termale, vanno in questa direzione».

«Abbiamo attuato politiche del turismo – scrive ancora Ferranti nel documento – valorizzato il nostro patrimonio culturale e sostenuto eventi importanti per rappresentare Chianciano Terme come città termale ospitale ed accogliente. I molti riconoscimenti confermano che l’obbiettivo è stato raggiunto».

«Il rendiconto dà anche l’opportunità di ringraziare i cittadini che ci hanno manifestato il loro sostegno ed apprezzamento ed anche coloro che hanno espresso critiche con la finalità di dare un contributo alle nostre decisioni» conclude Ferranti.

Il documento è disponibile anche on-line nel sito del Comune di Chianciano Terme.
Vedi: http://issuu.com/03471/docs/bilancio_di_mandato_2009-2014_def.a

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Chianciano: anche quest’anno corsi serali professionali per giovani e adulti

Anche quest’anno l’Istituto professionale “Pellegrino Artusi” di Chianciano Terme proseguirà il corso serale professionale per giovani ed adulti, senza limiti di età, per il conseguimento della qualifica professionale regionale e…

Anche quest’anno l’Istituto professionale “Pellegrino Artusi” di Chianciano Terme proseguirà il corso serale professionale per giovani ed adulti, senza limiti di età, per il conseguimento della qualifica professionale regionale e il rilascio del diploma di maturità nei settori enogastronomia, sala e vendita e accoglienza turistica per accedere al mondo del lavoro e all’Università.

Al corso, attivato per la prima volta dall’Istituto nell’anno scolastico 2013/2014, sono iscritti attualmente 36 studenti, prevalentemente donne, tra questi vi sono 16 stranieri. Gli iscritti, la cui età media degli iscritti è di 30 anni circa, sono residenti a Chianciano Terme e nei comuni della Valdichiana. I corsi sono personalizzati a seconda del livello di istruzione già raggiunto dagli iscritti e si svolgono tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 18.00 alle ore 22.00.

«Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – afferma la professoressa Patrizia Ciolfi, vicepreside dell’Istituto alberghiero – perché gli iscritti oltre a frequentare regolarmente stanno raggiungendo incredibili risultati. A questo corso – prosegue – è iscritta persino una studentessa che ha ottenuto già una laurea e i diversi iscritti stranieri contribuiscono in maniera positiva garantendo quel processo di integrazione fondamentale nella comunità».

Il corso si rivolge a tutti coloro che hanno interrotto gli studi e vogliano completare la propria formazione, che sono in possesso del diploma di terza media o titolo equipollente e hanno compiuto il 18esimo anno di età, che hanno più di 16 anni ed hanno compiuto il percorso dell’obbligo scolastico ma non hanno ancora raggiunto il 18esimo anno di età, che hanno iniziato un’attività lavorativa o di apprendistato. Si possono iscrivere, inoltre, tutti coloro che desiderano rimettersi in gioco e arricchire il proprio bagaglio culturale e professionale e coloro che per qualsiasi motivo in passato non hanno potuto studiare e desiderano colmare questo svantaggio. Il corso è aperto a chi, cittadino italiano e non, voglia allargare le proprie conoscenze culturali e le proprie competenze professionali.

Per quanto riguarda l’assetto didattico, il nuovo percorso del serale (definito dal dpr 263 del 29/10/2012), si sviluppa in tre periodi didattici (tre annualità) e si conclude con un esame di stato per il conseguimento del diploma. Il monte orario di ogni periodo didattico è di 740 ore ed è indispensabile la frequenza del 70% circa delle ore complessive. Il percorso sarà comunque personalizzato sulla base dei crediti formativi e professionali di ogni iscritto e sarà definito dal patto formativo individuale. Le lezioni si svolgeranno in orario serale per cinque giorni alla settimana (23 ore settimanali), da settembre a maggio. È prevista anche la possibilità di fruire a distanza di una parte, non superiore al 20%, del monte orario complessivo.

Al momento dell’iscrizione l’Istituto valuterà il curriculum formativo e lavorativo, riconoscendo le competenze acquisite attraverso precedenti esperienze scolastiche, anche parziali, e valutando le esperienze professionali svolte in ambiti coerenti con l’indirizzo di studio scelto. Come credi formativi saranno valutati anche quelli acquisiti attraverso la frequenza di corsi relativi ad attività riconosciute di formazione professionale (cuoco, aiuto-cuoco, barman, ecc.) organizzati dall’Istituto, dalle agenzie formative o da altri istituti alberghieri. Inoltre, le materie già studiate in altre scuole o in questa stessa scuola, possono essere riconosciute come credito con la possibilità di abbreviare il percorso di formazione.

Per gli studenti lavoratori, come prevede la legge, è riconosciuto il “diritto allo studio”, ovvero permessi retribuiti per studio (150 ore annuali), così come sono possibili agevolazioni nei turni di lavoro.

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Comunicato dei segretari PD della Valdichiana senese in vista delle amministrative

La Valdichiana senese è un territorio di oltre 60 mila abitanti che esprime grandi qualità. Solo un Pd rinnovato e vicino ai cittadini può costituire questa spinta in più per…

La Valdichiana senese è un territorio di oltre 60 mila abitanti che esprime grandi qualità. Solo un Pd rinnovato e vicino ai cittadini può costituire questa spinta in più per uscire dalla palude della crisi economica e sociale più grave dal dopoguerra. Alle amministrative di maggio, quando sei comuni su nove andranno al voto presenteremo idee forti e persone capaci in grado di guidare le proprie comunità con slancio, spirito di sacrificio e umiltà.

Il Pd della Valdichiana ha riunito il proprio esecutivo in settimana per fare un punto sulle primarie di domenica prossima e sulle prossime amministrative, in modo da iniziare a lavorare ad una piattaforma programmatica che accompagnerà i programmi specifici dei sei comuni chiamati al voto (Cetona, Chianciano, Montepulciano, San Casciano, Sinalunga e Torrita), per rafforzare un’area da sempre unita e compatta nelle scelte fondamentali.

Idee e progetti, non improvvisazione. La crisi economica ha messo a dura prova i cittadini e le aziende anche nelle nostre zone, con una disoccupazione, soprattutto giovanile, finora sconosciuta. Ai cittadini della valdichiana non servono progetti confusi o le ‘armate Brancaleone’ delle liste civiche, dietro le quali spesso si nasconde la destra, ma chiarezza: nei programmi, negli obiettivi e nelle persone. Di fronte ai servizi essenziali come sanità, asili, scuole, trasporti, non si improvvisa.

Terra, aria, acqua e vino”: le nostre risorse, le nostre sfide. Siamo una terra dalle grandi potenzialità. Abbiamo un tessuto produttivo importante, a partire dalla parte nord dell’area, tra Torrita di Siena e Sinalunga. Un’area che esprime produzioni di qualità e di fama internazionale, dal Vino Nobile di Montepulciano, alla terracotta di Trequanda, all’olio pregiato di Cetona. L’acqua come elemento di benessere ed attrazione turistica legato al termalismo come a Chianciano Terme, a San Casciano dei Bagni o Sarteano. Uno snodo ferroviario, infrastrutturale e logistico come quello di Chiusi, importante per tutto il senese, la vicina Umbria e l’alto Lazio, che va potenziato.

Difendere i servizi, il territorio, la qualità della vita. Oltre alle nostre bellezze storiche e paesaggistiche, c’è una ricca offerta culturale diffusa nei musei, nei centri storici medievali, nei parchi archeologici etruschi. C’è un presidio ospedaliero importante come Nottola e un sistema di servizi sociali forte che vanno difesi e rilanciati. Una qualità della vita che molti ci invidiano e che va protetta dalla crisi. Un territorio che deve essere tutelato, per questo sarà importante investire nella sicurezza idrogeologica e ridurre il consumo di suolo.

L’unione fa la forza. Di fronte agli interlocutori che si allontanano o spariscono, come le province, è più facile ottenere risultati importanti per tutti, se ci presentiamo come una comunità coesa e politicamente omogenea di fronte alla Regione Toscana, al Governo o all’Europa. Per questo conterà sempre di più muoverci come un soggetto unito, forte di oltre 60 mila abitanti. E solo il Pd può costituire, assieme alle amministrazioni, quel collante sociale e politico decisivo per uscire dalla palude della crisi.

Uniti per ottenere risultati. Il Partito Democratico dei nove comuni della Valdichiana senese ha sempre creduto nelle politiche di area. Ognuno di noi ha le sue sfide da affrontare dentro le proprie comunità, ma siamo consapevoli che serva continuare a lavorare insieme, oltre i campanilismi, per il bene delle nostre comunità. Associare i servizi nell’Unione dei Comuni significa poter dare risposte con minori risorse e in modo più efficiente. Dal comune più piccolo a quello più grande, con pari dignità.

Al voto per confermare il buongoverno. Nella prossima primavera sei comuni su nove andranno al voto: Cetona, Chianciano Terme, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. In questo momento di crisi sarà ancora più indispensabile dare risposte concrete e veloci ai nostri concittadini che devono vedere nell’amministrazione un supporto ed una guida. Confermando la guida del Pd e delle forze di centrosinistra ai nostri comuni, significa continuare a garantire il buon governo, la tenuta sociale, e un’alta qualità della vita nelle nostre terre.

Firmato: i segretari del Partito Democratico dei comuni della Valdichiana

Matteo Spaccapeli (Cetona)

Monica Sanchini (Chianciano Terme)

Pamela Fatighenti (Chiusi)

Alberto Millacci (Montepulciano)

Agnese Carletti (San Casciano dei Bagni)

Mattia Nocchi (Sarteano)

Michele Catoni (Sinalunga)

Alessio Pieri (Torrita di Siena)

Efisio Fanutza (Trequanda)

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Nascono i Vikids Rugby Chianciano, costola giovanile dei Vikings.

I Vikings Chianciano Rugby a breve avranno la loro costola giovanile, per poter crescere giovani rugbisti e avere le under necessarie per potersi iscrivere ai campionati superiori. I Vikids Rugby…

I Vikings Chianciano Rugby a breve avranno la loro costola giovanile, per poter crescere giovani rugbisti e avere le under necessarie per potersi iscrivere ai campionati superiori.

I Vikids Rugby Chianciano, questo il nome scelto per i giovani, cominceranno martedi 4 marzo, saranno allenati da Tommaso Cestari ,Luca Loddo, Andrea Cappelli e Gabriele Marchetti; tutti giocatori dei Vikings dotati di patentino federale, l’età minima è quella di 6 anni, ovvero per tutti i bambini nati fino al 2008.

Il programma dei Vikids è molto semplice, l’obiettivo è di far riprendere il prima possibile l’attività Rugbistica giovanile nelle nostre zone, e riprendere il lavoro del Rugby XV Montepulciano da dove è stato lasciato, i bambini avranno questi primi 3 mesi, gratuiti di prova per tutti; ed a partire dalla società , passando per gli allenatori, l’obiettivo iniziale è di costruire subito l’Under 16 che potrebbe fare un campionato e creare le U10 e U8, ma sopratutto ottenere la risposta della gente a questo meraviglioso sport.

L’allenatore Tommaso Cestari dichiara: “Chiaramente iniziando a Marzo l’attività sapevamo che saremmo partiti con pochi bambini perché giustamente molti di loro hanno iniziato altre attività sportive, ma bisogna dire che c’è stata un ottima risposta da parte di bambini di ogni età, sopratutto da parte dell’exU14 del Rugby XV Montepulciano, ovviamente ci sono tanti nuovi arrivi che già hanno dato conferma e tanti che verranno durante questi 3 mesi a provare.”

Quindi per tutti i bambini ed i genitori interessati a provare questo sport, altamente educativo e formativo, l’appuntamento è ogni martedi e giovedi dal 4 marzo al campo castagnolo di Chianciano Terme dalle ore 17 e… a tutto rugby.

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I Vikings Chianciano vincono sull’Empoli Rugby

In una domenica primaverile si sono affrontati Empoli Rugby e Vikings Chianciano, che forse esprimono il miglior gioco dal punto di vista dello spettacolo e non hanno tradito le aspettative….

In una domenica primaverile si sono affrontati Empoli Rugby e Vikings Chianciano, che forse esprimono il miglior gioco dal punto di vista dello spettacolo e non hanno tradito le aspettative.

Nella squadra dei Vikings Chianciano, l’allenatore Ugo Massai opta per una vera rivoluzione, cambia la linea dei trequarti e ottiene una partita tutta votata all’attacco ed i risultati non tardano ad arrivare: infatti l’Empoli, che gioca in maniera molto aperta e con continui cambi di fronte, si ritrova chiuso nella propria metà campo senza riuscire a imprimere il proprio gioco.

Il primo tempo vede i Vikings, dominanti nella mischia, realizzare due mete nei primi 20 minuti con Paolo Sestini ed il capitano Bacherotti, poi risposta dell’Empoli con una meta non trasformata e subito ancora Vikings con meta di Ferretti anch’essa trasformata da Movileanu che nel primo tempo, finito 21-5 per gli ospiti, fallisce due calci di punizione.

Nel secondo tempo l’Empoli tenta il tutto per tutto, velocizzando il gioco e cercando di pressare per rubare il possesso, riescono a realizzare due mete, una sola trasformata e si portano sul 21-17, ma la mischia ordinata dei Vikings è dominante, con una prova maiuscola delle prime linee e porta i vichinghi a realizzare un’altra meta con una splendida serpentina di Rosati, trasformata da Movileanu, nel finale meta dell’Empoli trasformata che fissa il risultato sul 24-28 per i Vikings.

Bella,  bellissima partita giocata in maniera spettacolare, da un Empoli che si dimostra una squadra corretta e che esprime il più bel gioco del campionato, con la facilità del cambio di gioco, passando da un fronte all’altro e una grande velocità dei giocatori. Bellissima partita anche dei Vikings, che grazie all’ottimo lavoro dell’allenatore di mischia Nicolas Annoscia e alla rivoluzione dei trequarti, trova il modo di gestire la fonte del gioco e realizzare mete in attacco, ottimo anche l’arbitro, facilitato dal gioco corretto delle due squadre.

Domenica prossima riposo, poi per i Vikings Chianciano sfida con i primi della classifica, gli Arieti Arezzo per il sesto Derby della Valdichiana.

VIKINGS CHIANCIANO: Ferretti Pietro, Giuliacci Francesco, Sestini Paolo, Lipsi Emanuele, Roghi Mirko, Movileanu Doru Vasilica, Rosati Riccardo, Marchetti Gabriele, Storelli Flavio, Chierchini Alessio, Sestini Jacopo, Terrosi Simone, Bacherotti Stefano, Alfatti Matteo, Cappelli Andrea.

A DISPOSIZIONE: Dottori Emiliano, Casagni Enrico, Senatore Fabio, Fè Massimiliano, Bettollini Simone, Barbetti Stefano, Mendez Diego Socrates.

ALLENATORI: Ugo Massai e Nicolas Annoscia – Allenatore dei Forwards / Mischia.

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