La zuppa è un piatto di origini antichissime, etimologicamente il nome zuppa risale al gotico suppa, che significa fetta di pane inzuppata. La storia della zuppa è racchiusa proprio in questo nome che ci riporta al Medioevo, quando il pane aveva, nelle case dei ricchi e dei nobili, la funzione di piatto. Sul pane, che allora era una specie di focaccia di grano, venivano tagliate le carni, i pesci, i formaggi e tutte le pietanze del menù. Le zuppe a base di brodo, a dire il vero, arrivano molto dopo le cosiddette pulmenta: polente e zuppe di cereali poveri, come l’avena, il miglio, la segale, l’orzo. Questi, si lasciavano bollire per ore e ore sul fuoco, fino a farli diventare creme dense e granulose che saziavano la fame dei più poveri. La contrada di Voltaia, oggi ci propone una zuppa di farro con fagioli dall’occhio, chiamati così per la caratteristica macchiolina nera tonda, è piccolo, con buccia sottile e pasta cremosa: “Zuppa del Farrocchio”

Ingredienti PER 4 persone
150 gr. di farro
100 gr. di fagioli dall’occhio
50 gr. di piselli secchi
cipolla
sedano
carota
aglio
salvia
1/2 bicchiere di olio extravergine d’oliva
2 bicchieri di Vino Nobile di Montepulciano
formaggio pecorino grattugiato a piacere
brodo di carne a sufficienza
sale e pepe

Per la guarnizione della zuppa:

4 fette di pancetta fresca di cinta senese,
3/4 pomodorini a grappolo, 4 fette di pane abbruscato

Preparazione
Tagliare la pancetta di Cinta Senese a listelli e farla marinare nel Vino Nobile per almeno 1 ora.
In una casseruola soffriggere con l’olio extravergine d’oliva carota, cipolla, sedano, piselli secchi e unire quindi aglio
e salvia. Aggiungere i fagioli dall’occhio, precedentemente tenuti a bagno nell’acqua per una notte e il farro facendoli arrosolare e poi sfumare con il Vino Nobile.
Aggiungere il brodo di carne precedentemente preparato e lasciar bollire il tutto a fuoco basso per 1 ora circa. Qualche minuto prima di spegnere il fuoco salare a piacere. Lasciare riposare per qualche minuto poi aggiungere il pecorino grattugiato. Togliere la pancetta di cinta senese dalla marinatura e cuocerla in gratella fino a farla diventare croccante.
Preparare i pomodorini tagliandoli a cubetti. Versare la zuppa in una ciotola di coccio, aggiungere la pancetta croccante,
qualche cubetto di pomodorino e la fetta di pane abbruscato, una generosa mulinellata di pepe ed un filo di olio extravergine d’oliva.

Anche questa ricetta fa parte della raccolta curata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

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