La nostra lettrice Roberta Pellegrini ci invia un bel racconto sulla serata del Torrita Blues con l’emozionante esibizione di Lucky Peterson:

E pensare che non volevo uscire…
In questo venerdì di inizio estate che ancora estate non è…
A Torrita c’è la seconda serata del festival blues, piazza Matteotti trasformata in un suggestivo palcoscenico tra note, musica, birra e luci,trasmette tutto il suo fascino.

A un certo punto noto, davanti alla porta del comune, una sedia, un cappello, un camicione bianco, due scarpe nere a punta che neanche nei negozi vintage si trovano, la testa reclinata in avanti, il volto nascosto sotto la tesa del cappello. Ogni tanto la testa si alza, accende una sigaretta. Tira tre, quattro tiri e magicamente torna a nascondersi sotto il cappello. Ogni tanto qualcuno gli fa visita per accertarne l’esistenza. Ogni tanto qualcuno gli porta da bere. Ogni tanto, tra un riposino e un altro, batte il tempo con le buffe scarpe a punta.

La curiosità, per una profana di musica blues, di sapere chi è quel personaggio è tanta. E così conosco il cappello di Lucky Peterson, unica tappa italiana il Torrita Blues: un veterano del Blues, un grande musicista,un mito insomma. Il mito che non ha pranzato, non ha dormito di pomeriggio, non ha fatto cena, che ha già ordinato quattro pizze per mezzanotte e che dormicchia sotto il cappello mentre sul palco suona un’altra band.

Lucky PetersonIl presidente Luca Romani annuncia l’entrata della sua band ed ecco che dopo un brano introduttivo, l’omino relegato sulla sedia si trasforma in una forza della natura, sale sul palco, appoggia le sue mani nella tastiera ed esplodono note, suoni, musica, entusiasmo e magia pura. L’omino che dormiva alla porta del comune prende la sua chitarra rossa e cantando e suonando scende dal palco e s’immerge tra il pubblico in un vero bagno di folla, percorre la piazza, si ferma al bar di Alberto, ordina una birra, la beve, tre tiri di sigaretta e la ola prosegue.

Tanta è la magia che non si capisce dove inizia la sua voce e dove finisce la sua chitarra rossa, contornato da un esercito di scatti, di gente che balla, di adrenalina pura. È in quell’atmosfera in attesa di una serata d’inizio estate che il mio occhio li ha incontrati, lui e la sua chitarra. Sei veramente un mito Lucky Peterson, te lo dice una profana del blues che ha gioito, ballato, cantato e goduto della tua arte.
Pellegrini Roberta

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