Raggiungere la Riserva Naturale di Pietraporciana non è semplice, se non si è abituati alle strade bianche e non si ha dimestichezza con i territori tra Chianciano e Sarteano; eppure, quello che ci aspetta al termine del percorso, è una scoperta che vale la pena del viaggio. Un luogo di pace e serenità, che racchiude una storia importante per la Valdichiana e la Valdorcia.

Al centro della Riserva Naturale si trova l’ex podere di Pietraporciana, che è oggi un rifugio escursionistico e un centro visite, che utilizziamo come base per le nostre esplorazioni. Un lungo e approfondito viaggio tra storia, arte e natura, alla scoperta di un autentico patrimonio de nostro territorio, inserito nel circuito degli “Ecomusei della Valdichiana”.

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La Storia a Pietraporciana

Il casolare che sorge al centro della Riserva Naturale di Pietraporciana era il centro di un podere di proprietà dei marchesi Origo, e faceva parte della più vasta tenuta de “La Foce” che si estende tra Chianciano, Sarteano e Montepulciano. Si tratta di un luogo molto importante nella storia locale, in virtù del ruolo fondamentale che ha rivestito durante la Liberazione al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Il podere di Pietraporciana fu infatti uno dei centri della lotta partigiana: i marchesi Origo lo lasciarono a disposizione dei combattenti partigiani dopo l’armistizio del 1943, assieme ad altre basi logistiche. Per circa un anno il podere fu centro di comando delle operazioni nella zona, in virtù della sua posizione strategica e della possibilità di osservare Chianciano dall’alto del poggio. Proprio a Pietraporciana, il 27 giugno 1944, avvenne una delle battaglie cruciali per la liberazione di Chianciano Terme dall’occupazione nazifascista.

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In virtù di questo importante evento storico, Pietraporciana è rimasta centrale nella memoria della comunità locale, tanto da spingere la marchesa Iris Origo a donare definitivamente la proprietà del podere al Comune di Chianciano, nell’anno 1985 (anche se la riserva si trova nel Comune di Sarteano). Da quel periodo sono cominciati i lavori di ristrutturazione e valorizzazione, che hanno portato nel 1996 all’inserimento nel sistema delle Riserve Naturali Senesi.

Pietraporciana è rimasta un luogo identitario per la guerra di Liberazione: ogni anno, in occasione della festa nazionale del 25 aprile, ospita infatti un evento organizzato da ANPI e Legambiente per tramandare la testimonianza storica dell’accaduto. Per l’occasione vengono coinvolti i ragazzi delle scuole, viene inaugurata una targa con delle riflessioni sulla Liberazione, i reduci partigiani raccontano storie ed effettuano letture a tema.

La storia a Pietraporciana, tuttavia, non si limita ai tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale: inerpicandosi attraverso la faggeta, fino al poggio sopra il casolare, si può incrociare la “Grotta di Bruco”. Si tratta di una piccola caverna ai margini della radura, che secondo la leggenda ospitò Bruco, un templare di ritorno dalle Crociate che decise di vivere come eremita.

Le tante grotte presenti a Pietraporciana testimoniano una chiara presenza umana, probabilmente anteriore anche alla civiltà degli Etruschi, per via delle lavorazioni sulle pareti delle caverne che non sembrano effetto dell’erosione naturale; sono numerosi i ritrovamenti archeologici, dall’età del bronzo fino all’epoca romana. D’altronde, la visuale privilegiata su tutti i territori circostanti che si gode dalla sommità della collina doveva rivestire un elemento strategico fin dall’antichità. I resti di conchiglie e di fossili, inoltre, dimostrano la natura alluvionale dei terreni e il loro forte legame con l’epoca dell’ultima glaciazione.

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La Natura a Pietraporciana

Proprio la glaciazione terminata 10mila anni fa è alla base della straordinaria particolarità in ambito naturalistico di Pietraporciana. Il motivo per cui è stata istituita la Riserva Naturale, infatti, è la faggeta di 341 ettari sul crinale, censita dalla società Botanica Italiana come “biotipo di particolare interesse”. La faggeta di Pietraporciana è considerata eterotipica, ovvero si è formata e conservata al di sotto dei consueti limiti di altitudine (circa 800 msl). Siamo quindi di fronte a un esempio molto importante di “faggeta relitta”, un residuo degli estesi boschi di faggio che durante le glaciazioni vivevano a quote inferiori alle attuali, conservatasi tale grazie al crinale roccioso di tipo calcareo che l’ha protetta dai venti caldi e dagli agenti atmosferici.

La faggeta è al centro delle escursioni naturalistiche: si può attraversare seguendo il percorso che inizia nei pressi del podere e attraversarla fino a giungere al poggio del colle, da cui lo sguardo può spaziare su un panorama vastissimo, fino al Monte Amiata e al Lago Trasimeno. Accanto alla faggeta è presente un Arboreto Didattico, in cui possono essere identificate varie specie vegetali, e un orto sinergico utilizzato per progetti scolastici sulla buona alimentazione.

Particolarmente importante dal punto di vista botanico, è la presenza di due specie piuttosto rare per i boschi italiani che fioriscono tra giugno e agosto: il Giglio Rosso e il Giglio Martagone. Quest’ultimo è un esemplare rarissimo in provincia di Siena, perché è tipico dell’habitat montano. Per quanto riguarda la fauna, invece, l’elemento più caratteristico è costituito dalla Rosalia Aplina, un raro coleottero di colore blu, che nidifica soltanto in alcuni tipi di legno morto. A questo particolare insetto si affiancano tante specie di uccelli come il picchio rosso, il picchio verde e il picchio torcicollo, lo sparviere, il biancone e il falco pecchiaiolo, la poiana e il barbagianni. Per i mammiferi invece si possono trovare scoiattoli, istrici, volpi, faine, martore, tassi, caprioli, daini e cinghiali. Infine, nella fonte accanto al podere c’è una sorgente naturale dove ogni anno i tritoni si radunano per la riproduzione.

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L’Arte a Pietraporciana

Come se l’importanza storica e quella naturalistica non fossero sufficienti, la cooperativa Alma Gea, che cura la gestione di Pietraporciana, ha cominciato già da qualche anno a sviluppare un altro filone, ovvero quello artistico. Nella loro visione, questo posto potrebbe diventare un parco artistico, rendendo sempre più indissolubile il legame tra la natura e la cultura.

Ne è la prova l’iniziativa “Simbiosi” del 2015, una sorta di mostra collettiva che ha coinvolto artisti locali e internazionali, con opere e artefatti lasciati in libera esposizione. Nel corso di questa mostra è stato sviluppato il concetto di arte sostenibile: tutte le opere sono state realizzate con materiale decadente (legno, argilla, paglia e così via) in modo da subire l’effetto dell’erosione naturale con il passare del tempo. Ancora oggi, visitando Pietraporciana, è possibile imbattersi nei resti di queste opere: alcune si sono conservate, altre sono diventate dei rifugi per gli animali, altre ancora hanno trovato una nuova funzione nella circolarità della natura.

Ogni anno la cooperativa Alma Gea cerca di sviluppare questo concetto di parco artistico e di arte eco-sostenibile, in modo da dare una spinta propulsiva anche al settore turistico. Nei giorni in cui abbiamo visitato Pietraporciana abbiamo conosciuto una giovane artista che stava usufruendo del progetto di residenza artistica: in cambio di ospitalità, ha realizzato delle sculture di argilla per la Riserva Naturale, dando ulteriore linfa al legame tra arte e natura.

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Il centro visite di Pietraporciana

Dopo questo viaggio tra storia, natura e arte, torniamo al punto di partenza del nostro viaggio, ovvero il centro visite. Il casolare al centro della Riserva Naturale è infatti il punto di riferimento per i visitatori e gli escursionisti: la struttura è in grado di accogliere fino a 24 persone come ostello, bed&breakfast, mezza pensione o pensione completa. Inoltre è dotato di un piccolo anfiteatro in cui è possibile svolgere eventi artistici, didattici e culturali.

Il centro visite è gestito dal circolo Legambiente Valdichiana e dalla cooperativa Alma Gea, di cui fanno parte Ivan, Giancarlo e Andrea. È proprio Ivan a raccontarci, in maniera autentica e appassionata, il grande lavoro che stanno svolgendo:

“Il nostro sogno è quello di far diventare Pietraporciana un luogo di scambio di culture. Non soltanto un luogo in cui rilassarsi e stare in pace con la natura, ma anche ritrovare la ricchezza della cultura e dell’arte, dello stare bene con sé stessi.”

La cooperativa ha iniziato le sue attività in un’altra Riserva Naturale Senese: il Pigelleto, sul Monte Amiata. Dal 2013 è attiva a Pietraporciana e offre servizi di informazione turistica, supporto ai visitatori e all’organizzazione di eventi. Inoltre è responsabile del punto ristoro, in cui non utilizza i piatti tipici toscani ma delle ricette più ricercate, che si rifanno alla tradizione napoletana o di altre regioni, utilizzando il pesce e delle tecniche particolari di cottura.

Ivan e Giancarlo sono infatti originari di Napoli, e il loro lavoro a Pietraporciana è indice di una riscoperta interiore. Ex bancari, si sono stancati della vita in città e di un lavoro che non dava loro soddisfazioni: hanno ricominciato in Toscana, con una vita che dal punto di vista emotivo restituisce delle sensazioni più forti, capace di rigenerare l’animo con la serenità e l’armonia della natura, scambiandosi esperienze con gli altri ospiti di Pietraporciana.

“Se ci fosse una rete più efficace tra tutte le Riserve Naturali potremmo lavorare su un’offerta più grande dal punto di vista turistico – commenta Ivan – ma non è sempre facile. A volte è difficile far dialogare efficacemente tutti gli attori sociali, sono diversi i gradi di competenza amministrativa a Pietraporciana.”

Eppure, nel loro piccolo, i membri della cooperativa si sforzano di rendere la Riserva Naturale ancora più accogliente. Il centro visite è a disposizione di sportivi, gruppi, associazioni, aziende o artisti. Per la prossima estate sono in programma numerosi eventi: dai campi estivi ai workshop, dal nordic walking alle serate astronomiche, dalle cene ecologiche ai corsi di musica, danza e teatro.

Tutto questo in un clima di serenità e armonia che fonde in maniera efficace storia, natura e arte. Perché la Riserva Naturale di Pietraporciana non è il luogo per fuggire dalla realtà, ma per riscoprirla.


IMG_2746Per informazioni:

La Riserva Naturale di Pietraporciana è raggiungibile da Sarteano prendendo la strada per Castiglioncello del Trinoro: dopo circa 3km abbandonare la SP126 e proseguire sulla strada sterrata verso l’area attrezzata “Le Crocette”, dopo circa 1km si trova il podere. Da Chianciano, invece, proseguire dai giardini de “La Foce” su strada sterrata per circa 3,5km seguendo i cartelli di legno.

Il centro visite è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Per prenotazioni si può contattare la mail pietraporciana@gmail.com oppure visitare il sito web www.pietraporciana.it

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Alessio Banini

Scrittore di narrativa e saggistica, ha conseguito una laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università degli Studi di Siena. Nato nel 1983 in provincia di Siena, per La Valdichiana si occupa di folclore e storie della tradizione popolare. La sua grande aspirazione di aiutare le persone a pareggiare i tavoli con i suoi libri è stata spazzata via dall'avvento dell'editoria digitale

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