La RSA “Ex-Onpi” di Sarteano è stata negli ultimi giorni uno dei principali focolai di contagio da nuovo coronavirus nel nostro territorio: una drammatica situazione vissuta da tutta la comunità sarteanese e in particolare dagli anziani ospitati nella struttura di assistenza, in cui si sono registrati otto decessi e oltre trenta positivi al virus (accompagnati fortunatamente dai primi casi di guarigione clinica).

Dopo la scoperta dei primi casi di positività al virus, che hanno reso evidente il focolaio di contagio tra soggetti ad alto rischio, la Asl Sud-Est aveva provveduto a dividere la struttura in due piani: uno per i pazienti positivi al virus, uno per gli ospiti negativi (gli anziani che presentavano le condizioni di salute peggiori, invece, sono stati trasferiti all’Ospedale di Arezzo). La situazione tuttavia non ha registrato dei netti miglioramenti, quindi la Regione Toscana ha deciso di assumere la gestione diretta della struttura, per mezzo dell’azienda sanitaria di competenza, in accordo con il Comune di Sarteano .

Secondo un comunicato diffuso dall’AUSL Toscana sud-est il direttore generale Antonio D’Urso ed il sindaco Francesco Landi, in costante contatto, hanno definito il perimetro d’azione che guiderà la nuova gestione della ex casa di riposo. La RSA di Sarteano è infatti interessata dal processo di riconversione in struttura di cure intermedie che vede il subentro temporaneo, per il periodo d’emergenza sanitaria, da parte dell’Azienda USL Toscana Sud Est nella gestione sanitaria della struttura.

Tale meccanismo, infatti, vale per l’intero territorio regionale: su indicazione della Regione, dispone l’ordinanza 28 del 7 aprile del presidente della Regione Toscana, laddove in una RSA vi sia un contagio da coronavirus, la struttura può essere presa in diretta gestione dalla AUSL territorialmente competente, che subentra nella gestione in quanto sistema sanitario regionale.

Nell’Area Toscana sud est, l’AUSL costituisce i presidi di riferimento per la presa in carico dei pazienti positivi delle RSA attuando i livelli di cura e assistenza sanitaria previsti per le cure intermedie, in ogni provincia di competenza. In quella senese, ad oggi, le strutture di questo tipo sono due: la clinica Rugani a Siena e, appunto, l’Ex Onpi di Sarteano.

Al momento, visto anche il numero ingente di positivi già presenti nella casa di riposo di Sarteano, non sono previsti nuovi arrivi di ospiti di RSA positivi. L’azienda sanitaria ha comunicato che, qualora ciò dovesse rendersi necessario, avverrà nel pieno rispetto dell’equilibrio territoriale, cioè a partire da eventuali positivi provenienti da RSA del territorio provinciale, in accordo con la struttura di Siena. Questa misura vale esclusivamente e specificatamente ad eventuali positivi provenienti da RSA. Per i contatti di positivi non è previsto il trasferimento nelle “RSA speciali” ma seguono i percorsi già in essere a domicilio o in ospedale.

L’accordo sottoscritto tra Azienda Usl Toscana sud est e Comune di Sarteano prevede, inoltre, la garanzia del posto del lavoro per gli attuali dipendenti e la prospettiva futura per la RSA di divenire struttura per le cure intermedie con la presenza costante della Usl. La specificità, per la struttura di Sarteano, sta nel fatto che il passaggio gestionale sia avvenuto tramite un accordo tra Usl Toscana Sud Est e Comune di Sarteano. Un risultato avanzato sia sul piano occupazionale che sul futuro post-emergenza. La struttura di Sarteano, inoltre, sarà tra le prime a poter disporre di una delle 13 attrezzature, acquistate dalla AUSL Toscana sud est per l’effettuazione di test rapidi di diagnostica molecolare per rilevare rapidamente la presenza del coronavirus.

Il sindaco di Sarteano Francesco Landi, in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria, ha così commentato:

Quanto stiamo vivendo a Sarteano è senza precedenti. Siamo tutti sottoposti ad una prova difficile come mai accaduto prima. Dal 27 marzo, 21 giorni tremendi, la nostra casa di riposo è stata travolta dalla violenza del virus. Si è trasformata da luogo di pace e salute in un luogo di contagio e paura. Di fronte a questo nemico invisibile abbiamo bisogno di essere uniti come non mai: come comunità, come istituzioni, come esseri umani.

Nonostante i nostri sforzi e le drastiche misure adottate la forza del virus ci ha piegati, i numeri dei contagi e dei decessi sono ferite indelebili. In questa situazione di emergenza la Regione Toscana ha ritenuto (come previsto dall’ordinanza del Presidente della Regione Toscana n°28 del 07/04/2020) di assumere la gestione diretta e completa della struttura. Proprio perché non si tratta più di un servizio sociale bensì di un’emergenza di tipo sanitario e quindi di competenza regionale. Non siamo più di fronte alla gestione di un servizio sociale: visti i numeri la nostra casa di riposo è già diventata, di fatto, una struttura sanitaria e, come tale, è giusto che se ne occupi chi di dovere: il servizio sanitario pubblico.

La Usl intende quindi destinare l’utilizzo della struttura alle cure intermedie per i pazienti COVID, una delle tante che la stessa Usl sta aprendo sul territorio regionale e anche nella nostra area. Nell’accordo che formalizza il passaggio siamo riusciti con grande fatica ad ottenere ieri la tutela dei lavoratori e il sostegno della stessa Usl nella gestione della struttura (o parte di essa) anche dopo l’emergenza COVID. E vi assicuro che tutto questo non è poco nè da dare per scontato. Tutt’altro.

È chiaro a tutti che nulla sarà come prima. Ci sarà un “dentro” e ci sarà un “fuori”, è bene chiarirlo. Chi è dentro la casa di riposo, sia i contagiati che il personale che li assiste, sta conducendo la battaglia più difficile e ha bisogno di tutto il nostro sostegno per vincerla perché sono i nostri soldati al fronte. Chi è fuori potrà proseguire la propria vita rispettando tutte le norme e le misure di sicurezza previste a livello locale e nazionale. L’obiettivo è tentare di salvare chi è dentro e tutelare chi è fuori; nella fase attuale è una scelta drastica ma necessaria.

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