Per scoprire altre ricette con l’Aglione della Valdichiana, leggi il nostro speciale!

Cosa succede quando i sapori della Valdichiana incontrano quelli tipici del nord Italia? Diamo il benvenuto all’autunno con un’accoppiata insolita. Nei suoi viaggi estivi, il nostro chef Massimo ha scoperto e assaporato prodotti tipici unici che ha voluto incorporare nelle sue ricette. Tra questi i Missoltini, specialità ittica di Como a base di pesci agone, pescati in lago, fatti essiccare e conservati sotto sale.

L’estate era finita e il tempo si faceva più pungente, anche in Valdichiana. La bruma cominciava ad alzarsi dai campi la mattina e il vento costringeva a portarsi sempre appresso un maglioncino. Qualche mese prima, Marisa e la sua famiglia avevano ricevuto una sorprendente telefonata da Gloria, cugina di Gilberto, che li invitava ad andarla a trovare a Como, nella nuova casa che da poco aveva comprato con il marito.
Gloria era come una sorella per Gilberto: erano cresciuti assieme nella piana chianina e solo dopo le scuole ciascuno aveva preso la sua strada. Gloria aveva sposato Marco, originario di un paesino che si affacciava sul famoso Lago, ed era dal matrimonio di lei che non si vedevano. Per questo, l’invito fu ricevuto con grande piacere dalla famiglia di Marisa
, che arrivato il giorno della partenza caricò le valigie in macchina e seguì le indicazioni dell’Autostrada fino a Como. Trovare l’indirizzo non fu facile, perché la strada che costeggiava il lago era stretta e piena di curve, ma alla fine la trovarono, a pochi chilometri dalla città e protesa verso l’acqua scura sulla quale incombevano le colline azzurre.
Desiderosa di mostrare anche ai parenti del nord le sue nuove scoperte culinarie, Marisa aveva infilato in valigia anche un paio di teste d’Aglione della Valdichiana, sicura che sarebbero state un regalo gradito.
Gloria e Marco accolsero Marisa, Gilberto e Adelina con molto calore e li invitarono a vedere la loro graziosa casa, che aveva un bel terrazzo da cui godersi il panorama. Tra una chiacchiera e l’altra, un ricordo rievocato e un racconto, si ritrovarono a dover decidere cosa cucinare per cena.
Come Marisa, Marco era un ottimo cuoco e restò affascinato da quell’aglio gigante che Gilberto gli mise in mano, spiegandogli come non si trattasse affatto di aglio, ma appunto di Aglione della Valdichiana. Gloria spiegò che Marco aveva già mangiato i pici all’Aglione, ma al ristorante li avevano sempre trovati cucinati con il comune aglio nero. Marisa si offrì allora di mostrare a Marco sia come si preparano i pici che la salsa all’Aglione. Rimboccatisi le maniche, passarono il pomeriggio attorno al tavolo della cucina ad appiciare, continuando a raccontarsi storie e a conoscersi meglio. Ad esempio, Gilberto raccontò di come Marisa avesse scoperto l’Aglione cercando un sostituto all’aglio che Adelina non poteva mangiare. Quando finalmente si sedettero a tavola, sia Gloria che Marco restarono entusiasti di quel sapore particolare e della bontà dei pici fatti a mano. Anche se Marisa non lo sapeva, Marco già stava fantasticando su come usare l’Aglione rimanente.
Il giorno dopo salirono tutti assieme sul battello e andarono a scoprire i piccoli borghi aggrappati alle rive del Lago: Argegno, Lenno, Menaggio e infine Bellagio. Passando davanti a un locale, sentirono una canzone in dialetto comasco che cantava:

Pulènta e missultèn, butèglia dissanguàda

Fu allora che a Marco sembrò venire un’illuminazione. Si rivolse alla moglie e le fece la domanda: “E se stasera usassi l’Aglione per fare polenta e missultin?”
Marisa non aveva mai sentito parlare di questi missoltini, che scoprì essere una tipologia di pesce agone conservato sotto sale e alloro. Gloria le raccontò che era un modo di conservare il pesce di lago nato nell’ottocento, portato fino in Italia dai viaggiatori del nord Europa e ripreso dai pescatori locali, che avevano aggiunto l’alloro.
La sera, Marco e Marisa indossarono il grembiule da cucina e prepararono la classica polenta di mais, che condirono con tanto Aglione e dei buoni missoltini, dando così un carattere toscano a quel piatto tradizionale del Lago di Como. Nonostante Gilberto e Adelina non mangiassero pesce molto spesso e non fossero abituati al sapore del missoltino, lo trovarono molto gustoso e si assicurarono che Marisa avesse imparato bene come prepararlo, perché era il perfetto piatto autunnale che li avrebbe sempre riportati a quei bellissimi giorni passati con Gloria e Marco sul Lago di Como.

Polentina con Missoltini e Aglione della Valdichiana

Ingredienti:
Farina per polenta
1 filetto di Missoltino
1 grosso spicchio di Aglione della Valdichiana
Olio EVO
Prezzemolo

Preparazione
Cuocere la farina di polenta in acqua salata.
In un piccolo stampino adagiare sul fondo un filetto di Missoltino e un filo di olio. Versare la polenta cotta ancora calda nello stampino insieme a un abbondate trito di Aglione. Cuocere in forno a 200° per circa 20 minuti. Servire ribaltando lo stampino in un piatto, cospargere con Prezzemolo e un filo di olio evo.
(Nella ricetta possiamo sostituire i Missultini con aringa o acciughe).

(Per la ricetta ringraziamo Massimo Monechi alias “Filosofie in Cucina“ e il suo collaboratore Antonio Erbacci)

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